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“Di noi ti puoi fidar …”

2 Luglio 2014 – Protesta lavoratori della Multiservizi

«Abbiamo passato ancora un’altra notte qui – spiegano i lavoratori – con noi sono rimasti i consiglieri Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle, …”

28 Aprile 2017 – Protesta lavoratori della Multiservizi

Campidoglio, lavoratori Multiservizi protestano. De Vito li caccia per 2 mesi: “Rispettate istituzioni”

QUALCUNO COMINCERA’ A CAPIRE CHE IL VOTO NON E’ UN GIOCO E CHE GLI ERRORI SI PAGANO?

CHE SE NON CI SONO ALTERNATIVE E’ PERCHE’ NON SONO STATE COLTIVATE?

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci.

Dai loro frutti li riconoscerete

di Storo

VOTO DISGIUNTO!

Voto_disgiunto

Oggi in Italia le leggi elettorali privano di fatto le opposizioni di ogni potere, relegandole in ruoli assolutamente marginali. La prima conseguenza di ciò è che gli elettori si vedono costretti a dare un voto tattico, devono così rinunciare a votare la “lista del cuore” che non ha possibilità di vittoria per dare il proprio voto al meno sgradito dei possibili vincitori.

Ma esiste un'eccezione a questo comportamento dettato dal buon senso ed è proprio in occasione delle elezioni amministrative che si celebreranno fra poco, grazie al doppio turno.
Poiché infatti il potere sarà nelle mani del candidato sindaco che avrà avuto la meglio al primo turno, a contare nella lotta per il potere sono solo i voti ai candidati sindaco nel tentativo di spingerlo direttamente alla vittoria od almeno al ballottaggio.
Grazie alla possibilità di voto disgiunto che c'è alle amministrative, l'elettore, una volta votato il candidato sindaco, può attribuire il voto di lista ad una qualsiasi di quelle che partecipano alla competizione, anche se la preferita non è fra quelle che sostengono il candidato scelto.
Ed è importante il voto disgiunto, perché permette alle liste nuove di presentarsi e così farsi conoscere e, se meritevoli, di crescere nel tempo sino a diventare protagoniste.
Ed è un voto parlante: spiega al candidato sindaco che i nostri valori sono differenti da quelli delle liste che lo sostengono e che non è necessariamente prigioniero dei partiti che l'hanno proposto.

Storno

REFERENDUM KILLER

Referendum killer

Per come stanno andando le cose questo referendum sulla rinnovabilità delle concessioni sta assassinando la Democrazia Diretta.

In regime di Democrazia Diretta, il referendum è il momento legislativo da parte del cittadino, che manifesta la sua volontà su un ben preciso provvedimento.

Vedendo però con quali argomentazioni si cerca di convincere il cittadino a fare una scelta o l'altra e, ahimé, le risposte sui social che ben accolgono e sostengono queste argomentazioni, ci si accorge che il referendum è di fatto scaduto a semplice manifestazione.

E questo, purtroppo, soprattutto da parte di coloro che solitamente si proclamano propugnatori della Democrazia Diretta. Non parlo naturalmente delle falsità e delle imprecisioni diffuse per incapacità o volere di manipolazione, che fanno parte del (brutto) gioco, parlo delle argomentazioni addotte che nulla c'entrano con la sostanza del quesito referendario, dalla volontà di ridisegnare la politica energetica italiana alla protesta per la corruzione del governo.

E non è un caso che il Movimento 5 stelle ed altre forze politiche che si erano disinteressati alla raccolta delle firme, decretandone così il fallimento, tanto che i referendum hanno dovuto essere resuscitati dalle regioni, oggi si battano con determinazione a favore del SI.

Tutto legittimo, per carità, ma a questo punto tutti i referendum diventano uguali: una manifestazione pro o contro il governo. Si colga pure l'occasione per i circenses da offrire alle proprie tifoserie, ma … addio Democrazia Diretta! (e di conseguenza fra un po' pure al panem)

di Storno

Quelle medicine che NON curano le malattie cardiovascolari

Compresse cuore

Puo' darsi che domani mi venga un infarto o un ictus e allora qualcuno non potrà fare a meno di osservare che è morto quel medico pazzo che pretendeva di prevenire o curare tutto con le vitamine.

Pero' qualche osservazione non posso fare a meno di farla.

Mio fratello è morto di infarto a 62 anni nella palestra di un albergo in Cina dove si trovava per lavoro.

Aveva il colesterolo a 160 perchè prendeva le statine.

Aveva la pressione normale perchè prendeva gli antiipertensivi .

Prendeva anche la cardioaspirina . Non fumava e non beveva .

Prendeva inoltre anche un po' di altri farmaci, non so esattamente quali , per controbilanciare gli effetti collaterali degli altri .

I cardiologi dicono che si fa cosi' , e se lo dicono è perchè probabilmente intendono allungare la vita o migliorarne la qualità , oppure perchè i protocolli dicono che si fa cosi' e basta.

Qualcuno potrebbe tagliare la testa al toro e dire : si ma comunque l'aspettativa di vita è sempre in aumento. Daro' in seguito il mio parere su questa cosa.

