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Vogliono ammazzarci tutti a norma di legge?

Carbone

Qualche giorno fa a Genova ho avuto il piacere di incontrare alcune persone del Comitato Ambiente e Salute di Spotorno-Noli. C'erano anche i genovesi del Comitato per Scarpino. Cos'hanno in comune queste persone? Tutti lottano letteralmente per salvare la pelle, la loro e quella dei loro cari e persino quella di persone che non conoscono: tutti i cittadini del savonese e del genovese. Non fanno vuote promesse in cambio di voti, non sono interessati alle poltrone, si autofinanziano, stanno ore al freddo per fare un po' d'informazione, si documentano, studiano, sono diventati degli esperti e tutto questo perché? Mi viene in mente una frase di Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino,  "vogliono ammazzarci tutti a norma di legge." Naturalmente non ci vogliono ammazzare ma questo è  il rischio che si corre.
I pericoli a cui sono sottoposti i cittadini del savonese e del genovese si chiamano diossina e metalli pesanti. Partiamo dal carbone. Chi può negare i danni fatti da altoforno e coqueria dell'Italsider poi 
divenuto Ilva di Cornigliano? Chi può dire che tante persone non sono morte o non si sono ammalate sul lavoro? Mia nonna percepisce ancora la pensione di risarcimento per la silicosi di mio nonno, deceduto a sessant'anni. Oggigiorno però, nonostante l'Ilva non lavori più a caldo, ci sono ancora le altrettanto pericolose e inquinanti centrali a carbone che si trovano a Vado Ligure (Sv), Genova (sotto la lanterna) e La spezia che insieme alla coqueria di Bragno gettano in aria una concentrazione di sostanze tossiche che non si riscontra in alcuna altra area geografica europea. Gli amici di Vado ci spiegano in un volantino proprio ben fatto che da una centrale termoelettrica a carbone fuoriescono una cinquantina di sostanze inquinanti e le polveri sottili tra cui le più fini e insidiose: le pm 2,5 e 0,1 che, essendo microscopiche, non vengono trattenute da alcun tipo di filtro, si diffondono coi venti e vanno ad insinuarsi negli alveoli polmonari passando anche nel sangue. Citando sempre il comitato di Vado Ligure, studi statunitensi e europei affermano che là dove esiste una centrale a carbone si verificano patologie diffuse di tipo tumorale e cardio-circolatorio. Pertanto negli USA e in Europa si sta bandendo l'uso del carbone quale combustibile altamente tossico. Mentre la comunità europea invita con forza a ridurre l'uso del carbone e tutto il mondo e preoccupato per l'effetto serra dovuto all'emissione di CO2, nella centrale di Vado non solo si mantengono in funzione i due gruppi a carbone, risalenti agli anni '60 e come tali obsoleti e inquinanti ma si progetta il potenziamento a carbone della centrale stessa. I signori del carbone difendono la loro convenienza pubblicizzando l'assenza di rischi per la salute e la riduzione delle emissioni attraverso una maggiore efficienza. Ma com'è possibile se aumenta la quantità di carbone bruciato e non esiste tecnologia atta a bloccare le microscopiche polveri fini e ultrafini che escono dai camini o si formano in atmosfera dopo essere uscite come ossidi di zolfo e di azoto? E com'è possibile migliorare i vecchi gruppi a carbone che da anni funzionano senza l'obbligatoria Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) se lo stesso ministro dell'ambiente ha ammesso che dopo qualche modifica negli anni '90 "non sono ulteriormente migliorabili"? Il comitato si chiede: 

– siamo sufficientemente informati sulla qualità e quantità dei controlli di aria, acqua e suolo e sappiamo se vengono "adeguatamente" effettuati dall'ente pubblico e dal "controllato-controllore"?

– sappiamo che in tutto il territorio della provincia di Savone è in funzione una sola centralina per la misurazione delle pm 2.5, le penetranti polveri che nessun filtro può trattenere?

– avvengono verifiche sui valori della radioattività ambientale e di quella delle ceneri frutto della combustione del carbone "utilizzate nei cemnetifici"?

– il grande parco carbone da sempre a cielo aperto in pieno centro abitato è normale?

– i dati sulle patologie cancerogene e cardio-vascolari nel territorio sono messe in relazione al reale inquinamento se questo non viene misurato e la posizione chiarissima dell'ordine dei medici della provincia di Savona viene irresponsabilmente ignorata? 

