Per tutti quelli che credono che basti votare la sinistra per essere tutelati

Volantino-capurro

Un politico dotato di ubiquità

Floriana Bulfon

IL CASO. Armando Capurro, già sindaco di centrodestra di Rapallo, è consigliere regionale della lista Burlando. Amico del ministro Fitto, in Liguria chiede più inceneritori. Ma in Puglia il Pd lo accusa di danni ambientali.

Rapallo eletto sindaco con una lista di destra, in regione Liguria con la sinistra. In Liguria a difendere i valori della lista Burlando, a Maglie un tempo in società con il cugino di Fitto. Ezio Armando Capurro è un uomo “dall’esperienza molteplice”, come lui stesso afferma. Docente, industriale, già sindaco di Rapallo e ora consigliere regionale della lista Burlando in Liguria. Proprio Claudio Burlando ha visto in lui il politico ideale e ha deciso di candidarlo nella sua lista civica alle ultime elezioni regionali. Il presidente ex ministro Ds, oggi Pd, ha scelto Capurro per le sue qualità e poco importa che qualcuno in quel di Maglie, in quella Puglia terra natale di Capurro, sostenga che sia un caro amico del ministro berlusconiano Raffaele Fitto. Importa ancor meno che il Pd in Puglia affermi che il Capurro industriale abbia causato con il suo stabilimento danni ambientali, diossina e controverso aumento di tumori. “La fabbrica della morte”, lo chiama il sito del Pd di Maglie.

Questioni di poco conto, questioni pugliesi. Meramente locali. A dire il vero, qualche questione è stata aperta anche in Liguria, da quando il pm Biagio Mazzeo ha chiesto e ottenuto di sequestrare l’area dell’ex oleificio di Avegno di proprietà del consigliere perché la zona non è stata bonificata e si è trasformata in una discarica pericolosa. Ma poco importa anche questo. Capurro è uomo di oleifici e inceneritori, uomo di destra e di sinistra. E a Maglie, nel cuore del Salento, lo conoscono tutti bene. E' il proprietario della Copersalento, per decenni un sansificio, poi trasformato in inceneritore di rifiuti e quindi in stabilimento per la produzione di energia.

Tortuosi gli assetti societari dell’impianto che ha visto tra i proprietari anche Raffaele Rampino, cugino del sindaco di Maglie Antonio Fitto, parente di Raffaele. E varie le denunce, ispezioni, chiusure, fino a quella definitiva posta dalla Provincia di Lecce. Denunce dovute all’inquinamento. La Copersalento è stata infatti accusata di aver superato per oltre 400 volte i limiti massimi di emissione di diossina. Carne alla diossina e livello di inquinamento oltre i limiti, in base alle rilevazioni dell’Arpa, tali da risultare “gravemente pericolosi per la salute”.

Problemi del Capurro industriale, certo, e del Capurro pugliese. Ma appare curioso che il Capurro consigliere ligure si appelli a Burlando con una interrogazione con oggetto «conferimento rifiuti dalla Provincia di Imperia alla discarica di Scarpino». La provincia di Imperia, quella cara all’ex ministro Scajola. Il Capurro ligure sostiene che per fronteggiare il problema dei rifiuti occorra dare attuazione immediata di un Piano di Rifiuti che permetta di risolvere le criticità e il superamento delle fasi emergenza.

Capurro consigliere regionale vuole sapere come si intenda, e con quali tempi, realizzare più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti che prevedano il recupero energetico. Insomma, termovalorizzatori o gassificatori, indispensabili per risolvere i problemi dei rifiuti. Saranno l’anello di congiunzione tra il Capurro pugliese e quello ligure?

TERRA

Il gassificatore di Scarpino: un affare d’oro per la (multinazionale) Amiu!

 

  Soldi
 

In data 22 marzo 2010 presso i locali del comune di Genova, la società AMIU SPA ha presentato il nuovo progetto per la realizzazione del gassificatore dei rifiuti presso la discarica di Scarpino sita in Genova. Alessandro Borio del meetup BeppeGrilloGenova, presente all'incontro, ci rivela attraverso un'attenta analisi e ricerca la verità sui fini di quest'impianto.

 

L'incontro inizia alle 11.30 dopo un'estenuante attesa dalle ore 9.00, e ci si accorge che alcuni personaggi accorsi per sentire questa trovata pubblicitaria non sono desiderati come Legambiente, eh si perchè per accedere al salone bisogna essere invitati, come in ogni democrazia libera ovviamente.
Il salone è pubblico, il comune è pubblico ma la partecipazione è privata e ristretta comunque qualcuno, compreso il sottoscritto, riesce a sgattaiolare ed introfularsi ugualmente.
L'accettazione è degna di un congresso di marketing, ci viene offerto un block notes di carta non riciclata (ovviamente) ed una penna sponsorizzata da amiu (per un ambiente ecosostenibile!!!).
I relatori per conto di AMIU sono il presidente Riccardo Casale e l'Amministratore delegato Pietro Antonio D'alema.

Ma cos'è un gassificatore???

