Il macabro tariffario del cancrovalorizzatore del Gerbido di Torino

Documenti ufficiali che nessuno ha pubblicato.

Dovete sapere che un
progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE
(Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi
dei danni all'ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte
emissiva.

Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5
volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che
una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio,
ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di
sofferenza, anche costi economici ben quantificabili. La società che sta
costruendo linceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in
collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei
costi in euro delle malattie previste. Malattie e costi sono stati
riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il
tariffario del cancrovalorizzatore. Non è un macabro scherzo, è un
documento del Politecnico di Torino. Poi il sindaco di Torino Sergio
Chiamparino dice che l'inceneritore sarà sicuro.

Di Edi Mattioli
Tratto dal Gruppo Facebook di informazione sulla nocività degli inceneritori.

Consiglio Regionale straordinario a Malpensa! L’ennesima beffa dell’ineleggibile e abusivo Formigoni

Martedì 29 giugno si è svolto il tanto atteso consiglio regionale straordinario a Malpensa: proposto con l'obiettivo di ridare visibilità al nostro maggiore aereoporto e di rilanciarlo.

In realtà è stata l'ennesima bufala per i 3.000 cassaintegrati che non hanno potuto nemmeno far sentire la propria voce. Come al solito le belle promesse di Formigoni stanno solo sulla carta del programma di governo scritto ad hoc per quegli  allocchi dei suoi elettori! Colui che siede illegalemnte sulla poltrona della presidenza regionale è solo un gran buffone che dovrà fare i conti con le casse vuote dello Stato, della Regione, della Provincia e del Comune di Milano! Noi cittadini consapevoli lo aspettiamo al varco, come recita un vecchio proverbio cinese, stando seduti sulle rive del fiume ad aspettare che passi il cadavere del nostro nemico!
Di Annarosa Restifo Olivera

DaIlFattoQuotidiano.it:  "Tagli a Malpensa, da Formigoni solo parole e niente promesse ai 3.000 cassaintegrati"

Ricordiamo a tutti che:

Formigoni go home

Giovedì 8 luglio alle ore 11.30 presso la II sezione Civile del Tribunale di Milano avrà luogo l’udienza del ricorso che il MoVimento 5 Stelle ha presentato contro Roberto Formigoni.
Da Lombardia5stelle.org
 :  Immediatamente dopo l’udienza, come prevede la legge, sarà emessa la sentenza.

Il MoVimento 5 Stelle il giorno 8 luglio dalle ore 11.00 sarà davanti al Tribunale di Milano con un presidio, affinché i cittadini tutti siano informati che cittadini come loro si sono messi in MoVimento, non rassegnandosi ma reagendo ai soprusi della casta, che impunita pensa sempre di farla franca.

MILANO 28 GIUGNO 2010 SCANDALO IN CONSIGLIO COMUNALE

Ieri nella seduta del consiglio comunale c'è stata battaglia sul PGT e la miriade di emendamenti ancora da discutere. C'è molto in gioco: la casta che governa ha i suoi bei tornaconti su molte aree di Milano e l'opposizione sta cercando di contrastarla a botta di richieste di modifiche dei testi: sostituire una frase con un'altra, togliere alcune parole e metterne altre è un esercizio estenuante; seguendo i lavori dell'assemblea si capisce che la guerra di parole è un tentativo per arginare i presunti affari che politici, costruttori e mafia un domani potrebbero imbastire sull'edificabilità delle aree in discussione.
Il sindaco Moratti è presente in aula, ma è come se non ci fosse… non è mai attenta, risponde al cellulare, parla con tizio e caio, confabula con l'assesore di turno. Dopo un'ora prende e se ne va.
Quando, come da OdG, l'assemblea sta per affrontare gli emendamenti relativi al Parco Sud di Milano, il consigliere Majorino (PD) chiede di spostarne la discussione in altro giorno, minacciando di tornare a fare ostruzionismo duro. Il capogruppo Gallera (PDL), ostinato e indispettito, invece, costringe l'assemblea a andare avanti secondo l'ordine del giorno. A questo punto tutta l'opposizione esce dall'aula per impedire che la seduta continui. Il presidente del consiglio è costretto a far rifare l'appello per verificare se c'è il quorum necessario a che la seduta sia valida e cioè 31 consiglieri su 60. Siamo riusciti a filmare di nascosto l'aula semideserta, c'è stato un momento di smarrimento e di tensione: la maggioranza ce la farà a raggiungere il quorum? Un vigile ci sta guardando e dobbiamo interrompere le riprese con il cellulare. A quel punto improvvisamente la Moratti, chiamata urgentemente dai suoi, si precipita e risponde all'appello. 31 presenti, l'ostruzionismo è fallito, si tira un sospiro di sollievo e la signora, ritornata impassibile, si risiede su quella sedia che è quasi sempre vuota. Gli oppositori ritornano in aula, si va avanti: il Parco Sud di Milano è un ghiotto boccone per avide bocche pronte ad azzannarlo!
Bisogna dire la verità, tranne Majorino, questa opposizione non ha nerbo, dovrebbe attaccare duramente, dovrebbe alzare la voce, e farlo per questa città, per questo suolo pubblico che viene svenduto ai privati e che è di tutti noi che ci viviamo!
Ma che opposizione è quella che chiede conto a Vagliati del suo inciucio con la 'ndrangheta e non chiede conto al suo sindaco dello scandalo che sta facendo il giro della rete? Quello della festa del 26 maggio 2006 per la scontata vittoria elettorale di donna Letizia dove erano presenti come ospiti due boss calabresi ben noti alla polizia investigativa!!! Ma certo per lei la mafia a Milano non esiste! In verità dietro a quell'aria da finta tonta si cela una donna che ha un bel pelo sullo stomaco!
da ilfattoquotidiano.it : "La Moratti festeggia la fine della campagna elettorale e la mafia si siede in prima fila"
Milano è un territorio in vendita, divorato già dal cemento (più di tremila cantieri sono aperti e altri se ne apriranno dopo Expo). Il progetto dei governi di Regione, Provincia e Comune è quello di trasformare quante più aree agricole è possibile in aree edificabili ed Expo 2015 è la gallina dalle uova d'oro che può garantire la sua realizzazione, insomma è una grande truffa che si sta già consumando a danno di noi cittadini.
Non si può più tergiversare, l'ostruzionismo non è un'arma sufficiente: l'opposizione deve prendere forza e lottare veramente, mandando a ramengo le buone maniere e la melassa della diplomazia che sta corrodendo la democrazia di questo paese, lasciando campo libero alla casta in affari con la mafia.
di Annarosa Restifo Olivera

