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Cosa contengono i vaccini

"LE DIECI DOMANDE CHE I GENITORI DOVREBBERO PORSI PRIMA DI FAR VACCINARE IL PROPRIO BAMBINO A TRE MESI E PER OGNI RICHIAMO VACCINALE.
1) Sapete quanti e quali sono i vaccini cosiddetti "obbligatori" ? ( sono 4
Polio , Difterite, Tetano, Epatite B)
2 ) Siete consapevoli che al vostro bambino verranno somministrati , dopo che sarà i
firmato il consenso , sette vaccini ( quattro " obbligatori" più tre facoltativi – pertosse, haemophilus B , pneumococco) ?
3) Siete consapevoli che i vaccini sono farmaci e contengono cellule animale ,cellule umane e componenti aggiuntivi i : idrossido di alluminio, mercurio (Thiomersal), chick embryo cell culture, WI-38 human diploid lung fibroblasts, MRC-5 cells e altre sostanze usate per prevenire la contaminazione batterica del liquido vaccinale . Ci sono dei conservanti : tipo il polisorbato 20 e 80, aluminum phosphate,thiomersal formaldehyde, gutaraldehyde,sucrose, hydrolyzed gelatin, sorbitol, monosodium L-glutamate, sodium phosphate dibasic, human albumin, sodium bicarbonate, potassium phosphate monobasic, potassium chloride, potassium phosphate gli antibiotici : neomicina ,polimixinaB Ci sono poi altre sostanze –protette da brevetto- tipo : Mueller’s Growth Medium, Mueller-Miller casamino acid medium (without beef heart infusion), Stainer-Scholte medium (modified by the addition of casamino acids and dimethyl-beta-cyclodextrin) ,CMRL 1969 medium (supplemented with calf serum), Mueller Hinton agar, Watson Scherp media di cui sappiamo poco o nulla proprio perché protette da brevetto. Di queste, soprattutto, non sappiamo quali effetti a breve e a lungo termine possano produrre nell’organismo umano e sul suo sistema immunitario.
4) Sapete che vi deve essere consegnato ( perché previsto dalla Legge 210/92)un
foglio come quello riportato dietro , per segnalare eventuali gli effetti collaterali scatenati dal vaccino ?
5) Sapete che la,stessa Legge ha previsto degli esami del sangue da fare prima
della vaccinazione per poter sapere se l'organismo del tuo bambino ė in
grado di sopportarli , ma il Ministero della" Salute “non ha mai
formalizzato,tale esami?
6) Siete consapevoli che entro,i 24 mesi il,vostro bambino riceverà dai 27 ai 30 vaccini con i conservanti e gli adiuvanti sopra segnalati ?
7) Sapete che in molti Paesi del mondo le vaccinazioni sono spostate dopo il
primo anno di vita quando il sistema immunitario è più maturo.
8) Vi siete chiesti che senso ha vaccinare un bambino a tre mesi contro l’Epatite B? Una malattia che si trasmette per contagio sessuale o da sangue infetto. Quante probabilità ha un neonato di contrarre il tetano?Quanti casi di tetano si verificano in Italia ogni anno e in che fascia di età? Quanti casi di Polio in Italia dal 1981 ?
9) La legge prevede che un bambino non vaccinato può comunque frequentare asilo nido e scuola di ogni ordine e grado. (Decreto Presidente della Repubblica n.355 del 26/01/1999)
10) Non sarebbe più corretto prima di somministrare una serie di vaccini ad un bambino di tre mesi fare :una visita accurata , raccogliere l’anamnesi familiare , individuare le malattie ereditarie e autoimmunitarie presenti nella parentela e valutare ( dopo i test previsti dalla legge) sull’opportunità di vaccinare o meno il lattante?
ALLA RICERCA DI UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA
Una minoranza di genitori ( ma ogni anno questa minoranza aumenta in maniera esponenziale) cerca di affrontare con maggiore consapevolezza il problema VACCINI ; si documenta in Rete e rimane confusa perché quando si rivolge al pediatra di base , il pediatra stesso li invita caldamente a vaccinare e a non preoccuparsi troppo” ….perchè non esiste “NESSUN PROBLEMA “ riguardo alle vaccinazioni. “… “Tutti i vaccini sono sicuri e non producono nessun danno all’organismo del bambino” ! “Non esiste nessun dato che dimostri il contrario” ! “Con tutti gli sbarchi di immigrati e di clandestini volete lasciare vostro figlio in balia di malattie così terribili, che i vaccini hanno definitivamente sconfitto”?…”
“Malattie infettive: gli immigrati sono più sani degli italiani
È quanto emerge dal congresso della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Su 24 mila sbarcati a Lampedusa nell’ultimo semestre, solo 7 malati di Tbc. Approdano sulle coste italiane stremati dal viaggio e spesso in condizioni di salute non buone. Eppure, a discapito dei luoghi comuni, le malattie infettive, così come le altre patologie, risultano meno comuni nei migranti che nella popolazione italiana. È quanto emerge dai report presentati nel corso del congresso 2015 della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) . Su 24.000 persone giunte a Lampedusa da marzo a settembre scorso, solo 7 sono risultate positive alla Tbc. In sintesi, spiegano gli esperti, gli immigrati non portano malattie e non contagiano quasi mai i nostri connazionali. Anzi, alcune volte può esser vero il contrario. Anche se ogni anno, sui circa tre milioni e mezzo di immigrati presenti in Italia, ne vengono ricoverati oltre 500.000: in tre casi su quattro si tratta di un problema acuto come un trauma, una malattia cardiaca o respiratoria o il parto nel caso delle donne.”
Queste sono le argomentazioni che generalmente vengono usate per convincere ad aderire alle vaccinazioni “di massa”. OMISSIS……
Alcuni genitori , però , sono ancora perplessi sul da farsi e si pongono una serie di domande; le due principali sono :
1) E’ corretto vaccinare un bambino così piccino – a tre mesi – o è possibile rimandare a quando diventa più grandicello ,magari dopo l’anno di età o ancora più avanti?
2) Sono tutte davvero utili queste vaccinazioni? I messaggi che ci giungono dai genitori manifestano un crescente desiderio e una crescente ricerca di informazioni veritiere sulle possibili reazioni avverse delle vaccinazioni. Oggi non possiamo più imporre dall’alto e in modo coercitivo dei trattamenti a genitori giovani, consapevoli, maturi e perfettamente capaci, soprattutto se adeguatamente istruiti; lo scopo dovrebbe essere quello di valutare insieme al loro medico di fiducia quali decisioni siano più indicate per il piccino . Non rispondere alle loro legittime richieste e aspettative equivale a privarli del loro pieno diritto di essere gli assoluti artefici e responsabili della salute e del futuro della loro discendenza. Di fatto ,alla stragrande maggioranza dei bambini italiani vengono somministrati nei primi ventiquattro mesi di vita dai 27 ai 30 vaccini di cui 12 di Legge e quindi obbligatori ( escluso il Veneto, unica regione che ha stabilito la non-obbligatorietà, nelle altre vige l’istituto del dissenso informato) come del resto succede in Europa dove solo 12 stati su 27 seguono il principio di obbligatorietà pur non essendo per tutti conforme il calendario vaccinale. Tutto questo senza tenere alcun conto di possibili interferenze legate alla costituzione fisica e mentale del bambino , delle notizie anamnestiche sulla famiglia ( malattie neurologiche e auto immunitarie) o della tossicità indotta dagli stessi costituenti vaccinali . Diversi omeopati in tutto il mondo si sono occupati del problema “ reazione avversa da vaccino” raccogliendo i casi clinici dei soggetti che hanno subito danni da vaccinazione . I vaccini obbligatori sono 4: antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); antiepatite virale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165). Tutti gli altri sono facoltativi, anche se il Sistema sanitario nazionale ne favorisce l’uso e garantisce la gratuità.

Vaccini: perché sei se gli obbligatori sono quattro?

Il Piano Nazionale Vaccini 2015-2017 ha confermato l’obbligo vaccinale per quattro vaccinazioni, antipolio, difterite, tetano ed epatite B, ma viene abitualmente praticata una esavalente, che contiene anche i vaccini contro pertosse ed haemophilus influenza tipo B. In più viene praticata la vaccinazione contro lo pneumococco. Viene fatto firmare ai genitori una dichiarazione di consenso a questo trattamento, ma l’informazione che viene fornita non è soddisfacente. I quattro vaccini obbligatori non sono disponibili in unica soluzione, rendendo impossibile una libera scelta. Inoltre si causa uno spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge, con una maggiore spesa a carico della collettività di circa 114 milioni di euro all’anno. Il Codacons ha inviato esposti alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane. I genitori che devono affrontare questa scelta hanno bisogno di informazioni reali sulla efficacia e la sicurezza del vaccino per la fascia di età del proprio bambino, con studi indipendenti e non condizionati dai conflitti di interesse e dai desideri dell’industria farmaceutica. Se le Autorità sanitarie del nostro Paese hanno deciso di mantenere l’obbligatorietà per quattro vaccini, che dispongano almeno la commercializzazione di un prodotto che risponda a questa scelta con un tetravalente, e con i vaccini singoli. Occorre limitare le pressioni dell’industria farmaceutica sulle scelte che coinvolgono la salute pubblica. Questo non riguarda solo i bambini infatti se una donna priva della copertura verso la rosolia desidera sottoporsi alla vaccinazione in vista di una gravidanza, è costretta a farsi inoculare un vaccino trivalente (contro morbillo-parotite-rosolia:MPR) o tetravalente (MPR + anti-varicella), perché l’industria farmaceutica ha tolto dal commercio il vaccino singolo e questo lo troviamo semplicemente assurdo.Tra i 29 Paesi europei (27 dell’Unione, più Islanda e Norvegia) in 15 nazioni non esistono vaccinazioni obbligatorie, mentre in altre 14 ne esiste almeno una. L’obbligatorietà è difesa in alcuni paesi con provvedimenti legislativi molto diversi (conseguenze penali per i genitori, sanzioni pecuniarie, o difficoltà a frequentare le scuole pubbliche) o può essere molto più mite, con sanzioni solo teoriche e mai applicate, permettendo in pratica l’obiezione e l’adozione di calendari vaccinali alternativi. Anche i programmi di vaccinazione differiscono considerevolmente: sono diversi i vaccini, il tipo utilizzato, il numero totale di dosi, e la tempistica delle somministrazioni. In Italia dapprima i bambini non vaccinati non potevano frequentare le scuole e i genitori erano segnalati ai Tribunali dei minori per una verifica dell’idoneità genitoriale. Oggi non è più così. Molte Regioni, dopo la riforma dell’articolo V della Costituzione, hanno emanato propri Decreti e Regolamenti, tanto che il Veneto ha temporaneamente sospeso l’obbligatorietà, e la maggior parte delle altre (Lombardia, Prov. di Trento, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna) ha deciso di non sanzionare i genitori che rifiutino questa pratica. Altre regioni hanno in discussione provvedimenti analoghi. Il rifiuto non compromette la frequenza scolastica, a nessun bambino può essere impedito di frequentare il nido d’infanzia, la scuola materna, la scuola dell’obbligo, anche se all’atto dell’iscrizione viene richiesto il certificato o copia del libretto vaccinale.
Perché una prima cosa da dire è che i vaccini sono a tutti gli effetti farmaci che contengono ,assieme a virus e batteri , molte altre sostanze con effetto farmacologico.
Le reazioni avverse da vaccino , che sono come vedremo a carico del sistema immunitario e del sistema nervoso, sono in netto aumento in tutto il nostro Paese, anzi sono in crescita in tutto il mondo industrializzato . I vaccini non sono sicuramente la sola causa, ma rappresentano probabilmente una delle principali concause. I Servizi delle ASL predisposti alle vaccinazioni sono soliti assicurare che i vaccini non causano alcun effetto indesiderato importante e, se ciò accade, è un evento eccezionale. Quindi ci viene chiesto di vaccinare i nostri figli garantendoci che i vaccini sono utili, necessari e innocui; ma noi sappiamo che i vaccini sono farmaci e sappiamo che non esistono farmaci senza effetti indesiderati. Chi studia questa problematica viene a conoscenza degli innumerevoli effetti indesiderati delle vaccinazioni pediatriche soprattutto poi con i vaccini più recenti MULTIPLI e con le somministrazioni troppo ravvicinate; alcuni effetti sono lievi ma altri gravissimi; alcuni sono di breve durata ma altri sono irreversibili. In conclusione, tutto fa pensare che gli effetti avversi delle vaccinazioni siano tutt’altro che eccezionali. Infatti sono sempre più numerose le richieste di indennizzo che i medici legali e gli avvocati esperti nelle questioni di “malasanità” ricevono da genitori convinti che i vaccini eseguiti abbiano gravemente danneggiato il loro figlio (si rinvia ai siti CONDAV, COMILVA , CORVELVA e VACCINAREINFORMATI).Noi tutti, medici e pazienti, abbiamo il dovere di segnalare le reazioni avverse da vaccino e nello stesso tempo dovremmo informarci e cercare di conoscere la realtà italiana . E’ nostra convinzione che non possiamo continuare a vaccinare i nostri figli senza sapere quanto questo trattamento possa essere veramente dannoso! Si parla dell’efficacia dei vaccini e ai vaccini si attribuiscono conquiste, da loro ottenute, però, solo in parte. Osservando i grafici dell'OMS, si comprende come la riduzione della mortalità di molte malattie per cui ancora vacciniamo i nostri bambini, si sia verificata prima ancora che iniziassero le vaccinazioni di massa. Questo abbattimento della mortalità, non essendo stato conseguente alle vaccinazioni, è accaduto per le migliorate condizioni di igiene di vita e di nutrizione della popolazione.
COME FUNZIONANO I VACCINI ?
I vaccini sono preparazioni contenenti antigeni; questi antigeni sono parti di virus o batteri morti o tossine prodotte da batteri oppure virus o batteri cosiddetti “attenuati”, cioè resi meno vitali e comunque in grado di stimolare una risposta immunitaria,. I vaccini, una volta introdotti nell’organismo, stimolano la produzione attiva di anticorpi specifici contro il prodotto antigenico che è stato usato.Uno dei problemi dei vaccini sta nell’allestimento, nella preparazione e nella confezione finale,dove oltre agli antigeni di virus e batteri troviamo anche altri “antigeni” cioè sostanze di altro genere di cui non conosciamo bene le reazioni che possono provocare nell’ organismo del nostro bambino piccino. .Attualmente i vaccini sono multipli o combinati e contengono altre sostanze di derivazione chimica e proteine di origine umana e animale , che entrando in contatto con il sistema immunitario agiscono come sostanze estranee, cioè antigeni, stimolando una risposta . La composizione dei vaccini, come vedremo più avanti, comprende sostanze che servono ad esaltarne l’immunogenicità , cioè la capacità di innescare una risposta immunitaria
Perché la lista di questi componenti non compare sul bugiardino allegato al vaccino?
Mai termine “bugiardino” fu più appropriato. Questi componenti chimici e proteici vengono utilizzati nella preparazione dei vaccini multipli .Nella fialetta al pubblico (quella che viene utilizzata per la vaccinazione) esistono “tracce” di sostanza – fatto salvo l’alluminio e la formaldeide.
Il famigerato thiomersal ( che è un sale di mercurio) non è segnalato perché è al di sotto dei LIMITI DI LEGGE!
Chi stabilisce
questi limiti?
Gli stessi produttori dei vaccini ! Chi produce il vaccino dice: “ non dichiaro questa sostanza chimica o proteica perché mi è servita solo per alcuni passaggi nella preparazione e ne è rimasta una dose così bassa che non può fare male!!” Sappiamo che dosi infinitesimali di sostanza sono attive sul nostro organismo. La medicina attuale ha preso atto che anche dosi ultrapiccole influenzano le nostre cellule ed hanno effetto farmacologico.( Leggi in seguito il capitolo su Nanoparticelle e sensibilità clinica multipla).
Quindi cosa si contesta e quale è il pericolo?
Non contestiamo le Vaccinazioni , che possono rappresentare una profilassi là dove alcune malattie sono epidemiche a causa delle precarie condizioni di vita o per la malnutrizione endemica . Ma nel mondo Occidentale , dove queste condizioni e stili di vita non sussistono , riteniamo che questi ingredienti prima menzionati , che vengono usati per la preparazione dei vaccini, rappresentino per il rapporto costo/beneficio ( in termini di salute) un prezzo troppo alto e rischioso da pagare. Questi componenti in un bambino, in qualche modo “predisposto”, sono tossici, possono gravemente danneggiare le cellule cerebrali o altre cellule dell’organismo, procurando danni gravi come l’ ipogammaglobulinemia, le alterazioni dell’assorbimento intestinale dei nutrienti, la carenza di determinate sostanze biologiche a livello cerebrale, la slatentizzazione di patologie latenti. Si aggiuge a tutto questto l’inquinamento da DNA umano . Una recente pubblicazione di uno studio sulle relazioni epidemiologiche e molecolari tra vaccini e la prevalenza di disordini dello spettro autistico apre nuove prospettive per la comprensione di questa patologia2. Sono state esaminate le conseguenze per la salute pubblica dei vaccini prodotti da linee cellulari fetali che contengono residui di DNA fetale umano. “La ricerca ha analizzato e confrontato i dati sulla copertura vaccinale contro morbillo, parotite, rosolia e quelli sulla prevalenza dei disordini dello spettro autistico in Norvegia, Svezia e nel Regno Unito, utilizzando sia siti web pubblici e governativi che articoli peer-reviewed pubblicati. La copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia si è ridotta a valori inferiori al 90% dopo la pubblicazione del famigerato studio del dottor Wakefield del 1998, per poi recuperare lentamente dopo il 2001 fino a raggiungere una copertura di più del 90% nel 2004”-scrivono gli autori. Nello stesso periodo di tempo, la prevalenza media del disturbo dello spettro autistico nel Regno Unito, in Norvegia e Svezia è scesa notevolmente per i soggetti nati dopo il 1998 ed è gradualmente aumentata per i nati dopo il 2000. I ricercatori, nelle loro conclusioni affermano che “proprio questa riduzione della copertura vaccinale, definita “Wakefield Scare”, ha creato un esperimento naturale che può dare prova di una relazione causale tra vaccini da linea cellulare fetale e prevalenza di ASD ( disturbo spettro autistico). I vaccini fabbricati in linee di cellule fetali umane contengono livelli inaccettabilmente elevati di frammenti contaminanti di DNA fetale. Il genoma umano contiene naturalmente aree soggette alla formazione di doppia interruzione del filamento di DNA e di mutagenesi inserzionale.”
Dobbiamo creare un vasto movimento di opinione per avere molte più garanzie prima di iniettare in un bambino tutte queste sostanze.

