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Siamo tornati dall’assessore Masseroli per parlare ancora di PGT

Venerdì scorso siamo tornati da Masseroli per approfondire alcuni punti del Pgt e non solo. Come l'altra volta l'assessore è stato molto disponibile ed ha risposto a tutte le nostre domande spiegando tutto con parole semplici come gli avevamo chiesto. Si è creato un dialogo aperto e l'assessore si è mostrato disponibile a valutare eventuali proposte che vengono da cittadini volenterosi e soprattutto volontari, perfettamente in tema con i principi dell'ascolto e della sussidiarietà del PGT.  

 Perequazione: la compravendita delle volumetrie



 

D > veramente sto capendo pian piano dei punti che non mi erano così chiari, quindi ci sarà la possibilità di vendere le volumetrie delle aree che verranno destinate a verde, infrastrutture ed anche qualcosa del parco sud però non abbiamo parlato di come varrà gestito questo mercato quindi a che prezzo sarranno vendute, se è già stato stabilito un prezzo e chi gestirà questo mercato

Assessore > l'oggetto diritto volumetrico è un oggetto che potrà essere venduto tra due interlocutori un acquirente ed un e venditore. Sarà tutto registrato attraverso un registro pubblico. La possibilità che il volume che viene comprato da una parte della città possa essere edificato altrove ha come condizione che il servizio o l'area destinata a verde sia: l'area data al comune e il servizio effettivamente realizzato destinato a verde o infrastrutture., quindi, io ho del volume che risiede su un'area che il comune ha detto che deve essere verde o infrastrutture oppure lì si può fare un servizio, la vendo a te, voglio venderlo a te che hai un'area su cui vuoi costruire

D > privatamente?

Assessore > la cosa può accadere in questo modo, primo caso: accade privatamente, lo vendo a te. Quando tu puoi usarlo? Solo nel momento in cui viene registrato in un registro pubblico, comunale ed il comune registra questo passaggio che diventa edificabile solo se l'area di origine diventa pubblica o nell'area di origine viene realizzato un servizio, quindi lo spostamento delle volumetrie è possibile a condizione che l'interesse pubblico sia reso efficace.

D > il prezzo?

Assessore > il prezzo è quello del mercato

D > lo stabiliamo io e lei quando facciamo la trattativa

Assessore > esatto

D > qualche giorno fa sono stata al convegno di Rinenergy e ho incontrato Paola Santeramo che è presidente dell' ISTVAP Istituto Valorizzazione Agricoltura Periurbana e lei mi ha spiegato questa cosa, spero di averla capita bene io però. A Milano ci sono circa 3.000 ettari di aree agricole divise in due categorie, su di una c'è esplicito divieto di edificare mentre sull'altra no. L'altra area corrisponde alla cintura periurbana, quindi il dubbio che può nascere è: non è che le volumetrie di cui parlavamo adesso quindi che vengono da queste aree che poi sono destinate a servizi, possano andare a finire nell'area periurbana che adesso è verde?

Assessore > l'area periurbana sono i cosiddetti piani di cintura cioè sono quegli ambiti della città all'interno del parco sud che appunto oggi utilizzati per l'agricoltura di proprietà mista, ci sono svariate proprietà

D > anche il Comune

Assessore > appunto alcune parti sono del Comune, alcune parti sono di proprietà pubblica ma non comunale, altre sono di proprietà privata. Cos'è accaduto negli anni in queste aree? Che gli agricoltori non hanno potuto avere dei contratti di lungo periodo, a parte che le aree stesse coltivate potevano essere di più proprietari ma comunque se non erano di proprietà comunale (e dopo faccio una parentesi anche su quelle di proprietà comunale) nessuno ha dato contratti di lungo periodo, perché? Perché ci si aspettava nella storia, perché era sempre andata così, che la città crescesse in espansione cioè che prima o poi lì si potesse edificare…. quindi io all'agricoltore non do un contratto di lungo periodo, non mi lego con un rapporto che chissà quanto dura , mi lego con un rapporto che dura un anno di modo che nel caso in cui l'anno prossimo non si può, rientro in possesso dell'area e faccio quello che devo fare. Invece noi cosa abbiamo fatto, da un lato, da quando c'è questa giunta, i contratti agricoli delle nostre aree all'interno del parco (comunali)… e su quei contratti (adesso non ci sto lavorando io personalmente perché non è mia competenza l'agricoltura) abbiamo deciso di allungare il periodo a trent'anni mi sembra, i contratti non sono più di uno, due anni ma di trent'anni e poi all'interno del PGT abbiamo detto, lì non si edifica, le volumetrie che si generano devono essere spostate, a fronte dello spostamento delle volumetrie quelle aree diventano pubbliche, comunali ovvio e il comune farà all'agricoltore il contratto di lungo periodo quindi abbiamo considerato l'agricoltura in una prospettiva produttiva e strategica. Questo è il percorso. Quindi quando parliamo dei cosiddetti ambiti periurbani cioè i piani di cintura stiamo parlando di questo percorso cioè di volumetrie che verranno spostate e di aree che diventano pubbliche mentre..

