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Lascio il Movimento 5 stelle.

Bologna 5 stelle
Regionali Emilia Romagna

Sono sempre di più le esperienze di questo tipo, sono sempre di più le persone che aprono gli occhi. Il movimento 5 stelle non parla di scuola, non parla di immigrazione, non parla di diritti dei lavoratori, non parla di sovranità monetaria, non partecipa alle elezioni delle province, dove si decide su argomenti importanti come la gestione dei rifiuti tanto cara, a parole, al movimento, come se lo scopo fosse quello di incanalare la protesta entro binari precisi che non nuociano veramente alle caste. Tanti slogan, tanti proclami per l'acqua pubblica ad esempio ma sono stati i comitati per l'acqua e non il movimento 5 stelle ad organizzare e portare avanti la campagna referendaria per l'acqua pubblica. Con il movimento 5 stelle la protesta si fa più pacata, la rabbia viene contenuta, ci si sfoga urlando a Woodstock (Cesena), si discute ore e ore sui forum ma si discute e basta e ci si sente attivi con qualche clic. Chi dissente spesso viene considerato un infiltrato dei partiti o un malato mentale e trattato come tale (roba da denuncia), le decisioni che contano sono prese da pochi e dulcis in fundo, non si muove foglia che Casaleggio non voglia.

Ecco un'altra veritiera testimonianza che pubblichiamo perché i cittadini hanno diritto a non essere ingannati.

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso.  Avevo ovviamente letto il programma nazionale  e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della  scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti.  Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto  al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile.  La risposta del Movimento è stata l’ostracismo.  Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione,  perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non   ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono  solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo  argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese.  Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee  spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti,  uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro.  Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori.  In questi mesi trascorsi nel gruppo  l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento.  Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna,  l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché  loro sono i “portavoce” del Movimento.  Bell’esempio di democrazia!  Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi  in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione  al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi.  Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei   peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata.  Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti  e progetti  reali davvero impressionante.  Stupefacente scoprire, tra l’altro, che  il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili )  non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali!  E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna.  Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina.  Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative  autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo  alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è  alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta.  Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro.  Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra”  volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica.  Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese.  Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre  occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo  più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando  verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli

pubblicato da Monica Fontanelli http://www.facebook.com/note.php?note_id=178831895467108&id=1656882137

 

MoVimento 5 Stelle a Milano. Cittadini in rete o circoli di quartiere?

Mov piazza duomo

 Il MoVimento 5 stelle si prefigge di portare il nuovo in politica. Tra qualche mese ci saranno le amministrative a Milano, il MoVimento si prepara da tempo a questo momento. Ma chi è il MoVimento 5 stelle a Milano? Il primo mattone per la lista civica è stato messo dal meetup Grilli Milano, detto anche Meetup 1, in quanto fu il primo meetup  ad essere aperto sembra con la partecipazione dello Staff di Beppe Grillo che altri non è che la Casaleggio Associati, società che si occupa di comunicazione. Nel 2008 l'organizer di questo meetup era Ettore Soffientini ma all'inizio ufficiale del tavolo di lavoro per la lista civica è stato sostituito da un gruppo di "attivisti" ed è stato nominato il multi-organizer. Il tavolo ha preso vita la primavera scorsa ma i lavori per la lista civica erano cominciati molto prima. Dobbiamo tornare indietro nell'inverno del 2009, quando con una riunione cui parteciparono una ventina/trentina di persone fu deciso di adottare l'attività dei Gruppi di Quartiere di Sem Prandoni (che nel giugno 2009 fonda il movimento La politica alla gente http://files.meetup.com/1016897/assemblea_27_giugno_2009[1].pdf 
insieme ad uno dei patriarchi del meetup1, Mario Garofalo) al fine di creare dei gruppi nei quartieri di Milano che scrivessero il programma per la lista civica. E fin qui non ci sarebbe niente di male. E' il modo però che non è in linea con i principi che il MoVimento 5 stelle dice di portare avanti in particolare mi riferisco alla trasparenza della rete. Da subito quindi fu criticato il fatto di non avere la possibilità di discutere e costruire il programma in rete alla luce del sole ma che questo fosse scritto da gruppi isolati uno dall'altro e con un metodo tutto particolare ossia: non bisogna essere esperti, non bisogna prepararsi, si sceglie un argomento e si fa un giro di tavolo di tre minuti ciascuno senza contraddittorio, una persona scrive quello che riesce a scrivere e poi sarà un'altra a mettere tutto insieme ed a comporre il programma. Sem scrisse addirittura, in risposta alle nostre critiche che i programmi alla fine li scrivono sempre 4 teste d'uovo e che in questo caso poi bastava fare copia incolla del programma del MoVimento. Nulla di male anche in questo ma dov'è la vera partecipazione dei cittadini? Allora a cosa servivano i gruppi di cittadini? Era solo un mero esercizio di politica? Dovevano imparare qualcosa? Sem è un missionario cattolico laico, forse ha imparato sul campo questi metodi. Non penso però che i cittadini debbano essere educati alla politica in questo modo. Semplicemente non penso che sia in linea con un movimento che dice di essere composto da cittadini consapevoli che si mettono in prima linea. Eppure, nonostante le critiche, i gruppi di quartiere sono andati avanti di pari passo con la lista civica, il gruppo promotore del meetup 1 ha imposto questo diktat: o con i gruppi o fuori! Intanto i dissidenti hanno preso contatto con il famoso Staff, basta dire solo questo: Filippo Pittarello, braccio destro di Beppe Grillo e dipendente di Casaleggio associati, disse che i Gruppi di Quartiere non erano in linea con il MoVimento 5 stelle ma giustificò la cosa con il fatto che, essendo un movimento veramente innovativo (il MoVimento 5 stelle), era difficile ai più allinearsi… Qualche tempo dopo, alla riunione della lista milanese disse: "avete un'attività nei quartieri veramente innovativa dovete svilupparla". Ma allora da che parte sta? Sempre lo staff ci disse che la lista sarebbe stata fatta sulla piattaforma nazionale (non che sarebbe approdata sulla piattaforma nazionale dopo essere stata certificata prima tempo e senza nemmeno i candidati infatti fu certificato un comitato promotore composto da chi? Dalle persone che erano state presenti ad una riunione che si era svolta in precedenza e chi erano? I GdQ ed il nucleo del meetup 1)….!? Lo Staff ci aveva anche detto che il candidato sindaco o portavoce sarebbe stato votato sulla piattaforma da tutti gli iscritti al MoVimento ma ad ottobre mi dicono abbia suggerito alla lista civica di far votare solo i candidati. Lo staff scelse una persona come tramite per i contatti tra lo staff ed il comitato promotore per la lista civica. Questa persona è Ettore Soffientini, che era organizer quando i GdQ divennero un'attività del meetup con lo scopo di scrivere il programma; solo che poi non si sa come, all'insaputa della maggioranza degli iscritti, ricevettero l'incarico di costituire la lista civica. Questa operazione fu in parte fermata da noi dissidenti la primavera scorsa ma poi alla fine il gruppo promotore, appoggiato anche da Vito Crimi, ex candidato presidente alla Regione Lombardia e all'epoca organizer del meetup regionale (e non si sa perché ancora autorizzato all'uso del simbolo del MoVimento 5 stelle nonostante non sia stato eletto), andò avanti a braccetto con i GdQ. I GdQ hanno anche un coordinamento centrale formato dai coordinatori dei gruppi che si riunisce e delibera. Tale coordinamento sembra dovrà rimanere dopo le elezioni. Nulla di male naturalmente ma per la struttura di un comune partito in cui sono in pochi a decidere per tutti gli altri. La chicca in merito a questo è stata data da Stefano Stortone, incaricato di scrivere il regolamento del meetup 1 e poi quello della lista civica. Il dialogo con Stortone è stato impossibile, appoggiato dai patriarca del meetup 1, noti anche per aver gestito in passato il meetup attraverso l'associazione A.G.A.M e dai loro gregarietti ubbidienti, ha formulato un regolamento, che tra l'altro è la sua tesi di laurea, che prevede che le decisioni siano prese da un gruppo di coordinamento che in caso di urgenza può decidere anche via telefono. Loro diranno che il gruppo di coordinamento è aperto a tutti… sì ma ha un numero limitato e se consideriamo poi altri particolari come ad esempio che le persone che ricoprono gli incarichi di segreteria sono sempre le stesse….  alle regionali come nella lista civica Milano 5 stelle (Luca Cioni e Paola Carinelli) proclamati dall'altro patriarca, Vito Crimi. Io facevo parte dell'ufficio stampa finché, avendo criticato i GdQ, Vito Crimi si inventò che per sicurezza doveva resettare le password a "tutti"… chissà perché però Ettore ha continuato a gestire la mail di Milano a 5 stelle collegata al sito Lombardia5stelle.org http://www.lombardia5stelle.org/ che appartiene a Rossella Lezzi, anche lei ha continuato a gestire il sito insieme ad un altro che non aveva criticato i GdQ mentre hanno cercato in tutti i modi di togliere l'amministrazione del gruppo facebook a Tiziana Fabro, anche lei aveva criticato i GdQ. Ma cosa avranno mai questi GdQ? Piacciono tanto anche a Pittarello. Sarà per le affinità con lo spirito missionario, visto che Filippo è scout e fa parte della CBM onlus Missioni Cristiane per i Ciechi http://www.cbmitalia.org/pdf/annual2005.pdf. Un certo Filippo Pittarello gestisce il sito della Rettoria della Bocconi, un sito che si chiama San Ferdinando, il sito del centro pastorale Universitario della Bocconi http://www.sanferdinando.org/

