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Cosa contengono i vaccini

"LE DIECI DOMANDE CHE I GENITORI DOVREBBERO PORSI PRIMA DI FAR VACCINARE IL PROPRIO BAMBINO A TRE MESI E PER OGNI RICHIAMO VACCINALE.
1) Sapete quanti e quali sono i vaccini cosiddetti "obbligatori" ? ( sono 4
Polio , Difterite, Tetano, Epatite B)
2 ) Siete consapevoli che al vostro bambino verranno somministrati , dopo che sarà i
firmato il consenso , sette vaccini ( quattro " obbligatori" più tre facoltativi – pertosse, haemophilus B , pneumococco) ?
3) Siete consapevoli che i vaccini sono farmaci e contengono cellule animale ,cellule umane e componenti aggiuntivi i : idrossido di alluminio, mercurio (Thiomersal), chick embryo cell culture, WI-38 human diploid lung fibroblasts, MRC-5 cells e altre sostanze usate per prevenire la contaminazione batterica del liquido vaccinale . Ci sono dei conservanti : tipo il polisorbato 20 e 80, aluminum phosphate,thiomersal formaldehyde, gutaraldehyde,sucrose, hydrolyzed gelatin, sorbitol, monosodium L-glutamate, sodium phosphate dibasic, human albumin, sodium bicarbonate, potassium phosphate monobasic, potassium chloride, potassium phosphate gli antibiotici : neomicina ,polimixinaB Ci sono poi altre sostanze –protette da brevetto- tipo : Mueller’s Growth Medium, Mueller-Miller casamino acid medium (without beef heart infusion), Stainer-Scholte medium (modified by the addition of casamino acids and dimethyl-beta-cyclodextrin) ,CMRL 1969 medium (supplemented with calf serum), Mueller Hinton agar, Watson Scherp media di cui sappiamo poco o nulla proprio perché protette da brevetto. Di queste, soprattutto, non sappiamo quali effetti a breve e a lungo termine possano produrre nell’organismo umano e sul suo sistema immunitario.
4) Sapete che vi deve essere consegnato ( perché previsto dalla Legge 210/92)un
foglio come quello riportato dietro , per segnalare eventuali gli effetti collaterali scatenati dal vaccino ?
5) Sapete che la,stessa Legge ha previsto degli esami del sangue da fare prima
della vaccinazione per poter sapere se l'organismo del tuo bambino ė in
grado di sopportarli , ma il Ministero della" Salute “non ha mai
formalizzato,tale esami?
6) Siete consapevoli che entro,i 24 mesi il,vostro bambino riceverà dai 27 ai 30 vaccini con i conservanti e gli adiuvanti sopra segnalati ?
7) Sapete che in molti Paesi del mondo le vaccinazioni sono spostate dopo il
primo anno di vita quando il sistema immunitario è più maturo.
8) Vi siete chiesti che senso ha vaccinare un bambino a tre mesi contro l’Epatite B? Una malattia che si trasmette per contagio sessuale o da sangue infetto. Quante probabilità ha un neonato di contrarre il tetano?Quanti casi di tetano si verificano in Italia ogni anno e in che fascia di età? Quanti casi di Polio in Italia dal 1981 ?
9) La legge prevede che un bambino non vaccinato può comunque frequentare asilo nido e scuola di ogni ordine e grado. (Decreto Presidente della Repubblica n.355 del 26/01/1999)
10) Non sarebbe più corretto prima di somministrare una serie di vaccini ad un bambino di tre mesi fare :una visita accurata , raccogliere l’anamnesi familiare , individuare le malattie ereditarie e autoimmunitarie presenti nella parentela e valutare ( dopo i test previsti dalla legge) sull’opportunità di vaccinare o meno il lattante?
ALLA RICERCA DI UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA
Una minoranza di genitori ( ma ogni anno questa minoranza aumenta in maniera esponenziale) cerca di affrontare con maggiore consapevolezza il problema VACCINI ; si documenta in Rete e rimane confusa perché quando si rivolge al pediatra di base , il pediatra stesso li invita caldamente a vaccinare e a non preoccuparsi troppo” ….perchè non esiste “NESSUN PROBLEMA “ riguardo alle vaccinazioni. “… “Tutti i vaccini sono sicuri e non producono nessun danno all’organismo del bambino” ! “Non esiste nessun dato che dimostri il contrario” ! “Con tutti gli sbarchi di immigrati e di clandestini volete lasciare vostro figlio in balia di malattie così terribili, che i vaccini hanno definitivamente sconfitto”?…”
“Malattie infettive: gli immigrati sono più sani degli italiani
È quanto emerge dal congresso della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Su 24 mila sbarcati a Lampedusa nell’ultimo semestre, solo 7 malati di Tbc. Approdano sulle coste italiane stremati dal viaggio e spesso in condizioni di salute non buone. Eppure, a discapito dei luoghi comuni, le malattie infettive, così come le altre patologie, risultano meno comuni nei migranti che nella popolazione italiana. È quanto emerge dai report presentati nel corso del congresso 2015 della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) . Su 24.000 persone giunte a Lampedusa da marzo a settembre scorso, solo 7 sono risultate positive alla Tbc. In sintesi, spiegano gli esperti, gli immigrati non portano malattie e non contagiano quasi mai i nostri connazionali. Anzi, alcune volte può esser vero il contrario. Anche se ogni anno, sui circa tre milioni e mezzo di immigrati presenti in Italia, ne vengono ricoverati oltre 500.000: in tre casi su quattro si tratta di un problema acuto come un trauma, una malattia cardiaca o respiratoria o il parto nel caso delle donne.”
Queste sono le argomentazioni che generalmente vengono usate per convincere ad aderire alle vaccinazioni “di massa”. OMISSIS……
Alcuni genitori , però , sono ancora perplessi sul da farsi e si pongono una serie di domande; le due principali sono :
1) E’ corretto vaccinare un bambino così piccino – a tre mesi – o è possibile rimandare a quando diventa più grandicello ,magari dopo l’anno di età o ancora più avanti?
2) Sono tutte davvero utili queste vaccinazioni? I messaggi che ci giungono dai genitori manifestano un crescente desiderio e una crescente ricerca di informazioni veritiere sulle possibili reazioni avverse delle vaccinazioni. Oggi non possiamo più imporre dall’alto e in modo coercitivo dei trattamenti a genitori giovani, consapevoli, maturi e perfettamente capaci, soprattutto se adeguatamente istruiti; lo scopo dovrebbe essere quello di valutare insieme al loro medico di fiducia quali decisioni siano più indicate per il piccino . Non rispondere alle loro legittime richieste e aspettative equivale a privarli del loro pieno diritto di essere gli assoluti artefici e responsabili della salute e del futuro della loro discendenza. Di fatto ,alla stragrande maggioranza dei bambini italiani vengono somministrati nei primi ventiquattro mesi di vita dai 27 ai 30 vaccini di cui 12 di Legge e quindi obbligatori ( escluso il Veneto, unica regione che ha stabilito la non-obbligatorietà, nelle altre vige l’istituto del dissenso informato) come del resto succede in Europa dove solo 12 stati su 27 seguono il principio di obbligatorietà pur non essendo per tutti conforme il calendario vaccinale. Tutto questo senza tenere alcun conto di possibili interferenze legate alla costituzione fisica e mentale del bambino , delle notizie anamnestiche sulla famiglia ( malattie neurologiche e auto immunitarie) o della tossicità indotta dagli stessi costituenti vaccinali . Diversi omeopati in tutto il mondo si sono occupati del problema “ reazione avversa da vaccino” raccogliendo i casi clinici dei soggetti che hanno subito danni da vaccinazione . I vaccini obbligatori sono 4: antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); antiepatite virale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165). Tutti gli altri sono facoltativi, anche se il Sistema sanitario nazionale ne favorisce l’uso e garantisce la gratuità.

