Archivi categoria: l’economia italiana

Prestiti scaduti.

Prestiti_scaduti

“Prestiti scaduti” è il titolo di
un giallo del greco Petros Markaris che come giallo vale molto poco.

Vale molto, invece, a presentare gli
effetti della crisi sulla società greca di qualche anno fa
(figuriamoci quale è l'effetto oggi).

Ne riporto un brano che a mio avviso
descrive la vera colpa delle banche, non certo il signoraggio o
altro, il passaggio dal dare prestiti che il cliente è in grado di
restituire a prestiti che il cliente non sarà mai in grado di
restituire, mentre sarà in grado di pagare interessi per sempre o di
restituire il prestito con un interesse esorbitante, ben al di là
del pattuito (una casa per poche migliaia di euro).

 

“Ascolta, signor commissario, tutti
quelli che come me si sono dopati per vincere delle medaglie e per
emergere sugli altri hanno pagato questo onore molto caro. Io ho
pagato con la salute, gli altri tre, che hai conosciuto, con il
disastro economico. Tutti abbiamo pagato, e ce lo siamo meritato. Era
giusto. Ma le banche a noi greci che cosa hanno fatto se non doparci?
Dalle carte di credito che ti mandano per posta senza averle
richieste, ai mutui ipotecari, ai prestiti al consumo, ai prestiti
per le vacanze e per i matrimoni che vengono concessi a tutti, fino
agli hedge founds e alle scommesse sulla bancarotta di una
nazione straniera che non ha fatto niente di male. Tutto questo che
cos'è se non doping? ………

Se noi abbiamo pagato con la rovina
nello sport, le vittime delle banche hanno pagato con la rovina delle
loro finanze. Hanno perso le case, non sono riusciti a ripagare i
debiti. Chi però ha fornito il doping, le banche, non solo non ha
pagato, ma è stato premiato. Le banche hanno ricevuto miliardi da
parte dei governi per continuare così. E' giusto che io che mi sono
dopato paghi e quelli che hanno dopato la società vengano premiati
con i soldi tuoi, con i miei? Tutte queste vittime inconsapevoli
credevano a quello che dicevano i loro governi: che le banche non
erano più delle tigri, ma erano diventate vegetariane.”

 

E questo è quello che accade nella
realtà: da un articolo di Valentin Katasonov relativo all'Islanda
(qui l'articolo completo
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12541)

 

…Il settore bancario divenne
nel giro di poco tempo il nucleo economico del paese. Iniziò a
divenir parte del sistema finanziario speculativo internazionale
attraendo investimenti dall’estero (essenzialmente di privati
cittadini inglesi, olandesi e tedeschi) grazie agli alti tassi di
interesse.

Il continuo ingresso di capitali esteri alimentò
una velocissima crescita creando l’illusione di un “miracolo
economico”. Si pensi che nel 2003 il settore bancario valeva il
200% del PIL e giunse al 900% nel 2007. La momentanea ricchezza
finanziaria, finché non giunse la crisi, permise effettivamente a
tutta la popolazione (320.000 abitanti) di godere di un diffuso
benessere. Si pensi che in quel periodo l’Islanda si presentava
come un paese occidentale estremamente ricco; nel 2007 le Nazioni
Unite la incoronavano come prima nazione al mondo per qualità di
vita e nelle aule universitarie i professori tenevano conferenze sul
“miracolo economico” islandese… “

 ed il commento di
un lettore:

La morale della favola è di una
semplicità disarmante: i capitali provenienti dall'estero sono come
la mela offerta dal viscido serpente ad Eva. Il frutto della libera
circolazione dei capitali è avvelenato, e la vittima è la
collettività incauta che ha spalancato le porte a questa tentazione,
godendone iniziali quanto fugaci vantaggi, presto trasformatisi in un
incubo debitorio collettivo.” 

di Storno

Euro o non Euro?

Euro

Non credo che ci appassionerebbe molto
discutere se è meglio o no rimettere il tappeto in una stanza perché
così possiamo scoparci sotto la polvere, ci sembrerebbe più sensato
pensare a come fare per avere una stanza senza polvere, sia che si
veda o che sia nascosta. Eppure di questi tempi il dibattito
economico si è incentrato esclusivamente proprio sulla scelta fra il
rimanere nell'euro o il ritornare alla lira, e gli economisti si sono
trasformati in tifosi da stadio insultandosi fra loro e magnificando
la propria squadra senza vederne alcun lato negativo:. Significativo
a tale proposito il video che ha fatto il giro della rete dello
scontro a Piazza Pulita fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin
[https://www.youtube.com/watch?v=dou18Mec9Rk&playnext=1&list=PLiQIVn97oFi5vHMoRog7vJA_ZA-fVnHlI&feature=results_video
a partire dal minuto7] dove una prende il picco di svalutazione
rispetto all'ECU e l'altro la svalutazione media rispetto al dollaro.

Sin dall'inizio si è detto che con la
sua introduzione si sollevava il tappeto, sotto cui si nascondeva
l'inadeguatezza del nostro paese ad affrontare il mercato e che
questo avrebbe costretto il governo a prendere i provvedimenti
necessari, cioè i padroni di casa a provvedere al necessario per le
pulizie.

E così, dopo dieci anni di governi
legaberlusconiani più qualche spicciolo di altri, dove si è fatto
di tutto perché le persone alzassero gli occhi al cielo e non
guardassero il pavimento oggi si è accumulata tanta di quella
polvere che rimettere il tappeto potrebbe non bastare per
nasconderla.

