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Genova, acqua e salute. Se non ora quando?

Genova se non ora quando
Genova 13 febbraio 2010 Se non ora quando?

Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre
Genova 4 dic
 Genova 4 dicembre 2010 manifestazione regionale per l'acqua pubblica

Sabato  4 dicembre a Genova si è svolta la manifestazione per l’acqua pubblica, come in molte città d’Italia. Un tema che tocca e smuove tutte le coscienze. Non solo, durante la giornata sono stati trattati temi di ALTISSIMA RILEVANZA per la nostra città quali gronda e gassificatore. Presenti in piazza? 4 gatti. 

Domenica 13 febbraio a Genova manifestazione “se non ora quando” per opporsi al “modello Ruby”. Presenti? Un bel po’ di gente, tra cui la carissima Marta Vincenzi che aveva affermato “Certo che ci sarò. Indosserò anche un cartello che mi qualificherà come “Donna e Sindaco” Mi chiedo, non vi è alcun dubbio che sia scandaloso ciò che sta accadendo nel governo del nostro paese in merito alla dignità femminile ma ha senso muoversi solo e soltanto per temi che ci spingono a fare tanta caciara che non fa altro che restare in un clima da”cronaca rosa”? Cara Sindaco, è possibile che lei si scandalizzi per la dignità violata in qualità di donna perché giovani stupide barbie elargiscono servizi a vecchi bavosi, che sarebbero dei politici e non si scandalizzi di sé stessa per il fatto che sta condannando, noi cittadini, uomini e donne della SUA città, a respirare merda per anni?
In questo momento, mi sento tanto  violata come  donna e persona dal fatto di sapere che io, i miei figli, i miei cari, abbiamo  maggiori possibilità di morire di cancro per colpa di scelte politiche scellerate che vanno contro il buon senso e contro la salute del cittadino, quanto a sapere che dei vecchi maiali che ci governano, godono dei servizi di stupide subrette che da quando sono nata vedo sculettare in tv (avremmo dovuto protestare già da un bel po’). Ricordiamo che i casi “Ruby” sono l’ennesima dimostrazione che non c’è limite al peggio e indignamoci per tali fatti, ma non dimentichiamoci il peggio. E allora non dimentichiamoci delle cose importanti, a partire dall’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo… e cerchiamo di essere pronti a gridare anche per questo e a non farci prendere per i fondelli dai cartelli “di donna e sindaco” a cui dovremmo aggiungere ahimè, molti altri appellativi.

di Silvia Bascetta

Consulenze. Vertici Amiu condannati.

Biogas morto scarpino(1)
Il luogo della morte di Emiliano Cassola.

Domenica 9 Dicembre il Secolo XIX a pag 17, cronaca di Genova, a firma di Matteo Indice pubblica
"CONSULENZE VERTICI AMIU CONDANNATI". Noi è da 5 anni che li denunciamo, parola per parola… 

