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ll presidente del Consiglio provinciale di Milano incontra il Comitato per l’attuazione dei referendum sull’acqua bene comune

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Comunicato Stampa dell’Ufficio di Presidenza che dà notizia dell’incontro avvenuto ieri 6/10/2011 a palazzo Isimbardi.

Il presidente del Consiglio provinciale di
Milano, Bruno Dapei, ha ricevuto oggi a Palazzo Isimbardi, assieme ai
capigruppo di maggioranza e opposizione, alcuni rappresentanti del
"Comitato per l'attuazione dei referendum sull'acqua bene comune".
Obiettivo dell'incontro, chiesto al presidente dai rappresentanti del
Comitato, quello di valutare con la Provincia un percorso per dare seguito
all'esito della consultazione referendaria di giugno.
Tre i punti su cui gli esponenti del Comitato hanno chiesto l'attenzione
del Consiglio: sollecitare l'iter di semplificazione del sistema di
gestione dell'acqua, con l'obiettivo a medio termine di superare la
divisione tra società patrimoniali e gestori, ripensare la messa a gara ai
privati del 40% delle azioni della società che eroga il servizio, prevista
dall'ATO con delibera del 2004, e approfondire quanto possibile per
unificare l'ATO di Milano e l'ATO provinciale, in vista di una gestione
"metropolitana" del servizio idrico.
Nel dare il benvenuto agli ospiti, il presidente Dapei  ha detto di
considerare quello di oggi "il primo passo per un rapporto e un dialogo
attivo con il Comitato", proponendo subito due momenti di approfondimento
politico: un confronto in Commissione Ambiente e una seduta consiliare
dedicata al tema. "La gestione del ciclo integrato dell'acqua – ha
detto il presidente – è un tema qualificante dell'attività delle
Province e va messa al centro dei ragionamenti sulla naturale evoluzione
verso la città metropolitana".

Acqua pubblica. Diffida contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia!

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I Comitati acqua pubblica della Lombardia diffidano i Presidenti delle Province, in attesa dei Referendum per l’acqua.

Milano, 28 marzo 2011  –  “Diffidiamo i Presidenti delle Province della Lombardia ad avviare la privatizzazione dell’acqua!”. E’ questa l’azione intrapresa in queste ore dal Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica che, attraverso i Comitati territoriali, ha intimato alle Amministrazioni Provinciali della Lombardia di sospendere l’applicazione della legge regionale sui servizi idrici, almeno fino allo svolgimento dei Referendum nazionali contro la privatizzazione dell’acqua.  Infatti la legge regionale, approvata lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Regionale lombardo, prevede l’applicazione del decreto Ronchi (che obbliga i Comuni a mettere a gara la gestione dei servizi idrici e pertanto a privatizzarli), contro cui è stato indetto il Referendum abrogativo, che verrà votato in tutta Italia il 12 e 13 giugno (www.referendumacqua.it ). Quello che i Comitati acqua vogliono evitare è che in Lombardia (unica regione d’Italia ad aver approvato una legge che recepisce il decreto Ronchi!) si decida di svendere la gestione degli acquedotti pubblici, ancor prima che i cittadini si esprimano col voto dei Referendum.

I Comitati acqua diffidano inoltre i Presidenti delle Province ad avviare le procedure per la costituzione degli Uffici d’ambito, ovvero i nuovi organismi provinciali in materia di servizi idrici, formati solamente da un Consiglio di Amministrazione. Gli Uffici d’ambito sostituirebbero le esistenti Autorità d’ambito (A.ATO), formate invece dai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale. Il rischio, in questo caso, è che le competenze e le decisioni in materia di servizi idrici (investimenti da realizzare, tariffe, modalità di affidamento delle gestioni, ecc) vengano passate tout court dai sindaci alle province, espropriando di fatto i comuni dalla possibilità di decidere sui destini di un bene primario qual è l’acqua. La richiesta di soprassedere alla costituzione degli Uffici d’ambito discende anche dal D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato in data odierna, che proroga la soppressione delle A.ATO fino al 31 dicembre 2011.

