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ll presidente del Consiglio provinciale di Milano incontra il Comitato per l’attuazione dei referendum sull’acqua bene comune

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Comunicato Stampa dell’Ufficio di Presidenza che dà notizia dell’incontro avvenuto ieri 6/10/2011 a palazzo Isimbardi.

Il presidente del Consiglio provinciale di
Milano, Bruno Dapei, ha ricevuto oggi a Palazzo Isimbardi, assieme ai
capigruppo di maggioranza e opposizione, alcuni rappresentanti del
"Comitato per l'attuazione dei referendum sull'acqua bene comune".
Obiettivo dell'incontro, chiesto al presidente dai rappresentanti del
Comitato, quello di valutare con la Provincia un percorso per dare seguito
all'esito della consultazione referendaria di giugno.
Tre i punti su cui gli esponenti del Comitato hanno chiesto l'attenzione
del Consiglio: sollecitare l'iter di semplificazione del sistema di
gestione dell'acqua, con l'obiettivo a medio termine di superare la
divisione tra società patrimoniali e gestori, ripensare la messa a gara ai
privati del 40% delle azioni della società che eroga il servizio, prevista
dall'ATO con delibera del 2004, e approfondire quanto possibile per
unificare l'ATO di Milano e l'ATO provinciale, in vista di una gestione
"metropolitana" del servizio idrico.
Nel dare il benvenuto agli ospiti, il presidente Dapei  ha detto di
considerare quello di oggi "il primo passo per un rapporto e un dialogo
attivo con il Comitato", proponendo subito due momenti di approfondimento
politico: un confronto in Commissione Ambiente e una seduta consiliare
dedicata al tema. "La gestione del ciclo integrato dell'acqua – ha
detto il presidente – è un tema qualificante dell'attività delle
Province e va messa al centro dei ragionamenti sulla naturale evoluzione
verso la città metropolitana".

Milano. Il Seveso esonda. Il comune interviene tempestivamente.

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Il Seveso è tornato a colpire in zona 9 a Milano nella notte tra il 5 ed il 6 agosto. V.le Zara, via Budua sommersi dal fango e cantine allagate. Questa volta però sembra che il comune sia intervenuto in modo tempestivo grazie al vicesindaco Maria Grazia Guida ed all'assessore alla protezione civile Marco Granelli. Entrambi, insieme all'assessore all'ambiente ed ai trasporti, Pierfrancesco Maran, hanno coordinato le operazioni della polizia locale fino alle tre e mezza del mattino per poi riprendere alle 9.30 con AMSA. Lunedì inizierà un intervento di pulitura delle cantine delle case comunali di via Padre Monti, mentre martedì e mercoledì AMSA pulirà le vasche di laminazione, quelle in cui si accumula l'acqua della piena.

E' l'assessore stesso che ci informa tramite facebook. Marco Granelli scrive sul gruppo del Comitato Stop Esonda Seveso dove, naturalmente, si può anche commentare. L'assessore scrive:

"Sono Marco Granelli, assessore ala protezione civile. Per informare che il primo livello di allerta (quando il seveso raggiunge 1,48 metri) ci è stato inviato verso mezzanotte e dopo 27 minuti è avvenuta l'esondazione (quando il seveso supera 3 metri). La Polizia Locale era su posto da subito dopo mezzanotte, insieme ad AMSA, raggiunti poi da Protezione civile, Vigili del Fuoco e servizio idrico MM. I soggetti sono stati tutti avvertiti dal servizio protezione civile, con il primo livello di allerta. Io, insieme al comandante dei Vigili eravamo impegnati l servizio Colonne di San Lorenzo e siamo giunti sul posto verso le 1.20. Polizia locale ha impegnato nella notte 20 macchine e 60 persone, l'AMSA 17 mezzi dipuliture tre autospurghi, la protezione civile due mezzi 8 persone, MM servizio idrico una squadra."

Il link al gruppo per restare aggiornati e commentare sui lavori http://www.facebook.com/groups/125499524172429/

Si possono trovare informazioni anche sul sito del Comune di Milano http://www.comune.mi.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/sindaco/esondazione+seveso+-+6+agosto+2011

