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Regione Lombardia: rinviato il voto della legge regionale sull’acqua!



Consiglio regionale 30-11-10

Il Consiglio Regionale ne ridiscuterà il 23 dicembre; parziale vittoria dei Comitati per l’acqua pubblica.

La mobilitazione del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’acqua pubblica, messa in atto attraverso la mailbombing sui consiglieri regionali e il presidio davanti al Pirellone, ha determinato il rinvio della votazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia delprogetto di legge sui servizi idrici locali.

In occasione del dibattito di oggi, 30 novembre, in Consiglio Regionale, i Comitati per l’acqua pubblica hanno organizzato un presidio e unvolantinaggio all’ingresso del Pirellone; il “pressing” è poi proseguito con la presenza di una delegazione del Coordinamento Regionale dei Comitati, composta da Roberto Fumagalli e Rosario Lembo, come auditori ai lavori del Consiglio.

Grazie al lavoro di ostruzionismo da parte dei Consiglieri di opposizione, con la presentazione di una serie di emendamenti (a partire da quelli proposti dal Coordinamento Regionale acqua pubblica), unita ad una puntuale contestazione sul merito e sull’urgenza del provvedimento, la discussione si è protratta per tutta la giornata, e verso sera i partiti della maggioranza hanno accolto la proposta di rinvio della messa in votazione del provvedimento alla prossima seduta del Consiglio Regionale fissata per il 23 dicembre.

A far maturare la decisione del rinvio ha concorso certamente l’azione costante di e-mail inviate dai comitati e dai cittadini, ma ha pesato anche la presenza al presidio di amministratori di Comuni lombardi.  Il relatore della legge ha letto in aula l’Appello del Coordinamento regionale acqua pubblica e le ragioni della Manifestazione del 13 novembre; alcuni consiglieri dell’opposizione hanno letto in aula durante i loro interventi i messaggi di protesta inviati via e-mail da oltre 3 mila cittadini.

Nel merito delle obiezioni al provvedimento, le preoccupazioni sottolineate dai Consiglieri sono state quelle relative all’esproprio ai Comuni della titolarità del servizio idrico, all’obbligatorietà della messa a gara della gestione dell’acqua, alla mancata salvaguardia delle gestioni affidate a società totalmente pubbliche.

A questo punto, in preparazione della prossima seduta del 23 dicembre, si rende necessaria, accanto all’azione di monitoraggio e di vigilanza dei comitati e dei cittadini, una forte mobilitazione dei Sindaci nei confronti del Consiglio Regionale e delle forze politiche ivi rappresentante, per rivendicare con forza la titolarità dei Comuni rispetto ai modelli di affidamento e di gestione dei servizi idrici.

Il rinvio del voto tiene conto anche della possibilità che venga prorogata la soppressione delle Autorità ATO, anche in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Veneto.

Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

 

Milano – acque all’arsenico? Vero pericolo o solo allarmismo? Domani scriviamo alla Regione per fermare la privatizzazione

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COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato Milanese Acqua Pubblica ritiene che le notizie di stampa sulla presenza di alte concentrazioni di arsenico rilevate a Milano (Corriere della sera di oggi), e le polemiche degli ultimi giorni sulla mancata concessione della deroga dell’Unione europea, possano determinare nei milanesi un ingiustificato allarmismo e una diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto.

L’arsenico rilevato da ARPA Lombardia nel sottosuolo dell’area Garibaldi-Repubblica nulla ha a che vedere con l’acqua erogata dall’acquedotto, i cui dati confermano la buona qualità e il rispetto dei limiti europei, ma riguarda l’ennesima mancata bonifica di terreni soggetti a piani di recupero con la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e commerciali.

La qualità dell’acqua distribuita a Milano e provincia da aziende interamente pubbliche è fuori discussione. La diffusione di notizie quantomeno ambigue può – forse vuole – creare allarmi ingiustificati proprio nel momento in cui il consiglio regionale lombardo si prepara a discutere la proposta della maggioranza di  accelerare l’approvazione di una legge che favorisce i processi di privatizzazione.