…L'ATTUALE MANAGEMENT CONTESTA LA SENTENZA….QUESTI SONO PEGGIO DI BERLUSCONI!!!!!
Noi, Comitato per Scarpino contestiamo il managment di AMIU e ne chiediamo le immediate dimissioni per le seguenti ragioni.
Parliamo delle normative Europee che da anni, NON PERMETTONO PIU' DI CONFERIRE LA FRAZIONE UMIDA DEL RIFIUTO IN DISCARICA .
Parliamo di PERCENTUALI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA, NEMMENO LA META' DEGLI OBBLIGHI DI LEGGE
Parliamo di TRASPORTI QUOTIDIANI DI R S U e RIFIUTI INDUSTRIALI DA FUORI REGIONE E PROVINCIA,le normative obbligano CHE GLI ATO (…a proposito, nel pantano del consiglio della provincia, nessuno sà che fine hanno fatto? ) ….si servano solo della discarica di …..competenza territoriale …… DISINCENTIVARE il ricorso all'uso delle discariche stesse…e / o… solo in caso ESTREMO….. favorendo le pratiche di raccolta differenziata ecc….
Parliamo che a Scarpino invece è la regola, addirittura il presidente di AMIU Casale si permette di andare in TV a promuovere la ….discarica coltivata ..frutto di ingegneria naturalistica ( che bestialità ) Io la chiamo DISCARICA SOCIALE….che è in grado di …accogliere spazzatura da ogni parte del mondo incivile…. lo stesso che si permette di dire che il CANCROGASSIFICATORE INQUINA …COME UN MOTORE DIESEL..????????..
Parliamo DEL PERCOLATO CHE FUORIESCE DALLA DISCARICA E CHE POTREBBE FINIRE DIRETTAMENTE IN MARE!!!!!!Non basta che ogniqualvolta che piove un po di più la sindaco si prende la responsabilità di firmare l'autorizzazione ..in via temporanea per lo scarico in mare del 'percolato?'  di Scarpino ( oltre 70 ton. al giorno ) adducendo come  giustificazione che …..ARPAL ci ha assicurato che è…poco più che acqua piovana…..????????
Parliamo di ARPAL LIGURIA, sotto inchiesta perchè falsificava le analisi della "merdazza" e "telefonava" prima di eseguire i controlli in discarica .
Parliamo del Comune di Ceranesi che HA VINTO IL RICORSO AL TAR CONTRO AMIU con sentenza N. 1072 del 16 marzo 2009 quindi, (per ora), è scongiurato l'ampiamento previsto della discarica a Fossa Luea perchè AMIU non poteva comprare da un commissario e FALSE COMUNICAZIONI, favorendo così la "chiacchieratissima" JACOROSSI.
Parliamo di una gara di appalto da 3 milioni di euro bloccata dalla magistratura quest'estate per le PULIZIE degli uffici di AMIU affidata a una ditta non in regola con la certificazione ANTIMAFIA.
Parliamo di un appalto a un Call center di Napoli, ( come Fisia, Asja, Impregilo, i responsabili del disastro Campania ) che non funziona. Qui nascono i problemi perché un cittadino che desidera mettersi in contatto con l’AMIU deve munirsi di santa pazienza… provare per credere!Una volta si poteva parlare con una persona fisica, ora bisogna sorbirsi più volte tutto il disco prima di chiedere consigli su come fare la raccolta differenziata ai NAPOLETANI!!!!!
Parliamo di 2.000 dipendenti di una Azienda Municipalizzata di Igiene Urbana, che APPALTA PULIZIE e ELIMINA I CENTRALINI ?????? e che, quando sarà a regime il CANCROVALORIZZATORE di Scarpino, 1.000 di questi 2.000 lavoratori saranno solo ESUBERI, AMT insegna.
Parliamo dei sindacalisti cooptati e / o …comprati a botte di canoni d'affitto per magazzini da 90.000 euro l'anno, mentre le opere di manutenzione straordinaria degli stessi vengono scaricati sulle bollette dei Cittadini …come le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obblighi di legge previsti per la raccolta differenziata.
Parliamo di sprechi, FAI LA COSA GIUSTA, LA FABBRICA DEL RICICLO, LA STRANA COPPIA…costosissime quanto mere campagne propagandistiche e basta, mentre non si provvede nemmeno alla raccolta separata presso mercati, mense, scuole, ospedali e fabbriche.

Parliamo di una SOCIETA' PER AZIONI INTERAMENTE DI PROPRIETA' DEL COMUNE …..O FORSE NO…IL 40 % SE LO E' GIA' BECCATO IREN…TUTTI ZITTI!!!!NON SI DEVE SAPER NIENTE…ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA !!!!!
Parliamo di SPORTINGENOVA, ogni commento è inutile oltre 50 milioni di euro di debiti per la "creatura" di D'Alemino parlano da soli….si pavoneggiava…Marassi diventerà la scala del calcio, concerti, kermesse, invece, sprechi, 2 o anche 3 "rizollature", l'anno da 100.000 euro l'una " seggiolini "sbagliati", vince la gara d'appalto una FALEGNAMERIA DI LOCRI……le piscine chiuse, devastate come la nostra del lago Figoi.

