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Raccolta differenziata: obiettivo 65% non è impossibile!

 

Domenica 5 settembre 2010 siamo alla festa del PD di Genova per distribuire i nostri volantini informativi sul Gassificatore/Inceneritore di Scarpino. Cogliamo l'occasione per fare quattro chiacchiere con Sergio Cofferati attualmente euro-deputato ma si vocifera anche possibile candidato a sindaco per la città di Genova. Parlando della sua esperienza come sindaco di Bologna viene nominata la compostiera industriale che Cofferati dice di aver trovato e difeso. Interrogato poi sull'obiettivo che l'Europa ci impone per il 2012 in merito a raccolta differenziata lui stesso ammette che è impegnativo ma non impossibile!!!! Infatti il meetupparo porta l'esempio di San Francisco che è una città molto simile a Genova dove vengono riciclati il 75% dei rifiuti. Genova invece vanta un vergognosissimo 27% ma quello che ci domandiamo è perché in una città dove il 4 giugno di quest'anno si è tenuto un convegno dal titolo "Genova per la gestione sostenibile dei rifiuti" e con la spada di damocle delle multe europee per chi non raggiungerà il 65% di differenziata il comune pensi a costruire un mega impianto di incenerimento sulla collina di Scarpino? Da qui i fumi si spargeranno su tutta la città e ci chiediamo come mai sia proprio il consigliere Capurro a sollecitare la Regione perché si proceda alla costruzione di ben 5 impianti in Liguria. Durante il convegno sono state esposte interessanti strategie.

E' stato presentato da Barbara Sarnari del Comune di Ragusa il progetto “Zero Waste” (Zero Rifiuti). Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea che coinvolge alcuni Paesi del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna). Il Comune di Ragusa partecipa come partner italiano del progetto.

Il progetto punta alla creazione di un sistema integrato di gestione “Rifiuti Zero” che riesca a minimizzare la produzione di rifiuti e a massimizzare il recupero di risorse ed energia nelle aree geografiche interessate dal progetto. Nello specifico mira alla riduzione sistematica e definitiva dei rifiuti che attualmente finiscono nelle discariche, riutilizzando e recuperando quanto più materiale e risorse possibili attraverso il riciclaggio. Inoltre, il progetto promuove quelle pratiche di riuso e riciclo che agiscono come volano dello sviluppo economico sostenibile dei territori.

Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente del Comune di Capannori (Lucca) ha presentato l'esperienza del primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia Rifiuti Zero”. Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” l’Amministrazione di Capannori si è posta l’obiettivo di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75% combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

A Capannori sono state avviate politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico. Tra le iniziative, alcune riguardano gli acquisti verdi, l'acqua, il latte alla spina, detersivi, ecosagre e pannolini ecologici.

Le amministrazioni danno la colpa ai cittadini, che non sarebbero capaci di effettuare una buona raccolta differenziata, ma è proprio così?

Forse non tutti sanno che uno dei punti del PCPR (Programma Comunale di Prevenzione dei Rifiuti) è il compostaggio domestico. Il Comune di Genova stima che siano un migliaio i nuclei famigliari che praticano il compostaggio domestico a Genova. Per diffondere la pratica del compostaggio domestico il Comune ha organizzato un corso di formazione per aspiranti compostatori e concede, ai cittadini che praticano il compostaggio domestico, uno sconto sulla Tariffa di igiene ambientale (10 euro per single e 15 per nuclei famigliari plurimi). Nel corso di quest'anno il Comune di Genova punta a riprendere la campagna di comunicazione sullo sconto della tariffa rifiuti e la possibilità di frequentare i corsi. E' prevista, inoltre, la creazione di un “albo compostatori” che provveda ai controlli e all'assistenza istituzionale.

Nel manuale per il compostaggio sul sito dell'Amiu leggiamo che l’amministrazione comunale si è convinta dell’opportunità di premiare economicamente chi contribuisce alla strategica scelta di cominciare a ridurre la produzione dei rifiuti, a cominciare da chi fa compostaggio domestico.
In questo modo il compostaggio domestico si imporrà anche in Liguria, come un importante segmento per una moderna gestione dei materiali post consumo e Genova si aggregherà alla numerosa schiera di Comuni italiani che, in base ad una semplice auto-certificazione, concedono sconti fino al 40 % a chi fa compostaggio domestico.
Non stupisce che a fronte di questi vantaggi economici, grazie ai quali una famiglia media risparmierebbe circa 50 euro all’anno, ci siano Comuni Italiani con l’80 % delle loro famiglie dedite al compostaggio domestico.
Le potenzialità di diffusione della pratica del compostaggio domestico anche in una grande città metropolitana come Genova sono maggiori di quello che normalmente si ritiene.
A Genova ci sono 36 ettari di orti urbani che per produrre ortaggi sani ed abbondanti richiedono 1.100 tonnellate all’anno di compost, ottenibili grazie al compostaggio degli scarti di cucina di 44.000 genovesi. E sempre a Genova ci sono almeno 82.000 famiglie che praticano giardinaggio ed ognuna di loro è candidata per attivare una felice esperienza di compostaggio, in quanto basta anche un terrazzino,
un poggiolo e persino un davanzale.