Con gassificatore si intende un impianto che a partire da vari materiali (fra cui determinati tipi di rifiuti) ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia. Sono proposti come una alternativa agli inceneritori.
I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un "gas di sintesi" (syngas), costituito in gran parte da metano e anidride carbonica e a volte abbastanza puro da essere usato tal quale. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale; in relazione al tipo di processo utilizzato, i gassificatori possono considerarsi come una tecnologia intermedia tra l'incenerimento e la pirolisi propriamente detta. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento.

Le emissioni sono molto variabili a seconda della tecnologia e dell'impianto:

Nel caso dell'impianto islandese di Husavik, che opera a temperature inferiori ai 400° C (permettendo fra l'altro la completa autonomia di funzionamento, in quanto per raggiungere questa temperatura si usa parte del gas di sintesi prodotto), alla fine del processo rimangono ceneri per il 3% della massa immessa, mentre dal lato delle emissioni, in particolare:

– la bassa temperatura riduce di oltre cento volte l'emissione di polveri sottili (e in particolare è ridotta la produzione di nanopolveri, che si formano soprattutto ad alte temperature in presenza di forti turbolenze), la cui produzione si concentra nella fase della combustione, in cui può però essere limitata grazie alla purezza del gas ottenuto; 

– gli ossidi di azoto sono ridotti perché nella combustione l'idrogeno ne sequestra i precursori;
i metalli pesanti sono ridotti notevolmente, perché data la bassa temperatura ne è ridotta la sublimazione e la liberazione nell'aria sotto forma di piccole impurità; 

– la concentrazione di diossine e furani è inferiore ai livelli misurabili: la cinetica di reazione che negli inceneritori porta alla formazione di diossine, non interviene alle normali temperature d'esercizio (la diossina si forma soprattutto fra i 400 e gli 800° C), senza contare che l'alta efficienza della combustione abbassa la quantità di composti organici necessari alla loro formazione.

Il rendimento energetico totale (elettricità + calore) di tali impianti è dichiarato attorno al 70% ed è gestibile in modo molto più flessibile rispetto ad un inceneritore. Si può infatti scalare, a seconda della necessità e della stagione da un 60% elettrico + 10% termico ad un 20% elettrico + 50% termico. Viceversa un inceneritore è molto più rigido ed in ogni caso la produzione elettrica a stento supera il 25% anche nelle migliori condizioni. I rendimenti di entrambe le tipologie di impianti ovviamente salgono molto se si ha la possibilità di sfruttare il calore in una rete di teleriscaldamento.

(Fonte wikipedia)

Beh ma allora il gassificatore è la soluzione???? Eh non inquina…. si potrebbe essere ma se fatto bene, nel senso che se l'impianto fosse veramente alimentato con biomasse e avesse una tecnologia che opera sotto i 400° se ne potrebbe anche parlare, ma visto che la raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova è del 25% (fonti amiu, secondo me è anche meno) e visto che nella raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova, non è prevista la divisione del compostaggio da biomassa, ma nel sacchetto dell'immondizia c'è di tutto e di più e l'unica differenziata che si ottiene è quella della carta e del vetro da appositi contenitori bianchi e verdi, direi che il "carburante" naturale di cui abbisogna tale impianto è molto molto composto (per usare un doppio senso). Inoltre il costo di un impianto che lavora sotto i 400° è esattamente il doppio di quello previsto da amiu, e se ci mettiamo il fatto che per costruire tale mostro mangia spazzatura c'è anche la realizzazione di strade e trafori attigui a scarpino, il costo non può essere 200.000.000 di euro. Quindi l'impianto di cui ci hanno resi edotti stamattina sicuramente, non opera sotto i 400° quindi non è il gassificatore che enuncia wikipedia, con una notevole riduzione di emissioni di polveri sottili.

Eh si perchè il gassificatore in questione tratta di tutto un pò, e la volontà di fare la raccolta differenziata porta a porta a genova proprio non c'è, e sfido ognuno di voi a convincermi del contrario.

In poche parole, direi che il gassificatore a mio modesto parere, non è la soluzione più tecnologicamente avanzata e moderna per affrontare la gestione dei rifiuti come sostiene l'assessore Senesi. Inoltre all'incontro di stamattina ci fosse stato qualcuno che avesse ad esempio detto, che vendendo l'energia prodotta ci potrebbe essere una diminuzione della bolletta dell'amiu, eh no perchè c'è anche un altro aspetto che per me è l'unico vero scopo di chi porta avanti questa iniziativa che è il contributo cip 6. 


La truffa del cip 6

Non dimentichiamoci che In Italia, i costi dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento sono indirettamente sostenuti dallo Stato sotto la forma di incentivi alla produzione di energia elettrica: infatti questa modalità di produzione era considerata (sebbene in violazione delle normative europee in materia), come da fonte rinnovabile (assimilata) alla stregua di idroelettrico, solare, eolico e geotermico.

E IL GASSIFICATORE E' CONSIDERATA FONTE DI ENERGIA ASSIMILATA,CON TANTO DI CERTIFICATO VERDE

Le modalità di finanziamento sono due, correlate ma diverse:

– pagamento maggiorato dell'elettricità prodotta per 8 anni (incentivi cosiddetti CIP 6);
– riconoscimento di "certificati verdi" che il gestore dell'impianto può rivendere (per 12 anni).

