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Rifiuti e riciclo. Quello che le istituzioni genovesi non dicono ai cittadini.


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A Genova c'è un grande vuoto informativo tra istituzioni e cittadini. La questione rifiuti viene gestita da AMIU e Comune escludendo i cittadini dalle scelte e ogni tipo di partecipazione. Le poche realtà che cercano di fare un po' di informazione sono piccoli gruppi di cittadini consapevoli, ignorati dai media e che portano avanti qualche iniziativa autofinanziandosi. Un esempio sono i volantinaggi organizzati dall'anticasta, il meetup Genova-20 e il comitato per Scarpino. Sabato 18 dicembre, un'iniziativa simpatica e singolare ma molto significativa, il lancio di 1000 palloncini colorati dai cancelli della discarica di Scarpino. I palloncini rappresentano la diossina, i furani ed i metalli pesanti che usciranno dal gas-inceneritore. Ogni palloncino aveva una targhetta con questo messaggio: "se ti è arrivato questo palloncino, allora ti arriveranno anche la diossina, i furani ed i metalli pesanti dell'inceneritore". I palloncini quel giorno sono volati tutti verso il ponente genovese (Cornigliano, Sestri, Pegli, …) ma molto dipende dalla direzione del vento, tutta Genova è in pericolo. Il gassificatore è l'unico modo per gestire i rifiuti? In questo grande vuoto informativo l'amministrazione comunale e AMIU forniscono ai cittadini, dopo averli posti in un clima di emergenza, la loro soluzione (il Gassificatore) presentandola come unica possibilità. La lettera di una genovese pubblicata da DECIBEL, piccolo giornale che da voce ai lettori, ci fa capire bene in quale condizione di ignoranza si trovino i genovesi sull'argomento rifiuti, in paticolar modo sulle possibilità di recupero e riciclo. Di seguito la lettera. 

Termodistruttori 
Buongiorno,
scrivo queste poche note nella speranza che lo spirito per cui è nato Decibel (dare voce ai lettori) sia utile a una causa che ritengo fondamentale per il nostro futuro. Abito in Francia da anni e lavoro nella formazione; i miei genitori abitano a Genova in riva al Chiaravagna e spesso sono da loro in visita; la volta scorsa mi hanno mostrato un volantino che mia madre aveva ricevuto al mercato settimanale di Cornigliano. Lei, in verità, aveva compreso ben poco di quanto scritto perchè nessuno degli argomenti citati era di sua conoscenza: Riciclo, Differenziazione, Recupero, ecc. Cose delle quali lei e mio padre mai avevano sentito parlare e mai avevano ricevuto documentazione "pubblica" (degli enti) che facesse luce sul problema. Io vivo in una città della Francia che è grande quanto Genova e il riciclo è a un livello molto alto (superiamo del 4% le imposizioni delle norme europee). Lavoro in tre differenti istituti di formazione ed in ognuno trovo spazi di raccolta e differenziazione utilizzati completamente e con tale cura che verrebbe da chiedersene la ragione. In realtà ho scoperto che uno di questi è economicamente autosufficiente grazie al fatto che tutti i soggetti che lo animano (insegnanti, allievi e parenti) conferiscono il 100% del loro rifiuto al centro posto in adiacenza all'istituto, così come fanno i cittadini che abitano nei pressi. Ebbene, grazie a questo ricavato, l'istituto si mantiene in totale autonomia, avendo persino risorse sufficienti ad organizzare un campo scuola di 15 giorni nella stagione di vacanza, completamente gratuito per gli studenti. Ho tentato di spiegare ai miei genitori come avviene tutto questo e mi sembrava di parlare una lingua sconosciuta. Per questo vi chiedo se è possibile dare risposta a queste semplici domande.

1. Perché la popolazione non è informata sulla possibilità di riciclare i cosiddetti "rifiuti" (che brutta parola!), meglio sarebbe "materia rinnovata"?
2. Perché nessuno dice quanto ricavato in soldoni si potrebbe ottenere e quanto risparmio (oltre il 60%!) andrebbe a vantaggio delle famiglie?
3. Perché i miei e i loro vicini di casa sono stati terrorizzati al punto che, pur di non vedere cumuli di "rumenta", sarebbero anche disposti a farsi uccidere dal "cancro volatile" diffuso in aerodispersione dall'impianto che, mi dicono, vorrebbero costruire sopra la testa dei cittadini?
4.
Perché non vedo mai materiale informativo in merito, visto che la comunità europea stanzia fondi per le comunicazioni di tale genere che qui in Francia sono un po' ovunque? Mi fermo qui, con l'invito a Decibel affinché possa "muovere le acque" dello stagno dell'ignoranza (credo voluto) nella quale è tenuta la popolazione. Grazie. Cristiana Pelle.