Il comitato dichiara che il monitoraggio ambientale e gli studi epidemiologici sono dovuti e avrebbero dovuto essere effettuati in modo idoneo in tutti questi anni ma ricordiamoci che l'obiettivo primario deve essere una scelta a monte: non continuare a usare combustibili altamente tossici riconosciuti tali dalla comunità scientifica internazionale, anche perché non basta il rispetto dei limiti di legge per garantire la salute umana, specie in riferimento allo sviluppo di bambini e adolescenti.
Il comitato ci avvisa di un altro pericolo. Il piano provinciale dei rifiuti prospetta di bruciare nelle centrali a carbone il C.D.R. ovvero combustibile da rifiuti con emissioni di diossina e metalli pesanti (dalla discarica del Boscaccio il passo è facile, naturale e … conveniente ma il prezzo sanitario e sociale è enorme) "I medici per l'ambiente ricordano che distruggere materia tramite la combustione con il pretesto di recuperare energia è una prassi sempre più contestata e criticata nella letteratura scientifica indipendente e che trova la propria ragion d'essere solo in assurdi incentivi economici che nulla hanno a che fare con la reale tutela dell'ambiente e della salute" (Patrizia Gentilini oncologa e presidente dell'Isde di Forlì, comunicato stampa del 09/07/2010)

Lo sa bene anche Felice Airoldi che bruciare rifiuti è non solo fuori legge ma altamente pericoloso per la salute umana infatti le sostanze che fuoriescono sono praticamente le stesse che si ottengono bruciando carbone. Ci eravamo preoccupati per il fatto che non ci sembrava realistico che a Genova nel Gas-inceneritore voluto dal sindaco finisse solo il residuo del 65% di raccolta differenziata (che oggi è un misero 28%, forse 20%) della spazzatura genovese, quando attualmente nella discarica di Scarpino ci finisce di tutto e di più e da tutta Italia e non sempre in trasparenza. Infatti il governo sta addirittura tentando di eliminare l'obbligo della raccolta differenziata in totale disaccordo con le norme europee, praticamente mi chiedo perché non ci caccino dall'UE. Felice Airoldi lancia questo appello "Allarghiamo la protesta, anche Marco Bersani conclude i suoi interventi con …non dimentichiamoci che con l' acqua ci si batte anche per i rifiuti e il trasporto pubblico ….questi vogliono boicottare la raccolta differenziata, vogliono togliere l'obbligo…capite!!! vogliono bruciare il CDR nelle centrali a carbone !!!
Raccolta differenziata significa difendere decine di migliaia di posti di lavoro nelle Aziende di igiene urbana, municipalizzate, ma a fine mese verranno obbligatoriamente privatizzate il privato si terrà solo il "ciclo finanziariamente redditizio" nel nostro caso la seconda discarica più grande del paese e il CANCROGASSIFICATORE, hanno i soldi in mano, 250 milioni!
Con l'inceneritore basteranno 40/50 addetti, bruceranno tutto tal quale in cima a un monte dove nessuno vede niente TUTTI GLI ALTRI ?   A CASA!!!! a Genova lo hanno già fatto con AMI, ASTER, ora con AMT e poi tocca ad AMIU dei 2.000 dipendenti la metà verra affidata a qualche cooperativa di "sfigati", stipendi  da fame e Genova ancora più sporca altro che Smart City, nessun sindacalista si fà sentire??????
Il momento è drammatico, il mio Paese è in rovina per colpa loro…fermiamoli."

Già il momento è drammatico da Terzigno a Genova e Savona, non aspettiamoci nulla dai politici, sono spinti solo da un sentimento di avidità. Se vogliamo salvare la pelle dobbiamo prendere coscienza di queste cose e passare alla mobilitazione generale. Il carbone non è il futuro. La raccolta differenziata e le energie rinnovabili creano posti di lavoro, salute e benessere. La politica pensa solo al guadagno imminente a discapito di tutto e tutti, anche del pianeta terra. Scegliamo da che parte stare.

http://www.nocarbone.it/

pergenova.wordpress.com

di Cinzia Bascetta

Senza inceneritori si può!

