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Papa Grillo, furbo o fesso? – Il PS (grillico) spiegato ai Suoi figli

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Beppe Grillo ha abituato il MoVimento 5 Stelle ai suoi "PS" al fondo dei post sul blog beppegrillo.it. Insieme ai "comunicati politici", è il modo con cui ha sempre scelto di comunicare pubblicamente le linee politiche che gli attivisti avrebbero dovuto seguire. Sì, suona effettivamente un po' contraddittorio da parte del promotore della politica dell'"uno vale uno" e dell'"assenza di leader", tant'è.

Ancora oggi nessuna notizia del "Portale" ossia lo strumento di voto online propagandato da anni come la piattaforma atta a sostenere quella democrazia diretta con cui il MoVimento doveva rivoluzionare la logica della 'delega in bianco' dei partiti tradizionali dando maggiore potere ai cittadini, i quali avrebbero così esercitato una concreta influenza sui "dipendenti pubblici" 5 Stelle. Non solo, il Portale sarebbe dovuto servire anche per condividere le informazioni e le esperienze a livello nazionale: il "fare rete" spesso sentito in bocca ai candidati 5 Stelle in campagna elettorale e per reggere il meccanismo di "recall dell'eletto" che, non previsto in Italia, avrebbe così permesso alla cittadinanza di mantenere un collegamento anche post-elettorale con il delegato, rendendone possibile il controllo fino a determinare, laddove necessario, l'allontanamento o la sostituzione dell'amministratore eletto se questi, per esempio, fosse contravvenuto ai principi 5 Stelle, agli impegni presi o al programma (es. https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150210539997957).

Promesso da tempo, il portale di voto consisterebbe – di fatto – nell'unica carta concessa in mano ai cittadini attivi dall'articolo 4 del Non Statuto (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf). Anche perchè, per il resto, sono ormai tante le testimonianze di realtà territoriali dove, attraverso il giochino sul copyright sul simbolo e nome del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo sembra gestire a suon di 'investiture' (http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/), 'avvertimenti' e 'diffide' il suo popolo di attivisti (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/boards/thread/12466751/0/http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2011/08/19/un_consigliere_eletto_con_il_m.html). 

Su beppegrillo.it, a completare il post di oggi pomeriggio – di cui è interessante anche la scelta dell'argomento – di nuovo un "PS":

P.S.: In occasione della mia presenza a Roma per "Parlamento pulito" il 10 settembre e nei giorni successivi, non è previsto né concordato, alcun incontro nazionale di nessun genere del Movimento 5 Stelle per discutere linee guida e programma

(Beppe Grillo 25/08/2011; http://www.beppegrillo.it/2011/08/i_furbi_e_i_fessi/index.html)

Sarà sicuramente frutto del caso, ma questi ragazzi https://www.facebook.com/groups/227190490629231/, per esempio (ma ormai i casi di ingerenze simili e contraddizioni analoghe subite nei vari territori sono tantissimi), che già alcuni mesi fa Beppe sembrava aver cercato di frenare con un altro post, stanno lavorando da tempo ad un incontro organizzato dal basso, in rete, tra attivisti che da anni spendono il proprio tempo nel e per il MoVimento 5 Stelle.

Non hanno dichiaratamente alcun progetto di 'golpe' 😀 (che già dovrebbe essere assurdo nella concezione politica del MoVimento, visto che dovrebbero esserne loro i 'proprietari' al di là dei soliti giochini sul copyright sul simbolo). Pare che abbiano anche inviato una o più comunicazioni – di cui una lettera dovrebbe essere stata inviata proprio recentemente – allo Staff di BG per chiarire la natura assolutamente 'pacifica' e 'aperta' dell'iniziativa di cui sentono esigenza, inviandogli tanto di "Odg" delle tematiche che potrebbero essere trattate – scelte, così come la sede dell'incontro, votando online su fb – e forse pure un invito a partecipare di persona.

L'incontro si terrà l'11 settembre a conferma della completa mancanza d'una volontà di 'sovrapporsi' all'appuntamento, sempre romano, lanciato da Grillo per il giorno precedente.

Eppure ora vengono per la seconda volta ostacolati direttamente dal blog nazionale beppegrillo.it e senza poter leggere uno straccio di motivo. Persone, da quanto si legge, che hanno creduto e credono nel MoVimento 5 Stelle e hanno speso tempo, energie, in molti casi anche soldi per autofinanziamento. 

Beppe Grillo, il 'detonatore' della partecipazione dei cittadini; lo sbandieratore dell'assoluta necessità di svegliarsi e auto-organizzarsi; il non candidato nè candidabile che specifica a tutti i media che il MoVimento "è fatto" dagli attivisti e non da lui (o dalla Casaleggio Associati), "il MoVimento sono questi ragazzi di trent'anni che si organizzano in rete";…. che fa?

Quei ragazzi svegli, attivi, auto-organizzati, li disconosce e senza neanche degnarli di un perchè? Ma non doveva qualsiasi decisione essere votata online dal MoVimento su un portale che a tutt'oggi pare, appunto, inesistente e che avrebbe consentito un progetto di democrazia partecipativa/diretta in rete?

Beppe non doveva essere solo uno strumento per aiutare il coordinamento e pubblicizzare le attività dei cittadini? E non contare niente o, almeno, contare semplicemente "uno" perchè "uno vale uno"? E invece?

Beppe Grillo, inspiegabilmente o inspiegatamente (fesso o furbo?), anziché sostenerla, contrasta quel che doveva e dovrebbe essere la base della sua stessa idea politica: l'auto-organizzazione dal basso. 

Il "PS" è chiarissimo: il blog osteggia l'incontro. Non lo vieta, ma lo osteggia apertamente e lo scomunica, senza motivo. Un modo efficace per sabotare un'iniziativa senza vietarla esplicitamente e senza risponderne pubblicamente.

Ma Beppe Grillo non è certo nuovo nemmeno a questo tipo di contraddizioni e a non dare risposte chiare nel merito ai simpatizzanti che gliene chiedono (https://www.facebook.com/groups/100583746691512/). 

E "questo" MoVimento 5 Stelle dovrebbe essere il MoVimento della trasparenza, dell'assenza di leaders e della democrazia (diretta)? (https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150225096387957)

Ora, probabilmente, mentre alcuni tenteranno di decifrare nel dettaglio il "Verbo secondo Grillo" ed altri si piegheranno al volere del Pastore come diligenti pecorelle italiote, assisteremo al solito copione dei chierichetti che, a turno, compaiono a reggere il tendone e che ci diranno che "lui ha troppo a cuore il MoVimento e non vuole che degeneri in un partito quindi la sua è una necessaria prevenzione contro partiti e mass media che vogliono boicottarlo"; "ci vuole ancora tempo per essere maturi e potersi organizzare autonomamente" senza ricevere diffide e post scriptum da Beppe che "vede cose che noi non riusciamo a vedere, prevede ciò che noi ancora non possiamo capire e sa sicuramente quale sia il bene del MoVimento". Lui, che del MoVimento è come un Padre.

Ma tra i 5 Stelle c'è anche chi invece azzarda letture dell'"enciclica" diverse:

La motivazione? Semplice: non l'ha deciso lui, non parte da lui e non è da lui controllabile. L'obiettivo? Escludere dal movimento tutti quelli che osano cercare di attuare iniziative non calate dall'alto e non rispondenti ad esigenze direttamente provenienti dal "Capo", includere invece tutti quelli che non si pongono domande e non sentono l'esigenza di "indipendenza" ma campano benissimo andando avanti seguendo direttive provenienti da un'unica testa – pensante, per carità, ma unica.

Sarà prossimamente "invitato" a non utilizzare più il logo a 5 Stelle da "lo Staff" di Beppe Grillo, quindi infamato dai chierichetti se oserà criticare pubblicamente questi metodi? 😉

 

PS: http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas

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Qui il sito degli "autoorganizzati" a dispetto dei "P.S" à la Grillo: http://incontrom5s.altervista.org/

Copia della lettera che gli attivisti hanno spedito a Beppe si può trovare qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2011/08/incontro-cittadini-del-movimento-5-stelle.html

Un accorato appello conseguente al "PS" di Beppe, qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2011/08/appello-a-beppe-grillo.html

 

Nota di Helen Esther Nevola

Fonte http://www.facebook.com/notes/helen-esther-nevola/papa-grillo-furbo-o-fesso-il-ps-grillico-spiegato-ai-suoi-figli/10150270755347957

5 stelle: pettegolezzi ed argomenti seri

Pettegolezzi

Sta facendo gran rumore sul web un incontro “segreto” che Grillo e Casaleggio hanno convocato a Milano fra loro, gli eletti del MoVimento 5 stelle ed alcune “personalità” [su cui condivido il giudizio di persone di altissimo livello] del Movimento stesso.