 

Ma su cosa allora vale la pena di
dibattere? Svanita ormai (almeno si spera) l'illusione della
crescita, grazie all'analisi di parametri quali l'impronta ecologica
dal punto di vista teorico, e sperimentalmente dall'analisi
dell'andamento dell'economia negli ultimi anni, sarebbe bene
concentrarsi sulla scelta fra le due restanti alternative: Decrescita
Infelice (non per tutti) o decrescita Felice.

La Decrescita Infelice è l'unica
alternativa che hanno a disposizione gli animali: quando le risorse
dell'ambiente dove vivono diminuiscono, i più forti continuano a
mangiare come prima, i più deboli muoiono; se ciò non basta i più
forti invadono i territori dei vicini, e se non basta ancora si
emigra, se infine tutto ciò non è sufficiente, avviene
l'estinzione.

E' tutto quello che ha fatto finora
l'uomo: i più deboli sono morti di denutrizione o, come sta
avvenendo oggi, si suicidano, le guerre predatorie del colonialismo,
lo sterminio degli indiani d'America nel passato, l'aggressione oggi
ai palestinesi,gli emigranti italiani nel passato ed i migranti verso
l'Italia oggi, sono tutte forme di decrescita infelice, sia per i
vincitori che per i vinti (come già detto non per tutti).

Ma la miglior descrizione degli effetti
futuri della Decrescita Infelice è contenuta nel video “Gaia, il
futuro della politica”

http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.php.
Anche se per condividere l'ottimistico finale (si fa per dire, visto
la riduzione della popolazione mondiale a circa un decimo), vale a
dire una democrazia diretta mondiale basata sulla rete, viste le
attuali situazioni, dobbiamo non pensare a chi gestirebbe la rete.

L'uomo, però, essendo dotato di
intelligenza e cultura, ha la possibilità di trovare strategie
alternative, quale appunto è la Decrescita Felice, per tener pulita
la casa senza eliminare la maggior parte di coloro che ci abitano.

Difficile sintetizzare un concetto
complesso in poche parole, si corre sempre il rischio di
travisamento, come tentativo si potrebbe dire che si tratta di una
decrescita controllata e non lasciata libera a sé stessa dove la
“felicità” data dal consumo viene sostituita da quella data
dalle relazioni sociali. La conseguenza non è un rifiuto della
tecnologia, è il rifiuto del PIL come parametro di “felicità”
dei cittadini, è l'invito all'incremento dell'autoproduzione, al
risparmio energetico, al dono,…tutte attività che riducono la
quantità di lavoro salariato, a favore di quello non salariato, e
dell'incremento della cultura.

Per approfondire il vero significato
della Decrescita Felice rimando al sito del Movimento per la
Decrescita Felice, fondato da Maurizio Pallante.
http://decrescitafelice.it/

.

 di Penta

Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

Resoconto di un incontro…

Vita_di_paese_00013

Il 18 ottobre allo SMAU
di Milano
, dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

Tra le innovazioni per
cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

Tornando al convegno,
sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
"presepe" ovvero un quartiere con una panchina
intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
Farioli
, direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
BANCA.
Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
comuni.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
è solo tecnologica
, Cosenza, dice lui, ha un centro storico
bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
intelligenti.

di Cinzia Bascetta

Un monito o un “segnale pericolosissimo” ?

Stato pontificio

BAGNASCO, il presidente della CEI, compare sui gornali italiani dopo che da diversi giorni gli stessi quotidiani pubblicavano articoli titolati: "Il silenzio della chiesa", "La chiesa non si pronuncia" e altre amenità……

BAGNASCO, dunque, ha risposto alla invocazione "forte" che gli proveniva dalla stampa cosiddetta "ufficiale".

Questa è  la cronaca degli eventi degli ultimi sette giorni.

La moltitudine degli italiani, educati da sempre alla accettazione dei "dettati" di stampo manicheo, può oggi vedere in BAGNASCO l'essere umano buono, onesto, efficente, dedito alla stretta osservanza della "morale condivisa".

Nello stesso momento la moltitudine degli italiani vedrà in BERLUSCONI l'essere umano cattivo, disonesto, confusionario, amorale.

Significa dunque che la chiesa, ora più che mai, risulta determinante per il futuro dell'Italia.

Sarà dunque la rivincita sull'appena rievocato 20 settembre 1870, in cui le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, sancendo così l'unificazione del Paese e la fine del potere temporale dei Papi.

Significa anche la ripresa determinante della guida politica di questo disastrato e traballante agglomerato sociale falsamente definito "Nazione" per troppi decenni.

Un altro 20 settembre (del 1378) è sempre presente a ricordare , l'elezione a papa del Roberto di Ginevra, che prese il nome di Clemente VII. La decisione di eleggere un nuovo papa era motivata dal fatto che i cardinali consideravano invalida l'elezione di Urbano VI, visto che si era svolta sotto la minaccia di violenza da parte del popolo (forse un "approccio" di DEMOCRAZIA !!??) e quindi non era stata del tutto libera e indipendente ( il "popolo" che si interessa della chiesa !!)  Rispetto ai conflitti d'autorità del passato, che pure avevano dilaniato più volte la chiesa, la rottura del 1378 presentava aspetti molto più gravi e preoccupanti. Non si trattava di papi e antipapi nominati da fazioni rivali, ma di pontefici eletti in piena legittimità da coloro che soli ne avevano il potere: i cardinali, non certo il popolo !

L'espressione potere temporale (falsamente cessato il 20 settembre 1870) attiene al periodo storico in cui il papa era anche sovrano dello Stato Pontificio. La parola "temporale", ovverosia il potere su tutto ciò che è temporaneo e destinato a finire, si intende in opposizione a "spirituale", intendendo che il Papa non esercitava soltanto un'autorità su ciò che è religioso e che riguarda lo spirito e l'anima (potere spirituale), ma anche in campo civile.