 

Il dott. Montanari, ricercatore sulle nanopatologie (gli inceneritori producono nanoparticelle) commenta le dichiarazioni di U. Veronesi, oncologo, la cui fondazione è finanziata da Veolia (società francese che produce inceneritori), Enel, Eni…. “E’ un vero businessman” dice Montanari le cui affermazioni non hanno nessun fondamento scientifico dice l’Isde (International Society of Doctors of the Environment, Associazione dei Medici per l’Ambiente)

 


 

 

La dottoressa Patrizia Gentilini spiega perché gli inceneritori sono un “pacco”…. producono veleni


 

 

L’alternativa c’è! La graduale diminuzione dei rifiuti e la raccolta Porta a Porta


 

 

Centro Riciclo Vedelago, qui si ricicla tutta la frazione secca comunemente non riciclabile


 

 

Distribuzione della diossina in Italia ed in Europa (clicca sull’immagine per ingrandire)

Diossina-eruopa (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La provincia di Genova sta preparando una sorpresa ai cittadini al ritorno dalle vacanze

 

 

Se voi voleste far passare una proposta lesiva per la salute dei cittadini, lucrosa per le tasche di pochi e probabilmente fuori legge quale periodo scegliereste? E' logico ad agosto quando sono tutti in vacanza.

Campomorone - Avviso Pubblico
 

Ecco l'avviso pubblico della Provincia di Genova per la costruzione di un impianto di cogenerazione a Campomorone. Il 21 luglio sono scattati i 30 giorni per le osservazioni dei cittadini che termineranno fra qualche giorno. Apparentemente l'impianto sembra una meraviglia, è alimentato da rifiuti vegetali che vengono dalle coltivazioni e produce energia ma è meglio non fermarsi alle apparenze.

 

Sappiamo che spesso questi impianti finiscono per bruciare di tutto e presidiarli giorno e notte per controllarli è impossibile inoltre c'è il forte dubbio che vi sia un disegno politico per sostituire il progetto di un grande inceneritore (giustamente avversato dalla popolazione) con decine di piccoli inceneritori sparsi sul territorio con falsi nomi e quindi più difficilmente avversabili.

 

Il dott. Montanari spiega che i prodotti agro-alimentari sono contaminati dai prodotti chimici usati contro i parassiti e che questi, una volta bruciati, producono DIOSSINA. Sappiamo che le diossine sono altamente dannose per la nostra salute sia quando le respiriamo sia quando le ingeriamo. L'esperienza di Acerra ce lo insegna. E' dunque fondamentale che noi ci facciamo le domande che spesso i politici promotori di queste iniziative non si fanno e cioè: cosa brucerà esattamente l'impianto di Campomorone? Quanti scarti agro-alimentari produce la nostra piccola striscia di terra? Arriveranno rifiuti contaminati da sostanze chimiche velenose (anche peggiori di quelle usate in Italia) dall'estero? Perché bruciare quando si può fare del compost? E' stata fatta una valutazione d'impatto ambientale? Ed un'analisi costi benefici? Di norma non "misurano" cosa c'è ora, non fanno previsioni su cosa ci sarà dopo, non confrontano i dati. Perché non investire veramente nelle rinnovabili invece che nelle assimilate fatte passare furbescamente come energie pulite? L'unione europea impone di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2012 ed a Genova ancora non si fa la raccolta dell'umido ma si continua a parlare di inceneritori invece che di impianti per il riciclo dei materiali. L'investimento per costruire un impianto di riciclaggio ad hoc è molto inferiore a quello per costruire un inceneritore ma l'inceneritore fa lucrare di più ai danni della nostra salute ed usando i nostri soldi. Bruciare rifiuti o residui o magari olio di palma prodotto in Malesia è un business e non un intervento per il bene della cittadinanza.

 

Visto che vengono usati i soldi dei cip6 che vengono dalle nostre tasche e che dovrebbero servire ad incentivare la vera energia pulita perché le amministrazioni fanno di tutto per evitare il confronto con i cittadini? Sanno che la cittadinanza è contraria, sanno di arrecare un danno ai cittadini e cercano di prenderli alla sprovvista, poi degni delle migliori facce toste si propongono alle elezioni con slogan come “la tua voce in provincia…etc…” Bisogna assolutamente ricordarsene al momento del voto.