VACCINARE CONTRO L’EPATITE B TUTTI I NEONATI HA UN SENSO?
Non abbiamo mai capito l’utilità di vaccinare tutti i neonati contro l’epatite B. Se può avere un senso la vaccinazione dei bimbi nati da madre malata, o affetti da patologie particolari, che necessitano di numerose trasfusioni di sangue per la loro patologia non riesciamo a renderci conto di come sia possibile per un piccolo di tre mesi contrarre l’epatite B, che si trasmette esclusivamente per via sanguigna o per rapporto sessuale. L’eventualità di un’infezione del neonato sano che nasce in ambiente familiare adeguato è pressoché nulla, mentre i rischi legati alle somministrazioni del vaccino non sono frequenti, ma sono possibili ed estremamente pericolosi.

VACCINARE A TRE MESI CONTRO IL TETANO HA UN SENSO ?

Quante volte l’avrete sentito dire: se ti graffi con del ferro arrugginito prendi il tetano! Ma sarà vero? Il metallo arrugginito è realmente portatore di questa malattia? E perché? Innanzitutto sfatiamo un mito: non è la ruggine a essere pericolosa. La comparsa di uno strato generalmente rossastro e dall’aspetto irregolare sulla superficie degli oggetti contenenti ferro è dovuta proprio a una reazione che si innesca a partire dal ferro stesso, acqua e ossigeno, e prende il nome di ossidazione. Senza scendere in ulteriori dettagli, la comparsa della ruggine è favorita da ambienti umidi, ma non necessariamente dalla presenza di sporco o residui di qualche tipo. Nell’immaginario collettivo essa viene associata a sporcizia e disuso poiché si forma quando macchinari e strumenti non vengono più utilizzati né mantenuti, e quindi spesso a ruggine si associano sporco e abbandono, ma di per sé non ha nulla di “sporco”, è solamente la conseguenza di una reazione chimica. Il problema tetano si pone se l’oggetto con cui ci si fa male potrebbe essere stato contaminato dalle feci di cavalli, mucche o ovini, animali che possono ospitare nel loro intestino il Clostridium tetani , batterio responsabile della malattia .Questo germe viene eliminato con le feci dagli animali e può sopravvivere a lungo nell’ambiente sotto forma di spore. Attraverso il morso di un animale o una ferita profonda, soprattutto se contaminata con terriccio, le spore possono infettare l’uomo, nel quale, in condizioni opportune, sono in grado di trasformarsi nella forma attiva del batterio, che produce una tossina neurotossica..
Come si coniugano dunque questi due protagonisti, ruggine e tetano? Beh, come avrete ormai capito da soli, la ruggine di per sé non ha alcuna capacità di causare la malattia. E’ pur vero che spesso in campagna ci si imbatte in pezzi di ferro abbandonati e coperti di ruggine (vecchi attrezzi da lavoro, chiodi), in grado di provocare ferite anche profonde e sporche per la presenza del terriccio circostante. Da qui la connessione storica , ma del tutto fasulla , tra ruggine e tetano. Questo piccolo bacillo ha poi una caratteristica particolare: è vitale solo in condizioni di assenza di ossigeno, ossia è anaerobio. Se lo si espone all’aria, esso si difende ritirandosi nella sua forma di spora inattiva, e spera che le condizioni ambientali prima o poi lo rimettano in condizioni di tornare a far danni. In verità, questa spora è presente quasi ovunque, ed in particolare nelle campagne, poiché ama essere ospitata dall’intestino degli animali, ma anche se veniamo a contatto con essa, non ci può fare alcun male, dal momento che la pelle integra è ampiamente ossigenata, e come abbiamo detto la spora teme l’ossigeno. Il problema sorge nel momento in cui ci procuriamo una ferita, magari mentre facciamo giardinaggio o cadendo con la bicicletta sul terriccio. Le ferite profonde infatti sono molto più povere di ossigeno, e sono un terreno fertile per la spora tetanica, la quale può penetrarvi insieme allo sporco e ai corpi estranei.
Cosa fare in caso di una ferita a rischio?
Nel caso di una ferita a rischio di infezione tetanica, la prima cosa da fare è pulire la ferita in modo adeguato.
È necessario quindi lavare la ferita con acqua corrente, farla sanguinare, asportare chirurgicamente le zone necrotiche (quando presenti) e poi disinfettare con abbondante acqua ossigenata.
Non usare la Calendula che ha un effetto cicatrizzante e la cicatrizzazione non è in questi casi la priorità anzi è controproducente.Il primo rimedio omeopatico da utilizzare nell’immediato è il Ledum palustre o in dose unica alla 200 CH oppure alla 30 CH tre granuli ogni quattro ore per qualche giorno. Se il paziente avverte un indolenzimento/fastidio che dalla ferita tende ad estendersi e irradiarsi il rimedio omeopatico da utilizzarsi è l’Hypericum perforatum con le stesse modalità del Ledum.
Contattare in quest’ultimo caso il medico omeopata di fiducia e avvertirlo di quanto sta accadendo.
Poi è prassi comune , in ambiente ospedaliero di Pronto Soccorso, somministrare le immunoglobuline tetaniche umane e consigliare successivamente la vaccinazione per qualsiasi trauma, anche di non rilevante entità. In realtà, nonostante sia vero che ci sono delle condizioni particolari che consiglierebbero caldamente una profilassi antitetanica d’urgenza, oggi sono in molti a ritenere che le immunoglobuline vengano spesso usate a sproposito e che i protocolli sanitari per la somministrazione del vaccino antitetanico e delle immunoglobuline non solo siano complicati, ma soprattutto che non siano mai stati supportati da alcuno studio scientifico sperimentale .
Per cercare di evitare i pericoli dell’iperimmunizzazione (il cui rischio scatta a dosi molto personali), crediamo sia importante, prima di effettuare la vaccinazione antitetanica sia in soggetti che hanno già eseguito più di un inoculo, sia in quelli che hanno completato il ciclo da più di 5 anni, consigliare di effettuare il dosaggio plasmatico degli anticorpi antitetanici.
Esiste l’immunità naturale verso il tetano?
Nella letteratura scientifica sono numerosi gli studi che esaminano l’entità degli anticorpi specifici contro il tetano per valutare l’efficacia delle campagne vaccinali. Al contrario, l’esistenza di una immunità naturale specifica nei confronti di questa malattia non è stata studiata in maniera approfondita. Per immunità naturale specifica si intende la presenza di anticorpi specifici contro il tetano nel sangue di soggetti che non sono mai stati vaccinati.
Nella nostra esperienza è sempre più frequente il riscontro di bambini mai vaccinati che però presentano un adeguato titolo anticorpale antitetanico nel sangue (cioè in quantità sufficiente per fornire una protezione immunitaria contro il tetano)
Qual è la Soglia protettiva degli anticorpi contro il tetano?
Avere una adeguata concentrazione della specifica antitossina antitetanica circolante nel sangue è ritenuta una sicura misura di profilassi della malattia. In molti studi epidemiologici è stato accertato che un livello di anti-tossina di 0,01 UI/ml di siero è sufficiente a conferire una protezione contro il tetano
Quanti casi di tetano pediatrico ci sono in Italia?
La malattia tetanica è presente in tutto il mondo e si presenta in modo sporadico; è più frequente nei soggetti non vaccinati, ma può colpire anche persone parzialmente o anche completamente immunizzate dalla vaccinazione.
I dati italiani pubblicati dal nostro Ministero della Salute dal 1993 in poi illustrano chiaramente che oggi i casi di tetano semplicemente non esistono più in età pediatrica, mentre sono più frequenti tra gli adulti.
All’estero la situazione è sovrapponibile. In Germania, ad esempio, solo l’80% dei bambini sono vaccinati, eppure non esiste alcun caso di tetano pediatrico da più di 30 anni.

Qual è la mortalità di tetano pediatrico?
La mortalità per tetano varia dal 10% al 20% , in adulti in condizioni di salute generale buone. È quasi sempre causata da scarsa igiene e insufficiente attenzione alla ferita subita. Ciò è confermato dal fatto che la mortalità è 150-200 volte maggiore nei Paesi in via di sviluppo rispetto i Paesi industrializzati.
Secondo dati americani ufficiali di circa 20 anni fa , la letalità varia in base all’età dei soggetti ammalatisi di tetano:
– è assente sotto i 20 anni di età;
– è del 2,3% nei pazienti di 20-39 anni;
– è del 17% tra quelli di 40-59 anni;
– sale a circa il 18% nei soggetti sopra i 60 anni;
– può avvicinarsi al 50% sopra gli 80 anni.