Le risposte a queste domande arrivano da Felice Airoldi, portavoce del Comitato per Scarpino. 

Carissima Cristiana,
la tua lettera mi ha profondamente colpito, dal tuo osservatorio "privilegiato",  in poche righe hai riassunto il "disastro Italia" ormai conosciuta in tutto il mondo solo per le "emergenze rifiuti" e per i crolli dei suoi più prestigiosi monumentei.Mi chiamo Felice Airoldi e sono il portavoce del COMITATO PER SCARPINO di Genova, che da 15 anni tiene in scacco ogni amministrazione che vuole proporre come sistema di smaltimento dei rifiuti l'obsoleto binomio DISCARICA + INCENERITORE, oggi QUESTI CRIMINALI lo hanno cambiato in RACCOLTA DIFFERENZIATA DA SCHIFO + GASSIFICATOREIl Comitato si compone di 14 membri permanenti 200 attivisti e 3262 Cittadini residenti sul territorio firmatari di un "patto" che ha dato vita al:PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE SCARPINO.Lo scorso anno questa amministrazione e il dipartimento universitario Polis hanno presentato un "concorso di idee".Chiariamo fin da subito che siamo FAVOREVOLI al "digestore anaerobico" , in pratica 3 silos, dove viene "fermentata" la "frazione umida" dei rifiuti, circa il 35 % del totale per estrarre ottimo BIOGAS e con i residui un COMPOST di qualità molto ricercato come fertilizzante naturale in agricoltura ma siamo CONTRO il GASSIFICATORE. Nei PATTI ELETTORALI gli allora candidati hanno raccolto i nostri voti GIURANDO DI……CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI SENZA RICORRERE A TECNICHE A CALDO…..per questo siamo ARRABBIATISSIMI e ci sentiamo TRADITI dalla Sindaco, Carlo Senesi  assessore ai rifiuti del comune e Sebastiano Sciortino assessore all'ambiente della  provincia. Totalmente negativa è sopratutto la situazione in regione perchè il Presidente Burlando con in testa Ezio Armando Capurro il boss della COPERSALENTO di Maglie capogruppo in Regione della lista "Noi per Burlando" sta spingendo, sostenuto da Fortini presidente di Federambiente la costruzione di 5 inceneritori in tutta la Regione inoltre, all'ambiente hanno messo quella Renata Briano (già nel direttivo di LEGAMBIENTE o meglio, NEGAMBIENTE ) già assessore all'ambiente in Provincia e madre del "piano industriale di AMIU" …per Noi la situazione è drammatica, ma non molleremo mai, qui finisce come a Venaus, Vicenza e Terzigno. I Comitati come il nostro congiuntamente ribadiscono che la Strategia Rifiuti Zero, in sinergia con il collaudatissimo sistema della raccolta "porta a porta", l'anagrafe certa, in pratica l'amministrazione deve sapere a chi appartiene il "rifiuto", unito alla tariffa puntuale,  sono l’unica strategia in grado di perseguire la sostenibilità ambientale e la difesa della salute. In pratica meno produci rifiuti meno paghi. Solo la progressiva riduzione, in qualità e quantità, dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali può dare risposta ai gravi problemi sollevati dal loro smaltimento. Nulla a che vedere con le ridicole quanto inutili sperimentazioni che durano da più di 3 anni nei quartieri più popolari di Genova, pensa solo che oggi, nemmeno il 5% dei Genovesi divide l'umido dal "secco", il tutto è GRAVEMENTE FUORILEGGE, per queste gravi negligenze AMIU viene continuamente sanzionata, lo scorso anno per più di 3 milioni di €uro che "scarica" sulle bollette di tutti Noi Cittadini. Genova sulle guide turistiche internazionali è considerata una città MOLTO ARRETRATA e SPORCA. PER QUESTE RAGIONI IL NOSTRO COMITATO PRETENDE LE DIMISSIONI DI QUESTI AMMINISTRATORI E DELL' INTERO CDA DI AMIU. Rifiuti Zero può essere il cardine di un progetto davvero alternativo, che realizza il riciclo totale dei materiali secondo un’ottica di modello circolare che tiene conto della scarsità delle risorse e dell’esigenza di rispetto per la biodiversità. Rifiuti Zero, non prevede soluzioni tecnologiche a caldo , non è fatto di “macchine magiche” ma di gesti responsabili e di ricerca per connettere le esigenze e l’impegno delle persone alla necessità di cambiare un modello di sviluppo che sta depauperando le risorse del Pianeta, la biodiversità dei differenti ecosistemi e danneggiando l’intero ciclo vitale.