Questa convergenza di ruoli portò talvolta a situazioni paradossali, in cui il Papa nella sua qualità di sovrano conduceva guerre contro altri stati usando anche "armi" religiose come la scomunica e l'interdetto.

Oggi BAGNASCO, in rappresentanza di coloro che "possono" dettare norme di comportamento ( i cardinali), scomunica il presidente del consiglio di quello stato italiano che, finalmente si comprende oggi, altro non è che il "NUOVO STATO PONTIFICIO"……………………………………..vado a bermi un buon caffè, dopo la "rivelazione" piena e sostanziale !

BERLUSCONI E', COME SEMPRE, L'UTILE IDIOTA GIA' VISTO IN DIVERSE SITUAZIONI DAL 1993 IN POI…………

di Andrea Pescino

fonte http://www.facebook.com/notes/andrea-pescino/un-monito-o-un-segnale-pericolosissimo-/276577255700016?notif_t=note_reply

Per fare un uomo ci voglion vent’anni…

Roulette1

Per fare un uomo ci voglion vent’anni,

per fare un bimbo un’ora d’amore,

per una vita migliaia di ore,

per il dolore è abbastanza un minuto,

per il dolore è abbastanza un minuto…

(Francesco Guccini)

Il tempo per gli uomini è lento,è più lento della vita di un uomo. Per avere l’ombra di una quercia che abbiamo piantato ci vuole tutta la nostra vita. Per accumulare ricchezza ci vuole una vita di lavoro,per essere un buon professionista anni di dedizione.

Oppure c’è sempre la rapina. Si può diventare ricchi rapidamente,basta rubare agli altri.

L’importante è non farsi prendere o rendere legale la rapina.

Dagli anni ’80 molti “liberali” si accorsero che per diventare ricchi ci si metteva troppo,anche se era nell’economia capitalista americana,i tempi erano lenti. Troppo lenti.

Quindi fu proposta con insistenza una legalizzazione,o meglio,l’impunibilità della rapina.

Il meccanismo per generare ricchezza rapidamente non si basava sul prelievo di un’unica somma grande ma nel drenaggio di piccole somme costantemente. Per farlo era però necessario avere a disposizioni grosse masse di denaro,dove il prelievo non fosse mai vistoso. Masse di denaro accumulate da altri in decenni di lavoro dovevano essere disponibili per far arricchire in pochissimo tempo i rampanti yuppies. Fondi pensione,risparmi,ma anche capitali aziendali,di associazioni e anche delle chiese vennero via via assorbiti in un nuovo sistema economico,dove il fine ultimo era il dirottamento di fondi,di capitali a nuovi personaggi che li avrebbero usati finalmente quali nuovi nababbi. L’obiettivo non era più quello liberale della fine del ’700,della borghesia attenta dell’800 e neppure dei grandi capitalisti industriali della prima parte del ’900. Non c’era bisogno di creare nuova ricchezza col frutto del lavoro,della trasformazione di beni semplici in altri più complessi,ma la semplice sottrazione di ricchezze già disponibili. Nessun capitale fu trascurato in un crescendo di coinvolgimento,piccole,medie e grandi ricchezze finirono in un immenso tesoro dove piccole e insignificante percentuali corrispondevano a ricchezze immense. Al saccheggio,dopo gli speculatori di borsa,si aggiunsero i banchieri,i manager industriali e i politici. Coloro che dovevano impedire lo sciacallaggio divennero i principali artefici dello sviluppo del sistema. I politici di ogni schieramento e partito politico,di quasi tutti i paesi del mondo,con qualsiasi sistema di governo divennero fautori del nuovo sistema. Un immenso flusso di denaro che si rincorre lasciando sul suo percorso una parte sempre maggiore della sua ricchezza. Un flusso che arriva alla fine senza risorse e che distruggerà tutta l’economia mondiale.

Infatti per fare questo gioco ciascuno deve prima comprare le fiche dal banco,deve trasformare qualsiasi ricchezza in soldi da poter giocare sul tavolo mondiale. Foreste amazzoniche,fabbriche storiche,palazzi,i servizi pubblici,compresa l’acqua,le strade. Tutto è in vendita per avere contanti da buttare sul piatto,sempre nella speranza di vincere e quindi oltre a recuperare tutto anche vivere per sempre senza più problemi. I giocatori compulsivi dell’economia sono sempre alla ricerca del colpo grosso,dell’affare sicuro. Ma i soldi non bastano mai,e anche quando vincono abbastanza non smettono. Il materasso al banco dei pegni come nella Napoli del lotto,impegnato al mattino per avere i soldi da giocare con la speranza di averne alla sera molti di più e comunque a sufficienza per riscattarlo.

