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Chinatown Milano una comunità che vuole contare

Cinesi 2013

 

Milano conta il maggior numero di immigrati cinesi residenti in Italia, sono quasi 30.000 il doppio di Roma e Prato. In questi anni abbiamo assistito alla crescita del loro business, apertura di nuovi ristoranti, sempre più grandi, sempre più curati nel design, acquisto di capannoni per la vendita all'ingrosso, importazioni di sempre maggior volume ed importanza. Da un negozietto di cellulari a importatori dei prodotti della TP-Link azienda che è diventata leader nel campo delle apparecchiature per il networking. Mentre la Cina cresceva, cresceva anche China Town. Le diverse associazioni di imprenditori e commercianti che ogni anno eleggono il loro presidente con una grande festa, ogni anno sempre più raffinata ed elegante, invitano il console e rappresentanti del comune, sono riuscite a coinvolgere persino la camera di commercio. Quest'anno a Milano si è svolto Expo. Una finanziaria cinese ha costruito un padiglione tutto per sé dal costo di milioni di euro. La Cina ha costruito il padiglione più grande. Oggi ho fatto due chiacchiere con un imprenditore cinese di Milano che conosco da diversi anni e non potevo non chiedergli spiegazioni per il voto a Sala. Il maggior numero degli spettacoli di Expo, mi ha raccontato, è stato organizzato dai cinesi, sono riusciti a portare star dalla Cina ed a coinvolgere anche star italiane come Maria Grazia Cucinotta. Hanno portato in visita dalla Cina 500 donne, insomma i cinesi di Milano si sono dati un gran da fare per Expo ed ogni volta si rapportavano con Sala. E' nato un feeling? Sembrerebbe di sì. I cinesi vogliono investire in Italia e vogliono buoni rapporti con l'amministrazione italiana. In Sala hanno visto un buon interlocutore, nessuno ha ricevuto denaro o promesse. I cinesi hanno pagato i due euro di tasca loro e sapete perché? Perché vogliono far vedere che contano, vogliono partecipare e contare qualcosa nella vita politica italiana poi con Sala se son rose fioriranno.

 

di Cinzia Bascetta

Autovelox a Milano per la sicurezza o per sanzionare il più possibile?

Comportamenti squadristi e fascisti in sostenitori della sinistra ma dove stiamo andando? 

 

Cinquanta velox

 Da qualche mese a Milano sono fioccate le multe per 7 nuovi autovelox che l'amministrazione PD-SEL ha posizionato in città. Lo scopo dell'autovelox dovrebbe essere quello di indurre gli automobilisti a rallentare, questo per una questione di sicurezza sulle strade, difatti le telecamere per legge devono essere visibili e segnalate. Ora però succede questo che a Milano ci sono molti cartelli che segnalano autovelox da anni ma non c'è mai stata una telecamera, metterle da un giorno all'altro senza una segnalazione aggiuntiva non mi sembra finalizzato alla sicurezza. Una di queste telecamere si trova su di un cavalcavia proprio all'uscita della tangenziale dove il limite è 110. Sul cavalcavia invece c'è il limite di 70. Si passa da stradone a stradone e per quanto si inizi a decelerare è difficile passare subito ai 70, direi che è quasi fisiologico senza bisogno di essere persone che corrono in auto, per di più in una strada in cui non ci sono attraversamenti pedonali né semafori e dunque non comporta un grave pericolo. Non per questo voglio sostenere che non sia giusto rispettare il limite, rispettarlo è giusto ma sanzionare in questo modo è troppo facile. Come dicevo, da anni era presente il cartello ma mai una telecamera e i milanesi si sono abituati a non dover badare troppo a pochi km in più oltre il limite, visto che non è pericoloso. Ma poi perché mettere i cartelli senza le telecamere? Si sa che le persone si abituano, si creano delle consuetudini e chi s'intende di sociologia sa bene che le consuetudini non si possono ignorare. Hanno persino un peso nei tribunali talvolta. Chi decide di piazzare una telecamera proprio lì mi vuol dire che non conosceva i milanesi? Un'amministrazione che vuole essere vicina ai cittadini non ne dovrebbe a mio parere approfittare, io mi sarei aspettata un bel cartello aggiuntivo come c'è sulla Ghisolfa dove sono anni che c'è un autovelox oppure come quello che hanno messo sulla via Fermi, probabilmente dopo lamentele. Invece lì non c'è, come mai? E poi perché non avvisare prima, visto che si arriva dalla tangenziale, raccomandando di rallentare perché di lì a pochissimo il limite scende nonostante lo stradone continui? Mi è venuto il lecito sospetto che la sicurezza dei cittadini non sia la ragione principale di questa mossa bensì era prioritario fare cassa. Mi risulta anche che nonostante il ministero lo abbia dichiarato irregolare, sulle multe compaia ancora la scritta che i termini di notifica decorrono dalla data in cui il verbalizzante ha accertato l'infrazione ovvero mesi dopo lo scatto dell'autovelox. Ma come si fa a pretendere il rigoroso rispetto delle regole quando per primi non lo si fa? Questo comportamento è proprio deludente per non dire ingannevole perché conta sul fatto che chi non è esperto non faccia ricorso anche se ne avrebbe diritto.

Gira voce che il comune si troverebbe in difficoltà economica per la gestione della nuova area metropolitana. Sappiamo che il governo ha fatto molti tagli ai comuni e non vorremmo che questo sia il modo di racimolare fondi, sanzionando persone tutt'altro che pericolose e tutt'altro che benestanti. Ma la sinistra non dovrebbe fare pagare a chi ha di più?

