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La Regione Lombardia ingrana la marcia ed approva il PDL 57/62 per fare dei bei regali di Natale ai privati

Oggi pomeriggio alla ripresa dei lavori del consiglio, dopo la pausa pranzo, l'aula si presentava così.

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Del PDL non c'era quasi nessuno, l'opposizione stava presentando i suoi OdG. Ad un tratto il presidente Boni interrompe la consigliera Cremonesi e rivolgendosi ad un'altra persona dice seccato "non si viene a mendicare la firma, sto cercando di dare un'immagine a questo consiglio" L'ho sentito più volte riprendere duramente i consiglieri e persino i giornalisti per il fastidioso brusio e chiacchiericcio. 

Il consigliere Bettoni dell'UDC nel suo intervento ricorda che l'acqua non è merce di scambio e che chi gestirà il servizio idrico lo farà non per beneficienza ma per un guadagno. E' perplesso di fronte a questa volontà di accelerare l'approvazione della legge regionale nonostante l'approvazione del decreto mille proroghe che posticipa la scadenza degli ATO di un anno.

Sono perplessa anch'io per quello che ho visto. Arriva il momento del voto ed il presidente Boni fa cercare Ponzoni e Spreafico, che fanno parte dell'ufficio della presidenza e devono fare da segretari ma non si trovano allora chiama la Minetti in sostituzione, Penati è presente.

I consiglieri dell'opposizione chiedono la verifica del numero legale e si procede alla votazione del primo emendamento, votano per alzata di mano e l'emendamento di Giulio Cavalli viene respinto.

Altra verifica del numero legale, richiesta sempre dall'opposizione, risultato 34, il numero legale non c'è e Boni sospende la seduta per 5 minuti, la Minetti si aggiusta il trucco, poi la seduta riprende e Boni annuncia l'apertura del voto, Zamponi (IDV) fa notare che si dovrebbe prima verificare il numero legale ma il presidente sorvola su questo dettaglio e dice che visto che nessuno lo ha richiesto appena entrati lui non è tenuto a farlo e così un altro emendamento respinto da PDL e Lega.

Alla votazione successiva Zamponi chiede la votazione per appello nominale (si accendono le lucine rosse e verdi sul tabellone e vengono messi agli atti i nomi di chi vota contro o a favore). 

Si susseguono una serie di votazioni in cui l'opposizione chiede ripetutamente la verifica del numero legale, IDV e SEL chiedono la votazione nominale ed il PD il voto segreto. 

Ad un certo punto il numero risulta 38 (il minimo per essere valida la seduta è 39) però Boni dice che il numero è legale perché mancavano Penati ed un altro, sempre della presidenza, all'appello in quel momento ma che erano presenti. Si vota: 40 no e 5 sì. Domanda: il 39° ed il 40° no di chi erano?

La verifica del numero legale viene fatta premendo il pulsante di voto, chi non voleva appariva non premeva il pulsante senza che fosse necessario uscire dall'aula. Come mai Boni dà per scontato che Penati sia presente anche se non preme il pulsante? Per il senso di responsabilità verso l'ufficio di presidenza di cui Penati fa parte?

Ad ogni votazione il relatore della legge dà prima il suo parere che in realtà è una vera e propria indicazione di voto. Si alza in piedi e dice ad esempio "parere negativo, si vota NO, pulsante rosso" ed i consiglieri di maggioranza ubbidiscono.

Il consigliere Galli, capogruppo Lega Nord, dopo l'ennesima verifica del numero legale, questa volta 37 e la sospensione della seduta per andare a cercare i dispersi, redarguisce i consiglieri del PDL e annuncia che se per la loro leggerezza mancherà ancora il numero legale il suo gruppo lascerà l'aula. 

Il ping pong tra richiesta voto nominale e voto segreto continua ma tra IDV e PDL che prende il posto del PD nel richiedere il voto segreto.

Alle 16.20 arriva Formigoni, forse per garantire il numero legale? Le votazioni proseguono per alzata di mano, ad un certo punto, forse perché non è pratico o forse perché sono abituati a dare parere contrario agli emendamenti dell'opposizione, Formigoni sbaglia e vota no dopo che Saffioti, (relatore) aveva dato parere favorevole…

Si passa alla votazione degli articoli.