E quando iniziarono i segni di crisi del sistema,vennero escogitati nuovi artifici per accaparrarsi nuovi capitali. Le squadre di calcio quotate in borsa per esempio. Come mai un giocatore di calcio può guadagnare come 100.000 lavoratori normali? Cosa produce? Come accresce l’economia facendo gol? Il punto è un altro,il calciatore deve costare tanto ma solo per poter giustificare l’ennesima raccolta di capitali per foraggiare “aziende” totalmente improduttive. Per confondere un po’i mercati si parla di investimenti pubblicitari nello sport,anche se non c’è nessuna correlazione verificabile del ritorno di tali investimenti. E talmente falso il sistema che ciascun manager non investe in pubblicità secondo logiche di mercato ma secondo la propria simpatia o passione per uno sport. L’American Cup,la F1,il calcio,sono tutti funzionali al gioco grande di accaparrarsi più soldi possibile,per quello hanno “costi” sempre crescenti,perché la distrazione di fondi a favore delle persone intorno a questi eventi non bastano mai. Sono personaggi che si conoscono appena,che giocano nell’ombra e solo qualche volta,come nel caso di Moggi,esagerano. Sono l’equivalente degli yuppies della borsa,dei manager delle multinazionali,dei banchieri. Sono funzionali al sistema di raccolta e sperpero dei capitali. Perché non si può ammortizzare lo spreco di un costo di un calciatore,il calciatore non è una macchina che ridarà indietro il capitale investito. Verrà ceduto ad un’altra squadra piangendo per i soldi perduti,lacrime di coccodrillo sui soldi di altri. Il Milan addirittura aveva panchine lunghissime,giocatori messi in attesa per pompare soldi in club diversi. Dato che i calciatori non sono schiavi,l’acquisto e la vendita di calciatori sono solo transazioni per spostare soldi e,ad ogni passaggio,ridurli a favore di banche,avvocati,procuratori e sciacalli vari.

E mentre ci vogliono centinaia d’anni ad una foresta amazzonica per assumere un valore in legname tangibile,bastano un paio di gol ad un calciatore per avere lo stesso valore.

E così che anni di studio,anni di pratica medica necessari per fare un buon dottore non sono più confrontabili con chi viene pagato molto di più per stare chiuso in una casa a parlare dei fatti suoi ripreso dal grande fratello. Ma mentre sono tutti presi dalle inutili discussioni,non si accorgono che ogni sms mandato per scegliere un Tizio o un Caio vanno a rimpolpare le casse del gioco grande. Giocando da casa molti sperano di vincere anche loro,diventare finalmente alla pari degli altri “vincenti”.

Ma nel gioco ci sono finiti anche le nazioni. Non bastava tutta l’economia privata,non bastavano più le ricchezza dei paesi dell’Est,il lavoro delle tigri asiatiche. Il sistema aveva bisogno di nuovi capitali,e chi meglio degli stati con i loro gettiti delle imposte poteva apportarli. E’stato sufficiente trasformare i politici in “manager del sistema pubblico”. I ministri più importanti sono diventati quelli dell’economia. Ministeri come gli interni,la scuola,la cultura,l’esercito,una volta centrali nella politica di un paese sono diventati piccoli ed insignificanti incarichi amministrativi. L’incarico dei nuovi ministri dell’economia e quello di sottrarre capitali da poter giocare nel grande gioco mondiale. Prima i patrimoni accumulati in generazioni,poi le proprietà pubbliche,infine il gettito corrente,tutto è finito sul tavolo,nella speranza del colpo grosso nella roulette mondiale.

Nemmeno la Chiesa è rimasta fuori dal gioco. Marcinkus l’ha fatta giocare da subito e alla grande. La grande macchina della Chiesa ha iniziato a rastrellare tutto quello che poteva. Una struttura immobile per valori e sistema di pensiero sulla vita e sulla morte è diventata velocissima con la sua banca Vaticana in territorio fuori controllo e sotto la copertura di obiettivi umanitari. Ma neppure i sacramenti ed i conventi erano più adeguati. Le nuove velocità economiche non potevano aspettare nascite,matrimoni e morti,c’era bisogno di entrare nei business sanitari e dell’assistenza umanitaria,con i Don Verzé,i banchieri e faccendieri di dio,del dio denaro. E quando non bastò più un bell’8 per mille,ridiede nuova linfa al sistema della Chiesa. Un flusso costante di denaro,un rubinetto sempre aperto per una vasca bucata.

Ora ci dicono che i soldi sono finiti,come i giocatori d’azzardo dicono a casa per farsi imprestare altri soldi. E come quelli ci fanno promesse,ce li ridaranno,basterà pazientare,li riavremo con gli interessi. In fondo è un po’colpa nostra se glieli abbiamo fatti prendere anche prima.

di Andrea Portunato

Fonte: http://domenicofiniguerra.it/?p=2720

Colpire le multinazionali coi loro mezzi: lo short selling finanziario

Borsa

Sono i padroni del mondo, controllano le banche, che prestano soldi  che le stesse si rifabbricano per i fatti loro, salvo chiederti a te la restituzione degli stessi con tanto di interessi oppure attraverso beni..

Controllano l’energia facendo morire le energie alternative e continuando a proporci il petrolio e il nucleare con metodi tutt'altro che democratici..

Controllano la farmaceutica riempiendoci l’organismo di sostanze tossiche e inutili che non guariscono nulla boicottando le medicine alternative, soprattutto quelle più utili.

Sto parlando di quel piccolo manipolo di persone che controllano il mondo con metodi scellerati mentre miliardi di persone assistono inermi e soprattutto ignare.

Non abbiamo assolutamente armi contro costoro. Siamo completamente alla loro mercè.

Ma poiché personalmente non mi piace particolarmente trovarmi in questa posizione di sudditanza vorrei divertirmi un attimo a pensare che qualcosa, forse, si può fare, vediamo che cosa:

 

Da anni seguo la finanza e l’esperienza mi ha fatto capire che c’è un gruppo di persone che da molto fastidio alle multinazionali: i trader .

I trader sono quelli che comprano e vendono titoli in borsa continuamente ogni volta tirando a guadagnarci, anche poco.

Non è esattamente come giocare d’azzardo, perché in realtà, aldilà di tutti le notizie che muovono la borsa,  gli indici azionari o i titoli stessi hanno un “trend”. Ci sono periodi che salgono (a volte anche per anni) e ci sono periodi che scendono (idem).

Non c’è mai la sicurezza quando apri una posizione ma una probabilità statistica di successo a seconda del trend.

