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PGT Milano. Due risate per sdrammatizzare.

  Sconto

Questa simpatica poesia è stata scritta da un consigliere di zona 8. La nuova giunta ha annullato l'approvazione del Piano di Governo del Territorio della passata maggioranza in quanto era stato approvato senza tenere conto delle osservazioni dei cittadini. Il piano dovrebbe essere rivisto in base al documento d'indirizzo presentato durante la campagna elettorale da Pisapia e le osservazioni dei cittadini discusse. La perequazione è un tema scottante nel nuovo piano. Essa dà la possibilità di mettere volumetrie su zone agricole per poi trasferirle, vendendole, su zone urbane. Da qui scaturisce l'ironia di Luigi Caroli, attento osservatore della situazione.

20 DICEMBRE

ASSESSORA "MASSEROLI SCONTO DIECI"

AGLI INDICI DI CARLO UN RITOCCHINO? (Carlo è Masseroli, il ciellino inventore
GRIDA DI GIOIA VUOL DAL POPOLINO.    del PGT in corso di "moderata" revisione)

INSISTE A DIR: "QUATTRINI NON NE STANNO".
NON SA CHE DAR VOLUMI FA SOL DANNO?
NON CHIEDE SOLDI ALLE GENERALI.     (per CITYLIFE)
I CITTADINI NON SONO TUTTI UGUALI?
CHE SE LE COSE "GIUSTE" NON SI FANNO
AGGIUNGER NON SI FA CHE DANNO A DANNO.

DOPO TRE LUSTRI JANETTI SPOSTA UFFICI?  (vedi nota finale)
NON MUTAN PER GLI "AMICI" I BENEFICI.

PARLA E RIPARLA DI PREMIALITA'.  (per chi risparmia energia)
DAVVER LE MERITA CHI AFFLISSE LA CITTA'?
BASTA PER LEI METTERE I DOPPI VETRI.
POI S'ERGON PALAZZON SEMPRE PIU' TETRI.
PERCHE' SE I RISPARMI FACCIO QUA
ALZARSI IL DOPPIO UN ALTRO POTRA' LA'?

CUSTODIA DEL PAESAGGIO C'E' CHI INVOCA?
"C'E' GIA' LA COMMISSION". LA VOCE E' ROCA.
SONO GLI STESSI CHE NON VIDER SCEMPI.
IL DUBBIO E':"CHIAMARLI CIECHI O EMPI"?
A VILLA SCHEIBLER TENNE LA LEZIONE.  (alle Zone 7 e 8 il 12 dic.)
SE IN FALLO SON, FRA VOI C'E' TESTIMONE.
TRECENTO SON PROGETTI DA RIFARE.
DI FORMIGON COME RISTRUTTURARE
NON LO GRADI' CORTE COSTITUZIONALE:
"COSI' NON VA'. SON COSE FATTE MALE".

CAROLI LUIGI

L'arch. Giancarlo Bianchi Janetti, ciellino alla guida dello SPORTELLO UNICO
DELL'EDILIZIA, è stato il DOMINUS incontrastato del settore fino a giugno 2011.
Continua, dall'ufficio di ASSIMPREDIL – l'associazione dei costruttori –
a fare bello e cattivo tempo. Ha inventato la PREMIALITA' e ha suggerito la
Legge Regionale n. 12 del 2005 che ha provocato sconquassi nell'edilizia
lombarda. A favore di pochi (C.L.)

PGT MIlano. In Piazza San Fedele per chiedere l’abrogazione del piano.

Milano-dal-cielo

Oggi il Forum Metropolitano, che riunisce molti comitati cittadini e di cui anche l'Anticasta fa parte, ri ritroverà in Piazza San Fedele per raccogliere firme a supporto della richiesta di abrogare non solo l'approvazione del PGT ma anche l'adozione.

A febbraio scorso, il Piano di Governo del Territorio era stato approvato dalla maggioranza di centro-destra non tenendo conto delle oltre 4.000 osservazioni presentate dai cittadini. Le osservazioni erano state accorpate per tema e non per contenuto, in otto maxi gruppi. Ciò ne ha reso impossibile la discussione in consiglio comunale e a causa di questo è stato presentato da alcuni consiglieri, su iniziativa di Milly Moratti, un ricorso al T.A.R.

Ora la giunta Pisapia vorrebbe abrogare la fase di approvazione per poter discutere le osservazioni. Così facendo, però, il piano verrebbe solo un po' smussato e si rischia che alla fine l'impronta morattiana rimanga.

Ciò che preoccupa sono gli alti indici volumetrici, la perequazione delle volumetrie del parco sud e l'impostazione del piano che mente sempre tutto in discussione, avendo eliminato la destinazione d'uso e lasciando le decisioni in merito ai servizi ad un calcolo effettuato tra l'incrocio della domanda e dell'offerta. Di fatto, con la scusa della sussidiarietà, il piano morattiano, spalanca le porte ai privati, che saranno finanziati dal comune ma gestiranno i servizi. Una cosa come i soldi pubblici che vengono dati alle scuole private . . . Non vorremmo mai che ciò accadesse.

Il 14 luglio è una data simbolica, non solo per la presa della Bastiglia ma anche perché proprio in questa data, l'anno scorso nel pieno della notte, era stato adottato il PGT. Quest'anno, nello stesso giorno, il Forum Metropolitano, dopo aver presentato un documento alla giunta, raccoglierà le firme dei cittadini a sostegno. Chiediamo che il PGT venga rifatto seguendo le linee programmatiche della coalizione. Abbiamo votato Pisapia perché fosse il sindaco di tutti. L'assessore all'urbanistica De Cesaris si è già resa disponibile ad un incontro con la persona di Luigi Caprarella, architetto, uno dei massimi esperti in materia di PGT.

Vi spettiamo stasera in piazza San Fedele dalle 17 alle 22.

http://www.anticasta.org/2010/11/pgt-milano-le-nostre-osservazioni-al-piano-dei-servizi.html

http://www.anticasta.org/2011/02/pgt-milano-a-partita-iniziata-non-si-cambiano-le-regole.html

http://www.anticasta.org/2010/10/pgt-le-domande-le-facciamo-allassessore.html

http://www.anticasta.org/2010/07/un-furto-in-piena-notte-approvato-il-pgt.html

di Cinzia Bascetta 

PGT Milano. A partita iniziata non si cambiano le regole.


 

Votazione dell'ottavo gruppo, il gruppo H. Come per tutti gli altri 7 l'opposizione ha lasciato l'aula.

Tra giovedì e venerdì il PGT è stato approvato. Giovedì abbiamo assistito alla discussione ed al voto delle osservazioni dei cittadini. In realtà nessuna osservazione è stata discussa nel merito, peccato, visto che tra i principi di questo piano c'è proprio l'ascolto della città. La seduta è stata lunga e piena di colpi di scena. Si è discusso ancora molto sul metodo di votazione delle osservazioni o meglio delle controdeduzioni alle osservazioni con il quale le 4.700 osservazioni sono state accorpate in otto gruppi "omogenei". Ed è proprio questo il punto: chi ha stabilito il tipo di omogeneità? Il consiglio di stato parla di omogeneità di contenuti mentre l'aula ha votato per un'omogeneità di temi. Precisiamo che è stata la maggioranza di centro-destra a proporre e votare questo metodo. L'opposizione l'ha ritenuto illegittimo fin dal principio ed infatti non ha partecipato alle votazioni, lasciando l'aula ripetutamente al momento del voto. Ieri però è successa una cosa. Dopo aver votato i primi 7 raggruppamenti, la maggioranza si accorge che l'ottavo gruppo "omogeneo" si chiama Varie. Il consigliere Gallera (PDL) dice che nella foga della redazione non si sono accorti che in realtà i gruppi omogenei sono più di otto e che il gruppo H va diviso in 5 sottogruppi. Il consigliere Landonio (Gruppo Misto) si oppone e chiede al presidente di far valere quanto approvato in apertura perché "se non sono potuti essere spacchettati gli altri accorpamenti, non può essere spacchettato neanche questo", sostiene. Pierfrancesco Majorino (PD) aggiunge che fino a quel momento gli è stato imposto di discutere argomenti diversi tutti insieme e quindi cambiare le regole per l'ultimo significa dichiarare illegittimo ed impraticabile tutto ciò fatto fino ad ora. Il presidente Manfredi Palmeri (FLI) fa notare che sul testo approvato dalla maggioranza si parla ben quattro volte di otto gruppi omogenei che corrispondono a otto ambiti tematici e dichiara illegittimo un cambio di metodo per l'ultimo gruppo. Il consigliere Gallera sostiene che si tratta di un'integrazione ma Palmeri risponde che non si tratta di un'integrazione ma di una negazione di quanto è stato detto e fatto in questa sede. Gallera replica che sono stati gli uffici tecnici a comunicare che l'ottavo gruppo non era omogeneo e che i consiglieri, che fin dall'inizio si sono basati esclusivamente su ciò che arrivava dagli uffici tecnici hanno fatto un errore di trascrizione che chiedono di correggere infatti ha in seguito rimarcato che l'otto non è stato definito da loro bensì da una relazione tecnica e che se l'ufficio tecnico in una relazione più puntuale fa un'altra riflessione allora questo è l'elemento che va assunto. Il presidente, dopo una sospensione dei lavori, si esprime dicendo che non è più un bene disponibile dell'aula la definizione del metodo perché l'aula si è già data un metodo che è esaustivo e lo dice chi l'ha proposto e votato tanto più che gli stessi hanno negato a verbale di scorporare gli altri gruppi, quindi la richiesta è assolutamente inammissibile. A questo punto Gallera, capogruppo del PDL pronuncia queste parole "sono contento perché per una volta in 5 anni ha dichiarato qualcosa inammissibile, non si è mai alzato dalla sedia (e questo cosa significa? ndr), non l'aveva neanche fatto con quei provvedimenti dichiarati inammissibili dal segretario generale,… non si è mai rifiutata una votazione all'aula….oggi lei si assume la responsabilità di definire ciò che è a suo dire omogeneo". Accuse pesanti alle quali Palmeri ribatte che non si esprime sull'omogeneità dei gruppi ma su quanto già votato dall'aula. Il presidente lo spiega molto bene in quanto dice che lui può porre in votazione un provvedimento giudicato illegittimo dal Segretario Generale, sarà poi l'aula ad assumersi la responsabilità di approvarlo o meno ma questo caso è diverso perché si parla di una richiesta di ammissibilità al voto e l'aula non può decidere di rivotare quanto già votato, non si possono cambiare le regole a partita iniziata. Difatti il segretario generale ha dichiarato, secondo quanto affermato dal consiglio di stato, che gli accorpamenti andavano fatti per omogeneità di contenuto ma la maggioranza ha comunque proposto e approvato il metodo di accorpamento per tema e a questo riguardo sembra che l'opposizione sia determinata a portare la cosa nelle sedi opportune.