di Cinzia Bascetta

L’intervento di Basilio Rizzo sull’accordo di programma per l’Expo

Rizzo

“Signor Vice Sindaco, signori Assessori e Colleghi, non è stato facile per me decidere se e come intervenire.
La sorte non ci è stata benigna, il provvedimento che è all’attenzione del Consiglio, il primo di peso, non è spinto dal vento del cambiamento che ci ha portati fini qui, anzi è figlio dell’insopportabile bonaccia della continuità ed io sento il dovere di dirlo non contro la mia Giunta, ma per rispetto profondo nei confronti dei Milanesi che credono in essa.
Dirò di più: se ne facciano una ragione quanti sperano in spaccature insanabili fra noi, penso che farà bene alla nostra coalizione, che ne sia quasi indispensabile, che vi sia qui chi dice in modo determinato, sereno e unitario quello che pensano in molti.
Quest’Accordo di Programma è un provvedimento sbagliato sul quale non si può cambiare opinione.
Darò così anche testimonianza della buona politica, in cui credo profondamente, per cui si giudica ciò che viene proposto, non da chi lo propone e se è no, si deve dire «no».
In tanti anni, da tangentopoli in poi, ho imparato che non c’è causa buona che possa essere perseguita per strade sbagliate.
Non c’è fine virtuoso che giustifichi i mezzi perversi. Racconterò la storia di questo ADP e sarà il migliore dei miei argomenti per la scelta che ho fatto.
Lo dico per chi non c’era e perché nessuno possa dire domani: «Io non sapevo».
Parto dalla scelta del sito: siamo a cavallo tra il 2006 e il 2007. Il comitato Expo 2015 sceglie il sito e annota, quindi sono atti ufficiali, «Le aree sono azzonate nel vigente Piano Regolatore a verde agricolo compreso nei parchi pubblici urbani e territoriali».
Del comitato fanno parte: Regione, Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Fiera.
Nel sito le proprietà maggiori sono della Fondazione Fiera e del Gruppo Cabassi.
Solitamente, credo quasi sempre, per Expo le aree scelte sono di proprietà pubblica.
Noi facciamo diversamente. Fra chi sceglie vi è chi è proprietario della porzione maggiore del terreno, in ogni storia che conta in Italia il conflitto di interessi non manca mai.
Interviene a questo punto nella nostra storia un fatto che la condizionerà tutta, anche se non ne troverete traccia nella delibera che andremo a votare.
Dunque, il 28 giugno 2007 viene firmata una scrittura privata tra Comune di Milano, Fondazione Fiera e Belgioiosa S.r.l., (Cabassi), in cui i proprietari delle aree si impegnano a mettere a disposizione le aree, in cambio di un diritto edificatorio del 0,6 per il dopo l’Expo.
Aveva titolo qualcuno a promettere volumetrie per conto del Comune? Evidentemente no.
Le varianti le vota il Consiglio Comunale. E’ come promettere la vendita del Duomo.
Tuttavia quella scrittura privata pesa e come. Fondazione Fiera e il Gruppo Cabassi ritengono di tenere, come si usa dire a Milano, per le… il Comune e considerano acquisito il bottino dei diritti volumetrici.
Anche il BIE, che ci hanno detto un giorno sì e un giorno no, pronto a estrarre il cartellino rosso, si accontenta della scrittura privata.
In una risposta ad un’interrogazione l’assessore Masseroli assicura «L’accordo è stato ritenuto dal BIE “ampiamente sufficiente a dimostrare la disponibilità delle aree da parte dell’Amministrazione Comunale”».
È tuttavia noto che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
Il Consiglio Comunale finalmente investito di deliberare ciò che è di sua competenza, ancorché dopo tre mesi, «acquisizione delle aree e termine della variante urbanistica», cancella l’impegno sull’indice 0,6, dà un altro indirizzo per la variante, che non leggo per semplicità, e vota di acquisire il diritto di superficie.
Siamo, ricordo, nell’ottobre 2007, quasi quattro anni fa.
Il 31 marzo 2008 il BIE assegna l’Expo a Milano. Cominciano mesi tumultuosi, e abbastanza noti, in cui succede di tutto: litigi per le poltrone prima di Soge e poi di Expo, Stanca sostituisce Glisenti, Sala sostituisce Stanca, doppi stipendi, doppi incarichi, prima il progetto orto planetario è una meraviglia che tutto il mondo ci invidia, poi no, contrordine, gli orti sono la rovina di Expo perché nessuno verrebbe a Milano per vederli.
Avremo 24 milioni di spettatori, no, 20, no, meno ancora, ma non importa, non sarà il numero dei visitatori a dare il segno del successo.
La Moratti è contro Formigoni, Formigoni è contro la Moratti. La Lega «E noi qui cosa stiamo a fare?».
Tremonti chiude i finanziamenti, anzi, no, apre il portafoglio, interviene Berlusconi.
L’unica cosa che non va avanti è l’acquisizione delle aree, secondo quanto deciso dal Consiglio Comunale.
Solo ritardi? Solo inefficienze? Ogni tanto il Sindaco Moratti lancia l’allarme «Il BIE ci toglie l’Expo se…». Tensioni, drammatizzazioni, suspence, editoriali allarmati, e poi il classico viaggio a Parigi con ritorno trionfante: ce l’abbiamo fatta! E’ tutto a posto, il BIE è con noi. Anzi, è entusiasta».
Ovviamente il copione viene ripetuto più volte.
Naturalmente io confermo la mia convinzione: credere che i soloni del BIE, che vivono di Expo, ci tolgano l’Expo è come pensare che l’Associazione dei produttori di giocattoli possa volere abolire il Natale.
Ma torniamo alle aree. Mi sarei rivolto al consigliere Moratti, non c’è, glielo riferiranno.
Consigliere Moratti: quante lettere irrevocabili e incondizionate di messa a disposizione delle aree lei ha in tasca e ha portato a Parigi? Perché non le ha mai esercitate? Perché non le ha passate al Sindaco Pisapia perché le esercitasse? Perché da Sindaco non ha mai fatto applicare la delibera del 2007? Perché tanti anni persi? Forse è la paura di quella incauta scrittura privata?
Dimenticavo: la Fondazione Fiera aveva in quegli anni problemi di bilancio, la scelta della sua area era manna dal cielo.
Lei sì che non perde tempo. Poco conta che l’affare sia ancora in corso, l’area viene immediatamente rivalutata a bilancio, credo da 10 a 50 milioni di euro e il rischio dei conti del rosso nei conti sparisce, tanto l’affare si farà, c’è la scrittura privata e ci sono gli amici giusti.
Ecco perché qui stasera noi non votiamo un Accordo di Programma, o non solo, noi stasera garantiamo e legalizziamo la stangata che porterà da 21,5 milioni di euro, la stima è dell’Agenzia del Territorio, a oltre 120.000.000,00 di euro, sempre stima Agenzia del Territorio, ovviamente con gli indici volumetrici di cui stiamo discutendo.
Scrivere «0,52» allora non è un optional, è la linea del Piave che allinea il valore che si intende concedere a Fondazione Fiera e Cabassi per i loro terreni ex agricoli, li allinea alle stime dell’Agenzia del Territorio per il nuovo assetto e dunque costituisce una sorta di liberatoria, di sanatoria per Formigoni, Moratti, Masseroli, eccetera, per i ruoli svolti e gli atti compiuti o non compiuti in quella storia che ho per semplicità definito «La stangata».
I Milanesi devono sapere che noi stasera legittimiamo che 80/100.000.000,00 di denaro prevalentemente pubblico transitino, in modo non proprio virtuale, nelle casse di Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi.
E aggiungo che tutto ciò è stato colpevolmente consentito e forse anche scientificamente perseguito con la scelta del sito prima e con i ritardi per le aree poi.
Se aveste vinto le elezioni avreste chiuso in famiglia l’Accordo di Programma, (il patto dell’aprile 2001, su cui tornerò, ne è la riprova), ma l’acqua alla gola dell’essere a ridosso dell’Expo senza aree in mano va benissimo anche per mettere in un angolo il Sindaco PISAPIA: o così o niente Expo.
Con l’ineffabile dottor Loscertales, naturalmente in modo involontario, a fare da spalla.