Vaccini: perché sei se gli obbligatori sono quattro?

Il Piano Nazionale Vaccini 2015-2017 ha confermato l’obbligo vaccinale per quattro vaccinazioni, antipolio, difterite, tetano ed epatite B, ma viene abitualmente praticata una esavalente, che contiene anche i vaccini contro pertosse ed haemophilus influenza tipo B. In più viene praticata la vaccinazione contro lo pneumococco. Viene fatto firmare ai genitori una dichiarazione di consenso a questo trattamento, ma l’informazione che viene fornita non è soddisfacente. I quattro vaccini obbligatori non sono disponibili in unica soluzione, rendendo impossibile una libera scelta. Inoltre si causa uno spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge, con una maggiore spesa a carico della collettività di circa 114 milioni di euro all’anno. Il Codacons ha inviato esposti alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane. I genitori che devono affrontare questa scelta hanno bisogno di informazioni reali sulla efficacia e la sicurezza del vaccino per la fascia di età del proprio bambino, con studi indipendenti e non condizionati dai conflitti di interesse e dai desideri dell’industria farmaceutica. Se le Autorità sanitarie del nostro Paese hanno deciso di mantenere l’obbligatorietà per quattro vaccini, che dispongano almeno la commercializzazione di un prodotto che risponda a questa scelta con un tetravalente, e con i vaccini singoli. Occorre limitare le pressioni dell’industria farmaceutica sulle scelte che coinvolgono la salute pubblica. Questo non riguarda solo i bambini infatti se una donna priva della copertura verso la rosolia desidera sottoporsi alla vaccinazione in vista di una gravidanza, è costretta a farsi inoculare un vaccino trivalente (contro morbillo-parotite-rosolia:MPR) o tetravalente (MPR + anti-varicella), perché l’industria farmaceutica ha tolto dal commercio il vaccino singolo e questo lo troviamo semplicemente assurdo.Tra i 29 Paesi europei (27 dell’Unione, più Islanda e Norvegia) in 15 nazioni non esistono vaccinazioni obbligatorie, mentre in altre 14 ne esiste almeno una. L’obbligatorietà è difesa in alcuni paesi con provvedimenti legislativi molto diversi (conseguenze penali per i genitori, sanzioni pecuniarie, o difficoltà a frequentare le scuole pubbliche) o può essere molto più mite, con sanzioni solo teoriche e mai applicate, permettendo in pratica l’obiezione e l’adozione di calendari vaccinali alternativi. Anche i programmi di vaccinazione differiscono considerevolmente: sono diversi i vaccini, il tipo utilizzato, il numero totale di dosi, e la tempistica delle somministrazioni. In Italia dapprima i bambini non vaccinati non potevano frequentare le scuole e i genitori erano segnalati ai Tribunali dei minori per una verifica dell’idoneità genitoriale. Oggi non è più così. Molte Regioni, dopo la riforma dell’articolo V della Costituzione, hanno emanato propri Decreti e Regolamenti, tanto che il Veneto ha temporaneamente sospeso l’obbligatorietà, e la maggior parte delle altre (Lombardia, Prov. di Trento, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna) ha deciso di non sanzionare i genitori che rifiutino questa pratica. Altre regioni hanno in discussione provvedimenti analoghi. Il rifiuto non compromette la frequenza scolastica, a nessun bambino può essere impedito di frequentare il nido d’infanzia, la scuola materna, la scuola dell’obbligo, anche se all’atto dell’iscrizione viene richiesto il certificato o copia del libretto vaccinale.
Perché una prima cosa da dire è che i vaccini sono a tutti gli effetti farmaci che contengono ,assieme a virus e batteri , molte altre sostanze con effetto farmacologico.
Le reazioni avverse da vaccino , che sono come vedremo a carico del sistema immunitario e del sistema nervoso, sono in netto aumento in tutto il nostro Paese, anzi sono in crescita in tutto il mondo industrializzato . I vaccini non sono sicuramente la sola causa, ma rappresentano probabilmente una delle principali concause. I Servizi delle ASL predisposti alle vaccinazioni sono soliti assicurare che i vaccini non causano alcun effetto indesiderato importante e, se ciò accade, è un evento eccezionale. Quindi ci viene chiesto di vaccinare i nostri figli garantendoci che i vaccini sono utili, necessari e innocui; ma noi sappiamo che i vaccini sono farmaci e sappiamo che non esistono farmaci senza effetti indesiderati. Chi studia questa problematica viene a conoscenza degli innumerevoli effetti indesiderati delle vaccinazioni pediatriche soprattutto poi con i vaccini più recenti MULTIPLI e con le somministrazioni troppo ravvicinate; alcuni effetti sono lievi ma altri gravissimi; alcuni sono di breve durata ma altri sono irreversibili. In conclusione, tutto fa pensare che gli effetti avversi delle vaccinazioni siano tutt’altro che eccezionali. Infatti sono sempre più numerose le richieste di indennizzo che i medici legali e gli avvocati esperti nelle questioni di “malasanità” ricevono da genitori convinti che i vaccini eseguiti abbiano gravemente danneggiato il loro figlio (si rinvia ai siti CONDAV, COMILVA , CORVELVA e VACCINAREINFORMATI).Noi tutti, medici e pazienti, abbiamo il dovere di segnalare le reazioni avverse da vaccino e nello stesso tempo dovremmo informarci e cercare di conoscere la realtà italiana . E’ nostra convinzione che non possiamo continuare a vaccinare i nostri figli senza sapere quanto questo trattamento possa essere veramente dannoso! Si parla dell’efficacia dei vaccini e ai vaccini si attribuiscono conquiste, da loro ottenute, però, solo in parte. Osservando i grafici dell'OMS, si comprende come la riduzione della mortalità di molte malattie per cui ancora vacciniamo i nostri bambini, si sia verificata prima ancora che iniziassero le vaccinazioni di massa. Questo abbattimento della mortalità, non essendo stato conseguente alle vaccinazioni, è accaduto per le migliorate condizioni di igiene di vita e di nutrizione della popolazione.
COME FUNZIONANO I VACCINI ?
I vaccini sono preparazioni contenenti antigeni; questi antigeni sono parti di virus o batteri morti o tossine prodotte da batteri oppure virus o batteri cosiddetti “attenuati”, cioè resi meno vitali e comunque in grado di stimolare una risposta immunitaria,. I vaccini, una volta introdotti nell’organismo, stimolano la produzione attiva di anticorpi specifici contro il prodotto antigenico che è stato usato.Uno dei problemi dei vaccini sta nell’allestimento, nella preparazione e nella confezione finale,dove oltre agli antigeni di virus e batteri troviamo anche altri “antigeni” cioè sostanze di altro genere di cui non conosciamo bene le reazioni che possono provocare nell’ organismo del nostro bambino piccino. .Attualmente i vaccini sono multipli o combinati e contengono altre sostanze di derivazione chimica e proteine di origine umana e animale , che entrando in contatto con il sistema immunitario agiscono come sostanze estranee, cioè antigeni, stimolando una risposta . La composizione dei vaccini, come vedremo più avanti, comprende sostanze che servono ad esaltarne l’immunogenicità , cioè la capacità di innescare una risposta immunitaria
Perché la lista di questi componenti non compare sul bugiardino allegato al vaccino?
Mai termine “bugiardino” fu più appropriato. Questi componenti chimici e proteici vengono utilizzati nella preparazione dei vaccini multipli .Nella fialetta al pubblico (quella che viene utilizzata per la vaccinazione) esistono “tracce” di sostanza – fatto salvo l’alluminio e la formaldeide.
Il famigerato thiomersal ( che è un sale di mercurio) non è segnalato perché è al di sotto dei LIMITI DI LEGGE!
Chi stabilisce
questi limiti?
Gli stessi produttori dei vaccini ! Chi produce il vaccino dice: “ non dichiaro questa sostanza chimica o proteica perché mi è servita solo per alcuni passaggi nella preparazione e ne è rimasta una dose così bassa che non può fare male!!” Sappiamo che dosi infinitesimali di sostanza sono attive sul nostro organismo. La medicina attuale ha preso atto che anche dosi ultrapiccole influenzano le nostre cellule ed hanno effetto farmacologico.( Leggi in seguito il capitolo su Nanoparticelle e sensibilità clinica multipla).
Quindi cosa si contesta e quale è il pericolo?
Non contestiamo le Vaccinazioni , che possono rappresentare una profilassi là dove alcune malattie sono epidemiche a causa delle precarie condizioni di vita o per la malnutrizione endemica . Ma nel mondo Occidentale , dove queste condizioni e stili di vita non sussistono , riteniamo che questi ingredienti prima menzionati , che vengono usati per la preparazione dei vaccini, rappresentino per il rapporto costo/beneficio ( in termini di salute) un prezzo troppo alto e rischioso da pagare. Questi componenti in un bambino, in qualche modo “predisposto”, sono tossici, possono gravemente danneggiare le cellule cerebrali o altre cellule dell’organismo, procurando danni gravi come l’ ipogammaglobulinemia, le alterazioni dell’assorbimento intestinale dei nutrienti, la carenza di determinate sostanze biologiche a livello cerebrale, la slatentizzazione di patologie latenti. Si aggiuge a tutto questto l’inquinamento da DNA umano . Una recente pubblicazione di uno studio sulle relazioni epidemiologiche e molecolari tra vaccini e la prevalenza di disordini dello spettro autistico apre nuove prospettive per la comprensione di questa patologia2. Sono state esaminate le conseguenze per la salute pubblica dei vaccini prodotti da linee cellulari fetali che contengono residui di DNA fetale umano. “La ricerca ha analizzato e confrontato i dati sulla copertura vaccinale contro morbillo, parotite, rosolia e quelli sulla prevalenza dei disordini dello spettro autistico in Norvegia, Svezia e nel Regno Unito, utilizzando sia siti web pubblici e governativi che articoli peer-reviewed pubblicati. La copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia si è ridotta a valori inferiori al 90% dopo la pubblicazione del famigerato studio del dottor Wakefield del 1998, per poi recuperare lentamente dopo il 2001 fino a raggiungere una copertura di più del 90% nel 2004”-scrivono gli autori. Nello stesso periodo di tempo, la prevalenza media del disturbo dello spettro autistico nel Regno Unito, in Norvegia e Svezia è scesa notevolmente per i soggetti nati dopo il 1998 ed è gradualmente aumentata per i nati dopo il 2000. I ricercatori, nelle loro conclusioni affermano che “proprio questa riduzione della copertura vaccinale, definita “Wakefield Scare”, ha creato un esperimento naturale che può dare prova di una relazione causale tra vaccini da linea cellulare fetale e prevalenza di ASD ( disturbo spettro autistico). I vaccini fabbricati in linee di cellule fetali umane contengono livelli inaccettabilmente elevati di frammenti contaminanti di DNA fetale. Il genoma umano contiene naturalmente aree soggette alla formazione di doppia interruzione del filamento di DNA e di mutagenesi inserzionale.”
Dobbiamo creare un vasto movimento di opinione per avere molte più garanzie prima di iniettare in un bambino tutte queste sostanze.