Il controllo della qualità che è giornalmente verificato a Milano e provincia non è evidentemente eseguito con analogo scrupolo da parte di altri gestori privati o pubblici che siano. Rispetto a queste gestioni i rilievi da parte europea sono ampiamente condivisibili e segnalano, con  l’inaffidabilità delle gestioni, la necessità del controllo diretto da parte dell’utenza della qualità dell’acqua che esce dai rubinetti.

La volontà della giunta di chiudere al più presto la partita sull’acqua non trova giustificazione e contrasta con la richiesta espressa dai cittadini lombardi con  240.000 firme  -1.400.000 a livello nazionale – di esprimere  la propria volontà nei referendum contro la consegna ai privati della gestione degli acquedotti.

A sostegno della civile battaglia in difesa del bene comune acqua nella mattina di martedì 30 si terrà un presidio davanti alla sede della Regione in via Fabio Filzi. 

Il Comitato Milanese Acquapubblica

Il coordinamento regionale Lombardo dei comitati per l'acqua pubblica invita tutti a mandare un’ EMAIL ai Consiglieri Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
Concentriamo la spedizione delle email il giorno: 
LUNEDI’ 29 NOVEMBRE, in modo da intasare la posta dei Consiglieri. 

 

TESTO DELLA EMAIL DA INVIARE AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


Egregio Consigliere,

     apprendiamo che il giorno 30 novembre p.v. verrà discusso e messo in votazione in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 57 inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
L’attuazione delle modalità di affidamento dei S.I.I., così come previste dal PDL, obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.

Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia(www.acquabenecomune.org). Riteniamo pertanto inopportuno che la Regione adotti provvedimenti prima del voto dei Referendum, tenuto presente che per la soppressione degli ATO la scadenza è fissata al marzo del 2011.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. 

A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto sottrarranno ai Comuni (ovvero agli Enti più vicini ai cittadini) le competenze decisionali in tema di governo e gestione di un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando quel modello di federalismo e di autonomia finora riconosciuto ai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo alla S.V. di:

  • non approvare le modifiche introdotte con il Progetto di Legge n. 57, per le parti in cui si esautorano i Comuni delle competenze in materia di governo dei servizi idrici (modifiche artt. 47 e 48) e in cui si applica il Decreto Ronchi (modifiche art. 49);
  • mettere in votazione gli emendamenti presentati dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica, finalizzati ad evitare i seguenti effetti:

– l’espropriazione ai Comuni del ruolo decisionale in materia di servizi idrici;

– il rischio di privatizzazione della gestione dei servizi idrici.

Il testo con gli emendamenti è scaricabile dalla pagina web:

www.contrattoacqua.it/public/up//Vertenze%20territoriali/Acqua_Lombardia_PDL57_audizione_def.pdf

 

Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

NOME COGNOME  _____________ 

 

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giuseppe.villani@consiglio.regione.lombardia.it

 

p.c.  roberto@circoloambiente.org 

 

 


 

Difendiamo la nostra acqua.

Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



 

 

Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

 

Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

Sabato 13 novembre 2010

dalle ore 10 alle ore 13

Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

 

 Cinzia Bascetta

 

Le casse languono: chi paga Expo?

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Il Comune e la Provincia sono a secco e la Regione subisce i tagli della finanziaria. In un clima di austerità nazionale Moratti, Podestà e Formigoni pensano ai 160 milioni di euro per acquistare i terreni Expo ma è proprio necessario acquistarli?

Oggi, presenti 40 consiglieri, assente Formigoni, il consigliere Romeo (Lega Nord) relaziona la manovra di assestamento di bilancio 2010. Annuncia che il disavanzo di 2.527,8 milioni di euro (1.631,4 milioni del 2009 e 896 dell'anno in corso) verranno coperti con dei mutui. Annuncia poi maggiori entrate (154 milioni) e cita alcune cifre dell'assestamento come 6 milioni per incentivare le nuove imprese, 11 milioni per il fondo occupazione disabili, 22 milioni per la dote scuola… L'ottimismo della commissione bilancio viene bruscamente scosso dagli interventi dell'opposizione che ricordano che il paese versa in una forte crisi, il pil della regione Lombardia è sceso del 5.3 % ed i disoccupati hanno raggiunto la cifra di 300.000 ma peggio ancora lo stato ha tagliato del 37% i finanziamenti alla regione. A questo proposito il consigliere Brambilla (P.D.) ironizza e dice che visti gli esiti negativi si potrebbe chiudere l'ufficio della Regione Lombardia di Roma per i rapporti con il governo e risparmiare mandando qualche fax. Stessa cosa verrà poi richiesta per l'ufficio di Bruxelles. Nota interessante anche quella del consigliere Zamponi sull'apparente austerità di Formigoni che vuole diminuire del 10% i compensi dei consiglieri ma non dice che dall'altra parte vuole aumentare i compensi della segreteria del presidente e delle segreterie esterne dei gruppi consiliari.