La scelta di mettere autovelox in strade urbane con limite a 50 dove i pedoni attraversano la strada come viale Famagosta ad esempio, è sicuramente utile e sensata. Peccato che la maggior parte dei sanzionati  siano stati sul cavalcavia del Ghisallo invece. Mettere autovelox non è sbagliato ma sempre con una segnaletica che tenga conto anche delle consuetudini dei cittadini e della particolarità del luogo, se si vuole essere vicini a loro.

Questo atteggiamento invece denota la profonda distanza che si è creata tra l'amministrazione e la città, distanza che ho potuto constatare anche sulla bacheca di un assessore di Milano dove ho osato scrivere il mio dissenso per questa scelta. Con mia grande sorpresa ho trovato un gruppo di cani da guardia, che commentano in molti post, i quali non hanno nessuna intenzione di ragionare e per difendere le scelte dell'amministrazione hanno cercato di far passare chi osava criticare per pazzo, tossico dipendente, del pdl, del 5 stelle, leghista, di destra e peggio che mai per un pericolo della strada, potenziale assassino che disprezza le regole con un atteggiamento squadrista che evoca scenari ben lontani dalla sinistra.

Ora se è questo che pensano dei propri elettori ne prendiamo atto ma non ci piace. C'è una frase che mi ha particolarmente infastidito da parte di questi accaniti sostenitori dell'assessore ed è questa:”se faticano ad arrivare a fine mese si mettano nelle condizioni di non superare alcun limite di velocità così non prendono le multe.” Sulle strade seguire tutti i cambiamenti di limiti con rigorosa precisione è quasi impossibile soprattutto in alcuni tratti in cui nel giro di pochi metri si passa da 90 a 50 e poi di nuovo a 90 quindi nessuno lo fa, magari rallenta ai 60 in quel tratto. Ma che significa? Che chi è povero è diverso dagli altri? Non mi sembra un pensiero di sinistra. E' come dire che le regole devono rispettarle solo i poveri mentre gli altri possono anche trasgredire tanto possono pagare. E' come dire chissenefrega se sei povero, anzi visto che lo sei, come ti sei permesso di comportarti come gli altri? Non lo sai che tu non puoi permettertelo?

Addirittura la claque dell'assessore è arrivata a sostenere che chi sorpassa a destra non è pericoloso come chi va a 76 sul cavalcavia perché sarebbe invece un disturbo colui che sta al centro e va piano "avendo la corsia di destra libera" così il sorpasso a destra sarebbe consentito. Queste affermazioni mi fanno rabbrividire perché la realtà dei fatti è che i frequenti sorpassi a destra che avvengono a Milano non avvengono certo perché quello a sinistra va troppo piano e non occupa la corsia di destra che sarebbe invece libera ma perché questi sciatori riescono ad infilarsi tra un'auto e l'altra facendo lo slalom tra quelli che osano tenere un minimo di distanza di sicurezza da quelli davanti e li sorpassano a destra tagliandogli la strada. La corsia di destra non è mai libera a Milano! E non si può proprio pensare che un automobilista che si trova sulla sinistra un po' dietro ad un altro che sta invece sulla destra e che sta tenendo un andatura un po' più veloce di lui tanto da superarlo presto si butti a destra solo perché in quell'istante si è creato uno spazio vuoto. Se si arriva al punto di difendere questi soggetti mi domando se i milanesi si debbano sentire al sicuro. E' triste che uno di sinistra  possa essere oggetto di squadrismo e linciaggio verbale in un ambiente che dovrebbe essere di sinistra, non sarà che ci siamo sbagliati?

Di seguito a dimostrazione alcuni commenti della claque dell'assessore che non si è degnato di commentare e nemmeno di rimuovere i commenti squadristi. Qualcuno avrebbe riconosciuto persone appartenenti ai comitati di sel.

 

     Poveri

Sorpasso destra

Destra

Insulti

 http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-12-01/autovelox-multe-notificate-entro-90-giorni-scatto-121245.shtml?uuid=ABi3FFKC

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_23/autovelox-verbali-annullare-giudice-pace-boccia-comune-9d5de7ba-8a74-11e4-9b75-4bce2f4b3eb9.shtml

Storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana “Tanto non controllano . . .”

  Legge

 

Vi racconto una storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana e consiglio a tutti di pensarci bene prima di rivolgersi ai tribunali.

A novembre 2011 compriamo 12 infissi da una società milanese che pubblicizza il prodotto come numero Uno sul mercato. Compriamo anche il portoncino blindato d'ingresso. Durante la consegna e posa si verificano vari problemi, misure sbagliate, chiavi sparite e serrature nuove prese a martellate per cambiare il cilindro, coprifili di colore diverso etc. . . Dobbiamo pagare gli ultimi 2.700 euro ma chiediamo prima le certificazioni di legge, che ci vengono mandate dopo molte insistenze e dopo la minaccia "te le mando solo dopo che mi hai pagato". Le certificazioni risultano non essere valide perché i test sono stati effettuati nel 2009 in base ad una legge  sostituita da nuova norma nel 2010. E quella del vetro è scritta in rumeno e senza nessuna intestazione. Nell'arco di quattro mesi mandiamo due raccomandate tramite legale, che documentano i numerosi vizi e difetti degli infissi, chiedendo dapprima un sopralluogo, lettera  a cui non abbiamo ricevuto nessuna risposta, e poi proponendo di usare i 2.700 euro per porre noi rimedio ai difetti più gravi come ad esempio sostituire i vetri delle porte-finestre non a norma antinfortunio che costituiscono un pericolo per chi abita la casa in particolar modo per i bambini. Ma la risposta è "vi facciamo decreto ingiuntivo"