Di Cinzia Bascetta

I pastori di Acerra: «Qui moriamo di diossina, come le nostre pecore”

Fonte: Il Manifesto – 06 dicembre 2007

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«Accà se more comm'e mmosche». Questa la sintesi di Antonio C. (nome di
fantasia), pastore di Acerra. E in effetti, all'ingresso del suo pascolo
ci si imbatte in un ammasso di animali morti. Tre pecore, ma anche due
cani dal corpo straziato e ancora caldo, consumato da tumori fulminanti.
«Mio fratello se n’è andato così – racconta – In poche settimane,
stroncato da un cancro alla spina dorsale e da metastasi ovunque». La
stessa forma che colpisce le pecore, dovuta a tassi elevatissimi di
diossina nel sangue. Il fratello di Antonio ne aveva 255 picogrammi, a
fronte dei 5 massimi tollerati dall'organismo.

Tutta diossina che viene dalle centinaia di incendi di rifiuti e materiali tossici scatenati ogni giorno.
Il
grande pascolo, così, oggi è vuoto. Pieno di mosche che svolazzano da
una carogna all'altra. Poche le pecore superstiti alla mattanza.
Centoventi, delle 2500 di una volta. Scomparse tutte in pochi mesi.
Anche la metà delle sopravvissute seguirà la stessa sorte, visto che
sono malate.

Lo si vede a occhio nudo. Se le si insegue, corrono a stento, zoppicano.
Sul dorso il vello cade penzoloni, come sollevato sulla carne che non
c'è, e al cui posto si intravedono le ossa. «Aspetta qui», mi chiede
Antonio. «Aspetta, ti porto un agnellino nato da poco». E sparisce tra i
rari cespugli. Qualche momento e arriva con una bestia tremante tra le
braccia.

La mette a terra, ma non si regge in piedi. La solleva e quella punta le
zampe. Si tiene dritta qualche istante e poi stramazza. La bestia non
ha zoccoli, sono aperti come un libro, effetto «del corpo che si
scioglie», come spiega il pastore. «Vedi che non dicevo bugie. Non è per
fare pena – aggiunge – ma qui i cristiani muoiono nello stesso modo».
In
fondo al pascolo, intanto, fervono i lavori per l’inceneritore. Proprio
in fondo al campo. Un complesso che permetterà di bruciare i milioni di
ecoballe accatastate ovunque in Campania, spargendo nei campi limitrofi
polveri sottili che, secondo molti esperti, sfuggirebbero ai filtri.
«Ti sembra normale – afferma Mario – che vengano a metterlo proprio qui,
dove si muore ogni giorno?».

La scelta, in effetti, è contraddittoria. Da un lato il giusto divieto
di pascolo e di consumo di carni e latte di animali avvelenati.
Dall'altro la produzione continua di verdura da cui derivano proprio i
tumori che decimano i pascoli. Alla domanda scomoda di una giornalista,
un ricercatore del Cnr qualche tempo fa aveva risposto: «Se lavate la
verdura la diossina va via. Le pecore l'insalata non se la sanno
lavare». Basta una sciacquatina, dunque? Apparentemente no. Secondo uno
studio dell'Oms, alcuni tumori qui uccidono trenta volte più che nel
resto d'Italia. Prova che gli esseri umani si ammalano anche se lavano
l'insalata.
«Lo scriva, lo scriva – insiste Mario – che ogni volta che protestiamo ci scatenano addosso la polizia».

Antonio, infatti, ha guai con la magistratura per aver portato il
proprio gregge malato e sequestrato sotto la sede del comune di Acerra
in segno di protesta. Pochi i concittadini scesi in piazza con lui.
Eppure, di tumori e diossina ne hanno sentito parlare tutti. «Hanno
paura di qualche ritorsione». «Camorra?», chiediamo. «Ma che camorra –
risponde – la camorra fa del bene. E poi qui non c'è. Dove c'è, la gente
lavora e non ha bisogno di arricchirsi con la monnezza. La colpa è
della Politica».
Ad Antonio negli ultimi tempi sembra essere sfuggito
qualcosa. L'intreccio che da oltre un quindicennio ha portato alla
formazione di una nuova malavita organizzata.

Più subdola che in passato, poiché investe ogni livello sociale, dalla
bassa manovalanza all'alta borghesia, grazie ad illeciti estremamente
redditizi. Droga, edilizia e immondizia. Un sistema che ha prodotto una
legalità alternativa a quella dello stato, una militarizzazione del
territorio senza precedenti e un vasto consenso sociale. «Il problema –
spiega l'avvocato Gerardo Marotta, presidente dell'Istituto italiano di
studi filosofici di Napoli – è che il nuovo sistema forma consenso».
Come traspare anche dalle parole di Antonio, che pure è una vittima, la
camorra è popolare poiché in assenza di stato e di assistenza pubblica
garantisce protezione e dà lavoro. Lavoro e denaro per tutti.