Nessuno si accorge di tutto ciò? Quelli che sanno e che più che la casacca azzurra hanno indosso quella celeste, intesa come «del celeste», stanno zitti e aspettano che la partita Morat
ti-Formigoni prenda la piega giusta.
La Moratti avrà bisogno di aiuto in vista delle elezioni ed accetterà la linea dell’acquisto delle aree, poi, quando si sarà vinto ci sarà ciccia per tutti.
Il 10 marzo 2010, più di un anno fa, presento un’interrogazione in cui chiedo «Perché non avete ancora acquisito la disponibilità delle aree dopo oltre tre anni? Che cosa avete fin qui detto al BIE?».
E soprattutto mi scopro profetico senza essere profeta, infatti chiedo se non si ritiene che non avere ancora le aree a disposizione metta la parte Comune in una condizione di assoluta debolezza nei confronti dei proprietari delle aree.
Ma l’assessore Masseroli mi rassicura «La disponibilità delle aree potrà essere raggiunta con altri strumenti consentiti dalla Legge» ed è categorico «Non si ritiene che la posizione dell’Amministrazione Comunale possa risultare indebolita dalla mancata stipula dell’accordo in questione», quello del 2007. Servono commenti?
E veniamo all’Accordo di Programma dell’aprile 2011. Si legge nel testo «Il comitato per l’Accordo di Programma ha previsto la costituzione di una S.p.A. promossa da Regione Lombardia con Comune eccetera».
Nessuna meraviglia. Per chi ha una concezione proprietaria e autoritaria del proprio ruolo la cultura del rispetto delle Istituzioni è prossima allo zero.
Aveva titolo il Sindaco a costituire una società? Ovviamente no, è competente il Consiglio Comunale.
Il Consiglio era in carica, in quei giorni si è riunito ripetutamente credo 7 o 8 volte da fine marzo a fine aprile, perché non è stato investito del problema?
E il fatto che di lì a poco si sarebbero svolte le elezioni non contava nulla? Una fastidiosa formalità, neanche da pensare che possa vincere un altro, così nel dispregio più totale di ogni regola si va avanti.
La società non era ancora stata costituita, ma il comitato deciderà chi acquisirà le aree.
Anche qui: chi può deliberare l’acquisto? Il Consiglio Comunale.
Ma può un così insignificante dettaglio imporre uno stop? «Il Comune sono io» diceva qualcuno, «Via, via, si firmi, si firmi», e le leggo le firme «Moratti, Formigoni, Altitonante».
C’è però un piccolo intoppo, le elezioni le vince Pisapia e inizia un’altra storia.
Ora le aeree le può comprare, lo ha ricordato giustamente nell’introduzione il nostro Sindaco, una società Aerexpo partecipata dalla sola Regione Lombardia.
Ne riparleremo a settembre su questa vicenda della Newco, con una nuova delibera spero senza sconti e la Corte dei Conti ci ha già messo sull’avviso, come avrete letto tutti oggi sui giornali.
Quanto fin qui esposto, tutto documentabile in atti ufficiali, dovrebbe rendere del tutto ovvio un voto che sia di merito sull’Accordo di Programma: vota a favore il Centrodestra che ha imbastito tutto, e vota contro il Centrosinistra che l’ha combattuto nei suoi svariati passaggi.
E invece no, la politica ha le sue bizzarrie che tanto confondono e allontanano i cittadini da essa.
Accade ad esempio che chi ha scritto i documenti, anche quelli non divulgati, che ha sottoscritto patti ed accordi senza averne titolo, che ha attivato l’Agenzia del Territorio su un’ipotesi e poi ne ha scelta un’altra, che ignora quel che decide il Consiglio, ma ha un fitto carteggio con i proprietari delle aree, che sa cioè tutto e di più, accade che questo tale fa aleggiare nella nostra discussione uno spettro di una violenza contro il suo diritto democratico di avere tutta la documentazione, pretende di farsi spiegare da Assessori appena arrivati documenti che lui stesso ha sottoscritto.
Seduto su quella sedia farò di tutto per farvi avere ciò che chiedete, quando anche dovessimo cercarli nelle vostre scrivanie e nei vostri file.
Posso da qui dirvi che trovo tutto ciò non proprio edificante per voi per primi e anche un po’ comodo?
Per dirla tutta penso, Colleghi dell’Opposizione, ex Sindaco, ex Assessori, ex Consiglieri di Maggioranza, che, come dice il detto popolare, dovreste baciarvi i gomiti, ringraziare per il salvacondotto che vi si sta consegnando e abbassare i toni, perché vi conviene, non strepitare ed alzare la voce.
Prendete esempio dalla saggezza e dalla prudenza del soldato Vagliati che, tanto che per non sapere né leggere né scrivere, ha pensato di non partecipare, pure essendone membro, al Consiglio generale di Fondazione che il 15 aprile ha deliberato sulle aree Expo, e l’altra sera ci ha detto che non parteciperà neppure a questo voto.
Una casualità o un consiglio?
L’ultimo passaggio è per il Sindaco e la Giunta. La collega Sonego espliciterà il nostro «No» in sede di dichiarazione di voto, in esso non vi è né sfiducia per voi né presa di distanze dalla straordinaria avventura di governare Milano che i cittadini ci hanno affidato.
Abbiamo rispetto per il travaglio che anche voi sentite, condividiamo con voi la certificazione che questa sera si chiude la pagina dell’Expo targata Moratti e che da stasera, poiché l’impegno 2015 c’è, cercheremo di difendere il sogno di un’altra Expo.
Offriamo al nostro popolo la fermezza del «No» a quest’Accordo di Programma come garanzia che vigileremo perché siano evitate le conseguenze cementifricatrici che esso preannuncia, riproporremmo insieme il grande parco tematico, le funzioni pubbliche, le volumetrie ridotte, la fedeltà al tema originario del progetto, puntelleremo i paletti che abbiamo promesso ai Milanesi con l’ordine del giorno unitario.
La strada non è semplice, il partito degli affari e del cemento invocherà lo spirito e la lettera dell’Accordo di Programma, le volumetrie fissate e intoccabili, riproporrà le residenze libere e di lusso per far quadrare i conti, l’Expo adattata ai big-spenders dal turismo ricco alle corporations, si dovrà resistere e non sarà facile, ma siamo ben messi.
Se c’è una persona che per competenza, abilità professionale, condivisione della causa, può aiutarci a resistere all’assalto, questa persona è già tra noi, ha il cervello, il cuore, il volto del nostro Assessore all’urbanistica.
Abbiamo la presunzione di credere che nelle dure trattative non le sarà inutile la nostra posizione di questa sera, l’argomento di dovere tenere conto di un Consiglio Comunale in cui la stangata è stata svelata nei dettagli e di una Maggioranza che non ha nessuna intenzione di favorirla, ma servirà anche altro, servirà nei rapporti con il BIE far capire ai suoi vertici che la nuova Amministrazione è forte, autorevole e non incline alla genuflessione, che non sarà consentito loro di irridere né un nostro Assessore, né le intelligenze – faccio un nome per tutti Carlin Petrini – che sorreggono un’idea partecipata di Milano 2015.
Servirà a dimostrare che da Cascina Merlata all’uso degli indici volumetrici si faranno scelte ambientaliste, di tutela del territorio, di risposte sociali, di rispetto del voto popolare.
Servirà a dimostrare che chiederemo lavoro e lavoro sicuro e regolare.
Ho concluso.
Signor Sindaco, signori Assessori, per molti nostri concittadini e per le loro famiglie sono tempi difficili, anche per questo io non riesco proprio a rassegnarmi che uno dei primi provvedimenti della mia Giunta, liberi, ancorché subendolo per colpa di altri, un colossale trasferimento di risorse pubbliche a favore della rendita fondiaria e di un centro-simbolo del sistema di potere del Centrodestra e di uno dei suoi più potenti sottoinsiemi, e che questo avvenga mentre ci accingiamo a chiedere sacrifici a moltissimi Milanesi onesti che pagano le tasse.
Vi affidiamo l’indignazione nostra e di molti del popolo del vento che cambia come promemoria nelle scelte future.
Confidiamo, anzi sappiamo che ne farete buon uso”.