Sono stato per indole molto diverso da mio fratello : lui seguiva sempre la versione ufficiale. Era sempre uno studente e poi un lavoratore diligente , un marito diligente e ovviamente anche un paziente diligente.

Da piccolo mi faceva sempre fare quello che volevo , poi siamo diventati grandi e a comandare nella sua vita sono arrivati gli altri . Io sono tutto il contrario e se una cosa me la dici piu' di una volta vuol dire che avrai un tuo interesse a dirmela e vuol dire anche che probabilmente è sbagliata.

Ho cominciato a credere un po' meno nella medicina ufficiale quando , negli anni '90 parlavano della terapia Di Bella e ne parlavano un po' troppo male per i miei gusti : allora ho cominciato a girare nei siti alternativi e sconosciuti. Ho cominciato a scoprire cose diverse anche sul resto degli argomenti medici : m. cardiovascolari, Aids, vaccini etc.

Un giorno stanco di essere da solo ad avere certe idee ho cominciato a cercare su facebook quelli che scrivevano gli articoli in questi siti . Loro non entravano molto ma in compenso ho trovato i loro amici : una bella sorpresa e un mondo seminascosto : adesso ne avro' piu' di un centinaio con analoghe visioni della medicina .

Mi sono soffermato a studiare piu' approfonditamente alcune teorie riguardanti la medicina Cellulare di Rath : secondo tali teorie una carenza di vitamine , in particolare vitamina C e antiossidanti porta a microlesioni delle pareti delle arterie come primum movens verso la malattia aterosclerotica : su queste lesioni si deposita il colesterolo prodotto dal fegato a scopo riparativo e si forma la placca ateromasica (quindi non quello che entra dagli alimenti ma che viene prodotto perchè ci serve!) . Da qui seguono ispessimenti fibrotici , calcificazioni , aneurismi, trombi , emboli e quindi infarto e ictus.

Qual è il miglior modo per combattere questa sequela : semplice : rinforzare il tessuto connettivo e quindi la parete dell'arteria per evitare le microlesioni e quindi evitare tutto il resto delle sequele.

Come ? Assumendo vitamina C.

Peraltro abbiamo tutti una certa carenza perchè per lo stress e l'inquinamento ne bruciamo di piu' o comunque ne abbiamo piu' bisogno, cosi' come abbiamo piu' bisogno di antiossidanti, ma nella dieta ce n'è sempre meno , perchè gli alimenti sono sempre piu' trattati e la frutta è acerba.

Ridurre il colesterolo un po' potrebbe servire per ridurre la velocità di formazione della placca ma qualcosa mi dice che i problemi si risolvono alla radice .

Ho trovato parecchie altre teorie basate sulla vitamina C , ma chi mi garantisce che non siano tutte storie ?

Allora si fa come fanno i grandi medici , come il dr Hamer , il dr Simoncini o il prof Di Bella : si

provano su me stesso.

All'incirca nel 2009 avevo già la pressione che viaggiava intorno ai 150/100 e il colesterolo a 270 e mi dicevano di imbottirmi di farmaci .

Io ho seguito l'alternativo assumendo vit C e antiossidanti e sono scesi entrambi i valori : adesso la pressione è intorno ai 130/85 e il colesterolo a 240 . A maggio scorso ho fatto una prova da sforzo e mi hanno detto che non avevo bisogno di prendere niente.

Non contento dei semplici numerini , potendo avvalermi di un mezzo per vedere direttamente le arterie quale l'ecografia, mi sono studiato le mie arterie .

L'ecografia vede molto bene tutto cio' che è situato fino a 2-3 cm dalla cute , quindi si possono valutare bene le arterie carotidee , che portano il sangue al cervello, e quelle degli arti, in particolare la femorale

Si tenga presente che nella pratica clinica l'ecografia viene richiesta per valutare l'aorta , che si vede molto ma molto peggio e spesso si puo' valutare solo se c'è un aneurisma , oppure si guardano le aa carotidee , valutando solo la percentuale di stenosi e le alterazioni di flusso : in altri termini ci viene richiesto di guardare le fasi avanzate della malattia cardiovascolare , in funzione di interventi chirurgici. Le fasi iniziali non interessano perchè non ci sono cure mediche per queste …. nella medicina ufficiale.

Il problema è che noi ecografisti dobbiamo fare cio' che ci viene richiesto …

Nel 2009 comunque a livello delle aa carotidee , avevo degli ispessimenti subintimali : in pratica depositi di colesterolo tra lo strato piu interno dell'arteria e quello muscolare piu' profondo. Ispessimenti di una certa rilevanza (quasi 2 mm vs 1,2 mm nei soggetti normali). Questi rappresenterebbero la fase iniziale dell'arteriosclerosi.

Al controllo nel 2014 gli ispessimenti sono scomparsi.

Gli ispessimenti subintimali sembrano non interessare a nessuno a quanto pare, ma ho trovato un lavoro scientifico con ampia casistica (2000 casi) dove si è scoperto che chi aveva uno spessore subintimale delle aa carotidee di circa 2 mm aveva il triplo di possibilità di essere colpito da infarto o ictus. Lo studio è stato effettuato dal centro cardiologico Monzino di Milano fino al 2007 (!).