D > stiamo parlando quindi di aree che rimangono agricole, giusto?

Assessore > non hanno destinazione come nel vecchio piano regolatore agricola ma sono aree che a fronte di questo passaggio diventeranno aree che avranno un contratto di agricoltura che dura negli anni. Le aree di cui ti parlava, non mi ricordo come si chiama questa signora…

D > Santeramo 

Assessore > sono sempre aree, se non capisco male, all'interno del parco sud ma non nei piani di cintura, queste aree sono aree anch'esse di proprietà mista pubblico privato su cui, non essendo possibile fare questo percorso di spostamento di volumetrie e di acquisizione a proprietà comunale di quelle aree quindi rapporto con l'agricoltore di lungo periodo, queste stesse aree pur avendo destinazione agricola (destinazione urbanistica agricola) spesso e volentieri sono aree che hanno contratti di breve periodo perché l'operatore privato che ne è proprietario spera, privato o pubblico, spera nel lungo periodo che quelle aree possano diventare edificabili

D > quindi c'è la possibilità?

Assessore > no, non c'è possibilità né da una parte né dall'altra ma con l'approccio che abbiamo dato, la preoccupazione che quella signora esprime è esattamente contraria di quella effettiva

D > quindi alla fine cosa succederà?

Assessore > le aree, per intenderci, queste aree qua che sono dentro Milano, di Muggiano, sono aree che non sono nei piani di cintura, sono aree su cui il PGT non può dire niente ed è vietato fare la perequazione quindi sono aree che resteranno, per adesso, di proprietà di chi le ha e quindi sono aree sulle quali se il proprietario decide di fare contratti di breve periodo, farà contratti di breve periodo 

D > e se decide di costruire?

Assessore > e se decide di costruire ad oggi bisognerebbe fare una cosiddetta variante urbanistica

Proposta per l'agricoltura periurbana ed i G.A.S



 

D > sempre in merito all'agricoltura periurbana ho una piccola propostina, un mio amico ha trovato nel PGT un punto in cui si dice: ' l'istituzione del parco agricolo sud Milano ha significato una scelta d'indirizzo…. anche nella direzione di avvio di azioni rivolte…. alla conservazione della qualità del significato storico, culturale e identitario del milanese ' quindi valorizzare queste aree legate anche alla valorizzazione della cultura e dell'identità milanese allora una proposta concreta che raccoglie un po' il senso di queste parole potrebbe essere creare da parte del DESR dei centri che siano punti d'incontro tra gli agricoltori, i cittadini e i GAS proprio perché sono i tradizionali interlocutori….. (Gruppi di Acquisto Solidale) che promuovono le attività che portano i cittadini a conoscere realtà che spesso magari si pensa siano scomparse dal territorio.

Assessore > ben vengano proposte di questa natura! Queste sono proposte non da pianificazione, sono proposte da innovazione di gestione che certamente a fronte di quelle decisioni che abbiamo preso rispetto ai piani dell'agricoltura sono oggi più realizzabili di prima, a me pare una buona cosa, io da un po' di tempo faccio vedere ai giornalisti cosa accade in città perché spesso e volentieri si raccontano sui giornali cose che nessuno ha mai visto e allora li porto in periferia nei posti dove ci sono i cantieri etc.. e li ho portati, qualche mese fa, anche al parco sud. Quando si è sollevato in aula il dibattito sul parco sud e non si capiva di cosa si stesse parlando o meglio il dibattito politico assume spesso e volentieri delle connotazioni ideologiche cioé che a prescindere dalla realtà si discute di filosofia, ho detto”venite a vedere la realtà” e siamo andati proprio dove c'è tutto quello che è stato ribattezzato il Parco delle Risaie cioè tutto quell'ambito che in fondo a via Barona ad un certo punto ti perdi perché la qualità dell'ambiente circostante, delle case peggiora e ad un certo punto però ti trovi in una stradina dove ti si apre due cascine ed uno spettacolo di risaie tenute in vita dall'agricoltore non appena perché le coltiva ma perché è diventato un punto di riferimento per il territorio… che mi sembra della stessa natura, se vogliamo, embrionale, delle cose che mi state raccontando quindi mi sembra assolutamente interessante

 Qualità della vita a Milano, piste ciclabili, verde, mezzi pubblici ed auto elettriche



  