VACCINARE CONTRO L’EPATITE B TUTTI I NEONATI HA UN SENSO?
Non abbiamo mai capito l’utilità di vaccinare tutti i neonati contro l’epatite B. Se può avere un senso la vaccinazione dei bimbi nati da madre malata, o affetti da patologie particolari, che necessitano di numerose trasfusioni di sangue per la loro patologia non riesciamo a renderci conto di come sia possibile per un piccolo di tre mesi contrarre l’epatite B, che si trasmette esclusivamente per via sanguigna o per rapporto sessuale. L’eventualità di un’infezione del neonato sano che nasce in ambiente familiare adeguato è pressoché nulla, mentre i rischi legati alle somministrazioni del vaccino non sono frequenti, ma sono possibili ed estremamente pericolosi.

VACCINARE A TRE MESI CONTRO IL TETANO HA UN SENSO ?

Quante volte l’avrete sentito dire: se ti graffi con del ferro arrugginito prendi il tetano! Ma sarà vero? Il metallo arrugginito è realmente portatore di questa malattia? E perché? Innanzitutto sfatiamo un mito: non è la ruggine a essere pericolosa. La comparsa di uno strato generalmente rossastro e dall’aspetto irregolare sulla superficie degli oggetti contenenti ferro è dovuta proprio a una reazione che si innesca a partire dal ferro stesso, acqua e ossigeno, e prende il nome di ossidazione. Senza scendere in ulteriori dettagli, la comparsa della ruggine è favorita da ambienti umidi, ma non necessariamente dalla presenza di sporco o residui di qualche tipo. Nell’immaginario collettivo essa viene associata a sporcizia e disuso poiché si forma quando macchinari e strumenti non vengono più utilizzati né mantenuti, e quindi spesso a ruggine si associano sporco e abbandono, ma di per sé non ha nulla di “sporco”, è solamente la conseguenza di una reazione chimica. Il problema tetano si pone se l’oggetto con cui ci si fa male potrebbe essere stato contaminato dalle feci di cavalli, mucche o ovini, animali che possono ospitare nel loro intestino il Clostridium tetani , batterio responsabile della malattia .Questo germe viene eliminato con le feci dagli animali e può sopravvivere a lungo nell’ambiente sotto forma di spore. Attraverso il morso di un animale o una ferita profonda, soprattutto se contaminata con terriccio, le spore possono infettare l’uomo, nel quale, in condizioni opportune, sono in grado di trasformarsi nella forma attiva del batterio, che produce una tossina neurotossica..
Come si coniugano dunque questi due protagonisti, ruggine e tetano? Beh, come avrete ormai capito da soli, la ruggine di per sé non ha alcuna capacità di causare la malattia. E’ pur vero che spesso in campagna ci si imbatte in pezzi di ferro abbandonati e coperti di ruggine (vecchi attrezzi da lavoro, chiodi), in grado di provocare ferite anche profonde e sporche per la presenza del terriccio circostante. Da qui la connessione storica , ma del tutto fasulla , tra ruggine e tetano. Questo piccolo bacillo ha poi una caratteristica particolare: è vitale solo in condizioni di assenza di ossigeno, ossia è anaerobio. Se lo si espone all’aria, esso si difende ritirandosi nella sua forma di spora inattiva, e spera che le condizioni ambientali prima o poi lo rimettano in condizioni di tornare a far danni. In verità, questa spora è presente quasi ovunque, ed in particolare nelle campagne, poiché ama essere ospitata dall’intestino degli animali, ma anche se veniamo a contatto con essa, non ci può fare alcun male, dal momento che la pelle integra è ampiamente ossigenata, e come abbiamo detto la spora teme l’ossigeno. Il problema sorge nel momento in cui ci procuriamo una ferita, magari mentre facciamo giardinaggio o cadendo con la bicicletta sul terriccio. Le ferite profonde infatti sono molto più povere di ossigeno, e sono un terreno fertile per la spora tetanica, la quale può penetrarvi insieme allo sporco e ai corpi estranei.
Cosa fare in caso di una ferita a rischio?
Nel caso di una ferita a rischio di infezione tetanica, la prima cosa da fare è pulire la ferita in modo adeguato.
È necessario quindi lavare la ferita con acqua corrente, farla sanguinare, asportare chirurgicamente le zone necrotiche (quando presenti) e poi disinfettare con abbondante acqua ossigenata.
Non usare la Calendula che ha un effetto cicatrizzante e la cicatrizzazione non è in questi casi la priorità anzi è controproducente.Il primo rimedio omeopatico da utilizzare nell’immediato è il Ledum palustre o in dose unica alla 200 CH oppure alla 30 CH tre granuli ogni quattro ore per qualche giorno. Se il paziente avverte un indolenzimento/fastidio che dalla ferita tende ad estendersi e irradiarsi il rimedio omeopatico da utilizzarsi è l’Hypericum perforatum con le stesse modalità del Ledum.
Contattare in quest’ultimo caso il medico omeopata di fiducia e avvertirlo di quanto sta accadendo.
Poi è prassi comune , in ambiente ospedaliero di Pronto Soccorso, somministrare le immunoglobuline tetaniche umane e consigliare successivamente la vaccinazione per qualsiasi trauma, anche di non rilevante entità. In realtà, nonostante sia vero che ci sono delle condizioni particolari che consiglierebbero caldamente una profilassi antitetanica d’urgenza, oggi sono in molti a ritenere che le immunoglobuline vengano spesso usate a sproposito e che i protocolli sanitari per la somministrazione del vaccino antitetanico e delle immunoglobuline non solo siano complicati, ma soprattutto che non siano mai stati supportati da alcuno studio scientifico sperimentale .
Per cercare di evitare i pericoli dell’iperimmunizzazione (il cui rischio scatta a dosi molto personali), crediamo sia importante, prima di effettuare la vaccinazione antitetanica sia in soggetti che hanno già eseguito più di un inoculo, sia in quelli che hanno completato il ciclo da più di 5 anni, consigliare di effettuare il dosaggio plasmatico degli anticorpi antitetanici.