Art. 1 votato per alzata di mano, una curiosità, Saffioti dà parere negativo su di un emendamento firmato da lui stesso….?

Si arriva all'articolo 3, che toglie la competenza ai comuni, a questo punto l'opposizione annuncia che la responsabilità di quest'approvazione deve ricadere tutta sulla maggioranza ed abbandona l'aula, resta Penati che dice di restare per dovere verso l'ufficio di presidenza di cui fa parte.

Inizia una sequela di votazioni in fretta e furia per alzata di mano nelle quali molti non alzano più nemmeno la mano, intanto Formigoni ha lasciato l'aula, e la legge viene approvata.

Conclude un consigliere della Lega dicendo che sono state dette molte bugie in aula, che l'acqua non viene privatizzata perché sia l'acqua che la rete idrica restano pubbliche e che su 5 membri dell'ufficio d'ambito (che sostituisce gli AATO) 3 saranno dei comuni ed il loro parere sarà vincolante per gli investimenti e la tariffa ma per quanto riguarda la gestione l'ente pubblico potrà essere aiutato dai privati e qui mi tornano in mente le parole di Bettoni "il privato non fa beneficienza ma cerca guadagni".

Voglio ricordare però che l'assemblea degli AATO era composta da tutti i sindaci di quell'ambito territoriale e dal presidente della provincia, ora si giocherà in 5 e, non meno importante, che la legge 57/62 non riguarda solo l'acqua ma anche la gestione dei rifiuti, del sottosuolo e dell'energia.

Alla fine l'aula era così.

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di Cinzia Bascetta

P.S. E' stata respinta anche la richiesta dell'opposizione, su proposta dei comitati per l'acqua, di posticipare di 6 mesi l'entrata in vigore del Pdl 57 per attendere il Referendum ed il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso della Regione Veneto.

4 DICEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA Moratoria subito!

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Con i movimenti, a Cancun e nel mondo, per la giustizia ambientale e sociale.

L’acqua deve essere pubblica perché ognuno di noi è fatto al 70% di acqua. L'acqua deve essere pubblica perché è il bene comune più prezioso al mondo. L'acqua deve essere pubblica perché non ha colore. L'acqua deve essere pubblica perché senza Lei si muore. L’acqua deve essere pubblica perché è un diritto di tutti, altrimenti è un privilegio. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di tutti… tutti ne avranno cura. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di pochi… si faranno solo gli interessi di quei pochi. L'acqua deve essere pubblica perché l'hanno già chiesto un milione e mezzo di cittadini italiani. L’acqua deve essere pubblica perché in paesi democratici e civili, la privatizzazione dell'acqua è fuori legge e vietata. L'acqua deve essere pubblica perché oggi in Italia ci sono 128 comuni con acqua fuori legge, fuorilegge perché con quantità di arsenico superiori al limite tollerabile, e quell'acqua guarda caso è privata. L'acqua deve essere pubblica perché non è una merce e se uno è contrario a che l’acqua sia un bene pubblico e di tutti, è perché ha interessi personali forti e poco limpidi. L’acqua deve essere pubblica perché oggi, in Italia come nel Mondo, le società private aumentano le tariffe a piacimento e, se non puoi pagare, ti chiudono il rubinetto…anche se sei un anziano, anche se sei povero, anche se ne hai bisogno. L'acqua deve essere pubblica perché SI! Ecco, acqua bene di tutti!non dovrebbe nemmeno essere in discussione! L’acqua deve essere pubblica perché le nuvole, la pioggia ed i ghiacciai non hanno mai avuto padroni ed è l’acqua che connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. L’acqua deve essere pubblica perché tutti abbiamo il Diritto all'acqua e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. L’acqua deve essere pubblica perché non è sostituibile e non può essere trattata come una merce. L’acqua deve essere pubblica perché un privato pensa al suo profitto, non all’interesse comune. L’acqua deve essere pubblica perché il contrario di “pubblico” è il termine “segreto” e segreti sull’acqua non ce ne devono essere. L'acqua deve essere pubblica perché per le multinazionali esistono solo utenti non persone, solo contatori… e bollette. L'acqua deve essere pubblica perché altrimenti tutte le prossime guerre si combatteranno per l'acqua. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è il sangue della terra. L’acqua deveessere pubblica perché speculare sull’acqua è inaccettabile in una società civile. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è un Bene Comuneun Dirittoe non una merce! L'acqua deve essere pubblica perché è vita e la vita non può avere un prezzo. L'Acqua deve essere pubblica perché acqua sei tu… e sono ioL'Acqua deve essere pubblica perché si scrive Acqua… e si legge Democrazia!