CHI DIFENDERA’ I CITTADINI DI MILANO E DELLA LOMBARDIA DALLA MANOVRA FINANZIARIA?

  Fiato sul collo in Regione – 22 giugno 2010

I SINDACI DI CIRCA 40 COMUNI LOMBARDI IN PLATEA PER PROTESTA

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Nella seduta del consiglio regionale del 22 giugno, che aveva all’O.d.G. una discussione sul secondo termovalorizzatore di Milano, su mozione dell’opposizione il dibattito è stato spostato sulla manovra finanziaria. Per l’occasione il PD ha invitato ad assistere alla seduta una quarantina di sindaci PD della Provincia di Milano che hanno preso posto in tribuna, forse è per questo che stranamente erano presenti anche Formigoni e la maggior parte degli assessori. A detta di alcuni di questi sindaci, quella massiccia presenza aveva solo una funzione di facciata, ben consapevoli che la loro eccezionale partecipazione non avrebbe minimamente influito sulle posizioni della giunta e del suo leader rispetto alla manovra del governo che, a fronte della costante caduta delle entrate causata dal blocco dell’autonomia finanziaria e dall’eliminazione dell’Ici sull’abitazione principale, costringe i sindaci a ridurre la spesa totale di circa il 9% nel triennio 2009-2011.
La discussione sulla finanziaria è durata a lungo: sono intervenuti molti consiglieri dell’opposizione e della maggioranza e da ultimo il presidente della Regione in persona. L’opposizione ha manifestato molta preoccupazione per i tagli che necessariamente si rifletteranno sulla Lombardia, su Milano e su tutti i piccoli comuni. Il PD Luca Gaffuri ha chiesto che la giunta e il presidente della Regione si adoperino per la radicale correzione della manovra e che ”la regione si doti di un programma reale, libero dalle promesse elettorali ormai invecchiate. Infine, rivolgendosi direttamente a Formigoni, ha affermato: “Che sia colpa del governo o conseguenza di un’incomprensione da parte sua degli scenari che stavano per sopraggiungere, lei non è più in grado di onorare il programma presentato nei mesi scorsi agli elettori. Il nuovo patto tra regione e governo dovrà essere riscritto in questa aula.”
Bella frase ad effetto che sicuramente non avrà seguito, visto che ormai i consigli delle istituzioni locali non hanno praticamente più potere.
Con la sua solita sicumera Formigoni ha risposto che la manovra è del tutto necessaria per la tutela dell’euro a causa di una crisi finanziaria non nata in Europa; le regioni italiane sono pronte a fare la propria parte e non intendono sottrarsi alle loro responsabilità, soprattutto la Lombardia che è la più importante, lo stesso faranno i comuni di Lombardia come gli ha assicurato il presidente dell’ANCI (Associazione nazionale comuni d’Italia). Gli spazi di trattativa per migliorare la manovra ci sono e il governo regionale farà la sua parte per evitare che i mancati trasferimenti si traducano in tagli ai servizi per la popolazione.
Se questo è vero, vedremo quali saranno i progetti realmente ridimensionati: si acquisteranno ancora i terreni per Expo 2015? Si farà ancora il secondo termovalorizzatore di Milano che è in bilancio per la modica spesa di 250milioni di euro? Ridurrà le spese per le auto blu? Formigoni sarà disposto a rinunciare al foraggiamento dei suoi “consolati esteri”?