Ho cominciato nell'occasione a eseguire l'ecografia delle carotidi come dicevo io, cercando gli ispessimenti subintimali , consigliando vitamine ai casi in fase iniziale , spiegando che questo rappresentava una visione della medicina un po' diverso . Per promuovere la cosa facevo dei prezzi particolarmente vantaggiosi.

Risposta della gente : scadente .

Sono arrivati un sacco di anziani con aterosclerosi avanzata che approfittavano del basso costo per eseguire un esame doppler . Molti non hanno capito lo spirito della cosa . Parecchi medici mi hanno osteggiato. Non ho visto ritornare quasi nessuno a ricontrollarsi dopo mesi di terapia vitaminica (che evidentemente non facevano) come mi sarei auspicato all'inizio . E poi noi ecografisti dobbiamo fare gli esami che ci chiedono, mica possiamo prendere iniziative personali (….)

Attualmente sono abbastanza convinto che la vera prevenzione si possa fare solo a pochi eletti che hanno capito : se le persone hanno piu' medici nella loro cerchia di conoscenze diventa ancora piu' difficile: mi spiace dirlo ma è cosi !

Pero' qualche caso “emblematico” che mi ha aiutato a confermare le mie teorie c'è stato :

ricordo un uomo di 74 anni che è venuto a fare l'ecografia delle carotidi . Andava molto fiero del fatto che , grazie alle statine, aveva sempre mantenuto il valore di colesterolo intorno ai 160 o anche meno . Peccato che ad un precedente controllo doppler del 2004 si segnalava qualche piccola placca ateromasica , mentre al mio controllo nel 2012 (sempre sotto statine) c'erano ostruzioni tra il 50% e il 60%. Ditemi almeno una ragione valida per pensare che questo signore era meno a rischio sotto terapia che se non l'avesse fatta !

Sulle statine ci sono altre cose da dire : gli effetti collaterali sono notevoli ma soprattutto non vengono calcolati gli effetti a distanza . In altre nazioni si associa sempre alla statina il coenzima Q10, un micronutriente fondamentale nel metabolismo energetico a livello cellulare che è dimostrato si riduca in chi assume statine. In Canada e in Giappone i medici che non somministrano coenzima Q10 in chi fa uso di statine possono essere denunciati per negligenza. In Italia i cardiologi non sanno neppure cosa sia.

La carenza di coenzima Q10 puo' portare a disturbi di qualunque genere tra cui l'infarto stesso …

Per quanto riguarda gli antiipertensivi , anche in quel caso nutro le mie perplessità : i cardiologici fanno sermoni a chi supera i 140/95 di pressione perchè valori superiori sono a rischio : peccato che la pressione sotto sforzo massimo , per esempio dopo una pratica sportiva, arriva fisiologicamente a 250 mmHg, mentre durante un rapporto sessuale puo' arrivare a 180 mmHg.

Forse , è lecito pensare che piu' che giocare su numerini senza senso sia meglio mantenere le arterie piu' sane possibili e i controlli farli senza guardare i numerini ma guardando le arterie direttamente …

I farmaci hanno tutti degli effetti collaterali , in generale determinano un effetto ossidante e aumentano il carico di sostanze tossiche già presenti nel nostro organismo in quantità abbondanti.

Nel caso di mio fratello cosi' come per tutte le persone di età intorno ai 50- 60 anni era obbligato ad una vita intensa di lavoro perchè non solo si deve arrivare a lavorare fino a 67 anni , ma fino all'ultimo non si fanno sconti , tutti tenuti sotto scacco dal solito ricatto : se non ti va quella è la porta.

Diventa una sorta di sommazione : le arterie sono già alterate, si aggiunge la tossicità del farmaco , si aggiunge lo stress lavorativo, gli anni, il fuso orario , l'inquinamento (in Cina è micidiale) , l'attività fisica in ambiente chiuso , che abbassa ulteriormente la % di ossigeno aumentando quella di anidride carbonica. Ma i cardiologi tutte queste cose le dicono o le sanno o guardano solo i freddi protocolli ?

Qualcuno potrebbe osservare che comunque l'aspettativa di vita alla nascita è sempre salita (adesso forse è stabile …) , tuttavia è certo che lo stato di salute del cinquantenne/sessantenne di oggi è peggiore di 30 anni fa : l'aspettativa di vita sana è in discesa vorticosa dal 2003 , fonte : Eurostat , pubblicata anche da Monia Benini nel sito del Movimento PBC.

Credo probabilmente che la persona in quella fascia di età è molto a rischio senza contare il fatto che se uno è costretto ad assumere 3, 4 , 5 tipi di farmaci, tutti salvavita, magari un giorno si dimentica di assumerli oppure semplicemente si rompe le palle.

Poi arriva la pensione, le pantofole , il letto, le badanti etc etc , i farmaci regolarmente messi sul comodino dai figli (o meglio dalle figlie…) e forse sono quelli li' che salvano ancora la statistica : malato si , ma ci sono i farmaci a tapullare piu' che possono: genitori novantenni che si sono visti morire un figlio ce ne sono parecchi …D'altronde le case farmaceutiche ti vogliono malato ma vivo.