Non è il primo di questi incontri, ma la novità è rappresentata dal fatto che, a seguito uno scontro all'interno del MoVimento 5 stelle Piemonte fra Bibì e Bibò, dovuto all'incarico assegnato a quattro dei presenti, fra cui Bibò, di coordinare alcune attività a livello nazionale, parte della segretezza se ne è andata, come si suol dire, a donne di malaffare.

E quanto ne è emerso ha fatto giustizia sommaria di molti [oserei dire tutti] i miti del grillismo. Ne elenco i principali:

TRASPARENZA

I grillini fanno ogni [lodevolissimo] sforzo affinché tutte le riunioni pubbliche, vengano riprese affinché anche chi è interessato ma non ha voglia di recarsi sul luogo possa seguirle.

Dopo di che il MoVimento organizza al suo interno vari incontri che non solo non sono pubblici, ma in tali incontri è vietato filmare e registrare e di cui nulla si sarebbe saputo senza lo scontro……e tutti i paladini della trasparenza obbediscono all'obbligo di segretezza senza battere ciglio.

UNO VALE UNO

Sarà anche vero che uno vale uno, ma qualcuno vale almeno due e Grillo [o la Casaleggio?] vale da solo più di tutti quanti messi insieme. Infatti non solo fa le nomine senza consultarsi con gli aderenti, ma si sceglie lui anche i componenti del suo piccolo Parlamento.

PORTAVOCE

Non c'è dubbio che il ruolo degli eletti sia quello di portavoce, ma di Grillo e della Casaleggio, non della base, perché a parte i duellanti e più tardi qualcuno, costretto da quanto trapelato, nessuno si è mai preoccupato di relazionare gli elettori del contenuto dell'ultimo incontro. E degli altri nessuno sa nulla.

ORGANIZZAZIONE

Il mito di “nessuna struttura” può continuare ad esistere, solo con una piccola correzione: “nessuna struttura eletta dalla base” , la monarchia è costituzionale, peccato che, come già detto, il Parlamento è scelto dal re.

VIA I SOLDI DALLA POLITICA

Nel corso del duello Bibò ricorda la sua intenzione di rinunciare a breve al ruolo per cui è stato eletto, perché con i soldi che riceve come politico non ci campa.

Il che comporta che via i soldi dalla politica significhi riservarla ai soli ricchi. [o, peggio ancora, ai cadaverici pensionati]

 ecc., ecc., ecc..

Democrazia_big

Ma accanto a questi contenuti di sia pur importante pettegolezzo politico interno, quanto successo pone un interrogativo serio e, direi, universale sulla Democrazia Diretta [DD]: come si può realizzare la Democrazia Diretta? Vi si arriva partendo da subito con forme di DD come pensa la base stellina oppure è necessario un lungo processo che partendo magari anche da forme dittatoriali arrivi ad una Democrazia Diretta, che si afferma grazie a quanto è già stato costruito dalle forme organizzative precedenti?

L'interrogativo non è banale, perché mentre nel primo caso lavorare per la DD significa semplicemente attuarla, nel secondo significa accettare altre forme di governo, per poi abbatterle e passare alla successiva e così via fino ad arrivare alla DD.

 

Credo non ci siano dubbi che il MoVimento 5 stelle sia un eccellente laboratorio di DD, ma non ci sono nemmeno dubbi [se non da parte degli aderenti] che, al di là delle intenzioni dei protagonisti del MoVimento stesso, questo sia in realtà una monarchia. Le parole di Bossi “"Ci impiego due secondi a chiedere al Consiglio federale di espellere chi si mette di traverso, anche se ci sono persone importanti” potrebbero benissimo essere fatte proprie da Grillo che ha espulso personalmente più di un eletto dal MoVimento.

Anche il disconoscimento dell'importanza delle correnti, che vrappresentano un momento democratico di formazione di idee e di discussione all'interno dei partiti, lo pone in totale sintonia sia con Bossi che con Berlusconi , altri due regnanti della politica italiana.

D'altra parte è evidente che senza Grillo il MoVimento non esisterebbe ed è altrettanto vero che, come ritiene Fico di Napoli, senz'altro la miglior testa pensante del MoVimento [farà la fine di Miglio nella Lega?] la base non è in grado oggi di prendere iniziative serie in tempi brevi, [anche perché Grillo & C. si danno molto da fare per impedirglielo].

E allora, se si vuole che il MoVimento arrivi veramente alla DD è necessario che si crei un'organizzazione dal basso che, attraverso passi successivi, acquisti potere, non per eliminare Grillo dal MoVimento, ma restituirlo al suo ruolo di immagine. Cosa naturalmente non facile e difficile da accettare da parte sua, visto tutto quello che al MoVimento ha dato.

Ma se continueranno le fuoruscite forzate o spontanee dei “dissidenti” questo processo verrà rallentato al punto di non riuscire ad attuarsi in tempo utile.

 

Lo stesso discorso vale anche in campo nazionale: la DD può arrivare solo se si percorrono tutte le tappe, il più possibile velocemente, ma senza saltarne nessuna.

Per la vera democrazia poi è necessario che si crei un equilibrio fra potere e consapevolezza per cui è inutile oggi in Italia pensare alla DD; è necessario innanzitutto recuperare la Democrazia Rappresentativa, oggi perduta a favore dell'oligarchia del malaffare, poi questa dovrà regolare l'informazione per permettere ai cittadini la consapevolezza, e solo a questo punto sarà possibile dotarsi di tutti gli strumenti di DD.

Cercare di saltare questi passaggi è pericolosissimo, si potrebbe finire per dotare di strumenti di DD cittadini ipnotizzati dai media della Casta.

di Penta

QUANDO IL DOLORE NON SI DIMENTICA, ANZI E’ SEMPRE PRESENTE!

BASTA GUARDARE LA “MADDALENA” IN VAL DI SUSA IO LI CHIAMEREI CRIMINI DI PACE.

No-tav-val-di-susa

In nome del pragmatismo, la sinistra ha perso l’anima.
E’ rimasta senza parole mentre il senso di tutte le parole veniva alterato
Dagli altri politici. Per timore di apparire poco attuale si è mimetizzata
Negli stili e nell’immaginario del momento. (…)

Roberto Savio

 

Il 23 giugno di settant’anni fa Hitler invadeva l’Unione Sovietica. Si calcola che nell’ultima Guerra Mondiale siano morte milioni di persone. Milioni no migliaia. Gli storici parlano di venti milioni di sovietici morti. Lo storico Viktor Koslov, membro dell’Accademia delle Scienze di Mosca, ci segnala che negli ultimi studi realizzati, una stima approssimativa riferisce 40 milioni di soldati e civili di quel paese.

 

Stupisce però, che storici, sociologi, psicologi e saggisti non abbiano potuto trovare il modo di spiegare perché la Germania, dopo essere stata sconfitta nella Prima Guerra Mondiale 1914-1918, un quarto di secolo dopo, nel 1939 fa scattare la Seconda Guerra Mondiale. Dopo quella sanguinosa guerra di trincea, dove si sbranavano da ambo le parti, quei giovani muniti di baionette si confrontavano attaccando attraverso i vari fossati, si arrivò agli estremi di scatenare massicci e crudeli bombardamenti su delle città aperte, con l’epilogo da parte degli Stati Uniti d’America del Nord, sganciando bombe atomiche su delle città con migliaia di abitanti. C’è da domandarsi. Cosa è accaduto all’essere umano? Ciò si domandano le nuove generazioni tedesche. Un paese con delle università piene di sapienza, con una importante tradizione filosofica e di infinite ricerche, con importanti movimenti pacifisti.

 

C’è da ricordare sicuramente il libro di Erich Maria Remarque – un importante trattato antibellico – chiamato “Senza novità dal fronte”, che ottenne il Premio Nobel nel 1928. Il dolore, la stupidità delle armi, la vacuità degli ordini militari, la vocazione assassina che senza badarci abbastanza fa preda e s’impossessa dei giovani inviati al fronte.

