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L’economia italiana cresce più degli altri paesi europei? Un semplice sguardo a Piazza Affari

   Protesta fincantieri
 
 

Genova-Sestri Ponente

Da anni seguo la finanza per hobby e devo dire che sono assolutamente sbalordito dall’andamento di Piazza Affari .

Fondamentalmente l’Italia va sempre peggio delle altre nazioni del continente europeo il quale a sua volta va peggio di tutti gli altri compreso America e Oceania per non parlare dei paesi emergenti.

Peraltro faccio notare che commenti di questo tipo  non si trovano sostanzialmente da nessuna parte per quanto sarebbe sufficiente esaminare dettagliatamente alcuni siti di finanza un po’ ben fatti , aver un po’ di memoria e fare un po’ due o tre conti.

Ho voluto fare un indagine per confrontare tutti gli indici:

Chissà  come mai gli indici italiani sono più difficili da ricostruire : negli ultimi 10 anni è cambiata due volte la denominazione , e una volta il numero di riferimento.

Da qualche mese tuttavia sembra che sia diventato più semplice ricostruire i dati , quasi come se qualcuno avesse invitato l'Italia ad una maggiore trasparenza.

 

Valori degli indici attuali rispetto a MARZO 2000.

Ftse-MIB (indice borsistico di Piazza Affari)  – 59%.

Altri europei : Dax (Germania) -25%; Cac 40 (francia) -43% ; Ftse (Inghilterra) -20% .

Le maggiori economie europee allora vanno meglio che l’Italia . Allora proviamo a guardare qualche nazione in crisi , come l’Irlanda , che 3 anni fa era sull’orlo del fallimento : -44%

E la Spagna  , di cui si è parlato recentemente come nazione a rischio default  – 18%   

Allora cambiamo continente e andiamo negli USA

 Dow Jones  presssocchè uguale.

E allora proviamo col Giappone , una nazione che ha vissuto in passato un economia estremamente florida e che adesso da più di 10 anni è in recessione , che ha toccato addirittura punte del -15% di calo annuo del PIL.

Niente da fare : ci batte anche il Giappone  -53%.

Se poi andiamo a vedere i paesi emergenti i dati sono assolutamente impietosi:

Cina + 60%; India + 400 %; Malesia +40% , Corea Sud + 80%

Argentina (nonostante il default!!)  +350% ; Brasile +350% , Egitto +500% , Russia +700 %..

Non ho trovato i valori della Grecia e giuro che non sono riuscito a trovare nazioni con cali superiori all’Italia rispetto al 2000: chissà, forse qualche paese dell’est, certo che il +700 % russo non promette niente di buono.

 

Questi dati per quanto impietosi non danno ancora una visione corretta della situazione:

bisogna infatti valutare come vanno i singoli titoli .

E qui un’altra batosta : ci sono settori che hanno perso meno del valore degli indici , pertanto altri settori hanno  perso di più .

I settori che hanno perso di meno sono i petroliferi (che quotano il bene che in Italia non abbiamo) e i bancari (che quotano la carta straccia).

I titoli che dovrebbero rappresentare l’economia vera e propria , perché legati alla produzione, vanno ancora peggio:

in questo caso , si riesce peraltro a risalire più indietro nel tempo . Vediamone alcuni

FIAT                        dal 1990  -80 %

FINMECCANICA   dal  1987  -85%

IMPREGILO            dal 1987   -80%

Stiamo parlando di cali molto pesanti rispetto a 23 anni fa !!!

Ma attenzione , perché questi titoli non sono quelli di società in crisi .

E allora facciamoci del male e andiamo a vedere i dati delle società in crisi:

valori confrontati con quelli del 2000 :

TELECOM ITALIA    – 90%

FASTWEB                   -93%

TISCALI                       -99,8 % !!!!

SEAT PAGINE GIALLE -99,93 % !!!!!!

In altre parole se un poveretto , per esempio , ha investito in SEAT PG 20.000 euro nel 2000 , si ritrova attualmente nel portafoglio titoli 14 euro !!!!

Con i soldi con cui ti compravi una station wagon , adesso ti compri una pizza  (per te da solo , anche perché tua moglie ,per ovvie ragioni ti ha pure mollato, e forse una birra , per dimenticare)

A questo punto mi domando , ma quando i soliti noti ci raccontano che l’economia italiana è in ripresa o come dice Berlusconi , che stiamo andando meglio delle altre nazioni europee di che cosa parlano?

Naturalmente poi ci racconteranno che la Borsa non è un elemento attendibile per definire l’economia del paese .

Tuttavia facciamo alcune considerazioni :

i titoli di borsa sono presenti , in quota variabile nel portafogli di:

– investitori ufficiali

– fondi azionari

– piccoli risparmiatori

poiché gli investitori ufficiali hanno il titolo nel portafogli con percentuali a due cifre, anche del 50% e a volte più è indubbio che

-        i fondi azionari dove convergono anche investitori stranieri escludono ormai l’Italia.

-        I promotori finanziari consigliano di investire all’estero

-        gli stessi investitori ufficiali potrebbero disfarsi in silenzio del loro pacchetto mettendo i soldi altrove (paradisi fiscali??!!!).

Peraltro bisogna valutare anche un fatto: il valore che ha il titolo in borsa  dovrebbe rispondere a determinati criteri  logici , matematici basati sugli utili , i debiti e le prospettive future.

Si dice che , molto in grandi linee,  il valore del titolo dovrebbe essere all’incirca , mediamente 20 volte gli utili . Se è di meno puo’ voler dire che ha troppi debiti o che le prospettive non sono rosee.

Ma visti i valori di alcuni titoli il cui rapporto prezzo/utili potrebbe essere di 1 o 2  e visto i cali di certi titoli potrebbero voler dire due cose:

 - primo : la società non ha prospettive future .

– secondo : la società ha talmente tanti debiti che è difficile trovare qualcuno che se la compri anche a costo 0 perché potrebbe non valerne la pena di appianare i debiti che in certi casi , come per esempio Telecom It hanno raggiunto valori stratosferici.. Un esempio era l’Alitalia che fondamentalmente , qualche anno fa era arrivata sull’orlo del default e poi è arrivato l’aiutino dallo stato perché fondamentalmente nessuno se la sarebbe presa neanche gratis !

 

A questo punto , dopo queste considerazioni ci chiediamo ma l’Italia dove và ?

di Gian Paolo Cavallaro

Fonti : http://it.finance.yahoo.com/

www.fineco.it