Questi sono i fatti, ora parliamo dei miei sentimenti, del mio odio, rancore, dolore incommensurabile.

Parliamo del MIO AMICO Emilano " Pino" Cassola oggi avrebbe avuto 34 anni. Pino era uno di Noi, uno di Scarpino come Noi, se solo avesse avuto una sola possibilità su un milione di aggrapparsi alla vita non se la sarebbe fatta scappare, ma non l'ha avuta, non l'ha trovata, non gliel'hanno data i "padroni" dell'inferno di ScarpinoTorno a scrivere che: davanti a negligenze così evidenti nei protocolli della sicurezza, le ommissioni, la volontà di falsificare gli atti per confondere le prove viene fuori in maniera così evidente che il rinvio a giudizio per omicidio colposo per i responsabili E' TROPPO POCO!!!Ben venga Guariniello a Genova LUI, a Torino, ha avuto le palle di derubricare in omicidio volontario l'eccidio della ThyssenKrupp.
Torno a chiedere come portavoce del Comitato per Scarpino e con tutto il fiato che ho in corpo le dimissioni dell'intero CDA di AMIU e non soloper la manifestata inacapacità e incompetenza ma sopratutto per il cinismo e l'arroganza con cui perseguono il loro unico fine, difendere gli enormi guadagni che garantisce il loro piano industriale.
Per l'inceneritorista-nuclearista PDiossino Casale, lo ripeto anche oggi, se ne deve andare perchè in palese conflitto di interessi, come ASJABIZ, se ne deve andare perchè nessuno può restare a Scarpino a succhiare il nostro biogas, più di un milione di euro al mese e lasciare morire "nel buco fumante della biomassa " un ragazzo di 31 anni.

L'operato fallimentare di Pietro D'Alema, nipote d'arte, con doppio incarico, Direttore generale e Amministratore delegato, in questi anni è sotto gli occhi di tutti ma sopratutto nella salute di tutti Noi i cittadini del Ponente che pagano a caro prezzo la GESTIONE della discarica di Scarpino e il CANCROGASSIFICATORE CHE ARRIVERA'. STATENE CERTI…SE NON LI FERMIAMO ORA. Le percentuali ridicole di raccolta differenziata al di sotto della metà degli obblighi di legge. RIPETO.I 30.000 cassonetti di 7 forme diverse che necessitano di 5 tipologie di automezzi differenti con 2, a volte 3, operatori per il carico lo spazzamento e la movimentazione, rendono questa schifosa raccolta stradale costosissima e inutile in una Genova sempre più sporca, leggete i blog e i commenti deituristi che mettono Genova tra le città più sporche d'Europa .

ALTRO CHE LA CANDIDATURA A SMART CITY TANTO CARA AL SINDACO. I DANNI IRREVERSIBILI CAUSATI AL TERRITORIO DEL PONENTE CITTADINO SONOINCALCOLABILI.CHIEDIAMOCI ANCORA: VE LA SENTITE VERAMENTE DI AFFIDARE A QUESTA GENTE LA COSTRUZIONE E LA GESTIONE DEL GASSIFICATORE DI SCARPINO?

Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino.

Gas-inceneritore e centrale a carbone. Prevenire è meglio che curare!

 


 

Nel video Paul Connet spiega i vantaggi di Rifiuti Zero e fa interessanti considerazioni su ciò che muove la politica

Ho sentito che a Cornigliano se si parla di centrale a carbone tutti drizzano le antenne e saltano su come molle. Ci credo! Dopo anni di cokeria sono stati ampiamente documentati i danni causati alla salute delle persone residenti nell'area. Ora incombe nuovamente la minaccia sui corniglianesi che naturalmente non ci stanno più a fare le cavie. Attenzione però che il nemico è scaltro e potrebbe anche essere che abbia già misurato la reazione dei corniglianesi alla centrale a carbone e che dietro la minaccia ci sia la volontà di far passare altri progetti che sembrano nulla a confronto.

