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Il fil rouge che unisce le “scelte di progresso” di AMIU e GENOVA PARCHEGGI e la Raccolta Differenziata come la farebbe il comitato Per Scarpino.

Macchina rumenta questa foto, scattata a Sanpierdarena da Enzo in via Degola voglio stigmatizzare il fil rouge che unisce le "scelte di progresso" di AMIU e GENOVA PARCHEGGI, la collaborazione dell'Ing. Senesi e del Dott. Farello ha portato alla …creazione di questo nuovo contenitore per la monnezza indifferenziata, ne esistono anche in altri colori e forme.

Questa notizia non è apparsa su nessun giornale ma è passata nella rete dei Comitati, il tam tam di Facebook, tramite Skype, in Val Bisagno, Val Polcevera, Pegli, Prà, segno che più di qualcuno e qualcosa si sta muovendo. Quindi, Il "superassessore" Simone Farello, PDIOSSINO, figlio….d'Arte e grande appassionato di "raccolta pubblicitaria", ha presentato (il 3 Dicembre …PARE…già approvata…..il 17 Dicembre ) un altra delle sue " proposte indecenti" cioè quella di …trasformare in FASCIA 1, quella ad ALTA REDDITIVITA', quella da 2.50 euro l'ora, per capirci,tutte le aree di parcheggio BLU AREA ….adiacenti ai Municipi……, inpratica IL CENTRO, di ogni ex circoscrizione è da considerarsi come CENTRO CITTA' come Piccapietra o P.zza della Vittoria. Tutto questo mentre le corse dei mezzi pubblici vengono DIMEZZATE e ilbiglietto AMT, dal 1 Febbraio ..schizza a 1.50. il più caro al mondo..dopo le Subway di Parigi e Londra.Inoltre, l'abbonamento mensile per INVALIDI ( e tutti gli altri ) eFASCE PROTETTE, pensionati al minimo, disoccupati, schizza da 12 a 19euro UN AUMENTO DI QUASI IL 60 % IMPOSTO ALLE FASCIA PIU' DEBOLE DEICITTADINI, QUELLI CHE, DA SOLI, NON CE LA FANNO .GIUNTA DI SINISTRA….VERGOGNA!!!!!LA PROPOSTA DI FARELLO E' UNA VERGOGNA PER I GENOVESI E PER QUESTA CITTA'.
Vi chiederete che c'entra BLU AREA e GENOVA PARCHEGGI con Scarpino ?C' entra, eccome ora Vi spiego perchè :
Se ci fosse ancora un AMMINISTRATORE PUBBLICO ONESTO, a cui stà a cuorequesta meravigliosa terra di Liguria e decidesse domani mattina di non fareil CANCROGASSIFICATORE solo perchè non serve, costa moltissimo e fà malealla salute (mi domando che cosa ci sia di tanto difficile da COMPRENDERE)introducesse, una VERA e SERIA raccolta differenziata col metodo, collaudatissimo del PORTA A PORTA, in pratica CHIEDE al Cittadino: ti chiedo una mano, è un momento difficile, i soldi sono pochi, non ci possiamo più permettere di buttare niente, per questo ti chiedo diseparare la carta, vetro, plastica in casa tua, ..a giorni definiti tichiedo di portare il TUO SACCHETTO fuori, in strada, ti giuro chepasseremo alla mattina, con il camion apposta a prenderla, il lunedì SOLO LA PLASTICA, il mercoledì SOLO IL VETRO, il venerdì SOLO LA CARTA….MA TI CHIEDO….TUTTI I GIORNI…… MI PORTI IL SACCHETTODELL' UMIDO DENTRO L' UNICO BIDONE MARRONE CHE RIMARRA' in strada, …TIVERRA' FORNITO UN BADGE col tuo codice per aprirlo, tutti gli altribidoni e campane…spariranno…vengo a svuotarlo una anche due, trevolte al giorno ..come in centro storico, …per via dei topi…con uncamion speciale che scarica il bidone dentro una "vasca" e prima dirimetterlo a terra lo lava e lo disinfetta, altro che quelle trappoledella FARID, e i "Ciccioni" puzzolenti di MORTEO, per l'indifferenziata,che AMIU ha messo accanto apposta ai bidoncini per la differenziata, perfornire ai Cittadini L' ALIBI PER NON DIFFERENZIARE !!!!…ma questa è un' altra sporca storia, come dice Lucarelli quando parla della MAFIA, intanto la magistratura …indaga.