Esiste l’immunità naturale verso il tetano?
Nella letteratura scientifica sono numerosi gli studi che esaminano l’entità degli anticorpi specifici contro il tetano per valutare l’efficacia delle campagne vaccinali. Al contrario, l’esistenza di una immunità naturale specifica nei confronti di questa malattia non è stata studiata in maniera approfondita. Per immunità naturale specifica si intende la presenza di anticorpi specifici contro il tetano nel sangue di soggetti che non sono mai stati vaccinati.
Nella nostra esperienza è sempre più frequente il riscontro di bambini mai vaccinati che però presentano un adeguato titolo anticorpale antitetanico nel sangue (cioè in quantità sufficiente per fornire una protezione immunitaria contro il tetano)
Qual è la Soglia protettiva degli anticorpi contro il tetano?
Avere una adeguata concentrazione della specifica antitossina antitetanica circolante nel sangue è ritenuta una sicura misura di profilassi della malattia. In molti studi epidemiologici è stato accertato che un livello di anti-tossina di 0,01 UI/ml di siero è sufficiente a conferire una protezione contro il tetano
Quanti casi di tetano pediatrico ci sono in Italia?
La malattia tetanica è presente in tutto il mondo e si presenta in modo sporadico; è più frequente nei soggetti non vaccinati, ma può colpire anche persone parzialmente o anche completamente immunizzate dalla vaccinazione.
I dati italiani pubblicati dal nostro Ministero della Salute dal 1993 in poi illustrano chiaramente che oggi i casi di tetano semplicemente non esistono più in età pediatrica, mentre sono più frequenti tra gli adulti.
All’estero la situazione è sovrapponibile. In Germania, ad esempio, solo l’80% dei bambini sono vaccinati, eppure non esiste alcun caso di tetano pediatrico da più di 30 anni.

Qual è la mortalità di tetano pediatrico?
La mortalità per tetano varia dal 10% al 20% , in adulti in condizioni di salute generale buone. È quasi sempre causata da scarsa igiene e insufficiente attenzione alla ferita subita. Ciò è confermato dal fatto che la mortalità è 150-200 volte maggiore nei Paesi in via di sviluppo rispetto i Paesi industrializzati.
Secondo dati americani ufficiali di circa 20 anni fa , la letalità varia in base all’età dei soggetti ammalatisi di tetano:
– è assente sotto i 20 anni di età;
– è del 2,3% nei pazienti di 20-39 anni;
– è del 17% tra quelli di 40-59 anni;
– sale a circa il 18% nei soggetti sopra i 60 anni;
– può avvicinarsi al 50% sopra gli 80 anni.

In Italia, negli anni 1994-2003, il 70% dei casi di tetano si è manifestato negli ultra 65enni .
La possibilità di guarigione nelle persone più giovani (forse grazie alla salute più robusta o a qualche fattore fisiologico che ancora non è stato chiaramente identificato) in genere è più elevata rispetto a quanto accade negli anziani .
Ancora oggi molti sostengono che la mortalità per tetano sarebbe minore tra i soggetti che hanno ricevuto almeno una o più dosi di vaccino antitetanico, ma questi dati non solo non sono confermati dagli studi epidemiologici, ma vengono contraddetti dallo studio dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta (USA)

Quando è utile vaccinare un bambino contro il tetano?
Prima di somministrare una vaccinazione antitetanica come profilassi medica, attentamente soppesati i pro e i contro, perché il vaccino non è esente di rischi per una patologia che potrebbe anche non manifestarsi.
In considerazione di ciò, va sicuramente condannato ogni intervento vaccinale motivato solamente da ragionamenti medico-legali che il medico attua semplicemente per proteggere se stesso.
Inoltre, la vaccinazione antitetanica può essere eseguita anche in età pediatrica, ma è palese che non è assolutamente razionale somministrarla nell’età neonatale, specie in modo massivo a tutta la popolazione appena nata .
In età neonatale, pertanto, proprio per l’estrema delicatezza degli equilibri immunitari ancora in via di maturazione, una vaccinazione antitetanica di massa, e quindi non personalizzata, analogamente a qualsiasi altra vaccinazione, è fortemente controindicata.
Sarebbe da attendere che il bambino abbia un sistema immunitario un po’ più strutturato.
Nonostante queste conclusioni, avvalorate da un’ampia letteratura scientifica che testimonia il parere concorde di molti studiosi di questo campo, il nostro Ministero della Salute obbliga la vaccinazione antitetanica a partire addirittura dal 2°-3° mese di vita. Ci si chiede allora quale senso possa avere una vaccinazione iniziata a questa età:
– Per le infezioni ombelicali da tetano dei neonati che da noi non esistono più?
– Per le tossinfezioni causate da ferite infettate da spore del tetano in un bambino che neppure cammina?
– Per la paura di una infezione che nel nostro Paese non colpisce neppure i bambini?
– Per il concetto dell’immunità di gregge e quindi per proteggere la comunità anche se il tetano non è una malattia trasmissibile?.
Efficacia della vaccinazione antitetanica
Chi vuole coprire i propri figli con la vaccinazione antitetanica deve mettere in conto di vaccinarli tre volte : dopo la prima si prevede un richiamo ai tre mesi ed uno all’anno. Si ripunge dopo cinque anni e se si seguono i protocolli ufficiali ci si deve rivaccinare ogni 10 anni ,ma quegli stessi protocolli sostengono che se la vaccinazione è stata eseguita da oltre cinque anni ci si deve considerare scoperti e a quel punto sarebbe meglio vaccinarsi ogni cinque anni per il resto della vita , quindi , considerando una vita media 18 volte. Praticamente non lo fa nessuno e non succede nulla di statisticamente rilevante

VACCINARE CONTRO LA DIFTERITE A TRE MESI HA UN SENSO?