Leggendo la pagina facebook MoVimento 5 stelle a Milano mi è caduto l'occhio su queste parole che Livio Bracchetti, braccio destro di Sem Prandoni, scrive a Manlio Di Stefano e Renato Plati (candidati a portavoce sindaco provenienti dai GdQ) " I GdQ o meglio la forma di cittadini del ns movimento che hanno scelto un percorso terreno per portare avanti il cambiamento voteranno sicuramente per uno di voi, chi non sarà importante se siete tutti dei portavoce di noi cittadini non ci saranno problemi…."

Con quale metodo si voterà? Con il metodo Condorcet e a questo proposito è interessante leggere cosa scrive il blog Bicybeton http://byccibeton.wordpress.com/2011/01/12/condorcet/
Visto che non sono riusciti, pur avendoci provato, a persuadere l'assemblea a scegliere la modalità di voto tra i soli candidati o tra i soli presenti alla scorsa assemblea, (è stato ribadito più volte che la votazione tra i soli candidati era stata adottata anche in altre città come Torino e Bologna) il prossimo sabato tutti gli iscritti al Movimento potranno votare per scegliere il candidato portavoce sindaco, l'unica speranza è che la cosa venga pubblicizzata in prima pagina sul blog di Beppe Grillo, così non voteranno solo i GdQ. Ora per essere informati di un  evento così importante bisogna andare sul blog di Beppe Grillo sotto liste civiche>liste>milano>calendario eventi lista civica che collega alla pagina del gruppo facebook. E se non sono iscritto a facebook? Ve lo dico io dov'è che chissà quando la mandano la mail a tutti gli iscritti… così vi organizzate per tempo, è nella sala riunioni residence Zumbini in via Zumbini, 6 Milano, sabato 22 gennaio dalle 14.30 alle 18.30 ma purtroppo c'è sempre e comunque il complicatissimo sistema Condorcet e si sa più un sistema è complicato e più è difficile contestare il risultato.

di Cinzia Bascetta

 P.S. A cosa servivano i gruppi indottrinati dei Gruppi di Quartiere? A votare per il candidato "ideale" che è saltato fuori all'ultimo: Mattia Calise. Difatti la famosa mail a tutti non fu mai inviata.

Né di destra, né di sinistra : questo sarà il futuro della politica … tranne a Genova.

  Sinistra_destra

Né di destra né di sinistra. Fuori dai partiti della casta. Fuori dagli interessi delle lobby. Vicino alla gente. Ma tra le frasi astratte che trovano sempre d’accordo tutti e il mettere effettivamente in pratica iprincipi c'è di mezzo il mare; e soprattutto ci sono ampi spazi da parte dei politici per fregare la gente e far credere che sia effettivamente così quando in realtà così non è. 
E' noto che i partiti non si occupano più dei problemi della gente comune ma curano solo gli interessi delle lobby e della mafia: la gente lo ha capito e comincia ad allontanarsi dalla politica, per lo meno da quella tradizionale: a questo punto le manovre dei politici consistono nel dare l'impressione di essere più vicini alla gente: cosi' hanno sempre fatto ma adesso lo fanno con mezzipiù sofisticati: fanno credere di seguire i principi della politica nuova di cui Beppe Grillo è il maggiore portavoce, ma non è l'unico.
Essere departitizzati, principi di democrazia diretta, statuti, programmi politici che prevedono sviluppo sostenibile, equilibrio sociale e tante altre belle cose.Poi, all'atto pratico, nell'ambito del locale vediamo tante piccole furberie che rendono sostanzialmente vani tutti questi principi: 
 
 - battaglie che si compiono dicendo “tanto fanno quello che vogliono ma almeno ci abbiamo provato”, quando poi,  in barba alla visibilità rivoluzionaria sul territorio, sulle strade e le piazze e nei presidi solo pochissimi riescono ad accorgersi che invece “non ci hanno provato affatto” e quei pochi vengono tacciati di disfattismo, di essere fascisti o di tanti altri attributi idioti.  

 - azioni svolte più per farsi notare, specie dai media, che per cambiare realmente le cose.