In Italia, negli anni 1994-2003, il 70% dei casi di tetano si è manifestato negli ultra 65enni .
La possibilità di guarigione nelle persone più giovani (forse grazie alla salute più robusta o a qualche fattore fisiologico che ancora non è stato chiaramente identificato) in genere è più elevata rispetto a quanto accade negli anziani .
Ancora oggi molti sostengono che la mortalità per tetano sarebbe minore tra i soggetti che hanno ricevuto almeno una o più dosi di vaccino antitetanico, ma questi dati non solo non sono confermati dagli studi epidemiologici, ma vengono contraddetti dallo studio dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta (USA)

Quando è utile vaccinare un bambino contro il tetano?
Prima di somministrare una vaccinazione antitetanica come profilassi medica, attentamente soppesati i pro e i contro, perché il vaccino non è esente di rischi per una patologia che potrebbe anche non manifestarsi.
In considerazione di ciò, va sicuramente condannato ogni intervento vaccinale motivato solamente da ragionamenti medico-legali che il medico attua semplicemente per proteggere se stesso.
Inoltre, la vaccinazione antitetanica può essere eseguita anche in età pediatrica, ma è palese che non è assolutamente razionale somministrarla nell’età neonatale, specie in modo massivo a tutta la popolazione appena nata .
In età neonatale, pertanto, proprio per l’estrema delicatezza degli equilibri immunitari ancora in via di maturazione, una vaccinazione antitetanica di massa, e quindi non personalizzata, analogamente a qualsiasi altra vaccinazione, è fortemente controindicata.
Sarebbe da attendere che il bambino abbia un sistema immunitario un po’ più strutturato.
Nonostante queste conclusioni, avvalorate da un’ampia letteratura scientifica che testimonia il parere concorde di molti studiosi di questo campo, il nostro Ministero della Salute obbliga la vaccinazione antitetanica a partire addirittura dal 2°-3° mese di vita. Ci si chiede allora quale senso possa avere una vaccinazione iniziata a questa età:
– Per le infezioni ombelicali da tetano dei neonati che da noi non esistono più?
– Per le tossinfezioni causate da ferite infettate da spore del tetano in un bambino che neppure cammina?
– Per la paura di una infezione che nel nostro Paese non colpisce neppure i bambini?
– Per il concetto dell’immunità di gregge e quindi per proteggere la comunità anche se il tetano non è una malattia trasmissibile?.
Efficacia della vaccinazione antitetanica
Chi vuole coprire i propri figli con la vaccinazione antitetanica deve mettere in conto di vaccinarli tre volte : dopo la prima si prevede un richiamo ai tre mesi ed uno all’anno. Si ripunge dopo cinque anni e se si seguono i protocolli ufficiali ci si deve rivaccinare ogni 10 anni ,ma quegli stessi protocolli sostengono che se la vaccinazione è stata eseguita da oltre cinque anni ci si deve considerare scoperti e a quel punto sarebbe meglio vaccinarsi ogni cinque anni per il resto della vita , quindi , considerando una vita media 18 volte. Praticamente non lo fa nessuno e non succede nulla di statisticamente rilevante

VACCINARE CONTRO LA DIFTERITE A TRE MESI HA UN SENSO?

La difterite è una malattia batterica contagiosa e mortale nel 5-10% dei casi che colpiscono le vie aeree. I soggetti che superano la malattia in modo spontaneo acquisiscono una immunità duratura, ma non è eccezionale un secondo attacco di difterite in coloro che producono una scarsa quantità di anticorpi. L’incidenza della malattia è andata gradualmente riducendosi dagli anni ’60 agli anni ’80 grazie alle migliorate condizioni di vita e all’uso degli antibiotici ed oggi è praticamente scomparsa.Dopo la vaccinazione il titolo degli anticorpi antianatossina difterica cala rapidamente e dopo 2 anni diventa minimo.
OMISSIS:::::::

LA VACCINAZIONE ANTIPOLIO E’ ANCORA UTILE ED HA UN SENSO?
Esistono due tipi di vaccino antipoliomielitico che prendono il nome dagli studiosi che li hanno messi a punto: il vaccino Sabin a virus vivi attenuati e il vaccino Salk a virus uccisi o inattivati. Il vaccino Sabin è costituito da virus vivi modificati in modo da non provocare la malattia, ma capaci di stimolare la produzione di anticorpi nel ricevente. Il vaccino viene somministrato per bocca. Talvolta la prima somministrazione può causare una grave complicazione come la poliomielite paralitica post-vaccinica .Inoltre il virus così modificato può diffondere e provocare la poliomielite addirittura tra le persone che vengono a contatto con il soggetto vaccinato. Infatti i virus contenuti nel vaccino rimangono nell’intestino e vengono eliminati con le feci dal bambino vaccinato per circa 4 settimane. Il vaccino Salk, invece, contiene i virus della poliomielite uccisi e viene somministrato attraverso un’iniezione per via intramuscolare o sottocutanea. Questo vaccino causa sicuramente meno reazioni avverse gravi del primo vaccino ma, come qualsiasi altra sostanza estranea all’organismo, può determinare, se pure con una bassa frequenza, reazioni allergiche e altre più rare reazioni avverse alterando il delicato bilanciamento della risposta immunitaria Th1/Th2. Attualmente nel nostro Paese si usa solo il vaccino Salk, mentre quello Sabin (meno costoso) continua ad essere usato nel Terzo Mondo. Questa malattia è ormai scomparsa in Italia come nel resto d’Europa: il 21 giugno 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti ufficialmente dichiarato l’Europa libera dalla poliomielite.Anche in questo caso sono le migliorate condizioni di vita e di igiene ,e non la vaccinazione , ad avere debellato il virus che non può essere “importato” da extra comunitari, come certa propaganda cerca di diffondere come messaggio inquietante. …OMISSIS

ABBIAMO ANCORA DUE VACCINI “ FACOLTATIVI” NELL’ ESAVALENTE ( Infanrix):
-ANTIPERTOSSE
-ANTIHAEMOPHILUS B
A COSA HA PORTATO IL VACCINO ANTIPERTOSSE
In Gran Bretagna i pediatri sostengono che un quinto dei bambini con tosse persistente ha la pertosse. Questa è un’altra prova del fallimento della profilassi vaccinale, Oltre i danni è avvenuta una mutazione del germe Bordetella Pertussis e la sua incontrollata diffusione anche negli adulti . Invece di ammettere l’errore che la politica vaccinale ha fallito , la proposta che viene oggi fatta è quella di intensificare le sedute vaccinali ed di estenderle agli adolescenti.

CHE SENSO HA FARE A TRE MESI IL VACCINO CONTRO L’HAEMOPHILUS B ?
Qui si parla di emofilo, si potrebbe mettere piuttosto qualcosa preso da qui:
http://www.assis.it/la-grande-paura-fatti-dicerie-e-invenz…/

La meningite spaventa i genitori più di tante altre malattie. Non c’è da stupirsene: i mezzi di comunicazione amplificano a dismisura l’allarme per questa malattia, basandosi su dati di fantasia o proposti in modo distorto.
Quindi per evitare – proposito eccellente – un certo numero di complicanze e di decessi dovuti alle malattie si propone la vaccinazione ; si introducono già al terzo mese di vita nell’organismo del bambino virus, tossine, parti di DNA, proteine ed altre sostanze di cui si conosce solo l’effetto diretto di stimolazione della risposta anticorpale, ma non si sa nulla sui possibili effetti a lunga data. Sebbene, in astratto, l’immunità dell’organismo contro certe malattie potrebbe aumentare per mezzo di un vaccino – che è quanto si desidererebbe – la pratica in realtà mostra che l’intero sistema difensivo può esserne molto indebolito. I neonati , ma soprattutto i nati pre-termine , gli small for date (per la loro fisiologica condizione di vita) sono particolarmente deboli a livello immunitario e, se non facciamo attenzione, non solo li possiamo rendere ancora più deboli, ma li possiamo anche squilibrare per sempre ( anche perché vengono comunque vaccinati in base alla loro età cronologica e non in base alla situazione clinica di nati pre-termine);
– i vaccini pediatrici possono causare gravi danni specie se inoculati contemporaneamente in numero elevato e in bambini molto piccoli;
– alcuni bambini, anche se nei primi mesi appaiono perfettamente sani, hanno una particolare predisposizione a presentare danni in seguito alle vaccinazioni (ipogammaglobulinemia, alterazioni dell’assorbimento intestinale dei nutrienti, carenza di determinate sostanze biologiche a livello cerebrale, stress di vita, presenza di patologie latenti, ecc.).Pertanto, sembrerebbe più che razionale eseguire alcuni esami ematochimici nei soggetti a rischio e in particolare nei bambini piccoli che dovrebbero ricevere i vaccini pediatrici, in modo da avere qualche elemento in più per capire se sono nella condizione di sopportare lo stress immunitario delle vaccinazioni senza gravi rischi per la loro salute .Su questa linea ,molto sensata , si era espressa anche la Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 20-23 giugno 1994 che recitava : “È necessario porre in essere una complessa e articolata normativa di carattere tecnico che individui esami chimico-clinici idonei a prevedere e prevenire possibili complicanze da vaccinazione”. Purtroppo il nostro Ministero della Salute invece di rispondere prontamente sollecitando i Centri specializzati a cercare e a promuovere i test più appropriati e la messa a punto di test nuovi, ha risposto ben 5 anni dopo con la Circolare Ministeriale del 7 aprile 1999 che decreta che non si prevedono esami chimico-clinici da eseguire prima della somministrazione dei vaccini, Il problema è stato ulteriormente aggravato anche da un insensato articolo del 2002 firmato dai CDC americani che afferma addirittura di non ritenere necessari a livello routinario né la visita medica prima di una vaccinazione né altri accertamenti invasivi Perché? Anche il semplice buon senso ci pone delle domande: le vaccinazioni che vengono fatte a neonati di 2-3 mesi, dei quali non conosciamo praticamente nulla, sono veramente così innocue da non necessitare di alcun accertamento preliminare per assicurarsi che il neonato le possa tollerare senza subirne danno e sono anche così innocue da non richiedere neppure una visita medica preventiva?
-I vaccini sono farmaci o alimenti?E se sono farmaci veri e propri, è lecito pensare che esista un farmaco senza effetti indesiderati? È lecito far correre un rischio, anche grave, ad un soggetto potenzialmente sano e addirittura ad un bambino che ha davanti a sé tutta una vita? Esistono dei farmaci che devono essere somministrati a tutti in modo massivo e incondizionato? È quindi lecito imporre a tutti per legge il trattamento vaccinale? Una corretta decisione se vaccinare o meno, ed eventualmente quando vaccinare, può scaturire solo da una valutazione molto approfondita del bambino, che però può essere fatta solo da un medico che lo ha visitato più volte e che ha raccolto in modo attento la sua storia e quella dei suoi genitori(partendo addirittura dai 2-3 anni prima del suo concepimento).
OMISSIS…

Cosa succede dopo che è stato iniettato un vaccino ?
Immunosoppressione post- vaccinale
Un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post- vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l’inoculazione. Questa fase sembra non sia molto nota ai medici che vaccinano. Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da linfociti del 50%, più di due vaccini insieme ,del 70% I vaccini riducono il numero dei globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili .La letteratura medica ci dà indicazioni puntuali su vaccini di un tipo che possono aumentare l’incidenza di malattie virali d’altro tipo.Osserviamo, ad esempio, un gruppo di bambini apparentemente in buona salute, sviluppare dopo una vaccinazione tutta una serie di infezioni, oppure bambini in cui preesistenti disturbi si aggravano nettamente.
Un sistema immunitario indebolito si manifesta spesso con raffreddori cronici, infezioni alle orecchie, bronchiti, mal di gola; questi sono quadri oramai frequenti di malattia. L’indebolimento immunitario è poi peggiorato da un accanimento terapeutico farmacologico irrazionale con l’utilizzo di antibiotici e di antinfiammatori, così che vediamo bambini piccoli sempre più malati. L’indebolimento delle difese si può ascrivere ad uno spostamento dal livello dell’immunità cellulare (legata all’attività dei globuli bianchi) al livello dell’immunità umorale ( legata all’attività anticorpale): una vaccinazione rinforza l’immunità umorale e indebolisce quella cellulare. Se ciò accade quando il bambino ha solo pochi mesi di vita e la sua immunità cellulare è in via di formazione, la conseguenza sarà una forte diminuzione del suo meccanismo naturale di difesa e una maggiore sensibilità a contrarre infezioni in genere. La maggior parte degli immunologi è dell’opinione che il sistema immunitario dell’organismo se è spostato troppo dal livello cellulare al livello umorale diventa molto meno efficace e qualsiasi disturbo comincia ad assumere un carattere di cronicità: questo spiega il considerevole aumento delle “allergie” nei bambini .La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quel che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando entrano in contatto con un virus: ovvero l’iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero e indisturbato verso alcuni organi o apparati più delicati e questa volta vulnerabili. Un’altro degli effetti della vaccinazione è di aumentare la permeabilità intestinale ed emato-encefalica, con la conseguenza di favorire il passaggio virale ai tessuti periferici.

OMISSIS….

I vaccini multipli e molto frequenti iper-stimolano la MICROGLIA ( astro cito e oligodendrociti del sistema nervoso ) provocando il rilascio di sostanze tossiche come radicali liberi, citochine , chemochine che danneggiano le cellule cerebrali e le loro connessioni sinaptiche ; questa è la base di molte patologie neuro degenerative : spettro autistico , sclerosi a placche. Sta di fatto che i vaccini sono agenti invasivi nel corpo umano. La storia della medicina dimostra che dopo l’utilizzo di un prodotto vaccinale su larga scala, per un periodo sufficientemente lungo, questo può provocare danni a numerosi bambini e finisce, a volte, per essere ritirato dal commercio (vedi vaccino antipertosse cellulare, antiepatite B etc…) .Quando la scienza e lo Stato “ scoprono” questi effetti dannosi corrono ai ripari: non mettono ovviamente in discussione il principio della vaccinazione e della sua obbligatorietà e tantomeno i metodi di sperimentazione, controllo e distribuzione del prodotto, bensì organizzano una campagna pubblicitaria a sostegno del nuovo prodotto che immetteranno in commercio e ne decantano i sicuri benefici.
E’ innegabile che questo tipo d’intervento sanitario abbia contribuito efficacemente a ridurre la morbosità di alcune gravi malattie, anche se certi studi statistici contestano questo dato. Le vaccinazioni sono un’arma di prevenzione per le malattie infettive ed una delle conquiste della medicina, ma hanno un unico difetto sono farmaci e sono iniettati in quantità eccessiva e in periodi troppo ravvicinati.
Per questi motivi nonostante che da parte dei pediatri tradizionali, delle autorità sanitarie, degli organi di stampa, ci sia un coro unanime d’inviti più o meno categorici a far fare ai bambini i vaccini sia obbligatori che facoltativi, i dubbi e le perplessità sulle vaccinazioni non sono pochi. A nostro parere l’informazione ricorrente fornita circa la totale innocuità dei vaccini ha determinato una falsa certezza negli operatori sanitari e negli utenti della sanità ; perciò qualunque segno clinico di reazione avversa da vaccino, anche sospetto, non è preso in considerazione; quasi mai sono segnalati i segni mascherati d’encefalite blanda da vaccino : iporesponsività, pianto inconsolabile protratto per alcune ore, obnubilamento del sensorio, iperpiressia superiore ai 38°, il grosso pomfo cutaneo che si forma nel punto d’inoculazione del vaccino sul quadricipite femorale. Questa è la scheda ,prevista dalla Legge 210/92, che dovrebbe essere consegnata ai genitori di ogni bambino vaccinato per segnalare le reazioni al vaccino.