Senza inceneritori si può!

 

Il dott. Montanari, ricercatore sulle nanopatologie (gli inceneritori producono nanoparticelle) commenta le dichiarazioni di U. Veronesi, oncologo, la cui fondazione è finanziata da Veolia (società francese che produce inceneritori), Enel, Eni…. “E’ un vero businessman” dice Montanari le cui affermazioni non hanno nessun fondamento scientifico dice l’Isde (International Society of Doctors of the Environment, Associazione dei Medici per l’Ambiente)

 


 

 

La dottoressa Patrizia Gentilini spiega perché gli inceneritori sono un “pacco”…. producono veleni


 

 

L’alternativa c’è! La graduale diminuzione dei rifiuti e la raccolta Porta a Porta


 

 

Centro Riciclo Vedelago, qui si ricicla tutta la frazione secca comunemente non riciclabile


 

 

Distribuzione della diossina in Italia ed in Europa (clicca sull’immagine per ingrandire)

Diossina-eruopa (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Manovra economica proposta dal PD . Non si puo’ fare di meglio ?

  Inceneritori1
  Bersani1

Smettendo di regalare soldi (delle nostre bollette maggiorate) ai padroni dei cancrovalorizzatori si risparmierebbero 2 miliardi di euro. 

La sera del 10 ottobre Bersani , ospite di Fabio Fazio , era nel suo ambiente più familiare . Ha potuto dare il meglio di se , riscuotendo approvazione persino dalla sempre critica Luciana Littizzetto.

Messaggi efficaci : il nemico numero 1 è Berlusconi : votate per il PD cosi' abbiamo risolto tutti i problemi.

Naturalmente non poteva entrare troppo nei dettagli , il tempo era quello che era, ma mentre sulla roforma elettorale e sul federalismo è entrato un pò più nello specifico , sull'economia reastiamo sempre un pò sul vago . Allora sono andato a cercare un pò su google per cercare cosa vuole fare esattamente Bersani in tema di politica economica.

Ho trovato questo:http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/pdf/FINANZIARIA_2010_PD.pdf .

Benissimo , leggendolo quello che salta subito agli occhi è : incentivi.

Praticamente il buon Bersani elargisce soldi a tutti come se lo stato italiano ne avesse a palate

E non è che invece a un elettore sveglio interesserebbe sapere dove troviamo i soldi ?

E a questo punto vediamo un bel documento scritto da un'altra persona, che ci dice che di soldi se ne possono trovare eccome :

http://www.perilbenecomune.net/index.php?p=24%3A6%3A2%3A119%3A292 .

Addirittura Fernando Rossi , riesce a trovare un modo atraumatico per trovare la bellezza di 170 miliardi di euro !

A questo punto ci chiediamo . Ma come mai Bersani non riesce a fare altrettanto ?  Non c'è nel PD un economista in grado di fare due conti?

In realtà credo che non sia cosi' : vediamo infatti qualche punto :

– una buona fetta delle entrate potrebbero arrivare da un ulteriore tassazione dei capitali rientrati dall'estero per cui l'anno scorso

 è stato votato in parlamento il rientro con una ridicola tassazione del 5%  grazie anche all'astensione dal voto da parte dei parlamentari del PD.

– un altro punto è la fine dei regali fatti a politici-lobby con i soldi presi dalle tasche degli italiani attraverso l'aumento delle bollette dell'ENEL con la scusa che l'investimento sarebbe stato usato per le fonti di energia alternativa mentre invece è stato usato per la costruzione degli inceneritori , rinominati termovalorizzatori, che provocano il cancro ma fanno guadagnare molti soldi ai politici e agli imprenditori.