D > trovare una casa con un giardino a Milano è impossibile

Assessore > si mettono a confronto due posizioni diverse, la mia e la tua, io ho quattro figli ed abito a Milano e ho dieci anni in più di te ma da un lato il PGT tenta proprio di giocare la partita di generare delle condizioni affinché la gente di qualsiasi età possa trovare a Milano quello che si aspetta quindi, uno si sposa e dice vorrei trovare un posto dove oltre ad avere il lavoro possa portare i bambini al parco, divertirmi la sera, trovare il ristorante a prezzi…dove non spendo tutto lo stipendio e una casa dove poter dormire insomma. Questa è la sfida del piano che si chiama appunto Milano per scelta. Dall'altro è chiaro che nel momento in cui tu sei in una città: la città è la città cioè la città non è il posto in cui si ha la villetta con il giardino o meglio se ragioni sul tema della città vasta allora sì ma il cuore battente della città è per definizione un ambito in cui hai la metropolitana, le case, l'asilo, la strada, il parco però difficilmente hai….

D >….le piste ciclabili…

Assessore >….le piste ciclabili auspicabilmente anche per noi a Milano, …difficilmente hai la villetta. Scegliere di avere la villletta vuol dire che vai in un posto dove tendenzialmente hai meno servizi, tendenzialmente devi prendere la macchina per muoverti cioè si aprono tematiche di altra natura che peraltro….

D >…. posso prendere la bicicletta e poi il treno e la metropolitana..

Assessore > sì…. che peraltro sono nate dal punto di vista dello sviluppo delle città da quelle ipotesi per cui le città dovessero crescere per espansione. Tu vai in un posto che è nato laddove un tempo non c'erano case perché si cresceva in espansione, la gente si muoveva in macchina . Detto questo, la situazione in cui ci troviamo è quella che vediamo e io credo che tutte le scelte siano possibili e buone quello che vogliamo fare a Milano è far sì che uno che voglia viverci possa trovare quello che cerca

D > è difficile adesso trasformare questo agglomerato di case in villettine con il giardino attorno però

Assessore > … è impossibile…

D > però potremmo buttarne giù qualcuna come diceva Celentano buttiamo giù quelle brutte

Assessore > anch'io sarei felice di buttare giù quelle brutte però per farne altre… belle

D > però magari già con le piste ciclabili migliorerebbe molto la qualità dell'aria di Milano

Assessore > io anche su questo purtroppo, a differenza di quello che tu ti aspetti, sono convinto che tu abbia ragione. Dico purtroppo rispetto a quello che ti aspetti perché probabilmente sei venuta immaginando che io ti dessi risposte diverse da quelle che ti sto dando, qualche tempo fa

D >… forse qualche tempo fa….

Assessore > …forse la volta scorsa….. ma anche il tema delle piste ciclabili è un tema anche qui che se non vuol essere guardato ideologicamente a Milano, vuol dire che bisogna cambiare il metodo di realizzazione delle stesse cioè, se tu vai a Berlino non è che hai per forza la pista ciclabile di un metro e mezzo, lo spazio di sicurezza etc… Certo loro c'hanno pensato prima di noi, hanno delle strade fatte diverse dalle nostre. La pista ciclabile è incorporata nella città. Milano non ce l'ha incorporata nella città ma se vogliamo incorporarla dobbiamo probabilmente ipotizzare che ci debba essere della promiscuità cioè debba esserci il marciapiede con la pista ciclabile appena pennellata che magari non è larga due metri e mezzo ma magari è larga solo un metro etc… allora se riusciamo a…

Arturo > come stanno usando nelle grandi città europee, tirano la striscia, qui le biciclette, qui le macchine

Assessore > appunto, dicevo Berlino perché recentemente son stato lì e ci son dei punti in cui le piste non riescono a passare nemmeno sul marciapiede e stanno sulla strada cioè c'è la macchina, l'autobus, la bicicletta che tendenzialmente rischia anche dal punto di vista della sicurezza però arriva dove vuole

Arturo > però Milano rispetto a tante città europee ha un grossissimo vantaggio: che è fatta a spicchi e si può fare il doppio senso su due vie praticamente parallele

Collaboratore dell'assessore > ci può essere spazio

Assessore > noi un po' di ragionamenti su questo li stiamo facendo e c'è un tema normativo nazionale e locale che ci si mette un po' di traverso rispetto a questa ipotesi che mi convince molto però ci stiamo lavorando perché sennò il problema delle piste ciclabili non sarà mai schiodato

Arturo > e poi ci vogliono macchine elettriche, basta macchine inquinanti

Assessore > allora giusto oggi ho fatto un incontro con degli interlocutori che hanno molto investito su questo tema….dei produttori di auto. Voi sapete che c'è stato un accordo con A2A stiamo per mettere 200 colonnine che però è appena un inizio. A metà novembre ci sarà a parco Sempione un momento anche di ….