Ma quando questi fanno l'ecografia o la TAC e guardi le arterie rimani completamente allibito a pensare a come c…. fanno ad essere ancora vivi. 

di Gianpaolo Cavallaro, medico radiologo

OROSCOPO (dopo le Europee)

Oroscopo

Un paragone fra le liste elettorali e la loro politica delle elezioni europee del 2009 e quelle del 2014 evidenzia il grande sconvolgimento generato in questi anni dal bipolarismo nella politica italiana.

Mentre nel 2009 i partiti erano ancora distribuiti in modo uniforme lungo l'asse Destra-Sinistra e la distribuzione degli elettori aveva la forma di una gaussiana oggi tutti i partiti sono ammassati al centro nel tentativo quelli di sinistra di portarsi il più a destra possibile e gli altri viceversa.

Mischia

Cosa potrà cambiare, nella politica italiana, partendo da destra, in seguito ai risultati delle elezioni politiche?

 

FRATELLI D'ITALIA – AN

La destra è ormai scomparsa e comunque vadano le elezioni questo partito confluirà in FI (comunque si chiamerà la coalizione così formata)

 

LEGA NORD

La Lega Nord è sempre la stessa, qualunque sia il risultato, si alleerà con FI &c.

 

FORZA ITALIA

Per lei il risultato sarà importante: le varie componenti sono tenute insieme dal successo ed un cattivo risultato genererà un flusso in uscita verso NCD – UdC ed il cattivo risultato sembra proprio in arrivo.

 

SCELTA EUROPEA

Formato da una decina di gruppi di ispirazione liberale, data intorno al 2%, è ininfluente, finite le europee si dividerà ed ognuno se andrà per conto proprio

 

NCD – UdC

Unione sperimentale: se il risultato sarà positivo verrà riconfermata, altrimenti l'UdC migrerà verso i lidi da cui è partita: FI&c.

 

MOVIMENTO 5 STELLE

Il M5S continuerà come sempre la sua continua campagna elettorale, ma il risultato avrà forti ripercussioni interne: in caso di vittoria consistente ci sarà un periodo di epurazioni (chi ha votato contro le espulsioni può staresereno).

 

PARTITO DEMOCRATICO

Analogamente al M5S nulla cambierà nella politica del PD, o meglio di Renzi, anche in caso di risultato negativo ed anche nel PD in caso di vittoria consistente ci sarà un periodo di epurazioni (cCivati&c. Statesereni).

Panchiina

L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

L'unico partito al di fuori della mischia centrale, oggi in panchina, si sta battendo per entrare in campo e così far sopravvivere un'idea di sinistra. Raccoglie un'ampia gamma di visioni della “sinistra” e se non riesce a superare la soglia è probabile che le sue componenti si separino, con vantaggio per il PD e trionfo totale del bi(mono?)polarismo.

di Storno

Referendum, Valsusa e “comuni denuclearizzati”…”pare”… e i convogli di scorie?

Treno nucleare

Alla faccia della maggioranza degli italiani che ha detto no al rischio
nucleare “pare” che il 10 luglio ci sia un nuovo trasporto di scorie
contenenti plutonio da Saluggia a La Hague. “Pare” come “pareva” che un
treno di scorie nucleari dovesse passare nella notte di domenica 8 maggio
scorso quando poi è effettivamente entrato in Francia dalla Val Susa
passando, a quanto risulta, per Vercelli, Novara, Alessandria, Asti e
Torino, interessandone le province oltre a quella di Pavia essendo passato
anche per Mortara.

Diciamo “pare” perché i cittadini non vengono correttamente informati da
chi di dovere. Dovrebbero farlo i prefetti ed i comuni interessati in base
ad appositi piani di emergenza che andrebbero redatti rispettando varie
norme tra cui la legge delle Regione Piemonte numero 5/2010, articolo 4,
comma 2.
Peraltro i piani di emergenza, dove esistono, sono discutibili. Come
quelli delle prefetture di Torino e di Vercelli dove non è previsto
l'attacco terroristico, ma solo, come incidente di riferimento,
l'improbabile collisione con un'autobotte di benzina.

Per capire quanto siano insufficienti quei piani non ci vuole molta
fantasia. Basta immaginare cosa sarebbe successo se in Val Susa qualcuno
(non certo un italiano e tanto meno un valsusino, ma magari qualcuno
direttamente coinvolto dalle missioni italiane all'estero) avesse stato
fatto saltare in aria un ponte al passaggio delle scorie: il plutonio,
dopo aver definitivamente steso la valle, avrebbe fatto danni fino
all'Adriatico tra infinite quanto tardive discussioni sulla differenza tra
i pericoli inventati e i pericoli veri.

Questa sottovalutazione avviene perché nel valutare il rischio nucleare ci
si ostina a considerare solo danni derivanti da eventi naturali o
incidenti fortuiti e mai atti intenzionali come azioni belliche e atti di
terrorismo, effettuabili più facilmente durante il trasporto di scorie,
che, proprio per tale ragione, è uno dei momenti di massimo rischio.

Tale scelta ha l'effetto di sottovalutare il rischio per non doverne
sostenere il conseguente aumento di costi. Quindi meno costi per il
committente del trasporto e rischi per la collettività molto maggiori.