– anche per quanto riguarda la confisca di soldi alla mafia il PD va con il freno a mano leggermente tirato: vedi le vicende che hanno coinvolto , per esempio il presidente del parco delle 5 terre Bonamini , o , per esempio , le alleanze tra PD e UDC ( il partito con maggiori infiltrazioni mafiose) in alcune regioni tra cui la Liguria.

– autoblu e finanziamento ai partiti , ne usufruisce anche il PD.

Ecco spiegato il motivo per cui una bella manovra come si deve il PD non puo' farla per i troppi legacci che lo intrappolano.

Naturalmente lo stesso discorso vale per tutti gli altri partiti della casta .

E allora tornando al buon Bersani che , con l'avvallo della coppia Fazio-Littizzetto approfitta per dichiarare agli italiani che l'unica alternativa è lui , direi : sì , piuttosto che scegliere uno che ruba di più scegliamo uno che ruba di meno …. onesti no ???

Ma chi si salva ? E' semplice chi ha detto chiaramente ed ha dimostrato di non avere nessun interesse nei punti sopra elencati:

il movimento perilbenecomune appunto e il movimento a 5 stelle di Beppe Grillo

di Gian Paolo Cavallaro

I pastori di Acerra: «Qui moriamo di diossina, come le nostre pecore”

Fonte: Il Manifesto – 06 dicembre 2007

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«Accà se more comm'e mmosche». Questa la sintesi di Antonio C. (nome di
fantasia), pastore di Acerra. E in effetti, all'ingresso del suo pascolo
ci si imbatte in un ammasso di animali morti. Tre pecore, ma anche due
cani dal corpo straziato e ancora caldo, consumato da tumori fulminanti.
«Mio fratello se n’è andato così – racconta – In poche settimane,
stroncato da un cancro alla spina dorsale e da metastasi ovunque». La
stessa forma che colpisce le pecore, dovuta a tassi elevatissimi di
diossina nel sangue. Il fratello di Antonio ne aveva 255 picogrammi, a
fronte dei 5 massimi tollerati dall'organismo.

Tutta diossina che viene dalle centinaia di incendi di rifiuti e materiali tossici scatenati ogni giorno.
Il
grande pascolo, così, oggi è vuoto. Pieno di mosche che svolazzano da
una carogna all'altra. Poche le pecore superstiti alla mattanza.
Centoventi, delle 2500 di una volta. Scomparse tutte in pochi mesi.
Anche la metà delle sopravvissute seguirà la stessa sorte, visto che
sono malate.

Lo si vede a occhio nudo. Se le si insegue, corrono a stento, zoppicano.
Sul dorso il vello cade penzoloni, come sollevato sulla carne che non
c'è, e al cui posto si intravedono le ossa. «Aspetta qui», mi chiede
Antonio. «Aspetta, ti porto un agnellino nato da poco». E sparisce tra i
rari cespugli. Qualche momento e arriva con una bestia tremante tra le
braccia.

La mette a terra, ma non si regge in piedi. La solleva e quella punta le
zampe. Si tiene dritta qualche istante e poi stramazza. La bestia non
ha zoccoli, sono aperti come un libro, effetto «del corpo che si
scioglie», come spiega il pastore. «Vedi che non dicevo bugie. Non è per
fare pena – aggiunge – ma qui i cristiani muoiono nello stesso modo».
In
fondo al pascolo, intanto, fervono i lavori per l’inceneritore. Proprio
in fondo al campo. Un complesso che permetterà di bruciare i milioni di
ecoballe accatastate ovunque in Campania, spargendo nei campi limitrofi
polveri sottili che, secondo molti esperti, sfuggirebbero ai filtri.
«Ti sembra normale – afferma Mario – che vengano a metterlo proprio qui,
dove si muore ogni giorno?».

La scelta, in effetti, è contraddittoria. Da un lato il giusto divieto
di pascolo e di consumo di carni e latte di animali avvelenati.
Dall'altro la produzione continua di verdura da cui derivano proprio i
tumori che decimano i pascoli. Alla domanda scomoda di una giornalista,
un ricercatore del Cnr qualche tempo fa aveva risposto: «Se lavate la
verdura la diossina va via. Le pecore l'insalata non se la sanno
lavare». Basta una sciacquatina, dunque? Apparentemente no. Secondo uno
studio dell'Oms, alcuni tumori qui uccidono trenta volte più che nel
resto d'Italia. Prova che gli esseri umani si ammalano anche se lavano
l'insalata.
«Lo scriva, lo scriva – insiste Mario – che ogni volta che protestiamo ci scatenano addosso la polizia».