Si ricorda inoltre che la norma regionale sull’acqua è stata stoppata anche dal Governo; infatti lo scorso 23 febbraio il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’impugnazione per incostituzionalità di una parte della legge lombarda, che dovrà pertanto ritornare in Consiglio Regionale per essere modificata.

Alla luce di quanto sopra, i Comitati lombardi chiedono di congelare ogni decisione sui destini dell’acqua, almeno fino allo svolgimento dei Referendum

La campagna referendaria è stata avviata sabato 26 marzo con la partecipatissima Manifestazione nazionale, che ha visto 300 mila persone sfilare per le vie di Roma a difesa dell’acqua pubblica. I Comitati per l’acqua invitano pertanto tutti i cittadini ad andare a votare il 12 e 13 giugno per i 2 Referendum sull’acqua, allo scopo di sottrarre i servizi idrici dalle mani del mercato e della speculazione finanziaria.

Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica

info: Roberto Fumagalli – email: roberto@circoloambiente.org 

 

Genova, acqua e salute. Se non ora quando?

Genova se non ora quando
Genova 13 febbraio 2010 Se non ora quando?

Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre
Genova 4 dic
 Genova 4 dicembre 2010 manifestazione regionale per l'acqua pubblica

Sabato  4 dicembre a Genova si è svolta la manifestazione per l’acqua pubblica, come in molte città d’Italia. Un tema che tocca e smuove tutte le coscienze. Non solo, durante la giornata sono stati trattati temi di ALTISSIMA RILEVANZA per la nostra città quali gronda e gassificatore. Presenti in piazza? 4 gatti. 

Domenica 13 febbraio a Genova manifestazione “se non ora quando” per opporsi al “modello Ruby”. Presenti? Un bel po’ di gente, tra cui la carissima Marta Vincenzi che aveva affermato “Certo che ci sarò. Indosserò anche un cartello che mi qualificherà come “Donna e Sindaco” Mi chiedo, non vi è alcun dubbio che sia scandaloso ciò che sta accadendo nel governo del nostro paese in merito alla dignità femminile ma ha senso muoversi solo e soltanto per temi che ci spingono a fare tanta caciara che non fa altro che restare in un clima da”cronaca rosa”? Cara Sindaco, è possibile che lei si scandalizzi per la dignità violata in qualità di donna perché giovani stupide barbie elargiscono servizi a vecchi bavosi, che sarebbero dei politici e non si scandalizzi di sé stessa per il fatto che sta condannando, noi cittadini, uomini e donne della SUA città, a respirare merda per anni?
In questo momento, mi sento tanto  violata come  donna e persona dal fatto di sapere che io, i miei figli, i miei cari, abbiamo  maggiori possibilità di morire di cancro per colpa di scelte politiche scellerate che vanno contro il buon senso e contro la salute del cittadino, quanto a sapere che dei vecchi maiali che ci governano, godono dei servizi di stupide subrette che da quando sono nata vedo sculettare in tv (avremmo dovuto protestare già da un bel po’). Ricordiamo che i casi “Ruby” sono l’ennesima dimostrazione che non c’è limite al peggio e indignamoci per tali fatti, ma non dimentichiamoci il peggio. E allora non dimentichiamoci delle cose importanti, a partire dall’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo… e cerchiamo di essere pronti a gridare anche per questo e a non farci prendere per i fondelli dai cartelli “di donna e sindaco” a cui dovremmo aggiungere ahimè, molti altri appellativi.

di Silvia Bascetta

La consulta approva due quesiti sull’acqua ed uno sul nucleare!

Consulta
Dei quesiti sull'acqua sono stati approvati il primo ed il terzo:

il 1° quesito riguarda l'abrogazione dell'art. 23 bis (Decreto Ronchi) che obbliga alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Il 3° riguarda l'abrogazione dell'articolo di legge che consente la remunerazione del capitale investito (ovvero i profitti sull'acqua).

Ottima la notizia anche sul referendum che vuole abrogare 70 norme della legge 99 del 2009 per sbarrare la strada al nucleare e l'ammissibilità del quesito sul legittimo impedimento.