Il consigliere Bettoni (U.D.C.), ora all'opposizione, rivela le sue preoccupazioni forti per i prossimi mesi e fa una panoramica dell'infelice situazione del lavoro e delle imprese nella regione. Brambilla (P.D.) fa notare che sia la manovra nazionale che quella regionale faranno aumentare la pressione fiscale su chi le tasse già le paga (IRPEF e IRAP).

In un panorama economico tutt'altro che roseo Zamponi fa presente che 2 milioni e 24 mila euro (somma a disposizione della Regione) non bastano per acquistare i terreni Expo. Chi li acquisterà? Il Bie ha dato un ultimatum. A settembre Milano deve avere la disponibilità dei terreni e comunicarne anche la destinazione dopo Expo. I lavori sono in ritardo, la Moratti non ha ancora annunciato l'utilità pubblica delle aree. Perché? Il consigliere Zamponi apre un capitolo sulle disposizioni non finanziarie a piè di pagina della manovra di assestamento e corregge Romeo in merito alla sua dichiarazione quando dice che i provvedimenti da lui inseriti possono essere nella manovra di assestamento al bilancio in quanto hanno ricaduta finanziaria. Zamponi fa notare che qualsiasi provvedimento ha una ricaduta finanziaria ma bisogna vedere se la tipologia in sé è strettamente finanziaria e si domanda cosa ci sia di finanziario nel mettere alla lettera B dell' art. 47 della legge regionale 20/2008 in materia di organizzazione del personale un comma che elimina dalla definizione di unità di supporto specialistico le parole temporanee e permanenti (il comma recita: che può essere sia temporanea che permanente).“Che c'azzecca con la normativa finanziaria?” e inoltre perché introdurre con l'art 2 comma 2 lettera M una norma che prevede che ci sia interscambiabilità nelle funzioni dirigenziali fra consiglio, giunta regionale e sistema regionale? “Cosa c'entra con la norma finanziaria d'assestamento? Non è una scorciatoia per consentire che quell'ultimo baluardo d'indipendenza del consiglio regionale da ruoli esecutivi della giunta venga meno?" Continua il consigliere dicendo che ci sarebbe così un'interscambiabilità di ruoli e gli attuali rapporti di forza non sono a favore dell'indipendenza del consiglio ma squilibrati a favore della giunta”. Un altro provvedimento non finanziario in sé è dare delega alla giunta per Expo e per l'acquisto dei terreni, la manovra avrebbe però ricadute finanziarie enormi ed ancor più politiche perché esautora, insieme alle altre manovre proposte il consiglio regionale, dando tutto il potere a Formigoni ed alla SUA giunta. I consiglieri dell'opposizione non vogliono che la giunta abbia poteri speciali per quanto riguarda Expo, non vogliono dare una delega in bianco, ribadiscono che ci vogliono norme precise. Ancora non è stato nemmeno stabilito come costituire questa società s.p.a. tra Moratti, Podestà e Formigoni. Il tempo stringe settembre è vicino, che cosa avranno in mente di fare? Veniamo al lato finanziario di Expo. Dato che i 2 milioni di euro a disposizione della Regione per entrare nella partecipata con Comune e Provincia non bastano e il Comune e la Provincia hanno detto di non disporre dei soldi stimati in 160 milioni di euro per l'acquisto dei terreni, Zamponi propone di trovarli grazie alle azioni della Sea, partecipata del comune all'85%, che verrebbero fatte rivalorizzare e cedute alla Regione ma dice anche che se i terreni venissero presi in comodato d'uso non costerebbero nulla. Ricordo allora le parole dei consiglieri comunali che tempo fa durante una seduta dicevano “una cosa s'è capita: i Cabassi ci faranno un bell'affare” in merito alla vendita dei terreni di loro proprietà. E mi sorge un dubbio: se i tagli alla manovra finanziaria del governo toccheranno anche la sanità, come ho sentito oggi in Regione, che ne sarà dei nostri servizi dovendo anche affrontare la spesa dei terreni di Expo? Probabilmente gli stranieri verranno a visitare l'Expo ma i lombardi la pagheranno cara.