La difterite è una malattia batterica contagiosa e mortale nel 5-10% dei casi che colpiscono le vie aeree. I soggetti che superano la malattia in modo spontaneo acquisiscono una immunità duratura, ma non è eccezionale un secondo attacco di difterite in coloro che producono una scarsa quantità di anticorpi. L’incidenza della malattia è andata gradualmente riducendosi dagli anni ’60 agli anni ’80 grazie alle migliorate condizioni di vita e all’uso degli antibiotici ed oggi è praticamente scomparsa.Dopo la vaccinazione il titolo degli anticorpi antianatossina difterica cala rapidamente e dopo 2 anni diventa minimo.
OMISSIS:::::::

LA VACCINAZIONE ANTIPOLIO E’ ANCORA UTILE ED HA UN SENSO?
Esistono due tipi di vaccino antipoliomielitico che prendono il nome dagli studiosi che li hanno messi a punto: il vaccino Sabin a virus vivi attenuati e il vaccino Salk a virus uccisi o inattivati. Il vaccino Sabin è costituito da virus vivi modificati in modo da non provocare la malattia, ma capaci di stimolare la produzione di anticorpi nel ricevente. Il vaccino viene somministrato per bocca. Talvolta la prima somministrazione può causare una grave complicazione come la poliomielite paralitica post-vaccinica .Inoltre il virus così modificato può diffondere e provocare la poliomielite addirittura tra le persone che vengono a contatto con il soggetto vaccinato. Infatti i virus contenuti nel vaccino rimangono nell’intestino e vengono eliminati con le feci dal bambino vaccinato per circa 4 settimane. Il vaccino Salk, invece, contiene i virus della poliomielite uccisi e viene somministrato attraverso un’iniezione per via intramuscolare o sottocutanea. Questo vaccino causa sicuramente meno reazioni avverse gravi del primo vaccino ma, come qualsiasi altra sostanza estranea all’organismo, può determinare, se pure con una bassa frequenza, reazioni allergiche e altre più rare reazioni avverse alterando il delicato bilanciamento della risposta immunitaria Th1/Th2. Attualmente nel nostro Paese si usa solo il vaccino Salk, mentre quello Sabin (meno costoso) continua ad essere usato nel Terzo Mondo. Questa malattia è ormai scomparsa in Italia come nel resto d’Europa: il 21 giugno 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti ufficialmente dichiarato l’Europa libera dalla poliomielite.Anche in questo caso sono le migliorate condizioni di vita e di igiene ,e non la vaccinazione , ad avere debellato il virus che non può essere “importato” da extra comunitari, come certa propaganda cerca di diffondere come messaggio inquietante. …OMISSIS

ABBIAMO ANCORA DUE VACCINI “ FACOLTATIVI” NELL’ ESAVALENTE ( Infanrix):
-ANTIPERTOSSE
-ANTIHAEMOPHILUS B
A COSA HA PORTATO IL VACCINO ANTIPERTOSSE
In Gran Bretagna i pediatri sostengono che un quinto dei bambini con tosse persistente ha la pertosse. Questa è un’altra prova del fallimento della profilassi vaccinale, Oltre i danni è avvenuta una mutazione del germe Bordetella Pertussis e la sua incontrollata diffusione anche negli adulti . Invece di ammettere l’errore che la politica vaccinale ha fallito , la proposta che viene oggi fatta è quella di intensificare le sedute vaccinali ed di estenderle agli adolescenti.

CHE SENSO HA FARE A TRE MESI IL VACCINO CONTRO L’HAEMOPHILUS B ?
Qui si parla di emofilo, si potrebbe mettere piuttosto qualcosa preso da qui:
http://www.assis.it/la-grande-paura-fatti-dicerie-e-invenz…/

La meningite spaventa i genitori più di tante altre malattie. Non c’è da stupirsene: i mezzi di comunicazione amplificano a dismisura l’allarme per questa malattia, basandosi su dati di fantasia o proposti in modo distorto.
Quindi per evitare – proposito eccellente – un certo numero di complicanze e di decessi dovuti alle malattie si propone la vaccinazione ; si introducono già al terzo mese di vita nell’organismo del bambino virus, tossine, parti di DNA, proteine ed altre sostanze di cui si conosce solo l’effetto diretto di stimolazione della risposta anticorpale, ma non si sa nulla sui possibili effetti a lunga data. Sebbene, in astratto, l’immunità dell’organismo contro certe malattie potrebbe aumentare per mezzo di un vaccino – che è quanto si desidererebbe – la pratica in realtà mostra che l’intero sistema difensivo può esserne molto indebolito. I neonati , ma soprattutto i nati pre-termine , gli small for date (per la loro fisiologica condizione di vita) sono particolarmente deboli a livello immunitario e, se non facciamo attenzione, non solo li possiamo rendere ancora più deboli, ma li possiamo anche squilibrare per sempre ( anche perché vengono comunque vaccinati in base alla loro età cronologica e non in base alla situazione clinica di nati pre-termine);
– i vaccini pediatrici possono causare gravi danni specie se inoculati contemporaneamente in numero elevato e in bambini molto piccoli;
– alcuni bambini, anche se nei primi mesi appaiono perfettamente sani, hanno una particolare predisposizione a presentare danni in seguito alle vaccinazioni (ipogammaglobulinemia, alterazioni dell’assorbimento intestinale dei nutrienti, carenza di determinate sostanze biologiche a livello cerebrale, stress di vita, presenza di patologie latenti, ecc.).Pertanto, sembrerebbe più che razionale eseguire alcuni esami ematochimici nei soggetti a rischio e in particolare nei bambini piccoli che dovrebbero ricevere i vaccini pediatrici, in modo da avere qualche elemento in più per capire se sono nella condizione di sopportare lo stress immunitario delle vaccinazioni senza gravi rischi per la loro salute .Su questa linea ,molto sensata , si era espressa anche la Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 20-23 giugno 1994 che recitava : “È necessario porre in essere una complessa e articolata normativa di carattere tecnico che individui esami chimico-clinici idonei a prevedere e prevenire possibili complicanze da vaccinazione”. Purtroppo il nostro Ministero della Salute invece di rispondere prontamente sollecitando i Centri specializzati a cercare e a promuovere i test più appropriati e la messa a punto di test nuovi, ha risposto ben 5 anni dopo con la Circolare Ministeriale del 7 aprile 1999 che decreta che non si prevedono esami chimico-clinici da eseguire prima della somministrazione dei vaccini, Il problema è stato ulteriormente aggravato anche da un insensato articolo del 2002 firmato dai CDC americani che afferma addirittura di non ritenere necessari a livello routinario né la visita medica prima di una vaccinazione né altri accertamenti invasivi Perché? Anche il semplice buon senso ci pone delle domande: le vaccinazioni che vengono fatte a neonati di 2-3 mesi, dei quali non conosciamo praticamente nulla, sono veramente così innocue da non necessitare di alcun accertamento preliminare per assicurarsi che il neonato le possa tollerare senza subirne danno e sono anche così innocue da non richiedere neppure una visita medica preventiva?
-I vaccini sono farmaci o alimenti?E se sono farmaci veri e propri, è lecito pensare che esista un farmaco senza effetti indesiderati? È lecito far correre un rischio, anche grave, ad un soggetto potenzialmente sano e addirittura ad un bambino che ha davanti a sé tutta una vita? Esistono dei farmaci che devono essere somministrati a tutti in modo massivo e incondizionato? È quindi lecito imporre a tutti per legge il trattamento vaccinale? Una corretta decisione se vaccinare o meno, ed eventualmente quando vaccinare, può scaturire solo da una valutazione molto approfondita del bambino, che però può essere fatta solo da un medico che lo ha visitato più volte e che ha raccolto in modo attento la sua storia e quella dei suoi genitori(partendo addirittura dai 2-3 anni prima del suo concepimento).
OMISSIS…