 

Infatti a causa della normativa italiana che concedeva questi sussidi anche alle fonti cosiddette assimilate alle rinnovabili (definizione tutta italiana e senza riscontri in Europa) una gran parte dei fondi sono stati destinati in modo controverso anche ad attività quali la combustione di scorie di raffineria, sanse ed all'incenerimento dei rifiuti. Poiché tale incentivazione durerà ancora molti anni, attualmente ci si trova nella situazione paradossale in cui ad esempio scarti di raffineria, per il cui smaltimento in tutto il mondo i produttori erano costretti ad accollarsi dei costi, in Italia vengono bruciati ricevendo anche dei finanziamenti.

Quindi fosse un inceneritore l'amiu potrebbe avvalersi degli incentivi cip6 che prevedono:
(circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi), chi gestisce l'inceneritore – per otto anni dalla sua costruzione – può vendere al GSE (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. L'importo di questo incentivo è aggiornato trimestralmente e, se nel 3° trimestre 2007 era di circa 54 €/MWh, per il 4° trimestre è cresciuto a 62,60 €/MWh. Per il 3° trimestre 2008 l'importo è salito a 68,77 €/MWh. I costi di tali incentivi ricadono sulle bollette degli utenti, che comprendono una tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Ad esempio nel 2004 il Gestore Servizi Elettrici ha ritirato 56,7 TWh complessivi di elettricità da fonti "rinnovabili", di cui il 76,5% proveniente da termovalorizzatori e altri fonti assimilate (fra cui il gas dai residui di raffineria), spendendo per questi circa 2,4 miliardi di euro;[43] per il già citato inceneritore di Brescia, la società di gestione (ASM SpA, oggi A2A SpA) ha ricevuto contributi CIP 6 per circa 71 milioni di euro nel 2006 e 78 milioni nel 2007.[44]

A titolo di confronto, nel 2006 a seguito dell'introduzione degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.[45]

Sempre il CIP 6 prevede inoltre che gli impianti incentivati godano di un innalzamento della tariffa riconosciuta dal GSE per compensare eventuali spese aggiuntive per l'attuazione del protocollo di Kyoto, annullando così del tutto i benefici della riduzione delle quote gratuite di emissione da 28 a 3,5 Mt/a di CO2 prevista dal Piano nazionale di assegnazione delle emissioni (Pna) 2008-2012, attualmente in fase di approvazione, e rischiando perciò di comprometterne l'intero impianto, giacché gli impianti CIP 6 sono il settore su cui si concentra la gran parte delle riduzioni.[46]

Essendo però un gassificatore che può prevedere un certificato verde…….
se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas, carbone ecc.) perché "da fonti rinnovabili", il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente.

Il prezzo dei certificati verdi è stato pari a circa 125 €/MWh nel 2006.

Poiché gli impianti di incenerimento venivano in Italia considerati come "da fonte rinnovabile", le società che li gestiscono sono fra quelle che possono vendere i certificati verdi, ottenendo quindi questo ulteriore tipo di finanziamento.

Fatevi i conti!!!!!
Il vero motivo per cui si fanno le cose in Italia, è per lucrarci il più possibile a danno della popolazione che inerme pensa ancora che con il voto possa esprimere una volontà democratica….. Sono tutti uguali.

Di Alessandro Borio

A.M.I.U. (Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana) azienda locale o multinazionale?

Amiu
 

Dal meetup BeppeGrilloGenova:

Riccardo Casale, presidente dell'Amiu :nato a Genova nel 1963,Laurea in Scienze della Terra (1988) ed il Master in Ingegneria ambientale (1991).Dal novembre del 1992 è in servizio, prima come Scientific Officer poi come Principal Scientific Officer, alla Commissione Europea, presso la
Direzione Generale per la Ricerca (ex DG XII) dove ha ricoperto vari incarichi indiverse Direzioni. In particolare è stato il responsabile della creazione e del lancio del programma comunitario di ricerca sui rischi naturali a sostegno della protezione civile; in seguito ha contribuito all'elaborazione del 5° Programma Quadro,occupandosi in particolare dei programmi specifici ambiente, energia e nucleare.
Successivamente è stato responsabile delle linee di ricerca relative all'osservazione della terra in relazione ai cambiamenti climatici e più recentemente responsabile della ricerca polare europea.
Nello stesso periodo è stato Professore a contratto di "Politiche ambientali comunitarie" presso il Politecnico di Milano ed ha tenuto regolari cicli di conferenze sempre su questi argomenti alle Università di Padova e di Genova ed al Politecnicodi Torino.
Attualmente è anche Visiting Professor alla University of Miami dove tiene il corso di "European environmental policies".
Numerose le pubblicazioni in particolare "Natural risks and civil protection" pubblicata nel 1993, che ha rappresentato il punto di svolta in Europa del nuovo approccio della protezione civile basato sul dialogo con i ricercatori gli scienziati dei rischi naturali e tecnologici, e "Natural disaster and sustainable development" adottato da decine di università in tutto il mondo inclusi
Giappone e Stati Uniti, che rappresenta la sintesi dell'approccio multi-risk nella gestione dello sviluppo sostenibile del territorio.