di Cinzia Bascetta


PGT Milano: votati i primi tre raggruppamenti di controdeduzioni

Palmeri
 
Lunedì l'immediata chiusura della seduta per la mancanza del numero legale, martedì si è riaperta la discussione in consiglio comunale. E' stata una seduta di fuoco. Un testa a testa sulla legittimità del metodo di discussione delle osservazioni che non piace neppure a Manfredi Palmeri. Il presidente del consiglio ha fatto un lungo discorso sul regolamento ed ha concluso dicendo che pur non condividendo personalmente il metodo di discussione votato in aula è suo dovere farlo applicare. Saranno i ricorsi in altra sede tutt'al più a determinarne la legittimità o meno. Il presidente ha chiarito che il suo compito è tutelare la legittimità dei muri portanti del comune ma non ha nessun potere in merito a quanto deliberato dall'aula. 

Dopo un acceso dibattito in cui interviene anche il segretario, il presidente dà inizio alla discussione del primo raggruppamento, gli Ambiti di Trasformazione del Territorio. In realtà non ci può essere e non c'è stata una vera discussione sui contenuti delle osservazioni. E' impossibile perché i raggruppamenti ne contengono tantissime e la maggior parte diverse una dall'altra. Secondo la maggioranza, nella persona del consigliere De Angelis, il raggruppamento delle osservazioni non è un atto di forza nei confronti dei cittadini ma un'esigenza per approvare il piano. E' evidente però che c'è una volontà di arrivare all'approvazione senza tenere minimamente conto di cosa pensi la città. C'è anche un altro problema. Il consigliere Majorino chiede all'ufficio di presidenza come potranno i consiglieri che hanno un conflitto d'interessi astenersi dal votare quell'osservazione che è in conflitto se questa è raggruppata con molte altre senza rinunciare al loro diritto di votare le altre osservazioni. Porta l'esempio della società calcistica dell'Inter, in merito alla quale sia il sindaco, sia la consigliera Milly Moratti si sono sempre doverosamente astenute dal votare. Il segretario ha fatto notare che questo è un obbligo. Ma allora come faranno?   Merlin tuona verso i consiglieri di maggioranza, "voi non sapete nemmeno cosa state votando, siete lì ad eseguire degli ordini", ma quel che è peggio, sembra che siano state approvate dalla giunta delle osservazioni che modificano quanto ottenuto dall'opposizione in fase di adozione del testo la scorsa estate in merito all'housing sociale peggiorando la già non felicissima situazione. Il consiglio ha votato i primi tre raggruppamenti, ne seguiranno altri 5.

di Cinzia Bascetta

Milano PGT. Majorino urla la sua indignazione. La Maggioranza applica la legge del più forte.

 Majorino contesta che alcuni consiglieri siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate
Majorino pgt

Milano 28 gennaio 2011 il dibattito sul PGT continua, il punto è la legittimità del raggruppamento delle 4.000 e passa osservazioni in 8 gruppi per omogeneità di categoria mentre il consiglio di stato ha comunicato che si possono raggruppare le osservazioni per omogeneità di contenuti. 

Alcuni interventi dei consiglieri tra cui quello infuocato di Pierfrancesco Majorino 

Palmeri chiede a tutti i consiglieri un atto di responsabilità e di collaborazione al buon svolgimento della seduta. In sede di ufficio di presidenza riunitasi 4 volte per formulare una proposta unitaria viene stabilito, dice Palmeri, che il primo diritto è quello di poter discutere le osservazioni che non sono emendamenti dei cittadini ma meri apporti collaborativi che meritano però la massima attenzione il secondo diritto è quello di votare entro il 14 febbraio.

Fanzago chiarisce che l'ufficio di presidenza non è responsabile del ritardo ma sono stati convocati consigli decaduti per assenza del numero legale. Aggiunge che il consiglio di stato dice che è possibile esaminare insieme le osservazioni a carattere omogeneo che presentano identico contenuto, gli uffici ci rispondono che l'identico contenuto comporta una valutazione discrezionale esprimibile solo da una parte dell'organo amministrativo. Le osservazioni accolte vanno a modificare il testo che il cc aveva adottato quindi soprattutto su quelle si deve discutere in cc.

Di Martino risponde che gli uffici hanno già delineato 8 ambiti e dice ci assumeremo questa, da parte vostra, grave responsabilità ma per noi è un dovere nei confronti della città

Landonio ricorda che la discussione si può aprire il 14 febbraio ma non deve necessariamente concludersi in tale data, c'è tutto il tempo di valutare attentamente le osservazioni se la maggioranza sta cercando scorciatoie se ne assuma le responsabilità

Majorino dice che questa è la più brutta pagina di questo consiglio comunale e si rivolge al sindaco e all'assessore Masseroli "tentate di forzare la mano cancellando l'opinione dei cittadini milanesi ma perché lo fate? So che quelli che sono nei cda delle partecipate parlano di più.  Se passassero alcune delle osservazioni vedremo modificato un piano che porta 178 pirelloni e 500 mila abitanti per far contenti alcuni immobiliaristi, siete fannulloni ben acquistati attraverso i posti dei CDA non avete la forza di stare con noi a discutere giorno e notte" "resterete qui in aula fino al 14 febbraio ma non avete il fisico per restare qui, se non quelli di voi che sono finiti nei cda delle partecipate" Majorino contesta che alcuni siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate "non saremo complici di questo atto che ci chiedete oggi" 

Merlin dichiara che non è una giungla, non è che chi ha un voto in più comanda, siamo in uno stato di diritto abbiamo una lettera di un segretario generale che non è di parte che dice che gli accorpamenti possono essere fatti solo per identità di contenuto, se i contenuti sono identici lo saranno anche le controdeduzioni ma non lo sono quindi significa che i contenuti non sono identici. Il nostro lavoro è stare qui a discutere a votare e non arrivare prendere un gettone votare 4 cose ed in quattr'e quattr'otto decidere il futuro della città per i prossimi 20 anni.

Rizzo ribadisce l'affermazione del segretario di stato e chiede che diventi un atto del consiglio, chiede di spiegare quali sono gli identici o simili chiede che il sindaco dica che ritiene che l'accorpamento di queste cose corrisponde al criterio di identico contenuto ma nessuno si prende la responsabilità di dire questa cosa, non lo vuol fare nessuno neanche la maggioranza, conclude.

Milly Moratti ricorda che tanti cittadini le chiedono in merito alle proprie osservazioni, chiedono se verranno prese in considerazione e lei vorrebbe rispondere sì, quindi vuole arrivare all'approvazione del piano ma in maniera legale.

Rizzati apre una parentesi su De Martino che ha definito la manifestazione di oggi come la manifestazione degli arrabbiati, semmai indignati dice Rizzati e tornando al PGT dice che bisognerà chiamare in causa l'accademia della Crusca per interpretare l'italiano la nostra interpretazione è corretta e De Martino lo riconosce nel momento in cui dice che si prenderanno questa responsabilità.

Grassi dice che i cittadini sono stati illusi perché le loro osservazioni non sono state tenute in considerazione. 

Dopo una pausa però la maggioranza con 27 voti compreso quello del sindaco si approva il metodo di votazione degli 8 accorpamenti di osservazioni per categoria e non per contenuto. Per l'esattezza verranno discusse le controdeduzioni degli uffici alle osservazioni. Il presidente del consiglio Manfredi Palmeri, coerentemente con la sua vocazione per il rispetto delle regole, si astiene e la minoranza, giustamente indignata, al momento del voto abbandona l'aula perché giudica la scelta illegittima.

E così ci stanno prendendo per il naso…

di Cinzia Bascetta

Milano PGT. C’è un vuoto legislativo sulla vendita dei diritti edificatori?