ECCO COSA CENTRA GENOVA PARCHEGGI E BLU AREA. PENSATE CHE STANDO AI CONTI ….SALATISSIMI, fatti da quel BernhardWinkler, urbanista tedesco che ha realizzato per il Comune di Genova il piano urbano del traffico nel 2003 ….togliendo i contenitori della spazzatura a Genova si LIBEREREBBERO ALMENO 6.000 POSTI AUTO !!!!Oggi con tutta quell'accozzaglia indefinita di campane, bidoni piccoli, grandi, tondi, squadrati, sfasciati, senza coperchio, schiacciati, sporchi, unti, bisunti, ricettacolo di malattie, topi, e cinghiali..EBBENE SE E' VERO CHE I CONTENITORI SONO LIEVITATI …(FARID, MORFEO, CDA DI AMIU) a 30.000, leggi TRENTAMILA..!!!!!EBBENE; si liberano da subito 10.000, leggi DIECIMILA POSTI AUTO….ma cipensate..??????? SOTTO CASA, AL LAVORO, A SCUOLA, A MARASSI, IN CORSO SARDEGNA, A SESTRI, OREGINA…. VE LA IMMAGINATE LA CITTA' CON UN SACCO DI PARCHEGGI IN PIU'……SENZA INFILARSI SOTTOTERRA E PAGARE 2.50 EURO L'ORA? MA CI PENSATE CHE SPETTACOLO !!!!!CAPITO? ECCO CHI NON VUOLE LIBERARE LA CITTA' DALLA SCHIAVITU' DEI CASSONETTI E DI QUESTA FALLIMENTARE, PUTRIDA E COSTOSISSIMA RACCOLTA STRADALE? INNANZITUTTO AMIU, PER NON RINUNCIARE ALL'ENORME FATTURATO CHE GLI GARANTISCE IL CONFERIMENTO IN DISCARICA DEL TAL QUALE INDIFFERENZIATO, OGNI TAPPINO DI ACQUA SOTTRATTO ALLA DISCARICA SIGNIFICA UN MILIONESIMO DI CENTESIMO DI EURO RUBATO DALLE LORO TASCHE. E OGGI VENIAMO A SAPERE CHE ANCHE IL DOTT. ( ????? ) SIMONE FARELLO NON NE SAREBBE FELICE….TRANQUILLI COMUNQUE, TANTO DICONO CHE QUESTA GIUNTADI "AFFARISTI" NON METTE LE MANI DENTRO LE TASCHE DEI GENOVESI, CASOMAI SONO LE LORO INSAZIABILI CREATURE….. AMIU, GENOVA PERCHEGGI, AMT, IRENE TUTTO IL MARASMA DELL' "AZIONARIATO DIFFUSO"….COME LO CHIAMAVANO I"NOSTRI" …PRIMA DI METTERCELO IN QUEL POSTO. (oggi, più propriamente vengono chiamate "PRIVATIZZAZIONI" dei BENI eSERVIZI PUBBLICI, PRIMARI e INDISPENSABILI)
CAPITO BENE?
Ora finisco cosa direbbe e farebbe un AMMINISTRATORE PUBBLICO ONESTO .
Tutto l'umido raccolto negli appositi sacchetti lo porto a Scarpino, sotto i capannoni coperti …al riparo dei gabbiani…per via dei BIRDSTRIKE…..per fare …a terra…un COMPOST DI ALTA QUALITA' come fannoi miei amici di Capannori a Lucca…..così poi lo vendo in agricolturabiologica, al mercato dei fiori di Sanremo a 25 euro al sacchetto da 10kg. altro che quello della Bayer che è tutta porcheria chimica..quello meno buono lo uso come ammendante per i parchi di Nervi, Villa Croce, l'Acquasola, così che, invece che parcheggi interrati di cementoarmato….. gli alberi secolari torneranno a nuova vita. Poi tutto quello che mi è rimasto lo uso per bonificare e mettere insicurezza la MIA DISCARICA …si glielo devo proprio ..povera PRIASCUGENTE…dopo 42 anni di veleni…ci devono ricrescere i boschi dicastagni a Scarpino, e poi come dice il mio Amico Paul Connet……cimettiamo la facoltà universitaria di "SCIENZA DELLA MATERIA".
Per tutta questa "NUOVA MATERIA", RACCOLTA SEPARATAMENTE dagli stessi Cittadini virtuosi, invece che svenderla ai CONSORZI DI FIERA , CONAI, COVETRO ecc…che non garantiscono la TRASPARENZA e la DESTINAZIONE (non è una leggenda metropolitana quando diciamo che….tanto tuttofinisce a Scarpino…) e che nella migliore delle ipotesi tutto questo,viene SVENDUTO A PREZZO STRACCIATO.