Pietro Antonio D'alema, amministratore delegato Amiu :40 anni, nominato amministratore delegato di Amiu dal sindaco Giuseppe Pericu nel 2005, vanta anche un rapporto di parentela con l'ex presidente del consiglio Massimo D'Alema (i nonni erano cugini). Dal 2002, Pietro D'Alema, lavora come consulente per Amiu, società per la quale ha contribuito a redigere il "Piano strategico", il "Piano della logistica", il "Piano di riorganizzazione dei servizi". Una laurea in economia conseguita a Roma, ha iniziato la sua attività nel 1995 in Andersen Consulting, dove ha operato nel settore dell'Energia, poi nel campo delle Telecomunicazioni e dei Media
Nel 2000, D'Alema è stato cooptato nella struttura europea di Accenture Venture Capital, dove ha avuto la possibilità di lavorare insieme alle principali banche d'affari come JPMorganChase e Morgan Stanley.
Tre anni fa, insieme a un gruppo di colleghi, ha fondato Earchimede Consulting, società di consulenza il cui ora è azionista di maggioranza Hopa di Emilio Gnutti. D'Alema, tra le altre cose, ha curato gli studi di fattibilità del termovalorizzatore di Torino e ha contribuito insieme a un pool di tecnici al progetto "Multiutility Lombarda".
Amiu, come noto, adesso deve affrontare diverse sfide, non solo in Italia ma anche all'estero dove Amiu ha stretto rapporti di collaborazione in Ungheria, in Libano e in Libia.

Considerazioni: ma questi esimi signori "europei" proprio in amiu hanno trovato lavoro??? Mi sembra un pò riduttivo!!!!mah!!!

Inoltre un consigliere di AMIU riveste tale funzione ed è stato pure assunto dalla Regione (Burlando) insieme ad una ceterva di neo assunti tra il 22 ed il 29 dicembre 2009 e sto parlando di Andrea Sassano, che ricopre tale incarico di collaborazione: svolgerà le predette prestazioni senza vincolo di subordinazione, senza assoggettamento al potere gerarchico/disciplinare di alcun membro dell’Amministrazione ed in stretto collegamento con il Presidente, dal quale riceverà le necessarie indicazioni in ordine allo svolgimento citate prestazioni. (omissis…)non avendo lo stesso obbligo di osservare un orario di lavoro né di giustificare le assenze.
Cioè praticamente il facente funzioni di Burlando a tempo pieno, nel consiglio d'ammistrazione di amiu del comune.

Comunque Amiu, per finire le presentazioni, è una società del comune di genova, è una spa e con delibera comunale del 02/12/2009 il comune approva la riqualificazione della suddetta azienda: il valore nominale delle azioni da 1€ per 27.987.752 azioni è quasi 28 milioni di euro. Di cui 857.300 azioni sono della stessa amiu (quasi il 3%). Tale riqualificazione attribuisce ad amiu il 30% della SportinGenova S.p.A (anch'essa comunale) che detiene il controllo di Centro Polisportivo "Lago Figoi". Centro Sportivo "Villa Gentile". Stadio "Carlini". Stadio Comunale "L.Ferraris". Impianto Sportivo "La Sciorba" affidando alla stessa la gestione degli impianti sopra citati;

L'azienda è capofila di un Gruppo industriale che comprende diverse società controllate e collegate tra cui le più significative sono: Amiu Bonifiche S.p.A., Bagni Marina Genovese S.r.l., Ecolegno S.r.l., Farmacie Genovesi S.p.A., GE.AM. Gestioni Ambientali S.p.A., Sater S.p.A., Quattroerre S.r.l.,

Per ultimo l'Amiu guarda all' Est Europa e partecipa alla costituzione di Italeko, società per la realizzazione e la gestione dei servizi pubblici in Bulgaria. La società genovese, di proprietà del Comune, ha infatti acquisito il 25% delle azioni di Italeko e inserito un rappresentante, Franco Aprile, nel consiglio di amministrazione. Gli altri soci sono l' Ama international Roma con il 26% delle quote, l' Aspes Pesaro con il 25%, Unica Forlì con il 19% e Confservizi International con il 5%.

Italeko, il cui presidente é Giancarlo D'Ignazio di Ama Roma, si occuperà di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti, di acqua (acquedotto, fognatura e depurazione), di energia, con la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e calore, e di tutela della salute, con la gestione di farmacie e di aziende farmaceutiche socio- sanitarie.

Le azioni nominali di amiu sono balzate a 1,27€

Questo complesso quadro socio economico delle nostre aziende comunali fa si che il comune si pulisca un po' dei debiti che tali società hanno contratto ( e sappiamo quanto costi al comune la gestione del Ferraris e delle farmacie) e l'amiu riesca a fare un aumento di capitale inatteso. Bisogna però fare una precisazione: che il 5% dell'amiu è della filse (sempre comunale).

Perché ciò???? Forse per avere una canale preferenziale per ottenere finanziamenti? Questo non è dato saperlo!

Conclusione: AMIU è una multinazionale!

Di Alessandro Borio

In Lombardia si rischia la privatizzazione dell’acqua!

