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Ri-mobilitiamoci per l’acqua in Lombardia

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Domani, 22 dicembre la giunta lombarda cercherà nuovamente di far approvare la legge regionale che toglie la gestione dell'acqua ai comuni per dirigerla verso la privatizzazione, come il 13 occorre mobilitarsi nuovamente, non mollare perché la posta in gioco è troppo alta e se molliamo adesso, avremo fatto tutto inutilmente. La partita è difficile ma dovremmo almeno provarci. Il presidio si terrà dalle 10.30 alle 17.00. Sarebbe meglio alternarsi per garantire sempre la presenza di qualcuno. L'e-mail ricevuta dal comitato:

Ciao a tutti/e,
 
abbiamo saputo solo pochi minuti fa che il giorno stabilito per la discussione della legge regionale sarà il 22 dicembre.
 
Non sappiamo però l'orario, perciò per ora  proponiamo di fare un presidio continuato tutto il giorno, dalle 10.30 alle 17.00.
 
Il ritrovo sarà dalle ore 10.30, in via Filzi 22. Per questo chiediamo a tutti i comitati regionali, provinciali e cittadini di farci sapere la loro disponibilità ad essere presenti e in quali orari possono essere disponibili per provare a coprire tutta la giornata.
 
Fateci sapere come riuscite ad organizzarvi.
 
Roberto è fuori Italia fino a metà gennaio quindi per informazioni chiamate il Comitato Italiano allo 0289056946 oppure rispondete direttamente all'indirizzoubc@contrattoacqua.it.
 
Grazie mille.
 
Cristina
Comitato Italiano contratto Mondiale sull'acqua Onlus

Regione Lombardia: rinviato il voto della legge regionale sull’acqua!



Consiglio regionale 30-11-10

Il Consiglio Regionale ne ridiscuterà il 23 dicembre; parziale vittoria dei Comitati per l’acqua pubblica.

La mobilitazione del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’acqua pubblica, messa in atto attraverso la mailbombing sui consiglieri regionali e il presidio davanti al Pirellone, ha determinato il rinvio della votazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia delprogetto di legge sui servizi idrici locali.

In occasione del dibattito di oggi, 30 novembre, in Consiglio Regionale, i Comitati per l’acqua pubblica hanno organizzato un presidio e unvolantinaggio all’ingresso del Pirellone; il “pressing” è poi proseguito con la presenza di una delegazione del Coordinamento Regionale dei Comitati, composta da Roberto Fumagalli e Rosario Lembo, come auditori ai lavori del Consiglio.

Grazie al lavoro di ostruzionismo da parte dei Consiglieri di opposizione, con la presentazione di una serie di emendamenti (a partire da quelli proposti dal Coordinamento Regionale acqua pubblica), unita ad una puntuale contestazione sul merito e sull’urgenza del provvedimento, la discussione si è protratta per tutta la giornata, e verso sera i partiti della maggioranza hanno accolto la proposta di rinvio della messa in votazione del provvedimento alla prossima seduta del Consiglio Regionale fissata per il 23 dicembre.

A far maturare la decisione del rinvio ha concorso certamente l’azione costante di e-mail inviate dai comitati e dai cittadini, ma ha pesato anche la presenza al presidio di amministratori di Comuni lombardi.  Il relatore della legge ha letto in aula l’Appello del Coordinamento regionale acqua pubblica e le ragioni della Manifestazione del 13 novembre; alcuni consiglieri dell’opposizione hanno letto in aula durante i loro interventi i messaggi di protesta inviati via e-mail da oltre 3 mila cittadini.

Nel merito delle obiezioni al provvedimento, le preoccupazioni sottolineate dai Consiglieri sono state quelle relative all’esproprio ai Comuni della titolarità del servizio idrico, all’obbligatorietà della messa a gara della gestione dell’acqua, alla mancata salvaguardia delle gestioni affidate a società totalmente pubbliche.

A questo punto, in preparazione della prossima seduta del 23 dicembre, si rende necessaria, accanto all’azione di monitoraggio e di vigilanza dei comitati e dei cittadini, una forte mobilitazione dei Sindaci nei confronti del Consiglio Regionale e delle forze politiche ivi rappresentante, per rivendicare con forza la titolarità dei Comuni rispetto ai modelli di affidamento e di gestione dei servizi idrici.

Il rinvio del voto tiene conto anche della possibilità che venga prorogata la soppressione delle Autorità ATO, anche in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Veneto.

Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

 

CHI DIFENDERA’ I CITTADINI DI MILANO E DELLA LOMBARDIA DALLA MANOVRA FINANZIARIA?