Infatti, su questo particolare, è stato pubblicato ultimamente un libro che ha commosso la società tedesca. “Soldati” è il titolo, ed è un insieme di protocolli sostenuti da tre parole: “lottare, uccidere e morire”.

Sono le dichiarazioni di soldati intervenuti nelle guerre. Emerge chiaramente in quel contesto come i giovani all’indossare l’uniforme ed essere forniti con delle armi comincino a sentirsi onnipotenti.

Nell’analisi del libro, Felix Ehring indica come la guerra, “trasforma il soldato in assassino, perché uccidere è una meta del suo facile agire”.

Il libro è il compendio delle dichiarazioni di veterani di guerra. Lì si evidenzia come si modifica l’essere umano quando viene impartita l’ordine di uccidere, e che il soldato lo assume come un privilegio. Ciò che accade per lui fa parte della normalità essere circondato da cadaveri nella sua quotidianità. La stessa percezione viene percepita dal soldato quando occupa le città nemiche e vede le donne dei suoi nemici. Crede di avere il diritto d’impossessarsi e violentarle. La stessa percezione manifestano i piloti dei bombardieri. Uno dei piloti intervistati orgoglioso della sua funzione dice: “Per noi, piloti dei caccia, era come una specie di prologo al piacere quando dall’alto perseguitavamo colo fuoco della mitragliatrice i soldati nemici in mezzo ai campi”. La stessa cosa accade con i bombardieri quando sganciano le bombe sulla popolazione civile. E’ come sentirsi degli dei, come consegna di un aspetto positivo perché così si “impara a difendere la Patria”. Ci dice ancora Ehring in relazione alle risposte dei soldati: “”Non ci sono contraddizioni, tutti sanno cos’è uccidere e morire”, scontato pure che si tratta della morte degli “altri”, gli esseri u,mani definiti “nemici”, e questi ex soldati non ritengono “necessario” di lamentarsi per ciò che hanno fatto. Gli ex soldati non riescono e non le interessa parlare dei loro sentimenti, anzi riescono a parlare d’altro. Uccidere esseri umani nella guerra si associa ad una specie di sport, e vince chi uccide più gente “nemica”.

Gli autori del libro “Soldati” Sònke Neitzel e Harald Welzer, hanno avuto la fortuna di scovare alcuni archivi di guerra in cui si trovano le dichiarazioni e i racconti dei soldati, sottufficiali e ufficiali nelle loro missioni. E sono arrivati alle seguenti conclusioni: “Gli uniformati credevano con fede assoluta nei valori militari di durezza, rigore e ubbidienza nel dovere, che è una ubbidienza cieca alle indicazioni di comando. Anche il fucilare civili indifesi fa parte di questo dovere. L’hanno fatti la prima volta per ubbidienza dovuta, in seguito l’hanno fatto per propria iniziativa. In guerra, ogni persona civile è sempre una potenziale meta. Gli autori del libro, dopo un approfondito studio, sono giunti a sostenere che soldati, polizia e membri dei servizi informativi, continuano a pensare, che quello è il loro “mestiere”.

Sarebbe importante affrontare uno studio similare in Argentina, e indagare il comportamento dei capi, ufficiali e subalterni delle Forze Armate, polizia e gli impiegati dei servizi d’informazione durante il periodo in cui veniva applicato il metodo delle sparizioni (desaparecidos) delle persone.

Per esempio, studiare se i piloti degli aerei che buttavano i prigionieri vivi al mare, sentissero tutto il potere che percepivano i piloti che bombardavano e bombardano ancora dall’alto le città indifese. Ciò che è importante, e che va studiato approfonditamente, da parte dei nuovi professori delle istituzioni militari per far sì che non si ripeta mai più l’atmosfera vissuta tra i membri delle Forze Armate durante la dittatura.

E qui nasce la domanda: perché quei membri delle Forze Armate, della polizia, e dei servizi, si sono sentiti onnipotenti e cedettero di essere i padroni della vita e della morte di tutti? Con diritto di uccidere, torturare, far sparire, regalare i bambini delle prigioniere. Ovvero, si sono sentiti con gli stessi attributi dei soldati in paesi nemici? Come i piloti dei bombardamenti delle città abitati da civili? E’ il potere che danno le istituzioni politiche (o economiche) agli uniformati nei momenti di pericolo? Non è forse il l’ora di cominciare un dibattito nelle Nazioni Unite e negli organismi internazionali per cambiare i sistemi di autocustodia e di sicurezza prodotti dall’umanità a partire dagli albori della storia e con il ripetersi di crimini ufficiali ogni volta con più assassinii e violenza al servizio del potere e non della pace tanto interiore come esteriore dei popoli?

Perché non si tenta una volta per tutte il dialogo di fronte alla violenza e la repressione? E’ così difficile?

La repressione non è altra cosa che l’onnipotenza del potere. Invece di nuove idee e di conciliazione, si usa il bastone! I gas lacrimogeni illegali per la loro composizione chimica. Sottoporre il nemico alle docce gelate durante l’inverno. O semplicemente, una pallottola. Quando il nemico non impara, allora bastano tre o quattro morti per fare arretrare tutti. E’ questa la consegna del potere. Il buon amministratore non deve perdere mai la pazienza.

Deve credere nel dialogo. Fare partecipe la società civile nella ricerca di soluzioni ai problemi.

Mentre la Commissione Ue spinge l’Italia a siglare l’intesa bilaterale con la Francia sulla ripartizione finanziaria, Gianni Vattimo invita l’Europa a non erogare fondi per un progetto <<fatalmente condannato a fallire>>.

Nel frattempo Angelo Tartaglia, docente al Politecnico di Torino è impegnato a esprimere: “Qualche Buona Ragione (Non Manganellabile)” <Perché la Torino-Lione non ci serve>.

Tra le altre importantissime considerazioni fatte dal Prof. Tartaglia, trascriviamo alcuni passaggi che mi sembrano cruciali. “…Per altro il flusso di merci in transito sulla ferrovia della Valle di Susa, e anzi attraverso l’intera frontiera italo-francese, è in calo continuo dal 1997 ed è meno di un quinto della capacità attuale della linea.

Quanto ai passeggeri, il numero di treni tra Torino e Lione-Parigi è stato anch’esso progressivamente ridotto arrivando oggi a due collegamenti al giorno, spesso eserciti, tra Torinoi e Chambéry mediante autobus (ne bastano due per accogliere tutti i passeggeri)….”

“…E’ rilevante il fatto che i sostenitori del Tav non provano nemmeno a smontare , dati alla mano, considerazioni come quelle che ho appena schematizzato. Preferiscono usare la forza pubblica e la retorica.

Non si tratta naturalmente di una specie di aberrazione mentale; c’è qualcosa di più sostanziale in gioco.

Data una grande opera (qualunque essa sia): 1)il sistema finanziario (che anticipa il denaro) ha un guadagno certo e ingente in quanto garantito dallo stato; 2)chiunque controlla il sistema degli appalti ha un potere e un ritorno rilevantissimo, non foss’altro che perché attraverso il meccanismo dei subappalti e sub-subappalti ha la possibilità di lucrare plusvalori estremamenti ingenti senza correre rischi di sorta, che semmai vengono scaricati sui più piccoli al fondo della catena”.

“Insomma è vero che c’è un problema di ordine pubblico: la società italiana è occupata da una specie di fungo parassita che copre tutta la superficie succhiando linfa vitale e impedendo al sistema di respirare. Abbiamo un grande bisogno di liberarcene”.

L’articolo completo può essere letto su “il manifesto” del 30-06-2011 a pag.8

L’altra fonte è: Pagina/12, Buenos Aires, Argentina, del 25-06-2011, di Osvaldo Bayer, “El dolor que no se olvida”.

Luigi Ragonese

Grillo e Casaleggio stavolta la fanno grossa e chi osa criticare, è un detrattore?

Grillo re

Nell'ombra delle 5 Stelle -rispondo a polemiche e polemiche.