Cosa succede dopo che è stato iniettato un vaccino ?
Immunosoppressione post- vaccinale
Un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post- vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l’inoculazione. Questa fase sembra non sia molto nota ai medici che vaccinano. Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da linfociti del 50%, più di due vaccini insieme ,del 70% I vaccini riducono il numero dei globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili .La letteratura medica ci dà indicazioni puntuali su vaccini di un tipo che possono aumentare l’incidenza di malattie virali d’altro tipo.Osserviamo, ad esempio, un gruppo di bambini apparentemente in buona salute, sviluppare dopo una vaccinazione tutta una serie di infezioni, oppure bambini in cui preesistenti disturbi si aggravano nettamente.
Un sistema immunitario indebolito si manifesta spesso con raffreddori cronici, infezioni alle orecchie, bronchiti, mal di gola; questi sono quadri oramai frequenti di malattia. L’indebolimento immunitario è poi peggiorato da un accanimento terapeutico farmacologico irrazionale con l’utilizzo di antibiotici e di antinfiammatori, così che vediamo bambini piccoli sempre più malati. L’indebolimento delle difese si può ascrivere ad uno spostamento dal livello dell’immunità cellulare (legata all’attività dei globuli bianchi) al livello dell’immunità umorale ( legata all’attività anticorpale): una vaccinazione rinforza l’immunità umorale e indebolisce quella cellulare. Se ciò accade quando il bambino ha solo pochi mesi di vita e la sua immunità cellulare è in via di formazione, la conseguenza sarà una forte diminuzione del suo meccanismo naturale di difesa e una maggiore sensibilità a contrarre infezioni in genere. La maggior parte degli immunologi è dell’opinione che il sistema immunitario dell’organismo se è spostato troppo dal livello cellulare al livello umorale diventa molto meno efficace e qualsiasi disturbo comincia ad assumere un carattere di cronicità: questo spiega il considerevole aumento delle “allergie” nei bambini .La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quel che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando entrano in contatto con un virus: ovvero l’iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero e indisturbato verso alcuni organi o apparati più delicati e questa volta vulnerabili. Un’altro degli effetti della vaccinazione è di aumentare la permeabilità intestinale ed emato-encefalica, con la conseguenza di favorire il passaggio virale ai tessuti periferici.

OMISSIS….

I vaccini multipli e molto frequenti iper-stimolano la MICROGLIA ( astro cito e oligodendrociti del sistema nervoso ) provocando il rilascio di sostanze tossiche come radicali liberi, citochine , chemochine che danneggiano le cellule cerebrali e le loro connessioni sinaptiche ; questa è la base di molte patologie neuro degenerative : spettro autistico , sclerosi a placche. Sta di fatto che i vaccini sono agenti invasivi nel corpo umano. La storia della medicina dimostra che dopo l’utilizzo di un prodotto vaccinale su larga scala, per un periodo sufficientemente lungo, questo può provocare danni a numerosi bambini e finisce, a volte, per essere ritirato dal commercio (vedi vaccino antipertosse cellulare, antiepatite B etc…) .Quando la scienza e lo Stato “ scoprono” questi effetti dannosi corrono ai ripari: non mettono ovviamente in discussione il principio della vaccinazione e della sua obbligatorietà e tantomeno i metodi di sperimentazione, controllo e distribuzione del prodotto, bensì organizzano una campagna pubblicitaria a sostegno del nuovo prodotto che immetteranno in commercio e ne decantano i sicuri benefici.
E’ innegabile che questo tipo d’intervento sanitario abbia contribuito efficacemente a ridurre la morbosità di alcune gravi malattie, anche se certi studi statistici contestano questo dato. Le vaccinazioni sono un’arma di prevenzione per le malattie infettive ed una delle conquiste della medicina, ma hanno un unico difetto sono farmaci e sono iniettati in quantità eccessiva e in periodi troppo ravvicinati.
Per questi motivi nonostante che da parte dei pediatri tradizionali, delle autorità sanitarie, degli organi di stampa, ci sia un coro unanime d’inviti più o meno categorici a far fare ai bambini i vaccini sia obbligatori che facoltativi, i dubbi e le perplessità sulle vaccinazioni non sono pochi. A nostro parere l’informazione ricorrente fornita circa la totale innocuità dei vaccini ha determinato una falsa certezza negli operatori sanitari e negli utenti della sanità ; perciò qualunque segno clinico di reazione avversa da vaccino, anche sospetto, non è preso in considerazione; quasi mai sono segnalati i segni mascherati d’encefalite blanda da vaccino : iporesponsività, pianto inconsolabile protratto per alcune ore, obnubilamento del sensorio, iperpiressia superiore ai 38°, il grosso pomfo cutaneo che si forma nel punto d’inoculazione del vaccino sul quadricipite femorale. Questa è la scheda ,prevista dalla Legge 210/92, che dovrebbe essere consegnata ai genitori di ogni bambino vaccinato per segnalare le reazioni al vaccino.