Almeno fossero di qualche utilità, quei trasporti. Almeno rendessero molto
meno pericolose le scorie. Invece no, perché pare che lo scopo principale
sia un altro: estrarvi plutonio per fare bombe e altro combustibile
nucleare come il “mox” usato anche a Fukushima. Quelle scorie ritornano
poi tutte in Italia con una radioattività ridotta di poco o nulla,
sull'ordine dell'uno per cento o giù di lì. A cosa servono quindi quei
trasporti? A chi convengono? Sarebbe il caso di approfondire il discorso
partendo dall'identità di coloro che vogliono continuare a farli.

Quei trasporti vanno perciò impediti a partire da quello, molto probabile,
del 10 luglio. E questa volta non più, come successe ad Avigliana, da
quelli a volto coperto a loro rischio e pericolo, ma direttamente da
quelli in divisa. Per le scorie nucleari, infine, va previsto un unico
tipo di trasporto: quello verso un deposito finale. Quella è la volontà
espressa dal popolo italiano e come tale deve essere rispettata.

Quelli che si opponevano ai referendum (e buona parte di quelli che li
hanno appoggiati in extremis) ora non possono far altro che provare a
scipparci il risultato. Per il nucleare non è passato nemmeno un mese,
mentre per l'acqua hanno cominciato da subito. Per questo la battaglia per
i referendum non è affatto finita e i risultati sono ancora lontani.

Nel frattempo è bene che la magistratura prenda in esame il comportamento
di coloro che, nascondendo i trasporti di scorie nucleari, hanno fatto
correre (e magari vogliono far correre ancora) seri rischi ad un grande
numero di persone inconsapevoli.

Tino Balduzzi
comitato antinucleare della provincia di alessandria
nonukeal@gmail.com

riferimenti:
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1995-03-17;230
http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=LEGGI&LEGGE=5&LEGGEANNO=2010
http://www.comune.avigliana.to.it/public/home_page/allegati/hp_321.pdf

Perché mi candido con Milly Moratti per Pisapia

 

CinziaBascetta

Sono nata a Genova ma vivo a Milano dal 2002. Qui mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale e mi sono anche sposata. Ho lavorato come insegnante d’italiano per stranieri (precaria) e come traduttrice. Dopo un’esperienza con il movimento 5 stelle ho trovato la coerenza che cercavo nel portare avanti certi temi e l’apertura verso i comuni cittadini nel lavoro di Milly Moratti. Per alcuni mesi ho seguito il consiglio comunale ed ho potuto saggiare le sue dinamiche. Sul mio blog ho documentato tutto nella sezione Fiato sul collo Comune. Ho seguito l’iter del PGT ed ho visto il duro ed appassionato lavoro di opposizione svolto da Milly. Nel frattempo mi sono impegnata insieme ai comitati per l’acqua nella raccolta firme e sensibilizzazione al referendum in favore dell’acqua pubblica. Con mio marito dieci mesi fa ho aperto un blog per occuparmi di temi importanti per noi cittadini, come acqua, nucleare, piano di governo del territorio, vaccini e industrie farmaceutiche, inceneritori e raccolta differenziata e molte altre cose.

Ritengo che un’informazione vera e disinteressata in un clima di continue bugie funzionali ad interessi di parte possa aiutare molte persone.

Ho preparato due sintetici dossier che affrontano in particolare due problemi della zona 9.


 

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Piano di Governo del Territorio
Alcune osservazioni

Il PGT apre le porte ai privati per la gestione dei servizi dei milanesi . Si potrebbe pensare che molte aziende, se ben gestite, siano efficientissime, ma l’azienda in sé fa in primis i suoi interessi e non quelli dell’ utilizzatore. Le istituzioni nascono per tutelare il cittadino ed in quest’ottica dovrebbero sempre fare gli interessi di quest’ultimo garantendo la massima equità. Cosa succederebbe se un’istituzione cominciasse a ragionare in termini di profitto? … Leggi tutto l’articolo 

Scrivi Bascetta

 


Sentenza della Corte di Appello di Potenza su ricorso di Copeti Francesco

Acque – Giurisp.Penale Cass.
Cass. Sez. III n. 7214 del 25 febbraio 2011 (Ud. 17 nov. 2010)Pres. Ferrua Est. Fiale Ric. CopetiAcque. Natura del percolato

