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Senza inceneritori si può!

 

Il dott. Montanari, ricercatore sulle nanopatologie (gli inceneritori producono nanoparticelle) commenta le dichiarazioni di U. Veronesi, oncologo, la cui fondazione è finanziata da Veolia (società francese che produce inceneritori), Enel, Eni…. “E’ un vero businessman” dice Montanari le cui affermazioni non hanno nessun fondamento scientifico dice l’Isde (International Society of Doctors of the Environment, Associazione dei Medici per l’Ambiente)

 


 

 

La dottoressa Patrizia Gentilini spiega perché gli inceneritori sono un “pacco”…. producono veleni


 

 

L’alternativa c’è! La graduale diminuzione dei rifiuti e la raccolta Porta a Porta


 

 

Centro Riciclo Vedelago, qui si ricicla tutta la frazione secca comunemente non riciclabile


 

 

Distribuzione della diossina in Italia ed in Europa (clicca sull’immagine per ingrandire)

Diossina-eruopa (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il gassificatore di Scarpino: un affare d’oro per la (multinazionale) Amiu!

 

  Soldi
 

In data 22 marzo 2010 presso i locali del comune di Genova, la società AMIU SPA ha presentato il nuovo progetto per la realizzazione del gassificatore dei rifiuti presso la discarica di Scarpino sita in Genova. Alessandro Borio del meetup BeppeGrilloGenova, presente all'incontro, ci rivela attraverso un'attenta analisi e ricerca la verità sui fini di quest'impianto.

 

L'incontro inizia alle 11.30 dopo un'estenuante attesa dalle ore 9.00, e ci si accorge che alcuni personaggi accorsi per sentire questa trovata pubblicitaria non sono desiderati come Legambiente, eh si perchè per accedere al salone bisogna essere invitati, come in ogni democrazia libera ovviamente.
Il salone è pubblico, il comune è pubblico ma la partecipazione è privata e ristretta comunque qualcuno, compreso il sottoscritto, riesce a sgattaiolare ed introfularsi ugualmente.
L'accettazione è degna di un congresso di marketing, ci viene offerto un block notes di carta non riciclata (ovviamente) ed una penna sponsorizzata da amiu (per un ambiente ecosostenibile!!!).
I relatori per conto di AMIU sono il presidente Riccardo Casale e l'Amministratore delegato Pietro Antonio D'alema.

Ma cos'è un gassificatore???

Con gassificatore si intende un impianto che a partire da vari materiali (fra cui determinati tipi di rifiuti) ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia. Sono proposti come una alternativa agli inceneritori.
I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un "gas di sintesi" (syngas), costituito in gran parte da metano e anidride carbonica e a volte abbastanza puro da essere usato tal quale. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale; in relazione al tipo di processo utilizzato, i gassificatori possono considerarsi come una tecnologia intermedia tra l'incenerimento e la pirolisi propriamente detta. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento.

Le emissioni sono molto variabili a seconda della tecnologia e dell'impianto:

Nel caso dell'impianto islandese di Husavik, che opera a temperature inferiori ai 400° C (permettendo fra l'altro la completa autonomia di funzionamento, in quanto per raggiungere questa temperatura si usa parte del gas di sintesi prodotto), alla fine del processo rimangono ceneri per il 3% della massa immessa, mentre dal lato delle emissioni, in particolare:

– la bassa temperatura riduce di oltre cento volte l'emissione di polveri sottili (e in particolare è ridotta la produzione di nanopolveri, che si formano soprattutto ad alte temperature in presenza di forti turbolenze), la cui produzione si concentra nella fase della combustione, in cui può però essere limitata grazie alla purezza del gas ottenuto; 

– gli ossidi di azoto sono ridotti perché nella combustione l'idrogeno ne sequestra i precursori;
i metalli pesanti sono ridotti notevolmente, perché data la bassa temperatura ne è ridotta la sublimazione e la liberazione nell'aria sotto forma di piccole impurità; 

– la concentrazione di diossine e furani è inferiore ai livelli misurabili: la cinetica di reazione che negli inceneritori porta alla formazione di diossine, non interviene alle normali temperature d'esercizio (la diossina si forma soprattutto fra i 400 e gli 800° C), senza contare che l'alta efficienza della combustione abbassa la quantità di composti organici necessari alla loro formazione.