No-privatizzazione-acqua2

I Comitati lombardi per l’acqua pubblica si mobilitano contro il progetto di legge della Giunta Regionale sui servizi idrici

 

Una mailbombing agli assessori e il 4 agosto un presidio davanti al Pirellone

 

Milano, 02 agosto 2010 – “Se la Giunta Regionale approverà il progetto di legge sui servizi idrici, in Lombardia avremo la totale privatizzazione dell’acqua”. È questa la denuncia del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica, che lancia un appello contro il disegno di legge che verrà discusso dalla Giunta Formigoni il prossimo 5 agosto, in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi che, di fatto, obbliga a cedere ai privati la gestione dei servizi legati all’acqua. Il rischio è che l’acqua di tutta la Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in particolare nella città e nella provincia di Milano, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che lo scorso 19 luglio, a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi, sono state consegnate in Cassazione 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila raccolte nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org), a dimostrazione che i cittadini non vogliono la privatizzazione dell’acqua.

Inoltre in Lombardia, negli scorsi anni, si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006, ottenendone la cancellazione e la sostituzione con una nuova legge che reintroduceva la possibilità dell’affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, i Comitati per l’acqua pubblica chiamano di nuovo alla mobilitazione tutti i Comuni lombardi, che rischiano, con l’approvazione del progetto di legge, di perdere le competenze in materia di acqua, visto che la Regione, riprendendo la norma nazionale che sopprime gli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), vorrebbe affidare la materia alle sole Province. In tal modo i Comuni, ovvero gli Enti più vicini ai cittadini, verrebbero esautorati dalle decisioni su un bene vitale qual è l'acqua, cancellando il federalismo comunale tanto sbandierato dalla Lega Nord.

Ma in particolare il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica chiama all’azione i cittadini, attraverso due azioni di pressione nei confronti della Giunta Regionale: una mailbombing agli assessori regionali [vedasi testo in calce] e un presidio di fronte al Pirellone il prossimo 4 agosto alle ore 17,30, nel tentativo di far desistere la Giunta Formigoni dall’approvazione del progetto di legge.


Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

info stampa: Roberto Fumagalli  - email: roberto@circoloambiente.org

 

 

TESTO DELLA MAIL DA INVIARE AGLI ASSESSORI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


Egregio Assessore,
   apprendiamo dalla stampa che il giorno 5 agosto p.v. verrà discusso e messo in votazione in Giunta Regionale un
Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè
obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti
con l'applicazione del Decreto Ronchi Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

NOME COGNOME

INDIRIZZI EMAIL:


roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it

p.c.  roberto@circoloambiente.org

 

PGT, verde e mafia del cemento.

Grumilano
 

Pubblichiamo una lettera di Michele Sacerdoti già apparsa sul quotidiano la Repubblica del 22 giugno 2010 e la relativa risposta del direttore Colaprico.

 

Il verde reale e quello venduto

 

Caro Colaprico, Repubblica ha reclamizzato come grande conquista della minoranza l'aumento del verde del Pgt a 3 milioni di mq, pari 6 volte il parco Sempione. Ora questa quantità non è un regalo della giunta comunale ma corrisponde a 10 mq di verde per ognuno dei 300.000 nuovi abitanti previsti dal Pgt. In base ad una legge del 1968 i piani regolatori di norma devono prevedere 9 mq di verde ad abitante mentre il Pgt stima che per ogni abitante ci siano già 12,5 m di verde a testa. Quindi i 3 milioni di mq di verde negli ambiti di trasformazione sono meno di quanto necessario se si vuole convincere 300.000 persone a lasciare le zone più verdi intorno a Milano e ritornare in città con le loro famiglie. Questa quantità era già prevista nel Pgt anche se non specificava dove dovesse essere collocata, mentre ora per ogni ambito è stata prescritta la quantità minima di verde necessaria. Comunque questa quantità non è ancora sufficiente perché nelle volumetrie previste gli abitanti saranno molti di più di 300.000 in quanto il Pgt stima che un abitante occupi in media 50 mq di appartamento, quando mai! Una stima ragionevole di 33 m ad abitante (3 persone in 100 m) porta a 454 mila abitanti, con un verde necessario di 4 milioni di mq. Concludo che l'assessore Masseroli è stato abilissimo a concedere dopo una lunga trattativa meno di quello che era dovuto!

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Sa qual è oggi una differenza tra centrodestra e centrosinistra? Il centrodestra studia e prepara personale in grado di gestire anche alcune nefandezze come se fossero cose giustissime (il ministro Alfano sulle intercettazioni), il centrosinistra crede ancora che basta “esserci” e “saper parlare”. Il risultato si vede in vari casi, su questo che segnala lei concordo al cento per cento.

 

E' doveroso segnalare che c'è stata un'ulteriore replica da parte del coordinamento consiliare del PD il 24 giugno 2010 su Repubblica che sottolinea che grazie alle opposizioni per la prima volta un atto in materia di urbanistica vedrebbe corrisposto quanto dovuto alla città in particolare i numeri riguardanti le previsioni del verde negli scali ferroviari e nei diversi ambiti di trasformazione urbana che passeranno da 1.503.275,85 mq a 3.037.059,65 mq, con l'obbligo di destinare il 35% del costruito ad housing sociale. Ribadisce che ciò che è stato fatto in questa sede dal centrosinistra è ben diverso dal “campicchiare” a cui il centrosinistra da Massimo D'Alema in poi sembra ispirarsi e sottolinea anche che la giunta vuole far tornare a Milano 350.000 persone e quindi costruire più case facendo un bel regalo ai suoi elettori, i cementificatori. Conclude con le parole “e voi che fate? Discutete sul verde”