Chiediamo allora un accertamento tecnico preventivo al tribunale di Busto Arsizio che ci viene concesso vista l'urgenza per il pericolo dei vetri. Gli altri difetti sono il progressivo cedimento delle ante a causa del fatto che il vetro è stato installato male per cui le portefinestre per essere aperte o chiuse necessitano che l'anta venga sollevata di peso. Le guarnizioni non tengono e non è stato isolato il montante inferiore con del silicone. Le portefinestre sono più corte del vano di apertura e lo spazio vuoto è stato riempito con schiuma. Lateralmente al portoncino blindato c'è uno spiffero talmente grande che si vede l'esterno . . . Risultato, una casa piena di spifferi e condense.

La società non si presenta all'udienza di ATP. La perizia accerta la presenza dei difetti per un danno di 3.400 euro. 

Intanto riceviamo il decreto ingiuntivo e facciamo opposizione. In udienza, a Milano,  dichiarano di non essersi presentati alla perizia perché avvisati troppo tardi per cui non hanno avuto sufficiente tempo per organizzare la difesa e portano a prova una sentenza di cassazione che riguarda tutt'altra fattispecie. La legge infatti dice che in caso di materia cautelare ovvero urgenza per la presenza di un pericolo, il giudice può agire nei tempi che ritiene opportuni e la parte citata altro non deve fare che presentarsi con un perito di parte ed esercitare il suo diritto di contraddittorio durante i rilievi peritali. Ma arriva il bello: il giudice di pace non legge nessun documento presentato, nemmeno la perizia e non capisce nulla.  No, la perizia la guarda di sfuggita e si permette di dire che i difetti contestati sono pretese da Quirinale!!!!!  Si fa l'idea che i difetti siano estetici e propone la pari e patta. Dopo che abbiamo speso 4.000 euro per la perizia? E 1.000 per l'opposizione al decreto ingiuntivo? E dopo che l'avevamo proposto un anno prima? Rifiutiamo. Propone di far sistemare a loro i danni. Cerchiamo di spiegare che non li ritenamo capaci e che avrebbero potuto già farlo e ci meritiamo un bel "con loro non si può ragionare". Le viene poi un'idea geniale: convocare l'architetto che ha svolto la perizia per chiedergli un'integrazione qualità-prezzo. Non solo, stabilisce anche che la controparte, portando un proprio perito, possa fare le sue osservazioni all'architetto. E con quale diritto, visto che non si è presentata alle udienze per l'ATP?

L'architetto, che viene disturbato per questa richiesta assurda fa notare che quando ci sono dei difetti oggettivi e gravi come la mancanza del rispetto delle norme, il rapporto qualità-prezzo non c'entra nulla e fornisce mille spiegazioni nonostante venga continuamente interrotto dall'avvocato della società di infissi che cerca di fare una grande confusione e ci riesce, perché il giudice non lo riporta mai all'ordine. Ma niente, il giudice continua a non capire e permette al titolare della società (perito di se stesso . . .?) di parlare ampiamente insieme al suo avvocato, non solo per fare osservazioni sui difetti delle finestre ma per dare a noi la colpa di questi, naturalmente in base a delle grosse menzogne, mentre quando noi cerchiamo di spiegare il perché le loro giustificazioni sono menzogne il giudice ci zittisce. Le mostro un pezzo di pvc della portafinestra che si è staccato a causa del cedimento dell'anta ma prima che possa parlare mi ordina di riprendermelo e mi rimprovera. Un trattamento al limite dei diritti umani. Il nostro perito di parte, presente in udienza, cerca di parlare ma viene zittito, ci riuscirà solo dopo un'ora circa quando il giudice ad un certo punto chiede "e lei chi è? . . .".

Il perito del tribunale spiega che gli infissi sono venduti per garantire un coefficiente di isolamento termico e che per questo lo stato riconosce anche un incentivo del 65% in detrazioni fiscali. Quindi non va bene che le loro finestre creino così tanti spifferi ma il giudice risponde "si vabbè ma tanto non controllano e l'incentivo lo danno lo stesso" . Dunque è giusto che noi stiamo al freddo? Ma ciò che è peggio. E' giusto truffare lo stato? Le finestre non sono a norma. Risposta del giudice "si vabbè" La società di infissi sostiene che i vetri non a norma li abbiamo voluti noi e convince il giudice che loro non hanno nessuna responsabilità. A nulla vale dire che le misure le hanno prese loro e le finestre le hanno posate loro e noi nulla capiamo delle sigle scritte sui preventivi no mi correggo non riusciamo a dirlo perché il giudice  arriva al punto di dire "volete che vi mandi fuori?" ed alla risposta "noi vogliamo giustizia" ci sbatte fuori e chiude la porta. Il nostro perito di parte ci prova a farle capire che sta sbagliando e quando lei afferma che tutto si può comprare/vendere lui le risponde "dunque anche la droga". Quindi ricapitolando fin qui. La società di infissi non si è presentata alla perizia perché sapeva di aver torto. Si è attaccata ad una scusa non avvallata dalla legge per dire che gli era stato negato il contraddittorio e che la perizia che gli dava torto non era valida, per cui a noi viene negato il diritto al rimborso della perizia, però può fare osservazioni al perito, spingendosi ad accusare noi per i difetti delle finestre senza che a noi venga permesso di difenderci.  A chi è stato negato un diritto? Il nostro avvocato ha avuto pochissime possibilità di parlare così come il nostro tecnico di parte e noi siamo stati cacciati fuori. Il giudice ha in fin dei conti affermato che il fatto che le finestre non fossero a norma è irrilevante, che è lecito truffare lo stato e che chi vende droga non ha nessuna colpa bensì ce l'ha chi la compra.