 -  scarsa propensione al rischio di subire azioni legali (tipo querela per diffamazione): in realtà è ovvio che se qualcuno dà veramente fastidio al sistema dovrebbe compiere delle azioni per le quali questo rischio viene corso eccome. A Genova ho ragione di ritenere che questi metodi sofisticati siano molto affinati. Ho visto i partiti (sostanzialmente quelli di sinistra) infiltrare sagacemente i comitati cittadini, sempre più attivi e irrequieti, le associazioni ambientaliste, i meetup di Beppe Grillo, il Popolo Viola; insomma, in definitiva qualunque espressione politica che dovesse partire dal basso. Vediamo per esempio qualche caso specifico:

I No Gronda, così amati dalla stampa (e già questo dovrebbe far riflettere) che annunciano trionfalmente di aver fatto spostare la trivella da Murta (per metterla poi da un'altra parte, ma questo è un particolare di … scarsa importanza). Sempre i No Gronda (o forse Gronda come li chiamano nel meetup Valpolcevera) adesso propongono un ricorso al “TAR gratuito” (mai sentito in vita mia; chissà, forse qualche avvocato ispirato direttamente dal Padre Eterno ) in cui bastano 500 firme e non bisogna spendere un euro (anche questo dicono avere un valore simbolico: non danno infatti garanzie sull'esito….). Quello che però continuano a non voler raccontare a nessuno è se si sono incontrati con Claudio Burlando come qualcuno ha riferito in vari forum tra cui sul blog di Marco Preve e che cosa si sono detti (ovviamente, essendo departitizzati, eventuali accordi col PD possono essere fatti solo di nascosto). I No Gronda, notizia non ancora ufficiale, aspirano a presentarsi alle elezioni comunali del 2012 con una lista civica che dovrebbe prendere le distanze dai politici della casta: poiché di liste civiche che a Genova come da altre parti si sono presentate come liste departitizzate e che poi, in realtà, non erano altro che liste civetta dei politici ce ne sono già state parecchie mentre liste con reali caratteristiche di autonomia non ce ne sono ancora state, credo che sia abbastanza lecito tenere alta la guardia. Faccio notare peraltro che non esiste nessun forum nel quale i No Gronda rispondano alla cittadinanza di qualunque perplessità o di qualunque idea venisse in mente ai cittadini, cosa che invece avviene nei meetup di Beppe Grillo. 

Altra figura che si professa contro la casta è quella della “grillina” Manuela Cappello: Ex IDV, attualmente consigliera comunale nel gruppo misto, per anni ha ricoperto un doppio incarico in comune e in provincia: è di questi giorni un video sul meetup storico “Amici di Beppe Grillo” in cui, a proposito del progetto del Galliera Nuovo rivela moltissime perplessità, bocciando sostanzialmente il progetto. Ma allora mi deve spiegare come mai nella delibera in consiglio comunale del giugno 2009 non aveva votato contro come, viceversa, avevano fatto Bernabò Brea e un consigliere della Lega. Quando è stata votata la delibera sul Mercato di Corso Sardegna, presenti in aula entrambi i meetup di Beppe Grillo, ha espresso voto contrario, con tanto di discorso filosofico sulla “decrescita felice” e quant'altro, sotto l'occhio della telecamera di uno dei suoi fedelissimi. Il progetto passò ugualmente ma era viziato, così come parecchi altri progetti in città a partire dal non rispetto del piano urbanistico PUC. Il PUC fu modificato ma venne impugnato dal TAR. Venne nuovamente rivotato (contro ogni logica di democrazia e di legalità) in consiglio comunale: unico ad opporsi: nuovamente Bernabò Brea. Cappello astenuta. A questo punto Manuela Cappello mi dovrebbe spiegare dove è andata a finire tutta la prosopopea sulla “decrescita felice” precedentemente sfoderata. Nel dicembre 2009 il meetup storico chiede la certificazione a Beppe Grillo della lista a 5 stelle da presentare alle elezioni regionali del 2010: tutto secondo “criteri democratici”: votazioni primarie in cui gli attivisti avrebbero dovuto scegliere tra lei, Ferruccio Sansa e Adriano Sansa, il nome del candidato a presidente della regione: peccato che nessuno dei due Sansa sapeva di essere tra i candidati nè erano d'accordo! 

Nonostante tutte queste vicende la gente dovrebbe aspettarsi, secondo l'opinione comune dei cittadini, che Manuela Cappello si presenti alle elezioni senza scendere a compromessi, neanche successivamente, con i politici del centro sinistra … mi sembra alquanto improbabile. 

Ci sono poi un paio di vicende poco chiare, denunciate dalla Casa della Legalità. Christian Abbondanza per aver denunciato il primo di questi fatti fu querelato da Manuela Cappello e tra qualche mese ci sarà il processo. 

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1871&Itemid=98

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=8732&Itemid=1

Sempre secondo l'opinione comune il meetup 20 dovrebbe “mettersi d'accordo” con Manuela Cappello per fare una lista : ancora più improbabile. 
Il guaio è che la gente guarda sempre all'apparire davanti alle telecamere, al presentarsi nelle piazze, dove si chiede la firma per improbabili referendum (ma intanto ci si fa un po' vedere): le votazioni in consiglio comunale non le conosce mai nessuno e, peraltro, non sono assolutamente facili da reperire: ultimamente, avevo notato che il sito del comune di Genova riportava le delibere anteriori a due anni prima! Anche quei pochi che capiscono l'arcano, difficilmente sono disponibili a relazionarne, anche perchè lo farebbero a loro rischio e pericolo. 

Vediamo poi altri personaggi facenti parte di questa schiera: Andrea Agostini, figura di spicco nell'ambito di Lega Ambiente Liguria: l'ho visto spesso scagliarsi contro i politici, ma c'è chi lo ha visto “frenare” al momento opportuno. Del resto Lega Ambiente è sempre stata un ottimo trampolino di lancio per politici della casta: dalla presidenza sono originate figure come il nuclearista convinto (….) Chicco Testa o il parlamentare PD Ermete Realacci.

Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani (rivoluzionario vero), sindacalista … messosi in un certo senso al timone (senza che nessuno glielo avesse chiesto) del Popolo Viola genovese. Ricordo perfettamente, nell'unica manifestazione veramente departitizzata che io ricordi a Genova, organizzata dalla Casa della Legalità, il 30 giugno 2010, quando col megafono Christian Abbondanza, urlava ai cittadini genovesi alcune verità un po' troppo scomode per i politici locali, Giuliani suonava un tamburo e un fischietto, la mia impressione era, per non fare ascoltare …

Carlo Besana, ex candidato in regione alla lista civica “Noi per Burlando”, sempre cosi' vicino ai comitati e alla gente. Poi qualcuno lo informò delle malefatte del suo capogruppo Ezio Armando Capurro, che trasformava gli oleifici in inceneritori e che, espulso dal PD pugliese venne in Liguria a reiterare i suoi reati. Ma Besana, l'amico dei comitati, fece come Ponzio Pilato, e se ne lavò le mani. Sarebbe interessante sapere se a Genova siano i vertici del PD a cercare queste persone o viceversa, ma parecchi indizi mi portano a ritenere più probabile la prima ipotesi: addirittura, recentemente, qualcuno mi ha detto che il centro sinistra sta studiando un piano di “conquista” dei Comitati (comprane 1 per averne 100…): persone molto in vista all'interno dei comitati mi hanno confidato di essere stati avvicinati dai “vertici” che si interessavano del futuro dei loro figli (…..)

D’altronde anche la posizione di Beppe Grillo stesso  a Genova è sempre stata abbastanza dubbia: a livello nazionale spara sempre su tutti. A livello locale è molto più parco nelle critiche: nessun intervento quando Claudio Burlando dichiarò, dopo le ultime elezioni, di aver intercettato il voto grillino; una sola apparizione a Genova nel 2010, invitato ad una manifestazione organizzata da Carlo Besana e da altre persone a me sconosciute. E quando il nostro gruppo del meetup 20 si è avvicinato per chiedergli una posizione sui due meetup disse: basta, a Genova non faccio un c… , di Genova mi sono rotto il c…

Quello che ho notato è che le persone veramente credibili vogliono ancora, specie a Genova, stare fuori dalla politica perchè, giustamente, non credono nei nuovi movimenti. Sempre queste persone ho visto che hanno trovato come ruolo precipuo quello di fare informazione: Qualche nome di blogger freelance locale:

Christian Abbondanza e Enrico d'Agostino (casa della legalità) attivi in un settore molto importante: la mafia. Ed è proprio grazie a loro che la mafia locale, ben radicata, sta scricchiolando con diversi arresti di personaggi “intoccabili”. 