NOI, INVECE, li inviamo alle nostre 3 PIATTAFORME DI RICICLO, IN OGNUNAUN IMPIANTO TMB, PICCOLO DA 60.000 TON./ANNO, separiamo e "puliamo"dallo sporco tutti i material, li trituriamo, rendiamo le plasticheomogenee, per tipo e colore, idem con vetro, carta e cartone, legno,formica, metalli, ferro, alluminio, li stocchiamo a Scarpino e LI VENDIAMO AL MASSIMO PREZZO DI MERCATO.Quando saremo tanto bravi che ci rimarrà questo benedetto/maledettoresiduale sporco del 10 / 15 % lo possiamo ancora ritrattare e farne SABBIA SINTETICA per l'edilizia, come sanno fare bene a Vedelago…lì, fanno soldi a palate, altro che il CANCROGASSIFICATORE "NIPPON STEEL" a Scarpino. In discarica non mandiamo più niente, non ci sarà più niente da INCENERIRE, tutto bello, tutto pulito, il lavoro è salvo, gli spazzini torneranno ad essere VERI OPERATORI ECOLOGICI, QUALIFICATI e BEN PAGATI con un compito importante di grande responsabilità: SALVARE L'AMBIENTE.
Negli uffici della "NUOVA AMIU" i tecnici commerciali applicano la TARIFFA PUNTUALE, ANAGRAFE DEL RIFIUTO, perchè prima di dare la colpa ai Cittadini incivili, bisogna sapere chi è il "proprietario della monnezza" lo si deve educare al rispetto degli obblighi di legge bisogna garantirgli una tariffazione equa e puntuale, non le stronzate che racconta l'ing. Senesi, il Cittadino educato, pagherà in proporzione di come è bravo a fare la raccolta differenziata, si può fare, lo fanno in oltre 600 comuni virtuosi in tutto il paese, migliaia di città in tutto il mondo, S.Francisco, Montreal, Ottawa, Berna, Digione…ecc….
Ecco, questo, direbbe e farebbe un AMMINISTRATORE PUBBLICO ONESTO .

Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino.

«Presto in vendita il 40 per cento di Amiu»

Amiu 
 
 

A Ottobre verrà scelta la ditta che costruirà il tanto temuto GASSIFICATORE a Scarpino mentre i "Giovani del PD" si riuniscono come i "vecchi" per farCi sapere, se tra di loro, ce ne è almeno uno CONTRARIO alla costruzione di un altra "fabbrica della morte" in Valpolcevera.

Non è una battutaccia è accaduto veramente martedì scorso nella sede del PD a Rivarolo.

La neonata IREN in collaborazione con ENIA, produttori e gestori di impianti di incenerimento sono quotate in borsa, quindi non c'è alcuna possibilità di ....accedere agli atti...ti deridono, ti minacciano, ...dovete sapere che IREN / Enia, in quanto società quotata in Borsa, è sottoposta a rigide regole di pubblicità dei propri atti e documenti: la legge (Regolamento emittenti di Consob e Testo unico della Finanza)infatti disciplina le modalità di comunicazione al pubblico".

Si tratta di leggi composte da centinaia di articoli e decine di allegati.

Pertanto chiedo a qualcuno che mi legge, ...tipo l'ufficio legale di AMIU, che mi siano esplicitati gli specifici articoli che costringono alla segretazione di questi documenti.

L’impianto normativo di riferimento è improntato alla salvaguardia della parità di condizioni di accesso alle informazioni disponibili da parte del mercato e degli investitori”.

In pratica, "loro" si rifiutano come hanno fatto sempre in passato, di precisare gli articoli che giustificherebbe il diniego e nemmeno a fornire nessun tipo di documento, figuratevi che per poter scaricare il bilancio di AMIU (in perfetto pareggio !!!!!ma che bravi!!) Pino ha dovuto pagare 15 euro, documenti che, tra l’altro, l’Azienda si era impegnata con delibera di Consiglio Comunale a rendere pubblici.