Ma  i trader che danno veramente fastidio sono quelli che fanno lo “short selling”, cioè, quelli che, detto volgarmente, giocano al ribasso.

Che cosa vuol dire giocare al ribasso?

Vuol dire che tu pur non avendo un titolo, prima lo vendi, sperando che scenda, poi, quando è sceso te lo ricompri. Logicamente se tu compri un titolo il valore sale, ma se tu lo vendi il valore scende. Provate adesso a immaginare cosa succede se il numero di titoli venduti al buio supera quello dei titoli che gli azionisti hanno nel portafogli…

 

Questa è una delle tante “furbate” inventate dai  fantastici banchieri!

 

Quando un azionista apre una posizione short selling, la banca con cui apre la posizione si tiene una percentuale. Le banche sappiamo essere notoriamente “avide” e vogliono arraffare anche così.

Quando tu ricompri il titolo lei ci ha guadagnato!

Cosi' guadagnano sempre, sia a mercati in salita che a mercati in discesa.

In questo modo pero' si pone un evidente spada di Damocle su tutti gli altri settori, dove oltrettutto, ci sono spesso le stesse persone, se non a volte addirittura le banche stesse: un po' una sorta di conflitto di interessi rovesciato.

Non è molto che esiste questo meccanismo: posso dire che fino a 5 o 6 anni fa  Banca Fineco ( la prima banca italiana che da modo di fare queste operazioni online direttamente dal PC di casa vostra ) permetteva di tenere la posizione aperta solo per tre mesi, adesso per 2 anni (e c’è una bella differenza!).

Mi direte. E chi ne ha il coraggio di fare certi movimenti con i propri soldi?

E io vi rispondo: e chi è che al coraggio invece di comprare i titoli?

Eppure normalmente le persone hanno anche  titoli azionari o fondi azionari nel portafogli.

Non volete rischiare a giocare sui titoli? volete giocare sui fondi che sono più sicuri?

Non c'è problema, adesso hanno inventato anche i fondi basati su posizioni short. 

Ebbene, adesso vi dico una cosa:  l’indice italiano  vale meno della metà di quanto valeva 11 anni fa!  Dal 2000 al 2003 ha perso un buon 60%, poi, fino al 2007  si è riportato un poco sotto i valori del 2000, dopodichè ha perso un altro 70% secco. Poi ha recuperato un po’ ma neanche tanto.

Peraltro quando gli indici salgono non si sa mai fino a dove salgano; quando invece scendono, Scendono (con la S maiuscola).

Nel periodo tra il 2000 e il 2003 c’è stato il più grosso crollo che io mi ricordi. 4 anni dopo un altro crollo ancora peggiore!

E a questo punto che cosa conviene fare : comprarli o venderli (senza averli)?

Conviene venderli!

A questo punto mi direte. Ma cosi' va a puttane tutta l'economia!

Non direi proprio così: così invece potrebbero andare a puttane soprattutto le multinazionali o i grossi titoli: la piccola impresa, i mestieri di una volta, insomma la parte sana dell'economia continua a funzionare! 

Ma possibile che queste persone hanno inventato certi sistemi che potrebbero ritorcersi contro?

Beh, intanto già in diverse occasioni hanno dimostrato e dimostrano  di non sapere vedere aldilà del loro naso  accecati dal desiderio del guadagno immediato.

Poi, c'è anche da dire che sono consapevoli della loro onnipotenza: durante i cali in borsa, i settori un po' più protetti dalle elite (petroliferi, bancari, farmaceutici) scendono meno.

Poi non è che il trader sia una persona dotato di un etica: è uno che vuole fare soldi e basta: a mercati in salita, giocano normalmente comprando i titoli.

Forse i soliti “cartelli” hanno un po' cercato di indirizzarlo in una certa direzione.

Peraltro, come è ovvio, questa cosa si pubblicizza il meno possibile , altrimenti avviene il tracollo: anzi, nelle riviste finanziarie sembra quasi che questo meccanismo non esista

Ma negli ultimi crolli, soprattutto quelli del 2007 e 2008, i settori petrolifero e soprattutto bancario hanno sofferto come mai fino ad ora.

Unicredit, per fare un esempio è sceso da 6 fino a 0,8 . Adesso vale 1,8. In altre parole non è più riuscito, cosi' come molti altri a recuperare: si è innescato in questo modo un trend di lunga in discesa.

Se durante i crolli entrano in massa i ribassisti il titolo scende, e se perde troppo, anche chi invece il titolo lo detiene nel portafogli se lo vende: in questo modo, quando i ribassisti ricomprano il titolo vale di meno e loro ci hanno guadagnato!

Interessante no? volete provare anche voi? Benissimo, vi spiego sommariamente come si fa:

io ho un conto in Fineco, ma credo che si possa fare con qualsiasi banca.

Troverete a fianco al titolo la dicitura “ordina”. Ci cliccate sopra e si apre una finestra dove vi chiederanno il quantitativo e tutto il resto. Nell'ambito della finestra compare la dicitura short selling, cliccate: vi compare un'altra finestra dove vi chiederanno un po' di dati, tra queste vi chiedono se volete fare l'operazione per un giorno solo o Multiday: scegliete Multiday, quella che vale due anni.

Il momento attuale è buono per aprire posizioni short.

Negli ultimi anni mi sono messo anch’io a giocare al ribasso e, devo dire, con buoni risultati.

E' fondamentale pero' una cosa: occorre azzeccare bene il momento perchè se  si perde più del 10-15 % da subito, il titolo vi viene liquidato da solo.

Credo che al momento attuale non ci sia questo rischio.