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un momento della seduta del consiglio regionale del 22 giugno 

In un articolo del Corriere della Sera dal titolo LE REGIONI E LA DIPLOMAZIA FAI DA TE si legge:
«D’altra parte», ha spiegato il governatore lombardo Roberto Formigoni, «è importante avere un presidio a Roma e Bruxelles. Non è affatto un lavoro inutile quello che i nostri funzionari svolgono organizzando a esempio numerosissimi incontri istituzionali per aziende, centri culturali, organizzazioni non governative e così via, che vengono supportati nel dialogo con le autorità nazionali ed europee».
Peccato però che la Lombardia non abbia solo un presidio a Roma e uno a Bruxelles. Bensì, secondo il Tesoro, altri 27 sparsi in giro per il mondo. Ce n’è uno in Argentina, un paio in Brasile e Cina, quattro in Russia (esattamente come la Regione Veneto), e poi uno in Giappone, Lituania, Israele, Moldova, Polonia, Perù, Uruguay, Kazakistan…
http://www.corriere.i ….
Proprio lo stesso giorno in Comune nell’aula del consiglio, dove guarda caso era presente anche il sindaco, l’opposizione ha chiesto che si metta in calendario nelle prossime sedute una discussione sulla manovra finanziaria che inevitabilmente si rifletterà anche sul bilancio preventivo del Comune di Milano; tra l'altro il consigliere Majorino ha espresso la sua perplessità sul fatto che la Moratti abbia deciso di non partecipare alla manifestazione di protesta dei sindaci d'Italia che si sarebbe svolta il giorno dopo a Roma davanti a Montecitorio.
Ma si sa che la signora predilige gli eventi mondani (Miss Padania, Festa Dolce&Gabbana, Festa Alfa Romeo) piuttosto che manifestare a difesa dei propri cittadini contro un governo mafioso e iniquo che colpisce le tasche di tutti fuorché le sue e quelle della casta a cui appartiene!
Il Presidente del consiglio Palmeri ha risposto che l’assessore Beretta (Bilancio) facendo i conti ha assicurato che l’impatto della manovra finanziaria si avrà sul bilancio del 2011!
Ma a chi credono di darla a bere? E secondo loro i sindaci d’Italia sono andati a Roma per fare una scampagnata collettiva?

Di Annarosa Restifo Olivera

SCENE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Milano – Consiglio Comunale del 21 giugno 2010

Nella seduta del consiglio comunale del 21 giugno non c'era nessuno nè la Moratti nè De Corato e nemmeno gli assessori.
Il consigliere Baruffi (PD), parlando dell'ultima trasferta del Comune all'estero, dice che non vuole accusare nessuno ma che il viaggio a Shangai è sembrato più un "viaggio premio" per i più meritevoli che una seria delegazione, e critica il fatto che alla fine Milano non sia nemmeno rappresentata nell'Expo di Shangai con un proprio padiglione!!! applausi anche dai banchi della maggioranza. Il presidente Manfredi Palmeri (PDL) dice che questo appunto lo aveva fatto presente anche lui a suo tempo, il che dimostra che la coalizione di destra è spaccata anche su Expo. Pare che uno dei delegatia Shangai sia Santarelli del gruppo della Moratti, guardacaso.
Basilio Rizzo (uniti con Dario Fo) chiede conto dell'evento di Dolce e Gabbana: come è possibile che la Moratti abbia tenuto un "evento privato" a Palazzo Marino?
Presenterà un'interrogazione alla corte dei conti perchè sabato l'evento è stato privato e solo domenica l'esposizione è stata aperta al pubblico, sembra che il comune si sia accollato i costi e abbia fatto uno sconto straordinario per l'occupazione di suolo pubblico.
Piazza Scala è stata tutta la settimana transennata e pattugliata dalla polizia, perchè mi domando? Avevano paura che Dolce e Gabbana scappassero senza avere pagato le tasse?
Quando parla il consigliere Comotti del PD e chiede conto della chiusura dei consultori pediatrici, soprattutto quello di Rogoredo che serve anche il quartiere Santa Giulia, non c'è nessuno che lo ascolta, tutti chiaccherano e sono distratti.
Tra i più maleducati i giornalisti che parlano sempre ad alta voce, non ascoltano nulla e si fanno passare i pezzi dai vari consiglieri.
Ad un certo punto il presidente Manfredi Palmeri legge una comunicazione del sindaco: la comunicazione dice che viste le dimissioni dell'assessore al turismo Massimiliano Orsatti il sindaco ha dato le deleghe a tale Alessandro Morelli.
In aula non c'è nè il sindaco nè il neo assessore.
Il Consigliere De Angelis del gruppo misto dà apertamente del maleducato all'assessore e chiede che insieme alla copia della lettera gli venga data almeno una foto dell'assessore.
Anche il PD con Landonio e Majiorino si dicono sorpresi del comportamento anomalo.
Massari(PDL), dopo lo scandalo, non è stato ancora sostituito e il posto di Orsatti (Lega) è stato occupato in un giorno?
Il consigliere De Angelis del gruppo misto oggi era particolarmente polemico; oltre che per il comportamento scorretto del sindaco e del nuovo assessore al turismo, si è lamentato di avere appreso dai giornali che ATM ha sospeso le corse notturne. Dopo tanta pubblicità data alla cosa, dopo che finalmente Milano poteva vantare un servizio così utile, lo si sopprime senza nemmeno avvisare il consiglio!
Majorino invece legge la mozione PD che chiede le dimissioni di Stanca e di tutto il cda di Expo 2015.
Salvini della Lega non è stato mai seduto, non è intervenuto e continuava ad andare vanti e indietro, entrava e usciva, sembrava uno di quei ragazzini con problemi di attenzione che in classe disturbano ma nessuno può dirgli niente.
La sensazione generale è che senza la minima vergogna la Moratti e la sua giunta non tengano in nessuna considerazione il consiglio comunale, tutto viene deciso altrove, tenuto nascosto fino all'ultimo con grande sprezzo delle regole democratiche.