E' sorprendente che un Comitato come il nostro, che da anni si batte lealmente nel rispetto di tutte le regole democratiche non venga ascoltato, informato e coinvolto in quello che doveva essere il tanto propagandato "cammino condiviso" promesso ancora una volta al sottoscritto non più tardi di 3 settimane fa dal sindaco in persona Marta Vincenzi, in un movimentato "confronto" alla Festa del PD, è evidente che la Sindaco e AMIU seguono due percorsi troppo distanti, per questi comportamenti gravissimi che la coinvolgono comunque in prima persona, in quanto primo responsabile dela salute dei cittadini.

 

E' urgente fare chiarezza su questi dubbi, considerato che a breve, IL 40 PER CENTO di Amiu andrà sul mercato....... e indovinate chi se lo beccherà?

Ma certo!!! gli "amichetti" di IREN / ENIA di Reggio Emilia, i futuri proprietari della discarica e del CANCROGASSIFICATORE a Scarpino, sicuramente l'ing. Senesi avrà un alto incarico ...in seno a IREN / ENIA anche perché, quando avrà acceso la "fabbrica della morte" voglio essere il primo a chiedergli spiegazioni sul perchè, visto gli impegni dichiarati in termini di costi, quantitativi e provenienze dei rifiuti non sono più gli stessi di quelli previsti nel Piano Economico e Finanziario di AMIU / IREN / ENIA.


Felice Airoldi portavoce Comitato per Scarpino

 

Raccolta differenziata: obiettivo 65% non è impossibile!

 

Domenica 5 settembre 2010 siamo alla festa del PD di Genova per distribuire i nostri volantini informativi sul Gassificatore/Inceneritore di Scarpino. Cogliamo l'occasione per fare quattro chiacchiere con Sergio Cofferati attualmente euro-deputato ma si vocifera anche possibile candidato a sindaco per la città di Genova. Parlando della sua esperienza come sindaco di Bologna viene nominata la compostiera industriale che Cofferati dice di aver trovato e difeso. Interrogato poi sull'obiettivo che l'Europa ci impone per il 2012 in merito a raccolta differenziata lui stesso ammette che è impegnativo ma non impossibile!!!! Infatti il meetupparo porta l'esempio di San Francisco che è una città molto simile a Genova dove vengono riciclati il 75% dei rifiuti. Genova invece vanta un vergognosissimo 27% ma quello che ci domandiamo è perché in una città dove il 4 giugno di quest'anno si è tenuto un convegno dal titolo "Genova per la gestione sostenibile dei rifiuti" e con la spada di damocle delle multe europee per chi non raggiungerà il 65% di differenziata il comune pensi a costruire un mega impianto di incenerimento sulla collina di Scarpino? Da qui i fumi si spargeranno su tutta la città e ci chiediamo come mai sia proprio il consigliere Capurro a sollecitare la Regione perché si proceda alla costruzione di ben 5 impianti in Liguria. Durante il convegno sono state esposte interessanti strategie.

E' stato presentato da Barbara Sarnari del Comune di Ragusa il progetto “Zero Waste” (Zero Rifiuti). Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea che coinvolge alcuni Paesi del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna). Il Comune di Ragusa partecipa come partner italiano del progetto.

Il progetto punta alla creazione di un sistema integrato di gestione “Rifiuti Zero” che riesca a minimizzare la produzione di rifiuti e a massimizzare il recupero di risorse ed energia nelle aree geografiche interessate dal progetto. Nello specifico mira alla riduzione sistematica e definitiva dei rifiuti che attualmente finiscono nelle discariche, riutilizzando e recuperando quanto più materiale e risorse possibili attraverso il riciclaggio. Inoltre, il progetto promuove quelle pratiche di riuso e riciclo che agiscono come volano dello sviluppo economico sostenibile dei territori.

Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente del Comune di Capannori (Lucca) ha presentato l'esperienza del primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia Rifiuti Zero”. Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” l’Amministrazione di Capannori si è posta l’obiettivo di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75% combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

A Capannori sono state avviate politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico. Tra le iniziative, alcune riguardano gli acquisti verdi, l'acqua, il latte alla spina, detersivi, ecosagre e pannolini ecologici.