Il rendimento energetico totale (elettricità + calore) di tali impianti è dichiarato attorno al 70% ed è gestibile in modo molto più flessibile rispetto ad un inceneritore. Si può infatti scalare, a seconda della necessità e della stagione da un 60% elettrico + 10% termico ad un 20% elettrico + 50% termico. Viceversa un inceneritore è molto più rigido ed in ogni caso la produzione elettrica a stento supera il 25% anche nelle migliori condizioni. I rendimenti di entrambe le tipologie di impianti ovviamente salgono molto se si ha la possibilità di sfruttare il calore in una rete di teleriscaldamento.

(Fonte wikipedia)

Beh ma allora il gassificatore è la soluzione???? Eh non inquina…. si potrebbe essere ma se fatto bene, nel senso che se l'impianto fosse veramente alimentato con biomasse e avesse una tecnologia che opera sotto i 400° se ne potrebbe anche parlare, ma visto che la raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova è del 25% (fonti amiu, secondo me è anche meno) e visto che nella raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova, non è prevista la divisione del compostaggio da biomassa, ma nel sacchetto dell'immondizia c'è di tutto e di più e l'unica differenziata che si ottiene è quella della carta e del vetro da appositi contenitori bianchi e verdi, direi che il "carburante" naturale di cui abbisogna tale impianto è molto molto composto (per usare un doppio senso). Inoltre il costo di un impianto che lavora sotto i 400° è esattamente il doppio di quello previsto da amiu, e se ci mettiamo il fatto che per costruire tale mostro mangia spazzatura c'è anche la realizzazione di strade e trafori attigui a scarpino, il costo non può essere 200.000.000 di euro. Quindi l'impianto di cui ci hanno resi edotti stamattina sicuramente, non opera sotto i 400° quindi non è il gassificatore che enuncia wikipedia, con una notevole riduzione di emissioni di polveri sottili.

Eh si perchè il gassificatore in questione tratta di tutto un pò, e la volontà di fare la raccolta differenziata porta a porta a genova proprio non c'è, e sfido ognuno di voi a convincermi del contrario.

In poche parole, direi che il gassificatore a mio modesto parere, non è la soluzione più tecnologicamente avanzata e moderna per affrontare la gestione dei rifiuti come sostiene l'assessore Senesi. Inoltre all'incontro di stamattina ci fosse stato qualcuno che avesse ad esempio detto, che vendendo l'energia prodotta ci potrebbe essere una diminuzione della bolletta dell'amiu, eh no perchè c'è anche un altro aspetto che per me è l'unico vero scopo di chi porta avanti questa iniziativa che è il contributo cip 6. 


La truffa del cip 6

Non dimentichiamoci che In Italia, i costi dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento sono indirettamente sostenuti dallo Stato sotto la forma di incentivi alla produzione di energia elettrica: infatti questa modalità di produzione era considerata (sebbene in violazione delle normative europee in materia), come da fonte rinnovabile (assimilata) alla stregua di idroelettrico, solare, eolico e geotermico.

E IL GASSIFICATORE E' CONSIDERATA FONTE DI ENERGIA ASSIMILATA,CON TANTO DI CERTIFICATO VERDE

Le modalità di finanziamento sono due, correlate ma diverse:

– pagamento maggiorato dell'elettricità prodotta per 8 anni (incentivi cosiddetti CIP 6);
– riconoscimento di "certificati verdi" che il gestore dell'impianto può rivendere (per 12 anni).