Arturo > poi oggi la Renault ha messo in vendita due modelli elettrici

Assessore > proprio Renault, proprio con loro stavo parlando

Arturo > … di cui uno è un furgoncino, che è molto importante!

Assessore > il furgoncino è importante! E' chiaro che anche il tema della mobilità

Arturo > le grandi società tipo DHL hanno già nelle loro flotte molti mezzi elettrici agli altri bisognerebbe vietare proprio di entrare in centro a Milano

Assessore > cioè anche il tema della mobilità che noi negli ultimi anni abbiamo dal punto di vista, almeno del pensiero, giocato in termini di macchina contro infrastruttura pubblica su ferro.. se la macchina cessa di essere un soggetto inquinante ed è un soggetto che non inquina come l'attuale auto è chiaro che cambia completamente lo scenario per cui il problema, chiaro, è del traffico però io che prendo la macchina decido liberamente se il traffico lo voglio sopportare o meno ma nel momento in cui la sopportazione…

D > qualcuno diceva tu non sei in fila, tu sei la fila..

Assessore > nel momento in cui la sopportazione del traffico che tu hai si associa al fatto che tu inquini cambia ed è peggio no? Cambia completamente lo scenario. Anche della pianificazione delle infrastrutture perché nel momento in cui tu devi pianificare la metropolitana ti costa l'ira di Dio. Se ciascuno compra la macchina elettrica al posto della macchina inquinante forse l'investimento di quella infrastruttura, alcune infrastrutture, lo puoi anche evitare.

Arturo > lì poi si apre anche il concetto, cioè: una macchina = una persona. Con il numero delle persone che entrano tutti i giorni a Milano avremmo, elettriche sì elettriche no, delle lunghe file comunque. Comunque il meccanismo del servizio pubblico va incentivato da matti contro il privato tipo, io vengo da fuori Milano, lascio la macchina nel parcheggio dell'ATM automaticamente il parcheggio mi da il biglietto, giro sull'ATM gratis a Milano. Pago il parcheggio settimanalmente

Assessore > queste cose che sono belle, dal punto di vista della sostenibilità economica della mobilità su ferro cittadina non stanno in piedi perché la manutenzione della metropolitana, del tram etc.. ha un costo importantissimo che se non è sostenuto dal biglietto diventa insostenibile in esso stesso, girando in Europa vedete quanto costano i biglietti, costano il triplo che a Milano

Arturo > son perfettamente d'accordo ma io a Londra non aspetto 15 minuti l'autobus, quando arrivo alla fermata c'è la coda degli autobus che aspetta me non sono io che aspetto l'autobus.

Assessore > sì, non in tutta Londra devo dire

Arturo > parliamo di Londra città perché se uno sta nella city, cioè nella città lavorativa, non sono io che aspetto l'autobus, è l'autobus che aspetta me a Londra però giustamente come dice lei il biglietto costa una paccata di soldi 

Assessore > anche a Berlino girare con i mezzi costa un prezzo importante

Arturo > però il costo del biglietto potrebbe recuperarlo l'ATM dal pannellare con il fotovoltaico tutti i suoi depositi nella città di Milano cioè tirerebbe su una piccola centrale nucleare a livello di energia

Assessore > questo non glielo so dire, non sono un esperto

Arturo > perché già Precotto, pur non essendo il deposito più grande, comunque dà circa il 10% della corrente all'ATM  

Cogliamo l'occasione per parlare del terzo inceneritore di Milano e dell'alternativa

 

 


D > alla luce dei dati statistici e numerose ricerche condotte da ricercatori e scienziati sull'incidenza dei tumori nelle aree nei pressi di un inceneritore, questo è un tema che mi preoccupa molto soprattutto perché mi sembra di interpretare una volontà anche da parte dello stato di andare verso la privatizzazione di tutti i servizi (parlo del decreto Ronchi), per un cittadino rapportarsi col privato, anche se uomo, non è comunque la stessa cosa che rapportarsi con l'ente pubblico. Lei l'altra volta diceva che l'Amsa è pubblica e resterà pubblica. Al di là della sua volontà di uomo alla quale posso anche credere che garanzie scritte ci sono che Amsa resterà pubblica?