I danni da Mercurio e Alluminio

Il 21 giugno 2000 il FDA (Food and Drug Administration, USA) ha affermato che i bambini che ricevono dosi multiple dei vaccini contenenti thimerosal (composto di mercurio) potrebbero essere esposti ad una quantità totale di mercurio che eccede i limiti federali. Il 1° luglio 2000, la FDA ha quindi inviato una lettera ai produttori di vaccini chiedendo la rimozione del Thimerosal. Anche l’agenzia europea per la valutazione dei prodotti medicinali (E.M.E.A.) ha sollecitato le industrie farmaceutiche a mettere a punto un vaccino pediatrico senza thimesoral al più presto possibile. Per rispondere a questa richiesta le aziende produttrici di vaccini hanno sollecitato e ottenuto una campagna di massa con vaccino esavalente privo di thimerosal ma contenente alte dosi d’alluminio. In Italia, i nostri figli hanno ricevuto contemporaneamente dal 1992 due vaccini e in seguito ben tre vaccini che contengono mercurio (antipolio iniettabile, Antiepatite B, Antidiftotetanica). La dose di mercurio nei vaccini somministrati all’età di tre mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione giornaliera massima L’adiuvante più usato è l’alluminio (Alluminio ossido idrato (AlOH3) e Alluminio fosfato (AlPO4) assieme al Fenossietanolo. In diversi casi si possono scatenare reazioni da ipersensibilità verso questi componenti, anche se il più delle volte è ben difficile capire quale sia il componente che ha scatenato la reazione nel ricevente.
La tossicità del Mercurio
Non è vero che i vaccini non contengano più mercurio come ci inducono a credere. Semplicemente non c’è obbligo di dichiararlo se la quantità utilizzata rientra nei “limiti di legge”, come se ci possa essere una quantità di mercurio da considerarsi innocua .Ma andiamo con ordine. Si propone un articolo del sito VacTruth.com che affrontava il problema del mercurio nel vaccino contro Difterite, Tetano e Pertosse (DTaP): secondo l’articolo nonostante quanto affermato dalle autorità sanitarie e dall’ordine dei pediatri americani questo e alcuni altri vaccini continuano a contenere thiomersal, un antimicrobico composto da mercurio organico utilizzato nelle prime fasi di produzione del vaccino e come conservante.
In Italia , solo per fare un esempio, l’INFANRIX HEXA – contiene Mercurio [Hg] nella quantità di 10 ppb [parti di miliardo] ovvero 0,01 ppm [parti per milione] ovvero 0,010 mg/Litro. Tutto questo confermato da uno studio indipendente pubblicato su PubMed condotto da ricercatori australiani [Austin DW, Shandley KA, Palombo EA] Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule [Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40]E non solo questo: le aziende sono autorizzate a omettere di dichiarare la presenza di Mercurio qualora la sua quantità sia inferiore a 40 nanogrammi. Questa quantità “legale” è stata stabilita dall’EMEA [Ente Europeo per i Farmaci] che tuttavia non cita studi nella sua disposizione che abbiano motivato questa scelta . Il mercurio è stato tolto dai termometri per la sua pericolosità. Siamo consapevoli del fatto che i vaccini siano stati una conquista della medicina moderna che ha portato al quasi completo sradicamento di alcune gravi malattie infettive, ma è troppo chiedere che non contengano sostanze neurotossiche o che quantomeno i genitori ne siano correttamente informati?Non sarebbe forse doveroso riferire ai genitori quelle che possono essere le relazioni tra la presenza di mercurio nei vaccini e il possibile danno irreversibile al funzionamento del cervello dei bambini nel grembo materno e durante il processo di crescita?
Importantissimo è il ruolo ricoperto dal fenotipo d’ogni paziente : infatti le reazioni avverse del SNC sono strettamente correlate a particolari aplotipi.
Ci riferiamo espressamente alla possibilità documentata che i metalli pesanti, specie il Mercurio (Hg), sotto forma di vapori, adiuvanti vaccinali, amalgama dentario, o prodotti industriali, possano determinare irreversibili danni enzimatici nel ciclo della respirazione cellulare, con danni irreversibili sul DNA, sia nucleare, sia mitocondriale.
Ciò che è importante considerare è che l’azione dei metalli pesanti non è correlata alle dosi “tossiche” degli stessi ma all’azione diretta anche di minimi quantitativi che sono in grado di agire sulla biochimica delle cellule nervose.
Il thiomersal è un composto organico del mercurio con un peso molecolare (PM) di 405, del quale il 50% è determinato dal mercurio (PM 200,6) . Il composto è detto anche sodio etil-mercurio-tiosalicilato, mercurio tiolato di sodio, mertiolato.
Studi clinici confermano che il mercurio:
1) produce danno biologico agli esseri umani alle dosi considerate tollerabili.
2) iniettato è più dannoso del mercurio ingerito.
3) colpisce il sistema nervoso centrale ed è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo.
4) entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del bambino perché la barriera emato cerebrale è più recettiva; è stato dimostrato che neonati esposti al mercurio, diversamente da ciò che accade negli adulti, accumulano notevolmente più mercurio nel cervello rispetto ad altri organi.
5) i bambini sotto i sei mesi non riescono ad espellere mercurio, principalmente per la loro incapacità a produrre bile, la principale via d’escrezione del mercurio organico.
La tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità d’esposizione è maggiore di quella d’eliminazione. In tal modo c’è una neurotossicità ritardata nel tempo, che può manifestarsi mesi dopo l’esposizione interferendo con la migrazione neuronale e deprimendo la divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo.
La commissione dell’FDA americano ha valutato in uno studio del 2001 la possibilità di correlazione fra Thimerosal e specifici sintomi neuro comportamentali in 400.000 bambini seguiti nell’ambito del progetto di monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini .E’ stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa tra esposizione cumulativa al mercurio e ritardi nello sviluppo, tic, sindrome da deficit attentivo, minori capacita di linguaggio e d’apprendimento.
L’organo bersaglio è rappresentato quindi dalla struttura cellulare della Glia, altamente immunocompetente per la presenza sulla superficie delle proprie cellule di un grande numero di molecole HLA.

OMISSIS

La tossicità dell’alluminio
L'alluminio è presente in molte cose intorno a noi. E 'nel cibo, aria, acqua e suolo e si dice che sia innocuo se ingerito in quanto non si assorbe nel corpo. L'alluminio è messo nei vaccini come adiuvante per aiutarli a "lavorare meglio" .
Allora, qual’è la preoccupazione per l'iniezione di alluminio nel flusso sanguigno? Secondo la FDA: "L'alluminio può raggiungere livelli tossici con prolungata somministrazione parenterale (iniettato nel corpo) se la funzione renale è compromessa. La ricerca indica che nei pazienti con funzione renale compromessa, compresi i neonati prematuri che ricevono con la vaccinazione, una dose di alluminio superiore 4 a 5 microgrammi ,per chilogrammo di peso corporeo si dimostra un accumulo tossico per il sistema nervoso centrale e le ossa [ per un neonato, questa dose tossica sarebbe da 10 a 20 microgrammi, e per un adulto sarebbe di circa 350 microgrammi]. Food and Drug Administration, Documento NDA 19-626 / S-019
Quindi da tali documenti si apprende che se un bambino prematuro riceve più di 10 mcg di alluminio questo si può accumulare in ossa e cervello. Comunque i dosaggi massimi raccomandati dall’ FDA per l'alluminio è di 25 mcg al giorno.
Ma quanto l'alluminio si trova nei vaccini che vengono somministrati di routine per i bambini ? Nel solo vaccino esavalente, somministrato a tre mesi , la dose di alluminio è di 850 mcg .
Studi clinici hanno dimostrato che la molecola dell’alluminio ha la facoltà di allontanare tra loro le molecole HLA di superficie, determinando la rottura dei legami aminoacidici e la conseguente formazione di antigeni solubili. Recentemente si è scoperto che l’alluminio rientra come fattore etiopatogenico nelle encefalopatie, sofferenze scheletriche e nelle anemie specificatamente osservate nel corso dei trattamenti dialitici. E’ stato anche ipotizzato che rientri nella patogenesi della malattia di Alzheimer, e studi sperimentali su animali hanno confermato la neurotossicità.
P.Zatta che opera presso il CNR è coordinatore del progetto “Interdisciplinary approach to the study of alumin toxicity” a nella sua relazione presentata alla conferenza internazionale Metalli e Cervello ha fra l’altro dichiarato :
1) I pazienti a rischio di sovraccarico iatrogeno da alluminio sono i pazienti con insufficienza renale i neonati e i bambini. La concentrazione d’alluminio del siero di questi pazienti dovrebbe essere inferiore a 30 mg/L.
2) Il contenuto di alluminio dovrebbe essere specificato su tutte le preparazioni alimentari e nei prodotti farmaceutici
3) I neonati pre-termine sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dell’alluminio per la loro funzione renale immatura – e vengono vaccinati comunque fra il 2° e il 3° mese di vita.
4) Tutte le preparazioni da infondere per via parenterale dovrebbero essere controllate monitorando l’alluminio. Il contenuto massimo d’alluminio da infondere a neonati e bambini dovrebbe essere di 10 microgrammi /L.
Non tutti i bambini cui è iniettata una certa dose di mercurio e di alluminio sviluppano le stesse reazioni. La suscettibilità all’intossicazione dipende da fattori genetici e ambientali quali:
1) l’abilità a disintossicare i metalli pesanti
2) la capacità a mantenere una microflora intestinale equilibrata, da cui dipende la maggior parte della rimozione dei metalli.
3) l’ipersensibilità immunitaria al mercurio e all’alluminio.

OMISSIS…

IMMUNITA' DI GREGGE, COPERTURE VACCINALI E MALATTIA

Si ritiene, com'è noto, che la cosiddetta herd immunity si raggiunga con almeno il 95% di popolazione vaccinata e che il raggiungimento di questo traguardo sia necessario per impedire la reintroduzione del virus e la sua circolazione e trasmissione tra i contatti. Dato che tutte le strategie vaccinali hanno sempre teso e tendono a questo traguardo, si deduce che tale criterio si basi sulla comprensione del comportamento della malattia e dell'effetto della vaccinazione.
Ossia: se la copertura è al di sotto del 95% la malattia si comporta in un modo, al di sopra del 95% in un altro. Eppure, la realtà dei fatti pare contraddire tale assioma. Ci sono infatti innumerevoli paesi nel mondo con coperture al di sotto del 95% dove però la malattia ha comportamenti e andamenti completamente differenti: in alcuni paesi è completamente sparita, in altri ricompare a ondate epidemiche, in altri ancora rimane endemica. Perché? Confronto tra Pakistan (polio endemica) e Congo (polio epidemica). Abbiamo messo a confronto la situazione di due paesi lontani tra loro, Pakistan e Congo, che hanno in comune la copertura al di sotto del 95% , il fatto di essere definiti ancora “in via di sviluppo” e il fatto che le condizioni igienico-sanitarie e di vita sono molto lontane dagli standard occidentali. Quindi, teoricamente, la malattia dovrebbe avere lo stesso andamento, ma non è così. Abbiamo osservato che in Congo, con coperture estremamente più basse negli anni rispetto al Pakistan, i casi sono stati assolutamente sporadici, per la maggior parte uguali a 0 . In Pakistan le coperture sono andate progressivamente aumentando e si sono attestate su livelli di parecchio superiori rispetto a quelle del Congo, ma la polio è ancora definita endemica e i casi sono presenti con numeri elevati e in maniera costante. Analogo raffronto può essere fatto, per esempio, con i dati dell'Angola, del Niger e della Somalia. Sarebbe dunque interessante sapere stato vaccinale, età e condizione dei malati, eventuali cluster di suscettibili nelle zone dove si sono verificati i casi e se i soggetti colpiti rientrano tra quelli suscettibili. Abbiamo poi messo a confronto due paesi, Pakistan e Austria, accomunati soltanto dalle coperture vaccinali che restano al di sotto del 95%, ma che divergono moltissimo in fatto di condizioni di vita e condizioni igienico-sanitarie. Per di più in Austria si utilizza il vaccino a virus inattivato IPV, che viene ritenuto meno efficace dell'OPV. E ancora, per esempio, l'Ucraina che non ha casi di polio benché negli ultimi anni abbia avuto copertura vaccinali che hanno addirittura toccato il 57%. Altro fenomeno da sottolineare è quello relativo al Sud America, libero dalla polio (negli ultimi 17 anni ci sono stati solo casi di polio da vaccino nel 2000 e 2001 ) malgrado ci siano diversi paesi che non raggiungono la copertura che garantisce la herd immunity: in Venezuela negli ultimi 17 anni la copertura ha oscillato tra il 62 e l'87%; in Perù dall'89 al 95%; in Paraguay tra l'80 e il 90%; in Guatemala tra il 73 e il 94%; in Costa Rica quasi sempre sotto al 90%; in Bolivia dal 57 all'84%.OMMISSIS ……

LA PAURA IMMIGRAZIONE

Richiediamo pertanto chiarimenti anche su questi fenomeni, in base ai dati di cui disponete e che vorrete rendere accessibili e fruibili a tutta la comunità medica. Peraltro, essendo venuti a conoscenza della lettera di due medici tedeschi (Martin Eichner, dell'università di Tubinga, e Stefan Brockmann dell'ufficio regionale per la salute pubblica di Reutlingen) pubblicata su Lancet , abbiamo analizzato e valutato attentamente i segnali che venivano indicati come allarmanti. «Con la polio in Siria sono a rischio i paesi europei con coperture vaccinali basse perché i rifugiati potranno reintrodurre il virus, quindi vanno prese misure estese» si legge nella lettera. Eppure i dati Eurostat evidenziano come da anni l'Europa ospiti decine di migliaia di rifugiati dai paesi dove la polio è endemica e dove continuano a esserci epidemie senza che nessun caso si sia verificato nei paesi europei ospitanti. Gli autori scrivono ancora: «Centinaia di migliaia di persone stanno fuggendo dalla Siria per cercare rifugio nei paesi vicini e in Europa. Poiché solo 1 su 200 individui non vaccinati infettati con poliovirus selvaggio di tipo 1 sviluppa la paralisi flaccida, gli individui infetti possono circolare diffondendo il virus senza essere scoperti». «Nei paesi con bassa copertura vaccinale (per esempio Bosnia ed Erzegovina [87%] e Ucraina [74%], soprattutto con basse coperture utilizzando vaccino inattivato (come l'Austria [83%]), l'immunità di gregge potrebbe non essere sufficiente per prevenire la trasmissione del virus». Ma, sempre stando ai dati Eurostat, i rifugiati giunti in questi anni si sono recati anche in Austria, Ucraina e nei paesi con copertura vaccinale al di sotto del 90%.
Nel 2012 oltre 100mila rifugiati hanno trovato protezione in Europa e i primi paesi d'origine sono l'Afghanistan (dove la polio è endemica), la Siria, la Somalia. Poi vengono anche Pakistan e Nigeria (altri due paesi dove la polio è endemica), Mali, Costa d'Avorio e così via, dove ci sono ricorrenti epidemie di polio. Peraltro in Siria nel 2012 il virus della polio doveva essere già in circolo, visto che gli stessi autori su Lancet hanno affermato come occorra un anno di trasmissione silente per dare poi luogo a casi di paralisi flaccida e prima che si evidenzi un'epidemia. Eppure nessun caso di polio è stato individuato in Europa nel 2013.Abbiamo anche considerato i dati degli anni precedenti. Nel 2011 l'Europa ha dato asilo a 84.100 richiedenti asilo, 75800 nel 2010 ; i gruppi maggiori venivano dall'Afghanistan (13.300 persone), dall'Iraq e dalla Somalia. Nel 2009 i rifugiati in Europa sono stati 78800, nel 2008 75100, da Afghanistan, Somalia e così via. Eppure nessun caso di polio è stato individuato nei paesi europei ospitanti. Gli autori peraltro affermano che secondo loro non è sufficiente vaccinare solo i rifugiati, mentre invece il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie afferma che è sufficiente. Quindi non c'è accordo. OMISSIS

Più che continuare a somministrare nuove vaccinazioni sarebbe bene rivedere il tutto a garanzia della salute del bambino attuale e futura …e questo non si sta facendo!"