Rizzati

Il consigliere Rizzati così interviene il 26 gennaio 2011 in seduta del consiglio comunale: “Grazie Presidente. Guardi, devo cominciare con una premessa, perché essendo oramai vicini alla chiusura della partita, voglio fare un pubblico ringraziamento agli uffici che hanno lavorato con l’assoluta coscienza e capacità che gli viene da tutti quanti riconosciuta, anche se ahi noi, evidentemente, gli indirizzi generali che la maggioranza ha offerto agli uffici stessi hanno portato, poi, ad affrontare questa che io chiamo assolutamente “un pasticcio”. Pasticcio che mi ha causato molta fatica e difficoltà, non essendo io un urbanista; per questo voglio ringraziare i miei colleghi che molto più oculatamente di me si sono occupati della partita. Ho fatto davvero fatica, perché la prima reazione che ho avuto dopo avere sentito la sua introduzione alla partita, caro assessore Masseroli, la prima reazione che ho avuto è stata quella del rifiuto, cioè di considerare, l’ho detto anche pubblicamente, attirandomi non pochi strali, di considerare questa intrapresa assolutamente irricevibile. Un Piano talmente fatto male e talmente improbabile da essere inemendabile, da dovere essere rigettato. Devo dire che questo giudizio, appunto, mi ha causato alcune difficoltà e alcuni strali, ma sono stato parzialmente ricompensato dall’avere visto, poi, nei mesi successivi un parere di un Architetto e di un Urbanista importante, di un candidato alle primarie del centro-sinistra, Stefano Boeri, che ha riportato sulla stampa, esattamente, parola per parola le mie valutazioni. Una piccola soddisfazione morale che, per quello che vale, conta pure qualcosa.Ma perché io giudico assolutamente irricevibile questo progetto, Assessore? Per tanti motivi. A cominciare da uno di carattere generale che è questo: ma siamo veramente sicuri che questo provvedimento è un provvedimento legale? Che abbia davvero i crismi del rispetto delle Leggi? Guardi, io sono abbastanza in difficoltà su questo e vorrei, se è possibile, chiedo la pazienza sua e degli altri colleghi, affidarmi alle parole che sono state dette da una persona importante in questa Città, il Presidente del Consiglio Notarile di Milano, Domenico De Stefano, che ha rilasciato un' intervista a Italia Oggi una decina di giorni fa e che, dopo essere stato contattato da Lei per potere in qualche modo ragionare sulla presunta o possibile illegalità di quello che stiamo facendo, si è espresso in questa intervista in modo, a mio parere, assolutamente chiaro.Prima di tutto evidenziando di che cosa stiamo parlando, per capirci fino in fondo su qual è l’oggetto principale, l’asse portante di tutto questo provvedimento. Leggo testualmente, dice il De Stefano: “Si afferma per la prima volta – in questo progetto ovviamente – la commerciabilità dei diritti edificatori o crediti edilizi e con ciò la rilevanza della contrattazione privata in relazione alle procedure che determinano la trasformazione del territorio. Con l’abbandono della impostazione tradizionale del PRG che fissava l’edificabilità di una area legandola alla ubicazione e alle caratteristiche del terreno, si rende necessario disciplinare in modo adeguato la circolazione di questi che, chiamati “diritti” sono veri e propri beni ancorché immateriali”.Bene, è evidente che qui siamo di fronte a un’assoluta innovazione dal punto di vista del percorso storico che abbiamo seguito in questi anni in questo paese; ed è evidente che, appunto, essendo noi intervenuti su un terreno assolutamente innovativo c’è un’assenza di legislazione importante, non perché lo dico io, ma perché alla fine del suo ragionamento lo stesso De Stefano dice: «Il PGT in approvazione procede su due piani, se verrà approvato nei tempi previsti, i primi contratti di trasferimento di diritti di edificabilità verranno realizzati sulla base della normativa vigente, e noi dovremo sforzarci di fare in modo che il nuovo strumento funzioni con il massimo delle garanzie. Contemporaneamente tramite consiglio nazionale del notariato daremo un contributo al legislatore per modificare il codice civile che dovrà comprendere la possibilità di negoziazione del bene edificabilità».Il che vuol dire, se l’italiano ha ancora un senso e se ho capito bene quello che dice De Stefano, in questo momento siamo in assenza di legislazione. Quindi un provvedimento che si presta a qualunque tipo di incursione e di possibilità di incursione dal punto di vista legale, per cui è evidente che questo ci sarà a seguito della eventuale approvazione, che io non auspico perché se questo è il presupposto della nostra discussione siamo evidentemente su un terreno assolutamente non friabile, ma all’interno di una vera e propria frana. Una vera e propria frana che aprirà il fronte a una possibilità innumerevole di ricorsi. Perché vale il ragionamento che noi dobbiamo cercare di capire appunto di che cosa stiamo discutendo. E la battuta fatta dal collega Fedrighini prima, per cui l’unica regola è l’assenza di regole, è una battuta che mi convince e che mi fa ragionare sulla possibilità di elaborare con lei un confronto su due concetti: il concetto di arroganza e il concetto di impotenza. Allora, sul concetto di arroganza, per capirci, qui sono sbagliati evidentemente e clamorosamente i presupposti. I presupposti ideologici, i suoi presupposti ideologici assessore, perché lei fa parte di un’area politica bene definita e conosciuta da tutti quanti. Un’area politica che nel corso di decenni si è battuta per fare in modo che il principio condivisibile, per tanti aspetti, della sussidiarietà che voleva dire sostanzialmente intervento del privato e collaborazione con il pubblico in presenza di problemi concreti. Questo concetto, questa pratica della sussidiarietà è diventata un’altra cosa nella pratica politica di Comunione e Liberazione, l’area politica che lei rappresenta, per arrivare al vero e proprio delirio liberista, che l’ho sentita riferire in apertura di discussione sul PGT, quando lei è arrivato a teorizzare il fatto che la funzione pubblica, che collettivamente noi tutti quanti esercitiamo, non è più propria di questo Consiglio Comunale o comunque delle istituzioni rappresentative elette dal popolo, ma viene istituita dai privati che decidono loro ed esercitano loro la cosiddetta funzione pubblica, riservando, bontà loro, al pubblico, a noi, sostanzialmente, la possibilità di intervenire ex post a valutare se le cose che sono state fatte, sono state fatte in modo corretto.Mi sembra davvero un cambiamento incredibile di quella che è logica e la pratica democratica nell’esercizio della responsabilità pubblica, ed è una cosa che evidentemente inficia alla base il progetto che lei ci ha presentato.  L’altro presupposto sbagliato è quello materiale, caro assessore Masseroli, perché lei doveva fare i conti, prima di ragionare sul Piano di governo del territorio, con il Piano che lei ci ha presentato faraonico, edulcorato, elaborato e rivisto più volte con cifre buttate così alla vanvera giusto per dare un po’ di polvere negli occhi della gente, dicevo che le condizioni materiali di questo paese oggi che cosa ci dicono? Legga le cronache quotidiane. Ci dicono sostanzialmente che in questo Paese ci sono in questo momento 170 mila sfratti esecutivi, 170 mila famiglie che non sono in condizione di reggere un affitto, e ci sono sempre in questo Paese 120 mila appartamenti vuoti. Uno scandalo, una vergogna, un delirio, un delitto, non so quale aggettivo usare per definire una situazione di questo tipo.  E in presenza di questa situazione vergognosa, lei che cosa viene a proporci sostanzialmente? Ci viene a proporre ancora la ricetta più semplice. Quella del costruiamo il nuovo attraverso l’articolazione teorica e teologica che ha teorizzato prima e che ho cercato di svergognare con le dichiarazioni del Presidente dei notai, sostanzialmente. Lei ci viene a proporre ancora la vecchia ricetta, quella che fa comodo a Ligresti e gli altri suoi colleghi. Cioè quella del costruire il nuovo, su terreno
vergine.  Questo per quale motivo? Ah sì, perché vogliamo rilanciare l’economia deperita di questo paese. Ma questa sostanzialmente è una forma di autismo. Ma è possibile che a fronte di questa condizione, dei numeri che vi ho appena citato, ancora noi rispondiamo con le vecchie logiche di una volta che hanno determinato a costruire questa situazione? Questo è peggio che autismo, è responsabilità colpevole.Allora vogliamo capirlo una volta e per tutte che l’unica domanda che c’è in campo oggi, per quanto riguarda l’edilizia in questo Paese è quella che riguarda l’edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata dallo Stato per consentire che la gente che non è in condizione di pagare gli affitti possa vivere sotto un tetto? Questo è il punto di fondo dal quale non si esce dal confronto con lei assessore Masseroli. Perché lei si rifiuta di considerare questa realtà che è davanti gli occhi di tutti. E non tanto per le 22 mila domande delle famiglie milanesi che aspettano la casa popolare da illo tempore. Ma perché intorno a queste 22 mila famiglie si è costruita una relazione sociale che comprende decine di migliaia di persone alle quali noi non siamo in condizione di dare una risposta. E quando tentiamo di ragionare sulla materia, la risposta che vogliamo spacciare è quella che lei ha messo in campo con questa ridicola riduzione del problema chiamata housing sociale. Assolutamente non ci siamo. Lei vuole rilanciare l’economia? Assessore Masseroli, benissimo, le do io un’idea utile per poter rilanciare l’economia. Ne parli con De Albertis, ne parli con Ligresti, ne parli con gli altri, perché sarebbe molto semplice rilanciare l’economia in questo Paese. Fermo restando che si parte comunque prima dall’edificare le case che servono alla gente che ne ha bisogno.  Volete fare davvero economia? Benissimo, c’è un patrimonio edilizio incredibile in questa città e in questa regione. Questo patrimonio qua è tutto carente dal punto di vista ecologico, è un danno per l’economia il fatto che noi oggi riscaldiamo in questo modo le nostre case, e il fatto di potere intervenire radicalmente in modo ragionato con un programma di lungo termine per poter trasformare questa edilizia, questo costruito in una situazione ecologicamente sostenibile, sfruttando le nuove tecniche dell’energia, cambierebbe la situazione. Benissimo, questo porterebbe sì lavoro, migliaia di posti di lavoro, piena occupazione dell’edilizia. Questa è una cosa semplice, che tutti quanti possono capire. Alla luce della discussione sull’energia che si è sviluppata in questi anni, perché non ci arrivate? Ma è possibile che non vi rendete conto di che cosa concretamente si può realisticamente fare da subito per rilanciare l’economia che dite, asserite essere comunque all’interno delle vostre priorità?  Bene, non è così, non è così. Non è così ed è questa la conferma per cui c’è bisogno in questa città di dare davvero un cambio di registro, di dare davvero un cambio, dopo 20 anni di governo vostro siamo arrivati in questa condizione, in questa situazione, con una città assediata, soffocata, che non dà risposte alle domande essenziali. Ed è per questo che è evidente che questo progetto che avete messo in campo non ha le gambe per stare in piedi. Non ha le gambe per stare in piedi non tanto e non solo perché le persone ragionevoli come Pisapia vi hanno chiesto di prendere atto della realtà, di mettere in campo una moratoria che consenta a tutta la città e a tutti i suoi protagonisti di potere fare un ragionamento più compiuto. Perché voi siete arrivati, lo ribadiva poco fa il collega Rizzo, siete arrivati lacerati a questa scelta, siete arrivati all’ultimo secondo utile. Ma è possibile che dopo 5 anni di consiliatura questo che è il progetto principe della vostra politica amministrativa, arriva in Consiglio a 6 mesi dalla fine della consiliatura? È possibile? E in questo modo volete aprire una relazione con la città? Vi fate grassi e forti durante le conferenze stampa per poi arrivare in Aula a prendere per il naso la gente che ha portato le osservazioni? Ma quale tipo di rapporto democratico vogliamo mettere in campo davvero con i cittadini? È questo il rapporto democratico che vogliamo? È una cosa incredibile che fa paura ascoltarla, Assessore, sentirle dire che c’è solo lo 0,1% dei cittadini che hanno eccepito. Ma di che cosa stiamo discutendo? Se sono in difficoltà io che sono qui a rappresentare la gente, figuriamoci l’abitante del Giambellino che cosa che può pensare di un Piano del governo del territorio? Che cosa cavolo ne può capire di cosa stiamo discutendo in questo momento? Io dico che è un vero miracolo il fatto che un numero così importante di osservazioni siano state portate alla nostra attenzione. È un segnale forte, che vuol dire che gli avvertiti, gli informati ci stanno guardando. E gli avvertiti e gli informati fanno opinione. E se noi non diamo risposte alle domande concretissime che loro ci hanno messo in campo, evidentemente facciamo un grave errore, apriamo un fronte di conflitto veramente forte e insostenibile, soprattutto da parte vostra che avete rifiutato le richieste, tutte concrete, che vi abbiamo messo in campo per gestire questa difficile discussione. Vi abbiamo proposto un metodo, se è possibile, da condividere. Ci avete risposto con l’arroganza dei 4 voti inizialmente proposti dal collega Gallera. Poi i voti sono andati a 8, forse diventeranno 24, non lo so.  Comunque è chiaro che a voi non interessa il confronto, interessa unicamente la possibilità di potere arrivare nel termine della scadenza che vi siete fissati, anche qua in modo autistico, per poter portare a casa il risultato, per fare che cosa? Per poter sbandierare questa incredibile bandierina agli occhi dei cittadini. Ma pensate davvero che i cittadini del Giambellino o le 22 mila famiglie che aspettano la casa popolare possano essere contente e soddisfatte del lavoro che abbiamo fatto e del presunto risultato che voi potreste sbandierare? Guardate, assolutamente non sarà così. Non sarà così. È per questo che l’offerta che vi è stata fatta da Giuliano Pisapia è un’offerta da prendere sul serio, da prendere in considerazione. Questo vorrebbe dire davvero chiamare tutti quanti all’assunzione di responsabilità, a prendere atto che non è possibile imporre un punto di vista assolutamente unilaterale come questo, a 2 mesi dal voto che potrebbe cambiare il governo di questa città.  Quindi prendere atto della realtà di questa proposta, accettarla sarebbe un segnale di intelligenza politica che servirebbe a svelenire il confronto che abbiamo davanti, evitare la possibilità di arrivare in quest’Aula a uno scontro fortissimo e sicuramente a una reazione, anche dal punto di vista legale, che tutti i cittadini vorranno fare dopo che sarà finita la discussione in quest’Aula. Quindi sarebbe cosa utile e intelligente prendere atto di questa proposta. Però avendo ascoltato l’introduzione della discussione fatta dall’assessore, mi rendo ben conto che non c’è nessuna volontà di scendere sul terreno dell’intelligenza, del confronto; ma solo l’esigenza incredibile di affermare un punto di vista unilaterale…..

