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L’inceneritore di Parma. Pensate che a Genova sarà diverso?

Ferraroni-cinzia

La Gazzetta di Parma pubblica la lettera di dimissioni di Cinzia Ferraroni. E' evidente dalle sue parole che anche all'interno del partito democratico gli interessi di IREN s.p.a. (quotata in borsa) vengono prima della tutela della salute pubblica e perfino della partecipazione democratica. Fa piacere vedere che ci sia ancora qualcuno a cui questo non sta bene.

Al segretario regionale PD Emilia Romagna
Al segretario provinciale PD Parma
Al segretario di circolo San Leonardo-Cortile San Martino
Al gruppo regionale Ambiente Energia
Al responsabile del gruppo Alessandro Bratti
e p.c. alle organizzazioni territoriali

LETTERA DI DIMISSIONI
La presente per comunicare che in seguito alla pubblicazione del documento sulla gestione dei rifiuti del Partito Democratico di Parma rassegno le mie dimissioni dalla Direzione Regionale, da quella Provinciale, di Circolo e dalle altre assemblee.
La decisione non mi trova d'accordo sia nel merito che per la modalità e la tempistica con le quali tale discussione è stata affrontata dall’organo decisionale del Partito di Parma. Ritengo inoltre che il documento non sia in linea con le direttive politiche del partito regionale che ritiene sufficiente la dotazione impiantistica attuale e che recita "Il problema della gestione dei rifiuti non potrà dunque fermarsi all’incenerimento, ma sarà per il futuro indispensabile programmare una società di prevenzione e recupero".
Penso che il consenso verso il PD di Parma sarà pesantemente penalizzato sul territorio dalla pubblicazione di questo documento.

Sono entrata a far parte del gruppo che ha dato vita al Partito Democratico invitata da chi conosceva bene le mie posizioni sul tema espresse durante la campagna elettorale delle amministrative di Parma del 2007. Ho sperato che questo invito mi fosse rivolto per l'interesse suscitato verso le tematiche ambientali. Ciò che ho vissuto in questo periodo è stata su questo tema la completa chiusura e la conseguente emarginazione. Un segnale che ritengo grave in considerazione delle promesse fatte nella costituzione del nuovo partito. Le belle parole pronunciate nello statuto del PD a Parma non trovano riscontro nei fatti.
L’Unione Europea chiede di dismettere entro i prossimi 15 anni gli impianti di incenerimento di rifiuti. La decisione assunta dal PD di Parma e tutto il percorso precedente della gestione territoriale dei rifiuti è volta esclusivamente alla realizzazione di un impianto insalubre in un territorio pesantemente oppresso dall’inquinamento atmosferico e che basa gran parte della propria economia sull’eccellenza alimentare.
Un impianto sovradimensionato e funzionale soprattutto ai rifiuti speciali (600.000 ton/anno stimate) che il conduttore dell’impianto gestirà a trattativa privata.
Non c’è stata lungimiranza, non c’è stato ascolto negli anni passati delle legittime preoccupazioni degli abitanti del territorio, non è stato dato seguito con un dibattito in consiglio provinciale alla petizione depositata in Provincia prima dell’approvazione in conferenza dei servizi, nel 2008, avvallata da 11.000 firme di cittadini che chiedevano una revisione del Piano Provinciale di gestione dei rifiuti.
Una discussione su questo tema che vedesse un dibattito aperto con le associazioni che si oppongono all’impianto non è mai approdata nelle sedi del PD di Parma, nei circoli l'argomento è stato trattato ad un unica voce, quella dell'amministrazione.
All'organizzazione di un evento sulle tematiche ambientali con la responsabile nazionale del dipartimento PD Ambiente, Laura Puppato, nessun amministratore locale si è presentato.
Alla mia richiesta di incontro con imprenditori ed associazioni in Regione non è stata nemmeno fornita risposta.
Solo una settimana fa la discussione è approdata alla Direzione Provinciale. Ora che l’impianto è in costruzione e i lavori appaltati si è chiesto al massimo organismo dirigente di avvallare le scelte amministrative compiute, utilizzando il “Sistema Marchionne”, per cui altre strade non ce ne sono se non quella del pagamento di pesanti penali (da verificare) in caso di rinuncia.
L’accenno nel documento al ruolo della politica rispetto alle Multiutilities e all’interesse dei cittadini non affronta il tema relativo alla parcellizzazione dell’azionariato dei comuni e alla disparità ed iniquità delle forze tra piccoli enti locali e una S.p.a. quotata in borsa, che ha come mission quella di fare utili.
La frase del documento: “Nel corso degli anni a causa dell’assenza di poli di smaltimento, i cittadini della Provincia di Parma hanno pagato le scelte di smaltire i propri rifiuti in altri territori con tariffe al di sopra della media regionale” ritengo sia mal posta, in quanto i cittadini non hanno deciso nulla, bensì subito le scelte degli amministratori di Parma e provincia.
La responsabilità di questo percorso viene oggi assunta dal Partito Democratico tutto con la pubblicazione di questo documento. Durante l'ultima Direzione Provinciale il documento in questione è stato discusso, è stato oggetto di critiche e non è stato assolutamente messo in votazione palese. Alcuni di noi hanno chiesto che venisse effettuato un secondo passaggio dopo le modifiche per la votazione, cosa che non è avvenuta. La mia valutazione è che non sia stato democraticamente approvato.
Personalmente per tutte le motivazioni fin qui esposte ritengo che questa vicenda arrivi all’epilogo con una mancanza di capacità ascolto e di prospettiva di sostenibilità sui temi ambientali da parte di amministratori che hanno evitato il confronto democratico, alla base dello statuto di questo partito.
Per questo rimetto il mandato ritenendo di non potere più fare parte come iscritta a questa organizzazione.