I danni da Mercurio e Alluminio

Il 21 giugno 2000 il FDA (Food and Drug Administration, USA) ha affermato che i bambini che ricevono dosi multiple dei vaccini contenenti thimerosal (composto di mercurio) potrebbero essere esposti ad una quantità totale di mercurio che eccede i limiti federali. Il 1° luglio 2000, la FDA ha quindi inviato una lettera ai produttori di vaccini chiedendo la rimozione del Thimerosal. Anche l’agenzia europea per la valutazione dei prodotti medicinali (E.M.E.A.) ha sollecitato le industrie farmaceutiche a mettere a punto un vaccino pediatrico senza thimesoral al più presto possibile. Per rispondere a questa richiesta le aziende produttrici di vaccini hanno sollecitato e ottenuto una campagna di massa con vaccino esavalente privo di thimerosal ma contenente alte dosi d’alluminio. In Italia, i nostri figli hanno ricevuto contemporaneamente dal 1992 due vaccini e in seguito ben tre vaccini che contengono mercurio (antipolio iniettabile, Antiepatite B, Antidiftotetanica). La dose di mercurio nei vaccini somministrati all’età di tre mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione giornaliera massima L’adiuvante più usato è l’alluminio (Alluminio ossido idrato (AlOH3) e Alluminio fosfato (AlPO4) assieme al Fenossietanolo. In diversi casi si possono scatenare reazioni da ipersensibilità verso questi componenti, anche se il più delle volte è ben difficile capire quale sia il componente che ha scatenato la reazione nel ricevente.
La tossicità del Mercurio
Non è vero che i vaccini non contengano più mercurio come ci inducono a credere. Semplicemente non c’è obbligo di dichiararlo se la quantità utilizzata rientra nei “limiti di legge”, come se ci possa essere una quantità di mercurio da considerarsi innocua .Ma andiamo con ordine. Si propone un articolo del sito VacTruth.com che affrontava il problema del mercurio nel vaccino contro Difterite, Tetano e Pertosse (DTaP): secondo l’articolo nonostante quanto affermato dalle autorità sanitarie e dall’ordine dei pediatri americani questo e alcuni altri vaccini continuano a contenere thiomersal, un antimicrobico composto da mercurio organico utilizzato nelle prime fasi di produzione del vaccino e come conservante.
In Italia , solo per fare un esempio, l’INFANRIX HEXA – contiene Mercurio [Hg] nella quantità di 10 ppb [parti di miliardo] ovvero 0,01 ppm [parti per milione] ovvero 0,010 mg/Litro. Tutto questo confermato da uno studio indipendente pubblicato su PubMed condotto da ricercatori australiani [Austin DW, Shandley KA, Palombo EA] Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule [Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40]E non solo questo: le aziende sono autorizzate a omettere di dichiarare la presenza di Mercurio qualora la sua quantità sia inferiore a 40 nanogrammi. Questa quantità “legale” è stata stabilita dall’EMEA [Ente Europeo per i Farmaci] che tuttavia non cita studi nella sua disposizione che abbiano motivato questa scelta . Il mercurio è stato tolto dai termometri per la sua pericolosità. Siamo consapevoli del fatto che i vaccini siano stati una conquista della medicina moderna che ha portato al quasi completo sradicamento di alcune gravi malattie infettive, ma è troppo chiedere che non contengano sostanze neurotossiche o che quantomeno i genitori ne siano correttamente informati?Non sarebbe forse doveroso riferire ai genitori quelle che possono essere le relazioni tra la presenza di mercurio nei vaccini e il possibile danno irreversibile al funzionamento del cervello dei bambini nel grembo materno e durante il processo di crescita?
Importantissimo è il ruolo ricoperto dal fenotipo d’ogni paziente : infatti le reazioni avverse del SNC sono strettamente correlate a particolari aplotipi.
Ci riferiamo espressamente alla possibilità documentata che i metalli pesanti, specie il Mercurio (Hg), sotto forma di vapori, adiuvanti vaccinali, amalgama dentario, o prodotti industriali, possano determinare irreversibili danni enzimatici nel ciclo della respirazione cellulare, con danni irreversibili sul DNA, sia nucleare, sia mitocondriale.
Ciò che è importante considerare è che l’azione dei metalli pesanti non è correlata alle dosi “tossiche” degli stessi ma all’azione diretta anche di minimi quantitativi che sono in grado di agire sulla biochimica delle cellule nervose.
Il thiomersal è un composto organico del mercurio con un peso molecolare (PM) di 405, del quale il 50% è determinato dal mercurio (PM 200,6) . Il composto è detto anche sodio etil-mercurio-tiosalicilato, mercurio tiolato di sodio, mertiolato.
Studi clinici confermano che il mercurio:
1) produce danno biologico agli esseri umani alle dosi considerate tollerabili.
2) iniettato è più dannoso del mercurio ingerito.
3) colpisce il sistema nervoso centrale ed è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo.
4) entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del bambino perché la barriera emato cerebrale è più recettiva; è stato dimostrato che neonati esposti al mercurio, diversamente da ciò che accade negli adulti, accumulano notevolmente più mercurio nel cervello rispetto ad altri organi.
5) i bambini sotto i sei mesi non riescono ad espellere mercurio, principalmente per la loro incapacità a produrre bile, la principale via d’escrezione del mercurio organico.
La tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità d’esposizione è maggiore di quella d’eliminazione. In tal modo c’è una neurotossicità ritardata nel tempo, che può manifestarsi mesi dopo l’esposizione interferendo con la migrazione neuronale e deprimendo la divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo.
La commissione dell’FDA americano ha valutato in uno studio del 2001 la possibilità di correlazione fra Thimerosal e specifici sintomi neuro comportamentali in 400.000 bambini seguiti nell’ambito del progetto di monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini .E’ stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa tra esposizione cumulativa al mercurio e ritardi nello sviluppo, tic, sindrome da deficit attentivo, minori capacita di linguaggio e d’apprendimento.
L’organo bersaglio è rappresentato quindi dalla struttura cellulare della Glia, altamente immunocompetente per la presenza sulla superficie delle proprie cellule di un grande numero di molecole HLA.

OMISSIS

La tossicità dell’alluminio
L'alluminio è presente in molte cose intorno a noi. E 'nel cibo, aria, acqua e suolo e si dice che sia innocuo se ingerito in quanto non si assorbe nel corpo. L'alluminio è messo nei vaccini come adiuvante per aiutarli a "lavorare meglio" .
Allora, qual’è la preoccupazione per l'iniezione di alluminio nel flusso sanguigno? Secondo la FDA: "L'alluminio può raggiungere livelli tossici con prolungata somministrazione parenterale (iniettato nel corpo) se la funzione renale è compromessa. La ricerca indica che nei pazienti con funzione renale compromessa, compresi i neonati prematuri che ricevono con la vaccinazione, una dose di alluminio superiore 4 a 5 microgrammi ,per chilogrammo di peso corporeo si dimostra un accumulo tossico per il sistema nervoso centrale e le ossa [ per un neonato, questa dose tossica sarebbe da 10 a 20 microgrammi, e per un adulto sarebbe di circa 350 microgrammi]. Food and Drug Administration, Documento NDA 19-626 / S-019
Quindi da tali documenti si apprende che se un bambino prematuro riceve più di 10 mcg di alluminio questo si può accumulare in ossa e cervello. Comunque i dosaggi massimi raccomandati dall’ FDA per l'alluminio è di 25 mcg al giorno.
Ma quanto l'alluminio si trova nei vaccini che vengono somministrati di routine per i bambini ? Nel solo vaccino esavalente, somministrato a tre mesi , la dose di alluminio è di 850 mcg .
Studi clinici hanno dimostrato che la molecola dell’alluminio ha la facoltà di allontanare tra loro le molecole HLA di superficie, determinando la rottura dei legami aminoacidici e la conseguente formazione di antigeni solubili. Recentemente si è scoperto che l’alluminio rientra come fattore etiopatogenico nelle encefalopatie, sofferenze scheletriche e nelle anemie specificatamente osservate nel corso dei trattamenti dialitici. E’ stato anche ipotizzato che rientri nella patogenesi della malattia di Alzheimer, e studi sperimentali su animali hanno confermato la neurotossicità.
P.Zatta che opera presso il CNR è coordinatore del progetto “Interdisciplinary approach to the study of alumin toxicity” a nella sua relazione presentata alla conferenza internazionale Metalli e Cervello ha fra l’altro dichiarato :
1) I pazienti a rischio di sovraccarico iatrogeno da alluminio sono i pazienti con insufficienza renale i neonati e i bambini. La concentrazione d’alluminio del siero di questi pazienti dovrebbe essere inferiore a 30 mg/L.
2) Il contenuto di alluminio dovrebbe essere specificato su tutte le preparazioni alimentari e nei prodotti farmaceutici
3) I neonati pre-termine sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dell’alluminio per la loro funzione renale immatura – e vengono vaccinati comunque fra il 2° e il 3° mese di vita.
4) Tutte le preparazioni da infondere per via parenterale dovrebbero essere controllate monitorando l’alluminio. Il contenuto massimo d’alluminio da infondere a neonati e bambini dovrebbe essere di 10 microgrammi /L.
Non tutti i bambini cui è iniettata una certa dose di mercurio e di alluminio sviluppano le stesse reazioni. La suscettibilità all’intossicazione dipende da fattori genetici e ambientali quali:
1) l’abilità a disintossicare i metalli pesanti
2) la capacità a mantenere una microflora intestinale equilibrata, da cui dipende la maggior parte della rimozione dei metalli.
3) l’ipersensibilità immunitaria al mercurio e all’alluminio.