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Noi non ci schieriamo con le ideologie e tantomeno con i partiti, i quali, nonostante la buona volontà dei singoli, spesso devono sottostare a delle logiche impartite dall'alto ma sicuramente favorire questo Pgt così com'è potrebbe comportare il rischio di fare un favore ai cementificatori milanesi e su quest' IDEA vogliamo combattere da cittadini anche perché non vogliamo una mafia del cemento. C'è un modo per ostacolare se non impedire che il Pgt così com'è venga approvato. Si può fare esercitando un diritto che molti di noi non sanno nemmeno di avere. I cittadini dall'8 ottobre al 7 novembre potranno presentare al comune le proprie osservazioni al Pgt, il consiglio comunale è costretto a discuterle, forse molte verranno accorpate per questo dobbiamo presentarne tante. Ci sono due possibilità la prima (la meno probabile) è che le osservazioni vengano approvate ed inserite nel testo il che ci farebbe veramente contenti, la seconda è che siano talmente tante che la discussione non permetta di approvare il Pgt entro il 15 marzo, data in cui scadrà il tempo per l'approvazione.

Chi fosse interessato ad iniziare a leggere il testo ed a discuterlo può farlo a questo  link ,   insieme possiamo scrivere le nostre osservazioni, ognuno si può concentrare su una parte del Pgt (che è lunghissimo). L'unione fa la forza, dobbiamo coalizzarci come cittadini, senza bandiera.

Per un nuovo PGT

Facciamo Fiato sul collo ai parlamentari!

Entro il 5 agosto ci sarà il tentativo di far approvare la Legge
Bavaglio che impedisce ancora di usare le intercettazioni nella maggior
parte. Magicamente, inoltre, è comparso un Decreto Salva P3. Questa
Legge colpisce anche la libertà del web.
Facciamo sentire la nostra voce ai parlamentari, scriviamo a tutti una e-mail. Non dimentichiamo che quel voto sarà segreto.

Abbiamo redatto questo testo, vedi sotto.

= = =
"Onorevole,
presto il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi sul cosiddetto "ddl intercettazioni".
Certamente
Lei sa di essere un rappresentante del Popolo italiano senza vincolo di
mandato, non un portavoce o peggio un portaborse del Partito che lo ha
messo in una lista bloccata. Facciamo quindi appello alla Sua onestà
intellettuale ed al suo senso di responsabilità (tutte qualita' di cui
l'Italia ha assoluto bisogno), nel compiere le scelte migliori per i
Cittadini, non per il Partito "mandante". Di certo Lei nel suo intimo e
nella sua coscienza, se interpellata con onestà, sa bene che questo ddl
ai cittadini non serve affatto, ma finirà per danneggiare il lavoro dei
magistrati, la legalità e la libertà di espressione, valori tutelati
dalla nostra Costituzione ed indispensabili alla Democrazia. Anche se
modificato, così com'è, questo disegno di legge comunque favorirà mafia e
terrorismo, dunque non può essere accettato. Le faccio presente che
nessuno che sia onesto teme le intercettazioni e che esistono metodi
molto più semplici, efficaci e senza "effetti collaterali" in grado di
difendere la privacy dei Cittadini. Tanto meno i Cittadini sentono
l'esigenza di frenare la libertà di espressione nella rete,
preoccupazione invece manifestata dagli estensori del ddl e presente nel
progetto di Legge.
Di conseguenza Le chiedo di votare contro questo
ddl che danneggia il Paese, lo copre di vergogna nel Mondo e preoccupa
anche gli Enti internazionali.
Distinti saluti.

FIRMA
= = =

Va spedito a TUTTI i parlamentari, i cui indirizzi trovate QUI:

http://files.meetup.com/1274856/parlamentari_senato_camera.doc

= = =

Esiste un gruppo facebook, QUI:
http://www.facebook.com/group.php?gid=101101516613970&ref=mf

a cui potete aderire.

Forza! Fallo subito!

Di Leonello Zaquini

Le casse languono: chi paga Expo?

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Il Comune e la Provincia sono a secco e la Regione subisce i tagli della finanziaria. In un clima di austerità nazionale Moratti, Podestà e Formigoni pensano ai 160 milioni di euro per acquistare i terreni Expo ma è proprio necessario acquistarli?

Oggi, presenti 40 consiglieri, assente Formigoni, il consigliere Romeo (Lega Nord) relaziona la manovra di assestamento di bilancio 2010. Annuncia che il disavanzo di 2.527,8 milioni di euro (1.631,4 milioni del 2009 e 896 dell'anno in corso) verranno coperti con dei mutui. Annuncia poi maggiori entrate (154 milioni) e cita alcune cifre dell'assestamento come 6 milioni per incentivare le nuove imprese, 11 milioni per il fondo occupazione disabili, 22 milioni per la dote scuola… L'ottimismo della commissione bilancio viene bruscamente scosso dagli interventi dell'opposizione che ricordano che il paese versa in una forte crisi, il pil della regione Lombardia è sceso del 5.3 % ed i disoccupati hanno raggiunto la cifra di 300.000 ma peggio ancora lo stato ha tagliato del 37% i finanziamenti alla regione. A questo proposito il consigliere Brambilla (P.D.) ironizza e dice che visti gli esiti negativi si potrebbe chiudere l'ufficio della Regione Lombardia di Roma per i rapporti con il governo e risparmiare mandando qualche fax. Stessa cosa verrà poi richiesta per l'ufficio di Bruxelles. Nota interessante anche quella del consigliere Zamponi sull'apparente austerità di Formigoni che vuole diminuire del 10% i compensi dei consiglieri ma non dice che dall'altra parte vuole aumentare i compensi della segreteria del presidente e delle segreterie esterne dei gruppi consiliari.