Dott. Carlo Tonarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Genova

Specialità in Pediatria

Specialità in Neonatologia

Specialità in Psicologia Clinica

Tutte conseguite presso l'Ist."G.Gaslini" di Genova

La causa primaria del cancro

Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.
Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro. Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.
Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido. (Nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule.)
L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno
La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.
Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia:. Se una persona ha uno, ha anche l’altro”
Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo.
Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno.” Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.
Egli ha dichiarato: “privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore e’ possibile convertirla in un cancro” “Tutte le cellule normali, hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno”. (Una regola senza eccezioni.) “I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.””
Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori,” Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno). Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno. Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che ha alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

In sintesi:
Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

Importante: Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. in altre parole ….. dipende unicamente da ciò che si mangia.
Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.”
E ‘importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino(poco di sopra al 7). In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45. Se il pH del sangue di una persona inferiore 7, va in coma.

Gli alimenti che acidificano il corpo:
* Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (E’ il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas)Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
* Carne. (Tutte)
* Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
* Il sale raffinato.
* Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
* Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
* Margarina.
* Antibiotici * e medicine in generale.
* Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
* Alcool.
* Tabacco. (Sigarette)
* Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
* Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

Il sangue si ‘autoregola’ costantemente” per non cadere in acidosi metabolica garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (Per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbidiscono il corpo.
Dobbiamo tener conto che CON il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno”, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.

 Gli alimenti alcalinizzanti:
* Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio) Verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.
* I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti) (non fatevi ingannare dal sapore acidulo)
* I frutti producono abbastanza ossigeno.
* Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.
* I cereali integrali: L’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti.
*Il miele è altamente alcalinizzante.
* La clorofilla la pianta è fortemente alcalina. (Da qualsiasi pianta) (in particolare aloe vera, aloe noto anche come)
* L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.
* L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”
L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti. Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.
Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi. Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il piu’ possibile.”

Inutile dire altro, non è vero?

Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente: “Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.”

Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile per il cancro di comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido. In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.

Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”. “Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.

Dr. Theodore A. Baroody ha detto nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die): »In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie Ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale:. Molte scorie acide nel corpo”

Dr. Robert O. Young ha detto: “L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare allora le malattie si manifestano.”

E la chemioterapia? La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che ricorre alle riserve alcaline del corpo immediatamente per neutralizzare l’acidità tale, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli. Per questo motivo osserviamo tali alterazioni nelle persone che ricevono questo trattamento e tra le altre cose la caduta dei capelli. Per il corpo non vuol dire nulla va senza capelli, ma un pH acido significherebbe la morte.

Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia sono alcune delle attività più remunerative che esistano..Si parla di un giro multi-milionario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato. Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto. Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica. E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura tanto quanto l’industria alimentare produce.

Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: “… Può capitare a chiunque ……”

No, non poteva!

“Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”. Ippocrate (il padre della medicina )

Fonte: http://raggioindaco.wordpress.com/2012/10/30/la-causa-primaria-del-cancro/

La sanità in Lombardia: l’eredità di Formigoni. Viva perché ad un’infermiera serviva la mia barella.

Ospedale

La mia storia è una storia di
malasanità grave che denuncia una situazione preoccupante in
Lombardia e non solo. Nonostante ci siano delle eccellenze la qualità
generale del personale medico è scarsa soprattutto nei pronto
soccorsi con i pericoli che ne conseguono per la vita delle persone.
Oggi io sono viva perché ad un'infermiera serviva la mia
barella.

A dicembre una ginecologa di Milano da
150 € a visita (ex Niguarda) mi diagnostica una cisti ovarica e mi
dice che io non potevo rimanere incinta in maniera naturale per un
valore ormonale basso (amh) e che sarei dovuta andare in un centro
d'infertilità per la PMA. Mi fa fare i marcatori tumorali e si fissa
che io ho l'endometriosi nonostante le analisi dicano di no. Per la
cisti vuole che aspetti due mesi, durante i quali secondo lei io
dovrei, testuali parole, SPEGNERMI ma io insisto per vederci chiaro
prima ed un mese dopo ottengo di fare una sonoisterografia alla
clinica convenzionata di città studi (ex Santa Rita) ma la collega
della mia dott.ssa si rifiuta di fare l'esame perché potrebbe essere
non una cisti ma una tuba mentre il primario dice endometriosi, chi
rilancia? Ad ogni modo mi dice ti do un'occhiata ma sbrigati che devo
andare (ma come? Non doveva farmi una sonoisterografia? Non era mica
cosa da 5 minuti) appena vede che mi fa un po' male con la sonda dice
subito, “no, no se senti dolore non facciamo l'eco devi fare una
laparoscopia.” Ma come? Questi nemmeno si prendono due minuti per
guardare e mi vogliono aprire? Prendo appuntamento alla asl di Genova
ma nel frattempo il 6 febbraio scopro di essere incinta (con esame
beta hcg). Ma come? Avevo già l'appuntamento per il centro
d'infertilità. Tempo record, la sera stessa forti dolori e piccole
perdite. Dopo due giorni le beta erano in calo e capisco che ho
abortito ma non perdo una goccia di sangue. Allora vado al P.S.
Galliera di Genova dove nel frattempo ero andata in attesa della
visita alla asl. Qui trovo un dottore che non mi mette proprio a mio agio, riferisco dell'aborto
lampo, dall'ecografia appare del liquido tra l'utero e la vescica ed
alla domanda ma dov'è finito il materiale? La risposta è “Non lo
so”. Richiede l'emocromo e le beta e dopo 5 ore di attesa con
codice bianco mi danno i risultati. Emoglobina bassa e beta in
diminuzione ma ancora positive. La dottoressa che nel frattempo è
entrata in turno non mette minimamente in discussione l'operato del
collega (poi verrò a sapere che pare che il collega sia il più bravo nelle ecografie) e mi dimette. Non ho nulla. Nessuno ha controllato le ovaia e
le tube e sul foglio del P.S. è anche specificato che nessuno mi
aveva visitata in precedenza. Mi dà il metthergin ed ho qualche
giorno di mestruazione. Il 13 febbraio faccio la visita
all'ambulatorio della asl di Genova e la dott.ssa vede chiaramente e
senza provocarmi nessun dolore la sactosalpinge destra mi dà una
terapia antibiotica ma il 22 febbraio chiamiamo l'ambulanza per forti
dolori addominali, dolori da svenire e da non potersi muovere
pensavamo ad una peritonite per via della tuba, i dolori erano
atroci, mi mettono sulla barella ed i due ragazzi del 118, non c'era
un dottore, una mi riprende tra le righe per non aver preso un
antidolorifico, l'altro mi dice che devo stare tranquilla quando io
urlo dal dolore per aver sbattuto la barella contro l'ambulanza.
Penso “ma chi li manda questi idioti” che non sanno nemmeno cos'è
una sactosalpinge anche se gli mostri l'ecografia. Arriviamo in P.S.
a Gallarate alle 12:04 con codice trasporto GIALLO. Qui mi lasciano sulla barella, da sola con una
telecamera, se avessi chiuso gli occhi come avrebbero fatto a capire
se stavo riposando od ero morta? Dopo un po' arrivano una dottoressa
ed un'infermiera credo, mi chiedono cos'ho, spiego della
sactosalpinge e dei dolori fortissimi, dico anche dell'aborto
spontaneo recente mi lasciano lì con codice VERDE. Alle 12:45 arriva
l'infermiera e dice “prendo la signora perché mi serve la barella”
e così mi porta a far la visita. Dico della recente gravidanza,
della tuba, dei dolori e delle recenti infezioni. Mi fanno un
prelievo e mi mandano a fare un'ecografia pelvica (non in
ginecologia) il dott. trova del liquido in addome fin sotto il fegato
ma ancora della tuba se ne fregano, intanto un'infermiera dice di
chiudermi la flebo per poi scoprire grazie ad un'altra che l'aveva
aperta completamente. Mi fanno una tac e continuano a spostarmi a
destra ed a sinistra su e giù dai piani con le infermiere che fanno
la faccia scocciata quando urlo dal dolore
. Mi infilano un catetere
nella vescica ed aspirano l'urina perché la flebo mi ha provocato un
globo vescicale. Finalmente dopo tre ore mi mandano in ginecologia
dove arrivo con shock emorragico acuto  per gravidanza extra-uterina con lacerazione della tuba destra.. Un'altra infermiera scema mi
guarda e mi dice devi scendere ed andare sul lettino. Dopo un po'
riesco a dirle cosa deve fare ossia abbassare la sponda, togliermi la
coperta, prendere le due flebo, il catetere ed aiutarmi. Si allertano
tutti, ginecologi, anestesista, la ginecologa chiama in P.S.
arrabbiata, dice che io sono trasparente e che non è possibile che
la mia emoglobina sia 10 inoltre che era passato troppo tempo dal
prelievo, cercano di farmene un altro ma non esce niente. Mi portano
di corsa in sala operatoria e mi fanno una laparoscopia. Il dott. G.
mi ha salvato la vita e mi ha detto poi che l'emoglobina era arrivata
a 5. Hanno dovuto farmi una trasfusione perché avevo perso un litro
e mezzo di sangue ed io sono qui a raccontarlo non perché in P.S. i
medici hanno ritenuto di fare subito un controllo ma perché ad un
certo punto l'infermiera ha pensato che prendendo me avrebbe liberato
in fretta la barella
che non so per cosa le servisse, forse per
qualcuno che si era slogato una caviglia. 

Vorrei
anche far notare che nel primo verbale del P.S. che hanno inserito
nella cartella clinica mancavano il codice di priorità, la modalità
di accesso ed il nome dell'operatore del triage, ho dovuto chiedere
di inserire il verbale
completo.
La cosa più triste è che la mia compagna di stanza che ha subito lo
stesso intervento dopo di me non è nemmeno passata dal P.S. ma è
stata accolta direttamente in reparto perché accompagnata da una
persona che lavora all'ospedale.
Che significa? Che per ricevere cure
di qualità bisogna essere amici o parenti dei dipendenti
dell'ospedale?

Milano non è meglio di Gallarate, nel
2011 vado in P.S. al Niguarda per una crisi di asma e dolori al petto
ed al braccio sinistro con tachicardia dopo aver assunto
Metronidazolo. I soliti idioti del 118 mi chiedono se ho preso
l'antibiotico a stomaco pieno e se soffro di gastrite e poi
continuano a chiedermi se il dolore al torace è persistente o va e
viene, sembra che la mia risposta “persistente” non gli piaccia e
che vogliano che io dia l'altra per accontentarli. In P.S
l'elettrocardiogramma a riposo è buono e mi lasciano due ore ad
ansimare su di una sedia finché non minaccio di andarmene. Avevo
capito che dovevo stare calma e dosare le energie per tenere a bada
il cuore, i respiri erano cortissimi, i polmoni non si aprivano del
tutto, solo ogni tanto riuscivo a tirare un respiro più profondo,
era tremendo, i pazienti mi guardavano preoccupati. La dott.ssa,
giovanissima, mi dice che soffro di attacchi di panico, perché le
allergie vengono con le bolle. L'infermiera, d'accordo con lei, vuole
darmi del valium dicendomi che è un farmaco naturale. Io li supplico
di darmi un antistaminico e me lo danno per placebo. Mi lasciano in
piedi ad aspettare il controllo mentre ansimo, ricorderò sempre quel
deficiente di infermiere dell'accettazione che mi passa accanto
mentre ansimo guardandomi malissimo perché secondo lui io li stavo
disturbando.
Dopo un'oretta torno a respirare, l'antistaminico aveva
funzionato. Scopro che le allergie vengono eccome con asma ed angina
sotto sforzo e che mi sono salvata perché ne so più dei medici del
P.S. Se questo non è grave. E se poi pensiamo che al Niguarda di
Milano ci sono medici che quando arrivi in P.S. per perdite durante
una gravidanza ti dicono che devi fare più l'amore con tuo marito,
direi che la situazione è disperata.

Questa
è l'eredità che la giunta Formigoni ci ha lasciato
,
una situazione disastrosa per quanto riguarda la scelta dei medici
negli ospedali e soprattutto nei P.S.
Nonostante
le mie segnalazioni per ora, solo il direttore generale dell'ospedale
Galliera di Genova mi ha proposto un incontro per chiarimenti sulla
vicenda.