In questa zona franca al di fuori delle leggi a quanto pare, e non nell'aula di un tribunale,  il giudice continuava ad andare per la sua strada di chiedere un'integrazione qualità prezzo perché secondo lei le avevamo pagate poco e quindi potevano essere difettose e non a norma. Stava dunque chiedendo un'altra perizia con sopralluogo delle parti per stabilire la qualità prezzo.  Posto che i prezzi corrispondono ai prezzi di mercato il perito, resosi conto dell'assurdità della cosa e compreso che il giudice non solo non capiva ma non aveva la minima intenzione di farlo per pura presunzione, pensando che non ne saremmo usciti più ed avremmo continuato a spendere soldi dietro a delle richieste assurde, ha proposto una trattativa. Ci hanno dato 500 euro dopo averne spesi 6000 in via giudiziale e 750 in via stragiudiziale ed essere stati privati del diritto di difesa. Ma alla fine è stato penso il minore dei mali, almeno abbiamo finalmente, dopo 13 mesi dalla richiesta di ATP, il diritto di cambiare le finestre iniziando da quelle pericolose. Perché se qualcuno si fa male non è che gli possiamo dire "sì vabbè!"  

Intanto questa ditta continua a vendere i propri vetri non a norma antinfortunio ed a posarli in casa della gente, tanto il giudice ha detto che la responsabilità non è loro . . .

Rileggendo questa storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana che mi riguarda mi viene anche un po' da ridere e provo una certa pena per la miseria di queste persone che hanno perso molto più di qualche migliaia di euro. Mi riferisco all'onore ed all'intelligenza.

di Cinzia Bascetta

La sanità in Lombardia: l’eredità di Formigoni. Viva perché ad un’infermiera serviva la mia barella.

Ospedale

La mia storia è una storia di
malasanità grave che denuncia una situazione preoccupante in
Lombardia e non solo. Nonostante ci siano delle eccellenze la qualità
generale del personale medico è scarsa soprattutto nei pronto
soccorsi con i pericoli che ne conseguono per la vita delle persone.
Oggi io sono viva perché ad un'infermiera serviva la mia
barella.