Expo 2015. Riflessioni sull’accordo di programma.

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In questi giorni leggiamo un mare di polemiche sull'expo. Molti si aspettavano una rinuncia da parte di Pisapia ma in realtà nemmeno in campagna elettorale aveva dichiarato di non voler fare l'expo. Bisognava rinunciarci prima. Ormai i giochi sono stati fatti. E' vero che Pisapia aveva dichiarato che per expo avrebbe preferito usare dei terreni già pubblici ma a quanto pare il BIE non è disposto a rivedere il progetto a questo punto, ed una rinuncia ad expo adesso, avrebbe comportato una penale di 300 milioni di euro. Chi li pagava? Le casse comunali hanno un buco di 160 milioni di euro. E' vero che i terreni ne costano 120 ma è anche vero che il prezzo corrisponde alla cifra stabilita da una commissione terza e, come dichiarato da Patrizia Quartieri, è lo stesso prezzo che il comune avrebbe pagato se i terreni fossero stati espropriati. Il problema è che Letizia Moratti a suo tempo, non ha valutato altre possibilità rispetto all'accordo fatto con Cabassi. Le offerte c'erano, come ha dichiarato Basilio Rizzo, ma è stato valutato solo quell'accordo, e l'accordo è stato presentato al BIE come garanzia della disponibilità di terreni e della possibilità di realizzare expo. Ora è tardi per tornare indietro quello che si può fare è cercare di mantenere un grande parco, di questo parlano i referendum milanesi, ed evitare l'edilizia libera sulle aree, infatti come ha ricordato, sempre Patrizia Quartieri, Milano non ha bisogno di edilizia libera. Tornando alle penali, non c'è solo il BIE, ci sono anche accordi già presi con partners internazionali. Insomma non tanto la figuraccia internazionale ma il danno economico che ormai ne deriverebbe sono i motivi per cui non si può rinunciare ad expo. Sull'indice volumetrico, fissato a 0.52 mi sorge una domanda: ma cosa ci sarà mai scritto nella scrittura privata tra Cabassi e la Moratti? Non ci sarà mica una penale anche su questo? Nel 2007 fecero una scrittura privata che parlava di comodato d'uso, le aree sarebbero state date al comune per expo e poi sarebbero tornate indietro edificabili. In seguito venne deciso di vendere 430 mila mq e dare in comodato d'uso i restanti 340 mila. Su quelli i Cabassi potranno edificare. Con gli oneri di urbanizzazione magari si risolleveranno un po' le casse comunali.

Quello che ne emerge è che spesso gli accordi vengono fatti prima e spesso anche i conti vengono fatti in base agli accordi già presi, lo ha chiarito Masseroli quando si parlava di PGT e metteva in guardia dall'apportare certe modifiche, facendo riferimento proprio ad accordi già presi ed alle conseguenti cause legali che il comune avrebbe dovuto affrontare. Questa maggioranza non poteva fare altrimenti e poi ricordiamo sempre che i veri poteri sono fuori da Palazzo Marino e che fermare il business è impossibile, me lo diceva un mio amico qualche tempo fa, lui sta facendo una dura lotta con il suo comitato in un'altra città, è un puro, un onesto ma è anche sveglio e l'ha capito anche lui, l'affare non lo fermi, se non è expo, è l'inceneritore, se non è l'inceneritore è la gronda o la TAV. Forse se fossimo in tanti, ma proprio tanti . . . e invece siamo sempre quattro gatti.

Ricordo che verrà istituita anche una commissione antimafia a Milano. Speriamo che contribuisca a frenare le speculazioni.

di Cinzia Bascetta

PGT MIlano. In Piazza San Fedele per chiedere l’abrogazione del piano.

Milano-dal-cielo

Oggi il Forum Metropolitano, che riunisce molti comitati cittadini e di cui anche l'Anticasta fa parte, ri ritroverà in Piazza San Fedele per raccogliere firme a supporto della richiesta di abrogare non solo l'approvazione del PGT ma anche l'adozione.

A febbraio scorso, il Piano di Governo del Territorio era stato approvato dalla maggioranza di centro-destra non tenendo conto delle oltre 4.000 osservazioni presentate dai cittadini. Le osservazioni erano state accorpate per tema e non per contenuto, in otto maxi gruppi. Ciò ne ha reso impossibile la discussione in consiglio comunale e a causa di questo è stato presentato da alcuni consiglieri, su iniziativa di Milly Moratti, un ricorso al T.A.R.

Ora la giunta Pisapia vorrebbe abrogare la fase di approvazione per poter discutere le osservazioni. Così facendo, però, il piano verrebbe solo un po' smussato e si rischia che alla fine l'impronta morattiana rimanga.

Ciò che preoccupa sono gli alti indici volumetrici, la perequazione delle volumetrie del parco sud e l'impostazione del piano che mente sempre tutto in discussione, avendo eliminato la destinazione d'uso e lasciando le decisioni in merito ai servizi ad un calcolo effettuato tra l'incrocio della domanda e dell'offerta. Di fatto, con la scusa della sussidiarietà, il piano morattiano, spalanca le porte ai privati, che saranno finanziati dal comune ma gestiranno i servizi. Una cosa come i soldi pubblici che vengono dati alle scuole private . . . Non vorremmo mai che ciò accadesse.

Il 14 luglio è una data simbolica, non solo per la presa della Bastiglia ma anche perché proprio in questa data, l'anno scorso nel pieno della notte, era stato adottato il PGT. Quest'anno, nello stesso giorno, il Forum Metropolitano, dopo aver presentato un documento alla giunta, raccoglierà le firme dei cittadini a sostegno. Chiediamo che il PGT venga rifatto seguendo le linee programmatiche della coalizione. Abbiamo votato Pisapia perché fosse il sindaco di tutti. L'assessore all'urbanistica De Cesaris si è già resa disponibile ad un incontro con la persona di Luigi Caprarella, architetto, uno dei massimi esperti in materia di PGT.