In fede

Cinzia Ferraroni

Parma 5 febbraio 2011

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

-455 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+251 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Per maggiori informazioni sull'inceneritore di Parma:

Associazione Gestione Corretta Rifiuti  e Risorse di  Parma – GCR
Via Zaniboni 1 – Parma
Tel 331.116.8850
Skype gestionecorrettarifiuti
http://www.gestionecorrettarifiuti.it/
gestionecorrettarifiuti@gmail.com 

 

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/73457/Inceneritore:_Cinzia_Ferraroni_lascia_il_Pd.html

Gas-inceneritore e centrale a carbone. Prevenire è meglio che curare!

 


 

Nel video Paul Connet spiega i vantaggi di Rifiuti Zero e fa interessanti considerazioni su ciò che muove la politica

Ho sentito che a Cornigliano se si parla di centrale a carbone tutti drizzano le antenne e saltano su come molle. Ci credo! Dopo anni di cokeria sono stati ampiamente documentati i danni causati alla salute delle persone residenti nell'area. Ora incombe nuovamente la minaccia sui corniglianesi che naturalmente non ci stanno più a fare le cavie. Attenzione però che il nemico è scaltro e potrebbe anche essere che abbia già misurato la reazione dei corniglianesi alla centrale a carbone e che dietro la minaccia ci sia la volontà di far passare altri progetti che sembrano nulla a confronto.

Ad esempio una centrale a gas metano od una ad olio di palma etc…. ed il non meno inquinante gassificatore sulla collina di Scarpino. I corniglianesi, sestresi, valpolceverini ma un po' tutti i genovesi forse, non avendo esperienza di gassificatori, non sanno quanto siano dannosi questi impianti. Aborrono il familiare fumo rossastro dell'acciaieria così diverso dal vapore bianco che fuoriesce da un inceneritore o da un gassificatore. Il colore però non è indice di innocuità perché quella roba non è vapore acqueo bensì un concentrato di rumenta in miniatura.