Antonio, infatti, ha guai con la magistratura per aver portato il
proprio gregge malato e sequestrato sotto la sede del comune di Acerra
in segno di protesta. Pochi i concittadini scesi in piazza con lui.
Eppure, di tumori e diossina ne hanno sentito parlare tutti. «Hanno
paura di qualche ritorsione». «Camorra?», chiediamo. «Ma che camorra –
risponde – la camorra fa del bene. E poi qui non c'è. Dove c'è, la gente
lavora e non ha bisogno di arricchirsi con la monnezza. La colpa è
della Politica».
Ad Antonio negli ultimi tempi sembra essere sfuggito
qualcosa. L'intreccio che da oltre un quindicennio ha portato alla
formazione di una nuova malavita organizzata.

Più subdola che in passato, poiché investe ogni livello sociale, dalla
bassa manovalanza all'alta borghesia, grazie ad illeciti estremamente
redditizi. Droga, edilizia e immondizia. Un sistema che ha prodotto una
legalità alternativa a quella dello stato, una militarizzazione del
territorio senza precedenti e un vasto consenso sociale. «Il problema –
spiega l'avvocato Gerardo Marotta, presidente dell'Istituto italiano di
studi filosofici di Napoli – è che il nuovo sistema forma consenso».
Come traspare anche dalle parole di Antonio, che pure è una vittima, la
camorra è popolare poiché in assenza di stato e di assistenza pubblica
garantisce protezione e dà lavoro. Lavoro e denaro per tutti.

Anche nel ciclo dell'immondizia: agli autisti dei camion, ai contadini
che mettono a disposizione i propri terreni, ai giovani che sfrecciano
in motorino nella campagna per dare fuoco alle pire di rifiuti. Un
sistema che funziona e produce consenso poiché, malgrado i rischi per la
salute, permette un futuro a breve termine e garantisce sopravvivenza.
«Hanno vinto», afferma sconsolato Marotta. «La nuova borghesia trionfa
sulle macerie del proprio dominio. Palazzinari, mercanti di droga e di
monnezza. Quanto a noi, ridotti a piccola borghesia intellettuale, non
ci resta che sopravvivere». s.v.

Il macabro tariffario del cancrovalorizzatore del Gerbido di Torino

Documenti ufficiali che nessuno ha pubblicato.

Dovete sapere che un
progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE
(Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi
dei danni all'ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte
emissiva.

Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5
volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che
una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio,
ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di
sofferenza, anche costi economici ben quantificabili. La società che sta
costruendo linceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in
collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei
costi in euro delle malattie previste. Malattie e costi sono stati
riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il
tariffario del cancrovalorizzatore. Non è un macabro scherzo, è un
documento del Politecnico di Torino. Poi il sindaco di Torino Sergio
Chiamparino dice che l'inceneritore sarà sicuro.

Di Edi Mattioli
Tratto dal Gruppo Facebook di informazione sulla nocività degli inceneritori.

Ora non possono dire che non lo sapevano

Lettera inviata a tutti i consiglieri il 13 giugno 2010.

Egr.
consiglieri,
dato l'argomento che verrà discusso domani dal consiglio comunale sento il
dovere civico di mandarvi questo documento. E' la traduzione di uno studio
effettuato dal professor Vyvian Howard, tossico-patologo di grande fama,
vi invito anche a prendere visione del suo eccezionale curriculum nelle prime
pagine del documento.

