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Pochissimi italiani sanno che…

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Pochissimi Italiani sanno che alle porte di Modena esiste un laboratorio scientifico classificato tra i primi 100 piu importanti al mondo. Il suo nome è NANODIAGNOSTICS diretto dal dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Morena Gatti. In questo laboratorio si studiano gli effetti sul nostro organismo delle polveri ultrafini (nanometriche) da cui derivano le NANOPATOLOGIE. Che cosa sono le nanopatologie e quali sono le nanopatologie più comuni? Le nanopatologie sono le malattie provocate da micro e/o nanoparticelle solide, inorganiche, insolubili nell'acqua e nei grassi che entrano nell'organismo. Contrariamente a quanto pare creda la maggior parte del pubblico, medici compresi, le nanopatologie più frequenti non sono le malattie tumorali, pure frequenti, ma quelle cardiovascolari (ictus, infarto e tromboembolia polmonare.) Altre nanopatologie comuni sono la stanchezza cronica, l’insonnia, la perdita di memoria a breve, l’irritabilità, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson ed il morbo di Alzheimer, malattie del sistema endocrino (es. tiroiditi e diabete), malformazioni fetali, sterilità maschile, malattia del seme urente, e varie forme allergiche. C’è, poi, tutta una serie di malattie cosiddette criptogeniche, cioè di origine ignota, su cui varrebbe la pena indagare sotto l’aspetto nanopatologico. Tra queste la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e la sclerosi multipla. Nel corso degli anni la ricerca viene piu volte “imbavagliata” causa l’impedimento ad usare un particolare microscopio elettronico fondamentale per questo tipo di ricerca. Nel marzo del 2006 con Beppe Grillo parte una raccolta fondi per acquistare un nuovo microscopio elettronico esclusivamente per i dott. Gatti e Montanari e la ricerca sulle Nanopatologie. Il laboratorio immediatamente è a capo di importanti ricerche a livello internazionale con le più prestigiose Università. Nonostante ciò nel settembre del 2009 viene comunicato che il microscopio utilizzato per importanti scoperte scientifiche verrà trasferito presso l’Università di Urbino. Il 22 gennaio 2010 il suo trasferimento. E’ passato oltre un anno da quando il microscopio è a Urbino inutilizzato. Non è mai stata data spiegazione di questo trasferimento e inutilizzo inoltre Grillo si è trincerato dietro un lungo silenzio. Ma i cittadini non sono rimasti a guardare e qualche settimana fa hanno riaperto una nuova raccolta fondi per ricomprare un microscopio di proprietà ai dott. Gatti e Montanari in attesa, magari proprio durante la tappa Modenese Grillo accetti un confronto o almeno spieghi ciò che non ha mai voluto dire.

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