Anche nel ciclo dell'immondizia: agli autisti dei camion, ai contadini
che mettono a disposizione i propri terreni, ai giovani che sfrecciano
in motorino nella campagna per dare fuoco alle pire di rifiuti. Un
sistema che funziona e produce consenso poiché, malgrado i rischi per la
salute, permette un futuro a breve termine e garantisce sopravvivenza.
«Hanno vinto», afferma sconsolato Marotta. «La nuova borghesia trionfa
sulle macerie del proprio dominio. Palazzinari, mercanti di droga e di
monnezza. Quanto a noi, ridotti a piccola borghesia intellettuale, non
ci resta che sopravvivere». s.v.

Per tutti quelli che credono che basti votare la sinistra per essere tutelati

Volantino-capurro

Un politico dotato di ubiquità

Floriana Bulfon

IL CASO. Armando Capurro, già sindaco di centrodestra di Rapallo, è consigliere regionale della lista Burlando. Amico del ministro Fitto, in Liguria chiede più inceneritori. Ma in Puglia il Pd lo accusa di danni ambientali.

Rapallo eletto sindaco con una lista di destra, in regione Liguria con la sinistra. In Liguria a difendere i valori della lista Burlando, a Maglie un tempo in società con il cugino di Fitto. Ezio Armando Capurro è un uomo “dall’esperienza molteplice”, come lui stesso afferma. Docente, industriale, già sindaco di Rapallo e ora consigliere regionale della lista Burlando in Liguria. Proprio Claudio Burlando ha visto in lui il politico ideale e ha deciso di candidarlo nella sua lista civica alle ultime elezioni regionali. Il presidente ex ministro Ds, oggi Pd, ha scelto Capurro per le sue qualità e poco importa che qualcuno in quel di Maglie, in quella Puglia terra natale di Capurro, sostenga che sia un caro amico del ministro berlusconiano Raffaele Fitto. Importa ancor meno che il Pd in Puglia affermi che il Capurro industriale abbia causato con il suo stabilimento danni ambientali, diossina e controverso aumento di tumori. “La fabbrica della morte”, lo chiama il sito del Pd di Maglie.

Questioni di poco conto, questioni pugliesi. Meramente locali. A dire il vero, qualche questione è stata aperta anche in Liguria, da quando il pm Biagio Mazzeo ha chiesto e ottenuto di sequestrare l’area dell’ex oleificio di Avegno di proprietà del consigliere perché la zona non è stata bonificata e si è trasformata in una discarica pericolosa. Ma poco importa anche questo. Capurro è uomo di oleifici e inceneritori, uomo di destra e di sinistra. E a Maglie, nel cuore del Salento, lo conoscono tutti bene. E' il proprietario della Copersalento, per decenni un sansificio, poi trasformato in inceneritore di rifiuti e quindi in stabilimento per la produzione di energia.

Tortuosi gli assetti societari dell’impianto che ha visto tra i proprietari anche Raffaele Rampino, cugino del sindaco di Maglie Antonio Fitto, parente di Raffaele. E varie le denunce, ispezioni, chiusure, fino a quella definitiva posta dalla Provincia di Lecce. Denunce dovute all’inquinamento. La Copersalento è stata infatti accusata di aver superato per oltre 400 volte i limiti massimi di emissione di diossina. Carne alla diossina e livello di inquinamento oltre i limiti, in base alle rilevazioni dell’Arpa, tali da risultare “gravemente pericolosi per la salute”.

Problemi del Capurro industriale, certo, e del Capurro pugliese. Ma appare curioso che il Capurro consigliere ligure si appelli a Burlando con una interrogazione con oggetto «conferimento rifiuti dalla Provincia di Imperia alla discarica di Scarpino». La provincia di Imperia, quella cara all’ex ministro Scajola. Il Capurro ligure sostiene che per fronteggiare il problema dei rifiuti occorra dare attuazione immediata di un Piano di Rifiuti che permetta di risolvere le criticità e il superamento delle fasi emergenza.

Capurro consigliere regionale vuole sapere come si intenda, e con quali tempi, realizzare più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti che prevedano il recupero energetico. Insomma, termovalorizzatori o gassificatori, indispensabili per risolvere i problemi dei rifiuti. Saranno l’anello di congiunzione tra il Capurro pugliese e quello ligure?

TERRA