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESez. III Penale
Composta dagli ill.mi Sigg.ri Magistrati:Dott. GIULIANA FERRUA. – Presidente -Dott. CLAUDIA SQUASSONI – ConsigliereDott. MARIO GENTILE – Consigliere -Dott. ALDO FIALE – Consigliere Rel. -Dott. ELISABETTA ROSI – Consigliere –
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
– sul ricorso proposto da:l) COPETI FRANCESCO N. IL 03/08/1957- avverso la sentenza n. 144/2009 CORTE APPELLO di POTENZA, del 22/10/2009- visti gli atti, la sentenza e il ricorso- udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2010 la relazione fatta dal Consigliere Dott. ALDO FIALE
– Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Gioacchino Izzo che ha concluso per il rigetto del ricorso.- Udito il difensore Avv.to Nicola D’Argento, il quale ha chiesto l’accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Corte di appello di Potenza, con sentenza del 22.10.2009, confermava la sentenza 14.11.2008 del Tribunale monocratico di Lagonegro, che aveva affermato la responsabilità penale di Copeti Francesco in ordine ai reati di cui:- agli arti. 45 e 59 legge n. 152/1999 [per avere – in qualità di rappresentante legale della s.p.a. “Medio Agri”, affidataria della gestione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Sant’Arcangelo, di proprietà della locale Comunità montana – effettuato, senza autorizzazione, lo scarico del percolato prodotto in detto impianto nel corso d’acqua denominato “Fiumarella”, all’interno del Parco nazionale del Pollino – acc. in Sant’Arcangelo, il 16.2.20061;- all’art. 181 D.Lgs. n. 42/2004 [per avere effettuato l’attività di scarico anzidetta, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, senza l’autorizzazione dell’autorità preposta alla tutela del vincolo] e, riconosciute circostanze attenuanti generiche, lo aveva condannato alla pena complessiva (condizionalmente sospesa) di mesi quattro di arresto ed euro 22.500,00 di ammenda, con ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi;
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso il difensore del Copeti, il quale ha eccepito:- violazione dell’art. 521 c.p.p., poiché all’imputato era stato originariamente contestato lo svernamento di “percolato” mentre la condanna ha riguardato lo scolo di “acque reflue”, in una situazione in cui, a fronte di liquami provenienti dall’interno di un impianto di trattamento dei rifiuti, non sarebbero identificabili acque reflue industriali né urbane;- la mancanza di prova certa che i reflui inquinanti provenissero dall’impianto di trattamento e di smaltimento di rifiuti solidi urbani del Comune di Sant’Arcangelo e la incongruità del diniego della richiesta rinnovazione del dibattimento, che avrebbe consentito di fare chiarezza sul punto;- la incongrua individuazione della responsabilità dell’imputato, collegata esclusivamente alla sua qualità di responsabile legale della società affidataria dell’impianto di smaltimento dei rifiuti, non tenendo conto in tal modo dell’esistenza, nella compagine societaria, di organi tecnici preposti a specifici compiti connessi alle varie fasi dello smaltimento;- l’insussistenza del reato paesaggistico, non potendo configurarsi l’effettuazione di alcun “lavoro” che abbia coinvolto beni protetti e non essendo stato specificato “di quali beni paesaggistici si tratterebbe”.
Lo stesso difensore, poi, con memoria del 27.10.2010, ha articolato “motivi nuovi”, prospettando che:- dopo la sentenza di primo grado sono stati rinviati a giudizio, per i medesimi fatti, il dirigente responsabile dell’ufficio tecnico della s.p.a. “Medio Agri” ed il responsabile tecnico dell’impianto sito nel Comune di Sant’Arcangelo: vertendosi, pertanto, in tema di “connessione” per la contestata cooperazione colposa con il Copeti, il presente processo non potrebbe essere deciso separatamente da quello di nuova instaurazione;- non potrebbe ravvisarsi alcuna responsabilità del titolare della società di gestione di un impianto di smaltimento dei rifiuti nell’ipotesi (corrispondente a quella in esame) in cui esiste l’obbligo giuridico di affidare la cura dell’organizzazione tecnica dell’impianto ad un altro soggetto professionale, le cui competenze esclusive sono stabilite coattivamente e dettagliatamente dalla legge;- incongruamente non sarebbe stato accertato se, tenuto conto della suddivisione delle competenze nella gestione della discarica, “vi sia stato il rispetto delle prescrizioni imposte nel provvedimento di autorizzazione regionale”;- non sarebbero state valutate le prescrizioni prese, all’interno della discarica, per l’efficiente raccolta del percolato.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso deve essere rigettato, perché infondato.

1. Va affermata, anzitutto, la correttezza dell’inquadramento giuridico della vicenda operato dai giudici del merito ed in particolare la esattezza dell’applicazione, nella specie, della normativa in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e non di quella dettata in materia di rifiuti.
I fatti (accertati il 16.2.2006) sono antecedenti all’entrata in vigore del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e l’art. 8, 1° comma – lett. e), del D.Lgs. n. 22/1977, all’epoca vigente [attualmente art. 185, 1° comma – lett. b), n. 1, del D.Lgs. n. 152/2006 e succ. modif.], già escludeva dal novero dei rifiuti le acque di scarico, ad eccezione dei rifiuti allo stato liquido. I “rifiuti allo stato liquido” sono costituiti da acque reflue di cui il detentore si disfa, senza versamento diretto, non convogliandoli cioè in via diretta in corpi idrici ricettori, bensì avviandoli allo smaltimento, trattamento o depurazione a mezzo di trasporto (vedi Cass., sez. III, 4.5.2005, n. 20679).Alla stregua del principio generale – secondo il quale è l’interruzione del nesso funzionale e diretto delle acque reflue con il corpo idrico ricettore a ricondurre la gestione delle acque reflue medesime nell’ambito dei rifiuti – va individuata la disciplina del “percolato”, che l’art. 2, lett. m), del D.Lgs. 13.1.2003, n. 36 {Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti] definisce quale “liquido che si origina prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi”.Il “percolato”, dunque, ben può assumere la connotazione di “rifiuto” [come è confermato dall’attuale previsione dell’Allegato D) alla parte IV del D.Lgs. n. 152/2006: punti 19 07, 19 07 02 e 19 07 03] ma ciò soltanto allorquando lo stesso non si configuri quale acqua sostanzialmente “di processo” direttamente smaltita in un corpo idrico ricettore.Nella specie, invece, non si adduce in ricorso l’insussistenza di un nesso funzionale e diretto delle acque reflue con il corpo idrico ricettore.