PGT: Consiglieri di minoranza chiedono il rispetto delle regole.

Le osservazioni dei cittadini non possono essere ignorate ma vanno discusse una per una.

Majorino

Milano, oggi si è riaperta la discussione sul PGT. Gli uffici dell'urbanistica hanno accorpato le 4.000 osservazioni in 8 gruppi e vogliono votarle insieme. L'assessore Masseroli dice che in fondo un migliaio di cittadini sono solo lo 0,1% dei milanesi e che quelli che invece hanno partecipato al piano sono di più, inoltre dice che è da codardi non prendere una decisione velocemente. 
Le risposte dei consiglieri di minoranza sono state le seguenti:
Majorino dice proprio che aprire le porte alla costruzione di 180 grattacieli favorisce alcune immobiliari inoltre chiede, perché proprio adesso il 26 gennaio? Gli uffici ci hanno messo un mese per accorpare le osservazioni, la discussione arriva oggi, sembra che la maggioranza abbia difficoltà a riunire i suoi consiglieri
Landonio ricorda che se il piano verrà votato in due giorni con 8 votazioni si potrebbe anche fare ricorso al TAR per invalidare il documento perché, spiega il consigliere, sono state messe insieme tematiche non omogenee ossia sono messe insieme per omogeneità di procedura e non di contenuto ad esempio sono state raggruppate tutte le osservazioni sugli ATO ma queste non sono tutte uguali, ci sono quelle per aumentare il verde, quelle per le infrastrutture ecc… Vanno tolte solo quelle ovvie ed accorpate quelle molto simili, se non si fa questo  qualsiasi cittadino potrà eccepire che la propria osservazione non è stata tenuta in conto. 
Milly Moratti ribadisce la volontà di votare uno strumento legittimo, ricorda che la Regione ha osservato che manca un vero piano di housing sociale, 5.000 alloggi non bastano.
Merlin fa notare che gli uffici lavorando a cottimo hanno impiegato un mese per accorpare le osservazioni mentre i consiglieri hanno avuto pochi giorni per leggere le controdeduzioni, giorni che sono stati pieni di commissioni e sedute del consiglio inoltre i consiglieri, non potendo più mettersi in aspettativa devono anche andare a lavorare.
Fedrighini propone di chiedere alla Regione una proroga di un anno per l'approvazione del PGT.
Rizzati dice che è inaccettabile che i privati ricoprano una funzione pubblica. Sostiene che è evidente che rilanciare l'economia non è nelle loro priorità e fa notare che il PGT arriva a soli 6 mesi alla fine del mandato mentre doveva essere il cavallo di battaglia della loro candidatura evidenziando una mancanza di vero dialogo con la città.
Ugliano ricorda i casi di edificazioni industriali spacciate per residenziali con bonifiche non effettuate e alle interrogazioni in merito dice che l'assessore non ha mai risposto
Grassi dice che questo PGT è scritto per i proprietari di terreni che usufruiranno delle risorse del comune per operare secondo una cieca logica di mercato
Gentili sostiene che lo sviluppo del territorio non si possa ridurre all'aumento delle volumetrie ma all'aumento della qualità della vita
Patrizia Quartieri dice che il tema dell'ascolto della città è importante e previsto per legge, non una gentile concessione. Non è vero che chi non prende una decisione è un codardo, il mio dovere è chiedere che le osservazioni siano discusse in aula una per una qualora  non siano sovrapponibili. Molte osservazioni vanno sulle stesse linee che alcuni enti ci hanno presentato ad esempio la ASL  fa notare che nel PGT non ci sono valutazioni per quanto riguarda l'aumento della popolazione in merito all'aumento dell'inquinamento atmosferico, acustico e sulla mobilità.

5 ore d'interventi finché non è stata chiusa la seduta su richiesta del consigliere Mardegan.

Attendiamo domani la replica di Masseroli.

di Cinzia Bascetta

1.500 cittadini al workshop sul PGT con l’assessore Masseroli

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Ieri mattina siamo stati all'incontro sul PGT al teatro San Fedele, un incontro aperto a tutti i cittadini, presente l'assessore Carlo Giorgio Masseroli, Giovanni Oggioni Direttore Settore Pianificazione Urbanistica Generale, Marino Bottini Responsabile del Servizio di Coordinamento Pianificazione Urbanistica Generale e Paolo Simonetti Direttore Centrale Sviluppo del Territorio. 

Il PGT è stato illustrato con l'ausilio di alcune slides esemplificative, particolare rilievo è stato dato al Piano dei Servizi, al sistema della perequazione sulle aree destinate a servizio e a come la scomparsa della destinazione d'uso renderà più veloce il passaggio di un'area da produttiva a residenziale. E' stato spiegato come leggere le schede del piano e che la città, al fine di analizzare meglio i bisogni locali è stata divisa in 88 schede NIL (Nuclei d'Identità Locale). 