Rispondo a questo articolo: http://polemicaepolemiche.blogspot.com/2011/06/alla-luce-del-sole.html

Iniziare un post definendo "detrattori" tutti quei movimentisti o ex movimentisti attivi, simpatizzanti o ex simpatizzanti, semplici cittadini/lettori, che si sono indignati per l'ennesima decisione presa inspiegabilmente (?) dall'alto nel MoVimento, lascia già di per sè intendere la natura dell'articolo. Di "stampa" schierata coi partiti ha fatto parlare il vday2, ma anche il MoVimento5Stelle ha i suoi pennivendoli che magari non scrivono su testate a tutti note, ma su piccoli blog sparsi per la rete e da ri-linkare quando c'è bisogno di far "rientrare" qualche patata bollente che sta dando troppo scalpore. Con questo, preciso, non intendo dire che chi gestisce questo blog sia da considerarsi parte di quei pennivendoli – non conosco e non mi permetto di etichettare, a differenza di chi scrive nell'articolo.

Mi pare però evidente un analogo approccio e la voglia di non approfondire, semplificare, evitare di citare fonti precise (se non chiacchiere con chi all'incontro sarebbe stato presente e dunque fa parte di quegli invitati "fidati" di Grillo/Casaleggio), già di per sè non porta a pensare ad una informazione molto corretta.

Personalmente non mi ritengo una detrattrice di Beppe Grillo e a tutt'oggi mi interesso del MoVimento 5 Stelle (altrimenti mi troverei forse in questo momento ad incontri più o meno privati con Vittorio Bertola, neo consigliere comunale torinese che sta spiattellando in giro per il web le sue dimissioni – ben curandosi che non siano comunque concretamente attuabili (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/12726241/260#initialized) piuttosto che a leggere articoli e confrontare la mia opinione).

Una cosa che trovo già di per sè curiosa è come, nel MoV degli "uno vale uno" che dovrebbe essere volto alla democrazia partecipativa/diretta, poi si verifichino ripetutamente incontri riservati ad eletti + qualche non eletto "di fiducia". Testimonianze on line ci dicono che perfino accompagnatori degli invitati vengono "reindirizzati" allo shopping nella Milano-bene o a fare un salto al cinema, ma gli viene negato l'accesso. Altrettanto strano è che nel MoVimento della "trasparenza in rete" siano vietate riprese di questi incontri al punto che pochi minuti di video producano l'effetto di una immediata diffida dagli avvocati dello "Staff" (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/boards/thread/12466751/0/).

Comunque, mentre Grillo si spertica a scrivere sul suo blog che il MoVimento non può organizzare assemblee nazionali perchè "fanno troppo partito" e a boicottare immediatamente l'incontro nazionale che dal basso gli attivisti starebbero/stanno cercando di organizzare (ovviamente prevedendo fin dal principio, se lo avesse ritenuto, anche la sua presenza, solo chiedendo che non fossero lui e Casaleggio a mediare e gestire, ancora una volta, questo genere di incontri) – http://www.facebook.com/home.php?sk=group_227190490629231&ap=1ecco che, l'incontro "Grillo/Casaleggio – eletti(+amici fidati)" si tiene il 18giugno a Milano.

E il MoVimento come lo ha saputo? dal blog di BG, naturalmente, perchè il problema di queste "chiusure" era solo logistico per cui si invitano i portavoce per un semplice problema di numeri e blablabla? ovviamente NO. A tutt'oggi Grillo, tanto rapido nel delegittimare l'incontro nazionale dal basso a mezzo blog e nonostante che la questione delle nomine dei coordinatori nazionali stia facendo parlare da giorni il MoVimento di tutta Italia, non scrive una riga sull'argomento e si limita a qualche comunicato politico dove ripetere ossessivamente che i partiti sono brutti e cattivi e il MoVimento5Stelle è e deve essere tutto diverso. 

Premetto che trovo, per quella che è stata la mia esperienza all'interno del MoVimento 5 Stelle, la presenza di Casaleggio decisamente ingombrante e di peso politico, seppure ogni tanto c'è chi dice che si occupa solo del blog "personale" di BG. Chi ha provato a costituire una lista civica e ha avuto qualcosa da ridire su dinamiche interne sa che non è affatto così.

Non mi riconosco, come ho detto, "detrattrice" del MoVimento5Stelle (tutt'altro), tanto quanto mi riconosco, invece, ampiamente in quelli che temono il MoVimento così gestito e improntato. Temo, più precisamente, il più o meno imminente fallimento di quella realtà politica a cui mi sono avvicinata considerandola l'unica alternativa al panorama scadente, corrotto, ipocrita, del sistema partitico italiano.

Temo che l'affezione al "berlusconismo" sia infezione del MoVimento, così come da anni lo è della sinistra, sia da dentro (troppo abituati a deleghe in bianco) sia da dietro tra i burattinai dediti alla censura, all'eliminazione del dissenso, alla faccia (da c…) con cui ci si presenta come "presidenti operai" o "detonatori di piazza" per poi essere leaders di partito che di democratico non hanno nulla.

Se a questo sistema politico non si risponde, noi cittadini, con forza e chiarezza piuttosto che con pigrizia e semplificazioni, credo ci sia sì da temere. Le conseguenze di un "pensiero unico" gli italiani le conoscono ormai bene.

Venendo alla sostanza, ecco quello che è emerso nel corso di questa famigerata riunione: sono state nominate quattro persone dall'alto, per l'ennesima volta, valutando primo requisito (e forse unico) quello di godere della fiducia di Casaleggio, come ci dice Vittorio Bertola, uno dei 4 coordinatori nazionali. Le nomine coincidono con nomi già conosciuti in ambito del MoVimento o perchè già eletti o comunque per il "coerente" rispetto dei principi del MoVimento.

Il MoVimento lo viene a sapere due giorni dopo l'incontro e a causa di uno scontro in Piemonte tra consigliere regionale e consigliere comunale 5 stelle (http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=30&t=1161). Non già che ci sia stata almeno a posteriori una comunicazione e condivisione diversa.

Parecchi attivisti del MoVimento stanno chiedendo spiegazioni o dimostrandosi contrari e indignati. Grillo non risponde e prosegue coi suoi comunicati.

Roberto Fico di Napoli (uno dei candidati e/o fidati presenti all'incontro) ci fa sapere che Grillo avrebbe previsto di convocare per settembre un incontro nazionale del MoVimento, presumibilmente a Napoli.

Così Grillo organizza il suo "convegno" concomitante – ma sarà senz'altro un caso – con quello che gli attivisti stavano/stanno organizzando dal basso (e che era stato delegittimato da Grillo con un immediato "
ps" sul blog e coi recenti comunicati politici perchè le "assemblee nazionali,.. fanno troppo partito").

La "coerenza" di tutti i fatti con quanto rivendicato come valori nel/del progetto politico del MoVimento 5 Stelle o con le stesse dichiarazioni di Beppe Grillo lascia dunque, ancora una volta, un po' tanto a desiderare.

Censimenti, lavori sul portale, verifica delle liste e quant'altro di non meglio specificato poichè anche la natura di questi incarichi non è tutt'ora chiara e chiarita a/da nessuno, verranno quindi effettuati da Grillo e dal suo Staff con l'aiuto – gratuito – di quattro coordinatori nazionali già eletti e/o fidati di Grillo/Casaleggio e da loro nominati senza neanche farlo sapere (nè prima, nè dopo) agli attivisti tutti che però, dicono generosamente i coordinatori, possono andare bene come forza-lavoro gratuita per portare avanti il progetto di cui comunque restano coordinatori loro che, ci rivela Paolo Vinci – staff consiliare regionale piemontese, dovrebbero aver già avuto accesso ad una sezione della piattaforma informatica del MoVimento appositamente messa a punto e a loro riservata.

Intanto gli attivisti aspettano da tre anni il Portale di voto online, unica garanzia in mano loro secondo il Non Statuto del MoVimento 5 Stelle che, per il resto, fa in modo che tutta la gestione del MoV sia di fatto soggetta al giochino di copyright sul simbolo su cui c'è il diritto d'autore di Grillo.

E la democrazia dal basso? e l'uno vale uno? l'orizzontalità? il ruolo di Grillo estraneo alla politica del MoV, ma solo funzionale come detonatore (io non c'entro, sono loro, questi ragazzi puliti e incensurati…)?

Chi, nel MoVimento o all'esterno, osa porre domande, fare troppe critiche circostanziate, rompere le uova nel paniere, è un detrattore invidioso.

Alla faccia del controllo della rete che garantisce la trasparenza.

di Helen Ester Nevola

fonte http://www.facebook.com/notes/helen-esther-nevola/nellombra-delle-5-stelle-rispondo-a-polemiche-e-polemiche/10150214589117957?ref=notif¬if_t=note_reply

Cosa dicono i referendum a Grillo?