A dicembre una ginecologa di Milano da
150 € a visita (ex Niguarda) mi diagnostica una cisti ovarica e mi
dice che io non potevo rimanere incinta in maniera naturale per un
valore ormonale basso (amh) e che sarei dovuta andare in un centro
d'infertilità per la PMA. Mi fa fare i marcatori tumorali e si fissa
che io ho l'endometriosi nonostante le analisi dicano di no. Per la
cisti vuole che aspetti due mesi, durante i quali secondo lei io
dovrei, testuali parole, SPEGNERMI ma io insisto per vederci chiaro
prima ed un mese dopo ottengo di fare una sonoisterografia alla
clinica convenzionata di città studi (ex Santa Rita) ma la collega
della mia dott.ssa si rifiuta di fare l'esame perché potrebbe essere
non una cisti ma una tuba mentre il primario dice endometriosi, chi
rilancia? Ad ogni modo mi dice ti do un'occhiata ma sbrigati che devo
andare (ma come? Non doveva farmi una sonoisterografia? Non era mica
cosa da 5 minuti) appena vede che mi fa un po' male con la sonda dice
subito, “no, no se senti dolore non facciamo l'eco devi fare una
laparoscopia.” Ma come? Questi nemmeno si prendono due minuti per
guardare e mi vogliono aprire? Prendo appuntamento alla asl di Genova
ma nel frattempo il 6 febbraio scopro di essere incinta (con esame
beta hcg). Ma come? Avevo già l'appuntamento per il centro
d'infertilità. Tempo record, la sera stessa forti dolori e piccole
perdite. Dopo due giorni le beta erano in calo e capisco che ho
abortito ma non perdo una goccia di sangue. Allora vado al P.S.
Galliera di Genova dove nel frattempo ero andata in attesa della
visita alla asl. Qui trovo un dottore che non mi mette proprio a mio agio, riferisco dell'aborto
lampo, dall'ecografia appare del liquido tra l'utero e la vescica ed
alla domanda ma dov'è finito il materiale? La risposta è “Non lo
so”. Richiede l'emocromo e le beta e dopo 5 ore di attesa con
codice bianco mi danno i risultati. Emoglobina bassa e beta in
diminuzione ma ancora positive. La dottoressa che nel frattempo è
entrata in turno non mette minimamente in discussione l'operato del
collega (poi verrò a sapere che pare che il collega sia il più bravo nelle ecografie) e mi dimette. Non ho nulla. Nessuno ha controllato le ovaia e
le tube e sul foglio del P.S. è anche specificato che nessuno mi
aveva visitata in precedenza. Mi dà il metthergin ed ho qualche
giorno di mestruazione. Il 13 febbraio faccio la visita
all'ambulatorio della asl di Genova e la dott.ssa vede chiaramente e
senza provocarmi nessun dolore la sactosalpinge destra mi dà una
terapia antibiotica ma il 22 febbraio chiamiamo l'ambulanza per forti
dolori addominali, dolori da svenire e da non potersi muovere
pensavamo ad una peritonite per via della tuba, i dolori erano
atroci, mi mettono sulla barella ed i due ragazzi del 118, non c'era
un dottore, una mi riprende tra le righe per non aver preso un
antidolorifico, l'altro mi dice che devo stare tranquilla quando io
urlo dal dolore per aver sbattuto la barella contro l'ambulanza.
Penso “ma chi li manda questi idioti” che non sanno nemmeno cos'è
una sactosalpinge anche se gli mostri l'ecografia. Arriviamo in P.S.
a Gallarate alle 12:04 con codice trasporto GIALLO. Qui mi lasciano sulla barella, da sola con una
telecamera, se avessi chiuso gli occhi come avrebbero fatto a capire
se stavo riposando od ero morta? Dopo un po' arrivano una dottoressa
ed un'infermiera credo, mi chiedono cos'ho, spiego della
sactosalpinge e dei dolori fortissimi, dico anche dell'aborto
spontaneo recente mi lasciano lì con codice VERDE. Alle 12:45 arriva
l'infermiera e dice “prendo la signora perché mi serve la barella”
e così mi porta a far la visita. Dico della recente gravidanza,
della tuba, dei dolori e delle recenti infezioni. Mi fanno un
prelievo e mi mandano a fare un'ecografia pelvica (non in
ginecologia) il dott. trova del liquido in addome fin sotto il fegato
ma ancora della tuba se ne fregano, intanto un'infermiera dice di
chiudermi la flebo per poi scoprire grazie ad un'altra che l'aveva
aperta completamente. Mi fanno una tac e continuano a spostarmi a
destra ed a sinistra su e giù dai piani con le infermiere che fanno
la faccia scocciata quando urlo dal dolore
. Mi infilano un catetere
nella vescica ed aspirano l'urina perché la flebo mi ha provocato un
globo vescicale. Finalmente dopo tre ore mi mandano in ginecologia
dove arrivo con shock emorragico acuto  per gravidanza extra-uterina con lacerazione della tuba destra.. Un'altra infermiera scema mi
guarda e mi dice devi scendere ed andare sul lettino. Dopo un po'
riesco a dirle cosa deve fare ossia abbassare la sponda, togliermi la
coperta, prendere le due flebo, il catetere ed aiutarmi. Si allertano
tutti, ginecologi, anestesista, la ginecologa chiama in P.S.
arrabbiata, dice che io sono trasparente e che non è possibile che
la mia emoglobina sia 10 inoltre che era passato troppo tempo dal
prelievo, cercano di farmene un altro ma non esce niente. Mi portano
di corsa in sala operatoria e mi fanno una laparoscopia. Il dott. G.
mi ha salvato la vita e mi ha detto poi che l'emoglobina era arrivata
a 5. Hanno dovuto farmi una trasfusione perché avevo perso un litro
e mezzo di sangue ed io sono qui a raccontarlo non perché in P.S. i
medici hanno ritenuto di fare subito un controllo ma perché ad un
certo punto l'infermiera ha pensato che prendendo me avrebbe liberato
in fretta la barella
che non so per cosa le servisse, forse per
qualcuno che si era slogato una caviglia. 

Vorrei
anche far notare che nel primo verbale del P.S. che hanno inserito
nella cartella clinica mancavano il codice di priorità, la modalità
di accesso ed il nome dell'operatore del triage, ho dovuto chiedere
di inserire il verbale
completo.
La cosa più triste è che la mia compagna di stanza che ha subito lo
stesso intervento dopo di me non è nemmeno passata dal P.S. ma è
stata accolta direttamente in reparto perché accompagnata da una
persona che lavora all'ospedale.
Che significa? Che per ricevere cure
di qualità bisogna essere amici o parenti dei dipendenti
dell'ospedale?

Milano non è meglio di Gallarate, nel
2011 vado in P.S. al Niguarda per una crisi di asma e dolori al petto
ed al braccio sinistro con tachicardia dopo aver assunto
Metronidazolo. I soliti idioti del 118 mi chiedono se ho preso
l'antibiotico a stomaco pieno e se soffro di gastrite e poi
continuano a chiedermi se il dolore al torace è persistente o va e
viene, sembra che la mia risposta “persistente” non gli piaccia e
che vogliano che io dia l'altra per accontentarli. In P.S
l'elettrocardiogramma a riposo è buono e mi lasciano due ore ad
ansimare su di una sedia finché non minaccio di andarmene. Avevo
capito che dovevo stare calma e dosare le energie per tenere a bada
il cuore, i respiri erano cortissimi, i polmoni non si aprivano del
tutto, solo ogni tanto riuscivo a tirare un respiro più profondo,
era tremendo, i pazienti mi guardavano preoccupati. La dott.ssa,
giovanissima, mi dice che soffro di attacchi di panico, perché le
allergie vengono con le bolle. L'infermiera, d'accordo con lei, vuole
darmi del valium dicendomi che è un farmaco naturale. Io li supplico
di darmi un antistaminico e me lo danno per placebo. Mi lasciano in
piedi ad aspettare il controllo mentre ansimo, ricorderò sempre quel
deficiente di infermiere dell'accettazione che mi passa accanto
mentre ansimo guardandomi malissimo perché secondo lui io li stavo
disturbando.
Dopo un'oretta torno a respirare, l'antistaminico aveva
funzionato. Scopro che le allergie vengono eccome con asma ed angina
sotto sforzo e che mi sono salvata perché ne so più dei medici del
P.S. Se questo non è grave. E se poi pensiamo che al Niguarda di
Milano ci sono medici che quando arrivi in P.S. per perdite durante
una gravidanza ti dicono che devi fare più l'amore con tuo marito,
direi che la situazione è disperata.