Ad esempio una centrale a gas metano od una ad olio di palma etc…. ed il non meno inquinante gassificatore sulla collina di Scarpino. I corniglianesi, sestresi, valpolceverini ma un po' tutti i genovesi forse, non avendo esperienza di gassificatori, non sanno quanto siano dannosi questi impianti. Aborrono il familiare fumo rossastro dell'acciaieria così diverso dal vapore bianco che fuoriesce da un inceneritore o da un gassificatore. Il colore però non è indice di innocuità perché quella roba non è vapore acqueo bensì un concentrato di rumenta in miniatura.

A Scarpino il comune vuole un digestore anaerobico nel quale verrà messo l'umido dal quale si ricava gas metano e ci sarà un impianto di gassificazione dove finirà la frazione secca che non si può riciclare con i sistemi tradizionali e che dovrebbe essere il restante del target di 65% di differenziata. Bisogna però chiarire bene cos'è un gassificatore, ben diverso per esempio dagli impianti di pirolisi, gli unici veramente all'avanguardia, che sciolgono i rifiuti in camere stagne in assenza di ossigeno ed a temperature al di sotto dei 400°. Questi impianti sono molto costosi perché non producono diossina e non hanno emissioni nell'aria, i gassificatori invece utilizzano dell'ossigeno, anche se meno dei tradizionali inceneritori e producono emissioni di diossina a causa della combustione, meno di un inceneritore ma immaginatevi quanta diossina può buttare fuori un impianto sempre in funzione. Inoltre l'alta temperatura produce nanopolveri molte delle quali sono metalli pesanti ma così sottili da entrare nelle nostre cellule attraverso gli alveoli polmonari. Una considerazione: a Scarpino arriva spazzatura praticamente da tutta Italia quindi i calcoli sul 65% di differenziata genovese che permetterebbe di gas-bruciare solo una piccola parte dei rifiuti (che restano comunque tossici) non reggono. Inoltre, è partita la raccolta differenziata porta a porta? Non mi sembra proprio. In Italia facciamo presto a risolvere i problemi o mettiamo tutto sotto il tappeto (vedi discarica di Terzigno) oppure per non star lì a faticare facciamo un bel falò che con gli incentivi statali (cip6 e certificati verdi) ci si guadagna pure (gas-inceneritori). A parte la diossina, i furani e gli acidi che fuoriescono dall'impianto e che bene non fanno ci sono anche i metalli pesanti.

Mettiamo a confronto cosa fuoriesce da una centrale a carbone e cosa da un inceneritore o gassificatore.

Centrale a carbone

Gas-inceneritore

PM 2.5

PM 2.5

Benzopirene

Benzopirene

Benzene

Benzene

Diossine

Diossine

Piombo

Piombo

Cadmio

Cadmio

Cromo

Cromo

Manganese

Manganese

Nichel

Nichel

Rame

Rame

Cobalto

Cobalto

Mercurio

Mercurio

Silicio

Silicio

Vanadio

Vanadio

Arsenico

Arsenico

Anidride carbonica

Anidride carbonica

Ossido di carbonio

Ossido di carbonio

Acido cloridrico

Acido cloridrico

Acico fluoridrico

Acico fluoridrico

Anidride solforosa

Anidride solforosa

Isotopi radioattivi naturali

 

 

Antimonio

 

Furani

 

Policlorobifenili

Ora è evidente che non si può scegliere tra il marcio e la muffa…. e che non occorre aspettare di contare i morti per cancro destinati ad aumentare a causa delle emissioni nocive. Prevenire è meglio che curare e prevenire si può con la politica dei RIFIUTI ZERO come hanno già fatto in California, come stanno facendo a Novara, riduciamo gli imballaggi, recuperiamo, ricicliamo. Il secco non va incenerito, è tutta MATERIA da riutilizzare. 

 di Cinzia Bascetta

Cornigliano non dimentica le sue morti bianche

.Croci bianche

Quanti di noi a Cornigliano portano una di queste croci nel cuore?