Andrea Pescino, molto attivo sui politici locali e su problematiche locali inerenti soprattutto le problematiche legate a rifiuti e cementificazioni a Genova e nel Levante.

Davide Stasi, ex meetupparo, che scrive su La voce del Ribelle, su problematiche inerenti la città.

Monica Riccioni, blogger recchese, che graffia tutti con il suo blog chiamato appunto “Il Graffio”.

Cinzia Bascetta e Davide Granti: l'Anticasta.

Gianfranco Belletti: molto seguito il suo blog "Area Genova" anche se un giorno abbiamo litigato per talune sue intemperanze che non approvavo e l'ho cancellato dai miei contatti su FB (anche perchè me lo aveva detto lui) devo obiettivamente dire il suo blog è molto valido.

Ed è proprio la contemporanea presenza di alcune di queste persone in un gruppo, che mi ha fatto sperare, purtroppo solo per pochi mesi, in una realtà politica veramente credibile: è stato il meetup 20, dall'estate del 2009, per 6 mesi circa, con un sussulto tardivo la scorsa estate:
il gruppo era veramente valido e disinteressato: ma evidentemente l'italiano medio (o se preferiamo il genovese medio, visto che in altre regioni ha funzionato) non ha la mentalità:c'è una manifestazione? Se hai un “progetto personale” da ottenere, il tempo per andare lo trovi; se non ce l'hai hai sempre altro da fare.E fu cosi’ che, piano piano, si sono defilati quasi tutti.(Benché restino tuttavia alcune  persone credibili nel gruppo e fra i suoi simpatizzanti).  Oltre a questo gruppo di persone credibili che non vuole saperne di questi movimenti c'è un'altra categoria poco simpatizzante per gli stessi: i giovani. I giovani probabilmente sono preoccupati più che i loro genitori del loro futuro e quindi queste battaglie fatte di referendum fasulli, di presidi inutili e delle torte dei No Gronda destano in loro poco interesse: i comitati e le associazioni suddette in realtà, hanno un età media di 50 anni.I giovani vogliono la rivoluzione, quella vera: meglio entrare nella sede del Secolo XIX coi bastoni, come accaduto qualche giorno fa, piuttosto che cercare di leccarti i giornalisti.D'altronde è ormai evidente che se una testata come il Secolo XIX parla bene di te, vuol dire che, la tua efficacia a cambiare le cose è molto scarsa.

di Gian Paolo Cavallaro

Mi sono iscritto nel PD così almeno trovo lavoro


 

L'altro giorno, parlando con un amica, mi confido' che un suo amico le ha detto esattamente queste parole: mi sono iscritto nel PD, cosi' almeno trovo lavoro.

Qualcuno mi dira' embè, che c'è di strano ? L'hai scoperto ora ?

Ma soffermarsi  a fare qualche considerazione doverosa sulla cosa magari potrebbe comunque essere utile:

A Genova non ci sono dubbi sul fatto che possa essere utile iscriversi al PD per trovare lavoro.

A Torino probabilmente è più utile iscriversi alla lega . A Milano probabilmente conviene il PDL .

A Firenze conviene iscriversi di nuovo al PD.

Se a Genova governasse il PDL sarebbe conveniente iscriversi al PDL ovviamente.

Credo che ci sia tutta una categoria di persone, solitamente benestanti, grossi imprenditori, avvocati, giornalisti , medici etc etc che prima di andare a votare s'informano bene per chi conviene andare a votare, e farlo ovviamente anche sapere agli interessati (incominciate a prendervi un secchio se avete un po' di nausea).

Adesso , per esempio, è un momento di transizione e quindi bisogna vedere bene dove conviene buttarsi : non so , tra Fini e Casini puo' darsi che esca qualcosa di buono (non nel senso che risolvano i problemi dell'Italia : sto parlando sempre di dove conviene buttarsi per “arrivare” e quindi in altri termini “metterlo in culo al prossimo” visto che il lavoro per tutti non c'è).

(Provate se volete con un po' di Maalox).

Ma ritorniamo per esempio alla situazione locale ligure: il fatto che convenga iscriversi al PD non vuol dire che chi invece si iscrive al PDL piuttosto che all'UDC o all'IDV è fregato: potrebbe comunque esserne avvantaggiato: in linea di massima stando al centro non si sbaglia mai : eppoi ci si puo' sempre spostare più agevolmente da una parte all'altra in caso di cambio della guardia.

L'UDC è sostanzialmente il partito che sta in cima alla graduatoria dei “furbi”

I criteri per la scelta del partito sono i seguenti: chi sta al potere, chi sta al centro, il più grosso, chi appoggia la giunta.

Chi si allontana di più dalla Giunta avrà meno privilegi.

Chi è di estrema sinistra avrà certamente meno privilegi di chi sta nel PD.

Ma chi sta , per esempio ne La Destra (parliamo sempre di Genova) ne avrà ancora meno.

(se non ce la fate più vi conviene chiudere tutto).

Ma come nasce per esempio il meccanismo , cioè , io mi iscrivo ad un partito e poi vado a cercare i capoccia e gli dico : ou, belin , mi sono iscritto eh , ho due figli all'università , mi raccomando !

Esattamente non lo so perchè personalmente non l'ho vissuto, credo che ci siano apposite Associazioni di Furbi in cui l'Amico ti presenta all'amico, da cosa nasce cosa (Rotary, Maestrale, Massoneria, Circolo Velico, Comunione e Liberazione: tutta gente senza soldi naturalmente!) , ma ho avuto diversi segnali che , invece, parlando esclusivamente del PD, siano loro a cercarti .

Ma tra chi ? Tra chi si oppone al sistema ! Eh, ma allora credono ancora negli ideali !  Uhmm , non credo che sia questo il loro obiettivo , credo che la realtà sia ben diversa : conosco tante persone , blogger vari , persone ruotanti nell'Area meetup di Beppe Grillo, persone nei sempre più inquieti comitati che cominciano a dare segni di insofferenza:

l'obiettivo del PD è quello di cercare te che spari missili contro il sistema per farti sparare i missili lo stesso ma … mirando un po' più a destra . L'effetto sarà nettamente meno efficace , tuttavia tu diventerai ricco e famoso e il movimento di protesta resterà indebolito , E’ proprio questo quello a cui mirano! . E ricchi e famosi non lo sono diventati Christian Abbondanza della Casa della Legalità o Rosa Vagge , del comitato Nobusvia della Valbisagno, che hanno un senso etico per cui sono poco inclini a scendere a compromessi anche se posso dire che nella fattispecie qualcuno ci ha provato.

Ricchi e famosi sono invece diventati Michele Santoro, Marco Travaglio, Fabio Fazio, Roberto Benigni, Roberto Saviano etc etc , che un bel giorno hanno deciso di girare un pochettino il mirino verso destra .

Peccato che se il cumulo di merda non lo butti giu' tutto , presto si riformerà.

E a proposito delle manifestazioni studentesche dove è evidente  , più che la riforma Gelmini , che probabilmente parecchi di loro non sanno neanche esattamente cosa dice , soprattutto il disagio o la  paura : la paura del futuro, di non trovare lavoro.  E allora , i nostri amici del PD , che il lavoro lo vogliono dare solo ad “alcuni “ non è che per caso si sono messi in testa idee strane , come quella di cavalcare l’onda della protesta?