Questa
è l'eredità che la giunta Formigoni ci ha lasciato
,
una situazione disastrosa per quanto riguarda la scelta dei medici
negli ospedali e soprattutto nei P.S.
Nonostante
le mie segnalazioni per ora, solo il direttore generale dell'ospedale
Galliera di Genova mi ha proposto un incontro per chiarimenti sulla
vicenda.

Quindi mi rivolgo in particolar modo al presidente
Roberto
Maroni
che
oggi ha la responsabilità della salute degli abitanti della
Lombardia. Non devono più arrivare ragazzini incompetenti con il
118 o capetti arroganti, che pensano alla loro autorità piuttosto
che alla nostra salute. Non ci devono essere infermieri che non
credono ai pazienti sofferenti creando loro maggiori sofferenze o che
non sanno chiudere una flebo. Ma soprattutto ci vogliono medici
competenti, non amici di, non alle prime armi, non figli di, medici
in grado di capire se c'è un caso grave o no, non medici che non
sanno nemmeno come si può manifestare una crisi allergica. Se non
cambia davvero dovremo scappare dalla Lombardia, tra l'altro per
effettuare uno screening genetico completo per la predisposizione
alla trombofilia che non siano i tre esami di routine passati dal SSN
sono dovuta andare a Parma; e deve cambiare anche l'atteggiamento di
casta che hanno uno con l'altro coprendosi spesso a vicenda.


Demafizzare

gli ospedali significa anche far sì che gli incompetenti se ne
vadano a casa.

 

di Cinzia Bascetta

P.S.

L'incontro con il primario ed il direttore sanitario del Galliera di Genova presso l'ufficio Urp, che si prodiga per l'ascolto del malato, è stato veramente utile. Il primario dott. Gorlero ha voluto conoscere tutti i dettagli di cosa era successo per capire dove e perché avessero sbagliato (evidentemente gli preme che questo non accada), ha ascoltato con molta attenzione ed è stato l'unico in grado di ricostruire tecnicamente cosa è successo. A suo dire era molto difficile diagnosticare la gravidanza extra-uterina ma sicuramente doveva venire il sospetto di qualcosa di strano. Il 6 febbraio infatti, non ero incinta di un mese, bensì di due mesi (con beta 7.000) e dato che le fimbrie della sactosalpinge non possono risucchiare l'ovulo e per di più l'ovaia che aveva ovulato era la sinistra l'embrione è passato dalla tuba sin, poi in utero, dopodiché è stato risucchiato dalla tuba destra piena di sangue refluito dall'utero per poi impiantarsi lì e lacerare la tuba. Il dottore ci ha colpito molto perché ha dato molta importanza all'anamnesi di ogni singolo paziente piuttosto che a sterili statistiche. La prassi ormai sembra quella di fare le diagnosi in base alle statistiche dimenticando che se il 90% rientra in una casistica l'altro 10% differisce e qualcuno dovrà pur rientrare in quel 10, no? 

Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

Resoconto di un incontro…

Vita_di_paese_00013

Il 18 ottobre allo SMAU
di Milano
, dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

Tra le innovazioni per
cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

Tornando al convegno,
sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
"presepe" ovvero un quartiere con una panchina
intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
Farioli
, direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
BANCA.
Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
comuni.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
è solo tecnologica
, Cosenza, dice lui, ha un centro storico
bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
intelligenti.

di Cinzia Bascetta

Come si fa a revocare il consenso al trattamento dei dati a Tim se si è passati ad un altro gestore?

 

Avere un servizio clienti di qualità è molto importante perché è in base alla qualità di quest'ultimo che il cliente si fa un'immagine dell'azienda. Avete mai chiamato il 119? Bisogna essere molto fortunati perché capitano spesso operatori non proprio cortesi e piuttosto incompetenti. Infatti, per questo motivo, lo scorso giugno ho deciso di cambiare gestore. A quest'ultimo, non ho nemmeno dato il consenso a cedere i miei dati a terzi. Nonostante questo, negli ultimi due giorni ho ricevuto ben tre chiamate da Sky ed una proprio da TIM! Curioso che mi chiamassero per una proposta commerciale sul fisso ma d'altronde Tim è stata assorbita da Telecom e quindi in realtà era Telecom che deteneva i miei dati. Deteneva, perché avendo cambiato gestore non dovrebbe più averli ma forse non è così, dunque chiedo alla signorina cosa devo fare per revocare il consenso, a chi devo mandare un fax. Mi risponde: al 119. Chiedo se è anche un fax perché mi sembra strano e la risposta molto scocciata e spocchiosa è che questo l'ho detto io mentre lei mi ha detto di chiamare il 119 . . . Faccio notare che non essendo più cliente tim, la telefonata mi costa ma come
risposta ottengo che in pratica è un mio problema. Decido comunque di chiamare il 119 ma non mi va meglio. La signorina mi rimbalza dicendo che essendo passata ad altro gestore io per loro non esisto più, che loro non hanno più i miei dati a terminale. Inutile cercare di spiegarle che mi avevano chiamata poco prima per cercare di farmi un'offerta commerciale e che quindi presuppongo ci sia un database che loro usano per il marketing. Lei prosegue sulla sua linea fino a trattarmi come una stupida. Mi chiede il numero, lo inserisce, fa la scena anche di chiedermi il nome e poi mi dice sempre con una fastidiosissima spocchia: "ecco vede schermata nera, noi di lei non abbiamo più niente".  A questo punto le faccio notare che mi sta trattando come una stupida e la risposta è di una scortesia incredibile. La signorina ha la faccia tosta di dire "questo è quello che lei pensa di se stessa".  Di sicuro ho fatto bene a cambiare gestore, anche pagassi di più, che poi non è così perché è anche più conveniente. Telecom si comporta come se avesse ancora il monopolio ma per fortuna non è così. Chiamo ancora e questa volta parla mio marito che come prima risposta ottiene "impossibile, tim non dà i numeri in giro". Da farti cadere le braccia. Ma chi ha risposto? La portinaia del call center? Allora, la domanda è: non sono più cliente tim, come faccio a revocare il consenso al trattamento dei dati? Va a chiedere e torna con il numero del registro nazionale delle opposizioni ed aggiunge che comunicherà il numero al "caring" . . . Che cos'è il "caring?" Saranno mica quelli che ti chiamano per le offerte commerciali? Ma allora il database dà schermata nera o ce n'è un altro? La questione è molto fumosa ma una domanda nasce spontanea: Chi fa i colloqui al call center della tim? Il dott. Thomas? Eh sì, perché lavorano proprio col Q! Ma di sicuro non si può dire che la nostra soddisfazione sia il loro miglior premio.