Vi spettiamo stasera in piazza San Fedele dalle 17 alle 22.

http://www.anticasta.org/2010/11/pgt-milano-le-nostre-osservazioni-al-piano-dei-servizi.html

http://www.anticasta.org/2011/02/pgt-milano-a-partita-iniziata-non-si-cambiano-le-regole.html

http://www.anticasta.org/2010/10/pgt-le-domande-le-facciamo-allassessore.html

http://www.anticasta.org/2010/07/un-furto-in-piena-notte-approvato-il-pgt.html

di Cinzia Bascetta 

Scie chimiche. Fanno male? E in che misura? Tentiamo qualche dato scientifico

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Pubblichiamo questa nota di Gian Paolo Cavallaro che affronta la questione scie chimiche in modo  molto equilibrato. Pensiamo che la questione andrebbe approfondita di più, sempre con la dovuta cautela ed attenzione. La foto in alto è stata scattata in piazza Duomo a Milano il 30 maggio scorso. Non ci sono aerei che decollano accanto al Duomo, e non c'erano incendi nella zona, quindi non si trattava sicuramente di un volo di linea, al massimo poteva essere l'aereo più pazzo del mondo . . . La nota che pubblichiamo è importante perché essendo le scie chimiche un fenomeno innegabile, è importante che se ne cominci a parlare. La nota non parla del Torio, elemento leggermente radioattivo, che alcuni sostengono essere stato individuato nelle scie e dei polimeri che tolgono l'umidità dall'aria (potrebbero provocare siccità). Speriamo di poter poi approfondire anche questo.

Nota:

Quando si parla di scie chimiche ci sono pareri estremamente contrastanti tra chi nega la loro esistenza e chi invece le pone come una catastrofe globale che potrebbe portare alla distruzione dell’umanità.

In questo panorama desolante di disinformazione, sia in un senso, sia nell’altro, manca uno straccio di procedura scientifica per definire soprattutto i reali danni che potrebbero provocare alla salute e soprattutto l’entità di questi.

Questo è dovuto al fatto che, come al solito , poiché la versione ufficiale nega tutto , quella alternativa non ha a disposizione la ricerca ufficiale , nè i fondi , nè le persone per studiarle. Accade pertanto che , forse, per attirare un po’ di più l’attenzione si finisce per  gonfiare la cosa. Anche perché ormai l’informazione è basata sul terrorismo :sia quella ufficiale, sia quella alternativa.

Io però ho cercato di dare una parvenza di scientificità, soprattutto sul discorso “danni alla salute” anche perché il rischio è che chi è più sveglio e ci crede  magari cade in depressione e gli viene un tumore per colpa di questa mentre a chi se ne  infischia non gli succede niente perché statisticamente fa più danni la depressione.

Veniamo al dunque: dire che le scie chimiche non esistano dopo aver guardato il cielo, aver visto decine di interrogazioni parlamentari in tutta l’Europa per queste, e aver trovato negli ortaggi sostanze che non possono prodursi in cielo se non per mano umana, è veramente ridicolo.

Detto ciò vediamo di che entità potrebbero essere i danni alla salute degli individui:

nelle scie chimiche sono presenti Sali di Bario, di Alluminio e, si presume, batteri e nanoparticelle.

Il Bario non è tossico in alcun modo all’organismo, quindi se è stato messo li’ vuol dire, quanto meno, che c’è una funzione diversa oltre a quella (se c’è) di fare danni alla salute.

L’Alluminio invece è tossico . Mi sono preoccupato personalmente di vedere quali potrebbero essere i danni arrecati su me stesso da parte dell’Alluminio. Esiste un test, chiamato bioscreening, che medici che stimo mi hanno riferito essere molto valido: questo test ti da una valutazione delle intolleranze alimentari, delle difficoltà ad assorbire determinate vitamine o oligoelementi, nonché un resoconto su eventuale eccesso di metalli pesanti nell’organismo. In pratica è un valido indicatore di quanto ci stanno facendo male le porcherie presenti negli alimenti o nell’aria che respiriamo.

Sia gli alimenti a cui sono intollerante, sia i metalli in eccesso vengono valutati secondo una scala di 5 livelli di gravità: alcuni alimenti tra cui formaggio, latte, vino bianco e soia sono a livello 4. Poi ce ne sono altri a livello 3 etc. Ci sono poi dei derivati della digestione delle proteine animali (carne) come l’indolo, a livello 3.

I metalli pesanti sono invece il Piombo, che si trova a livello 2 e l’Alluminio che si trova a livello 1.

Da questo test si dovrebbe arguire che, per lo meno su me stesso, sono molto più dannose le porcherie presenti negli alimenti piuttosto che le scie chimiche .

C’è inoltre un altro dato molto importante : tale test l’avevo già eseguito nel 2005. Rispetto a tale data non si rilevano significative variazioni per quanto riguarda l’intossicazione da Alluminio, già allora a livello 1.

E veniamo ai batteri: lavorando in un ospedale ho potuto notare un certo moderato aumento delle patologie infettive.  Ma è indubbio che a concorrere al loro aumento ci sia, oltre all’inquinamento generalizzato atmosferico e alimentare, anche il declino degli antibiotici, che sono meno efficaci di una volta, sia perché ne è stato fatto un abuso, sia perché le case farmaceutiche non spendono molto nella ricerca degli stessi, essendo farmaci che si assumono per brevi periodi.

Quindi è dubbio il potere delle irrorazioni anche in questo caso.

Peraltro mi avrebbero preoccupato maggiormente i metalli pesanti che possono provocare malattie alla distanza (cancro o m. di Alzhaimer), perché magari i loro effetti letali non si sono ancora manifestati in modo massiccio.  Gli agenti batterici hanno un effetto immediato o quasi e pertanto, in pratica, ciò che deve succedere sta già accedendo.

Tra le notizie “alternative” c’è quella , per esempio, che il batterio  variante dell’escherichiacoli  che sta mietendo vittime in tutta l’Europa sia piovuto dal cielo: è assai probabile che sia stato fatto in laboratorio, ma credo che sia molto meno dispendioso e sicuro dell’effetto se è stato messo direttamente nell’alimento (tanto sappiamo benissimo che con questa gente non esiste alcun controllo).

Ci sono poi nel web articoli che fanno terrorismo e disinformazione come uno , per esempio, che gira parecchio, che parla di due medici che, sottovoce, non vogliono far sentire ai pazienti che parlano di scie chimiche:  questa è un idiozia; peraltro posso dire che nell’ospedale dove lavoro io, su 200 medici non ce n’è uno che sappia cosa siano le scie chimiche.

Altri articoli dicono che la gente si sente male quando passano gli aerei che creano le scie: non so se sia vero , posso dire che , a Genova , nei giorni di irrorazione, non c’è un particolare incremento degli accessi in Pronto Soccorso dei 3 ospedali principali cittadini.

Non posso dire molto sulle nanoparticelle.