Di Tiziana Fabro

A che serve una MISSION senza VISION?

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Il termine visione (vision) è utilizzato nella gestione strategica per indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi (goal-setter) e incentiva all’azione. (fonte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Visione_aziendale).

La missione (o scopo) di un'impresa, o più in generale di qualsiasi organizzazione, è il suo scopo ultimo, la giustificazione stessa della sua esistenza, e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre. (fonte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Missione_aziendale).
Il MoVimento 5 stelle vorrebbe migliorare la vita delle persone, fare dei luoghi dove viviamo posti a 5 stelle (per analogia con gli alberghi, da segnalare per come ci si sta bene). Ma questo, in teoria, lo vogliono fare tutte le forze politiche. Troverete mai un politico che vi dice che vuole costruire una centrale nucleare per fare una nuova Cernobyl? Non vi capiterà mai di leggere che un inceneritore viene costruito per aumentare le leucemie. Vi diranno che la vita migliorerà: avrete tanta energia gratis (tanta da farvi sentire radioattivi!)  e non avrete rifiuti per la strada (ve li inaleranno su per il naso ma voi non ci farete caso).
Il miglioramento della vita è soggettivo, dipende da cosa uno pensa della sua vita e quindi di cosa vorrebbe per se e, forse, per i suoi figli. Quel progetto strategico è nelle aziende definto come "mission". I nostri partiti, le nostre organizzazioni politiche ed economiche ci incalzano con la loro mission. Ci promettono case, strade per noi e le nostre auto. Ci danno gli ammortizzatori sociali (sussidi di disoccupazione, cassa integrazione) ma solo per un po' di tempo e così stiamo tranquilli, giusto il tempo prima di un'elezione. E quasi tutti i cittadini vivono sperando che la loro mission si realizzi, di poter fare le ferie, di poter cambiare auto e telefonino, di potersi permettere il calcio in tv di poter comprare un nuovo paio di scarpe ai figli. I politici soddisfano questo bisogno, raccontano piccole favole, innocenti bugie per non far sparire il sogno di una mission realizzata, di un mutuo trentennale da pagare per una casa orribile in una città invivibile da pagare con trent'anni di lavoro precario.
Dalla sparizione delle ideologie negli anni '90 la mission è diventato l'unico modo di concepire la politica: vincere le elezioni, cambiare il sistema per consolidare le posizioni acquisite, se poi facendolo si disintegra il sistema di riferimento, come le leggi e la costituzione, ha poca importanza. Se con scelte scellerate si fanno danni permanenti al territorio ed alla natura interessa poco al governante di turno. L'importante è la realizzazione della mission.
Ma non tutti ragionano così. Ci sono persone che hanno una vision, che vedono i fatti contingenti ma si chiedono e dopo? Cosa succederà alle generazioni future se togliamo loro gli elementi per vivere? Si chiedono è giusto sfruttare tutto ora e condannare quelli che verranno dopo ad una vita molto peggiore della nostra?
E ragionando si scopre che si può essere felici che possiamo avere una vita non solo decente ma appagante anche se rinunciamo a parte di quello che chiamano benessere. Che senso ha utilizzare l'auto per andare in palestra a fare cyclette? Prendi la bici a vai a farti un giro. Un giro dove? se hanno deturpato tutto e girare diventa solo appestarsi di smog e vedere casseggiati semidiroccati? E qui torniamo alle 5 stelle. La nostra vision è legata alla mission, cioè ci diamo un traguardo lontano con tappe vicine e facciamo sì che con quello che facciamo adesso anche la vita nel futuro sia bella e a 5 stelle. Le nostre non sono rinuncie, non siamo quelli del NO siamo quelli delle alternative. Non siamo quelli del poi siamo quelli dell'adesso. Adesso possiamo avere auto elettriche spinte dall'energia eolica, adesso possiamo avere i rifiuti zero e quindi nessun inceneritore, adesso possiamo cambiare il nostro modo di alimentarci riducendo la necessità di agenti chimici in agricoltura.
La differenza con le ideologie è che quello che diciamo non è ideologico. Non c'è bisogno di un'ideologia per capire che il moto fa bene alla salute e che i cibi spazzatura distruggono il metabolismo delle persone. Non abbiamo bisogno di profeti e politici per capire che le energie rinnovabili come il sole ed il vento ci saranno sempre, lo sapevano anche i nostri avi che crearono le vele i mulini a vento ed essicavano i mattoni al sole e costruivano case che si mantenevano calde per l'inverno.
Però per farlo capire dobbiamo spingere le persone a guardare oltre la loro mission e in questo i
politici e le lobby economiche con i loro media un tanto al chilo non ci aiuteranno mai. Perché se distruggiamo il velo che separa la mission propagandata con quello che c'è dietro con quello che sarà
il futuro catastrofico per la società e al natura, i politici e le economie che si fondano sugli interessi attuali perderebbero di colpo tutto il loro potere.
Questo, secondo me, è il compito del MoVimento 5 stelle, squarciare la nebbia nella quale ci fanno vivere e capire costuire un nuovo mondo a 5 stelle inziando dai luoghi dove viviamo. Noi abbiamo iniziato il percorso a 5 stelle da Milano perché viviamo e vogliamo vivere in una Milano… a 5 stelle.