Le amministrazioni danno la colpa ai cittadini, che non sarebbero capaci di effettuare una buona raccolta differenziata, ma è proprio così?

Forse non tutti sanno che uno dei punti del PCPR (Programma Comunale di Prevenzione dei Rifiuti) è il compostaggio domestico. Il Comune di Genova stima che siano un migliaio i nuclei famigliari che praticano il compostaggio domestico a Genova. Per diffondere la pratica del compostaggio domestico il Comune ha organizzato un corso di formazione per aspiranti compostatori e concede, ai cittadini che praticano il compostaggio domestico, uno sconto sulla Tariffa di igiene ambientale (10 euro per single e 15 per nuclei famigliari plurimi). Nel corso di quest'anno il Comune di Genova punta a riprendere la campagna di comunicazione sullo sconto della tariffa rifiuti e la possibilità di frequentare i corsi. E' prevista, inoltre, la creazione di un “albo compostatori” che provveda ai controlli e all'assistenza istituzionale.

Nel manuale per il compostaggio sul sito dell'Amiu leggiamo che l’amministrazione comunale si è convinta dell’opportunità di premiare economicamente chi contribuisce alla strategica scelta di cominciare a ridurre la produzione dei rifiuti, a cominciare da chi fa compostaggio domestico.
In questo modo il compostaggio domestico si imporrà anche in Liguria, come un importante segmento per una moderna gestione dei materiali post consumo e Genova si aggregherà alla numerosa schiera di Comuni italiani che, in base ad una semplice auto-certificazione, concedono sconti fino al 40 % a chi fa compostaggio domestico.
Non stupisce che a fronte di questi vantaggi economici, grazie ai quali una famiglia media risparmierebbe circa 50 euro all’anno, ci siano Comuni Italiani con l’80 % delle loro famiglie dedite al compostaggio domestico.
Le potenzialità di diffusione della pratica del compostaggio domestico anche in una grande città metropolitana come Genova sono maggiori di quello che normalmente si ritiene.
A Genova ci sono 36 ettari di orti urbani che per produrre ortaggi sani ed abbondanti richiedono 1.100 tonnellate all’anno di compost, ottenibili grazie al compostaggio degli scarti di cucina di 44.000 genovesi. E sempre a Genova ci sono almeno 82.000 famiglie che praticano giardinaggio ed ognuna di loro è candidata per attivare una felice esperienza di compostaggio, in quanto basta anche un terrazzino,
un poggiolo e persino un davanzale.

E ogni famiglia che fa compostaggio domestico evita, mediamente, il ritiro e lo smaltimento di 115 chili di scarti umidi all’anno.

Un'ultima domanda: a quando una compostiera industriale come quella di Bologna?

Manuale sul compostaggio domestico

 

E' ancora possibile entro il 2011 richiedere una compostiera gratuita. A questo link le informazioni dettagliate per richiedere la riduzione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale)

 riduzione della TIA

Per ulteriori informazioni: compostaggio@comune.genova.it  

tel. 010 5572176   

di Cinzia Bascetta

Il gassificatore di Scarpino: un affare d’oro per la (multinazionale) Amiu!

 

  Soldi
 

In data 22 marzo 2010 presso i locali del comune di Genova, la società AMIU SPA ha presentato il nuovo progetto per la realizzazione del gassificatore dei rifiuti presso la discarica di Scarpino sita in Genova. Alessandro Borio del meetup BeppeGrilloGenova, presente all'incontro, ci rivela attraverso un'attenta analisi e ricerca la verità sui fini di quest'impianto.

 

L'incontro inizia alle 11.30 dopo un'estenuante attesa dalle ore 9.00, e ci si accorge che alcuni personaggi accorsi per sentire questa trovata pubblicitaria non sono desiderati come Legambiente, eh si perchè per accedere al salone bisogna essere invitati, come in ogni democrazia libera ovviamente.
Il salone è pubblico, il comune è pubblico ma la partecipazione è privata e ristretta comunque qualcuno, compreso il sottoscritto, riesce a sgattaiolare ed introfularsi ugualmente.
L'accettazione è degna di un congresso di marketing, ci viene offerto un block notes di carta non riciclata (ovviamente) ed una penna sponsorizzata da amiu (per un ambiente ecosostenibile!!!).
I relatori per conto di AMIU sono il presidente Riccardo Casale e l'Amministratore delegato Pietro Antonio D'alema.