In definitiva credo che le scie chimiche, utilizzate per un fantomatico controllo climatico, che siamo sempre ansiosi di sapere nei dettagli di che cosa si tratterebbe, sia una fonte d’inquinamento dannosa, al pari di decine di altre.

Comunque sia, in ogni caso, in mancanza di altre armi a disposizione, antiossidanti in dosi massicce ti difendono da tutto; e per massicce non intendo quelli presenti negli integratori largamente pubblicizzati (dosi di mg) ma quelli contenuti negli integratori che stanno levando dal commercio (dosi di grammi).

di Gian Paolo Cavallaro

MoVimento 5 stelle: un pieno di voti inutili

Grillo piazzaduomo mi

Partiamo dal voto a Napoli, dove il MoVimento 5 stelle ha ottenuto un misero 1,37%, pur essendo il gruppo di Napoli, a detta di tutti, da Beppe Grillo agli ex grillini, oggi i più accaniti detrattori del MoVimento 5 stelle, il miglior gruppo d'Italia.

Non mi associo alla becera interpretazione di Grillo per cui il risultato sarebbe dovuto alla natura camorristica dei napoletani prigionieri del voto di scambio ed all'arretratezza della rete (http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas&feature=player_embedded), ma nemmeno alla dotta interpretazione che ne dà Vania Lucia Guaito nell'articolo Grillo si è fermato ad Eboli (http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/05_maggio/20/grillo_si_e_fermato_a_eboli,29695706.html?mod=frame&provid=14) per cui il MoVimento non soddisferebbe i bisogni primari del Sud ma solo quelli di autorealizzazione del ricco ed evoluto nord.

Il motivo è semplicemente che, stante il rifiuto di collaborare con i partiti, i voti dati al MoVimento sono voti inutili, anche perché a fronte dei continui attacchi dei grillini pure la eventuale buona volontà dei partiti di maggioranza di collaborare con loro verrà a mancare. Fra l'altro con il rischio di essere strumentalizzati dalle coalizioni di minoranza, situazione particolarmente imbarazzante quando all'opposizione saranno il Partito degli Affari e la Ditta Bossi&Figlio

E allora votare 5 stelle invece che non andare a votare servirà solo a garantirci qualche spettacolo folcloristico, come sempre Napoli mostra data l'alta percentuale di astenuti, non intercettata dal MoVimento 5 stelle.

Questo è ben chiaro nella testa degli elettori che quindi quando, come a Napoli, il voto è importante, ad esempio per decidere chi mandare al ballottaggio, ignorano il MoVimento che si estranea dalla lotta e partecipano allo scontro.

Il contrario invece a Bologna ed a Torino, dove i giochi erano già fatti con la vittoria della sinistra, al massimo si trattava di vedere se al primo od al secondo turno: lì allora si possono dare gli inutili voti in sovrappiù al MoVimento 5 stelle.

Si può pensare che questo sia sfuggito alla Casaleggio, un'azienda leader nel condizionare gli orientamenti delle persone? No di certo! E così si spiega l'assurda affermazione di Grillo in piazza Duomo, in controtendenza con i sondaggi e con il pensiero dei Milanesi: “La Moratti ha già vinto”!!!??? Si è trattato di un evidente tentativo di convincere i presenti che i giochi erano ormai fatti e quindi i loro voti potevano essere “sprecati” votando MoVimento.

Per di più i risultati del ballottaggio con il distacco di circa il 10% a favore di Pisapia, paragonato con il 3,5% circa dei voti grillini ha evidenziato ancor di più quanto questi voti siano ininfluenti.

Riusciranno i vari eletti ad uscire dal ghetto in cui Beppe Grillo li sta chiudendo o vi resteranno tranquilli, di tanto in tanto gridando le loro invettive comodamente seduti davanti al computer?

Nel secondo caso, pur se nati da poco, inizieranno presto a puzzare un po' di cadavere.

di Penta

ASTRONOMIA POLITICA – IL BUCO MARRONE

  Buco_marrone2

Il “buco nero” è senz'altro il più conosciuto degli strani fenomeni astronomici. Come dice Wikipedia: “si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso, dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie.”

Molto meno conosciuti, anzi direi sconosciuto ai più, è il concetto, per il momento solo teorico, dei “buchi bianchi”, l'esatto contrario dei buchi neri, vale a dire oggetti che emettono materia ed in cui la materia non può entrare.

Man mano che il colore del nome si schiarisce, dal nero al bianco, aumenta la materia emessa e diminuisce quella che vi entra.

Vorrei parlare quindi del “buco marrone”, molto simile al buco nero, ma un po' più chiaro e quindi con caratteristiche un poco attenuate, perché il concetto riveste particolare importanza nella politica italiana degli ultimi decenni.

Pur attirando, grazie alla sua massa, ogni sorta di schifezze al suo interno, [i Gasparri, i Larussa, gli Scilipoti,…] non riesce tuttavia ad attirare al suo interno tutto quanto lo circonda pur evidentemente avendo l'effetto di modificarlo.

Non solo, ma qualcosa riesce anche ad essere emesso: un tanfo insopportabile.

Si è discusso molto sull'origine dei buchi neri, e sembra che derivino dal collasso di stelle con particolari caratteristiche di massa oppure, per i buchi neri primordiali, dalla estrema densità della materia presente durante l'espansione iniziale dell'universo. Come già detto, invece, i buchi bianchi sono oggi solo delle ipotesi le cui caratteristiche derivano dalla soluzione di sistemi matematici.

Conosciuta invece è la genesi del buco marrone, il cui nucleo iniziale venne creato negli anni '80 da un incensurato, che, dopo aver assassinato il Partito Socialista, lo ha sostituito con un clone, che era in realtà un nuovo partito, il “Partito degli affari” che tanto successo avrebbe avuto nel panorama politico.

Liquidato Craxi il clone venne ereditato da Silvio Berlusconi, che lo ingrandì attirando al suo interno quella che un tempo era la destra e fagocitandola, ed acquistando così la massa necessaria a trasformarsi in un vero buco marrone.

Distrutta la destra attirò nella sua orbita gravitazionale la Lega, senza riuscire ad inglobarla [un buco marrone non ha la forza gravitazionale di un buco nero] ma trasformandola da partito anti-corruzione nell'industria di favole Bossi&Figlio, dedita anch'essa, come la Berlusconi&figli, agli affari di famiglia.