Quindi mi rivolgo in particolar modo al presidente
Roberto
Maroni
che
oggi ha la responsabilità della salute degli abitanti della
Lombardia. Non devono più arrivare ragazzini incompetenti con il
118 o capetti arroganti, che pensano alla loro autorità piuttosto
che alla nostra salute. Non ci devono essere infermieri che non
credono ai pazienti sofferenti creando loro maggiori sofferenze o che
non sanno chiudere una flebo. Ma soprattutto ci vogliono medici
competenti, non amici di, non alle prime armi, non figli di, medici
in grado di capire se c'è un caso grave o no, non medici che non
sanno nemmeno come si può manifestare una crisi allergica. Se non
cambia davvero dovremo scappare dalla Lombardia, tra l'altro per
effettuare uno screening genetico completo per la predisposizione
alla trombofilia che non siano i tre esami di routine passati dal SSN
sono dovuta andare a Parma; e deve cambiare anche l'atteggiamento di
casta che hanno uno con l'altro coprendosi spesso a vicenda.


Demafizzare

gli ospedali significa anche far sì che gli incompetenti se ne
vadano a casa.

 

di Cinzia Bascetta

P.S.

L'incontro con il primario ed il direttore sanitario del Galliera di Genova presso l'ufficio Urp, che si prodiga per l'ascolto del malato, è stato veramente utile. Il primario dott. Gorlero ha voluto conoscere tutti i dettagli di cosa era successo per capire dove e perché avessero sbagliato (evidentemente gli preme che questo non accada), ha ascoltato con molta attenzione ed è stato l'unico in grado di ricostruire tecnicamente cosa è successo. A suo dire era molto difficile diagnosticare la gravidanza extra-uterina ma sicuramente doveva venire il sospetto di qualcosa di strano. Il 6 febbraio infatti, non ero incinta di un mese, bensì di due mesi (con beta 7.000) e dato che le fimbrie della sactosalpinge non possono risucchiare l'ovulo e per di più l'ovaia che aveva ovulato era la sinistra l'embrione è passato dalla tuba sin, poi in utero, dopodiché è stato risucchiato dalla tuba destra piena di sangue refluito dall'utero per poi impiantarsi lì e lacerare la tuba. Il dottore ci ha colpito molto perché ha dato molta importanza all'anamnesi di ogni singolo paziente piuttosto che a sterili statistiche. La prassi ormai sembra quella di fare le diagnosi in base alle statistiche dimenticando che se il 90% rientra in una casistica l'altro 10% differisce e qualcuno dovrà pur rientrare in quel 10, no? 

Una storia personale di malasanità (ma non proprio ) : quando mio figlio ha avuto l’otite da pseudomonas.

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Questa è una storia che è successa a mio figlio nell’estate del 2004, una storia di malasanità come tante, anzi, non proprio di malasanità, perché nelle storie di malasanità c’è l’errore di un medico, qui invece non c’è nessun errore: è stato eseguito tutto secondo norma e secondo “i protocolli”. Ma allora, se è cosi’ bisognerà cambiare nome alla malasanità e dargliene uno diverso. Il fatto è che queste storie di malasanità del 2° tipo (chiamiamole cosi’) sono molto, ma molto più diffuse e devastanti delle storie di malasanità classiche, quelle dell’errore medico: il problema è che il più delle volte la gente non se ne accorge neppure.

Quell’estate, mio figlio un giorno comincio ad accusare un forte dolore all’orecchio, poi sopraggiunse la febbre. Forte dolore e febbre fino a 40° non lo hanno abbandonato per oltre una settimana.

Dopo 3 giorni, come da protocolli cominciammo a somministrargli una terapia di Rocefin i.m.  3 iniezioni al giorno. Le iniezioni erano particolarmente dolorose e tutte le volte bisognava rincorrere mio figlio, che allora aveva 8 anni, per tutta la casa,  bloccarlo in due e fargli l’iniezione. Seguivano pianti, grida, morsi e successivo senso di rimorso da parte dei genitori col dubbio atroce: e se stessimo sbagliando?  Dopo 3 giorni di supplizio la febbre non scendeva e decidemmo di portarlo all’Istituto pediatrico Gaslini: No, disse il medico, il Rocefin non va bene, bisogna dare il Gentalyn. Ancora 3 iniezioni al giorno, stavolta però attraverso un ago tenuto fisso in vena che il bambino, ovviamente mal sopportava. Due giorni ancora e niente, poi miracolosamente cominciò a migliorare. Ma naturalmente la terapia andava continuata, perché, si sa, ci possono essere le resistenze.

Quando mio figlio guarì aveva perso circa 3 chili, ed era fortemente provato dalla malattia.

E non ci risollevava neppure molto il medico del Gaslini: è molto facile che il soggetto sia predisposto e che la malattia si ripresenti.  Beh, tocchiamoci gli attributi, o cio’ che era rimasto, e via.

Dopo qualche giorno raccontai la storia ad un mio  collega otorinolaringoiatra del Galliera, il dott Pagano (quindi non stiamo parlando di un mago o di uno stregone, 

anche se spesso ci azzeccano di più): ho studiato a lungo l’otite da pseudomonas e ho fatto anche delle pubblicazioni: non si cura con gli antibiotici ma con lavaggi di acido borico!

L’anno dopo il dolore si ripresento’, non sappiamo se si trattasse di nuovo di otite da Pseudomonas, anche perché non aveva neppure fatto in tempo ad insorgere la funesta sintomatologia  che l’acido borico volava già spedito verso l’orecchio di mio figlio.

Gli antibiotici si usano troppo e decisamente a sproposito . Un mio collega, appena i suoi figli hanno 38° di febbre gli spara subito gli antibiotici . Risultato: sono sempre malati. Mia figlia, questa settimana, dopo 5 giorni di febbre tra i 39° e i 40°  dovette arrendersi a mia moglie, che gli ha dato l’antibiotico. Niente da fare, quest’ultimo è stato rispedito nell’occhio al mittente: era di gusto cattivo! Ed ha fatto bene perché il giorno dopo la febbre è passata: l’influenza è una malattia virale e come tale non si cura con gli antibiotici  che anzi, debilitano il sistema immunitario aggravando la situazione. La medicina ufficiale non prevede nessuna cura contro le malattie virali; quindi o vitamine o niente!

di Gian Paolo Cavallaro (medico radiologo)

L’incolpevole invenzione di malattie dei radiologi

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Cisti renali, angiomi epatici, polipi della colecist, linfonodi reattivi (indifferenziabili da quelli normali) e via discorrendo . Una serie di reperti di nessunissima importanza abbondano nei referti di ecografia, di TAC o di radiologia tradizionale.

Le apparecchiature sono sempre più sofisticate e vedono reperti sempre di sempre minori dimensioni: questo fatto non ho mai capito se sia un vantaggio o una cosa deleteria per il paziente: i reperti sono di natura benigna, ma allora che cosa si descrivono a fare?

I reperti hanno una minima probabilità di essere maligni. E si creano ansie inutili che finiscono per determinare stress nelle persone magari sane che finiscono con l'ammalarsi sul serio.

Se un reperto non viene segnalato il paziente, al successivo controllo eseguito da qualcun'altro potrebbe invece essere segnalato (i radiologi poi, si sa , tra di loro si vogliono molto bene …) , e a questo punto potrebbe scattare la denuncia.

La denuncia è sempre più facile ed è stata favorita da una campagna pubblicitaria negativa da parte dei mass-media e da organizzazioni di avvocati con scarsa clientela che hanno fiutato il business nelle pratiche medico legali.

A questo punto non rimane altro che segnalare i reperti, qualunque reperto avesse 1 probabilità su10.000 di essere un tumore.

E la cosa non avviene soltanto nella patologia cronica ma anche in quella acuta , ad esempio per eventi traumatici , dove accadono le cose più sconcertanti: il medico di pronto soccorso manda il paziente a fare i raggi a 8 segmenti ossei nonostante il dolore forte ce l'abbia in uno solo; il radiologo su 8 segmenti vede reperti dubbi anche in punti non dolent; l'ortopedico non si assume la responsabilità di dire che non c'è niente. Ne potrebbe seguire una TC inutile oppure , ancora peggio, un apparecchio gessato da tenere due mesi altrettanto inutile , finchè il paziente non decide sua sponte di prendere un paio di forbici e levarselo . Il commento che più di tutti gira in ospedale e in radiologia (ovviamente inter nos) è: sei venuto a rompere i coglioni, adesso ne paghi le conseguenze!

Ma torniamo un momento a parlare di patologia cronica : certi reperti non solo hanno una scarsa possibilità di essere un cancro , ma tutto l'iter diagnostico-terapeutico successivo potrebbe essere un danno per il paziente . Si fanno una valanga di ago-aspirati su reperti a minimo rischio . Ma il trauma dell'ago aspirato potrebbe far degenerare un nodulo che, benigno o no, sarebbe potuto starsene lìsenza rompere le scatole a nessuno.

Si pero', ti dicono: e se fosse un tumore?

Qui c'è un problema di ignoranza di fondo da parte della medicina ufficiale che ignora alcuni dati scientifici inconfutabili dei quali, se dovesse tener conto, si dovrebbe necessariamente dare maggiore rilevanza a determinate sostanze , come per esempio gli antiossidanti, che vogliono invece tenere chiusi in un cassetto: ci sono determinati organi dove è molto facile che venga un tumore , ma non è altrettanto facile che il paziente muoia di questo tumore:

facciamo un esempio: la tiroide. Il 30% delle persone ha noduli tiroidei: la maggior parte sono benigni, daccordo: esistono dei parametri ecografici che potrebbero orientare verso la malignità: benissimo. Ho perso il conto di quanti noduli di aspetto benigno sono stati diagnosticati come cancri all'ago-aspirato: ne segue intervento chirurgico, se va di sfiga anche una chemio o radio. L'intervento potrebbe anche far saltare qualche nervo importante come quello frenico.

Nelle autopsie su pazienti deceduti per altri motivi si trovano quasi sempre tumori , soprattutto alla tiroide e alla prostata : ma la mortalità per il tumore della tiroide è nettamente inferiore a quella del colon , mammella, polmone, pancreas, stomaco, linfomi, rene , vescica ; e non è certo per i progressi della medicina, visto che la diagnosi di tumore della tiroide , se precoce, è assolutamente casuale, ma perchè tu , col tuo sistema immunitario, sei riuscito a tenere a bada per 20 anni il tumore stesso! Allora forse sarebbe importante tenere costantemente alta l'attività del sistema immunitario!

Forse allora , se hai qualche noduletto dubbio , Qualcosa di piccolo che non si sa che cos'è inanzitutto si tiene sotto controllo. (attenzione , alcune cose sono certamente benigne e non vale neppure la pena di controllarle anche se parecchi, specie nel privato ci mangiano sopra) Si inoltre assumere terapie antiossidanti, le stesse che si usano per tumori conclamati e che a volte funzionano anche in questi casi, figurarsi sul nodulino!

Vitamina C, vit E , vit A , selenio , the' verde , a dosi massiccie (quelle che non trovi mai nelle erboristerie e nelle farmacie che vendono quasi sempre prodotti sottodosati perchè bisogna rispettare le normative statali …)

Si ma non diciamolo troppo forte, perchè se si scopre che funzionano sarebbero utilizzati per tutto il resto e le case farmaceutiche andrebbero in rovina!

Meglio di no: meglio ago-aspirare, intervenire, fare esami su esami e alla fine, far fuori il paziente!

di Gian Paolo Cavallaro (medico radiologo)

Mi è venuto il cancro. Che fare?

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La mortalità per i tumori si aggira intorno al 60% a 5 anni. Se poi si va più avanti nel tempo aumenta ulteriormente.

C'è da dire una cosa fondamentale: la percentuale di guarigione è pressocchè interamente dovuta alla chirurgia, che quando elimina radicalmente il tumore da ottime possibilità di sopravvivenza in tumori come il colon o la mammella, purchè diagnosticati precocemente; oppure all'ematologia, che studia le leucemie e i linfomi che rispondono discretamente alle terapie ufficiali, per quanto le percentuali di guarigione siano rimaste ferme negli ultimi 15 anni.

Ma se noi studiamo i veri e propri casi oncologici, ossia quelli che non sono stati radicalmente eliminati dalla chirurgia o inoperabili o che hanno sviluppato metastasi e che pertanto vengono curati con la chemioterapia o la radioterapia  i dati sono assolutamente desolanti.

Ho personalmente fatto uno studio TC dei tumori metastatici in cura con chemioterapia o radioterapia, i casi che, in sostanza, si presentano dall’oncologo: la percentuale di sopravvivenza a 3 anni è di circa il 14 %, a 5 anni potrebbe aggirarsi intorno al 6%. ad essere ottimisti.

Recentemente sono state introdotte delle innovazioni che forse hanno addirittura creato più danni che benefici: nei casi eradicati completamente dalla chirurgia è stata introdotta la chemioterapia preventiva: se il paziente guariva senza niente adesso corre addirittura il rischio di essere ammazzato dalla chemioterapia. Ma la chemioterapia preventiva apporta un vantaggio statistico: aumentano i casi di sopravvivenza in coloro che praticano la chemio stessa: ovvio, se la somministro ai pazienti sani, è evidente.

I costosissimi farmaci biologici non hanno fornito sostanziali miglioramenti, se non qualche repentino quanto illusorio miglioramento seguito quasi sempre da una nuova ricaduta.

Ci sono poi altri protocolli sperimentali sui quali la dice lunga il commento di una stessa oncologa che, parlando del suo primario dice: quello è pazzo, fa le sperimentazioni sugli umani.

La maggioranza dei “superstiti” sviluppa comunque un secondo tumore entro i 12 anni: alla fine, in buona sostanza non si salva  nessuno, senza considerare poi il tipo di vita che sono costretti a fare, che spesso ci si chiede se sia il caso di essere vissuta.

Girano poi continuamente notizie, riportate soprattutto su blog e siti internet di casi di malati terminali miracolati da terapie alternative come il Metodo di Bella, il metodo Hamer, il metodo Simoncini , la cura Pantellini, la terapia di Rath, la cura Gerson e molte altre.

Visti i risultati pessimi della terapia ufficiale perchè non fare una sperimentazione  di queste ? Nulla da fare, la scienza ufficiale continua a boicottarle con un cinismo e una spietatezza incredibili: se muori con quelle cure condannano il medico per omicidio colposo (nella trasmissione Mi manda rai 3 di qualche mese fa qualcuno ha parlato addirittura di omicidio volontario!); se muori con le cure ufficiali è normale perché è normale che di tumore si muoia!