Referendum_si

Anche se tutti affermano che i referendum sono stati una vittoria di tutti, sono in molti a pensare di essere loro a rappresentare questi tutti, e che si è trattato sì di una vittoria dei cittadini, ma i cittadini sono solo loro.

Il quorum, per quanto straordinario, è piuttosto risicato, ed è stato ottenuto da una miriade di componenti la mancanza anche di una sola delle quali avrebbe vanificato lo sforzo di tutte le altre.

Le uniche componenti assenti sono state le caste del PdL e della Lega spalleggiate dalle loro TV: ma come avrebbero i referendum potuto avere successo se non ci fossero stati dei sacerdoti a digiunare in Piazza San Pietro, spingendo così il Papa a dichiarare il suo appoggio, oppure senza quella parte di Leghisti che è andata alle urne disobbedendo al loro capo carismatico (ma forse ex-carismatico)?

L'analisi di come è maturata questa evidente sconfitta delle caste dei partiti (anche di quella del PD, unitasi ai referendari solo all'ultimo istante, su pressione della base) mostra come elemento più evidente, che i più deboli riescono a vincere solo unendosi tutti insieme in una sorta di “mobbing”, come quello che operano gli storni, unendosi talvolta anche ad uccelli di altre specie contro i predatori, senza distinzione di bandiere.

Anche il concetto di partito ne è uscito rafforzato, sotto molti punti di vista: innanzitutto perché due dei tre argomenti trattati sono stati proposti da un partito, poi perché all'interno dei partiti le caste, come detto, sono state sconfitte, dando così una immagine del partito differente dall'abituale ed infine perché il partito ha funzionato anche come mezzo di motivazione e di trasmissione dell'informazione.

Un'altra novità, evidenziatasi anche alle elezioni comunali di Milano, è il cambiamento del linguaggio, non più violento ed aggressivo, di parole d'ordine e proclami, ma divertente, ironico, con il battiquorum, i sì sì sì sì orgasmici, … non si insulta più, si scherza, ed anche questo facilita i rapporti ed il dialogo.

Infine, anche se molti sostengono che l'effetto maggiore dal punto di vista motivazionale ed informativo lo ha ottenuto la rete, la mia esperienza dice che un effetto straordinario, forse maggiore di quello della rete, lo ha avuto il passaparola.

Tutti insieme, nessuno scontro, caste sconfitte dalla base dei partiti, linguaggio moderato, sì la rete ma… Grillo fa ormai parte del vecchio?

di Penta

MoVimento 5 stelle: un pieno di voti inutili

Grillo piazzaduomo mi

Partiamo dal voto a Napoli, dove il MoVimento 5 stelle ha ottenuto un misero 1,37%, pur essendo il gruppo di Napoli, a detta di tutti, da Beppe Grillo agli ex grillini, oggi i più accaniti detrattori del MoVimento 5 stelle, il miglior gruppo d'Italia.

Non mi associo alla becera interpretazione di Grillo per cui il risultato sarebbe dovuto alla natura camorristica dei napoletani prigionieri del voto di scambio ed all'arretratezza della rete (http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas&feature=player_embedded), ma nemmeno alla dotta interpretazione che ne dà Vania Lucia Guaito nell'articolo Grillo si è fermato ad Eboli (http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/05_maggio/20/grillo_si_e_fermato_a_eboli,29695706.html?mod=frame&provid=14) per cui il MoVimento non soddisferebbe i bisogni primari del Sud ma solo quelli di autorealizzazione del ricco ed evoluto nord.

Il motivo è semplicemente che, stante il rifiuto di collaborare con i partiti, i voti dati al MoVimento sono voti inutili, anche perché a fronte dei continui attacchi dei grillini pure la eventuale buona volontà dei partiti di maggioranza di collaborare con loro verrà a mancare. Fra l'altro con il rischio di essere strumentalizzati dalle coalizioni di minoranza, situazione particolarmente imbarazzante quando all'opposizione saranno il Partito degli Affari e la Ditta Bossi&Figlio

E allora votare 5 stelle invece che non andare a votare servirà solo a garantirci qualche spettacolo folcloristico, come sempre Napoli mostra data l'alta percentuale di astenuti, non intercettata dal MoVimento 5 stelle.

Questo è ben chiaro nella testa degli elettori che quindi quando, come a Napoli, il voto è importante, ad esempio per decidere chi mandare al ballottaggio, ignorano il MoVimento che si estranea dalla lotta e partecipano allo scontro.

Il contrario invece a Bologna ed a Torino, dove i giochi erano già fatti con la vittoria della sinistra, al massimo si trattava di vedere se al primo od al secondo turno: lì allora si possono dare gli inutili voti in sovrappiù al MoVimento 5 stelle.

Si può pensare che questo sia sfuggito alla Casaleggio, un'azienda leader nel condizionare gli orientamenti delle persone? No di certo! E così si spiega l'assurda affermazione di Grillo in piazza Duomo, in controtendenza con i sondaggi e con il pensiero dei Milanesi: “La Moratti ha già vinto”!!!??? Si è trattato di un evidente tentativo di convincere i presenti che i giochi erano ormai fatti e quindi i loro voti potevano essere “sprecati” votando MoVimento.

Per di più i risultati del ballottaggio con il distacco di circa il 10% a favore di Pisapia, paragonato con il 3,5% circa dei voti grillini ha evidenziato ancor di più quanto questi voti siano ininfluenti.

Riusciranno i vari eletti ad uscire dal ghetto in cui Beppe Grillo li sta chiudendo o vi resteranno tranquilli, di tanto in tanto gridando le loro invettive comodamente seduti davanti al computer?

Nel secondo caso, pur se nati da poco, inizieranno presto a puzzare un po' di cadavere.

di Penta

Mattia Calise e il pericolo dietro al movimento 5 stelle

  Calise+casaleggio

 A Milano c'è un giovane candidato sindaco, appena ventenne, che raccoglie consensi tra le persone che, a ragione, sono stanche di questa politica. Una politica che spesso ci fa sentire presi in giro. E' comprensibile. Basta vedere cosa succede ogni giorno: il parlamento impegnato a risolvere i problemi di Berlusconi, la polizia che carica giovani indifesi, la Minetti alla Regione e forse presto in parlamento, gli appalti venduti alla 'ndrangheta in cambio di voti… ce n'è per tutti i gusti e siamo stufi.

Succede poi che un comico molto apprezzato cominci ad usare queste cose per suscitare la nostra indignazione e farci ridere allo stesso tempo. E' terapeutico prendere collettivamente in giro i politici, per terminare con un liberatorio “vaffa.” Ci allontana da quella sensazione di impotenza che ci accompagna ogni giorno ma è solo un'illusione se poi le parole non si tramutano in azione. Sembra quasi che sia tutto frutto di un attento studio.

E infatti scopriamo che Beppe Grillo non è che la facciata di un movimento che nasce nella mente di Gianroberto Casaleggio, sembra che sia sua anche l'idea dei Vday, ma chi è costui?

Un giorno, quando collaboravo alla campagna elettorale delle regionali in Lombardia per le 5 stelle, piena anch'io di tante speranze, ebbi l'onore di conoscerlo. Erano solo due mesi che partecipavo nel meetup e Vito Crimi (candidato alla presidenza della Regione per il movimento 5 stelle) mi mandò dallo staff di Beppe Grillo insieme ad altre due persone, le mie idee su cosa fosse questo staff non erano ancora chiare. Beppe Grillo aveva sempre parlato di 5 ragazzi… Ci rechiamo negli uffici della Casaleggio Associati a Milano, Gianroberto, dopo averci dato indicazioni sui temi che avrebbero dovuto affrontare i candidati nell'evento di piazza Duomo, si alza, si gira e se ne va senza neanche un grazie arrivederci. Quel giorno dissero anche una frase che mi colpì molto. Dissero che al tabellone luminoso in piazza Duomo avrebbero pensato loro, sapete quanto costa l'affitto di quel coso? La cosa mi colpì ma volevo ancora aggrapparmi alla speranza che con il movimento ci saremmo liberati della casta. Altre vicissitudini poi mi spinsero a cercare ulteriori informazioni e così un collegamento dopo l'altro è emersa la triste, amara verità.