Di Andrea Portunato

Un giorno di ordinaria amministrazione del consiglio comunale di Milano

 

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Clicca sull'immagine per far partire il video

 

Ormai abbiamo fatto l'abitudine al rito della votazione nel consiglio comunale di Milano: scranni vuoti (prevalentemente quelli della maggioranza), suono della campanella, rientro veloce dei consiglieri che alla rinfusa si avvicinano al proprio banco e schiacciano il pulsante "sì o no", a seconda delle istruzioni impartite prima dalle coalizioni di partito. Tuttavia, nella seduta di mercoledì 16 giugno si è raggiunto l'acme… fino alle soglie del ridicolo: eravamo nella massima assise cittadina o nel bel mezzo di una farsa di Ridolini?
Come si fa a prendere sul serio questa istituzione che è stata svuotata di ogni potere e di ogni responsabilità, alla faccia dell'articolo 114 della nostra Costituzione?

Commento di Annarosa Restifo Olivera


Il 4 giugno ho inviato al presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri questa lettera alla quale al momento non ho ancora ricevuto risposta e siamo sempre in attesa del permesso ufficiale di poter riprendere le sedute, permesso concessoci e poi negatoci conseguentemente alle lamentele di alcuni consiglieri. E' ormai da più di un mese che ci dicono che il consiglio si deve riunire nell'ufficio del presidente per formalizzare la questione ed inserirla nel regolamento con relativa procedura, cominciamo a sentirci presi in giro. I vigili ci stanno addosso come non mai ma siamo riusciti lo stesso a filmare qualche momento e come si vede nel video l'atmosfera in consiglio non è cambiata, mi chiedo quanti consiglieri siano veramente informati su quello che fanno, soprattutto quando decidono in merito a temi che riguardano la nostra salute come gli inceneritori… Ho l'impressione che molti li abbiano messi lì nemmeno per scaldar la sedia, visto che non ci stanno seduti sopra nemmeno per un minuto, son lì per premere un pulsante al suono della campanella quando fanno pausa dal bar e rientrano in massa come tante formichine, per poi riuscire subito dopo. Un consigliere parla e nessuno lo ascolta, il presidente cerca di richiamarli all'ordine ed il brusio si affievolisce un po' ma dopo pochi secondi torna tutto come prima. Sembra di stare alla stazione centrale.

Lettera al presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri

Gent.mo Sig. presidente,
…………

Attendiamo informazioni in merito alle riprese e un'ultima cosa vorrei dirle. E' molto triste assistere alle sedute e vedere i consiglieri parlare per i fatti loro mentre un collega fa un intervento, a volte ho l'impressione di stare alla stazione centrale. Mi rendo conto che sia un' usanza ormai radicata ma ho speranza che lei possa fare qualcosa per riportare un po' d'ordine e serietà non solo nel rispetto delle norme e delle procedure come lei già fa ma anche in funzione di un comportamento più rispettoso dei consiglieri nei confronti l'uno dell'altro e del luogo in cui si trovano nonché della funzione che svolgono. Sbaglierò ma sono convinta che dover assumere un certo atteggiamento renda anche più responsabili verso ciò che si fa, ad esempio per entrare in chiesa ci sono delle regole ed anche se non siamo cattolici le rispettiamo perché ci ricordano che dobbiamo rispettare coloro che invece abbracciano quella fede. Dobbiamo sempre rispettare gli altri dobbiamo farlo noi cittadini tutti ed i consiglieri del comune che rappresentano la cittadinanza milanese in primis dovrebbero dare il buon esempio. Desideriamo che Milano sia un esempio di virtù civile dobbiamo cominciare dal nostro consiglio comunale come esempio per tutti i cittadini.

Per correttezza e trasparenza le comunico che pubblicherò questa lettera sul nostro forum http://www.meetup.com/MoVimento5StelleaMilano/ nella discussione fiato sul collo comune e su facebook nel gruppo Milano a 5 stelle, le chiedo l'autorizzazione a rendere pubblica anche la sua eventuale risposta.