Ora i comitati s'impegneranno per convincere 25 milioni d'italiani ad andare a votare.

Ri-mobilitiamoci per l’acqua in Lombardia

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Domani, 22 dicembre la giunta lombarda cercherà nuovamente di far approvare la legge regionale che toglie la gestione dell'acqua ai comuni per dirigerla verso la privatizzazione, come il 13 occorre mobilitarsi nuovamente, non mollare perché la posta in gioco è troppo alta e se molliamo adesso, avremo fatto tutto inutilmente. La partita è difficile ma dovremmo almeno provarci. Il presidio si terrà dalle 10.30 alle 17.00. Sarebbe meglio alternarsi per garantire sempre la presenza di qualcuno. L'e-mail ricevuta dal comitato:

Ciao a tutti/e,
 
abbiamo saputo solo pochi minuti fa che il giorno stabilito per la discussione della legge regionale sarà il 22 dicembre.
 
Non sappiamo però l'orario, perciò per ora  proponiamo di fare un presidio continuato tutto il giorno, dalle 10.30 alle 17.00.
 
Il ritrovo sarà dalle ore 10.30, in via Filzi 22. Per questo chiediamo a tutti i comitati regionali, provinciali e cittadini di farci sapere la loro disponibilità ad essere presenti e in quali orari possono essere disponibili per provare a coprire tutta la giornata.
 
Fateci sapere come riuscite ad organizzarvi.
 
Roberto è fuori Italia fino a metà gennaio quindi per informazioni chiamate il Comitato Italiano allo 0289056946 oppure rispondete direttamente all'indirizzoubc@contrattoacqua.it.
 
Grazie mille.
 
Cristina
Comitato Italiano contratto Mondiale sull'acqua Onlus

Referendum acqua, via libera della Corte di Cassazione

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COMUNICATO STAMPA

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.

Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi.

Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.

 

Roma, 9 dicembre 2010

– 

Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica

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Genova, 4 dicembre I rifiuti come l’acqua, spese al Pubblico profitti ai Privati


 

Ieri a Genova come in tante piazze d'Italia si sono tenute manifestazioni in difesa del bene comune più prezioso: l'acqua. Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino, ha ricordato che il decreto Ronchi non parla solo di acqua ma anche di altri servizi come ad esempio i rifiuti. Presto il 40 % di Amiu andrà in mani private e ciò non rassicura i genovesi sui quali incombe sempre di più la minaccia del gassificatore. Un impianto che dovrebbe ergersi sulla collina di Scarpino, sopra l'attuale discarica. Felice fa notare ai genovesi che non lo sapessero che quella collina era chiamata Pria Scugente ossia pietra scivolosa, questo significa che è già pericoloso usarla come discarica, figuriamoci costruirci sopra un gassificatore. Impianto che dovrebbe incenerire ciò che resta della raccolta differenziata, (che non è mai partita seriamente a Genova) oppure tutto ciò che arriva a Genova dalla Liguria e da tutta Italia….  Ma se la discarica che l'amministrazione comunale chiama "sicura" è costruita sulla pietra scivolosa…. il gassificatore sarà poi così sicuro?

di Cinzia Bascetta

4 DICEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA Moratoria subito!

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Con i movimenti, a Cancun e nel mondo, per la giustizia ambientale e sociale.