Il dott.
Howard spiega i danni causati dalle emissioni di particolati sulla salute
umana.
Spesso sentiamo parlare di PM10 e di PM2.5 ebbene se ci fermiamo qui abbiamo una
visione limitata perché la nostra aria è piena anche di UFP o nano particelle
il cui diametro è più sottile di un ventesimo di diametro di un capello, molto
di più, praticamente è grande come un virus che è più piccolo di un globulo
rosso, a volte è persino più piccolo di un virus. Studi scientifici, che
potrete leggere in questo documento, hanno dimostrato che è nelle particelle
più piccole che si trovano le maggiori concentrazioni di diossina. Il PM2.5 può
raggiungere le parti alveolari più profonde dei polmoni da dove se è solubile
entra nel sangue altrimenti viene fagocitato dalle cellule spazzine e
trattenuto nei linfonodi per anni….. ma le UFP non vengono riconosciute dalle
cellule spazzine e, come molti virus hanno la capacità di attraversare le membrane
biologiche inoltre si ritiene che la loro motilità all'interno del corpo sia
alta. Mia madre mi raccontava che in passato, nel suo paese, quando non si
conosceva la causa della morte di qualcuno si diceva "è morto di morte
subito" oggi potremmo diagnosticare molte malattie ma per molte facciamo
finta di non conoscerne le cause, perché aumentano i tumori? Le patologie
respiratorie e cardio-vascolari? Perché gli aborti di donne potenzialmente
sane? No signora lei non è trombofilica ha solo una mutazione MTHFR in
eterozigosi, ce l'ha il 30% delle donne italiane…. Due aborti avvenuti con le
stesse dinamiche di una trombofilica pur avendo solo una leggera
predisposizione si spiegano solo se è vero questo:

L’ipotesi
fatta da Seaton et al. [28] nel 1995 suggeriva che le particelle trattenute in profondità nei
polmoni provocano un’infiammazione che a sua volta rilascia sostanze chimiche
naturali nel flusso sanguigno, provocando così la coagulazione del sangue. Essa
intendeva spiegare i reperti epidemiologici che mostravano un aumento delle
malattie cardiovascolari in popolazioni soggette ad un esposizione al PM10 maggiore della media.

Milano
è una città in cui il PM10 e non solo, raggiunge livelli da capogiro.

Vi do
qualche altro dato: Miller et al.
hanno riferito un aumento del 1,76 del rischio relativo di morte da malattia
cardiovascolare per ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5
[57]. In paragone, uno studio della American Cancer Society ha
mostrato che ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5 era associato ad un aumento del 1,12 del
rischio relativo di morte
da malattia cardiovascolare
, del 1,18 per morte da cardiopatia ischemica
(la proporzione di morti più elevata), e del 1,13 per morte da aritmia, insufficienza
cardiaca, o arresto cardiaco [58].

 

Per non parlare
dei danni al feto, data la capacità delle UFP di interagire con il DNA e
la possibilità di nascere con predisposizioni alle patologie respiratorie. Per non parlare
del cancro ai polmoni, alla mammella, etc….. E del
Parkinson
, l'Alzheimer? Pensiamo
sempre che le cose accadano agli altri e mai a noi. Tutti voi lavorate a
Milano, tutti voi respirate quest'aria, le UFP non fanno distinzioni,
che cosa vi verrà?: il
Parkinson, l'Alzheimer, una patologia cardio-vascolare o un cancro? Io non lo
auguro a nessuno ma non dipende da me. Dipende da voi, avete la nostra/vostra
salute nelle mani, fate la scelta giusta. Non
fatevi ingannare se vi dicono che gli impianti moderni hanno meno emissioni dei
precedenti, sono più grandi e quindi il totale delle emissioni non si discosta
da quelli degli anni '90. E non
fatevi nemmeno ingannare dagli studi sulle concentrazioni di queste particelle
perché anche concentrazioni minime possono essere fatali inoltre vanno
considerate le reazioni chimiche che possono avvenire con altre sostanze. E
ricordate sempre che il PM10, il PM2,5 e le UFP viaggiano nell'aria per lunghe
distanze…

Ora lo
sapete, io m'impegnerò perché lo sappia più gente possibile e voi avrete la
responsabilità della scelta davanti ai loro occhi, ricordatevi sempre che
responsabili significa ABILI A RISPONDERE e voi dovete rispondere ai cittadini
che vi hanno votato.

Pubblicherò
questa lettera su tutti i gruppi facebook a cui sono iscritta, non solo Milano
a 5 stelle e chiederò a tutti di condividerla a loro volta, presto avremo anche
un sito, l'informazione in Rete non può essere fermata.

L'alternativa
all'incenerimento c'è e si chiama RIFIUTI ZERO. Alcuni esempi già esistenti:

http://www.centroriciclo.com/

http://www.youtube.com/watch?v=Y8GuPmr8zeY

http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/urp/brevecronistoria.pdf

A Milano non sarà possibile
finché non separeremo i rifiuti organici dagli altri rifiuti.

Cordiali saluti.

Cinzia Bascetta

Fonti:

Scarica Traduzione-lavoro-scientifico-del-dottor-vyvian-howard