Ma anche la sinistra venne attratta dal buco marrone e, grazie a Rutelli, venne inaugurata la stagione della teoria dell'unpo'menismo. Questa straordinaria pensata [Rutelli probabilmente la elaborò grazie al gioco infantile “Indovina il numero dei fagioli nel contenitore: se uno dice 2.000 chi pensa che sia troppo dice 1999 per togliere spazio all'avversario] inaugurò la stagione dell'astensionismo. Infatti, visto che la gente che aveva a disposizione Berlusconi e Un po' meno Berlusconi o votava Berlusconi o non votava. Nacque allora il Partito Omeopatico della Sinistra, così detto perché la percentuale di cose di sinistra dette o fatte equivaleva in percentuale ai principi attivi di una soluzione omeopatica.

Avendo assorbito una decina di altre piccole realtà il buco marrone è arrivato ad una situazione di crisi a causa della criticità delle relazioni al suo interno che potrebbero portarlo ad una esplosione che sparerebbe nello spazio politico in cui il Partito degli Affari verrebbe ridotto e separato dalla destra e dalla lega non più bossiana.

A questo fenomeno non sarebbero estranee le vorticose rotazioni nella tomba di vecchi personaggi della destra, Almirante, Guareschi e molti altri a vedere quale schifezza viene oggi chiamata destra.

Perché ora, anche se viene chiamato centro-destra, il buco marrone non ha niente a che fare né col centro né con la destra, è solo il potenziamento del Partito degli Affari, affari con tutti, con i mercanti di voti del Vaticano, con i mercanti di petrolio e di tecnologie stranieri della Francia e della Libia e, soprattutto, viene da pensare, con quella che è la maggiore azienda del paese: la mafia dato il pieno di voti che fa regolarmente nelle sue due sedi principali, la Lombardia e la Sicilia.

Ci sarà l'esplosione? Forse a partire da Milano?

di Penta

 

Milano. Il centro-destra è alla frutta!

Lassini

A Milano dopo anni di governo del centro-destra prima con Albertini e negli ultimi 5 anni con la Moratti il centro-sinistra potrebbe vincere le elezioni e governare la città con Giuliano Pisapia.
Essendo Milano una fucina politica, perdere a Milano per il centro-destra e per Berlusconi sarebbe un duro colpo. La Moratti ha speso per la sua campagna elettorale 12 milioni di euro mentre Berlusconi si è speso in prima persona per sostenere la Moratti. Ma entrambe le strategie hanno fallito.

Ancora prima che iniziasse la campagna elettorale in città hanno iniziato a vedersi dei manifesti come quelli nella foto, sponsorizzati da una fantomatica "Associazione dalla parte della democrazia". Ricordavano i dazibao della propaganda maoista. Era in realtà l'inizio della campagna elettorale del centro-destra che poi si sarebbe svelata in tutto il suo splendore con i manifesti che accostavano BR a magistratura dell'ormai famoso Lassini.

Poi è arrivato il turno di Donna Letizia che per settimane ha riempito Milano di manifesti che magnificavano le sue opere per la città. A guardarli sembrava Madre Teresa di Calcutta. Letizia con gli anziani, Letizia con i bambini, Letizia con l'elmetto per i lavori della M5. Ecco perché in consiglio non c'era mai, era sui cantieri! Si vocifera anche che le foto fossero ritoccate con fotoshop. Si sa che oggigiorno l'immagine è tutto.

Durante la campagna vera e propria abbiamo ricevuto tutti a casa un libricino. Un bignamino su Donna Letizia. I cento progetti realizzati per Milano. Letizia si dimentica però di parlare delle consulenze d'oro che è stata condannata a risarcire. Non parla delle mamme nomadi che durante gli sgomberi dei campi effettuati dalla polizia chiedevano disperate "ora dove manderemo i nostri bambini a scuola?" vanificando così il lavoro delle associazioni per favorire l'inserimento di queste persone nella società. Come se il problema si risolvesse rimbalzandolo da una parte all'altra. Scrivere 'è previsto l'accompagnamento in percorsi di recupero' non significa che poi vengano stanziati fondi per questo. Il bignamino trasforma la tragedia di alcune famiglie senza dimora in lotta all'abusivismo. Parla di Housing Sociale quando invece si tratta solo di una piccola percentuale di edilizia convenzionata (sono due cose estremamente diverse). Non dice che non ha realizzato le piste ciclabili promesse nella scorsa campagna elettorale. Si vanta di ecopass e non dice che è indagata nell'ambito di un'inchiesta sull'inquinamento del territorio lombardo.
Proprio un bel tentativo di recuperare con l'arte della comunicazione cinque anni di mal governo della città.
Ora che hanno nettamente perso al ballottaggio, cosa escogiteranno?
Proprio oggi siamo venuti a conoscenza che un candidato del PDL sta facendo girare il seguente SMS
"Ti annuncio che toglieremo Ecopass ai milanesi!!! Gira la notizia ad amici, colleghi e vicini. Grazie"

La prima cosa che abbiamo pensato è stata: il centro-destra è proprio alla frutta.
Che non ricorrano anche a 'Più pilu pe' tutti'!?

Qualunquemente, è meglio votare Pisapia.

di Davide Granti e Cinzia Bascetta

Mattia Calise e il pericolo dietro al movimento 5 stelle

  Calise+casaleggio

 A Milano c'è un giovane candidato sindaco, appena ventenne, che raccoglie consensi tra le persone che, a ragione, sono stanche di questa politica. Una politica che spesso ci fa sentire presi in giro. E' comprensibile. Basta vedere cosa succede ogni giorno: il parlamento impegnato a risolvere i problemi di Berlusconi, la polizia che carica giovani indifesi, la Minetti alla Regione e forse presto in parlamento, gli appalti venduti alla 'ndrangheta in cambio di voti… ce n'è per tutti i gusti e siamo stufi.

Succede poi che un comico molto apprezzato cominci ad usare queste cose per suscitare la nostra indignazione e farci ridere allo stesso tempo. E' terapeutico prendere collettivamente in giro i politici, per terminare con un liberatorio “vaffa.” Ci allontana da quella sensazione di impotenza che ci accompagna ogni giorno ma è solo un'illusione se poi le parole non si tramutano in azione. Sembra quasi che sia tutto frutto di un attento studio.

E infatti scopriamo che Beppe Grillo non è che la facciata di un movimento che nasce nella mente di Gianroberto Casaleggio, sembra che sia sua anche l'idea dei Vday, ma chi è costui?