A Scarpino il comune vuole un digestore anaerobico nel quale verrà messo l'umido dal quale si ricava gas metano e ci sarà un impianto di gassificazione dove finirà la frazione secca che non si può riciclare con i sistemi tradizionali e che dovrebbe essere il restante del target di 65% di differenziata. Bisogna però chiarire bene cos'è un gassificatore, ben diverso per esempio dagli impianti di pirolisi, gli unici veramente all'avanguardia, che sciolgono i rifiuti in camere stagne in assenza di ossigeno ed a temperature al di sotto dei 400°. Questi impianti sono molto costosi perché non producono diossina e non hanno emissioni nell'aria, i gassificatori invece utilizzano dell'ossigeno, anche se meno dei tradizionali inceneritori e producono emissioni di diossina a causa della combustione, meno di un inceneritore ma immaginatevi quanta diossina può buttare fuori un impianto sempre in funzione. Inoltre l'alta temperatura produce nanopolveri molte delle quali sono metalli pesanti ma così sottili da entrare nelle nostre cellule attraverso gli alveoli polmonari. Una considerazione: a Scarpino arriva spazzatura praticamente da tutta Italia quindi i calcoli sul 65% di differenziata genovese che permetterebbe di gas-bruciare solo una piccola parte dei rifiuti (che restano comunque tossici) non reggono. Inoltre, è partita la raccolta differenziata porta a porta? Non mi sembra proprio. In Italia facciamo presto a risolvere i problemi o mettiamo tutto sotto il tappeto (vedi discarica di Terzigno) oppure per non star lì a faticare facciamo un bel falò che con gli incentivi statali (cip6 e certificati verdi) ci si guadagna pure (gas-inceneritori). A parte la diossina, i furani e gli acidi che fuoriescono dall'impianto e che bene non fanno ci sono anche i metalli pesanti.

Mettiamo a confronto cosa fuoriesce da una centrale a carbone e cosa da un inceneritore o gassificatore.

Centrale a carbone

Gas-inceneritore

PM 2.5

PM 2.5

Benzopirene

Benzopirene

Benzene

Benzene

Diossine

Diossine

Piombo

Piombo

Cadmio

Cadmio

Cromo

Cromo

Manganese

Manganese

Nichel

Nichel

Rame

Rame

Cobalto

Cobalto

Mercurio

Mercurio

Silicio

Silicio

Vanadio

Vanadio

Arsenico

Arsenico

Anidride carbonica

Anidride carbonica

Ossido di carbonio

Ossido di carbonio

Acido cloridrico

Acido cloridrico

Acico fluoridrico

Acico fluoridrico

Anidride solforosa

Anidride solforosa

Isotopi radioattivi naturali

 

 

Antimonio

 

Furani

 

Policlorobifenili

Ora è evidente che non si può scegliere tra il marcio e la muffa…. e che non occorre aspettare di contare i morti per cancro destinati ad aumentare a causa delle emissioni nocive. Prevenire è meglio che curare e prevenire si può con la politica dei RIFIUTI ZERO come hanno già fatto in California, come stanno facendo a Novara, riduciamo gli imballaggi, recuperiamo, ricicliamo. Il secco non va incenerito, è tutta MATERIA da riutilizzare. 

 di Cinzia Bascetta

Gassificatore a Genova: cosa guadagnano e cosa perdono i cittadini.

Tabella gennaro
Osservate questa tabella e la differenza che c'è tra PM10 (nello smog) ed il PM 2.5 (emesso dagli inceneritori)… senza voler dire che lo smog non sia nocivo è evidente come salgono i numeri quando entra in campo il killer 2.5.

La tabella è stata mostrata dal Dott. Valerio Gennaro (epidemiologo del centro tumori di Genova) nel corso della sua relazione sui danni causati dalle emissioni degli inceneritori all'83° Convegno Nazionale della Società Italiana di Biologia Sperimentale – SIBS a Genova il 21 ottobre 2010. Il Dott. ha detto di non pensare solo ai danni immediati acuti ma anche ai danni a lungo termine in quanto le piccole dosi multiple interagendo tra loro possono essere dannose.

Ecco alcuni dati riportati da Bruno Rapallo (tecnico inceneritorista) riferiti alle emissioni orarie di fumi prodotti da un gassificatore possibile per Genova (solo comune 600 mila abitanti; intera provincia 900 mila ab.): 

"Se verranno rispettati almeno i limiti di Legge sino al 65 % di RD (raccolta differenziata, nds) e verranno razionalmente interpretate le indicazioni della Commissione, l'impianto termico finale dovrebbe essere il gassificatore che a regime tratterà 133mila ton/anno di frazioni secche e scarti vari di ritorno, con produzione di circa 148mila m3/ora di fumi (poco più di 1 miliardo di m3/anno)."