Dopo 50 anni di polveri nocive emesse dalla cokeria e dall'altoforno ora arriva la beffa estrema: 

una centrale a carbone nelle aree Ilva ed il gas-inceneritore a Scarpino.

I corniglianesi si troveranno stretti in una morsa di morte. La domanda è: perché? Hanno già dimenticato tutte le morti bianche di Cornigliano, di operai e cittadini, avvenute a causa delle emissioni dell'Acciaieria?

In un articolo del Corriere Mercantile del 3 aprile 2001 troviamo i dati della consulenza epidemiologica voluta dalla procura della Repubblica (per stabilire qual è stato l'impatto dell'inquinamento prodotto dalle Acciaierie sulla popolazione) e affidata ai Dott. Valerio Gennaro e Federico Valerio dell'Ist, nonché all'Ing. Gian Carlo Parodi. 

Questi dati sono agghiaccianti. La mortalità maschile a Cornigliano tra il 1988 ed il 1995 è risultata superiore, rispetto a Genova, del 23%, quella femminile del 55% e, rispetto a Rivarolo, del 60%. L'indagine ha anche accertato che l'incidenza di nuovi tumori è maggiore nella popolazione inferiore ai 40 anni, probabilmente nata nella zona o trasferitavisi in giovane età. Il Dott. Federico Valerio, responsabile del laboratorio di chimica ambientale dell'istituto nazionale per la ricerca sul cancro, a gennaio del 2001 aveva scritto al presidente della provincia, Marta Vincenzi, affermando che con la chiusura della cokeria dell'Ilva il tasso dell'inquinamento dell'aria sarebbe rientrato nella norma.

Alcuni esempi di cosa provocano le sostanze prodotte dalla combustione del carbone: il benzopirene colpisce l'apparato respiratorio, il manganese sembra sia responsabile dell'aumento delle malattie neurologiche mentre Il benzene provoca leucemie.

Cokeria ed altoforno sono stati spenti da poco, dopo numerose battaglie e già, a Cornigliano, si sta studiando una maxi centrale a carbone?

Lunedì 18 ottobre si è svolta in Regione una seduta della commissione Attività produttive durante la quale i responsabili dell'Ilva hanno svelato che la realizzazione di una centrale a carbone viene richiesta proprio da quegli enti locali che hanno sempre negato e che anche Enel, da Roma, sarebbe d'accordo, infatti già parla di assumere 150 persone per la nuova centrale che sostituirà quella sotto la Lanterna, la cui concessione è in scadenza. A questo punto Burlando &Co. hanno dovuto ammettere che c'è questa "ipotesi". Ma come? L'accordo prevedeva che al posto delle Acciaierie, in quelle aree, dovessero sorgere attività non inquinanti e che creassero occupazione per la popolazione e invece si vuole sostituire un'attività inquinante, la Cokeria che bruciava carbon fossile, con un'attività equivalente, la maxi centrale elettrica che brucia carbon fossile.

Qualcuno avanza un'ipotesi: e se fosse tutto un trucco per creare l'allarme e poi far marcia indietro, tornando alla centrale a gas metano, per far vedere quanto sono "magnanimi" e per farla DIGERIRE meglio? 

Certo che sono rimasti all'età della pietra. Qualcuno dovrebbe ragguagliare la giunta regionale, quella del Comune ed il signor Riva che oggigiorno esistono  sistemi per produrre energia rinnovabile, PULITA e che sono anche incentivati dallo stato con le tasse sulle nostre bollette dell'energia. Curioso che non se ne voglia approfittare!? Mentre invece se ne vuole approfittare eccome per costruire il gassificatore, o meglio, il gas-inceneritore che produrrà syngas, sulla collina di Scarpino, cioè in cima ad un monte, alle spalle di Cornigliano che sarà così colpita su più fronti dalle emissioni inquinanti.

