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A che serve una MISSION senza VISION?

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Il termine visione (vision) è utilizzato nella gestione strategica per indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi (goal-setter) e incentiva all’azione. (fonte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Visione_aziendale).

La missione (o scopo) di un'impresa, o più in generale di qualsiasi organizzazione, è il suo scopo ultimo, la giustificazione stessa della sua esistenza, e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre. (fonte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Missione_aziendale).
Il MoVimento 5 stelle vorrebbe migliorare la vita delle persone, fare dei luoghi dove viviamo posti a 5 stelle (per analogia con gli alberghi, da segnalare per come ci si sta bene). Ma questo, in teoria, lo vogliono fare tutte le forze politiche. Troverete mai un politico che vi dice che vuole costruire una centrale nucleare per fare una nuova Cernobyl? Non vi capiterà mai di leggere che un inceneritore viene costruito per aumentare le leucemie. Vi diranno che la vita migliorerà: avrete tanta energia gratis (tanta da farvi sentire radioattivi!)  e non avrete rifiuti per la strada (ve li inaleranno su per il naso ma voi non ci farete caso).
Il miglioramento della vita è soggettivo, dipende da cosa uno pensa della sua vita e quindi di cosa vorrebbe per se e, forse, per i suoi figli. Quel progetto strategico è nelle aziende definto come "mission". I nostri partiti, le nostre organizzazioni politiche ed economiche ci incalzano con la loro mission. Ci promettono case, strade per noi e le nostre auto. Ci danno gli ammortizzatori sociali (sussidi di disoccupazione, cassa integrazione) ma solo per un po' di tempo e così stiamo tranquilli, giusto il tempo prima di un'elezione. E quasi tutti i cittadini vivono sperando che la loro mission si realizzi, di poter fare le ferie, di poter cambiare auto e telefonino, di potersi permettere il calcio in tv di poter comprare un nuovo paio di scarpe ai figli. I politici soddisfano questo bisogno, raccontano piccole favole, innocenti bugie per non far sparire il sogno di una mission realizzata, di un mutuo trentennale da pagare per una casa orribile in una città invivibile da pagare con trent'anni di lavoro precario.
Dalla sparizione delle ideologie negli anni '90 la mission è diventato l'unico modo di concepire la politica: vincere le elezioni, cambiare il sistema per consolidare le posizioni acquisite, se poi facendolo si disintegra il sistema di riferimento, come le leggi e la costituzione, ha poca importanza. Se con scelte scellerate si fanno danni permanenti al territorio ed alla natura interessa poco al governante di turno. L'importante è la realizzazione della mission.
Ma non tutti ragionano così. Ci sono persone che hanno una vision, che vedono i fatti contingenti ma si chiedono e dopo? Cosa succederà alle generazioni future se togliamo loro gli elementi per vivere? Si chiedono è giusto sfruttare tutto ora e condannare quelli che verranno dopo ad una vita molto peggiore della nostra?
E ragionando si scopre che si può essere felici che possiamo avere una vita non solo decente ma appagante anche se rinunciamo a parte di quello che chiamano benessere. Che senso ha utilizzare l'auto per andare in palestra a fare cyclette? Prendi la bici a vai a farti un giro. Un giro dove? se hanno deturpato tutto e girare diventa solo appestarsi di smog e vedere casseggiati semidiroccati? E qui torniamo alle 5 stelle. La nostra vision è legata alla mission, cioè ci diamo un traguardo lontano con tappe vicine e facciamo sì che con quello che facciamo adesso anche la vita nel futuro sia bella e a 5 stelle. Le nostre non sono rinuncie, non siamo quelli del NO siamo quelli delle alternative. Non siamo quelli del poi siamo quelli dell'adesso. Adesso possiamo avere auto elettriche spinte dall'energia eolica, adesso possiamo avere i rifiuti zero e quindi nessun inceneritore, adesso possiamo cambiare il nostro modo di alimentarci riducendo la necessità di agenti chimici in agricoltura.
La differenza con le ideologie è che quello che diciamo non è ideologico. Non c'è bisogno di un'ideologia per capire che il moto fa bene alla salute e che i cibi spazzatura distruggono il metabolismo delle persone. Non abbiamo bisogno di profeti e politici per capire che le energie rinnovabili come il sole ed il vento ci saranno sempre, lo sapevano anche i nostri avi che crearono le vele i mulini a vento ed essicavano i mattoni al sole e costruivano case che si mantenevano calde per l'inverno.
Però per farlo capire dobbiamo spingere le persone a guardare oltre la loro mission e in questo i
politici e le lobby economiche con i loro media un tanto al chilo non ci aiuteranno mai. Perché se distruggiamo il velo che separa la mission propagandata con quello che c'è dietro con quello che sarà
il futuro catastrofico per la società e al natura, i politici e le economie che si fondano sugli interessi attuali perderebbero di colpo tutto il loro potere.
Questo, secondo me, è il compito del MoVimento 5 stelle, squarciare la nebbia nella quale ci fanno vivere e capire costuire un nuovo mondo a 5 stelle inziando dai luoghi dove viviamo. Noi abbiamo iniziato il percorso a 5 stelle da Milano perché viviamo e vogliamo vivere in una Milano… a 5 stelle.

Di Andrea Portunato