Il consigliere Bettoni (U.D.C.), ora all'opposizione, rivela le sue preoccupazioni forti per i prossimi mesi e fa una panoramica dell'infelice situazione del lavoro e delle imprese nella regione. Brambilla (P.D.) fa notare che sia la manovra nazionale che quella regionale faranno aumentare la pressione fiscale su chi le tasse già le paga (IRPEF e IRAP).

In un panorama economico tutt'altro che roseo Zamponi fa presente che 2 milioni e 24 mila euro (somma a disposizione della Regione) non bastano per acquistare i terreni Expo. Chi li acquisterà? Il Bie ha dato un ultimatum. A settembre Milano deve avere la disponibilità dei terreni e comunicarne anche la destinazione dopo Expo. I lavori sono in ritardo, la Moratti non ha ancora annunciato l'utilità pubblica delle aree. Perché? Il consigliere Zamponi apre un capitolo sulle disposizioni non finanziarie a piè di pagina della manovra di assestamento e corregge Romeo in merito alla sua dichiarazione quando dice che i provvedimenti da lui inseriti possono essere nella manovra di assestamento al bilancio in quanto hanno ricaduta finanziaria. Zamponi fa notare che qualsiasi provvedimento ha una ricaduta finanziaria ma bisogna vedere se la tipologia in sé è strettamente finanziaria e si domanda cosa ci sia di finanziario nel mettere alla lettera B dell' art. 47 della legge regionale 20/2008 in materia di organizzazione del personale un comma che elimina dalla definizione di unità di supporto specialistico le parole temporanee e permanenti (il comma recita: che può essere sia temporanea che permanente).“Che c'azzecca con la normativa finanziaria?” e inoltre perché introdurre con l'art 2 comma 2 lettera M una norma che prevede che ci sia interscambiabilità nelle funzioni dirigenziali fra consiglio, giunta regionale e sistema regionale? “Cosa c'entra con la norma finanziaria d'assestamento? Non è una scorciatoia per consentire che quell'ultimo baluardo d'indipendenza del consiglio regionale da ruoli esecutivi della giunta venga meno?" Continua il consigliere dicendo che ci sarebbe così un'interscambiabilità di ruoli e gli attuali rapporti di forza non sono a favore dell'indipendenza del consiglio ma squilibrati a favore della giunta”. Un altro provvedimento non finanziario in sé è dare delega alla giunta per Expo e per l'acquisto dei terreni, la manovra avrebbe però ricadute finanziarie enormi ed ancor più politiche perché esautora, insieme alle altre manovre proposte il consiglio regionale, dando tutto il potere a Formigoni ed alla SUA giunta. I consiglieri dell'opposizione non vogliono che la giunta abbia poteri speciali per quanto riguarda Expo, non vogliono dare una delega in bianco, ribadiscono che ci vogliono norme precise. Ancora non è stato nemmeno stabilito come costituire questa società s.p.a. tra Moratti, Podestà e Formigoni. Il tempo stringe settembre è vicino, che cosa avranno in mente di fare? Veniamo al lato finanziario di Expo. Dato che i 2 milioni di euro a disposizione della Regione per entrare nella partecipata con Comune e Provincia non bastano e il Comune e la Provincia hanno detto di non disporre dei soldi stimati in 160 milioni di euro per l'acquisto dei terreni, Zamponi propone di trovarli grazie alle azioni della Sea, partecipata del comune all'85%, che verrebbero fatte rivalorizzare e cedute alla Regione ma dice anche che se i terreni venissero presi in comodato d'uso non costerebbero nulla. Ricordo allora le parole dei consiglieri comunali che tempo fa durante una seduta dicevano “una cosa s'è capita: i Cabassi ci faranno un bell'affare” in merito alla vendita dei terreni di loro proprietà. E mi sorge un dubbio: se i tagli alla manovra finanziaria del governo toccheranno anche la sanità, come ho sentito oggi in Regione, che ne sarà dei nostri servizi dovendo anche affrontare la spesa dei terreni di Expo? Probabilmente gli stranieri verranno a visitare l'Expo ma i lombardi la pagheranno cara.

di Cinzia Bascetta

Ci toglieranno anche il cielo

 

Grattacieli-sole
 
La vera faccia del PGT ma non tutto è perduto!

Il Piano di Governo del Territorio non è stato, come pensavamo, approvato ma è stato semmai adottato, nel senso che è stato adottato il testo che verrà rielaborato dagli uffici ed esposto all'albo dal 1 al 30 settembre p.v. La maggioranza avrebbe voluto evitare il confronto con i cittadini aprendo il testo alle osservazioni nel mese di agosto ma l'opposizione è riuscita ad evitare il peggio ed a mantenere aperto il confronto. Mi piace chiamarlo confronto, sì, perché i cittadini non lo sanno ma avranno la possibilità di presentare delle osservazioni dal 1 al 30 ottobre, data che ci permette di arrivare preparati all'appuntamento.