L'assessore ha parlato di 4.411 osservazioni giunte negli uffici comunali che possono essere un segno di partecipazione cittadina ma ha anche rimarcato che non lascerà spazio a tentativi di ostruzionismo ed ha sottolineato che la natura del piano non può essere stravolta in quanto è un testo che è stato adottato dal consiglio comunale quindi lui s'impegnerà affinché il piano giunga all'approvazione entro i termini e che quindi la discussione delle osservazioni venga completata entro il 14 febbraio, ha proprio detto che lui non si fermerà di fronte a niente. Ha spiegato il suo punto di vista ed ha detto che la felicità dipende anche dalle relazioni, ha detto che ci devono essere regole condivise per non far fermare la città, che le interpretazioni ci fanno male quindi ci vogliono regole chiare. Il PGT dà una nuova lettura della città, che vuole essere più flessibile, senza bloccare buoni investimenti, dice ed ha anche aggiunto che la politica è confusa ma non le nostre esigenze. Sulle osservazioni l'assessore dice che se saranno riconosciute migliorative rispetto all'obiettivo, ossia, rendere la città più vivibile saranno sicuramente accolte nel piano.

Nella seconda parte della mattinata, essendo un workshop, i relatori hanno risposto alle domande dei presenti. Era stato predisposto un modulo, consegnato all'ingresso, su cui scrivere le proprie domande. 

Le mie le ho fatte a nome del Comitato Cittadini Virtuosi. E' stato chiesto:

Le forze del comune sono sufficienti a garantire la messa in opera di tutto l'apparato necessario a raccogliere ed analizzare periodicamente le richieste ed i cambiamenti che avvengono nelle zone? Come i cittadini possono far pervenire le proprie osservazioni e necessità? Quanto saranno coinvolti i consigli di zona? Ad oggi svolgono solo un ruolo di consultazione, potranno avere più peso in merito alle decisioni sui servizi?

L'assessore ci ha risposto così.


 

La seconda domanda: il PGT distingue tra servizi indispensabili e non. I privati profit potranno gestire anche servizi indispensabili? Se sì, saranno tenuti ad offrire il servizio agli stessi prezzi della gestione pubblica in modo che il cittadino non venga penalizzato?

Ci ha risposto Marino Bottini che dice che essendo servizi accreditati e convenzionati è auspicabile, anzi devono fare gli stessi prezzi dell'operatore pubblico.


 

Nel testo la parola convenzionato compare solo qui: DdP paragrafo 3 pag 185 

"Da un lato si pensa a particolari forme di facilitazione all’insediamento delle attività(sia per gli aspetti commerciali che per gli aspetti urbanistici) a fronte del “convenzionamento”per la fornitura di servizi con finalità di sostegno sociale a specifici destinatari(“commercio convenzionato”). Dall’altro lato, alla sperimentazione di una struttura che abbiamo per il momentodefinito “incubatore commerciale” in analogia con quanto è già operante nel campodegli incubatori d’impresa, ritenendo che un sostegno, in varie forme da definire,per la fase di start up dell’insediamento in un contesto difficile potrebbe consentireanche in queste situazioni, la dotazione di servizi commerciali indispensabili allaqualità urbana."

C'era anche una terza domanda:

Come e da chi verranno fatti i controlli ex-post che il PGT vorrebbe introdurre? Ci sarà un sistema di ascolto dei cittadini anche a questo proposito? A questo però mi sembra non abbiano risposto

In conclusione l'assessore ha voluto chiarire che il mercato delle volumetrie non sarà gestito da una banca. Inoltre "Il fatto che si dia flessibilità al sistema vuol dire checché ne dica qualcuno, il fatto che ci siano delle case vuote dove nessuno vuole andare ad abitare ed uffici vuoti che nessuno vuole usare, non è che bisogna obbligare affinché la gente usi quelli, bisogna fare in modo che siano o buttati giù, o rifatti oppure cambio destinazione, flessibilità. Se viene costruito un immobile a prezzi accessibili,a qualcuno che abita in un posto che fa schifo, tenderà a spostarsi e via via si creeranno immobili che saranno buttati giù e ricostruiti. Un operatore immobiliare ha bisogno che le case siano vendute e se non ritiene che ci sia mercato non le fa perché non si sono mai visti operatori immobiliari scemi, non ci sono, e se ci sono falliscono. Quindi vuol dire che non è che visto che ci sono non bisogna fare altro, facciamo una città che cresce, che evolve, che cambia, che migliora e magari l'operatore immobiliare magari troverà il percorso per proporre vantaggi alla gente che si sposta in questa (area) acquisendo quell'area (la vecchia) buttando giù e ricostruendo. Cioè è un percorso in cui la flessibilità lascia lo spazio alla vostra intrapresa che prima non era possibile perché era tutto cristallizzato. La non cristallizzazione è una funzione necessaria perché l'economia si sviluppi e il sistema migliori, quindi io non obbligherò nessuno ad andare via dalle case vecchie. Sono convinto che se interpretiamo bene questo strumento che ci siamo messi nelle mani, questo percorso accadrà"

di Cinzia Bascetta

PGT Milano. Le nostre osservazioni al Piano dei Servizi

Milano

Il PGT apre le porte ai privati per la gestione dei servizi dei milanesi . Si potrebbe pensare che molte aziende, se ben gestite, siano efficientissime, ma l'azienda in sé fa in primis i suoi interessi e non quelli dell' utilizzatore. Le istituzioni nascono per tutelare il cittadino ed in quest'ottica dovrebbero sempre fare gli interessi di quest'ultimo garantendo la massima equità. Cosa succederebbe se un'istituzione cominciasse a ragionare in termini di profitto? Da una parte si potrebbe dire che è un bene perché in questo modo si creano ricchezze per la collettività ma, se il fine ultimo dell'ente pubblico fosse il profitto, le scelte si baserebbero su questo e che dire se la nascita di un servizio dipendesse dall'incrocio tra domanda e offerta? Il Comune sceglierà di fare arrivare un mezzo di trasporto in una zona non densamente popolata? O di mettere un asilo? Qualsiasi azienda che si rispetti no, perché non sarebbe una scelta sostenibile, come anche far andare i mezzi nelle ore notturne per esempio a meno che non salgano i prezzi.

La stessa cosa se a gestire i servizi sono proprio i privati. Il Comune in qualità di enabler (facilitatore) analizza domanda ed offerta in ogni ambito territoriale, facendo una panoramica anche sulla eventuale già presenza di associazioni no-profit o aziende private profit. Il comune finanzia il servizio ma sarà il privato a gestirlo e quale privato gestirebbe mai un asilo in una zona con pochi bambini, farebbe circolare i bus la notte, farebbe prezzi modici in piscine e musei…? Verrà stilato un elenco di privati accreditati dal Comune e questi potranno concorrere all'assegnazione del servizio, ricevendo concessione d'uso di uno spazio pubblico o diritti edificatori. 

Quale privato rinuncerebbe ai finanziamenti statali agli inceneritori, in favore del più sano e pulito RICICLO TOTALE dei rifiuti? La logica del profitto non va a braccetto con la tutela del bene comune e con l'equità della distribuzione e dell'accesso ai servizi. Per questo abbiamo presentato le nostre osservazioni al PGT per indicare che:

Il Piano dei Servizi dovrebbe mettere al centro e porsi come obiettivo la soddisfazione e la risposta ai bisogni dei cittadini, tutti, sia quelli che vivono in zone più popolate che meno e non "la libertà di scelta dei cittadini". "La frase "e comunque intervenire in maniera residuale qualora tale risposta non sia sufficiente. " non è sufficiente a garantire che vi sarà un equa distribuzione dei servizi in quanto è accostata ad un principio "la libertà di scelta" che può essere interpretato in questo senso. Il cittadino è libero di scegliere dove vivere ma la libertà di scelta spesso dipende molto dalle disponibilità economiche di una persona.

Nel PGT, non ci sono categorie di servizi definite e/o escluse a priori. L’ Amministrazione stabilisce quote della nuova edificazione da cedere perservizi indispensabili, senza indicare già di quali tipologie si tratta, ma distinguendo tra aree a verde e servizi costruiti. Su questi ultimi, il Piano,costantemente aggiornato, avrà una lista da cui attingere (i servizi minimi che si impegna a garantire), a seconda della localizzazione del progetto, dei fabbisogni rilevati o prospettati, dell’accessibilità, della dimensione dell’intervento, ecc…
Sarebbe bene invece definire categorie di servizi minimi garantiti in ogni quartiere vecchio o nuovo oppure entro una certa distanza, raggiungibili senza difficoltà e senza doversi spostare troppo, il che va anche a favore di una riduzione del traffico, potremmo chiamarli i servizi a Km zero. Asili, scuole, centri per anziani, laboratori di analisi, consultori, studi medici, negozi alimentari…

Sarebbe bene aggiornare il piano ogni due anni invece che ogni sei mesi per evitare il pericolo che si usi la scusa di un eventuale cambiamento di situazione a giustificazione del non raggiungimento degli obiettivi che ci si erano posti. 

Non è bene privilegiare solo i controlli ex-post, visto che si vogliono dare in gestione servizi ai privati ma anche ex-ante.

Non è bene che il comune finanzi un servizio che sarà gestito da un privato se questi non è tenuto poi per lo meno a fornire il servizio a prezzi "comunali" cioè modici.