Ringraziandola per l'attenzione le porgo cordiali saluti.

Cinzia Bascetta

La casta milanese: una selva di incarichi e parentele

Sforza

Se uno volesse perdere un po’ di tempo per ricostruire la mappa delle cariche politiche nelle istituzioni e negli enti pubblici milanesi, si troverebbe di fronte a una complessa e intricata ramificazione, una specie di selva oscura che da anni si è sviluppata in tante direzioni, accrescendo continuamente il potere della cricca politico finanziaria, favorita anche al giro di parentele. I politici che occupano le poltrone di Regione, Provincia e Comune spesso si ritrovano nelle presidenze o nei CdA di società collegate alle istituzioni come Expo 2015 S.p.A., Ente Fiera, SEA, Infrastrutture Lombardia S.p.A., Aler Milano, Teatro alla Scala, università, musei e così via. Per non parlare poi di quelli che, avendo il dono dell’ubiquità, sono seduti in Parlamento europeo e nella Provincia di Milano, oppure contemporaneamente in Provincia e in Regione o in Regione e in Comune… le combinazioni del gioco sono molte e molto redditizie, visto che diversi politici, per esempio, sono radicati in Regione da 15/10 anni, a cominciare dall’ineleggibile presidente, indiscusso monarca ciellino del feudo/sanità lombarda.
Entriamo in questi meandri cominciando da Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale e consigliere provinciale; dal 2006 componente della Commissione permanente per l’innovazione tecnologica nelle Regioni e negli Enti locali istituita dalla Conferenza Unificata presso il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali. Dal 2006 è anche membro del CdA del Teatro alla Scala. Vice presidente vicario dell’Unione Province d'Italia (Upi) e membro del Comitato di pianificazione di Expo 2015. Enrico Marcora, consigliere regionale e consigliere provinciale, dal 2006 è membro del CdA dell’Università Bocconi, membro della giunta e del direttivo di ASSIMPRENDIL-Ance (Associazioni Imprese edili e complementari delle Province di Milano) e membro del Centredil, associazione regionale imprese costruzioni. Mentre Giulio Boscagli, cognato di Formigoni, ora assessore regionale, staziona in Regione dal 1996. E’ nel CdA del Museo della Scienza e della tecnica e nel CdA del Politecnico di Milano. Altro parente illustre Romano La Russa, fratello di Ignazio, assessore regionale. Consigliere regionale dal 1995, è stato la causa dell’espulsione da AN della collega Silvia Ferretto, ex moglie del vicesindaco di Milano De Corato, che nel 2009 aveva accusato Ignazio La Russa di favoritismo nei confronti del fratello: nel 2010, con buona pace di tutti, la Ferretto non è stata rieletta. Paolo Alli, assessore regionale e responsabile della segretaria particolare di Formigoni, è anche membro del CdA della società EXPO 2015 S.p.A. Alessandro Colucci, assessore regionale, in regione dal 2000, è anche dirigente dell’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) con la carica di responsabile dei rapporti esterni, istituzionali e internazionali. Stefano Maullu, dal 2000 in Regione, ora è assessore oltre che presidente della società Navigli Lombardi e dal 2006 dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale della Città di Milano che organizza il servizio idrico integrato della città. Raffaele Cattaneo, anch’egli assessore regionale, è presidente del Consiglio di Sorveglianza di Infrastrutture Lombardia S.p.A., membro del CdA della SEA S.p.A. (gestione aereoporti milanesi), coordinatore della gestione commissariale per l’emergenza rifiuti di Milano e Provincia. Altro assessore regionale Romano Colozzi, in Regione dal 1990, è anche membro del CdA di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Grazie al cognome che porta ora tra i consiglieri regionali abbiamo pure Renzo Bossi, figlio di Umberto.
Spostandoci a Palazzo Isimbardi troviamo Guido Podestà, presidente della Provincia, ma contemporaneamente deputato al Parlamento europeo, mentre Carlo Secchi, consigliere alla Provincia, è membro del CdA di EXPO 2015 S.p.A. . Paolo Altitonante è assessore provinciale e consigliere comunale, oltre che presidente di Napoli – Milano Metro Engineering S.r.l., controllata di MM.
A Palazzo Marino abbiamo Riccardo De Corato, deputato parlamentare e vicesindaco di Milano dal 1997 (!), invece Matteo Salvini e Carlo Fidanza sono deputati al parlamento europeo e consiglieri comunali. Tra i figli illustri c’è tra gli assessori del Comune di Milano il figlio di Paolo Pillitteri, Stefano Giovanni Pillitteri.
Molti consiglieri del Comune sono ai vertici di varie società, come Guido Manca presidente di Metroweb S.p.A, di cui è azionista A2A, che gestisce una rete con 2.255 km di infrastrutture e 5.100 km di cavi, corrispondenti a circa 263.000 km di fibre ottiche e controlla altri 1.000 km di cavi di lunga distanza. Giuseppe Bozzetti è presidente di Infrastrutture Lombarde S.p.A., Giulio Gallera è presidente di Fiera Food System S.p.A e vicepresidente dell’ANCI (Associazione nazionali comuni d’Italia). Carmelo Gambitta è invece vicepresidente del Consorzio Parco Nord, Aldo Brandirali è membro del comitato esecutico di S.A.C.B.O S.p.A, società controllata dalla SEA, Francesco Triscari è nei CdA di Aler Milano, di S.A.C.B.O e di CSI S.r.l., Alan Rizzi è vicepresidente di EXPO CTS, Marco Vagliati è nel CdA della Fondazione Adolfo Pini e Dirigente delle Ferrovie Nord, Natale Comotti è nel CdA di E.CO.POLIS soc. Coop, presidente del CdA della Cons. Residenze del Parco di Santa Giulia e consigliere della Coop. Rogoredo Sviluppo e Lav. A.E.M., Alessandro Fede Pellone è anche consigliere di Fiera Milano Congressi, Alberto Garocchio è nei CdA di P.I.M. e Fondazione Ist. C. Besta, Ettore Martinelli è nel CdA della Società Autostrada della Cisa S.p.A., Camillo Pennisi è nel CdA della Fondazione Stelline.
Da ultimo che dire di Giulio Stanca, deputato in parlamento, dal 1991 vicepresidente dell'Aspen Institute Italia e dal 2001 Presidente degli Aspen Junior Fellows, membro della Fondazione Italia Usa, amministratore delegato e vice-presidente di EXPO 2015 S.p.A.?