Il Dott. Gennaro sostiene che: "anche se la quantità di diossine stimate (per metro cubo/orario) è piccola (ma è bioaccumulabile e cancerogena), possiamo ragionevolmente ritenere che gli altri inquinanti siano davvero troppi e possano pericolosamente interagire tra loro (anche al di sotto dei valori di legge) non neutralizzandosi, ma bio-amplificandosi provocando possibili danni alla salute (neoplastici e NON neoplastici)." Dice anche: "comunque mi sembra che il dato - circa 148 mila metri cubi/ora di fumi sembra già sufficientemente preoccupante ( anche se non ci fosse diossina) In totale circa 1.3 miliardi di metri cubi di fumi/anno (occhio: 1 metro cubo= 1000 litri)".

L'unica soluzione sicura è la raccolta differenziata ed il riciclo con il riutilizzo della parte umida come fertilizzante.

A proposito di riciclo e di iniziativa privata il comitato per Scarpino ci informa che nel 2009 Berlusconi fece una legge speciale per la Campania che fa divieto ai privati di trasportare rifiuti ingombranti (ferrosi, elettrodomestici, mobilio, materassi etc.. ) impedendo così a rigattieri e straccivendoli di fare la raccolta di un'enorme quantità di materiali riciclabili ed andando invece ad aumentare i relativi costi (economici ed ambientali) tutti a carico della collettività. Una persona che, con un camion ed un minimo di attrezzatura raccoglie e recupera materiali può arrivare a guadagnare anche bene ma è molto difficile farlo perché per fare lo "stracciaio" bisogna essere Ing. o Arch. o Dott….. quanto potrebbe guadagnare la collettività? 

AAA… cercasi Ing., Arch., o Dott.. che vogliano investire sulla raccolta differenziata seguendo l'esempio della Dott.ssa Carla Poli di Vedelago (Treviso).

Ci hanno fatto credere che ciò che gettiamo siano rifiuti e invece è tutta MATERIA con un valore economico e ambientale, guadagniamo se ricicliamo e perdiamo se inceneriamo (anche e soprattutto in termini di salute).

di Cinzia Bascetta

il video integrale dell'intervento del Dott. Gennaro

 


 

Chi ascolterà Burlando? Il suo amico Capurro o i cittadini?

  Manifestazione


Scarpinodecide! Il Comitato per Scarpino e i Cittadini del Ponente Genovese si fanno portavoce di un’interrogazione « a risposta immediata » con la quale si chiede al Presidente della Giunta Regionale Ligure Ing. CLAUDIO BURLANDO di sollecitare la Giunta del Comune di Genova perché eserciti il potere di autotutela.

(ai sensi della legge 241/1990)

CHIEDIAMO LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE PROCEDURE DI ASSEGNAZIONE DEL BANDO PER LA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE A SCARPINO denominato “GASIFICATORE” in netta contraddizione con le recenti normative Europee che espressamente vietano, nei documenti tecnici, l'uso di TERMINOLOGIE FUORVIANTI ATTE a INGANNARE e CONFONDERE . Questa decisone, secondo Noi, Cittadini Genovesi, deve essere presa in nome dei principi di precauzione e di prevenzione enunciati dalle direttive Europee in materia di tutela della salute e dell’ambiente. Secondo quanto da sempre denunciato dai Comitati di Cittadini che avversano l'attività della famigerata discarica AMIU e contro l'incombente pericolo che l’impianto di termodistruzione rappresenta per la collettività, collocato a 500 mt. di altitudine, appena sopra il quartiere più popoloso dell'intera Regione a nemmeno 4 km. dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta, gli acquedotti dei Genovesi.

Anche perseverando in questa FOLLE quanto FALLIMENTARE " RACCOLTA STRADALE " PROPEDEUTCA ALL' INCENERIMENTO questo INCENERITORE, non è in linea con la quantità di rifiuti previsti per la Provincia di Genova, in quanto in base ai dati Arpal aggiornati al 2008 e considerato che entro il 2012 la normativa Europea impone, senza se e senza ma, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Quindi: si prevede a Scarpino, un conferimento giornaliero di poco più di 400 tonnellate contro le oltre 1.600 tonnellate di rifiuti conferite oggi rendendo, in questo modo l'impianto di Scarpino del tutto INUTILE E DANNOSO per la salute dei Cittadini è un enorme spreco di denaro in un momento di grande difficoltà per il Paese.

CHIAMIAMO TUTTI I CITTADINI ALLA MOBILITAZIONE GENERALE!

Di Felice Airoldi (comitato per Scarpino)

perscarpino@libero.it