2. Non si ravvisa, inoltre, alcun elemento che possa dare consistenza alla denunciata violazione dell’art. 521 c.p.p.Secondo la giurisprudenza di questa Corte Suprema, il principio della correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto in sentenza non va inteso in senso rigorosamente formale o meccanicistico ma, conformemente al suo scopo ed alla sua funzione, in senso realistico e sostanziale.La verifica dell’osservanza di detto principio non può esaurirsi, quindi, in un pedissequo e mero confronto puramente letterale tra contestazione e sentenza, ma va condotta sulla base della possibilità assicurata all’imputato di difendersi in relazione a tutte le circostanze del fatto, sicché deve escludersene la violazione ogni volta che non sia ravvisabile pregiudizio delle possibilità di compiuta difesa.Le Sezioni Unite – con la sentenza n.16 del 22.10,1996, ric. Di Francesco – hanno affermato, in particolare, che “con riferimento al principio di correlazione fra imputazione contestata e sentenza, per aversi mutamento del fatto, occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, della fattispecie concreta nella qual
e si riassume l’ipotesi astratta prevista dalla legge, si da pervenire ad un’incertezza sull’oggetto dell’imputazione” e “… vertendosi in materia di garanzie e di difesa, la violazione è del tutto insussistente quando l’imputato, attraverso l’iter del processo, sia venuto a trovarsi nella condizione concreta di difendersi in ordine all’oggetto dell’imputazione”.Nella vicenda in esame, i contenuti essenziali dell’addebito risultano riferiti, nel capo di imputazione, alla effettuazione dello scarico, nel corso d’acqua denominato “Fiumarella”, del percolato prodotto nell’impianto di smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Sant’Arcangelo ed in relazione a tale condotta illecita l’imputato ha avuto piena possibilità di difendersi ed è stato condannato previa corretta qualificazione di quel percolato quale acqua di scarico non domestica e senza alcuna immutazione dell’addebito.La qualificazione è corretta, perché le “acque reflue domestiche” sono quelle “provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche”; mentre la nozione di “acque reflue industriali’ ricomprende “qualsiasi tipo di scarico di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono attività commerciali e industriali, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento”.

3. Quanto alla riconducibilità, in punto di fatto, dei reflui inquinanti all’impianto di smaltimento “de quo”, i giudici del merito hanno dato puntualmente conto degli accertamenti eseguiti dai verbalizzanti, i quali, risalendo il torrente “Fiumarella”, ebbero a ripercorrere a ritroso il deflusso delle chiazze nerastre notate sulla superficie delle acque dell’invaso della diga di Monte Cotugno fino ad individuarne la fonte originaria costituita dal pozzetto di scarico delle acque piovane posto all’uscita dell’impianto, ove già erano visibili altre analoghe macchie di colore nerastro.La difesa prospetta genericamente la possibilità di provenienza di sostanze inquinanti da altre fonti, ma le censure concernenti asserite carenze argomentative sui singoli passaggi della ricostruzione fattuale dell’episodio e dell’attribuzione dello stesso alla persona dell’imputato non sono proponibili nel giudizio di legittimità, quando la struttura razionale della decisione sia sorretta, come nella specie, da logico e coerente apparato argomentativo, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo, e il ricorrente si limiti sostanzialmente a sollecitare la rilettura del quadro probatorio, alla stregua di una possibile diversa ricostruzione del fatto, e, con essa, il riesame nel merito della sentenza impugnata.Deve altresì rilevarsi che, con i motivi di appello, era stata richiesta, ex art. 603 c.p.p., la rinnovazione parziale del dibattimento per l’espletamento di una consulenza tecnica di ufficio rivolta ad accertare la presunta pericolosità del percolato e tale richiesta deve ritenersi legittimamente respinta, esulando dall’impostazione dell’impianto accusatorio.

4. Il Collegio ritiene – conformandosi all’orientamento di carattere generale espresso, in tema di reati ambientali, dalla giurisprudenza costante di questa Corte (vedi ad esempio Cass., sez. III: 8.5.2009, n. 19332, Soria; 3.3.2009, n. 9497, Martinengo; 26.11.2001, Spada) – di dovere affermare il principio secondo il quale il legale rappresentante di una società esercente un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti solidi urbani è tenuto, quale destinatario degli obblighi previsti dalle norme di settore, ad osservare le disposizioni legislative, regolamentari e provvedimentali in materia di tutela dell’ambientale, nonché a richiedere tutte le prescritte autorizzazioni.Tale soggetto, inoltre, non può essere esonerato dalla responsabilità personale a causa dell’eventuale responsabilità concorrente di colui che in concreto gestisce l’impianto, tenuto conto che il legale rappresentante dell’ente imprenditore risponde pur sempre a titolo di colpa per inosservanza del dovere di adottare tutte le misure tecniche ed organizzative di prevenzione del danno da inquinamento (vedi Cass., sez. III, 10.5.2005, n. 20512).