Un giorno, quando collaboravo alla campagna elettorale delle regionali in Lombardia per le 5 stelle, piena anch'io di tante speranze, ebbi l'onore di conoscerlo. Erano solo due mesi che partecipavo nel meetup e Vito Crimi (candidato alla presidenza della Regione per il movimento 5 stelle) mi mandò dallo staff di Beppe Grillo insieme ad altre due persone, le mie idee su cosa fosse questo staff non erano ancora chiare. Beppe Grillo aveva sempre parlato di 5 ragazzi… Ci rechiamo negli uffici della Casaleggio Associati a Milano, Gianroberto, dopo averci dato indicazioni sui temi che avrebbero dovuto affrontare i candidati nell'evento di piazza Duomo, si alza, si gira e se ne va senza neanche un grazie arrivederci. Quel giorno dissero anche una frase che mi colpì molto. Dissero che al tabellone luminoso in piazza Duomo avrebbero pensato loro, sapete quanto costa l'affitto di quel coso? La cosa mi colpì ma volevo ancora aggrapparmi alla speranza che con il movimento ci saremmo liberati della casta. Altre vicissitudini poi mi spinsero a cercare ulteriori informazioni e così un collegamento dopo l'altro è emersa la triste, amara verità.

La Casaleggio Associati è una società di strategie di Rete e marketing, gestisce il blog di Grillo, ne possiede i credits ed è anche la casa editrice dei suoi libri e video.

Ecco chi sono i “5 ragazzi” che il 22 gennaio 2004 fondano la Casaleggio Associati:

    Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg (gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia) )

    Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.

    Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.

    Enrico Sassoon, già Direttore Responsabile della rivista Affari Internazionali e membro dell’American Chamber of Commerce in Italia, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg.

             Davide Casaleggio

 

C'è poi anche Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meetup di Grillo a Milano. 

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti di Roberto Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa dove Casaleggio fa parte del CdA con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio), poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati.

Nel Gennaio 2005 parte il blog di Beppe Grillo.

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.

In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel.

Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.

L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.

Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

Gianroberto Casaleggio, l’uomo dietro Grillo, ha avuto rapporti con i Colaninno. E prima di lavorare in proprio è stato in una società controllata da Telecom Italia, la Webegg.

Nondimeno Grillo attacca Gnutti-Colaninno (Mr. 19.000 licenziamenti) e soprattutto Provera (prode skipper con l’hobby delle scatole cinesi…).

La share action che scopo ha? Beppe Grillo scrive al neo a.d. Bernabè che nel 2008 sarà pronto con la share action, ma a far che??? Non è un po’ strano che il suo editore sia così attaccato all’argomento Telecom?

La Casaleggio Associati ha numerosi partners tra cui la Bivings Group, nota per i clienti importanti, tra cui JP Morgan e Monsanto. La Monsanto dopo clamorosi fallimenti nel tentativo di spianare la strada all’ingresso degli OGM nel mercato si è affidata a Bivings Group con eccellenti risultati. La Bivings si è avvalsa di personaggi fasulli (fake persuaders), dipendenti della Bivings (smascherati!) che andavano nei forum e scrivevano messaggi ‘disinteressati’ a favore della Monsanto e contro ricercatori che avevano scritto un articolo su Nature in cui affermavano che il mais messicano di produzione locale era stato contaminato, da una distanza molto grande, da polline geneticamente modificato. Un macigno per i colossi del bio-tech che stavano cercando di convincere Messico, Brasile e Unione Europea ad abolire l’embargo sulle sementi OGM. I commenti di questi fake fecero RITRATTARE Nature (prima volta in 133 anni!), la quale scrisse che l’articolo non doveva essere pubblicato. Possibile??? Sì, questa è una tecnica di ‘marketing virale’: si inventano fake che scrivono cose volutamente tendenziose per influenzare la gente indecisa che si schiera dalla loro parte pensando che <<se più di una persona la pensa così allora sarà vero!>>. E così via in maniera esponenziale come una vera infezione di massa!

Fonte http://oriefeiro.wordpress.com/2008/01/27/dossier-beppe-g-parte-1/

Nel sito della Casaleggio Associati troviamo un video in cui lo stesso Gianroberto teorizza sul potere degli 'influencer'. Ogni azienda che si rispetti ne ha bisogno per piazzare i suoi prodotti sul mercato. Gli influencer altro non sono che i fake persuaders. Dobbiamo pensare che il blog di Beppe Grillo ed i meetup ne siano pieni? La mission della Casaleggio Associati è quella di creare correnti di pensiero ed orientamento.

In una riunione per la lista civica Milano a 5 stelle, Filippo Pittarello (che lavora per la Casaleggio Associati e segue Beppe nei suoi tour, nonché i contatti con i meetup) ha dichiarato che il candidato ideale avrebbe dovuto avere più soft skills che hard skills, cioè più attitudini che competenze. Una volta eletto, doveva essere bravo con internet per mandare tutto ad una 'squadra di esperti' che gli avrebbero detto cosa dire. Capite ora perché è stato scelto un ragazzino di 20 anni inesperto ma con tanta voglia di emergere? vedi video su youtube

E cosa dice Mattia Calise? Quello che dice Beppe, il grande influencer, ripetendolo come un mantra ipnotico (vedi teorie di Programmazione Neuro Linguistica).

Mattia Calise continua a ripetere che i partiti hanno fallito e che è il momento dei cittadini. Ma i partiti non sono degli strumenti costituzionali che servono ai cittadini? Addirittura Grillo è arrivato ad ipotizzare di cambiare la costituzione…

Perché tutto questo? 

E' chiaro si vuole distruggere un sistema per instaurarne un altro ben più pericoloso. Viene presentato come 'democrazia diretta' ma attenzione. I cittadini, senza più organi rappresentativi saranno tanti singoli (dividi et impera) magari tutti connessi (Wi Fi libero e gratuito) che voteranno in rete (?). Ed una società che si occupa di creare correnti di pensiero ed orientamento potrebbe fare affari d'oro con quelli che farebbero la coda per promuovere le leggi a loro più gradite!

Quindi, altro che risveglio delle coscienze! Questa è un'ipnosi collettiva che rievoca scenari da Grande Fratello.

Una cosa è chiara: a Casaleggio, dei nostri problemi non gliene importa un fico secco. Che considerazione può avere del prossimo una persona che nemmeno si degna di salutare prima di accomiatarsi?

Marketing, marketing e ancora marketing, anche in questo, la faccia giovane di Calise ne è un esempio.

P.S.

Calise è stato eletto democraticamente con il metodo Condorcet, che  non è stato applicato correttamente perché sono state considerate valide anche le schede in cui comparivano solo i nomi dei primi due, o di uno solo (bisognava mettere gli 8 candidati in ordine di preferenza…) in questo modo viene sballato il calcolo delle preferenze. Il metodo Condorcet è anche noto perché offre la possibilità, all'occorrenza, di ciurlare nel manico. Ma non solo sono state chiamate all'appello tutte le truppe cammellate il giorno prima, debitamente orientate. Inoltre stranamente, proprio in quei giorni, la mail del blog per la lista civica di Milano aveva problemi e così molti non sono stati avvisati….  

di Cinzia Bascetta

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