Assessore > ci sono due aspetti, primo come dicevo l'altra volta riconfermo che il rispetto alla persona di chi gestisce un servizio, l'attenzione alla persona che lo deve usare o alla persona che abita nell'intorno laddove esiste un servizio, l'attenzione alla persona non nasce dal fatto che chi fa il servizio lavora per una realtà pubblica o privata, non è così, io sono convinto di questo, può essere una condizione diversa la mia dalla vostra e quindi sono anche convinto che il fatto che un servizio sia gestito da un pubblico o da un privato non dà garanzie superiori o inferiori rispetto alla bontà del servizio ovvio che c'è bisogno di dare delle regole ferree soprattutto se i servizi sono servizi sensibili e c'è bisogno che rispetto a queste regole ci sia un controllo altrettanto ferreo. Noi purtroppo nella nostra legislazione abbiamo una ipertrofia di controlli ex ante e abbiamo un'incapacità di controlli durante cioè ex post che è una cosa che nel piano noi diciamo di voler ribaltare ma che dev'essere ribaltata cioè, io mi fido di te… mettiamo nel nostro caso, tu vieni qua e mi fai delle domande, ovviamente stiamo parlando di un caso molto meno sensibile della gestione dei rifiuti, tu sei arrivata mi fido, non so chi tu sia, controllo perché tu mi hai mandato le cose e io controllo, se dal controllo mi accorgo che mi hai preso in giro, quella è la porta vai. E' chiaro però che se io mi fossi mosso secondo l'impostazione del controllo ex ante, tu prima di sederti qua avresti dovuto passare 85 controlli con qualcuno che ti faceva l'esame del DNA dopodiché ti avrebbero detto ma senti tu hai un titolo del tuo sito che non assomiglia ad una posizione come quella dell'assessore quindi è meglio che tu vada via, ok? Sarebbe andata così. Io dico che è giusto dovunque e questo dal punto di vista culturale e antropologico è giusto dare fiducia alla persona perché tu non sei peggio di me. Nel fare quello che faccio io cerco di fare una cosa buona che sia per il bene mio e della collettività, tu pure immagino quindi parto da questa ipotesi, è una scelta.

D > però potrei essere una bugiarda

Assessore > appunto parto da quest'ipotesi e controllo ex post, se il controllo mi fa dire “ho sbagliato a fidarmi è chiusa”

D > l'importante è che chi controlla abbia l'autorità di poter dire “tu questa cosa non la fai più”

Assessore > assolutamente, ovviamente adesso stiamo facendo un ragionamento filosofico. Applichiamo il ragionamento alla questione dei rifiuti, uguale io ti ho detto, non sono dell'idea che la gestione privata sia peggio di quella pubblica e neanche viceversa, sono dell'idea che date regole ferree soprattutto su questo tema che è sensibile sia da fare un controllo ex post e durante il servizio e con penali e conseguenze laddove non ci sia rispetto delle regole altrettanto forti. Detto questo rispetto invece all'ipotesi che Amsa resti pubblica o diventi privata io non ho visibilità di nessun percorso che porti verso la privatizzazione in questo momento

D > Il PGT prevede la costruzione del terzo inceneritore di Milano?

Assessore > no, il PGT non lo prevede, che ce ne sia bisogno o meno lo diranno i numeri bisogna vedere, può darsi che ce ne sia bisogno però il PGT non lo prevede

Arturo > come mai non abbiamo come c'era una volta in via Rubattino un impianto di compostaggio? Una volta c'era poi è sparito

Assessore > non sono le mie deleghe, le mie competenze non sono neanche preparato su questo tema

D > siccome l'unione europea impone entro il 2012 di arrivare al 65% di differenziata se non sbaglio, pena il pagamento di multe che paghiamo noi, e siccome la base di partenza per una differenziata seria è la separazione dell'umido dalla frazione secca perché non prevedere nel PGT proprio delle aree destinate a degli impianti di compostaggio? Bisognerebbe fare un alvoro tra PGT e commissione ambiente….

Assessore >non sono sinceramente in grado di rispondere però possiamo ragionarci, è un tema che finora non ho trattato e che non conosco a fondo però se ne val la pena si può anche approfondire

Arturo > anche perché crea posti di lavoro e tutte le altre nazioni stanno andando ormai verso questo tipo di gestione dei rifiuti, non si capisce perché in Italia puntiamo sugl'inceneritori, inceneritori… anche perché non so se lei era presente quando c'è stato il consiglio comunale, han parlato di dati e quello di Legambiente è stato proprio…

Assessore > dissimile?

Arturo > sì. Sì, proprio non c'è bisogno del terzo..già adesso perché tuttora l'Amsa per far andare al massimo le macchine è costretta ad importare ruffo da Brescia, da Bergamo, da Varese

Assessore > questi dati sarebbero tutti da verificare

D > se ho la possibilità di venire anche venerdì prossimo dovrei poterle portare qualcosina in più in merito a questo argomento cioè quanti impianti di compostaggio sarebbero necessari a Milano per il fabbisogno della città (un milione e 300 mila abitanti) e di che dimensioni, pensando non di farne uno grandissimo ma diversi più piccoli, parlo di compostaggio anaerobico e anche di… poi un'idea mia, un bell'impianto di compostaggio magari lo mettiamo nel parco sud così gli agricoltori hanno già il loro bel compost

Assessore > questi sono suggerimenti, li verifichiamo, ovviamente in questo caso lo verificheremo con Amsa