Nei tre mesi successivi gli uffici dovranno esaminare le osservazioni e riportare il testo nell'aula del consiglio comunale. Il tempo massimo per l'approvazione del testo scade per legge il 15 marzo. A proposito di questo l'assessore Masseroli ha detto che visto che il testo DEVE per legge essere approvato entro quella data, l'opposizione non deve fare l'opposizione…. Ma chi dice che il testo debba per forza essere approvato? La legge no di sicuro in quanto si limita a dire entro quando PUO' essere approvato inoltre, Milano ha veramente bisogno di un nuovo piano di governo del territorio? Intanto la propaganda della maggioranza morattiana promotrice di questo PGT è già iniziata. Il piano è stato infatti presentato alla stampa come un eden di 26 parchi coadiuvato dall'efficienza di 11 metropolitane ma le promesse di una città policentrica non sono mantenute nei contenuti. Questo è un PGT un po' bugiardello forse.

In realtà questo piano ha delle caratteristiche ben precise:

    densificazione

    sviluppo in altezza

    perequazione = scambio di volumetrie = sviluppo di un mercato finanziario della compravendita non ancora regolato

    invenzione di volumetrie inesistenti assegnando diritti edificatori al parco sud che è agricolo

    scomparsa della destinazione d'uso (la scelta di costruire una scuola, un nido od un ospedale passerà alle esigenze del mercato e non più alle esigenze del cittadino)

Questo significa tre cose ben precise:

    cementificazione

    inquinamento

    speculazione

Un sondaggio dell'ISPO, fatto su un campione di 800 persone di destra e sinistra, ha criticato ampiamente questo PGT ed è un segno che le persone prima di essere di destra o di sinistra sono innanzitutto cittadini della propria città, cittadini che ora possono decidere di dire al comune che non vogliono che gli venga costruito un grattacelo davanti casa, che la loro zona sia densificata facendo aumentare il traffico e diminuire la disponibilità di parcheggi, che si oppongono ad una speculazione immobiliare sfrenata, alla nascita di un mercato finanziario delle volumetrie senza regole, ma anche rivendicare il proprio diritto alla priorità nelle scelte riguardanti i servizi come le scuole, gli ospedali, le biblioteche ecc… e il proprio diritto ad alzare lo sguardo al cielo di tanto in tanto.

 

Di Cinzia Bascetta

Un furto in piena notte: approvato il PGT

Giotto
Clicca sull'immagine per vedere il video

Oggi 14 luglio, alle ore 4.00, mentre i cittadini ignari erano immersi nel sonno, con 28 voti a favore e 20 contrari, il Consiglio comunale ha approvato il Piano di Governo del Territorio in una seduta iniziata il giono prima e durata 13 ore. Furtivamente come i soliti ignoti (solo che qui i nomi sono noti!), la maggioranza che governa questa città ha deliberato l'adozione di un PGT che piace solo a lei, all'assessore Masseroli che lo ha presentato, e ovviamente al sindaco, che nelle prime ore della seduta è stata in aula per far numero in modo da contrastare una delle consuete manovre ostruzionistiche dell'opposizione (unica arma efficace contro questo scempio!), per poi uscirsene bellamente salutando gli amici con la manina intorno alle 18.00. Un sindaco che in sette mesi di discussioni sul PGT ha disertato la maggior parte dei consigli comunali e che questa notte se ne è andata a dormire come se la conclusione di questa estenuante maratona consiliare fosse scontata e quindi di nessun conto! Quando mancavano solo gli ultimi 5 emendamenti da discutere, l'opposizione ha chiesto di chiudere la seduta e di convocarne un'altra per le 12.00 in modo da dare ai cittadini la possibilità di essere presenti in tribuna e di partecipare alla votazione del PGT, perché dessero loro, con la loro presenza, dignità e valore a questo epilogo…ma la maggioranza ha respinto tale richiesta, ha voluto concludere in fretta nel cuore della notte, senza pubblico, senza giornalisti, senza sindaco, pur di farla finita e offrire alla signora Letizia Moratti il fiore all'occhiello per la sua nuova campagna elettorale. La realtà è ben più tremenda: bisognava sbrigarsi perché Provincia e Regione, alle quali ora passerà il PGT per poi ritornare in Comune, da mesi stavano facendo pressioni perché venisse partorito un govervo del territorio che servirà "per un disegno dei prossimi 20 anni di Milano", come ha dichiarato il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri (http://www.comune.mil….
Ma quale disegno? Quello dello sfruttamento delle aree cittadine che si vogliono edificare in previsione dei fantomatici 300.000 abitanti che torneranno a vivere a Milano? O del disegno che ha portato in galera 160 persone invischiate nella 'Ndrangheta calabrese?
… e intanto i milanesi dormivano, e continuano a dormire, come stanno facendo da più di vent'anni!!!
Alcuni però hanno deciso di svegliarsi, di entrare nelle tribune di queste arene politiche, di cercare di capire i giochi in atto e di informare gli altri per tentare di svegliarli.
Noi siamo tra questi e continueremo a farlo!

Di Annarosa Restifo Olivera