  Fiato sul collo in Regione – 22 giugno 2010

I SINDACI DI CIRCA 40 COMUNI LOMBARDI IN PLATEA PER PROTESTA

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Nella seduta del consiglio regionale del 22 giugno, che aveva all’O.d.G. una discussione sul secondo termovalorizzatore di Milano, su mozione dell’opposizione il dibattito è stato spostato sulla manovra finanziaria. Per l’occasione il PD ha invitato ad assistere alla seduta una quarantina di sindaci PD della Provincia di Milano che hanno preso posto in tribuna, forse è per questo che stranamente erano presenti anche Formigoni e la maggior parte degli assessori. A detta di alcuni di questi sindaci, quella massiccia presenza aveva solo una funzione di facciata, ben consapevoli che la loro eccezionale partecipazione non avrebbe minimamente influito sulle posizioni della giunta e del suo leader rispetto alla manovra del governo che, a fronte della costante caduta delle entrate causata dal blocco dell’autonomia finanziaria e dall’eliminazione dell’Ici sull’abitazione principale, costringe i sindaci a ridurre la spesa totale di circa il 9% nel triennio 2009-2011.
La discussione sulla finanziaria è durata a lungo: sono intervenuti molti consiglieri dell’opposizione e della maggioranza e da ultimo il presidente della Regione in persona. L’opposizione ha manifestato molta preoccupazione per i tagli che necessariamente si rifletteranno sulla Lombardia, su Milano e su tutti i piccoli comuni. Il PD Luca Gaffuri ha chiesto che la giunta e il presidente della Regione si adoperino per la radicale correzione della manovra e che ”la regione si doti di un programma reale, libero dalle promesse elettorali ormai invecchiate. Infine, rivolgendosi direttamente a Formigoni, ha affermato: “Che sia colpa del governo o conseguenza di un’incomprensione da parte sua degli scenari che stavano per sopraggiungere, lei non è più in grado di onorare il programma presentato nei mesi scorsi agli elettori. Il nuovo patto tra regione e governo dovrà essere riscritto in questa aula.”
Bella frase ad effetto che sicuramente non avrà seguito, visto che ormai i consigli delle istituzioni locali non hanno praticamente più potere.
Con la sua solita sicumera Formigoni ha risposto che la manovra è del tutto necessaria per la tutela dell’euro a causa di una crisi finanziaria non nata in Europa; le regioni italiane sono pronte a fare la propria parte e non intendono sottrarsi alle loro responsabilità, soprattutto la Lombardia che è la più importante, lo stesso faranno i comuni di Lombardia come gli ha assicurato il presidente dell’ANCI (Associazione nazionale comuni d’Italia). Gli spazi di trattativa per migliorare la manovra ci sono e il governo regionale farà la sua parte per evitare che i mancati trasferimenti si traducano in tagli ai servizi per la popolazione.
Se questo è vero, vedremo quali saranno i progetti realmente ridimensionati: si acquisteranno ancora i terreni per Expo 2015? Si farà ancora il secondo termovalorizzatore di Milano che è in bilancio per la modica spesa di 250milioni di euro? Ridurrà le spese per le auto blu? Formigoni sarà disposto a rinunciare al foraggiamento dei suoi “consolati esteri”?

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un momento della seduta del consiglio regionale del 22 giugno 

In un articolo del Corriere della Sera dal titolo LE REGIONI E LA DIPLOMAZIA FAI DA TE si legge:
«D’altra parte», ha spiegato il governatore lombardo Roberto Formigoni, «è importante avere un presidio a Roma e Bruxelles. Non è affatto un lavoro inutile quello che i nostri funzionari svolgono organizzando a esempio numerosissimi incontri istituzionali per aziende, centri culturali, organizzazioni non governative e così via, che vengono supportati nel dialogo con le autorità nazionali ed europee».
Peccato però che la Lombardia non abbia solo un presidio a Roma e uno a Bruxelles. Bensì, secondo il Tesoro, altri 27 sparsi in giro per il mondo. Ce n’è uno in Argentina, un paio in Brasile e Cina, quattro in Russia (esattamente come la Regione Veneto), e poi uno in Giappone, Lituania, Israele, Moldova, Polonia, Perù, Uruguay, Kazakistan…
http://www.corriere.i ….
Proprio lo stesso giorno in Comune nell’aula del consiglio, dove guarda caso era presente anche il sindaco, l’opposizione ha chiesto che si metta in calendario nelle prossime sedute una discussione sulla manovra finanziaria che inevitabilmente si rifletterà anche sul bilancio preventivo del Comune di Milano; tra l'altro il consigliere Majorino ha espresso la sua perplessità sul fatto che la Moratti abbia deciso di non partecipare alla manifestazione di protesta dei sindaci d'Italia che si sarebbe svolta il giorno dopo a Roma davanti a Montecitorio.
Ma si sa che la signora predilige gli eventi mondani (Miss Padania, Festa Dolce&Gabbana, Festa Alfa Romeo) piuttosto che manifestare a difesa dei propri cittadini contro un governo mafioso e iniquo che colpisce le tasche di tutti fuorché le sue e quelle della casta a cui appartiene!
Il Presidente del consiglio Palmeri ha risposto che l’assessore Beretta (Bilancio) facendo i conti ha assicurato che l’impatto della manovra finanziaria si avrà sul bilancio del 2011!
Ma a chi credono di darla a bere? E secondo loro i sindaci d’Italia sono andati a Roma per fare una scampagnata collettiva?

Di Annarosa Restifo Olivera