Ma il problema è che le cure alternative costano troppo poco e le case farmaceutiche andrebbero in bancarotta. E comunque la cura del cancro comincerà in futuro anche a diventare un serio problema anche dal punto di vista economico.

Il boicottaggio delle cure alternative viene da molto in alto : non è certo solo un discorso di giro di interessi tra medici, farmacisti , case farmaceutiche e baroni vari : questi rappresentano solo la base della piramide . Ai vertici ci sono sostanzialmente due famiglie : i Rotschild e i Rockfeller  oltre agli altri individui che compongono il cosiddetto Gruppo Bildelberg : banchieri, petrolieri e leader di multinazionali vari : tutta gente senza scrupoli ai quali la vostra salute non interessa assolutamente un fico secco , anzi’ , se siete malati , deboli e debosciati  essi sono più contenti perché possono controllare meglio il mondo . Entrambi controllano duecento case farmaceutiche circa. Entrambi condizionano i meccanismi  di controllo stessi dei farmaci . Sono anche inseriti in tutti i meccanismo di controllo della politica , della finanza e del commercio mondiale.  Condizionano la stampa e i politici del mondo. Riescono, attraverso la televisione e altri meccanismi sofisticati a condizionare anche la mente.

Benissimo!  La medicina ufficiale come viene presentata adesso negli Ospedali, come si studia nelle Università serve solo a loro per fare soldi e per fare stare peggio la gente: è sufficiente pensare al fatto che i progressi della medicina riguardano solo le patologie acute (per le quali si guarisce spontaneamente oppure si muore , ed in tal caso viene a cessare la tua funzione di consumatore) mentre per le patologie croniche non esiste fondamentalmente cura : non c’è cura per il cancro , né per l’arteriosclerosi, né per le malattie autoimmuni , né per l’artrosi : anzi’ ci si ammala sempre di più e dopo i 50 anni e spesso anche prima è molto facile che dobbiamo sopravvivere grazie ai farmaci (che non ci curano ma magari ci ritardano la morte)

A questo punto, che fare contro il cancro?

Innanzitutto bisognerebbe cercare di prevenirlo : anche li’ la medicina ufficiale ti disinforma con idiozie tipo “fare la mammografia” o non fumare o bere , tutte cose giuste , ma che cambiano poco la possibilità di ammalarsi,  che invece , potrebbe ridursi sensibilmente con altri accorgimenti , che si guardano bene dal dirti , anzi , meno ne sai e meglio è . Per esaminare quali sono questi accorgimenti basta riprendere appunto in considerazioni le terapie alternative: se queste terapie hanno la capacità di guarire il cancro a maggior ragione funzioneranno per non fartelo venire.

Queste terapie sono numerose , come detto precedentemente , ma in pratica possono essere raggruppati in 4 gruppi a seconda del meccanismo di azione: 1) antiossidanti: combattono la formazione dei radicali liberi che sono il primum movens nella formazione dei tumori. La sostanza più importante tra questi è la vitamina C, che ha anche altre proprietà in quanto rinforza il tessuto connettivo creando una maggiore barriera alla crescita del tumore.  Ci sono poi una serie di sostanze antiossidanti presenti in natura tra cui vitamine e altri oligoelementi: su questi principi si basa la Medicina cellulare di Rath , che si ispira a Linus Pauling , la Terapia Gerson, la cura Pantellini e molte altre.  2)  Antiacidi : il tumore si riproduce in ambiente acido , quindi agiamo sul pH (metodo Simoncini) 3) Azione sulla mente : il tumore si forma a seguito di stress negativi , specie se prolugati , quindi una sorta di psicoterapia per combattere l’evento stressante avrebbe azione benefica (metodo Hamer) 4) Apoptosi : la stessa vitamina C o la Somatostatina usata nella Terapia Di Bella o altre sostanze presenti in natura come l’Epigallogallato che si trova nel the' verde o la cartilagine di squalo  hanno questa proprietà di bloccare crescita del tumore . Vi è poi tutta un’altra serie di sostanze il cui meccanismo d’azione non è noto ma che molta gente ha usato con beneficio , come per esempio il veleno di Scorpione; oppure terapie omeopatiche usate con successo come la Terapia di Zora.

Ad eccezione della somatostatina tutte le altre sostanze sono acquistabili sul mercato a prezzi sostenibili da chiunque senza bisogno di aiuti dalla “mutua” (che se ne guarda bene dal darteli…).

Nella vita quotidiana siamo sottoposti a sostanze tossiche in quantità sempre maggiori , presenti nell’aria che respiriamo: gas di scarico delle auto, inceneritori (tutte cose che finanziano gli istituti di ricerca sul cancro, ma guarda un po’ …); oppure presenti nella nostra alimentazione . Nella carne sono presenti antibiotici e ormoni , usati negli allevamenti intensivi , allora qualcuno dirà beh , io sono furbo e introduco le proteine attraverso i legumi , che sono i prodotti che più facilmente subiscono la contaminazione degli Ogm .  Il pesce è anch’esso allevato con gli stessi metodi del bestiame e contaminato con gli stessi prodotti : nel mare non c’è certo pesce per tutti. I prodotti derivati dalla farina subiscono i processi di trattamento che alterano la naturalezza. La frutta e la verdura subiscono anch’esse trattamenti vari.

Chi sostiene che le vitamine sono già presenti nella nostra alimentazione in dosi sufficienti dice una stupidaggine : primo, perché i cibi sempre più trattati ne determinano una riduzione , secondo , perché sottoposto ad una maggiore quantità di sostanze tossiche ,  il nostro organismo ne richiede un maggiore quantitativo.

In definitiva per la prevenzione dei tumori sarebbe fondamentale un introduzione di antiossidanti in gran quantità e di vitamina C a dosi di grammi (3 grammi al giorno sono la dose ideale per la prevenzione secondo Alberto Mondini, nonché secondo la medicina cellulare di Rath: vedi http://www.aerrepici.org/   oppure http://www.dr-rath-alleanza.org/pdf-files/corso_base_di_medicina_cellulare.pdf   . Sempre in questi link troverete protocolli terapeutici per la prevenzione delle altre malattie croniche , come per esempio l’arteriosclerosi.

A differenza delle terapie ufficiali , ove se si mescolano protocolli terapeutici si rischia seriamente la vita del paziente , i suddetti protocolli terapeutici non sono incompatibili tra loro, quindi niente perla quale se , alle vitamine e oligoelementi di Rath si aggiunge un po’ di bicarbonato di sodio (Simoncini ) o un po’ di psicoterapia in caso di forte stress emotivo.

A questo punto che fare in caso di cancro . Il cancro è sempre una brutta bestia quindi il nostro armamentario va utilizzato tutto e alla massima potenza . Tanto per cominciare usare il buon senso: dipende molto dal tipo di cancro , soprattutto se è vascolarizzato o no , dell’estensione e che organo colpisce . Se è a crescita lenta , per esempio possiamo eseguire controlli ecografici o TAC inizialmente a breve distanza , per vedere la risposta. 

La chirurgia , in molti casi non la escluderei a priori: ci sono organi dove togliere un pezzo , come per esempio l’intestino , ha ottime possibilità di guarigione, specie se ovviamente poi aggiungiamo il nostro “armamentario”. La chemioterapia ricordiamoci sempre che potrebbe rispondere bene nelle leucemie e linfomi , ma gli stessi rispondono bene a tutte le terapie in genere quindi sarebbe opportuno cominciare con una terapia alternativa (o meglio con tutte) e vedere l’efficacia a breve distanza . Capisco tuttavia che la scelta in questo caso è difficile, tuttavia quello che assolutamente sconsiglierei è continuare la chemioterapia nel caso in cui  il linfoma non è sparito entro tre mesi o in caso di recidiva consiglierei anzi , di partire sempre e comunque con le terapie alternative anche in caso di scelta della chemioterapia continuando a farle per anni anche dopo cessazione della chemio stessa .  L’unico caso in cui non escluderei un ciclo di chemio potrebbe essere il linfoma Non Hodgkin aggressivo: in questo caso siamo quasi nell’ambito della patologia acuta e forse potrebbe non esserci il tempo materiale per organizzare una cura alternativa.

In tutti gli altri casi : tumori non eradicabili perfettamente con la chirurgia e tumori nondella linea ematica il mio consiglio sono le terapie alternative. Nei siti linkati ci sono le vitamine e gli oligoelementi alle dosi da assumere . Nel caso la vitamina C si puo’ aumentare fino a decine di grammi al giorno e lo stesso per gli oligoelementi che si associano ad essa. Ovviamente si puo’ assumere anche l’ascorbato di potassio, o il bicarbonato di sodio.

Non ci sono dosi ben precise: le dosi in tutte queste terapie ce le dice il nostro intestino: se sono troppo elevate l’ intestino non le tollererà: si tenga conto tuttavia che si deve aumentare gradualmente perché altrimenti l’intestino potrebbe non tollerare dosi anche basse.

Importante la psicoterapia e soprattutto l’ottimismo: bisogna essere convinti che la nostra cura è quella giusta: nel cancro questa cosa ha un importanza basilare: in questo è basilare anche la collaborazione dei parenti che non devono per nessuna ragione venirti a dire stupidaggini del tipo: sei sicuro che ti faccia bene!

Per rafforzare il sistema nervoso e al contempo introdurre antiossidanti c’è anche un protocollo chiamato terapia infusionale d’Abramo che da ottimi risultati: http://robertosanti.splinder.com/ 

Se le statistiche su queste terapie sono confortanti , lo sarebbero ancora di più con un associazione delle stesse.  Le statistiche sono abbastanza chiare sulla Medicina ufficiale , su quelle alternative un po’ meno: le terapie alternative sono tante e ognuno fornisce i suoi dati; i dati girano nel web o in qualche libro ma mai sulle riviste ufficiali sulla stampa. Ci si affida tanto a singole persone che riferiscono di essere guarite anche dopo essere state date per spacciate . I punti deboli di queste terapie sono dati dal fatto che , oltre al boicottaggio del potere non c’è una linea di condotta comune che potrebbe rafforzare sia i dati stessi ampiando anche la casistica: vi è inoltre purtroppo la tendenza a ricorrere a queste quando ormai non c’è più niente da fare, l’organismo è distrutto e generalmente sono presenti metastasi.

Le statistiche fornite da ciascuna delle Terapie sono comunque sovrapponibili: le % di guarigione (e attenzione perché nell’oncologia ufficiale non si parla quasi mai di guarigione ma di remissione: c’è una differenza abissale!) in caso di ricorso alle stesse in prima diagnosi si aggirano intorno all’80% più o meno per tutte , se eseguite correttamente e con costanza. Crollano intorno al 10% nei pazienti che si rivolgono a queste quando hanno visto che con la chemio non c’è più niente da fare (perché sono stati intelligenti a capirlo da soli!).

Ci sono poi parecchi che associano la chemio alle terapie ufficiali : avranno risultati intermedi proprio perché la chemio stessa riduce il loro effetto.

In assenza tuttavia di dati ufficiali ci si affida ai dati forniti dagli stessi interessati: potrebbero non essere corretti , ma vi posso dire, da medico ospedaliero , che ci si puo’ fidare molto meno dei dati che, in generale , la medicina ufficiale fornisce a proposito di tutte le malattie perché ragioni di interessi spingono a manipolarli. Se non sarà l’80%, sarà il 65%? Stiamo parlando comunque di risultati molto migliori di quelli della medicina ufficiale.

Si, ma, quale scegliere? Quanto detto precedentemente direi che fornisce la risposta: in combinazione tra loro e alle giusti dosi sono ancora più efficaci.

Considerazioni a parte merita la Terapia Di Bella: Quest’ultima sta entrando nell’ambito della medicina ufficiale: alcuni giornali parlano già di questa. Sarebbero circa 10.000 le persone che in Italia si stanno curando con essa. I risultati sono più o meno quelli che si hanno con le altre terapie (alternative) anche se con una casistica più ampia e quindi più credibile. Ci sono molti personaggi famosi che si sono affidati al MDB tra cui l’oncologo Sidney Wineaver , direttore del Cancer istitute di New york , per sua moglie ammalata di cancro.  http://www.videomaivisti.it/news.php?readmore=161 . A differenza delle altre terapie , tuttavia, il MDB ha costi proibitivi , difficilmente sostenibili per lungo tempo da una famiglia appartenente ai ceti poveri o medi . Per questo motivo peraltro , è probabile che le case farmaceutiche, vedendo l’impossibilità di sostenere la credibilità delle terapie ufficiali , si buttino a sponsorizzare la stessa per non rischiare di far emergere terapie che sarebbero la loro tomba . E’ questa attualmente un ipotesi piuttosto remota , ma intanto al congresso mondiale di Oncologia tenutosi in Cina si è parlato ampiamente del MDB: dove la gente si cura con l’agopuntura, beh , gli introiti della Somatostatina potrebbero venire comodi . Gli stessi medici che danno la cura  e tutto il loro entourage che gli fa pubblicità a spada tratta , anche attraverso facebook, hanno un po’ la tendenza a negare che possano esserci altre terapie alternative altrettanto valide, fatto che peraltro, va a indebolire tutto il movimento che si sta creando contro l’oncologia ufficiale .  C’è tuttavia un punto fondamentale da tenere presente : la prevenzione: la prevenzione del tumore in chi è a rischio, in quelli che sono stati operati e che al momento non hanno niente; in chi ha avuto la nonna ,la madre e la sorella ammalate di cancro al seno . Che cosa si fa in questi casi? E’ evidente che la Terapia Di Bella non si fa. Vogliamo, invece, una volta per tutta fare una sperimentazione come si deve a livello nazionale della vitamina C e degli antiossidanti o si ha troppa paura di scoprire e mettere troppo in evidenza il fatto che il cancro guarisce anche con la vitamina C che costa 28 euro al chilo?

di Gianpaolo Cavallaro, medico radiologo

I soldatini della Croce Viola di Milano

118

Continua la saga della malasanità milanese. Una sera chiamiamo il 118 perché mio marito aveva dei dolori fortissimi all'addome che non passavano nonostante avesse preso diversi medicinali, in ultimo lo zantac. Un amico medico ci consiglia di andare all'ospedale. Arriva la squadra, composta dal capetto e tre gregari. Chiediamo di non andare all'ospedale Niguarda, quello dove metà degli operatori ha lo stesso cognome, e il capetto ci risponde che non è possibile, che le regole sono che lui ci porta all'ospedale più vicino e non si discute. Provo a spiegare che al Niguarda mi stavano mandando all'altro mondo per una crisi respiratoria che secondo loro era un attacco di panico, mentre invece si trattava di una reazione allergica ad un antibiotico. Niente da fare, il capetto fa la voce grossa, ma la cosa che mi ha colpito di più è stato vedere gli altri tre in riga a testa bassa, ma veramente a testa bassa, tanto che ho pensato ma è il 118 o l'esercito? Poi uno si fa coraggio e suggerisce che in questi casi è possibile chiamare la centrale e farsi autorizzare ad andare in un altro ospedale. Mica quello però chiama subito, preferisce polemizzare sulla sua autorità, eh già, mai mettere in discussione l'autorità di un poveretto al quale è stato dato un minimo di potere. Devo insistere per fargli fare quella telefonata ma alla fine la fa e viene autorizzata la multimedica di Sesto. Non appena il capetto si allontana un'altra dei gregarietti alza la testa per redarguirmi che le regole sono regole e vanno rispettate, loro fanno un servizio. L'ironia della sorte ha voluto che dopo un po' abbia fatto effetto lo zantac, sebbene fosse passata più di un'ora e così alla fine non siamo andati in nessun ospedale. Andati via leggiamo sul foglio che ci hanno lasciato che è possibile chiedere di essere portati in un altro ospedale . . . ergo prima di fare le ramanzine e prima di abusare del proprio potere sulle persone sofferenti è bene leggerle le regole. E' sempre più evidente che questa società è fatta di capetti e gregarietti che abbassano la testa senza domandarsi se stanno agendo bene, sono solo tanti mattoncini nel muro del conformismo e dell'indifferenza.

di Cinzia Bascetta

Quando la medicina naturale . . .