Non è chiaro il ruolo degli stakeholder. 
Sono coloro che, avendo interesse al piano debbono essere ascoltati oppure sono coloro di cui bisogna curare gli interessi? Sono considerati come i cittadini che però sono quelli che pagano?
Gli unici interessi che un'istituzione pubblica deve tutelare sono quelli del cittadino.

Il Comune non può essere enabler o facilitatore ma deve erogare e regolamentare i servizi in quanto da gestione “per il bene comune” si passa a gestione “per il massimo profitto” con un aumento di costi per i cittadini, anche perché alcuni dei servizi, molti dei quali vitali [vedi acqua] vengono gestiti in regime di monopolio e quindi danno la possibilità di ricatto inoltre l’Ente Pubblico perde il suo patrimonio di conoscenze.
Abbiamo già visto il risultato di questo: ad esempio quando l’Ente pubblico deve poi costituire delle Authority di garanzia è costretto a prenderne il personale dalle aziende che l’Ente deve controllare perché solo loro hanno le competenze, e così si genera un inevitabile conflitto di interessi.

Bisognerebbe eliminare la parola profit dalla gestione dei servizi ai cittadini. Un servizio può essere in mano o al pubblico o a privati no-profit vedi associazioni. Per esempio non ha senso che i trasporti urbani siano in mano a privati profit in quanto si tratta di una attività necessaria. Perlomeno dividere ciò che è necessario è no-profit, il superfluo al profit.

In ultimo, nel PGT è appositamente esplicitato che il Comune non cede la gestione laddove non è in grado di farlo lui, non si tratta di questo tipo di approccio bensì crea le condizioni per facilitare la nascita di un servizio. Qui viene ribaltato il ruolo dell'attore pubblico e la gestione passa ai privati di prassi, tranne dove ci sono già servizi comunali attivi.

di Cinzia Bascetta

Siamo tornati dall’assessore Masseroli per parlare ancora di PGT

Venerdì scorso siamo tornati da Masseroli per approfondire alcuni punti del Pgt e non solo. Come l'altra volta l'assessore è stato molto disponibile ed ha risposto a tutte le nostre domande spiegando tutto con parole semplici come gli avevamo chiesto. Si è creato un dialogo aperto e l'assessore si è mostrato disponibile a valutare eventuali proposte che vengono da cittadini volenterosi e soprattutto volontari, perfettamente in tema con i principi dell'ascolto e della sussidiarietà del PGT.  

 Perequazione: la compravendita delle volumetrie



 

D > veramente sto capendo pian piano dei punti che non mi erano così chiari, quindi ci sarà la possibilità di vendere le volumetrie delle aree che verranno destinate a verde, infrastrutture ed anche qualcosa del parco sud però non abbiamo parlato di come varrà gestito questo mercato quindi a che prezzo sarranno vendute, se è già stato stabilito un prezzo e chi gestirà questo mercato

Assessore > l'oggetto diritto volumetrico è un oggetto che potrà essere venduto tra due interlocutori un acquirente ed un e venditore. Sarà tutto registrato attraverso un registro pubblico. La possibilità che il volume che viene comprato da una parte della città possa essere edificato altrove ha come condizione che il servizio o l'area destinata a verde sia: l'area data al comune e il servizio effettivamente realizzato destinato a verde o infrastrutture., quindi, io ho del volume che risiede su un'area che il comune ha detto che deve essere verde o infrastrutture oppure lì si può fare un servizio, la vendo a te, voglio venderlo a te che hai un'area su cui vuoi costruire

D > privatamente?

Assessore > la cosa può accadere in questo modo, primo caso: accade privatamente, lo vendo a te. Quando tu puoi usarlo? Solo nel momento in cui viene registrato in un registro pubblico, comunale ed il comune registra questo passaggio che diventa edificabile solo se l'area di origine diventa pubblica o nell'area di origine viene realizzato un servizio, quindi lo spostamento delle volumetrie è possibile a condizione che l'interesse pubblico sia reso efficace.

D > il prezzo?

Assessore > il prezzo è quello del mercato

D > lo stabiliamo io e lei quando facciamo la trattativa

Assessore > esatto

D > qualche giorno fa sono stata al convegno di Rinenergy e ho incontrato Paola Santeramo che è presidente dell' ISTVAP Istituto Valorizzazione Agricoltura Periurbana e lei mi ha spiegato questa cosa, spero di averla capita bene io però. A Milano ci sono circa 3.000 ettari di aree agricole divise in due categorie, su di una c'è esplicito divieto di edificare mentre sull'altra no. L'altra area corrisponde alla cintura periurbana, quindi il dubbio che può nascere è: non è che le volumetrie di cui parlavamo adesso quindi che vengono da queste aree che poi sono destinate a servizi, possano andare a finire nell'area periurbana che adesso è verde?

Assessore > l'area periurbana sono i cosiddetti piani di cintura cioè sono quegli ambiti della città all'interno del parco sud che appunto oggi utilizzati per l'agricoltura di proprietà mista, ci sono svariate proprietà

D > anche il Comune

Assessore > appunto alcune parti sono del Comune, alcune parti sono di proprietà pubblica ma non comunale, altre sono di proprietà privata. Cos'è accaduto negli anni in queste aree? Che gli agricoltori non hanno potuto avere dei contratti di lungo periodo, a parte che le aree stesse coltivate potevano essere di più proprietari ma comunque se non erano di proprietà comunale (e dopo faccio una parentesi anche su quelle di proprietà comunale) nessuno ha dato contratti di lungo periodo, perché? Perché ci si aspettava nella storia, perché era sempre andata così, che la città crescesse in espansione cioè che prima o poi lì si potesse edificare…. quindi io all'agricoltore non do un contratto di lungo periodo, non mi lego con un rapporto che chissà quanto dura , mi lego con un rapporto che dura un anno di modo che nel caso in cui l'anno prossimo non si può, rientro in possesso dell'area e faccio quello che devo fare. Invece noi cosa abbiamo fatto, da un lato, da quando c'è questa giunta, i contratti agricoli delle nostre aree all'interno del parco (comunali)… e su quei contratti (adesso non ci sto lavorando io personalmente perché non è mia competenza l'agricoltura) abbiamo deciso di allungare il periodo a trent'anni mi sembra, i contratti non sono più di uno, due anni ma di trent'anni e poi all'interno del PGT abbiamo detto, lì non si edifica, le volumetrie che si generano devono essere spostate, a fronte dello spostamento delle volumetrie quelle aree diventano pubbliche, comunali ovvio e il comune farà all'agricoltore il contratto di lungo periodo quindi abbiamo considerato l'agricoltura in una prospettiva produttiva e strategica. Questo è il percorso. Quindi quando parliamo dei cosiddetti ambiti periurbani cioè i piani di cintura stiamo parlando di questo percorso cioè di volumetrie che verranno spostate e di aree che diventano pubbliche mentre..

D > stiamo parlando quindi di aree che rimangono agricole, giusto?

Assessore > non hanno destinazione come nel vecchio piano regolatore agricola ma sono aree che a fronte di questo passaggio diventeranno aree che avranno un contratto di agricoltura che dura negli anni. Le aree di cui ti parlava, non mi ricordo come si chiama questa signora…

D > Santeramo 

Assessore > sono sempre aree, se non capisco male, all'interno del parco sud ma non nei piani di cintura, queste aree sono aree anch'esse di proprietà mista pubblico privato su cui, non essendo possibile fare questo percorso di spostamento di volumetrie e di acquisizione a proprietà comunale di quelle aree quindi rapporto con l'agricoltore di lungo periodo, queste stesse aree pur avendo destinazione agricola (destinazione urbanistica agricola) spesso e volentieri sono aree che hanno contratti di breve periodo perché l'operatore privato che ne è proprietario spera, privato o pubblico, spera nel lungo periodo che quelle aree possano diventare edificabili

D > quindi c'è la possibilità?

Assessore > no, non c'è possibilità né da una parte né dall'altra ma con l'approccio che abbiamo dato, la preoccupazione che quella signora esprime è esattamente contraria di quella effettiva

D > quindi alla fine cosa succederà?

Assessore > le aree, per intenderci, queste aree qua che sono dentro Milano, di Muggiano, sono aree che non sono nei piani di cintura, sono aree su cui il PGT non può dire niente ed è vietato fare la perequazione quindi sono aree che resteranno, per adesso, di proprietà di chi le ha e quindi sono aree sulle quali se il proprietario decide di fare contratti di breve periodo, farà contratti di breve periodo 

D > e se decide di costruire?

Assessore > e se decide di costruire ad oggi bisognerebbe fare una cosiddetta variante urbanistica

Proposta per l'agricoltura periurbana ed i G.A.S



 

D > sempre in merito all'agricoltura periurbana ho una piccola propostina, un mio amico ha trovato nel PGT un punto in cui si dice: ' l'istituzione del parco agricolo sud Milano ha significato una scelta d'indirizzo…. anche nella direzione di avvio di azioni rivolte…. alla conservazione della qualità del significato storico, culturale e identitario del milanese ' quindi valorizzare queste aree legate anche alla valorizzazione della cultura e dell'identità milanese allora una proposta concreta che raccoglie un po' il senso di queste parole potrebbe essere creare da parte del DESR dei centri che siano punti d'incontro tra gli agricoltori, i cittadini e i GAS proprio perché sono i tradizionali interlocutori….. (Gruppi di Acquisto Solidale) che promuovono le attività che portano i cittadini a conoscere realtà che spesso magari si pensa siano scomparse dal territorio.