OMISSIS…

IMMUNITA' DI GREGGE, COPERTURE VACCINALI E MALATTIA

Si ritiene, com'è noto, che la cosiddetta herd immunity si raggiunga con almeno il 95% di popolazione vaccinata e che il raggiungimento di questo traguardo sia necessario per impedire la reintroduzione del virus e la sua circolazione e trasmissione tra i contatti. Dato che tutte le strategie vaccinali hanno sempre teso e tendono a questo traguardo, si deduce che tale criterio si basi sulla comprensione del comportamento della malattia e dell'effetto della vaccinazione.
Ossia: se la copertura è al di sotto del 95% la malattia si comporta in un modo, al di sopra del 95% in un altro. Eppure, la realtà dei fatti pare contraddire tale assioma. Ci sono infatti innumerevoli paesi nel mondo con coperture al di sotto del 95% dove però la malattia ha comportamenti e andamenti completamente differenti: in alcuni paesi è completamente sparita, in altri ricompare a ondate epidemiche, in altri ancora rimane endemica. Perché? Confronto tra Pakistan (polio endemica) e Congo (polio epidemica). Abbiamo messo a confronto la situazione di due paesi lontani tra loro, Pakistan e Congo, che hanno in comune la copertura al di sotto del 95% , il fatto di essere definiti ancora “in via di sviluppo” e il fatto che le condizioni igienico-sanitarie e di vita sono molto lontane dagli standard occidentali. Quindi, teoricamente, la malattia dovrebbe avere lo stesso andamento, ma non è così. Abbiamo osservato che in Congo, con coperture estremamente più basse negli anni rispetto al Pakistan, i casi sono stati assolutamente sporadici, per la maggior parte uguali a 0 . In Pakistan le coperture sono andate progressivamente aumentando e si sono attestate su livelli di parecchio superiori rispetto a quelle del Congo, ma la polio è ancora definita endemica e i casi sono presenti con numeri elevati e in maniera costante. Analogo raffronto può essere fatto, per esempio, con i dati dell'Angola, del Niger e della Somalia. Sarebbe dunque interessante sapere stato vaccinale, età e condizione dei malati, eventuali cluster di suscettibili nelle zone dove si sono verificati i casi e se i soggetti colpiti rientrano tra quelli suscettibili. Abbiamo poi messo a confronto due paesi, Pakistan e Austria, accomunati soltanto dalle coperture vaccinali che restano al di sotto del 95%, ma che divergono moltissimo in fatto di condizioni di vita e condizioni igienico-sanitarie. Per di più in Austria si utilizza il vaccino a virus inattivato IPV, che viene ritenuto meno efficace dell'OPV. E ancora, per esempio, l'Ucraina che non ha casi di polio benché negli ultimi anni abbia avuto copertura vaccinali che hanno addirittura toccato il 57%. Altro fenomeno da sottolineare è quello relativo al Sud America, libero dalla polio (negli ultimi 17 anni ci sono stati solo casi di polio da vaccino nel 2000 e 2001 ) malgrado ci siano diversi paesi che non raggiungono la copertura che garantisce la herd immunity: in Venezuela negli ultimi 17 anni la copertura ha oscillato tra il 62 e l'87%; in Perù dall'89 al 95%; in Paraguay tra l'80 e il 90%; in Guatemala tra il 73 e il 94%; in Costa Rica quasi sempre sotto al 90%; in Bolivia dal 57 all'84%.OMMISSIS ……

LA PAURA IMMIGRAZIONE

Richiediamo pertanto chiarimenti anche su questi fenomeni, in base ai dati di cui disponete e che vorrete rendere accessibili e fruibili a tutta la comunità medica. Peraltro, essendo venuti a conoscenza della lettera di due medici tedeschi (Martin Eichner, dell'università di Tubinga, e Stefan Brockmann dell'ufficio regionale per la salute pubblica di Reutlingen) pubblicata su Lancet , abbiamo analizzato e valutato attentamente i segnali che venivano indicati come allarmanti. «Con la polio in Siria sono a rischio i paesi europei con coperture vaccinali basse perché i rifugiati potranno reintrodurre il virus, quindi vanno prese misure estese» si legge nella lettera. Eppure i dati Eurostat evidenziano come da anni l'Europa ospiti decine di migliaia di rifugiati dai paesi dove la polio è endemica e dove continuano a esserci epidemie senza che nessun caso si sia verificato nei paesi europei ospitanti. Gli autori scrivono ancora: «Centinaia di migliaia di persone stanno fuggendo dalla Siria per cercare rifugio nei paesi vicini e in Europa. Poiché solo 1 su 200 individui non vaccinati infettati con poliovirus selvaggio di tipo 1 sviluppa la paralisi flaccida, gli individui infetti possono circolare diffondendo il virus senza essere scoperti». «Nei paesi con bassa copertura vaccinale (per esempio Bosnia ed Erzegovina [87%] e Ucraina [74%], soprattutto con basse coperture utilizzando vaccino inattivato (come l'Austria [83%]), l'immunità di gregge potrebbe non essere sufficiente per prevenire la trasmissione del virus». Ma, sempre stando ai dati Eurostat, i rifugiati giunti in questi anni si sono recati anche in Austria, Ucraina e nei paesi con copertura vaccinale al di sotto del 90%.
Nel 2012 oltre 100mila rifugiati hanno trovato protezione in Europa e i primi paesi d'origine sono l'Afghanistan (dove la polio è endemica), la Siria, la Somalia. Poi vengono anche Pakistan e Nigeria (altri due paesi dove la polio è endemica), Mali, Costa d'Avorio e così via, dove ci sono ricorrenti epidemie di polio. Peraltro in Siria nel 2012 il virus della polio doveva essere già in circolo, visto che gli stessi autori su Lancet hanno affermato come occorra un anno di trasmissione silente per dare poi luogo a casi di paralisi flaccida e prima che si evidenzi un'epidemia. Eppure nessun caso di polio è stato individuato in Europa nel 2013.Abbiamo anche considerato i dati degli anni precedenti. Nel 2011 l'Europa ha dato asilo a 84.100 richiedenti asilo, 75800 nel 2010 ; i gruppi maggiori venivano dall'Afghanistan (13.300 persone), dall'Iraq e dalla Somalia. Nel 2009 i rifugiati in Europa sono stati 78800, nel 2008 75100, da Afghanistan, Somalia e così via. Eppure nessun caso di polio è stato individuato nei paesi europei ospitanti. Gli autori peraltro affermano che secondo loro non è sufficiente vaccinare solo i rifugiati, mentre invece il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie afferma che è sufficiente. Quindi non c'è accordo. OMISSIS

Più che continuare a somministrare nuove vaccinazioni sarebbe bene rivedere il tutto a garanzia della salute del bambino attuale e futura …e questo non si sta facendo!"

Dott. Carlo Tonarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova

Specialità in Pediatria

Specialità in Neonatologia

Specialità in Psicologia Clinica

Tutte conseguite presso l'Ist."G.Gaslini" di Genova