 

Infatti a causa della normativa italiana che concedeva questi sussidi anche alle fonti cosiddette assimilate alle rinnovabili (definizione tutta italiana e senza riscontri in Europa) una gran parte dei fondi sono stati destinati in modo controverso anche ad attività quali la combustione di scorie di raffineria, sanse ed all'incenerimento dei rifiuti. Poiché tale incentivazione durerà ancora molti anni, attualmente ci si trova nella situazione paradossale in cui ad esempio scarti di raffineria, per il cui smaltimento in tutto il mondo i produttori erano costretti ad accollarsi dei costi, in Italia vengono bruciati ricevendo anche dei finanziamenti.

Quindi fosse un inceneritore l'amiu potrebbe avvalersi degli incentivi cip6 che prevedono:
(circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi), chi gestisce l'inceneritore – per otto anni dalla sua costruzione – può vendere al GSE (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. L'importo di questo incentivo è aggiornato trimestralmente e, se nel 3° trimestre 2007 era di circa 54 €/MWh, per il 4° trimestre è cresciuto a 62,60 €/MWh. Per il 3° trimestre 2008 l'importo è salito a 68,77 €/MWh. I costi di tali incentivi ricadono sulle bollette degli utenti, che comprendono una tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Ad esempio nel 2004 il Gestore Servizi Elettrici ha ritirato 56,7 TWh complessivi di elettricità da fonti "rinnovabili", di cui il 76,5% proveniente da termovalorizzatori e altri fonti assimilate (fra cui il gas dai residui di raffineria), spendendo per questi circa 2,4 miliardi di euro;[43] per il già citato inceneritore di Brescia, la società di gestione (ASM SpA, oggi A2A SpA) ha ricevuto contributi CIP 6 per circa 71 milioni di euro nel 2006 e 78 milioni nel 2007.[44]

A titolo di confronto, nel 2006 a seguito dell'introduzione degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.[45]

Sempre il CIP 6 prevede inoltre che gli impianti incentivati godano di un innalzamento della tariffa riconosciuta dal GSE per compensare eventuali spese aggiuntive per l'attuazione del protocollo di Kyoto, annullando così del tutto i benefici della riduzione delle quote gratuite di emissione da 28 a 3,5 Mt/a di CO2 prevista dal Piano nazionale di assegnazione delle emissioni (Pna) 2008-2012, attualmente in fase di approvazione, e rischiando perciò di comprometterne l'intero impianto, giacché gli impianti CIP 6 sono il settore su cui si concentra la gran parte delle riduzioni.[46]

Essendo però un gassificatore che può prevedere un certificato verde…….
se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas, carbone ecc.) perché "da fonti rinnovabili", il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente.

Il prezzo dei certificati verdi è stato pari a circa 125 €/MWh nel 2006.

Poiché gli impianti di incenerimento venivano in Italia considerati come "da fonte rinnovabile", le società che li gestiscono sono fra quelle che possono vendere i certificati verdi, ottenendo quindi questo ulteriore tipo di finanziamento.

Fatevi i conti!!!!!
Il vero motivo per cui si fanno le cose in Italia, è per lucrarci il più possibile a danno della popolazione che inerme pensa ancora che con il voto possa esprimere una volontà democratica….. Sono tutti uguali.

Di Alessandro Borio

Il macabro tariffario del cancrovalorizzatore del Gerbido di Torino

Documenti ufficiali che nessuno ha pubblicato.

Dovete sapere che un
progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE
(Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi
dei danni all'ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte
emissiva.

Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5
volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che
una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio,
ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di
sofferenza, anche costi economici ben quantificabili. La società che sta
costruendo linceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in
collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei
costi in euro delle malattie previste. Malattie e costi sono stati
riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il
tariffario del cancrovalorizzatore. Non è un macabro scherzo, è un
documento del Politecnico di Torino. Poi il sindaco di Torino Sergio
Chiamparino dice che l'inceneritore sarà sicuro.

Di Edi Mattioli
Tratto dal Gruppo Facebook di informazione sulla nocività degli inceneritori.