Ma cos'è un gassificatore???

Con gassificatore si intende un impianto che a partire da vari materiali (fra cui determinati tipi di rifiuti) ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia. Sono proposti come una alternativa agli inceneritori.
I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un "gas di sintesi" (syngas), costituito in gran parte da metano e anidride carbonica e a volte abbastanza puro da essere usato tal quale. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale; in relazione al tipo di processo utilizzato, i gassificatori possono considerarsi come una tecnologia intermedia tra l'incenerimento e la pirolisi propriamente detta. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento.

Le emissioni sono molto variabili a seconda della tecnologia e dell'impianto:

Nel caso dell'impianto islandese di Husavik, che opera a temperature inferiori ai 400° C (permettendo fra l'altro la completa autonomia di funzionamento, in quanto per raggiungere questa temperatura si usa parte del gas di sintesi prodotto), alla fine del processo rimangono ceneri per il 3% della massa immessa, mentre dal lato delle emissioni, in particolare:

– la bassa temperatura riduce di oltre cento volte l'emissione di polveri sottili (e in particolare è ridotta la produzione di nanopolveri, che si formano soprattutto ad alte temperature in presenza di forti turbolenze), la cui produzione si concentra nella fase della combustione, in cui può però essere limitata grazie alla purezza del gas ottenuto; 

– gli ossidi di azoto sono ridotti perché nella combustione l'idrogeno ne sequestra i precursori;
i metalli pesanti sono ridotti notevolmente, perché data la bassa temperatura ne è ridotta la sublimazione e la liberazione nell'aria sotto forma di piccole impurità; 

– la concentrazione di diossine e furani è inferiore ai livelli misurabili: la cinetica di reazione che negli inceneritori porta alla formazione di diossine, non interviene alle normali temperature d'esercizio (la diossina si forma soprattutto fra i 400 e gli 800° C), senza contare che l'alta efficienza della combustione abbassa la quantità di composti organici necessari alla loro formazione.

Il rendimento energetico totale (elettricità + calore) di tali impianti è dichiarato attorno al 70% ed è gestibile in modo molto più flessibile rispetto ad un inceneritore. Si può infatti scalare, a seconda della necessità e della stagione da un 60% elettrico + 10% termico ad un 20% elettrico + 50% termico. Viceversa un inceneritore è molto più rigido ed in ogni caso la produzione elettrica a stento supera il 25% anche nelle migliori condizioni. I rendimenti di entrambe le tipologie di impianti ovviamente salgono molto se si ha la possibilità di sfruttare il calore in una rete di teleriscaldamento.

(Fonte wikipedia)

Beh ma allora il gassificatore è la soluzione???? Eh non inquina…. si potrebbe essere ma se fatto bene, nel senso che se l'impianto fosse veramente alimentato con biomasse e avesse una tecnologia che opera sotto i 400° se ne potrebbe anche parlare, ma visto che la raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova è del 25% (fonti amiu, secondo me è anche meno) e visto che nella raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova, non è prevista la divisione del compostaggio da biomassa, ma nel sacchetto dell'immondizia c'è di tutto e di più e l'unica differenziata che si ottiene è quella della carta e del vetro da appositi contenitori bianchi e verdi, direi che il "carburante" naturale di cui abbisogna tale impianto è molto molto composto (per usare un doppio senso). Inoltre il costo di un impianto che lavora sotto i 400° è esattamente il doppio di quello previsto da amiu, e se ci mettiamo il fatto che per costruire tale mostro mangia spazzatura c'è anche la realizzazione di strade e trafori attigui a scarpino, il costo non può essere 200.000.000 di euro. Quindi l'impianto di cui ci hanno resi edotti stamattina sicuramente, non opera sotto i 400° quindi non è il gassificatore che enuncia wikipedia, con una notevole riduzione di emissioni di polveri sottili.

Eh si perchè il gassificatore in questione tratta di tutto un pò, e la volontà di fare la raccolta differenziata porta a porta a genova proprio non c'è, e sfido ognuno di voi a convincermi del contrario.

In poche parole, direi che il gassificatore a mio modesto parere, non è la soluzione più tecnologicamente avanzata e moderna per affrontare la gestione dei rifiuti come sostiene l'assessore Senesi. Inoltre all'incontro di stamattina ci fosse stato qualcuno che avesse ad esempio detto, che vendendo l'energia prodotta ci potrebbe essere una diminuzione della bolletta dell'amiu, eh no perchè c'è anche un altro aspetto che per me è l'unico vero scopo di chi porta avanti questa iniziativa che è il contributo cip 6. 