La Casaleggio Associati è una società di strategie di Rete e marketing, gestisce il blog di Grillo, ne possiede i credits ed è anche la casa editrice dei suoi libri e video.

Ecco chi sono i “5 ragazzi” che il 22 gennaio 2004 fondano la Casaleggio Associati:

    Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg (gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia) )

    Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.

    Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.

    Enrico Sassoon, già Direttore Responsabile della rivista Affari Internazionali e membro dell’American Chamber of Commerce in Italia, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg.

             Davide Casaleggio

 

C'è poi anche Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meetup di Grillo a Milano. 

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti di Roberto Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa dove Casaleggio fa parte del CdA con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio), poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati.

Nel Gennaio 2005 parte il blog di Beppe Grillo.

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.

In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel.

Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.

L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.

Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

Gianroberto Casaleggio, l’uomo dietro Grillo, ha avuto rapporti con i Colaninno. E prima di lavorare in proprio è stato in una società controllata da Telecom Italia, la Webegg.

Nondimeno Grillo attacca Gnutti-Colaninno (Mr. 19.000 licenziamenti) e soprattutto Provera (prode skipper con l’hobby delle scatole cinesi…).

La share action che scopo ha? Beppe Grillo scrive al neo a.d. Bernabè che nel 2008 sarà pronto con la share action, ma a far che??? Non è un po’ strano che il suo editore sia così attaccato all’argomento Telecom?

La Casaleggio Associati ha numerosi partners tra cui la Bivings Group, nota per i clienti importanti, tra cui JP Morgan e Monsanto. La Monsanto dopo clamorosi fallimenti nel tentativo di spianare la strada all’ingresso degli OGM nel mercato si è affidata a Bivings Group con eccellenti risultati. La Bivings si è avvalsa di personaggi fasulli (fake persuaders), dipendenti della Bivings (smascherati!) che andavano nei forum e scrivevano messaggi ‘disinteressati’ a favore della Monsanto e contro ricercatori che avevano scritto un articolo su Nature in cui affermavano che il mais messicano di produzione locale era stato contaminato, da una distanza molto grande, da polline geneticamente modificato. Un macigno per i colossi del bio-tech che stavano cercando di convincere Messico, Brasile e Unione Europea ad abolire l’embargo sulle sementi OGM. I commenti di questi fake fecero RITRATTARE Nature (prima volta in 133 anni!), la quale scrisse che l’articolo non doveva essere pubblicato. Possibile??? Sì, questa è una tecnica di ‘marketing virale’: si inventano fake che scrivono cose volutamente tendenziose per influenzare la gente indecisa che si schiera dalla loro parte pensando che <<se più di una persona la pensa così allora sarà vero!>>. E così via in maniera esponenziale come una vera infezione di massa!

Fonte http://oriefeiro.wordpress.com/2008/01/27/dossier-beppe-g-parte-1/

Nel sito della Casaleggio Associati troviamo un video in cui lo stesso Gianroberto teorizza sul potere degli 'influencer'. Ogni azienda che si rispetti ne ha bisogno per piazzare i suoi prodotti sul mercato. Gli influencer altro non sono che i fake persuaders. Dobbiamo pensare che il blog di Beppe Grillo ed i meetup ne siano pieni? La mission della Casaleggio Associati è quella di creare correnti di pensiero ed orientamento.

In una riunione per la lista civica Milano a 5 stelle, Filippo Pittarello (che lavora per la Casaleggio Associati e segue Beppe nei suoi tour, nonché i contatti con i meetup) ha dichiarato che il candidato ideale avrebbe dovuto avere più soft skills che hard skills, cioè più attitudini che competenze. Una volta eletto, doveva essere bravo con internet per mandare tutto ad una 'squadra di esperti' che gli avrebbero detto cosa dire. Capite ora perché è stato scelto un ragazzino di 20 anni inesperto ma con tanta voglia di emergere? vedi video su youtube

E cosa dice Mattia Calise? Quello che dice Beppe, il grande influencer, ripetendolo come un mantra ipnotico (vedi teorie di Programmazione Neuro Linguistica).

Mattia Calise continua a ripetere che i partiti hanno fallito e che è il momento dei cittadini. Ma i partiti non sono degli strumenti costituzionali che servono ai cittadini? Addirittura Grillo è arrivato ad ipotizzare di cambiare la costituzione…

Perché tutto questo? 

E' chiaro si vuole distruggere un sistema per instaurarne un altro ben più pericoloso. Viene presentato come 'democrazia diretta' ma attenzione. I cittadini, senza più organi rappresentativi saranno tanti singoli (dividi et impera) magari tutti connessi (Wi Fi libero e gratuito) che voteranno in rete (?). Ed una società che si occupa di creare correnti di pensiero ed orientamento potrebbe fare affari d'oro con quelli che farebbero la coda per promuovere le leggi a loro più gradite!

Quindi, altro che risveglio delle coscienze! Questa è un'ipnosi collettiva che rievoca scenari da Grande Fratello.

Una cosa è chiara: a Casaleggio, dei nostri problemi non gliene importa un fico secco. Che considerazione può avere del prossimo una persona che nemmeno si degna di salutare prima di accomiatarsi?

Marketing, marketing e ancora marketing, anche in questo, la faccia giovane di Calise ne è un esempio.

P.S.

Calise è stato eletto democraticamente con il metodo Condorcet, che  non è stato applicato correttamente perché sono state considerate valide anche le schede in cui comparivano solo i nomi dei primi due, o di uno solo (bisognava mettere gli 8 candidati in ordine di preferenza…) in questo modo viene sballato il calcolo delle preferenze. Il metodo Condorcet è anche noto perché offre la possibilità, all'occorrenza, di ciurlare nel manico. Ma non solo sono state chiamate all'appello tutte le truppe cammellate il giorno prima, debitamente orientate. Inoltre stranamente, proprio in quei giorni, la mail del blog per la lista civica di Milano aveva problemi e così molti non sono stati avvisati….  

di Cinzia Bascetta

leggete anche

 Mattia Calise candidato sindaco del movimento 5 stelle, e chi è?

 Movimento 5 stelle Milano, cittadini in rete o circoli di quartiere?

Sul condorcet

L’Italia è il paese del Bunga Bunga?