Domani 4 dicembre manifestazioni in molte città italiane, la lista sopra riportata "in stile vieni via con me" redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica può essere letta durante le manifestazioni o declinata come preferite. Lista e impaginazione grafica sono scaricabili qui

– Ci sarà una diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood;

– Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia;

– Nei giorni scorsi il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (Un medico in famiglia – Boris). Il video, che sarà presentato nella manifestazione di Roma in Piazza Santi Apostoli può essere proiettato in tutte le piazze. Qui per vederlo su youtube, qui  per scaricare una versione da circa 100 mb in ottima risoluzione, qui il file audio del pezzo;


– Potete mandare le foto della giornata di sabato a ufficiostampa@acquabenecomune.org per fare una gallery della manifestazione nazionale.

Assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua: prossimo passo la moratoria

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Si è conclusa l'assemblea tra le proposte l'istituzione di un osservatorio sugli usi sostenibili dell'acqua grazie alla collaborazione di tecnici, vista la recente scoperta della presenza di arsenico nelle acque laziali si è pensato di inserire la collaborazione delle università per la ricerca ed un convegno nazionale con cittadini, associazioni e tecnici che lottano per la salute.

L'assemblea,come movimento per l'affermazione dei beni comuni, ha deciso di partecipare alle manifestazioni del 16 ottobre della FIOM e allo sciopero nazionale della scuola del 15 ottobre inoltre parteciperà anche il 2 ottobre a Messina alla manifestazione contro il ponte sullo stretto.

Ma l'appuntamento più importante sarà il 4 dicembre per la Giornata dell'acqua. Il movimento chiederà la possibilità di votare per cui verrà chiesta una moratoria al parlamento per fermare il processo di privatizzazione in attesa che i cittadini si esprimano con il Referendum e proprio sulla questione Referendum il movimento chiede che la coalizione sociale italiana tutta si trovi unita.

Durante l'assemblea sono nati i seguenti gruppi di lavoro:

1 Comunicazione

2 Scuola

3 Democrazia partecipativa

4 Finanziamento servizio integrato

5 Moratoria

6 Formalizzazione del Comitato Tecnico

7 Funzionamento del Comitato Promotore e del Forum

I gruppi redigeranno un report che verrà pubblicato e alcuni andranno avanti a lavorare anche sulle questioni più spinose per trovare forme condivise, per capire come le voci territoriali possono stare in questo percorso.

A breve verranno comunicate le date delle riunioni del coordinamento del forum dei movimenti per l'acqua e del comitato referendario.

Nell'ambito dell'incontro del coordinamento verranno discussi anche i problemi di Puglia (che non ha mantenuto le promesse sulla pubblicizzazione) e Sicilia.

Un'altra idea emersa da questa assemblea è un convegno nazionale con appuntamenti anche regionali dei giuristi per supportare il processo interno alla corte costituzionale in merito ai quesiti referendari.

In cantiere anche una grande manifestazione nazionale il 19 marzo.

In conlusione l'appello dell'assemblea dei movimenti per l'acqua che verrà poi pubblicato dal forum dei movimenti nella sua completezza. In quest'appello viene sottolineato che con questa lotta c'è in gioco molto più del referendum sull'acqua, la vittoria può aprire in italia una stagione sociale nuova della democrazia e della partecipazione.

L'appello ribadisce che l'acqua è un bene comune e come tale va sottratta alle logiche del guadagno.

Il tempo è ora perché si scrive acqua e si legge democrazia!

di Cinzia Bascetta