L’acqua deve essere pubblica perché ognuno di noi è fatto al 70% di acqua. L'acqua deve essere pubblica perché è il bene comune più prezioso al mondo. L'acqua deve essere pubblica perché non ha colore. L'acqua deve essere pubblica perché senza Lei si muore. L’acqua deve essere pubblica perché è un diritto di tutti, altrimenti è un privilegio. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di tutti… tutti ne avranno cura. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di pochi… si faranno solo gli interessi di quei pochi. L'acqua deve essere pubblica perché l'hanno già chiesto un milione e mezzo di cittadini italiani. L’acqua deve essere pubblica perché in paesi democratici e civili, la privatizzazione dell'acqua è fuori legge e vietata. L'acqua deve essere pubblica perché oggi in Italia ci sono 128 comuni con acqua fuori legge, fuorilegge perché con quantità di arsenico superiori al limite tollerabile, e quell'acqua guarda caso è privata. L'acqua deve essere pubblica perché non è una merce e se uno è contrario a che l’acqua sia un bene pubblico e di tutti, è perché ha interessi personali forti e poco limpidi. L’acqua deve essere pubblica perché oggi, in Italia come nel Mondo, le società private aumentano le tariffe a piacimento e, se non puoi pagare, ti chiudono il rubinetto…anche se sei un anziano, anche se sei povero, anche se ne hai bisogno. L'acqua deve essere pubblica perché SI! Ecco, acqua bene di tutti!non dovrebbe nemmeno essere in discussione! L’acqua deve essere pubblica perché le nuvole, la pioggia ed i ghiacciai non hanno mai avuto padroni ed è l’acqua che connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. L’acqua deve essere pubblica perché tutti abbiamo il Diritto all'acqua e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. L’acqua deve essere pubblica perché non è sostituibile e non può essere trattata come una merce. L’acqua deve essere pubblica perché un privato pensa al suo profitto, non all’interesse comune. L’acqua deve essere pubblica perché il contrario di “pubblico” è il termine “segreto” e segreti sull’acqua non ce ne devono essere. L'acqua deve essere pubblica perché per le multinazionali esistono solo utenti non persone, solo contatori… e bollette. L'acqua deve essere pubblica perché altrimenti tutte le prossime guerre si combatteranno per l'acqua. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è il sangue della terra. L’acqua deveessere pubblica perché speculare sull’acqua è inaccettabile in una società civile. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è un Bene Comuneun Dirittoe non una merce! L'acqua deve essere pubblica perché è vita e la vita non può avere un prezzo. L'Acqua deve essere pubblica perché acqua sei tu… e sono ioL'Acqua deve essere pubblica perché si scrive Acqua… e si legge Democrazia!

Domani 4 dicembre manifestazioni in molte città italiane, la lista sopra riportata "in stile vieni via con me" redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica può essere letta durante le manifestazioni o declinata come preferite. Lista e impaginazione grafica sono scaricabili qui

– Ci sarà una diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood;

– Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia;

– Nei giorni scorsi il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (Un medico in famiglia – Boris). Il video, che sarà presentato nella manifestazione di Roma in Piazza Santi Apostoli può essere proiettato in tutte le piazze. Qui per vederlo su youtube, qui  per scaricare una versione da circa 100 mb in ottima risoluzione, qui il file audio del pezzo;


– Potete mandare le foto della giornata di sabato a ufficiostampa@acquabenecomune.org per fare una gallery della manifestazione nazionale.

Difendiamo la nostra acqua.

Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



 

 

Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

 

Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

Sabato 13 novembre 2010

dalle ore 10 alle ore 13

Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

 

 Cinzia Bascetta

 

MAILBOMBING lunedì 25 ottobre : NO alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia

Banner referendum

Dopo che ad agosto (con la mailbombing e il presidio davanti al Pirellone) siamo riusciti a bloccare le intenzioni della Regione Lombardia, il 26 ottobre la Giunta Formigoni intende di nuovo mettere in votazione il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Quindi anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.
Vi invitiamo quindi a mandare un'
EMAIL agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

Concentriamo la spedizione delle email il giorno LUNEDI’ 25 OTTOBRE, in modo da intasare la posta degli Assessori.
In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell'appello (se volete modificate l'oggetto, per evitare che cancellino l'email come spam).
Vi ricordiamo che il Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua sta organizzando per sabato 13 novembre una manifestazione a Milano.

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INDIRIZZI:

roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it

p.c.  roberto@circoloambiente.org

OGGETTO: NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

TESTO:

Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia

Egregio Assessore,
   ci riferiamo alle intenzioni della Giunta Regionale di approvare un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

COMITATO _________    oppure    NOME COGNOME

rif.: Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica – email: roberto@circoloambiente.org