 A testimonianza dello stato di allerta che i ribassisti hanno creato sull'elite ricordo perfettamente nel 2008, nel massimo del crollo borsistico, a sorpresa, un lunedi' mattina, tutte le borse hanno aperto a +7%.

Non saprei in quale altro modo spiegarmi ciò: gli “illuminati” (qualcuno li chiama anche così) si sono visti nel week-end e tra un aperitivo e un giro in barca hanno deciso di metterlo nello stoppino ai ribassisti: così gli facciamo passare la voglia! Ma ciononostante il recupero di quella giornata si perse in fretta e il bilancio di due anni di borsa fu devastante.

 Come conseguenza di questi crolli si è andata perdendo via via la fiducia nei mercati americani ed europei (italia in testa). Sono invece saliti vertiginosamente i paesi emergenti: tirano molto, l'economia del futuro, ci fanno fuori: anche in questo caso in realtà credo che raccontino grosse palle: la parte povera di popolazione continua ad essere povera: ho recentemente letto che, anche nei paesi dove la borsa va a mille aumenta il numero di poveri, del resto tra questi c'è anche l'Egitto dove, se ci sono stati disordini, ne avranno avuto ben donde.

La verità è che, sono sempre le elite che i loro soldi non sanno più dove metterli e hanno deciso di metterli lì' colonizzando un po' di economia dei paesi emergenti. O se preferite non sanno più come investirli: i mercati occidentali vanno male, i buoni del tesoro sono gravati dal rischio insolvenza generalizzato, il mercato immobiliare crolla, molti comprano oro: ecco delinearsi quindi un quadro che potrebbe avere un interessante sviluppo futuro: i soldi, o meglio troppi soldi non servono più a niente.

E in qualche modo si potrebbe anche collaborare affinchè questi soldi non servano più a niente!

Qualcuno poi potrebbe obiettare che le multinazionali ci danno il lavoro: errore clamoroso; le multinazionali ci hanno tolto il lavoro per riproporcelo, alle loro condizioni capestro, pena la disoccupazione.

 Le vere ricchezze non sono le banconote , non sono le azioni o pezzi di carta vari o addirittura un numerino scritto online sulla vostra banca ma neppure l'oro , anche perchè non sappiamo cosa farcene, e neanche un blocco di cemento in un posto fico, se ne abbiamo altri 5 o 6 altrove. Non sono neppure il mare di oggetti inutili che il capitalismo ci propone.

Le vere ricchezze sono i prodotti della terra, l'acqua e il sole, una volta presenti in abbondanza, ora sempre più scarsi.

di Gian Paolo Cavallaro

I terremoti “moderni” e il vampiraggio del sottosuolo

Vampiraggio_petrolio

Il meccanismo che innesca gran parte dei moderni terremoti, è lo stesso che produce le voragini che si aprono sul suolo della città di Napoli.

L’uomo industriale, per oltre cento anni, ha vampirizzato il sottosuolo terrestre, defraudandolo da gas, petrolio, acqua e minerali. Questa ininterrotta operazione sanguisuga, ha reso la crosta terrestre (in geologia e in geofisica, è uno degli involucri concentrici di cui è costituita la Terra, per la precisione si intende lo strato più esterno della terra solida, avente uno spessore medio variabile fra i 5 – crosta oceanica – e 35 chilometri – crosta continentale -) fragile, vuota e rigida. In mancanza di questi elementi (che hanno la funzione di ammortizzatori), queste enormi cavità, svuotate del loro contenuto, tendono, alla prima scossa, a implodere su se stesse, dando origine ai moderni terremoti. Lo stesso fenomeno, in scala infinitesimale, ma del tutto identico, lo possiamo applicare alla città di Napoli e alle sue voragini. Non dimentichiamo, inoltre, che tutto ciò che l’uomo industriale sottrae al sottosuolo, si trasforma – per un processo, di combustione – in CO2 e varie altre formazioni gassose inquinanti che, a tempo debito, innescheranno una apocalittica reazione chimica. Una seconda parte, di quelle che comunemente, sono definite risorse energetiche, muteranno la loro originaria natura in rifiuti tossici perenni e quotidiana spazzatura. Questo continuo sottrarre materiale al sottosuolo, trasformato poi in energia, ha reso il nostro pianeta più leggero e la nostra atmosfera più pesante e irrespirabile. A causa di questo squilibrio, le conseguenze saranno presto catastrofiche.

Il "segreto" del Giappone, in virtù del quale si è evitata la catastrofe urbana, sta in tecnologie come, i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l'altro degli edifici più a rischio.

Petrolio, gas e acqua (al pari delle misure antisismiche, adottate per evitare l’implosione degli edifici giapponesi), sono gli ammortizzatori naturali della crosta terrestre, deputati a mitigare gli effetti (diversamente più catastrofici)  di improvvise scosse telluriche indotte da un processo di assestamento, impercettibile ma continuo, delle placche tettoniche.

Del resto, la stessa struttura ossea dell’uomo, si frantumerebbe in mille pezzi, se non fosse per quel sofisticato e ingegnoso sistema di muscoli, di liquidi e di cartilagini  che concorrono a distribuire le sollecitazioni prodotte dalla nostra mobilità, sul resto del corpo. La colonna vertebrale (come esempio) è un tubo semirigido, costituito da una serie di anelli ossei – le vertebre – uniti da dischi ammortizzatori, elastici. Il disco intervertebrale è formato da una porzione centrale, il “nucleo polposo”, che si compone di una sostanza gelatinosa e agisce da ammortizzatore e, senza la quale, ci sarebbe precluso ogni movimento.

Immaginiamo il pianeta terra come una grossa arancia dove, migliaia di sottilissime cannucce, penetrandola, la svuotano, prosciugandola dal suo succo vitale.