D > io dovrei portarle dei dati più tecnici fatti da una persona che fa questo per lavoro

Assessore > quindi una volta che mi porti questa proposta coinvolgerei A2A anzi Amsa in particolare

D > Magari ed io vorrei coinvolgere un po' di cittadini

 

L'approccio del PGT non è quantitativo in merito alla previsione degli abitanti futuri di Milano

 

 

D > ultima cosa, nel PGT questa persona che mi ha mandato questa osservazione che vorrebbe presentare dice di non aver trovato la distribuzione per fasce di reddito milanese né quella attuale né soprattutto quella obiettivo, c'è questo dato? Perché il discorso che lui fa lo fa in merito all'edilizia popolare, al fatto di aumentare la popolazione di 400.000 abitanti

Assessore > ti dico una cosa, la prima: la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione attuale non c'è la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione obiettivo tanto meno perché noi non abbiamo una popolazione obiettivo, noi vogliamo creare le condizioni per fare in modo che chiunque voglia possa abitare abitare a Milano appunto Milano per scelta. Cosa vuol dire? Nella fattispecie del tema delle case per tutte le fasce di reddito abbiam bisogno di realizzare oggi a Milano, case a prezzi bassi perché son quelle che mancano sia di edilizia in affitto, sia di edilizia in vendita. Quella di non avere questo tipo di approccio (distribuzione per fasce di reddito obiettivo) è una scelta cioè l'approccio che noi abbiamo dato al piano non è un approccio quantitativo. Noi non crediamo nel fatto che se noi ci si inventi un numero addirittura ripartito per fasce di reddito della popolazione che avremo fra 20 anni non crediamo di beccarci, non credo che ci becchi tu, tu, tu e nemmeno io ma nessuno perché, tanto per fare un esempio, nel piano regolatore degli anni 80 si prevedeva no due milioni e centomila abitanti a Milano, oggi, dopo 20 anni siamo un milione e tre quindi… non ci crediamo

D > ma il piano prevede 400 mila persone o no?

Assessore > no, visto che le leggi sono un po' vecchie per l'impostazione che abbiamo dato abbiamo dovuto calcolare a ritroso in funzione di alcuni parametri a cui non credo dei numeri, io non credo a quei numeri. Quei numeri sono per me assolutamente degli elementi totalmente aleatori

D > penso nemmeno il mio amico, parla di un calcolo spannometrico

Assessore > non è spannometrico ma anche fosse scientifico è sbagliato, è sbagliato l'approccio ma la legge ci costringe a dare questi numeri… a dare i numeri e noi alla fine per far sì che il piano sia completo abbiamo dato i numeri però non ci crediamo

Arturo > ci riuscite bene

Assessore > in quel caso sì…. non credo all'approccio quantitativo, è sbagliato. Io non so se voi abiterete a Milano tra 10 anni, 20 anni….

Arturo > io muoio qua

Assessore > no, quello che dico è che è la libertà di ciascuno che lo fa decidere se abitare o no a Milano, non certo i numeri che diamo noi

Arturo > voglio che le mie ceneri vengano sparse sul monte al parco Lambro

 

 di Cinzia Bascetta


I pastori di Acerra: «Qui moriamo di diossina, come le nostre pecore”

Fonte: Il Manifesto – 06 dicembre 2007

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«Accà se more comm'e mmosche». Questa la sintesi di Antonio C. (nome di
fantasia), pastore di Acerra. E in effetti, all'ingresso del suo pascolo
ci si imbatte in un ammasso di animali morti. Tre pecore, ma anche due
cani dal corpo straziato e ancora caldo, consumato da tumori fulminanti.
«Mio fratello se n’è andato così – racconta – In poche settimane,
stroncato da un cancro alla spina dorsale e da metastasi ovunque». La
stessa forma che colpisce le pecore, dovuta a tassi elevatissimi di
diossina nel sangue. Il fratello di Antonio ne aveva 255 picogrammi, a
fronte dei 5 massimi tollerati dall'organismo.

Tutta diossina che viene dalle centinaia di incendi di rifiuti e materiali tossici scatenati ogni giorno.
Il
grande pascolo, così, oggi è vuoto. Pieno di mosche che svolazzano da
una carogna all'altra. Poche le pecore superstiti alla mattanza.
Centoventi, delle 2500 di una volta. Scomparse tutte in pochi mesi.
Anche la metà delle sopravvissute seguirà la stessa sorte, visto che
sono malate.

Lo si vede a occhio nudo. Se le si insegue, corrono a stento, zoppicano.
Sul dorso il vello cade penzoloni, come sollevato sulla carne che non
c'è, e al cui posto si intravedono le ossa. «Aspetta qui», mi chiede
Antonio. «Aspetta, ti porto un agnellino nato da poco». E sparisce tra i
rari cespugli. Qualche momento e arriva con una bestia tremante tra le
braccia.