A fronte di tutte queste considerazioni possiamo sperare che i politici si occupino del bene comune ?

La risposta è no . Se qualcuno si attacca a un partito lo fa o perchè pensa di poter rientrare tra quelli che si possono salvare (ammesso che si salvi qualcuno!) e non gliene frega niente di chi non ha santi in paradiso, oppure perchè non ha capito niente!

E poi , anche a tutti quelli  che dicono che  bisogna fare un gradino per volta ,  all'inizio andiamo a votare per il meno peggio e quant’altro, vorrei dire : a parte tutte le considerazioni fatte finora, la scala da fare è molto irregolare , e mentre questi gradini che voi intendete percorrere sono di 5 cm ciascuno ; c'è da fare nella scala  un gradino di 2 metri : cominciamo ad affrontare quello:

se un partito o movimento si presenta e non appoggia nessuna delle due coalizioni perchè sono tutte ugualmente colluse con le lobby e i pochi agevolati , il consigliere sarà mal visto da tutti gli altri anche perchè potrebbe far perdere qualcuno . E quelli che lo votano e sono iscritti al suo movimento non credo che abbiano grosse agevolazioni a trovare lavoro .

E gli stessi consiglieri , finito il loro mandato si troveranno con il culo a bagno .

E se ci aggiungi anche che si abbassano lo stipendio del 70% capisci che loro non agiscono per l'interesse di chi li vota ma per l'interesse comune :

e a quel punto si parla di Democrazia Diretta dal basso : quello che i partiti tradizionali non possono fare.

Di chi sto parlando?

Dei consiglieri eletti nelle amministrazioni nell'ambito del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e dei rappresentanti del Movimento Per Il Bene Comune

Purtroppo pochi sanno certe cose . Come mai ?

Se i giornalisti spiegassero spesso sulle più grosse testate cosa sono questi movimenti , i loro principi, e parlassero giornalmente di cosa fanno i loro rappresentanti, nel giro di due anni sparirebbero tutti i politici tradizionali: peccato che per il motivo di cui sopra anche e soprattutto i giornalisti  non sfuggono alle regole del clientelismo e ancora prima che i politici si trovino col culo a bagno ci si troverebbero loro nel giro di pochi mesi.

Purtroppo nessuno li conosce . Si va bene, conoscono Beppe Grillo e le sue esternazioni ma altra cosa è conoscere i consiglieri e cosa fanno.

L'unico mezzo è internet. Ma se nessuno ti da un input non sai dove cercare .

Del tutto silente la stampa a proposito del Movimento Per Il Bene Comune , del quale non si puo' davvero dire nulla di male (qualcuno si inventerà certamente qualche stronzata). In una recente nota ho fatto notare come tra i più cancellati da facebook ci siano proprio loro.

E poi , non credete che sia finita qui : ai politici questi movimenti danno molto fastidio : nell'ambito degli stessi gruppi locali si infilano persone che cercano di bloccare tutto o contattano alcuni componenti per fargli saltare tutto con promesse varie secondo lo stile della sinistra.

E’ evidente che , in questa situazione, questi movimenti faticano a imporsi, e sono limitati soltanto ad alcune aree geografiche : l’epicentro è l’Emilia Romagna , dove stanno andando molto forte.

Se andassero cosi’ in tutta l’Italia potremmo vedere anche una svolta epocale!

Prossimamente scrivero' una nota sulla situazione ligure  , che , come al solito, è messa peggio delle altre regioni del Nord.

di Gian Paolo Cavallaro

Lista civica Milano 5 stelle pre-certificata senza i candidati.


 

Beppe Grillo, in questo video a Roma, dichiara in questi giorni che se ci saranno più liste civiche che richiedono la certificazione lui non può negarla se possiedono i requisiti e che farà scegliere sulla piattaforma nazionale con votazione quale lista dovrà concorrere alle elezioni. A parte il fatto che ha cambiato idea recentemente perché a settembre a Genova aveva ribadito che di lista civica se ne doveva fare una sola mettendosi d'accordo tra meetup, quindi sedendosi tutti allo stesso tavolo, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa quello che leggiamo sul forum della lista civica di Milano promossa principalmente dal meetup Grilli Milano. 

http://milano5stelle.forumfree.it/?t=51439797

Qui si parla di un incontro con lo staff di Beppe Grillo avvenuto ai primi di ottobre, la famosa Casaleggio, e si dice che come da loro suggerito viene fondato un comitato promotore della lista che sarà certificato (e questo dovrebbero averlo già fatto il che significa avere autorizzazione ufficiale all'uso del simbolo), non solo, viene deciso che fanno parte di questo comitato coloro che hanno partecipato alle due riunioni precedenti…. e che sono iscritti al loro forum (milano5stelleforumfree). 

Quindi il comitato promotore può agire ufficialmente come lista civica Milano 5 stelle senza avere ancora i candidati, che non verranno più certificati dallo staff di Grillo ma direttamente da questi prescelti che hanno partecipato alle prime due riunioni e che sono alla fine principalmente quelli del meetup 1 Grilli Milano? E tutto viene deciso dopo che le due riunioni sono avvenute e che non ci sono dubbi su chi ha partecipato e chi no…? Questa sì che è democrazia dal basso! 

Alla luce del recentissimo cambio di rotta di Beppe Grillo, significa quindi che se un gruppo di cittadini volesse fare un altro comitato promotore pur non avendo ancora tutti i candidati per attirare altri che volessero fare una lista a 5 stelle può farlo? Dunque non è più necessario avere tutti i candidati per chiedere l'autorizzazione all'uso del simbolo, addirittura si viene pre-certificati  ed autorizzati a certificare a sua volta i futuri candidati. Le liste poi vengono votate sulla piattaforma nazionale. Se sono io che non capisco, spero che qualche illuminato mi aiuti a capire meglio, questo blog è aperto ai commenti. Grazie.

Milanesi non siate timidi proponete la vostra lista dunque.

di Cinzia Bascetta

Ennesima dimostrazione….

Ecco come Vito Crimi e Brescia point mi rispondono:

Fango e risentimento sul MoVimento 5 stelle
Lunedì 25 Ottobre 2010 07:49

In ogni gruppo c'è chi dissente, ed è bene che sia così, perchè questa è la democrazia. Però quando un gruppo come quello del Movimento 5 stelle da piccolo comincia a diventare una realtà in tutto il territorio nazionale, allora le persone che dissentono e cercano di gettare del fango (sul lavoro di molti) aumentano. Però non bisogna fermarsi alla prime accusa, occorre scavare, chiedere la versione dei fatti ad altre persone e alla fine farsi un idea.

Noi c'è la siamo fatta ed ecco perchè ora diamo spazio a quello che per noi è la verità. Cinzia Bascetta, l'autrice dell'articolo che cerca di screditare il movimento, è stata allontanata, cioè una persona è stata allontanata da tutto il movimento, ovviamente non l'avrà presa bene, ecco perchè dell'accusa, ma più importante ecco perchè ora noi pubblichiamo la risposta del diretto interessato.

D'altronde come ha detto proprio Beppe Grillo a Vito Crimi su questa vicenda: "…non ti far mordere l'uccello dalle mosche…"

Dal Blog di Vito Crimi

Mi trovo costretto ad inaugurare questo blog con la risposta ad alcuni articoli apparsi su di un sito contenenti accuse infondate sulla mia persona e sul movimento 5 stelle in Lombardia.