di Cinzia Bascetta

Consiglio Regionale straordinario a Malpensa! L’ennesima beffa dell’ineleggibile e abusivo Formigoni

Martedì 29 giugno si è svolto il tanto atteso consiglio regionale straordinario a Malpensa: proposto con l'obiettivo di ridare visibilità al nostro maggiore aereoporto e di rilanciarlo.

In realtà è stata l'ennesima bufala per i 3.000 cassaintegrati che non hanno potuto nemmeno far sentire la propria voce. Come al solito le belle promesse di Formigoni stanno solo sulla carta del programma di governo scritto ad hoc per quegli  allocchi dei suoi elettori! Colui che siede illegalemnte sulla poltrona della presidenza regionale è solo un gran buffone che dovrà fare i conti con le casse vuote dello Stato, della Regione, della Provincia e del Comune di Milano! Noi cittadini consapevoli lo aspettiamo al varco, come recita un vecchio proverbio cinese, stando seduti sulle rive del fiume ad aspettare che passi il cadavere del nostro nemico!
Di Annarosa Restifo Olivera

DaIlFattoQuotidiano.it:  "Tagli a Malpensa, da Formigoni solo parole e niente promesse ai 3.000 cassaintegrati"

Ricordiamo a tutti che:

Formigoni go home

Giovedì 8 luglio alle ore 11.30 presso la II sezione Civile del Tribunale di Milano avrà luogo l’udienza del ricorso che il MoVimento 5 Stelle ha presentato contro Roberto Formigoni.
Da Lombardia5stelle.org
 :  Immediatamente dopo l’udienza, come prevede la legge, sarà emessa la sentenza.

Il MoVimento 5 Stelle il giorno 8 luglio dalle ore 11.00 sarà davanti al Tribunale di Milano con un presidio, affinché i cittadini tutti siano informati che cittadini come loro si sono messi in MoVimento, non rassegnandosi ma reagendo ai soprusi della casta, che impunita pensa sempre di farla franca.

CHI DIFENDERA’ I CITTADINI DI MILANO E DELLA LOMBARDIA DALLA MANOVRA FINANZIARIA?