La truffa del cip 6

Non dimentichiamoci che In Italia, i costi dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento sono indirettamente sostenuti dallo Stato sotto la forma di incentivi alla produzione di energia elettrica: infatti questa modalità di produzione era considerata (sebbene in violazione delle normative europee in materia), come da fonte rinnovabile (assimilata) alla stregua di idroelettrico, solare, eolico e geotermico.

E IL GASSIFICATORE E' CONSIDERATA FONTE DI ENERGIA ASSIMILATA,CON TANTO DI CERTIFICATO VERDE

Le modalità di finanziamento sono due, correlate ma diverse:

– pagamento maggiorato dell'elettricità prodotta per 8 anni (incentivi cosiddetti CIP 6);
– riconoscimento di "certificati verdi" che il gestore dell'impianto può rivendere (per 12 anni).

 

Infatti a causa della normativa italiana che concedeva questi sussidi anche alle fonti cosiddette assimilate alle rinnovabili (definizione tutta italiana e senza riscontri in Europa) una gran parte dei fondi sono stati destinati in modo controverso anche ad attività quali la combustione di scorie di raffineria, sanse ed all'incenerimento dei rifiuti. Poiché tale incentivazione durerà ancora molti anni, attualmente ci si trova nella situazione paradossale in cui ad esempio scarti di raffineria, per il cui smaltimento in tutto il mondo i produttori erano costretti ad accollarsi dei costi, in Italia vengono bruciati ricevendo anche dei finanziamenti.

Quindi fosse un inceneritore l'amiu potrebbe avvalersi degli incentivi cip6 che prevedono:
(circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi), chi gestisce l'inceneritore – per otto anni dalla sua costruzione – può vendere al GSE (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. L'importo di questo incentivo è aggiornato trimestralmente e, se nel 3° trimestre 2007 era di circa 54 €/MWh, per il 4° trimestre è cresciuto a 62,60 €/MWh. Per il 3° trimestre 2008 l'importo è salito a 68,77 €/MWh. I costi di tali incentivi ricadono sulle bollette degli utenti, che comprendono una tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Ad esempio nel 2004 il Gestore Servizi Elettrici ha ritirato 56,7 TWh complessivi di elettricità da fonti "rinnovabili", di cui il 76,5% proveniente da termovalorizzatori e altri fonti assimilate (fra cui il gas dai residui di raffineria), spendendo per questi circa 2,4 miliardi di euro;[43] per il già citato inceneritore di Brescia, la società di gestione (ASM SpA, oggi A2A SpA) ha ricevuto contributi CIP 6 per circa 71 milioni di euro nel 2006 e 78 milioni nel 2007.[44]

A titolo di confronto, nel 2006 a seguito dell'introduzione degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.[45]

Sempre il CIP 6 prevede inoltre che gli impianti incentivati godano di un innalzamento della tariffa riconosciuta dal GSE per compensare eventuali spese aggiuntive per l'attuazione del protocollo di Kyoto, annullando così del tutto i benefici della riduzione delle quote gratuite di emissione da 28 a 3,5 Mt/a di CO2 prevista dal Piano nazionale di assegnazione delle emissioni (Pna) 2008-2012, attualmente in fase di approvazione, e rischiando perciò di comprometterne l'intero impianto, giacché gli impianti CIP 6 sono il settore su cui si concentra la gran parte delle riduzioni.[46]

Essendo però un gassificatore che può prevedere un certificato verde…….
se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas, carbone ecc.) perché "da fonti rinnovabili", il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente.

Il prezzo dei certificati verdi è stato pari a circa 125 €/MWh nel 2006.

Poiché gli impianti di incenerimento venivano in Italia considerati come "da fonte rinnovabile", le società che li gestiscono sono fra quelle che possono vendere i certificati verdi, ottenendo quindi questo ulteriore tipo di finanziamento.

Fatevi i conti!!!!!
Il vero motivo per cui si fanno le cose in Italia, è per lucrarci il più possibile a danno della popolazione che inerme pensa ancora che con il voto possa esprimere una volontà democratica….. Sono tutti uguali.

Di Alessandro Borio