Nessuno, tanto meno il sottoscritto, ha mai accampato alcuna titolarità o esclusività nell’utilizzo del simbolo del MoVImento 5 Stelle. Nessuno ha impedito a chiunque volesse utilizzarlo di farlo nei propri blog, profili, video, foto o banchetti, ritenendo quel simbolo una risorsa comune, il concentrato delle idee per cui lottiamo, e non un semplice “marchio” di cui difendere l’esclusiva.

A fronte, però, delle pressanti richieste di dimostrazione dell’autorizzazione da parte di chi vede in quel simbolo solo una quesitone di “proprietà”, confermo di essere stato autorizzato, con delega scritta e confermatami verbalmente dall’interessato,direttamente da Giuseppe Grillo all’utilizzo del simbolo del MoVimento 5 Stelle, e che tale autorizzazione è in vigore fino a revoca da parte del blog, e trova la sua conferma nell’autorizzazione ad utilizzare i canali ufficiali di comunicazione del blogwww.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia . Chiunque abbia dubbi in merito avanzi richiesta formale di chiarimenti allo staff di Beppe Grillo. Il documento di autorizzazione è stato depositato presso l’ufficio elettorale della Corte d’Appello di Milano, ed è accessibile da chiunque con apposita richiesta di accesso agli atti.

L’articolo, con ignoranza, fa riferimento alla delega alla presentazione della lista provinciale, avvenuta il giorno 26 e 27 febbraio 2010. Procedura obbligatoriamente richiesta dalla legge. Dette persone, una per ogni provincia, erano autorizzate a depositare il simbolo presso gli uffici elettorali preposti e null’altro. L’autorizzazione di Beppe conteneva anche la facoltà di sub-delega, infatti è stata elaborata una seconda versione dallo staff di Beppe per sopperire alle esigenze di una legge elettorale (per le regionali) differente da quella per le comunali, in cui dovevano esserci delegati diversi per ogni provincia.

Riportare stralci di conversazioni avvenuti su di un forum, avulsi dal contesto nel quale sono stati inseriti (spesso scritti in un contesto ironico), oltre a non dimostrare assolutamente nulla è la prova di un tentativo maldestro e malevolo di diffamazione portato avanti da persone che hanno intrapreso come missione infangare il sottoscritto e il Movimento per voglia di protagonismo e per manifesta frustrazione da isolamento dal gruppo per incompatibilità caratteriale.

Il dissenso è un esercizio di democrazia che mai è stato eliminato o limitato, e chiunque sostenga il contrario deve dimostrarlo. Quando il dissenso diventa offese personali, accuse infondate, spamming, il tutto condito  da ignoranza e ricerca di visibilità a tutti i costi, non è più dissenso democratico ma dissenso distruttivo.

Il MoVimento 5 Stelle in Lombardia non è fatto da 4 persone isolate che da mesi, ossessionate dalla visione di complotti inesistenti, perseguono come obiettivo infangare e screditare il movimento stesso, ma è composto da migliaia di persone valide che vogliono solo che un vento di cambiamento soffi con decisione in questa regione da troppo tempo in balia di una classe politica collusa con i poteri economico/finanziari e criminali.

Gli unici riferimenti ufficiali del MoVimento 5 Stelle in Lombardia sono il sito internet www.lombardia5stelle.org e il blogwww.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/

Vito Crimi 

 

______________________________________________

Ne sono venuta a conoscenza per caso, il diretto interessato non me ne ha data notifica né mi ha chiesto di pubblicare la sua risposta ma io lo faccio lo stesso, tra l'altro sul blog di Vito Crimi, non compare il mio articolo da nessuna parte, quindi non si capisce a cosa stia rispondendo ed è persino chiuso ai commenti…. Si direbbe che Crimi preferisca rispondere raccontando il mio articolo piuttosto che farlo leggere e poi commentarlo, spiegando e chiarendo laddove ci siamo sbagliati. Secondo Brescia point io sarei stata allontanata da tutto il movimento 5 stelle…. i signori rimarcano proprio "cioè una persona allontanata da tutto il movimento 5 stelle". Scusate, chi è il movimento 5 stelle? Sono gli iscritti al coordinamento Lombardia, tutti gli iscritti al movimento sul blog di Giuseppe Piero Grillo o è Vito Crimi? Questo particolare è fondamentale perché a me non è arrivata nessuna notifica ufficiale riportante le motivazioni e nemmeno mi risulta di essere antipatica a tutti…. Quindi è soltanto il parere di persone che ascoltano solo una campana… Inoltre Crimi, nella sua risposta vuol far credere che qualcuno abbia messo in discussione il fatto che lui abbia delega all'uso del simbolo mentre è avvenuto proprio il contrario. Volevamo che lui facesse chiarezza e che dicesse chiaramente a tutti che nonostante le elezioni fossero terminate lui aveva ricevuto, o aveva ancora, tale delega, questo perché pensavamo che la trasparenza stesse alla base del movimento 5 stelle. Sui chiarimenti fatti da Crimi restano ancora dubbi, difatti Crimi prima afferma che la delega serviva solo a "depositare" le liste provinciali mentre poi dice che la legge regionale obbligava ad "avere" un delegato per provincia….?

Comunque a me non sembra un argomento su cui scherzare tanto, se per Crimi invece il contesto era ironico…. ad ogni modo è stata data la possibilità, con apposito link di leggere anche l'intera discussione, quindi se era ironico, chi ha letto l'avrà sicuramente capito.

In merito alla risposta di Giuseppe Piero Grillo, citata da Brescia Point, avrei da dire che i consiglieri comunali a cui facciamo fiato sul collo hanno decisamente più classe e rispetto.

di Cinzia Bascetta

Brescia Point

blog di Vito Crimi

A domanda si risponde?

Meetup support mi ha comunicato che c'è stato un problema tecnico legato al mio profilo e perciò mi hanno ripristinato l'account. Per mantenere una linea corretta e sincera era doveroso dirlo. Avevamo pensato ad un blocco dovuto a segnalazioni volontarie di spam perché, proprio il giorno dopo la mia bannatura, un'iscritta aveva segnalato un post molto volgare e subito dopo l'utente, un'altra persona, era stato cancellato, come se fosse una cosa in automatico. Era facile collegare il fatto a quello che era successo a me, essendo io stata più volte accusata ma solo da alcuni membri del meetup e sempre e solo dagli stessi, di scrivere post offensivi, di andare sempre sul personale e di essere mossa da una volontà distruttiva. Ma la spiegazione è semplice: quando non si può rispondere sui contenuti perché sono scomodi, si cerca di rigirare tutta la frittata riversando sulla persona che domanda un sacco di accuse di modo che l'attenzione venga spostata da un'altra parte. Che bel giochino! Di chi sto parlando? Dei politici invitati da Bruno Vespa? No, parlo di un gruppo attivo, molto attivo soprattutto quando si tratta di scrivere e presenziare sul meetup di Coordinamento Regionale Lombardia o sul Grilli  Milano (il tanto discusso meetup1).

Anche ora, ad esempio, i commenti che leggo sui meetup al mio precedente articolo non sono sul merito delle questioni poste ma sono offese personali: ne riporto alcuni del mu1

 

Massimo Ca.(attivista dei GdQ) scrive:

Ma che bello…..
guarda con che amore siamo ancora qui a martellarci i cxxxxxxi!!!!!!!!
come al solito si gode solo quando si sbaglia…….
ed io che pensavo fosse finita nel cassetto sopra l'armadio da ritirare fuori dopo le elezioni, per vedere se cio' che continua a spargere sia stato usato per far nascere un fiore…….