La mette a terra, ma non si regge in piedi. La solleva e quella punta le
zampe. Si tiene dritta qualche istante e poi stramazza. La bestia non
ha zoccoli, sono aperti come un libro, effetto «del corpo che si
scioglie», come spiega il pastore. «Vedi che non dicevo bugie. Non è per
fare pena – aggiunge – ma qui i cristiani muoiono nello stesso modo».
In
fondo al pascolo, intanto, fervono i lavori per l’inceneritore. Proprio
in fondo al campo. Un complesso che permetterà di bruciare i milioni di
ecoballe accatastate ovunque in Campania, spargendo nei campi limitrofi
polveri sottili che, secondo molti esperti, sfuggirebbero ai filtri.
«Ti sembra normale – afferma Mario – che vengano a metterlo proprio qui,
dove si muore ogni giorno?».

La scelta, in effetti, è contraddittoria. Da un lato il giusto divieto
di pascolo e di consumo di carni e latte di animali avvelenati.
Dall'altro la produzione continua di verdura da cui derivano proprio i
tumori che decimano i pascoli. Alla domanda scomoda di una giornalista,
un ricercatore del Cnr qualche tempo fa aveva risposto: «Se lavate la
verdura la diossina va via. Le pecore l'insalata non se la sanno
lavare». Basta una sciacquatina, dunque? Apparentemente no. Secondo uno
studio dell'Oms, alcuni tumori qui uccidono trenta volte più che nel
resto d'Italia. Prova che gli esseri umani si ammalano anche se lavano
l'insalata.
«Lo scriva, lo scriva – insiste Mario – che ogni volta che protestiamo ci scatenano addosso la polizia».

Antonio, infatti, ha guai con la magistratura per aver portato il
proprio gregge malato e sequestrato sotto la sede del comune di Acerra
in segno di protesta. Pochi i concittadini scesi in piazza con lui.
Eppure, di tumori e diossina ne hanno sentito parlare tutti. «Hanno
paura di qualche ritorsione». «Camorra?», chiediamo. «Ma che camorra –
risponde – la camorra fa del bene. E poi qui non c'è. Dove c'è, la gente
lavora e non ha bisogno di arricchirsi con la monnezza. La colpa è
della Politica».
Ad Antonio negli ultimi tempi sembra essere sfuggito
qualcosa. L'intreccio che da oltre un quindicennio ha portato alla
formazione di una nuova malavita organizzata.

Più subdola che in passato, poiché investe ogni livello sociale, dalla
bassa manovalanza all'alta borghesia, grazie ad illeciti estremamente
redditizi. Droga, edilizia e immondizia. Un sistema che ha prodotto una
legalità alternativa a quella dello stato, una militarizzazione del
territorio senza precedenti e un vasto consenso sociale. «Il problema –
spiega l'avvocato Gerardo Marotta, presidente dell'Istituto italiano di
studi filosofici di Napoli – è che il nuovo sistema forma consenso».
Come traspare anche dalle parole di Antonio, che pure è una vittima, la
camorra è popolare poiché in assenza di stato e di assistenza pubblica
garantisce protezione e dà lavoro. Lavoro e denaro per tutti.

Anche nel ciclo dell'immondizia: agli autisti dei camion, ai contadini
che mettono a disposizione i propri terreni, ai giovani che sfrecciano
in motorino nella campagna per dare fuoco alle pire di rifiuti. Un
sistema che funziona e produce consenso poiché, malgrado i rischi per la
salute, permette un futuro a breve termine e garantisce sopravvivenza.
«Hanno vinto», afferma sconsolato Marotta. «La nuova borghesia trionfa
sulle macerie del proprio dominio. Palazzinari, mercanti di droga e di
monnezza. Quanto a noi, ridotti a piccola borghesia intellettuale, non
ci resta che sopravvivere». s.v.

Ora non possono dire che non lo sapevano

Lettera inviata a tutti i consiglieri il 13 giugno 2010.

Egr.
consiglieri,
dato l'argomento che verrà discusso domani dal consiglio comunale sento il
dovere civico di mandarvi questo documento. E' la traduzione di uno studio
effettuato dal professor Vyvian Howard, tossico-patologo di grande fama,
vi invito anche a prendere visione del suo eccezionale curriculum nelle prime
pagine del documento.