  Fiato sul collo in Regione – 22 giugno 2010

I SINDACI DI CIRCA 40 COMUNI LOMBARDI IN PLATEA PER PROTESTA

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Nella seduta del consiglio regionale del 22 giugno, che aveva all’O.d.G. una discussione sul secondo termovalorizzatore di Milano, su mozione dell’opposizione il dibattito è stato spostato sulla manovra finanziaria. Per l’occasione il PD ha invitato ad assistere alla seduta una quarantina di sindaci PD della Provincia di Milano che hanno preso posto in tribuna, forse è per questo che stranamente erano presenti anche Formigoni e la maggior parte degli assessori. A detta di alcuni di questi sindaci, quella massiccia presenza aveva solo una funzione di facciata, ben consapevoli che la loro eccezionale partecipazione non avrebbe minimamente influito sulle posizioni della giunta e del suo leader rispetto alla manovra del governo che, a fronte della costante caduta delle entrate causata dal blocco dell’autonomia finanziaria e dall’eliminazione dell’Ici sull’abitazione principale, costringe i sindaci a ridurre la spesa totale di circa il 9% nel triennio 2009-2011.
La discussione sulla finanziaria è durata a lungo: sono intervenuti molti consiglieri dell’opposizione e della maggioranza e da ultimo il presidente della Regione in persona. L’opposizione ha manifestato molta preoccupazione per i tagli che necessariamente si rifletteranno sulla Lombardia, su Milano e su tutti i piccoli comuni. Il PD Luca Gaffuri ha chiesto che la giunta e il presidente della Regione si adoperino per la radicale correzione della manovra e che ”la regione si doti di un programma reale, libero dalle promesse elettorali ormai invecchiate. Infine, rivolgendosi direttamente a Formigoni, ha affermato: “Che sia colpa del governo o conseguenza di un’incomprensione da parte sua degli scenari che stavano per sopraggiungere, lei non è più in grado di onorare il programma presentato nei mesi scorsi agli elettori. Il nuovo patto tra regione e governo dovrà essere riscritto in questa aula.”
Bella frase ad effetto che sicuramente non avrà seguito, visto che ormai i consigli delle istituzioni locali non hanno praticamente più potere.
Con la sua solita sicumera Formigoni ha risposto che la manovra è del tutto necessaria per la tutela dell’euro a causa di una crisi finanziaria non nata in Europa; le regioni italiane sono pronte a fare la propria parte e non intendono sottrarsi alle loro responsabilità, soprattutto la Lombardia che è la più importante, lo stesso faranno i comuni di Lombardia come gli ha assicurato il presidente dell’ANCI (Associazione nazionale comuni d’Italia). Gli spazi di trattativa per migliorare la manovra ci sono e il governo regionale farà la sua parte per evitare che i mancati trasferimenti si traducano in tagli ai servizi per la popolazione.
Se questo è vero, vedremo quali saranno i progetti realmente ridimensionati: si acquisteranno ancora i terreni per Expo 2015? Si farà ancora il secondo termovalorizzatore di Milano che è in bilancio per la modica spesa di 250milioni di euro? Ridurrà le spese per le auto blu? Formigoni sarà disposto a rinunciare al foraggiamento dei suoi “consolati esteri”?

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un momento della seduta del consiglio regionale del 22 giugno 

In un articolo del Corriere della Sera dal titolo LE REGIONI E LA DIPLOMAZIA FAI DA TE si legge:
«D’altra parte», ha spiegato il governatore lombardo Roberto Formigoni, «è importante avere un presidio a Roma e Bruxelles. Non è affatto un lavoro inutile quello che i nostri funzionari svolgono organizzando a esempio numerosissimi incontri istituzionali per aziende, centri culturali, organizzazioni non governative e così via, che vengono supportati nel dialogo con le autorità nazionali ed europee».
Peccato però che la Lombardia non abbia solo un presidio a Roma e uno a Bruxelles. Bensì, secondo il Tesoro, altri 27 sparsi in giro per il mondo. Ce n’è uno in Argentina, un paio in Brasile e Cina, quattro in Russia (esattamente come la Regione Veneto), e poi uno in Giappone, Lituania, Israele, Moldova, Polonia, Perù, Uruguay, Kazakistan…
http://www.corriere.i ….
Proprio lo stesso giorno in Comune nell’aula del consiglio, dove guarda caso era presente anche il sindaco, l’opposizione ha chiesto che si metta in calendario nelle prossime sedute una discussione sulla manovra finanziaria che inevitabilmente si rifletterà anche sul bilancio preventivo del Comune di Milano; tra l'altro il consigliere Majorino ha espresso la sua perplessità sul fatto che la Moratti abbia deciso di non partecipare alla manifestazione di protesta dei sindaci d'Italia che si sarebbe svolta il giorno dopo a Roma davanti a Montecitorio.
Ma si sa che la signora predilige gli eventi mondani (Miss Padania, Festa Dolce&Gabbana, Festa Alfa Romeo) piuttosto che manifestare a difesa dei propri cittadini contro un governo mafioso e iniquo che colpisce le tasche di tutti fuorché le sue e quelle della casta a cui appartiene!
Il Presidente del consiglio Palmeri ha risposto che l’assessore Beretta (Bilancio) facendo i conti ha assicurato che l’impatto della manovra finanziaria si avrà sul bilancio del 2011!
Ma a chi credono di darla a bere? E secondo loro i sindaci d’Italia sono andati a Roma per fare una scampagnata collettiva?

Di Annarosa Restifo Olivera