Dotti finiguerra
 

Ieri sera a Legnano nella sala degli stemmi del municipio in occasione dell'evento "Un'altra Italia è possibile e sta già nascendo", Domenico Finiguerra prende la parola. La Lombardia dice, è la regione con più territorio agricolo d'Italia e nonostante questo vengono cementificati 13 ettari di terreno al giorno. Un terreno è fertile solo nei primi 30 cm, una volta gettato il calcestruzzo, quel terreno non sarà più fertile per 300/400 anni e anche di più. I comuni ricorrono agli oneri di urbanizzazione perché è un modo facile e veloce per far entrare soldi nelle casse comunali ma è una scelta poco saggia perché chiunque sa che il territorio a disposizione prima o poi finisce. Noi siamo indotti a credere che per far muovere l'economia dobbiamo cementificare, costruire e ancora costruire ed è così che accanto a capannoni sfitti o in vendita spuntano altri capannoni, che a loro volta rimarranno sfitti. Siamo spinti a credere che tutto giri intorno ad una finanza fine a se stessa e che ci può rendere sempre più ricchi. Ma a Cassinetta di Lugagnano no, nel comune di cui Domenico Finiguerra è sindaco, la gente ha fatto una scelta diversa. I cittadini hanno scelto il loro sindaco per il suo programma elettorale basato sulla cementificazione zero. A Cassinetta la gente, opportunamente informata, ha preferito tutelare il proprio territorio, ha preferito pagare un'ici un po' più alta in cambio di spazi verdi ed un'aria più pulita. Ha scelto di non vedersi ingrigire ogni anno di più insieme al proprio paese. Perché il grigiore del cemento soffoca anche l'anima. L'amministrazione comunale ha operato scelte sagge che le hanno permesso di non gravare oltremodo sulle tasche dei cittadini. Un impianto fotovoltaico che permette di risparmiare 9000 euro l'anno, 2850 euro l'anno di risparmio sostituendo le lampadine del cimitero con i led, interventi sui rifiuti per ridurre rifiuti e tariffe ed infine un guadagno di 20.000 euro l'anno dai matrimoni civili. Tutti vogliono sposarsi a Cassinetta, il municipio è a disposizione dal lunedì alla domenica, è addirittura possibile fare un giro sul naviglio con lettura di poesie. Questo sindaco ha saputo valorizzare le risorse del suo paese, farle fruttare ed allo stesso tempo salvaguardare la salute fisica e non solo, dei cassinesi, inoltre intervenire ristrutturando il patrimonio edile esistente ha giovato all'economia del paese soprattutto agli artigiani. E' la volta di Michele Dotti, autore del libro L'Anticasta insieme a Marco Boschini. C'è un grande fermento nel sud del mondo, dice, i cittadini dal basso si stanno riprendendo la loro vita e questo processo non si può fermare. Anche qui i comuni virtuosi sono come un virus, si scambiano informazioni a vicenda e contagiano altri. Persino Matteo Renzi, sindaco di Firenze, fa notare Finiguerra, ha parlato di stop al consumo di territorio e questo è un chiaro segnale che la gente è sempre più informata e sensibile a questi temi, tanto che alcuni politici hanno capito che devono adeguarsi se vogliono il consenso. C'è ancora però purtroppo un grosso nucleo che per legittimarsi e legittimare le proprie scelte scellerate (inceneritori, centrali nucleari, consumo del territorio, privatizzazione dei servizi…) tenta di riversare sugli italiani il proprio modo di essere dicendo che la gente ha il governo che si merita, fatto a propria immagine e somiglianza. Forse non sanno chi sono veramente gli italiani e forse non lo sappiamo nemmeno noi che siamo indotti dai grandi media a pensare che la maggioranza degli abitanti di questo paese siano Bunga Bunghesi. Gli italiani sono persone molto solidali, uno su quattro fa volontariato. Secondo un'indagine Censis promossa dalla fondazione Ozanam-De paoli quasi il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati minori né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato; il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza. Da una ricerca della Camera di Commercio di Milano emerge che un italiano su due compra etico, ossia prodotti che garantiscono rispetto per l'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Crescono sempre di più anche i Gruppi di Acquisto Solidali e la Banca popolare Etica nata a Padova ha già undici filiali*. Perché queste notizie non vengono diffuse? Il sistema d'informazione ci inganna promuovendo un senso d'impotenza che permette a grandi imperi economici di svilupparsi oppure permette ad una casta di politici di autolegittimarsi e perseverare nel perseguimento di interessi di parte a discapito del benessere e della salute pubblica. Tuttavia, anche i politici non sono tutti uguali. Esistono sindaci virtuosi come Domenico Finiguerra e dal 2005 persino un'associazione dei comuni virtuosi che da un paio di anni organizza il Premio nazionale dei "Comuni a 5 stelle" (che non ha nulla a che vedere con il Movimento 5 stelle di Grillo). Solo un paio di esempi: nei comuni virtuosi gli edifici pubblici consumano l'80% di energia in meno della media nazionale, non c'è bisogno d'inceneritori o discariche perché sono all'85% di raccolta differenziata con il porta a porta ma soprattutto producono il 30% di rifiuti in meno degli altri comuni*. In un paese in cui vengono varate finanziarie con 16 miliardi per l'acquisto di nuovi caccia bombardieri la vera rivoluzione deve partire dal basso e significa aderire ad un gruppo d'acquisto equo-solidale, alla Banca Etica (le banche per garantire il 30% dell'investimento si sporcano con traffici di droga e armi), le rinnovabili allontanano dal petrolio e così via per uscire dal sistema. Solo costruendo un modello nuovo che renda la realtà obsoleta si può veramente ottenere il cambiamento e stiamo anche attenti a chi vuol fare di tutta l'erba un fascio nel mondo politico trasformando la lotta alla casta in una guerra di religione contro i partiti e l'idea di partito in sé, i partiti sono nati per tutelare gli interessi di persone che altrimenti da sole sarebbero state sopraffatte. C'è una base informata, altruista e solidale in Italia che unendosi può cambiare il paese. Oggi i comuni virtuosi sono 48 ma sono sicura che i cittadini virtuosi di questo paese sono la maggioranza.

di Cinzia Bascetta

*fonte Non è vero che tutto va peggio (Michele Dotti, Jacopo Fo Emi edizioni 2008)

http://www.comunivirtuosi.org/

Comuni_virtuosi

I migliori commenti all’articolo del Fatto Quotidiano su Mattia Calise ed il M5S

 

TONY3

Questo povero ragazzo è il frutto del berlusconismo, se volete sapere il perché rileggetevi il mio commento precedente. Ora analizziamo il movimento e ciò che questo astrattamente propone. Le 5 stelle sono: acqua pubblica, ambiente, trasporti, rifiuti zero e connettività. Cinque ottime tematiche, peccato che proprio per la natura del movimento composto da persone incompetenti (nel senso neutro del termine) rimarranno utopie. Affermare che il ragazzo possa fare da semplice portavoce significa: non avere fiducia in lui come persona, deresponsabilizzare la persona e il ruolo istituzionale, incentivare l’opportunismo degli arrampicatori sociali eletti e dei consiglieri antagonisti, creare una classe dirigente in mano a poteri non controllabili ed occulti, disincentivare la formazione professionale dei dirigenti, smontare il concetto di meritocrazia. Risultato? un aggravio della situazione esistente, una classe di amministratori-software che rispondono agli istinti della massa che rimane nell’ombra della rete. Altro punto esilarante (purtroppo!)è quella di rottamare gli amministratori dopo due mandati. L’idea ha qualche fondamento razionale, tuttavia è lapalissiano che i grillini non distinguono tra rappresentanti, politici ed amministratori, facendo di tutta l’erba un fascio. Tragicomica è l’idea di candidare un incompetente qualunque, spendere risorse per aiutarlo e gettare al vento l’esperienza maturata dopo due mandati. Risultato? Classe dirigente azzerata ogni due mandati e Paese che avanza a singhiozzo! Terribile che poi si parli di lavoro, economia e tematiche sociali come fossero il contorno, cose da work in progress! Che senso ha candidare questo pischello se non si tiene in considerazione minimamente l’ambiente (inteso come contesto!) in cui viviamo? Cioè, nel mezzo di una crisi economica mondiale mi venite a parlare di biciclette? Siamo seri, questa campagna di marketing darà il via al rapido declino di questo partito demagogico e populista. 

…………………………………..

ETTORE

invece tanta gente tra il male (oligarchia gerontocratica) edi il “meno peggio” (un ventenne senza esperienza lavorativa e con un corsi di studi ancora da terminare ed, oltretutto, nemmeno in ambito scientifico)
sceglierà scheda nulla!

E si sarà sprecata un’altra occasione di cambiamento (ma non di fatturato per la casaleggio il cui scopo nell’immediato sembra essere solo quello di tenere vivo l’accesso al sito di ecommerce spacciato per sito del m5s..e di conseguenza di fatturare i suoi prodotti)

Invece se al “male” fosse stato opposto il “bene” (diciamo uno con le qualità morali di un giovane “politicamente illibato”, con una solida preparazione alle spalle, anche autodidatta, e con almeno 5 anni di esperienza nel mondo del lavoro, che gli avesse reso possibile capire molte dnamiche del mondo reale) avreste avuto molti più voti

Bastava un giovane tra i 25-30 anni ed ottenevate il candidato perfetto!

Invece mattia è perfetto solo per essere teleguidato via cavo (o wifi) dalla casaleggio… Un robottino decerebrato non per colpa sua, ma della mancanza di esperienza dovuta alla sua età (che, se è in gamba come dicono, sicuramente colmerà rapidamente con le esperienze del prossimo quinquennio)  

 

Assistiamo ad un fantastico scontro tra tifosi ed una persona raziocinante che dimostra come grillismo e berlusconismo corrano sugli stessi binari.

ANTONIO

Mi pare di capire che c’e’ qualcosa che fa paura ai detrattori di Mattia ma cosa? Paura della novita’?

Voi (mi riferisco ai detrattori) siete abituati a pensare alla vecchia maniera, quello che non entra nella vostra testolina e’ che il M5S non non e’ un partito, ma qualcuno vi paga per dire queste cavolate? O forse a parlare e’ qualcuno che al quale il MOVIMENTO ha tagliato le gambe (e ha fatto bene!) perche’ pensava di farne parte seguendo la logica dei partiti ovvero far carriera? Questo qualcuno ha sbagliato indirizzo, doveva iscriversi al partito dell’amore, si dell’AMORE A PAGAMENTO!!!