E ogni famiglia che fa compostaggio domestico evita, mediamente, il ritiro e lo smaltimento di 115 chili di scarti umidi all’anno.

Un'ultima domanda: a quando una compostiera industriale come quella di Bologna?

Manuale sul compostaggio domestico

 

E' ancora possibile entro il 2011 richiedere una compostiera gratuita. A questo link le informazioni dettagliate per richiedere la riduzione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale)

 riduzione della TIA

Per ulteriori informazioni: compostaggio@comune.genova.it  

tel. 010 5572176   

di Cinzia Bascetta

Per tutti quelli che credono che basti votare la sinistra per essere tutelati

Volantino-capurro

Un politico dotato di ubiquità

Floriana Bulfon

IL CASO. Armando Capurro, già sindaco di centrodestra di Rapallo, è consigliere regionale della lista Burlando. Amico del ministro Fitto, in Liguria chiede più inceneritori. Ma in Puglia il Pd lo accusa di danni ambientali.

Rapallo eletto sindaco con una lista di destra, in regione Liguria con la sinistra. In Liguria a difendere i valori della lista Burlando, a Maglie un tempo in società con il cugino di Fitto. Ezio Armando Capurro è un uomo “dall’esperienza molteplice”, come lui stesso afferma. Docente, industriale, già sindaco di Rapallo e ora consigliere regionale della lista Burlando in Liguria. Proprio Claudio Burlando ha visto in lui il politico ideale e ha deciso di candidarlo nella sua lista civica alle ultime elezioni regionali. Il presidente ex ministro Ds, oggi Pd, ha scelto Capurro per le sue qualità e poco importa che qualcuno in quel di Maglie, in quella Puglia terra natale di Capurro, sostenga che sia un caro amico del ministro berlusconiano Raffaele Fitto. Importa ancor meno che il Pd in Puglia affermi che il Capurro industriale abbia causato con il suo stabilimento danni ambientali, diossina e controverso aumento di tumori. “La fabbrica della morte”, lo chiama il sito del Pd di Maglie.

Questioni di poco conto, questioni pugliesi. Meramente locali. A dire il vero, qualche questione è stata aperta anche in Liguria, da quando il pm Biagio Mazzeo ha chiesto e ottenuto di sequestrare l’area dell’ex oleificio di Avegno di proprietà del consigliere perché la zona non è stata bonificata e si è trasformata in una discarica pericolosa. Ma poco importa anche questo. Capurro è uomo di oleifici e inceneritori, uomo di destra e di sinistra. E a Maglie, nel cuore del Salento, lo conoscono tutti bene. E' il proprietario della Copersalento, per decenni un sansificio, poi trasformato in inceneritore di rifiuti e quindi in stabilimento per la produzione di energia.

Tortuosi gli assetti societari dell’impianto che ha visto tra i proprietari anche Raffaele Rampino, cugino del sindaco di Maglie Antonio Fitto, parente di Raffaele. E varie le denunce, ispezioni, chiusure, fino a quella definitiva posta dalla Provincia di Lecce. Denunce dovute all’inquinamento. La Copersalento è stata infatti accusata di aver superato per oltre 400 volte i limiti massimi di emissione di diossina. Carne alla diossina e livello di inquinamento oltre i limiti, in base alle rilevazioni dell’Arpa, tali da risultare “gravemente pericolosi per la salute”.

Problemi del Capurro industriale, certo, e del Capurro pugliese. Ma appare curioso che il Capurro consigliere ligure si appelli a Burlando con una interrogazione con oggetto «conferimento rifiuti dalla Provincia di Imperia alla discarica di Scarpino». La provincia di Imperia, quella cara all’ex ministro Scajola. Il Capurro ligure sostiene che per fronteggiare il problema dei rifiuti occorra dare attuazione immediata di un Piano di Rifiuti che permetta di risolvere le criticità e il superamento delle fasi emergenza.

Capurro consigliere regionale vuole sapere come si intenda, e con quali tempi, realizzare più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti che prevedano il recupero energetico. Insomma, termovalorizzatori o gassificatori, indispensabili per risolvere i problemi dei rifiuti. Saranno l’anello di congiunzione tra il Capurro pugliese e quello ligure?

TERRA