Se facessimo simili mappe in tutti i capoluoghi di regione e di provincia, quale mostruosa selva ci apparirebbe? C’è da rabbrividire al pensiero che, imprigionati dentro questa rete di potere, ci siamo tutti noi cittadini italiani e che i più non lo sanno o non lo vogliono sapere!

Di Annarosa Restifo Olivera

Emergenza rifiuti? La vera storia del secondo termovalorizzatore di Milano

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Alla presenza dei sindaci di Pieve Emanuele, Basiglio, Lacchiarella,Locate Triulzi, Noviglio e San Donato seduti con tanto di fascia tricolore nella tribuna del pubblico, a Palazzo Marino durante la …seduta del consiglio straordinario sul termovalorizzatore da realizzare in Milano, tenutasi lunedì 14 giugno, si è consumata una farsa che invece nulla ha di straordinario, dato che ormai le parole dei nostri politici sono fumo negli occhi per nascondere i fatti finanziario/mafiosi che muovono le scelte dei governanti. Il sindaco leghista di Opera, a nome degli altri sindaci presenti, il vicedirettore nazionale di Lega Ambiente, i consiglieri dell'opposizione hanno levato il loro no al folle progetto di un nuovo inceneritore che a Milano non servirebbe se si facesse una raccolta differenziata seria come la legge prevede, che non serve visto che in Lombardia ce ne sono già 11 e che siamo costretti ad importare rifiuti dal Piemonte per farli funzionare a pieno regime.Ma allora a chi serve? E dove si dovrebbe costruire se nessun comune lo vuole? E chi lo vuole? Una sola cosa è chiara: è la Regione Lombardia che deve rilasciare l'autorizzazione. Lo ha ribadito anche il vicesindaco De Corato che ha cercato di rassicurare tutti: "Non è stato deciso nulla, siamo ancora in una fase primordiale; è la prima riunione, pensate un po'!" La giustificazione che Milano venga sommersa dai rifiuti come Napoli nei prossimi anni se non si costruisce un secondo termovalorizzatore è una balla colossale, ormai lo abbiamo capito tutti! Che queste discussioni in comune non servano a niente, anche! Quello che ieri non è stato detto apertamente è che comunque si farà perché da tempo è stato deciso da Comune, Provincia e Regione con un micidiale gioco di rimpallo. Già nel 2004 l'allora sindaco Albertini aveva avviato il progetto di costruire un nuovo inceneritore all'avanguardia nella zona Ripamonti al confine con Opera per un costo di 200 milioni di euro, ma di fatto il progetto fu molto ostacolato. Dopo anni di discussioni, all'inizio del 2008 il Comune di Milano ritornò alla carica: prevedendo un aumento dei rifiuti, calcolato in 507 mila tonnellate annue entro il 2011, Silla II, il termovalorizzatore di Milano-Figino, non sarebbe stato più sufficiente. Il Comune chiese alla Provincia di inserire la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore nel Piano provinciale dei rifiuti approvato nel luglio 2007. La Provincia si limitò a riconoscere l'utilità del termovalorizzatore a patto che si integrasse in un piano volto a raggiungere l'autonomia nella gestione dei rifiuti, a incrementare la raccolta differenziata e il risparmio energetico, a ridurre le emissioni di gas nocivi. Questo piano provinciale dei rifiuti per il 2008-2011 che segnalava la necessità di un termovalorizzatore, senza tuttavia indicarne la localizzazione eventuale, perché non di sua competenza, fu approvato e mandato in Regione per le osservazioni previste dalla legge regionale. La Regione lo rispedì alla Provincia chiedendo di inserirvi la realizzazione di un termovalorizzatore nel Parco Sud. Il consiglio provinciale approvò il piano con le richieste della Regione ma escludendo che il nuovo termovalorizzatore venisse costruito nell'area sud di Milano. Allora la Regione procedette al commissariamento della Provincia sui rifiuti e Filippo Penati, nominato Commissario sui rifiuti, immediatamente firmò la delibera corretta secondo le prescrizioni indicate dalla Regione: sì all'inceneritore, sì nel Parco Sud di Milano. Nel maggio del 2009 la giunta regionale in una delibera toglie i vincoli alla collocazione di impianti di smaltimento rifiuti in aree protette, dando così il via