Il dott.
Howard spiega i danni causati dalle emissioni di particolati sulla salute
umana.
Spesso sentiamo parlare di PM10 e di PM2.5 ebbene se ci fermiamo qui abbiamo una
visione limitata perché la nostra aria è piena anche di UFP o nano particelle
il cui diametro è più sottile di un ventesimo di diametro di un capello, molto
di più, praticamente è grande come un virus che è più piccolo di un globulo
rosso, a volte è persino più piccolo di un virus. Studi scientifici, che
potrete leggere in questo documento, hanno dimostrato che è nelle particelle
più piccole che si trovano le maggiori concentrazioni di diossina. Il PM2.5 può
raggiungere le parti alveolari più profonde dei polmoni da dove se è solubile
entra nel sangue altrimenti viene fagocitato dalle cellule spazzine e
trattenuto nei linfonodi per anni….. ma le UFP non vengono riconosciute dalle
cellule spazzine e, come molti virus hanno la capacità di attraversare le membrane
biologiche inoltre si ritiene che la loro motilità all'interno del corpo sia
alta. Mia madre mi raccontava che in passato, nel suo paese, quando non si
conosceva la causa della morte di qualcuno si diceva "è morto di morte
subito" oggi potremmo diagnosticare molte malattie ma per molte facciamo
finta di non conoscerne le cause, perché aumentano i tumori? Le patologie
respiratorie e cardio-vascolari? Perché gli aborti di donne potenzialmente
sane? No signora lei non è trombofilica ha solo una mutazione MTHFR in
eterozigosi, ce l'ha il 30% delle donne italiane…. Due aborti avvenuti con le
stesse dinamiche di una trombofilica pur avendo solo una leggera
predisposizione si spiegano solo se è vero questo:

L’ipotesi
fatta da Seaton et al. [28] nel 1995 suggeriva che le particelle trattenute in profondità nei
polmoni provocano un’infiammazione che a sua volta rilascia sostanze chimiche
naturali nel flusso sanguigno, provocando così la coagulazione del sangue. Essa
intendeva spiegare i reperti epidemiologici che mostravano un aumento delle
malattie cardiovascolari in popolazioni soggette ad un esposizione al PM10 maggiore della media.

Milano
è una città in cui il PM10 e non solo, raggiunge livelli da capogiro.

Vi do
qualche altro dato: Miller et al.
hanno riferito un aumento del 1,76 del rischio relativo di morte da malattia
cardiovascolare per ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5
[57]. In paragone, uno studio della American Cancer Society ha
mostrato che ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5 era associato ad un aumento del 1,12 del
rischio relativo di morte
da malattia cardiovascolare
, del 1,18 per morte da cardiopatia ischemica
(la proporzione di morti più elevata), e del 1,13 per morte da aritmia, insufficienza
cardiaca, o arresto cardiaco [58].

 

Per non parlare
dei danni al feto, data la capacità delle UFP di interagire con il DNA e
la possibilità di nascere con predisposizioni alle patologie respiratorie. Per non parlare
del cancro ai polmoni, alla mammella, etc….. E del
Parkinson
, l'Alzheimer? Pensiamo
sempre che le cose accadano agli altri e mai a noi. Tutti voi lavorate a
Milano, tutti voi respirate quest'aria, le UFP non fanno distinzioni,
che cosa vi verrà?: il
Parkinson, l'Alzheimer, una patologia cardio-vascolare o un cancro? Io non lo
auguro a nessuno ma non dipende da me. Dipende da voi, avete la nostra/vostra
salute nelle mani, fate la scelta giusta. Non
fatevi ingannare se vi dicono che gli impianti moderni hanno meno emissioni dei
precedenti, sono più grandi e quindi il totale delle emissioni non si discosta
da quelli degli anni '90. E non
fatevi nemmeno ingannare dagli studi sulle concentrazioni di queste particelle
perché anche concentrazioni minime possono essere fatali inoltre vanno
considerate le reazioni chimiche che possono avvenire con altre sostanze. E
ricordate sempre che il PM10, il PM2,5 e le UFP viaggiano nell'aria per lunghe
distanze…

Ora lo
sapete, io m'impegnerò perché lo sappia più gente possibile e voi avrete la
responsabilità della scelta davanti ai loro occhi, ricordatevi sempre che
responsabili significa ABILI A RISPONDERE e voi dovete rispondere ai cittadini
che vi hanno votato.

Pubblicherò
questa lettera su tutti i gruppi facebook a cui sono iscritta, non solo Milano
a 5 stelle e chiederò a tutti di condividerla a loro volta, presto avremo anche
un sito, l'informazione in Rete non può essere fermata.

L'alternativa
all'incenerimento c'è e si chiama RIFIUTI ZERO. Alcuni esempi già esistenti:

http://www.centroriciclo.com/

http://www.youtube.com/watch?v=Y8GuPmr8zeY

http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/urp/brevecronistoria.pdf

A Milano non sarà possibile
finché non separeremo i rifiuti organici dagli altri rifiuti.

Cordiali saluti.

Cinzia Bascetta

Fonti:

Scarica Traduzione-lavoro-scientifico-del-dottor-vyvian-howard