Assessore > ben vengano proposte di questa natura! Queste sono proposte non da pianificazione, sono proposte da innovazione di gestione che certamente a fronte di quelle decisioni che abbiamo preso rispetto ai piani dell'agricoltura sono oggi più realizzabili di prima, a me pare una buona cosa, io da un po' di tempo faccio vedere ai giornalisti cosa accade in città perché spesso e volentieri si raccontano sui giornali cose che nessuno ha mai visto e allora li porto in periferia nei posti dove ci sono i cantieri etc.. e li ho portati, qualche mese fa, anche al parco sud. Quando si è sollevato in aula il dibattito sul parco sud e non si capiva di cosa si stesse parlando o meglio il dibattito politico assume spesso e volentieri delle connotazioni ideologiche cioé che a prescindere dalla realtà si discute di filosofia, ho detto”venite a vedere la realtà” e siamo andati proprio dove c'è tutto quello che è stato ribattezzato il Parco delle Risaie cioè tutto quell'ambito che in fondo a via Barona ad un certo punto ti perdi perché la qualità dell'ambiente circostante, delle case peggiora e ad un certo punto però ti trovi in una stradina dove ti si apre due cascine ed uno spettacolo di risaie tenute in vita dall'agricoltore non appena perché le coltiva ma perché è diventato un punto di riferimento per il territorio… che mi sembra della stessa natura, se vogliamo, embrionale, delle cose che mi state raccontando quindi mi sembra assolutamente interessante

 Qualità della vita a Milano, piste ciclabili, verde, mezzi pubblici ed auto elettriche



  

D > trovare una casa con un giardino a Milano è impossibile

Assessore > si mettono a confronto due posizioni diverse, la mia e la tua, io ho quattro figli ed abito a Milano e ho dieci anni in più di te ma da un lato il PGT tenta proprio di giocare la partita di generare delle condizioni affinché la gente di qualsiasi età possa trovare a Milano quello che si aspetta quindi, uno si sposa e dice vorrei trovare un posto dove oltre ad avere il lavoro possa portare i bambini al parco, divertirmi la sera, trovare il ristorante a prezzi…dove non spendo tutto lo stipendio e una casa dove poter dormire insomma. Questa è la sfida del piano che si chiama appunto Milano per scelta. Dall'altro è chiaro che nel momento in cui tu sei in una città: la città è la città cioè la città non è il posto in cui si ha la villetta con il giardino o meglio se ragioni sul tema della città vasta allora sì ma il cuore battente della città è per definizione un ambito in cui hai la metropolitana, le case, l'asilo, la strada, il parco però difficilmente hai….

D >….le piste ciclabili…

Assessore >….le piste ciclabili auspicabilmente anche per noi a Milano, …difficilmente hai la villetta. Scegliere di avere la villletta vuol dire che vai in un posto dove tendenzialmente hai meno servizi, tendenzialmente devi prendere la macchina per muoverti cioè si aprono tematiche di altra natura che peraltro….

D >…. posso prendere la bicicletta e poi il treno e la metropolitana..

Assessore > sì…. che peraltro sono nate dal punto di vista dello sviluppo delle città da quelle ipotesi per cui le città dovessero crescere per espansione. Tu vai in un posto che è nato laddove un tempo non c'erano case perché si cresceva in espansione, la gente si muoveva in macchina . Detto questo, la situazione in cui ci troviamo è quella che vediamo e io credo che tutte le scelte siano possibili e buone quello che vogliamo fare a Milano è far sì che uno che voglia viverci possa trovare quello che cerca

D > è difficile adesso trasformare questo agglomerato di case in villettine con il giardino attorno però

Assessore > … è impossibile…

D > però potremmo buttarne giù qualcuna come diceva Celentano buttiamo giù quelle brutte

Assessore > anch'io sarei felice di buttare giù quelle brutte però per farne altre… belle

D > però magari già con le piste ciclabili migliorerebbe molto la qualità dell'aria di Milano

Assessore > io anche su questo purtroppo, a differenza di quello che tu ti aspetti, sono convinto che tu abbia ragione. Dico purtroppo rispetto a quello che ti aspetti perché probabilmente sei venuta immaginando che io ti dessi risposte diverse da quelle che ti sto dando, qualche tempo fa

D >… forse qualche tempo fa….

Assessore > …forse la volta scorsa….. ma anche il tema delle piste ciclabili è un tema anche qui che se non vuol essere guardato ideologicamente a Milano, vuol dire che bisogna cambiare il metodo di realizzazione delle stesse cioè, se tu vai a Berlino non è che hai per forza la pista ciclabile di un metro e mezzo, lo spazio di sicurezza etc… Certo loro c'hanno pensato prima di noi, hanno delle strade fatte diverse dalle nostre. La pista ciclabile è incorporata nella città. Milano non ce l'ha incorporata nella città ma se vogliamo incorporarla dobbiamo probabilmente ipotizzare che ci debba essere della promiscuità cioè debba esserci il marciapiede con la pista ciclabile appena pennellata che magari non è larga due metri e mezzo ma magari è larga solo un metro etc… allora se riusciamo a…

Arturo > come stanno usando nelle grandi città europee, tirano la striscia, qui le biciclette, qui le macchine

Assessore > appunto, dicevo Berlino perché recentemente son stato lì e ci son dei punti in cui le piste non riescono a passare nemmeno sul marciapiede e stanno sulla strada cioè c'è la macchina, l'autobus, la bicicletta che tendenzialmente rischia anche dal punto di vista della sicurezza però arriva dove vuole

Arturo > però Milano rispetto a tante città europee ha un grossissimo vantaggio: che è fatta a spicchi e si può fare il doppio senso su due vie praticamente parallele

Collaboratore dell'assessore > ci può essere spazio

Assessore > noi un po' di ragionamenti su questo li stiamo facendo e c'è un tema normativo nazionale e locale che ci si mette un po' di traverso rispetto a questa ipotesi che mi convince molto però ci stiamo lavorando perché sennò il problema delle piste ciclabili non sarà mai schiodato

Arturo > e poi ci vogliono macchine elettriche, basta macchine inquinanti

Assessore > allora giusto oggi ho fatto un incontro con degli interlocutori che hanno molto investito su questo tema….dei produttori di auto. Voi sapete che c'è stato un accordo con A2A stiamo per mettere 200 colonnine che però è appena un inizio. A metà novembre ci sarà a parco Sempione un momento anche di ….

Arturo > poi oggi la Renault ha messo in vendita due modelli elettrici

Assessore > proprio Renault, proprio con loro stavo parlando

Arturo > … di cui uno è un furgoncino, che è molto importante!

Assessore > il furgoncino è importante! E' chiaro che anche il tema della mobilità

Arturo > le grandi società tipo DHL hanno già nelle loro flotte molti mezzi elettrici agli altri bisognerebbe vietare proprio di entrare in centro a Milano

Assessore > cioè anche il tema della mobilità che noi negli ultimi anni abbiamo dal punto di vista, almeno del pensiero, giocato in termini di macchina contro infrastruttura pubblica su ferro.. se la macchina cessa di essere un soggetto inquinante ed è un soggetto che non inquina come l'attuale auto è chiaro che cambia completamente lo scenario per cui il problema, chiaro, è del traffico però io che prendo la macchina decido liberamente se il traffico lo voglio sopportare o meno ma nel momento in cui la sopportazione…

D > qualcuno diceva tu non sei in fila, tu sei la fila..

Assessore > nel momento in cui la sopportazione del traffico che tu hai si associa al fatto che tu inquini cambia ed è peggio no? Cambia completamente lo scenario. Anche della pianificazione delle infrastrutture perché nel momento in cui tu devi pianificare la metropolitana ti costa l'ira di Dio. Se ciascuno compra la macchina elettrica al posto della macchina inquinante forse l'investimento di quella infrastruttura, alcune infrastrutture, lo puoi anche evitare.

Arturo > lì poi si apre anche il concetto, cioè: una macchina = una persona. Con il numero delle persone che entrano tutti i giorni a Milano avremmo, elettriche sì elettriche no, delle lunghe file comunque. Comunque il meccanismo del servizio pubblico va incentivato da matti contro il privato tipo, io vengo da fuori Milano, lascio la macchina nel parcheggio dell'ATM automaticamente il parcheggio mi da il biglietto, giro sull'ATM gratis a Milano. Pago il parcheggio settimanalmente

Assessore > queste cose che sono belle, dal punto di vista della sostenibilità economica della mobilità su ferro cittadina non stanno in piedi perché la manutenzione della metropolitana, del tram etc.. ha un costo importantissimo che se non è sostenuto dal biglietto diventa insostenibile in esso stesso, girando in Europa vedete quanto costano i biglietti, costano il triplo che a Milano

Arturo > son perfettamente d'accordo ma io a Londra non aspetto 15 minuti l'autobus, quando arrivo alla fermata c'è la coda degli autobus che aspetta me non sono io che aspetto l'autobus.