Ricordiamo che la normativa europea stabilisce di incentivare le fonti rinnovabili (energia eolica, pannelli fotovoltaici, geotermico..) e non l'incenerimento dei rifiuti che non è considerato una fonte d'energia rinnovabile (infatti ad esempio, una volta bruciata una lampadina che contiene tungsteno – guardate cosa fa il tungsteno –  non si può ribruciare). In Italia si approfitta di questa legge nella sua accezione truffaldina (tutta italiana, che estende l'incentivo per le rinnovabili alle assimilate) per costruire gli inceneritori ma non per costruire ad esempio un bell'impianto eolico o fotovoltaico nelle aree dell'acciaieria che tra l'altro sono ben ventilate perché sul mare. E non mi venite a dire che le pale eoliche o i pannelli hanno un impatto ambientale maggiore di quei mostri d'acciaio sputa fumo rosso che siamo stati abituati a vedere per 50 anni a Cornigliano e che ancora dobbiamo sopportare anche se in versione ridotta e verniciati di blu.

Per quanto riguarda il gas-inceneritore, sul cui progetto ci sono tanti dubbi, non ci verranno mica a raccontare che è un impianto sicuro, che non ci sono emissioni nocive etc…? Come quando c'era chi diceva che dall'Italsider usciva solo vapore. O come la dichiarazione del ministero del welfare che nel 2008 disse che gli impianti di incenerimento (come quello di Acerra) sono costruiti secondo le moderne tecnologie ed il loro impatto ambientale è pari a normali condizioni di traffico urbano.

Dai dati tratti dall'inventario della commissione europea sulle emissioni di diossine risulta che gli impianti di incenerimento in Italia producono 295gr all'anno di diossine in tossicità equivalente di cui 170gr all'anno dal solo incenerimento dei rifiuti urbani mentre 5,1gr all'anno sono prodotti dal traffico. 30 milioni di autovetture producono l'1,1% della diossina degli inceneritori.

Ma come si fa a far sembrare innocui gli impianti? Basta non monitorare la produzione di diossina nei momenti di maggior criticità ossia all'accensione e spegnimento degli impianti. In Italia è prevista la misurazione della diossina da un minimo di 6 ore a un massimo di 8 ore per tre volte l'anno, vi sembra sufficiente….? guarda il video

Perché tanti dubbi sul gassificatore di Genova? Semplice, per esempio perché non c'è una raccolta differenziata seria che garantisca che nel gassificatore (che comunque utilizza ossigeno e quindi provoca una combustione) finisca una minima parte dei rifiuti dei genovesi, perché già a Scarpino arrivano rifiuti da tutta Italia e chi ci dice che dopo la costruzione dell'impianto le cose dovrebbero cambiare? Perché anche se le quantità di diossina fossero minime (in un impianto però che funziona 24 ore su 24…) non verrebbe eliminato comunque il problema dei metalli pesanti e che dire dei gas acidi prodotti? Etc…. etc….

In merito alla combustione dei rifiuti, il professor Dominique Belpomme (oncologo e presidente dell'Artac – Associazione per la ricerca terapie anti cancro) parla di tre milioni di morti di cancro e dice che tutti gli studi del mondo convergono nel dire che un cancro su 4 è legato al fumo di sigarette e che uno su due è correlato all'inquinamento chimico. Bisogna immaginarsi, dice il professore, l'inceneritore come una fumata di miliardi di sigarette che buttano nell'aria sostanze nocive pericolose. E' stato dimostrato da numerosi studi in Francia che il tasso di alcuni tipi di cancro è aumentato nei 20 Km intorno ad un inceneritore e diminuisce oltre i 20 Km pur non sparendo del tutto il rischio. Si può dire, afferma sempre il professore, che l'inceneritore è una fonte di sviluppo del cancro e che inquina non solo l'aria, ma anche l'acqua ed il suolo attraverso le ceneri. L'inquinamento da inceneritori si aggiunge a quello da pesticidi, fenolati etc… usati in agricoltura e contribuisce a quella che viene chiamata l'epidemia silenziosaguarda il video 