Presto, l’arancia, perderà per sempre la sua elasticità originale, trasformandosi in un corpo rigido, vacuo ed estremamente leggero. Questo è ciò che succede alla Terra.

Questa mia tesi che, per nessun motivo al mondo, può essere smentita e, ne io, essere accusato di eccentrico catastrofismo, è il risultato di una ricerca logica e antropologica sulla base di dati concreti e di segnali evidenti e lapalissiani.  

La conoscenza e, la comprensione della realtà, si avvalgono dell’intuizione. Quella particolare capacità, che esula dalla sfera del profetico per attestarsi come l’estensione sensoriale di una mente libera e liberata da preconcetti, da pregiudizi, da luoghi comuni e dipendenze culturali, storiche e psicologiche. Tutto questo, filtrato dal raziocinio, produce, come ultimo passaggio, quella che, oggi, (una parola che pronunciamo sempre con timore), abbiamo chiamato, “la Verità”.

La fantasiosa teoria, poi, dei terremoti provocati da mini testate nucleari, appartiene a un genere di letteratura che, per indole, preferisco disertare. Sono ben consapevole di quanto, la stupidità umana, abbia prodotto nel corso questo secolo: guerre, bombe, nazismo, consumismo e relativismo, ma niente che possa competere con la potenza di una natura che, non tarderà a sferrare la sua vendetta, su questa umanità insensata che ha voluto sfidarla e deriderla.    

Un tempo eravamo api e formiche oggi, siamo sanguisughe e termiti.

 

di Gianni Tirelli

Primo marzo: una giornata senza di noi

Migranti

Lo scorso anno la giornata del primo marzo ha lanciato innanzitutto un monito: “una giornata senza di noi”. Il noi si moltiplica, cambia di segno, diventa proposta di costruzione di una possibilità di uscita dalla crisi, insieme.

Lo scorso anno i migranti di Rosarno si sono ribellati dandoci una lezione di dignità,  per il diritto alla vita, alla salute, al reddito. I migranti tornano ad essere protagonisti in prima persona, le proteste si sono allargate a Brescia sulla gru e a Milano sulla torre, ma anche in diversi paesi europei  …. Le rivendicazioni degli immigrati parlano della possibilità di difendere ed estendere i diritti di tutte e tutti per un futuro diverso. 

Notizie drammatiche giungono però in queste ore dalla Libia, dove il governo di Gheddafi sta reprimendo in un bagno di sangue le legittime proteste di quello che fino a ieri chiamava il suo popolo. 
Per anni i governi italiani hanno stretto patti con il governo libico, accordi in cui i migranti sono stata merce di scambio;  persone consegnate nelle mani della repressione più dura, persone che cercano di raggiungere l'Europa. Il risultato sono stati migliaia di morti nel deserto libico, migliaia di detenuti nei centri di detenzione libici, senza alcun diritto.

Di fronte a tutto questo non esistono "se e ma". Bisogna scegliere ancora una volta da che parte stare. Dietro la maschera della cooperazione l'Italia e l'Unione Europea sono responsabili delle politiche portate avanti da governi dittatoriali contro i migranti e tutti i loro cittadini, cui viene fornito appoggio militare, economico e tecnico. 

Con inqualificabile cinismo, in queste settimane, di fronte alla lotta per la libertà di centinaia di migliaia di uomini e di donne, l'unica preoccupazione è sembrata essere una fantomatica invasione di disperati. Maroni agita nuovamente lo spettro delle invasioni barbariche solo per giustificare le proprie scelte repressive e razziste.  Non c'è nessuna invasione. Quegli uomini e quelle donne seguono con coraggio la speranza della libertà e di una vita migliore.  

Quest'anno il primo marzo vuole essere una giornata che guarda alla forza e alla determinazione che ci stanno insegnando gli egiziani, i tunisini, i libici, affermando il diritto di vivere degnamente nei propri paesi, perché stanchi di vivere in paesi impoveriti da regimi autoritari o di avere come unica alternativa quella di immettersi nella spirale infernale della migrazione verso la "ricca Europa". 

Il primo marzo sarà un'occasione per affermare il diritto di restare dove si è scelto di vivere, per il diritto a non migrare forzatamente, contro il ricatto della Bossi-Fini, il razzismo istituzionale. 

Il primo marzo sarà una tappa di costruzione di norme condivise di cittadinanza aperta ed includente , per un nuovo welfare, per uno statuto dei diritti e per la costruzione di relazioni e confronto oltre la strumentale e retorica imposizione dell'omologazione linguistica e culturale, per affermare la nostra voglia di vita e per dire che i nostri diritti ce li costruiamo, ora, tutti insieme.

Esprimiamo inoltre il nostro appoggio ai popoli e alle persone che con coraggio lottano per i propri diritti e la propria dignità.

Milano-Locandina-1-Marzo

http://www.dimensionidiverse.it/dblog/

L’economia italiana cresce più degli altri paesi europei? Un semplice sguardo a Piazza Affari

   Protesta fincantieri
 
 

Genova-Sestri Ponente

Da anni seguo la finanza per hobby e devo dire che sono assolutamente sbalordito dall’andamento di Piazza Affari .

Fondamentalmente l’Italia va sempre peggio delle altre nazioni del continente europeo il quale a sua volta va peggio di tutti gli altri compreso America e Oceania per non parlare dei paesi emergenti.

Peraltro faccio notare che commenti di questo tipo  non si trovano sostanzialmente da nessuna parte per quanto sarebbe sufficiente esaminare dettagliatamente alcuni siti di finanza un po’ ben fatti , aver un po’ di memoria e fare un po’ due o tre conti.