Il Dissenso……. Ma se ne erano andati i fatidici 4 (non fantastici) nessuno li ha cacciati dal MU1, hanno fatto tutto da soli, cosi' come le loro foto del profilo; false come le loro ideologie?
sara' che patteggiano per il PD+L e che lo fossero anche alle regionali?

Mi auguro di vederla di persona (ma a CESENA c'era? e che c'e' andata a fare?)

di sicuro la troveremo davanti al banchetto per lo spettacolo di BG, forse mi fara' la foto che non mi ha fatto alla riunione dei GdQ a chiamamilano qualche tempo fa'! 

Loro non molleranno mai, ed io pure!"

http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/20#38219276

 

Antonio risponde a Livio che propone una mia partecipazione alla lista civica di Milano (no grazie!ndr):

Livio per collaborare occorre un'apertura mentale che non tutti posseggono. E la capacità di accettare dei compromessi per sopperire a dei limiti caratteriali. Ma non è possibile dialogare con chi decide di avere dei paraocchi, con chi parte per la tangente per imporre la propria visione, con coloro che alimentano il personale egocentrismo per essere sempre al centro dell'attenzione.
Siamo tutti degli "sconosciuti" reciproci, siamo qui e dove occorra per perseguire un progetto, nessuno è un professionista, nessuno è attivo se non per passione. Non avendo le armi di una precisa ideologia siamo costretti a fare corpo unico (come le mandrie di vegetariani) per resistere agli assalti dei rapaci.
Cosa che non è successo nel Coordinamento, invece di formare un unico corpo ci si è sfaldati in tante individualità. In questo contesto anche un gruppetto di cinque (5!) iscritti si dimostra lesivo se coeso.
Non so quale sia la soluzione, so solo che se il sottoscritto vuole formare una squadra vincente prova prima a motivare i giocatori per poi lasciar sviluppare chi meglio risponde a determinate specificità, quei leader
naturali capaci di formare lo spirito di gruppo. Cinzia non ha questa virtù, per quanto dimostri notevole determinazione. Sfalda con facilità quello che gli altri impiegano tempo e sacrificio per costruirlo. E subisce un endemico rigetto laddove interpreta intenzioni a lei non chiare, per le motivazioni espresse da Michela, perchè in cuor suo si è autonominata Difensore della Fede Grillina.
Occorre delimitare le libertà individuali entro precisi parametri, Livio, moderando l'incapacità di relazionarsi tra gli individui ma lasciando libero campo alle opinioni sul progetto M5*, sulle iniziative, sugli eventi, sulle decisioni. Se 5 attivisti eccessivamente critici combinano sti disastri figuriamoci quando saranno decine e decine, provenienti da ambienti di scarsa elasticità intellettuale. “

 http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/20#38220065

Secondo Gilda (GdQ) invece la bannatura sarebbe stata una punizione perché avrei insultato a 360°. Peccato doverla deludere! Inoltre secondo lei avrei mentito quando dicevo che alla riunione del mu1 non mi hanno fatto parlare e, in conclusione, sarei un troll (personaggio fastidioso che fa sempre le stesse domande con l'intento di confondere). http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/10#38211263

Io penso che tanti post denigratori senza fondamento, e mai accompagnati da prove concrete di quanto asseriscono nei miei confronti, siano invece fonte di tanta confusione, soprattutto perché in tanti mesi non hanno mai risposto in merito ai contenuti ma solo fatto squallide insinuazioni sulla mia persona.

Può anche essere che io non sia un leader nato ma il problema non sussiste perché non mi interessa esserlo.

Comunque la domanda di fondo è: chi ha sfaldato il coordinamento regionale Lombardia? E' stato chi ha posto le domande o chi ha creato confusione con le poche risposte depistanti?

Vito Crimi è invitato a chiarire quanto da lui dichiarato nei post linkati così se abbiamo inteso male finalmente sarà fatta chiarezza per tutti.

post di Vito Crimi

Discussione completa

Grazie

Cinzia Bascetta

 

Il MoVimento 5 stelle Lombardia e l’eliminazione del dissenso interno.

Come nasce una casta: Uno vale Uno ma Vito Crimi vale di più e nessuno lo sapeva!

  Sbdelegato

Nella foto un "subdelegato"  mostra la "subdelega" o meglio un'autorizzazione firmata da Vito Claudio Crimi (l'articolo non attribuisce nessuna colpa o responsabilità al sub-delegato tanto meno vuole asserire che la sub-delega sia stata ricevuta in mala fede o usata per scopi personali, precisiamo ma pensavamo fosse ovvio)

Non ci può essere dissenso all'interno del MoVimento 5 stelle Lombardia ed io lo so bene. Mi avvicinai ai meetup con grande entusiasmo, piena di ammirazione per Beppe Grillo. Dopo aver letto il suo blog per un po' di tempo, ero desiderosa di darmi da fare. Ho così dato una mano alla lista civica regionale Lombardia 5 stelle con il freddo che ci attanagliava ai banchetti per le firme, ai volantinaggi, ad attaccare i manifesti. Ho lavorato anche nell'ufficio stampa durante le regionali ma dopo che si sono concluse sono iniziati i problemi. Va tutto bene quando si esegue, meno quando si fanno delle domande e si comincia a criticare. Sarebbe dovuto essere un luogo aperto, di democrazia, dove ogni cittadino poteva esprimersi ma soprattutto un luogo dove regnava la tanto decantata TRASPARENZA DELLA RETE, così trasparente che per annullare il dissenso, alcuni iscritti hanno segnalato i miei post e mi hanno così fatto cancellare automaticamente l'account dall'intera piattaforma meetup.