di Cinzia Bascetta

Milano. Notizie dal comune dopo un anno di Pisapia

Www.patriziaquartieri.org

Da Patrizia Quartieri, consigliere comunale a Milano un piccolo resoconto sull'attività del comune dall'insediamento di Giuliano Pisapia.

A Milano stiamo un po'meglio perché:

basta vaschette di plastica nelle mense

edilizia scolastica manutenzione ordinaria e straordinaria

trasparenza e partecipazione per stabilire priorità

avvio risanamento Sogemi ristrutturazione alloggi sfitti nelle case popolari media di 20 al mese (prima solo 10)

avviata riqualificazione edilizia Umanitaria Via Solari 40

venduti in beneficenza i biglietti dell’amministrazione per la Prima alla Scala

attivazione rete notturna ATM

agevolazioni ATM per tutti gli under 26

gratuità abbonamenti ATM over 65 a basso reddito

DomenicAspasso … senza auto

Istituita Consulta per l’handicap

Riqualificato Cavalcavia Corvetto

E perché c’è Piazza Berlinguer ( !!!!!!!!)

Oltre, come già detto, AREA C, PGT revoca e approvazione

Tre nuove scuole in cantiere entro quest' anno (via Volga, via Rubattino, via Martinetti)

Aumento offerta abitativa: gia' ristrutturati due edifici vuoti e abbandonati(via Gonin e via Magolfa=50 appartamenti)

Revoca vertici ATM

Revoca Vertici Milano Ristorazione

Revoca vertici Fondazione scuole civiche

Abbattimento mostro Monlue'

Stop ai parcheggi Lavater , Buonarroti

Patrocinio al Gaypride

Adottata Convenzione ONU sulla disabilità

Giunta con 50% donne …… Insieme ad altro che mi farò venire in mente …….Insieme a tanto che ancora c'e' da fare.

SALUTE INQUINAMENTO E GOVERNO DEL TRAFFICO

Milano_inquinamento_1995

Milano, Palazzo Reale – piazza duomo14
11 Febbraio 2012

Organizzato da ISDE, International Society Doctors for the Environment, Comune di Milano, AMAT, Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio del Comune di Milano.

9.30 – Relazioni tecniche – Coordina gli interventi: Maria Berrini, Presidente AMAT, Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio del Comune di Milano

9,30. Metodi e strumenti per il monitoraggio della qualita’ dell’aria in Lombardia
      Guido Lanzani, ARPA Lombardia.

9,45. Profili verticali, sorgenti e composizione chimica dei Pmx nell'area urbana milanese. Ezio Bolzacchini, Dipartimento di Scienze Ambientali, Università di Milano Bicocca.

10,00. Il Black Carbon. Un indicatore della pericolosità delle polveri fini, un contributo alla valutazione di efficacia delle misure di contenimento del traffico. Giovanni Invernizzi, Società Italiana di Medicina Generale; La misurazione del Black Carbon a Milano.  Bruno Villavecchia, AMAT:

10,15. Inquinanti atmosferici e ambiente urbano: meccanismi d’azione, effetti e impatto sulla salute. Pier Alberto Bertazzi, Clinica del Lavoro L. Devoto, Università degli Studi & Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano.

10,30. Inquinamento atmosferico e salute dei bambini:cosa sapere e cosa fare. M.Letizia Rabbone. Pediatri per un mondo possibile, dell'Associazione culturale Pediatri.

11,00. La riduzione dell'inquinamento atmosferico. Una importante opportunità. Paolo          Crosignani, Fondazione IRCS Istituto Nazionale dei Tumori, Direttore UO Epidemiologia Ambientale.

11.30  – Tavola rotonda – Coordina gli interventi: Luca Carra, Scienza in rete

Pierfrancesco Maran, Assessore Mobilità e Ambiente del Comune di Milano: gli interventi in atto e previsti per la mobilità sostenibile

Ne discutono
Roberto Romizi, Presidente ISDE Milano. (International Society Doctors for the Environment ).
Pier Mannuccio Mannucci Direttore scientifico IRCCS Ca' Granda
Eugenio Comincini Sindaco di Cernusco sul Naviglio
Anna Gerometta, Associazione Genitori antismog
Damiano Di Simine,  Presidente Legambiente Lombardia

Invito al seminario sui temi del Forum Mondiale dell’acqua di Marsiglia

Pozzo

Dal 12 al 17 Marzo 2012  si svolgerà in Francia, a  Marsiglia,  la sesta edizione del Forum Mondiale dell’Acqua organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato presieduto e guidato dalle multinazionali dell’acqua che con questa edizione si propone di lanciare un pacchetto di soluzioni su come garantire il diritto all'acqua per tutti nel XXI secolo.