L'unica salvezza per i corniglianesi ed i Genovesi tutti, sono le energie rinnovabili (quelle vere) ed il recupero e riciclo dei rifiuti che sono MATERIA il cui valore non va incenerito.

Queste soluzioni creano anche posti di lavoro.

di Cinzia Bascetta

articolo del Corriere Mercantile

articolo de Il Giornale

 

«Presto in vendita il 40 per cento di Amiu»

Amiu 
 
 

A Ottobre verrà scelta la ditta che costruirà il tanto temuto GASSIFICATORE a Scarpino mentre i "Giovani del PD" si riuniscono come i "vecchi" per farCi sapere, se tra di loro, ce ne è almeno uno CONTRARIO alla costruzione di un altra "fabbrica della morte" in Valpolcevera.

Non è una battutaccia è accaduto veramente martedì scorso nella sede del PD a Rivarolo.

La neonata IREN in collaborazione con ENIA, produttori e gestori di impianti di incenerimento sono quotate in borsa, quindi non c'è alcuna possibilità di ....accedere agli atti...ti deridono, ti minacciano, ...dovete sapere che IREN / Enia, in quanto società quotata in Borsa, è sottoposta a rigide regole di pubblicità dei propri atti e documenti: la legge (Regolamento emittenti di Consob e Testo unico della Finanza)infatti disciplina le modalità di comunicazione al pubblico".

Si tratta di leggi composte da centinaia di articoli e decine di allegati.

Pertanto chiedo a qualcuno che mi legge, ...tipo l'ufficio legale di AMIU, che mi siano esplicitati gli specifici articoli che costringono alla segretazione di questi documenti.

L’impianto normativo di riferimento è improntato alla salvaguardia della parità di condizioni di accesso alle informazioni disponibili da parte del mercato e degli investitori”.

In pratica, "loro" si rifiutano come hanno fatto sempre in passato, di precisare gli articoli che giustificherebbe il diniego e nemmeno a fornire nessun tipo di documento, figuratevi che per poter scaricare il bilancio di AMIU (in perfetto pareggio !!!!!ma che bravi!!) Pino ha dovuto pagare 15 euro, documenti che, tra l’altro, l’Azienda si era impegnata con delibera di Consiglio Comunale a rendere pubblici.

E' sorprendente che un Comitato come il nostro, che da anni si batte lealmente nel rispetto di tutte le regole democratiche non venga ascoltato, informato e coinvolto in quello che doveva essere il tanto propagandato "cammino condiviso" promesso ancora una volta al sottoscritto non più tardi di 3 settimane fa dal sindaco in persona Marta Vincenzi, in un movimentato "confronto" alla Festa del PD, è evidente che la Sindaco e AMIU seguono due percorsi troppo distanti, per questi comportamenti gravissimi che la coinvolgono comunque in prima persona, in quanto primo responsabile dela salute dei cittadini.

 

E' urgente fare chiarezza su questi dubbi, considerato che a breve, IL 40 PER CENTO di Amiu andrà sul mercato....... e indovinate chi se lo beccherà?

Ma certo!!! gli "amichetti" di IREN / ENIA di Reggio Emilia, i futuri proprietari della discarica e del CANCROGASSIFICATORE a Scarpino, sicuramente l'ing. Senesi avrà un alto incarico ...in seno a IREN / ENIA anche perché, quando avrà acceso la "fabbrica della morte" voglio essere il primo a chiedergli spiegazioni sul perchè, visto gli impegni dichiarati in termini di costi, quantitativi e provenienze dei rifiuti non sono più gli stessi di quelli previsti nel Piano Economico e Finanziario di AMIU / IREN / ENIA.