libera al termovalorizzatore nel Parco Agricolo Sud. Nel 2009, durante la campagna elettorale delle provinciali prima e delle regionali dopo, il tema inceneritore scomparve dai dibattiti politici, anche per non urtare troppo la sensibilità dell'elettorato. Ma non appena Formigoni si è re-insediato nella poltrona che occupa da ben quindici anni, ecco che l'AMSA ha presentato in Regione il progetto per il secondo termovalorizzatore da realizzare nel Parco Sud di Milano, informando con una lettera i sindaci di Milano, Opera e Rozzano. Nel frattempo l'assessore comunale all'ambiente, Paolo Massari, prima di cadere in disgrazia per i suoi bollenti spiriti, ha dichiarato che i termovalorizzatori sono utili alla città e che fino a prova contraria l'area scelta da Amsa andava benissimo. Mentre Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, ha ribattuto che la scelta del sito era stata fatta dalla giunta Penati e che non si poteva buttare all'aria tutto il lavoro di chi aveva governato prima. Nel frattempo, il Consiglio di Amministrazione del Parco Agricolo Sud, di cui Podestà è presidente, ha sottoscritto un documento che dice no alla localizzazione dell'impianto nel Parco Sud. L'Amsa invece ha fatto sapere che non ci sono alternative alla realizzazione dell'inceneritore nel Parco Sud. E così arriviamo al consiglio straordinario di ieri. Ma che cosa c'è sotto a questo rimbalzo fra Formigoni, Penati, Podestà e Moratti? La risposta ieri era contenuta nell'arringa del consigliere Rizzo (Uniti per Dario Fo). Rizzo capisce le ragioni di Amsa a voler costruire il termovalorizzatore perchè possiedo azioni A2A e sono stato coinvolto in questa vicenda al termine del conferimento di AMSA in A2A. Però mi accontento di essere stato danneggiato allora quando si dava per scontato che il termovalorizzatore si dovesse fare perché aiutava ad arricchire la quota del Comune di Milano nella fusione delle società e di non pagare due volte facendo adesso magari un termovalorizzatore che non serve perché bisogna tenere aperta questa eventualità che altrimenti non giustificherebbe una sorta di imbroglio nei confronti dei piccoli azionisti di A2A. Che cosa ha voluto dire il consigliere Rizzo? Semplicemente che il termovalorizzatore è stato merce di scambio quando AMSA, che aveva inglobato poco prima AEM, è stata fusa alla fine del 2007 con ASM di Brescia in una società che nel gennaio 2008 è stata chiamata A2A S.p.A. Poichè in quell'accordo tra comune di Brescia, Amsa e Comune di Milano quest'ultimo rischiava di avere una quota inferiore, fu fatto un gioco di valutazione/svalutazione delle azioni e fu imposto ad Amsa di fare l'inceneritore che avrebbe compensato le casse del Comune. Sul sito di A2A vengono riportati i passaggi della fusione iniziata nel 2006:
18 dicembre 2006: i Consigli di Amministrazione delle società AEM e ASM approvano il Piano Industriale relativo al progetto di fusione.
4 giugno 2007: i CdA di ASM, AEM e AMSA approvano l'Accordo Quadro sulla struttura ed i principali termini dell'operazione. Nello stesso giorno viene sottoscritto tra il Comune di Brescia e il Comune di Milano l'accordo relativo alle linee guida riguardanti la fusione per le due amministrazioni.
25 giugno 2007: viene approvato dai CdA di ASM, AEM ed AMSA il Progetto di Fusione.
27 giugno 2007: l'operazione viene approvata da parte del Consiglio Comunale di Brescia.
23 luglio 2007: l'operazione viene approvata da parte del Consiglio Comunale di Milano
21 settembre 2007: i periti nominati dal Tribunale di Milano esprimono il parere di congruità sui concambi (1 azione ASM = 1,60 azioni AEM).
22 ottobre 2007: il progetto di fusione viene definitivamente approvato dalle Assemblee Straordinarie di ASM e di AEM; l'Assemblea ordinaria di ASM approva anche la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,11 euro per azione a favore dei propri azionisti.
19 dicembre 2007: l'Antitrust autorizza l'operazione
24 dicembre 2007: vengono stipulati l'asso di scissione di AMSA e gli atti di fusione di AMSA in AEM e di ASM in AEM
1 gennaio 2008: nasce la nuova società A2A

Di Annarosa Restifo Olivera