Ho voluto fare un indagine per confrontare tutti gli indici:

Chissà  come mai gli indici italiani sono più difficili da ricostruire : negli ultimi 10 anni è cambiata due volte la denominazione , e una volta il numero di riferimento.

Da qualche mese tuttavia sembra che sia diventato più semplice ricostruire i dati , quasi come se qualcuno avesse invitato l'Italia ad una maggiore trasparenza.

 

Valori degli indici attuali rispetto a MARZO 2000.

Ftse-MIB (indice borsistico di Piazza Affari)  – 59%.

Altri europei : Dax (Germania) -25%; Cac 40 (francia) -43% ; Ftse (Inghilterra) -20% .

Le maggiori economie europee allora vanno meglio che l’Italia . Allora proviamo a guardare qualche nazione in crisi , come l’Irlanda , che 3 anni fa era sull’orlo del fallimento : -44%

E la Spagna  , di cui si è parlato recentemente come nazione a rischio default  – 18%   

Allora cambiamo continente e andiamo negli USA

 Dow Jones  presssocchè uguale.

E allora proviamo col Giappone , una nazione che ha vissuto in passato un economia estremamente florida e che adesso da più di 10 anni è in recessione , che ha toccato addirittura punte del -15% di calo annuo del PIL.

Niente da fare : ci batte anche il Giappone  -53%.

Se poi andiamo a vedere i paesi emergenti i dati sono assolutamente impietosi:

Cina + 60%; India + 400 %; Malesia +40% , Corea Sud + 80%

Argentina (nonostante il default!!)  +350% ; Brasile +350% , Egitto +500% , Russia +700 %..

Non ho trovato i valori della Grecia e giuro che non sono riuscito a trovare nazioni con cali superiori all’Italia rispetto al 2000: chissà, forse qualche paese dell’est, certo che il +700 % russo non promette niente di buono.

 

Questi dati per quanto impietosi non danno ancora una visione corretta della situazione:

bisogna infatti valutare come vanno i singoli titoli .

E qui un’altra batosta : ci sono settori che hanno perso meno del valore degli indici , pertanto altri settori hanno  perso di più .

I settori che hanno perso di meno sono i petroliferi (che quotano il bene che in Italia non abbiamo) e i bancari (che quotano la carta straccia).

I titoli che dovrebbero rappresentare l’economia vera e propria , perché legati alla produzione, vanno ancora peggio:

in questo caso , si riesce peraltro a risalire più indietro nel tempo . Vediamone alcuni

FIAT                        dal 1990  -80 %

FINMECCANICA   dal  1987  -85%

IMPREGILO            dal 1987   -80%

Stiamo parlando di cali molto pesanti rispetto a 23 anni fa !!!

Ma attenzione , perché questi titoli non sono quelli di società in crisi .

E allora facciamoci del male e andiamo a vedere i dati delle società in crisi:

valori confrontati con quelli del 2000 :

TELECOM ITALIA    – 90%

FASTWEB                   -93%

TISCALI                       -99,8 % !!!!

SEAT PAGINE GIALLE -99,93 % !!!!!!

In altre parole se un poveretto , per esempio , ha investito in SEAT PG 20.000 euro nel 2000 , si ritrova attualmente nel portafoglio titoli 14 euro !!!!

Con i soldi con cui ti compravi una station wagon , adesso ti compri una pizza  (per te da solo , anche perché tua moglie ,per ovvie ragioni ti ha pure mollato, e forse una birra , per dimenticare)

A questo punto mi domando , ma quando i soliti noti ci raccontano che l’economia italiana è in ripresa o come dice Berlusconi , che stiamo andando meglio delle altre nazioni europee di che cosa parlano?

Naturalmente poi ci racconteranno che la Borsa non è un elemento attendibile per definire l’economia del paese .

Tuttavia facciamo alcune considerazioni :

i titoli di borsa sono presenti , in quota variabile nel portafogli di:

– investitori ufficiali

– fondi azionari

– piccoli risparmiatori

poiché gli investitori ufficiali hanno il titolo nel portafogli con percentuali a due cifre, anche del 50% e a volte più è indubbio che

-        i fondi azionari dove convergono anche investitori stranieri escludono ormai l’Italia.

-        I promotori finanziari consigliano di investire all’estero

-        gli stessi investitori ufficiali potrebbero disfarsi in silenzio del loro pacchetto mettendo i soldi altrove (paradisi fiscali??!!!).

Peraltro bisogna valutare anche un fatto: il valore che ha il titolo in borsa  dovrebbe rispondere a determinati criteri  logici , matematici basati sugli utili , i debiti e le prospettive future.

Si dice che , molto in grandi linee,  il valore del titolo dovrebbe essere all’incirca , mediamente 20 volte gli utili . Se è di meno puo’ voler dire che ha troppi debiti o che le prospettive non sono rosee.

Ma visti i valori di alcuni titoli il cui rapporto prezzo/utili potrebbe essere di 1 o 2  e visto i cali di certi titoli potrebbero voler dire due cose:

 - primo : la società non ha prospettive future .

– secondo : la società ha talmente tanti debiti che è difficile trovare qualcuno che se la compri anche a costo 0 perché potrebbe non valerne la pena di appianare i debiti che in certi casi , come per esempio Telecom It hanno raggiunto valori stratosferici.. Un esempio era l’Alitalia che fondamentalmente , qualche anno fa era arrivata sull’orlo del default e poi è arrivato l’aiutino dallo stato perché fondamentalmente nessuno se la sarebbe presa neanche gratis !

 

A questo punto , dopo queste considerazioni ci chiediamo ma l’Italia dove và ?

di Gian Paolo Cavallaro

Fonti : http://it.finance.yahoo.com/

www.fineco.it