Felice Airoldi portavoce Comitato per Scarpino

 

Per tutti quelli che credono che basti votare la sinistra per essere tutelati

Volantino-capurro

Un politico dotato di ubiquità

Floriana Bulfon

IL CASO. Armando Capurro, già sindaco di centrodestra di Rapallo, è consigliere regionale della lista Burlando. Amico del ministro Fitto, in Liguria chiede più inceneritori. Ma in Puglia il Pd lo accusa di danni ambientali.

Rapallo eletto sindaco con una lista di destra, in regione Liguria con la sinistra. In Liguria a difendere i valori della lista Burlando, a Maglie un tempo in società con il cugino di Fitto. Ezio Armando Capurro è un uomo “dall’esperienza molteplice”, come lui stesso afferma. Docente, industriale, già sindaco di Rapallo e ora consigliere regionale della lista Burlando in Liguria. Proprio Claudio Burlando ha visto in lui il politico ideale e ha deciso di candidarlo nella sua lista civica alle ultime elezioni regionali. Il presidente ex ministro Ds, oggi Pd, ha scelto Capurro per le sue qualità e poco importa che qualcuno in quel di Maglie, in quella Puglia terra natale di Capurro, sostenga che sia un caro amico del ministro berlusconiano Raffaele Fitto. Importa ancor meno che il Pd in Puglia affermi che il Capurro industriale abbia causato con il suo stabilimento danni ambientali, diossina e controverso aumento di tumori. “La fabbrica della morte”, lo chiama il sito del Pd di Maglie.

Questioni di poco conto, questioni pugliesi. Meramente locali. A dire il vero, qualche questione è stata aperta anche in Liguria, da quando il pm Biagio Mazzeo ha chiesto e ottenuto di sequestrare l’area dell’ex oleificio di Avegno di proprietà del consigliere perché la zona non è stata bonificata e si è trasformata in una discarica pericolosa. Ma poco importa anche questo. Capurro è uomo di oleifici e inceneritori, uomo di destra e di sinistra. E a Maglie, nel cuore del Salento, lo conoscono tutti bene. E' il proprietario della Copersalento, per decenni un sansificio, poi trasformato in inceneritore di rifiuti e quindi in stabilimento per la produzione di energia.

Tortuosi gli assetti societari dell’impianto che ha visto tra i proprietari anche Raffaele Rampino, cugino del sindaco di Maglie Antonio Fitto, parente di Raffaele. E varie le denunce, ispezioni, chiusure, fino a quella definitiva posta dalla Provincia di Lecce. Denunce dovute all’inquinamento. La Copersalento è stata infatti accusata di aver superato per oltre 400 volte i limiti massimi di emissione di diossina. Carne alla diossina e livello di inquinamento oltre i limiti, in base alle rilevazioni dell’Arpa, tali da risultare “gravemente pericolosi per la salute”.

Problemi del Capurro industriale, certo, e del Capurro pugliese. Ma appare curioso che il Capurro consigliere ligure si appelli a Burlando con una interrogazione con oggetto «conferimento rifiuti dalla Provincia di Imperia alla discarica di Scarpino». La provincia di Imperia, quella cara all’ex ministro Scajola. Il Capurro ligure sostiene che per fronteggiare il problema dei rifiuti occorra dare attuazione immediata di un Piano di Rifiuti che permetta di risolvere le criticità e il superamento delle fasi emergenza.

Capurro consigliere regionale vuole sapere come si intenda, e con quali tempi, realizzare più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti che prevedano il recupero energetico. Insomma, termovalorizzatori o gassificatori, indispensabili per risolvere i problemi dei rifiuti. Saranno l’anello di congiunzione tra il Capurro pugliese e quello ligure?

TERRA