5. L’affermata sussistenza del reato paesaggistico risulta conforme al consolidato orientamento di questa Corte secondo il quale, in tema di tutela delle zone paesistiche, configura il reato di cui all’art. 181, 1° comma, del D.Lgs. n. 42/2004 qualunque modificazione dell’assetto del territorio, in assenza di autorizzazione, attuata attraverso interventi di qualsiasi genere, in quanto con le disposizioni a tutela del paesaggio si è inteso assicurare una immediata informazione ed una preventiva valutazione da parte della pubblica Amministrazione dell’impatto sul paesaggio di ogni tipo di attività intrinsecamente idonea a comportare modificazioni ambientali e paesaggistiche.Nella specie, l’esistenza del vincolo paesaggistico non può porsi in dubbio allorché si consideri che l’attività incriminata si è svolta all’interno del Parco nazionale del Pollino [area tutelata ex lege già ai sensi della legge n. 431/1985 ed attualmente a norma dell’art. 142, 1° comma – lett. f), del D.Lgs. n. 42/2004] ed i giudici del merito (pure a fronte di un reato formale e di pericolo) hanno accertato una effettiva compromissione dei valori del paesaggio indotta dall’insudiciamento evidente delle acque di un torrente e dell’invaso di una diga.

6. Manifestamente infondata, infine, è la richiesta di “attuazione della disciplina di legge sulla competenza per connessione”, svolta con i “motivi nuovi” depositati dal difensore, in quanto la riunione di processi è prevista dall’art. 17 c.p.p., nei casi di connessione di cui all’art. 12 dello stesso codice, soltanto per procedimenti pendenti nello stesso stato e grado davanti al medesimo giudice e quando non derivi un ritardo nella definizione degli stessi.

7. Al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
la Corte Suprema di Cassazione,
visti gli artt. 607, 615 e 616 c.p.p.,rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

ROMA, 17.1 1.2010
DEPOSITATO IN CANCELLERIA 25 Feb. 2011

Chi è ufficialmente autorizzato ad usare il simbolo 5 stelle in Lombardia?

Chi è ufficialmente autorizzato ad usare il simbolo del MoVimento 5 Stelle ? Su Milano o in tutta la Lombardia ?

Anna Ricci: Argomento Tabù :cool

Chi ha l’autorizzazione ufficiale per utilizzare il simbolo del MoVimento 5 Stelle qui in Lombardia ?

Nel meetup 888, per esempio, tra tutti gli iscritti,
c’è qualcuno che è in possesso dell’autorizzazione ufficiale ?
E su quello di Milano 1 ?
Ed in giro per la Lombardia ?
(mica contiamo solo noi meetappari ! C’è un sacco di gente che è iscritta al MoVimento 5 Stelle e non è iscritta ai Meetup)
 
Vito Crimi: La risposta ci sarebbe, molto semplice, allos tato delle cose:
NESSUNO…. ma nessuno nessuno nessuno….. ma dovremmo chiudere gruppi facebook, toglierlo dai nostri profili, dalle foto che mettiamo su facebook, dai video che producioamo, da tutti i meetup….. in sostanza DOBBIAMO SEPPELLIRE IL MOVIMENTO per qualche anno, e poi andare lì a resuscitarlo in tre mesi per la campagna elettorale…..

Ovviamente il mio intervento era IRONICO… ma introduce la mia rispsota:
– per le elezioni, cioè per l’inserimento del simbolo nella scheda elettorale, solamente i candidati possono essere autorizzati dietro espletamento della procedura prevista sul blog di certificazione

– al di fuori delle eleizoni, essendo il movimento un movimento, quindi non un partito/gruppo chiuso, essendo il movimento una risorsa di tutti, un luogo virtuale/reale in cui qualunque cittadino attivo possa ritrovare un modo diverso di fare politica, non ci possono essere limiti ne al suo utilizzo ne alla sua diffusione, mentre ci sono limiti alla rappresentatività ufficiale… limiti sui quali, purtroppo, vige il buio più totale.

Ecco la mia considerazione.

 

Vito Crimi: Carissimi, io non mi sono mai agitato sul punto… ma figurarsi….
Giusto per chiarezza, oltre a Paolo anche io sono in possesso di delega all’utilizzo del simbolo firma da Giuseppe Grillo.
Poi credo che abbiano questo tipo di delega, ma non vorrei sbagliarmi, verificherò… Dino Alberti di Brescia, Claudio Scotti di Milano, Luis Orellana di Pavia, Gianmarco Corbetta di Monza, Ivan Catalano di Varese, Alessandro Tegagni di Cremona, Luigi Gaetti di Mantova, Rossella Lezzi di Bergamo…

NESSUNA DI QUESTE PERSONE SI E’ MAI AGITATA, HA MAI AVANZATO PRETESE DI ESCLUSIVA O DI ALTRO TIPO… o sbaglio? 

 

Vito Crimi: sono deleghe UHT a lunga conservazione 

 Vito Crimi: Ora che ho rivisto questa foto, mi ricordo che la mia autorizzazione addirittura mi autorizzava a sub delegare…
e infatti le deleghe all’autorizzazioen del simbolo di cui parlavo sopra, in realtà le ho firmate io…
guardate questa che era la delega che feci a Dino per Brescia…