Queste persone non possono far parte di questo movimento perche’il M5S e’ contro i professionisti della politica,contro i cosiddetti arrivisti, qualcuno che scrive qui mi sembra di averlo individuato…non sara’ che vuole “vendicarsi” scrivendo cattiverie? Mah…a pensar male, come si suol dire, a volte ci si azzecca.

Smettetela di polemizzare, siete liberi di votare le solite mummie, politici di professione designate dai partiti ma non rompete le pa…!!!

  • grillismo=berlusconismo

    si attacca il ragionatore calunniandolo ma senza poter smentire nemmeno in un singolo punto le sue tesi!

    Cosa c’è di nuovo in tutto ciò?

    p.s. il partito per cui voto io è nato dopo il vostro….ed è anche più povero…e nemmeno ho alcun tipo di incarico…semplicemente lo voterò perchè mi piacciono le battaglie che fanno, quindi se volevo far carriera non sarei andato certo lì…sempre che tu ti riferisca a me…perchè le tue illazioni sono piuttosto generiche e sembrano voler abbracciare tutti quelli che hanno da ridire qualcosa su questa ridicola candidatura…compresi alcuni grillini storici sul vostro stesso sito…ops sul sito di ecommerce della casaleggio che voi erroneamente ritenete vostro…

  • CERCOQUELLOONESTO

    Ci vuole questa ventata d’ARIA pulita!!!!!
    Forza Mattia!!!

    • fase due del grillismo=berlusconismo

      dopo la calunnia contro l’avversario di cui non si riescono a smontare le tesi semplicemente perchè fondate (ammesso che si abbia l’intelligenza di capirle cosa che mi sembra non valga per tutti i grillini)

      si passa ai mantra (Ci vuole questa ventata d’ARIA pulita
      )
      ed al tifo da stadio (Forza Mattia!!!)

      Vi manca solo di mettervi a cantare “meno male che grillo c’è” e l’identificazione è perfetta…(ma forse a cesena non eravate troppo distanti da questa divinizzazione dello psicoguru che pure vi prendeva in giro dicendovi che il promesso portale che non c’era invece c’era salvo poi tornare a non esserci per votare mattia con i fogiettini di carta nel meetup diffidato a farlo online con propri mezzi!

      E per finire nessuno di voi che è stato in grado di dirmi quanto la casaleggio/grillo rigirano al M5S in percentuale degli incassi del blog!

      Dai ve lo dico io

      0% tondo tondo/tondo

fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/30/milano-contro-la-moratti-il-movimento-5-stelle-candida-un-ventenne/89314/

 

 

Mattia Calise candidato sindaco del Movimento 5 stelle: e chi è?


 

Il movimento 5 stelle a Milano candida un ventenne che dice di impegnarsi nei meetup da anni, ma è proprio così? Sul meetup di Milano nessuno lo ha mai visto ed a Segrate, dove è residente, precisamente a Milano 2, non mi risulta ci siano meetup. Ci faccia sapere lui in quale meetup locale, come dice lui è attivo da anni perché io me lo sono perso e comunque credo che per uno che si candida a sindaco per Milano, un po' di attività precedente su Milano non guasti. Non basta avere il papà Maurizio Calise nel meetup di Milano, amico del gruppo storico della dirigenza del meetup, che di giovane non ha proprio nulla… Il meetup di Milano, da cui parte la lista civica 5stelleMilano, si e' spesso distinto per NON condividere le informazioni in maniera fruibile su Internet, per raggiungere l'apice con i Gruppi di Quartiere; ma torniamo a Mattia. Ha 20 anni, studia scienze politiche, si è candidato l'anno scorso nella lista civica di Paola Monti di Segrate ed ora ci prova a Milano dove non è nemmeno residente, vi sembra uno che NON abbia interesse a fare della politica un mestiere? Inoltre parla come uno che è appena uscito da un corso per parlare in pubblico, ma quel che è peggio spara a raffica gli slogan di Beppe Grillo sui giovani e vorrebbe farci credere di essere un giovane consapevole e impegnato che pensa con la propria testa. Non c'è il minimo accenno di spontaneità quando apre bocca, persino la foto con cui si presenta sul blog di Beppe Grillo sembra la  copertina di Cioè (nota rivista di gossip per ragazzini). Che cos'è questa se non un'operazione di marketing? Mattia dice che si sta impegnando per coinvolgere i giovani. Con le jam sessions in piazza? Se voleva fare la rock star poteva dirlo… ed io che pensavo che  volesse consapevolizzare i giovani con dei contenuti di attualità e alto livello culturale… Si potrà dire che Mattia è stato votato, sì ma da chi? Dai gruppi di quartiere e dalla cricca del meetup di Milano, e qualcuno potrà dire che noi non siamo andati a votare… Risponderei che comunque tra il marcio e la muffa non si poteva scegliere, perché le persone veramente valide, quelle consapevoli, quelle disinteressate alla poltrona si sono allontanate da tempo disgustate. Qualcuno ha descritto molto bene cosa avviene in molti meetup, che sono presidi di gruppetti, più che meetup, in testa a tutti quello di Milano: "l'atteggiamento prevalente e' quello di dire: chi critica fa polemica, noi abbiamo ragione e basta. Esiste ancora la liberta' di opnione o bisogna solo applaudire?" Eh sì, chi dissente viene tacciato come uno che rema contro, gli altri invece sono tutti bravi. Ma la cosa che ritengo veramente preoccupante è la risposta di un grillino alle critiche di una libera cittadina e non posso tacere su questo per un senso di responsabilità civile. Le è stato risposto: "Ti voglio bene anche se ciò che hai postato è penoso e verrà copiato incollato e mandato allo staff buona fortuna" Questa risposta è agghiacciante. Ora mi chiedo ma chi sono i grillini? Cittadini consapevoli e liberi o sudditi senza speranza? E chi sarebbe lo staff? La santa inquisizione? Il movimento 5 stelle è un movimento libero, è dei cittadini o è dello Staff? Per chi non lo sapesse, o per chi come me si fidava di Beppe e pensava che il suo Staff fosse composto da persone che lo affiancavano nella lotta, mossi dai suoi stessi ideali, lo Staff di Beppe Grillo invece, la Casaleggio associati, è composta da esperti di strategie di rete che gestiscono il blog di Beppe Grillo e naturalmente il portale del Movimento 5 stelle ad esso collegato. Attenzione, i signori non sono esperti di informatica ma di e-commerce e questo merita se non altro una riflessione. Ad ogni modo è chiaro che chi dissente finisce nel libro nero del Sacro Staff e che non potrà mai più avvicinare Beppe Grillo se non per sbaglio. 

Concordo anch'io che candidare giovanissimi solo perché sono giovani e' fare come BERLUSCONI che mette le veline per le quote rosa. E non solo giovane anche inesperto e quindi meglio orientabile da chi gli sta dietro, d'altronde Mattia frequenta l'università e deve avere anche il tempo di studiare…

Chi lo voterà? Purtroppo le persone scontente della politica che seguono Beppe Grillo sulla fiducia, senza pensare poi che Mattia Calise non è nemmeno residente a Milano e questo non sarebbe coerente con il movimento 5 stelle ma si sa, la coerenza va e viene nel movimento ed alla fine i grillini dovranno votare uno che si puo' candidare MA non puo' votare, una cosa ridicola. Mattia si è impegnato a chiedere, prima di votare in consiglio comunale, il parere dei coordinatori dei gruppi di lavoro. Di lavoro o di quartiere? E dire che tempo fa avevamo cercato di parlare con lui del grosso problema di coerenza dei GdQ all'interno del movimento ma era stato molto evasivo ed ora si capisce perché. Ma alla fine questa è la lista dei cittadini? Dei giovani? O dei sudditi e del missionario Sem Prandoni che piace tanto allo Staff Casaleggio? In conclusione Mattia Calise, altro non è che uno che vuole vincere facile come tutta la corte che gli sta attorno.

di Cinzia Bascetta

per chiarimenti su Casaleggio Associati vedi anche Mattia Calise e il pericolo del Movimento 5 stelle

http://www.meetup.com/AltomilaneseMeetupGroup/messages/boards/thread/10346253

http://www.anticasta.org/2010/10/a-domanda-si-risponde.html

La spontaneità di Mattia frutto di ore e ore di prove ma se voleva fare l'attore poteva dirlo.

L'altro ragazzo è più preparato