Assessore > sì, non in tutta Londra devo dire

Arturo > parliamo di Londra città perché se uno sta nella city, cioè nella città lavorativa, non sono io che aspetto l'autobus, è l'autobus che aspetta me a Londra però giustamente come dice lei il biglietto costa una paccata di soldi 

Assessore > anche a Berlino girare con i mezzi costa un prezzo importante

Arturo > però il costo del biglietto potrebbe recuperarlo l'ATM dal pannellare con il fotovoltaico tutti i suoi depositi nella città di Milano cioè tirerebbe su una piccola centrale nucleare a livello di energia

Assessore > questo non glielo so dire, non sono un esperto

Arturo > perché già Precotto, pur non essendo il deposito più grande, comunque dà circa il 10% della corrente all'ATM  

Cogliamo l'occasione per parlare del terzo inceneritore di Milano e dell'alternativa

 

 


D > alla luce dei dati statistici e numerose ricerche condotte da ricercatori e scienziati sull'incidenza dei tumori nelle aree nei pressi di un inceneritore, questo è un tema che mi preoccupa molto soprattutto perché mi sembra di interpretare una volontà anche da parte dello stato di andare verso la privatizzazione di tutti i servizi (parlo del decreto Ronchi), per un cittadino rapportarsi col privato, anche se uomo, non è comunque la stessa cosa che rapportarsi con l'ente pubblico. Lei l'altra volta diceva che l'Amsa è pubblica e resterà pubblica. Al di là della sua volontà di uomo alla quale posso anche credere che garanzie scritte ci sono che Amsa resterà pubblica?

Assessore > ci sono due aspetti, primo come dicevo l'altra volta riconfermo che il rispetto alla persona di chi gestisce un servizio, l'attenzione alla persona che lo deve usare o alla persona che abita nell'intorno laddove esiste un servizio, l'attenzione alla persona non nasce dal fatto che chi fa il servizio lavora per una realtà pubblica o privata, non è così, io sono convinto di questo, può essere una condizione diversa la mia dalla vostra e quindi sono anche convinto che il fatto che un servizio sia gestito da un pubblico o da un privato non dà garanzie superiori o inferiori rispetto alla bontà del servizio ovvio che c'è bisogno di dare delle regole ferree soprattutto se i servizi sono servizi sensibili e c'è bisogno che rispetto a queste regole ci sia un controllo altrettanto ferreo. Noi purtroppo nella nostra legislazione abbiamo una ipertrofia di controlli ex ante e abbiamo un'incapacità di controlli durante cioè ex post che è una cosa che nel piano noi diciamo di voler ribaltare ma che dev'essere ribaltata cioè, io mi fido di te… mettiamo nel nostro caso, tu vieni qua e mi fai delle domande, ovviamente stiamo parlando di un caso molto meno sensibile della gestione dei rifiuti, tu sei arrivata mi fido, non so chi tu sia, controllo perché tu mi hai mandato le cose e io controllo, se dal controllo mi accorgo che mi hai preso in giro, quella è la porta vai. E' chiaro però che se io mi fossi mosso secondo l'impostazione del controllo ex ante, tu prima di sederti qua avresti dovuto passare 85 controlli con qualcuno che ti faceva l'esame del DNA dopodiché ti avrebbero detto ma senti tu hai un titolo del tuo sito che non assomiglia ad una posizione come quella dell'assessore quindi è meglio che tu vada via, ok? Sarebbe andata così. Io dico che è giusto dovunque e questo dal punto di vista culturale e antropologico è giusto dare fiducia alla persona perché tu non sei peggio di me. Nel fare quello che faccio io cerco di fare una cosa buona che sia per il bene mio e della collettività, tu pure immagino quindi parto da questa ipotesi, è una scelta.

D > però potrei essere una bugiarda

Assessore > appunto parto da quest'ipotesi e controllo ex post, se il controllo mi fa dire “ho sbagliato a fidarmi è chiusa”

D > l'importante è che chi controlla abbia l'autorità di poter dire “tu questa cosa non la fai più”

Assessore > assolutamente, ovviamente adesso stiamo facendo un ragionamento filosofico. Applichiamo il ragionamento alla questione dei rifiuti, uguale io ti ho detto, non sono dell'idea che la gestione privata sia peggio di quella pubblica e neanche viceversa, sono dell'idea che date regole ferree soprattutto su questo tema che è sensibile sia da fare un controllo ex post e durante il servizio e con penali e conseguenze laddove non ci sia rispetto delle regole altrettanto forti. Detto questo rispetto invece all'ipotesi che Amsa resti pubblica o diventi privata io non ho visibilità di nessun percorso che porti verso la privatizzazione in questo momento

D > Il PGT prevede la costruzione del terzo inceneritore di Milano?

Assessore > no, il PGT non lo prevede, che ce ne sia bisogno o meno lo diranno i numeri bisogna vedere, può darsi che ce ne sia bisogno però il PGT non lo prevede

Arturo > come mai non abbiamo come c'era una volta in via Rubattino un impianto di compostaggio? Una volta c'era poi è sparito

Assessore > non sono le mie deleghe, le mie competenze non sono neanche preparato su questo tema

D > siccome l'unione europea impone entro il 2012 di arrivare al 65% di differenziata se non sbaglio, pena il pagamento di multe che paghiamo noi, e siccome la base di partenza per una differenziata seria è la separazione dell'umido dalla frazione secca perché non prevedere nel PGT proprio delle aree destinate a degli impianti di compostaggio? Bisognerebbe fare un alvoro tra PGT e commissione ambiente….

Assessore >non sono sinceramente in grado di rispondere però possiamo ragionarci, è un tema che finora non ho trattato e che non conosco a fondo però se ne val la pena si può anche approfondire

Arturo > anche perché crea posti di lavoro e tutte le altre nazioni stanno andando ormai verso questo tipo di gestione dei rifiuti, non si capisce perché in Italia puntiamo sugl'inceneritori, inceneritori… anche perché non so se lei era presente quando c'è stato il consiglio comunale, han parlato di dati e quello di Legambiente è stato proprio…

Assessore > dissimile?

Arturo > sì. Sì, proprio non c'è bisogno del terzo..già adesso perché tuttora l'Amsa per far andare al massimo le macchine è costretta ad importare ruffo da Brescia, da Bergamo, da Varese

Assessore > questi dati sarebbero tutti da verificare

D > se ho la possibilità di venire anche venerdì prossimo dovrei poterle portare qualcosina in più in merito a questo argomento cioè quanti impianti di compostaggio sarebbero necessari a Milano per il fabbisogno della città (un milione e 300 mila abitanti) e di che dimensioni, pensando non di farne uno grandissimo ma diversi più piccoli, parlo di compostaggio anaerobico e anche di… poi un'idea mia, un bell'impianto di compostaggio magari lo mettiamo nel parco sud così gli agricoltori hanno già il loro bel compost

Assessore > questi sono suggerimenti, li verifichiamo, ovviamente in questo caso lo verificheremo con Amsa

D > io dovrei portarle dei dati più tecnici fatti da una persona che fa questo per lavoro

Assessore > quindi una volta che mi porti questa proposta coinvolgerei A2A anzi Amsa in particolare

D > Magari ed io vorrei coinvolgere un po' di cittadini

 

L'approccio del PGT non è quantitativo in merito alla previsione degli abitanti futuri di Milano

 

 

D > ultima cosa, nel PGT questa persona che mi ha mandato questa osservazione che vorrebbe presentare dice di non aver trovato la distribuzione per fasce di reddito milanese né quella attuale né soprattutto quella obiettivo, c'è questo dato? Perché il discorso che lui fa lo fa in merito all'edilizia popolare, al fatto di aumentare la popolazione di 400.000 abitanti

Assessore > ti dico una cosa, la prima: la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione attuale non c'è la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione obiettivo tanto meno perché noi non abbiamo una popolazione obiettivo, noi vogliamo creare le condizioni per fare in modo che chiunque voglia possa abitare abitare a Milano appunto Milano per scelta. Cosa vuol dire? Nella fattispecie del tema delle case per tutte le fasce di reddito abbiam bisogno di realizzare oggi a Milano, case a prezzi bassi perché son quelle che mancano sia di edilizia in affitto, sia di edilizia in vendita. Quella di non avere questo tipo di approccio (distribuzione per fasce di reddito obiettivo) è una scelta cioè l'approccio che noi abbiamo dato al piano non è un approccio quantitativo. Noi non crediamo nel fatto che se noi ci si inventi un numero addirittura ripartito per fasce di reddito della popolazione che avremo fra 20 anni non crediamo di beccarci, non credo che ci becchi tu, tu, tu e nemmeno io ma nessuno perché, tanto per fare un esempio, nel piano regolatore degli anni 80 si prevedeva no due milioni e centomila abitanti a Milano, oggi, dopo 20 anni siamo un milione e tre quindi… non ci crediamo

D > ma il piano prevede 400 mila persone o no?

Assessore > no, visto che le leggi sono un po' vecchie per l'impostazione che abbiamo dato abbiamo dovuto calcolare a ritroso in funzione di alcuni parametri a cui non credo dei numeri, io non credo a quei numeri. Quei numeri sono per me assolutamente degli elementi totalmente aleatori

D > penso nemmeno il mio amico, parla di un calcolo spannometrico

Assessore > non è spannometrico ma anche fosse scientifico è sbagliato, è sbagliato l'approccio ma la legge ci costringe a dare questi numeri… a dare i numeri e noi alla fine per far sì che il piano sia completo abbiamo dato i numeri però non ci crediamo

Arturo > ci riuscite bene

Assessore > in quel caso sì…. non credo all'approccio quantitativo, è sbagliato. Io non so se voi abiterete a Milano tra 10 anni, 20 anni….

Arturo > io muoio qua

Assessore > no, quello che dico è che è la libertà di ciascuno che lo fa decidere se abitare o no a Milano, non certo i numeri che diamo noi

Arturo > voglio che le mie ceneri vengano sparse sul monte al parco Lambro

 

 di Cinzia Bascetta