I problemi sono nati quando alcuni di noi si sono permessi di criticare i Gruppi di Quartiere (attività adottata dal meetup Grilli Milano) ai quali era stato affidato l'incarico di fare la lista civica di Milano. Le critiche erano rivolte al fatto che come organizzazione non erano in linea con i principi di trasparenza della Rete delle 5 stelle perché tali gruppi agiscono come un comune partito, con incontri fisici e figure di mediatori, in palese contrasto con quanto scritto nel Non- statuto del MoVimento. Il fatto che è emerso pian piano è che molto probabilmente c'erano accordi precedenti tra Vito Crimi e alcune persone del meetup Grilli Milano le quali a loro volta probabilmente avevano preso accordi con i GdQ che dovevano far parte della lista punto e basta, tanto che alla riunione del meetup di Milano dell'11 aprile non mi è nemmeno stato permesso di parlare perché mi ero rifiutata di inviare preventivamente il mio discorso all'organizer. E perché avrei dovuto farlo? Da quando gli ambienti democratici fanno censura preventiva? Ma veniamo a Vito Crimi, chi è? Mi dicevano che era il cittadino che se non eletto tornava ad essere un cittadino comune in quanto l'autorizzazione ad usare il simbolo 5 stelle viene data solo alle liste civiche certificate e ai consiglieri eletti. Invece ho scoperto che anche dopo le elezioni godeva di delega ad usare il simbolo e si guardava bene dal dirlo ai più. Come mai? Aveva anche il potere di "subdelegare" o meglio sub concedere autorizzazione all'uso del simbolo, cosa che ha fatto nei confronti di alcune persone, non conosciamo ancora tutti i nomi.. Ma perché non dirlo? Forse perché è in contraddizione con quanto portato avanti dal MoVimento 5 stelle? E cioè che “uno vale uno” e che non decide il singolo ma la Rete? A questo punto la domanda è: se gode di tanta fiducia da avere delega a concedere l'uso del simbolo ad altri senza il controllo di Grillo, non avrà anche il potere di screditare altri presso la suprema corte (Grillo ed il suo staff ) senza il controllo dei medesimi? Alla richiesta di chiarezza da parte di un gruppo di grillini sulle autorizzazioni all'uso del simbolo "MoVimento 5 stelle beppegrillo.it" Vito Crimi l'11 ottobre risponde che l'autorizzazione all'uso del simbolo non ce l'ha nessuno, il 16 ottobre dice che lui ha delega e gli sembra l'abbiano anche alcune persone…. ma deve verificare e fa anche lo spiritoso dicendo che "sono deleghe UTH a lunga conservazione" ossia non scadono, il 18 ottobre, vista l'insistenza delle domande e la mia determinazione ad andare a fondo, prima che fosse qualcun altro a farlo, posta una foto di una "subdelega"  firmata da lui e dice che si è improvvisamente ricordato di avere il potere di "sub-delegare" e di aver dato lui autorizzazione all'uso del simbolo ad altre persone.  E questa sarebbe la credibilità e la trasparenza della persona che avrebbe dovuto lottare contro la casta in consiglio regionale?

Sto ancora male al pensiero della disonestà intellettuale con cui molte persone hanno risposto alle mie domande o considerazioni sul meetup del coordinamento regionale Lombardia ed ora ne ho capito il motivo. Vito Crimi non può essere contestato perché alcuni sapevano che dove c'era lui c'era il simbolo ed andava difeso contro ogni logica di chiarezza e trasparenza. Ora stanno, uno dopo l'altro, abbandonando il forum  meetup dove sono stati smascherati fingendo sdegno per le nostre critiche, in questo modo porteranno con loro il tanto agognato simbolo e ricreeranno da un'altra parte la stessa cosa senza ammettere i dissidenti. E' così che affronta il dissenso, eliminandolo. Io non ho trovato nel MoVimento 5 stelle Lombardia la trasparenza della Rete e l'orizzontalità, tanto meno la coerenza. Uno vale uno ma Vito Crimi ed i suoi prescelti valgono di più. A questo punto meglio un vertice dichiarato che uno occulto.

di Cinzia Bascetta

Clicca per leggere i post originali di Vito Crimi

link alla discussione completa


 

Manovra economica proposta dal PD . Non si puo’ fare di meglio ?

  Inceneritori1
  Bersani1

Smettendo di regalare soldi (delle nostre bollette maggiorate) ai padroni dei cancrovalorizzatori si risparmierebbero 2 miliardi di euro. 

La sera del 10 ottobre Bersani , ospite di Fabio Fazio , era nel suo ambiente più familiare . Ha potuto dare il meglio di se , riscuotendo approvazione persino dalla sempre critica Luciana Littizzetto.

Messaggi efficaci : il nemico numero 1 è Berlusconi : votate per il PD cosi' abbiamo risolto tutti i problemi.

Naturalmente non poteva entrare troppo nei dettagli , il tempo era quello che era, ma mentre sulla roforma elettorale e sul federalismo è entrato un pò più nello specifico , sull'economia reastiamo sempre un pò sul vago . Allora sono andato a cercare un pò su google per cercare cosa vuole fare esattamente Bersani in tema di politica economica.

Ho trovato questo:http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/pdf/FINANZIARIA_2010_PD.pdf .

Benissimo , leggendolo quello che salta subito agli occhi è : incentivi.

Praticamente il buon Bersani elargisce soldi a tutti come se lo stato italiano ne avesse a palate

E non è che invece a un elettore sveglio interesserebbe sapere dove troviamo i soldi ?

E a questo punto vediamo un bel documento scritto da un'altra persona, che ci dice che di soldi se ne possono trovare eccome :

http://www.perilbenecomune.net/index.php?p=24%3A6%3A2%3A119%3A292 .

Addirittura Fernando Rossi , riesce a trovare un modo atraumatico per trovare la bellezza di 170 miliardi di euro !

A questo punto ci chiediamo . Ma come mai Bersani non riesce a fare altrettanto ?  Non c'è nel PD un economista in grado di fare due conti?

In realtà credo che non sia cosi' : vediamo infatti qualche punto :

– una buona fetta delle entrate potrebbero arrivare da un ulteriore tassazione dei capitali rientrati dall'estero per cui l'anno scorso

 è stato votato in parlamento il rientro con una ridicola tassazione del 5%  grazie anche all'astensione dal voto da parte dei parlamentari del PD.

– un altro punto è la fine dei regali fatti a politici-lobby con i soldi presi dalle tasche degli italiani attraverso l'aumento delle bollette dell'ENEL con la scusa che l'investimento sarebbe stato usato per le fonti di energia alternativa mentre invece è stato usato per la costruzione degli inceneritori , rinominati termovalorizzatori, che provocano il cancro ma fanno guadagnare molti soldi ai politici e agli imprenditori.

– anche per quanto riguarda la confisca di soldi alla mafia il PD va con il freno a mano leggermente tirato: vedi le vicende che hanno coinvolto , per esempio il presidente del parco delle 5 terre Bonamini , o , per esempio , le alleanze tra PD e UDC ( il partito con maggiori infiltrazioni mafiose) in alcune regioni tra cui la Liguria.

– autoblu e finanziamento ai partiti , ne usufruisce anche il PD.

Ecco spiegato il motivo per cui una bella manovra come si deve il PD non puo' farla per i troppi legacci che lo intrappolano.

Naturalmente lo stesso discorso vale per tutti gli altri partiti della casta .

E allora tornando al buon Bersani che , con l'avvallo della coppia Fazio-Littizzetto approfitta per dichiarare agli italiani che l'unica alternativa è lui , direi : sì , piuttosto che scegliere uno che ruba di più scegliamo uno che ruba di meno …. onesti no ???

Ma chi si salva ? E' semplice chi ha detto chiaramente ed ha dimostrato di non avere nessun interesse nei punti sopra elencati:

il movimento perilbenecomune appunto e il movimento a 5 stelle di Beppe Grillo

di Gian Paolo Cavallaro

Woodstock 5 stelle a Cesena, sotto il palco

Siamo andati a Cesena, siamo stati colpiti dall'organizzazione impeccabile e soprattutto dal rispetto per l'ambiente. Ci è stato servito il pranzo in piatti biodegradabili, con posate biodegradabili, alla fine consegnavi il tuo vassoio a persone incaricate di separare l'umido dal vetro e dalla plastica. Non mancavano bidoncini per la raccolta differenziata ma ce n'era uno speciale, quello per il secco di Vedelago. Lì andavano tutti i materiali non contaminati da rifiuti organici diversi da bottiglie, carta e pet. Era presente Carla Poli direttrice del centro di riciclo di Vedelago (TV) dove si recupera il 99% dei rifiuti o meglio materia come ama dire lei. Una donna, che orgoglio, una donna che ha dimostrato che è possibile! Altro che i "si può fare" cantati qua e là… Complimenti al MoVimento 5 stelle Emilia Romagna.

di Cinzia Bascetta