  
E' ormai consuetudine che i Movimenti internazionali impegnati nella difesa dell'acqua come diritto umano e come bene comune organizzino un Forum Mondiale Alternativo ( FAME) e quello di Marsiglia si svolgerà  dal 14 al 17 Marzo.
 
Il Comitato italiano per un Contratto Mondiale dell'acqua  che ha lanciato a Firenze nel 2003 il percorso dei Forum Alternativi ( FAME) e ha partecipato alla organizzazione dei successivi FAME, promuove a Milano in collaborazione con il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua (Gruppo Internazionale), Comitato Milanese Acquapubblica e molte altre ONG e associazioni, nei giorni 3 e 4 Febbraio un Seminario e un Convegno per favorire l'approfondimento dei temi che saranno affrontati nel Forum di Marsiglia.
 
In particolare il Seminario di  venerdì 3 Febbraio  consentità di  approfondire i  temi “Acqua, cibo, energia e cambiamenti climatici  ed è particolarmente rivolto alle ONG e associazioni che realizzano progetti e campagne su questi temi.
Il Convegno di sabato 4 febbraio  aperto al pubblico, consentirà di confrontrare le nostre posizioni come  Comitati e Movimenti dell'acqua con quelle delle istituzioni ( Aziende, Sindacati, Enti locali) che parteciperanno ai Forum di Marsiglia.
  
Ci auguriamo che questa occasione di approfondimento incontri il vostro interesse.  

Per faciliare l'organizzazione vi invitiamo a segnalare con una e-mail : a info@contrattoaacqua.it la  vostra partecipazione al Seminario e al Convegno

PGT Milano. Due risate per sdrammatizzare.

  Sconto

Questa simpatica poesia è stata scritta da un consigliere di zona 8. La nuova giunta ha annullato l'approvazione del Piano di Governo del Territorio della passata maggioranza in quanto era stato approvato senza tenere conto delle osservazioni dei cittadini. Il piano dovrebbe essere rivisto in base al documento d'indirizzo presentato durante la campagna elettorale da Pisapia e le osservazioni dei cittadini discusse. La perequazione è un tema scottante nel nuovo piano. Essa dà la possibilità di mettere volumetrie su zone agricole per poi trasferirle, vendendole, su zone urbane. Da qui scaturisce l'ironia di Luigi Caroli, attento osservatore della situazione.

20 DICEMBRE

ASSESSORA "MASSEROLI SCONTO DIECI"

AGLI INDICI DI CARLO UN RITOCCHINO? (Carlo è Masseroli, il ciellino inventore
GRIDA DI GIOIA VUOL DAL POPOLINO.    del PGT in corso di "moderata" revisione)

INSISTE A DIR: "QUATTRINI NON NE STANNO".
NON SA CHE DAR VOLUMI FA SOL DANNO?
NON CHIEDE SOLDI ALLE GENERALI.     (per CITYLIFE)
I CITTADINI NON SONO TUTTI UGUALI?
CHE SE LE COSE "GIUSTE" NON SI FANNO
AGGIUNGER NON SI FA CHE DANNO A DANNO.

DOPO TRE LUSTRI JANETTI SPOSTA UFFICI?  (vedi nota finale)
NON MUTAN PER GLI "AMICI" I BENEFICI.

PARLA E RIPARLA DI PREMIALITA'.  (per chi risparmia energia)
DAVVER LE MERITA CHI AFFLISSE LA CITTA'?
BASTA PER LEI METTERE I DOPPI VETRI.
POI S'ERGON PALAZZON SEMPRE PIU' TETRI.
PERCHE' SE I RISPARMI FACCIO QUA
ALZARSI IL DOPPIO UN ALTRO POTRA' LA'?

CUSTODIA DEL PAESAGGIO C'E' CHI INVOCA?
"C'E' GIA' LA COMMISSION". LA VOCE E' ROCA.
SONO GLI STESSI CHE NON VIDER SCEMPI.
IL DUBBIO E':"CHIAMARLI CIECHI O EMPI"?
A VILLA SCHEIBLER TENNE LA LEZIONE.  (alle Zone 7 e 8 il 12 dic.)
SE IN FALLO SON, FRA VOI C'E' TESTIMONE.
TRECENTO SON PROGETTI DA RIFARE.
DI FORMIGON COME RISTRUTTURARE
NON LO GRADI' CORTE COSTITUZIONALE:
"COSI' NON VA'. SON COSE FATTE MALE".

CAROLI LUIGI

L'arch. Giancarlo Bianchi Janetti, ciellino alla guida dello SPORTELLO UNICO
DELL'EDILIZIA, è stato il DOMINUS incontrastato del settore fino a giugno 2011.
Continua, dall'ufficio di ASSIMPREDIL – l'associazione dei costruttori –
a fare bello e cattivo tempo. Ha inventato la PREMIALITA' e ha suggerito la
Legge Regionale n. 12 del 2005 che ha provocato sconquassi nell'edilizia
lombarda. A favore di pochi (C.L.)