  Medicina naturale big pharma

Quando entrate in una farmacia trovate numerosi farmaci ben esposti, solitamente anche molto pubblicizzati.

Non si tratta quasi mai di veri e propri farmaci, ma in genere sono prodotti naturali:

Ci sono sostanzialmente pochi gruppi di queste sostanze che abbondano: quelli che vanno per la maggiore sono: gli antiossidanti, i tranquillanti naturali e i prodotti per dimagrire.

Beh, si dirà , con tutto l'accanimento che produce la Big Pharma per vendere i suoi prodotti in un certo senso stupisce tutta questa pubblicità a prodotti naturali o relativamente naturali.

Io come al solito penso male ma come dice il proverbio: a pensar mal si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca !

Partiamo dagli antiossidanti: con una pastiglietta del peso si e no di mezzo grammo ti promettono l'eterna gioventu': ma guardiamo allora quanta sostanza c'è dentro: intanto ci sono 15 vitamine diverse, poi gli oligoelementi, poi ci sono sostanze eccipienti ed edulcoranti .

In alcune note o link posti si è  parlato dei quantitatitivi  di vitamina C che producono un effetto realmente quantificabile anche in patologie serie quali infezioni, aterosclerosi e anche tumori: siamo nell'ordine di 500mg – 2gr se parliamo di prevenzione , ma si possono raggiungere dosi anche di decine di grammi se si parla di dosaggi terapeutici.

E' quindi tutto un discorso di dosaggi: infatti nei prodotti da banco troviamo quantitativi di vitamina C pari a 25mg. Si tenga presente che in un'arancia ci sono 50 mg di vitamina C, quindi molto meglio un arancia, dove peraltro il prodotto si assume in maniera naturale ed è pertanto più efficace.

Questi dosaggi ridicoli quanto inutili sono suffragati dalla famosa dose giornaliera consigliata determinata col termine di RDA, un quantitativo che la Big Pharma in accordo con la FDA ha stabilito a suo uso e consumo, visto che se per caso una persona in un giorno mangia 3 arance supererebbe nettamente la dose RDA consigliata.

Quantitativo che, peraltro, è stato recentemente abbassato!

Ancora meno il dosaggio presente in questi prodotti di vitamina E, che andrebbe anch’essa assunta a dosi di grammi.

Peraltro gli stessi prodotti si trovano facilmente anche nei supermercati dove ci si illude di allungarsi la gioventu' senza bisogno neppure di dover interloquire col farmacista.

I tranquillanti naturali abbondano nei banconi delle farmacie: dolcesonno, valeriana, passiflora, melissa, melatonine varie in  forme diverse .

Che bello, si direbbe, vogliono il tuo bene! Non vogliono che tu ti impasticchi di porcherie ma che trovi l'equilibrio con metodi naturali!

C'è solo un piccolo problema: non servono a niente né gli antiossidanti in quella formula e soprattutto a quei dosaggi, cosi' come non servono a niente i calmanti naturali: se una persona soffre d'insonnia o di ansia in maniera piuttosto grave l'unica opzione sono le benzodiazepine  alla fine è quello che vogliono: farti assumere quelle sostanze per farti capire che per guarire non hai scampo: ci vogliono i farmaci.

Ho sempre sofferto d'insonnia e devo dire che l'unico minimo beneficio mi è stato dato da cure cinesi e da massaggi shiatzu. Gli psicofarmaci danno dipendenza. Melatonina e valeriana non fanno pressocchè niente e danno anch'esse una minima dipendenza.

E che cosa è cambiato negli ultimi 30 anni? Nulla naturalmente! Esperti soloni della medicina del sonno hanno girato per congressi, tenuto simposi, eseguite sperimentazioni su animali, comprato apparecchiature sofisticate , tutto questo per dirci che la terapia è sempre la stessa: d'altronde il Tavor è il farmaco più venduto in Italia, e chi lo ammazza?

Nel frattempo qualche anno fa era balzata agli onori della cronaca una “macchina del sonno”: bastava applicarsi un elettrodo alla teca cranica e automaticamente dormivi: sparita! Chissà, forse faceva male. Si ma forse se faceva male l'avrebbero detto e stradetto il 10 lingue diverse: invece è proprio scomparsa nel silenzio. Certe volte la BF per far sparire cure e scoperte potrebbe fare concorrenza a Glucas Casella.

E attenzione ,  perché se l’Europa e l’America si genuflettono alla Big Pharma , l’Italia riesce a fare di peggio:  come ipnotici , infatti, vengono usate, direi da 50 anni le Benzodiazepine, che alla lunga danno dipendenza , perché col tempo riducono la fase di sonno REM , che quando uno interrompe i farmaci non riesce a ritrovare: ci sono tuttavia differenze considerevoli tra un prodotto e l’altro e, circa 20 anni fa erano uscite le imidazopiridine (stilnox, niotal etc), che danno ugualmente dipendenza, ma un po’ meno perché tendono meno a accorciare il sonno REM. Il problema è che queste sostanze hanno un effetto molto breve e finiscono per essere controproducenti in chi soffre di risveglio precoce: si è prodotto pertanto un farmaco analogo a rilascio lento.

Ma …, sorpresa, è in commercio da almeno 6 anni (in America da più di 10) ovunque tranne in Italia dove continuano a intossicarci con gli stessi prodotti di 50 anni fa, o con … l’insalata…

I prodotti dimagranti straripano nelle farmacie. Scaffali interi tutti dedicati a loro. Ce ne sono a centinaia! Chissà , dice il malcapitato illuso , forse questa è la volta buona che butto giu' qualche chiletto . Sostanze strane dentro che non si capisce che cosa facciano . Il suddetto prodotto pero' deve essere associato ad una dieta ! Ma guarda un po' che strano! E se non la associo? E ovvio , non dimagrisco. E se faccio solo la dieta? Dimagrisco e risparmio! E magari mi creo anche meno danni alla salute visto che molti di questi prodotti contengono aspartame e acesulfame che sono cancerogeni ! E se poi il risultato , come è ovvio, non arriva , il malcapitato illuso continua a cercare la pasticca giusta e si butta in qualcosa di più forte , magari a base di amfetaminosimili che si trovano ancora piuttosto diffusamente su internet o su veri e propri farmaci come un prodotto miracoloso di cui non ricordo il nome, uscito qualche anno fa nell’entusiasmo generale (un po’ meno per il portafogli , visto che costava qualcosa come 200.000 lire a scatola!) , che in realtà mandava completamente il pappa l’intestino al punto da creare addirittura , in qualche caso problemi d’incontinenza . Non so se attualmente sia ancora più in commercio ma sicuramente l’entusiasmo si è nettamente smorzato.

Risultato: tu stai male e loro guadagnano!

Se uno vuole mettersi a dieta deve ridurre drasticamente tutti gli zuccheri ad immediata assimilazione perchè creano un picco di insulina e determinano un maggiore senso di fame. Con una dieta ricca di vegetali , proteine non si ha il picco di insulina . Mentre per la fame nervosa bisogna evidentemente agire sul sistema nervoso ( e non con gli psicofarmaci ovviamente). Punto.

di Gian Paolo Cavallaro

Liberiamo le università da Big Pharma.

Somministrare Valium con una crisi d'asma allergico in corso . . . è da incoscienti!

Medici

 

Vai al pronto soccorso? Meglio fare il segno della croce, se sei cattolico. Altrimenti appellati a chi vuoi tu. Nelle università che sono ormai indirizzate da Big Pharma i medici imparano ad attribuire la colpa al paziente e a non approfondire le questioni. Ma Socrate diceva "so perché so di non sapere." Penso che l'abbiano dimenticato da tempo perché l'ignoranza e la non curanza regnano sovrane tra le numerose loro maestà presenti ed anche qualche dio sceso in terra.

Tutto comincia più di un anno fa quando avverto dei bruciori in una zona femminile particolarmente delicata, la ginecoloca dott.ssa Simona Angela Nava dell'ospedale Niguarda di Milano inquisisce arrogantemente su cosa uso per lavarmi, siccome uso la Saugella che è la cosa più delicata che ci sia, non trova colpe da attribuirmi ma non mi prescrive nulla, nessun accertamento, mi fa anche la morale sulla mia preoccupazione per questa gravidanza, lasciandomi con un senso di mortificazione, dopo aver già abortito qualche mese prima ed aver scoperto una piccola mutazione genetica. Dopo la ramanzina, che non so a voi, ma a me non cura, ho perso il bambino. Naturalmente è colpa mia che mi agito. Nessuna delle tre supermegagalattiche ginecologhe convocate ha reputato degni di nota la mutazione MTHFR (provoca coagulazione del sangue),il LAC un  punto fuori dalla normalità (si tratta di anticorpi che hanno a che vedere con la coagulazione del sangue) e nessuna di loro ha pensato di controllare la mia tiroide. Il risultato di cotanta saccenza ed arroganza nel comportamento e nell'ostinato NON ASCOLTO in particolare della dott.ssa Marina Muscarà è stato che ho perso il bambino, ma c'è di più. Quando mi sono recata al pronto soccorso per delle perdite il dott. Michele Costa, sempre del Niguarda, dall'alto dei suoi poteri cosmici mi ha redarguito di fare l'amore con mio marito, avete capito bene, invece di preoccuparsi del mio bambino mi ha giudicata come donna, ha espresso un giudizio su di me, senza nemmeno conoscermi. E dire che lo paghiamo con l'Irpef.  Ma torniamo ai bruciori, dopo più di un anno scopro grazie alla dott.ssa A. che ho un batterio, la Gardnerella ed un lievito/fungo il saccharomyces cerevisiae. Probabilmente un anno fa c'era solo il fungo, poi potrebbe aver creato l'habitat ideale per la  gardnerella . . . ma va bhè.

Per la gardnerella la ginecologa dott.ssa A., mi dà un antibiotico, il metronidazolo, decido di prenderlo subito, anche se stavo facendo una cura omeopatica, la sospendo e corro dal medico di base la dott.ssa Wilma Crivellaro perché comincio ad avere i primi sintomi di cistite. La cistite è tremenda, ne ho sofferto fin da bambina, e so cosa significhi urinare rosso, il dolore è lancinante ed è pericolosa perché può raggiungere i reni. Spiego la situazione alla segretaria della dott.ssa Crivellaro che mi dice che lo dirà alla dottoressa appena arriva, mi serve solo una ricetta, nulla di più, anche perché non può saperne più della ginecologa e non mi segue da sempre, quindi non conosce bene nemmeno me. Con una cistite in corso, che è molto fastidiosa, anche perché uno deve andare in bagno in continuazione e lavarsi per il bruciore, chiedo se la dottoressa è stata avvisata, senza specificare, e la dottoressa, che nel frattempo è sbucata fuori, senza nemmeno chiedermi come sto, mi risponde stizzita, dopo aver chiamato il secondo paziente, che lei ha degli appuntamenti e rientra . . .   La segretaria, che c'è ma non c'è, rimbalza la responsabilità dicendo che bisogna parlare con la dottoressa . . .?

Decido di andare in farmacia e le farmaciste che mi conoscono, mi danno il farmaco. Prendo il metronidazolo giovedì sera, due pastiglie, da subito avverto tachicardia alla bocca dello stomaco, fiacchezza, e sento come se mi mancasse il cuore, penso di essere molto stanca. La mattina mi sveglio con un dolore pungente alla schiena dalla parte sinistra. Prendo altre due pastiglie, formicolii al collo, senso di stordimento, nausea, tachicardia, lingua indolenzita. La sera ne prendo solo una e così anche la mattina dopo. Dolori al braccio sinistro ed al petto, per quanto mi sforzi non riesco a stringere i pugni, chiamo la ginecologa e mi dice di smettere. Non l'avevo smesso prima per paura della cistite ma caspita, il cuore, il cuore era decisamente più importante ed urgente. La dottoressa mi dice di andare al PS se non riesco a respirare. Il respiro è sempre affannato, fino a che lunedì sera in seguito ad un piccolo sforzo, una rampetta di scale, inizia la tachicardia, quando inizio a cenare divento bianca come un cadavere sento un forte senso di costrizione al petto insieme ad un dolore intenso e non riesco più a respirare. Mio marito chiama il 118, sono passati alcuni minuti e l'attacco si calma un po', il dottore vuole parlare con me, mi chiede se ho paura di qualcosa, boccheggiando gli rispondo che se devo aver paura di qualcosa, ho paura di andare all'ospedale (e certo che ho paura di loro, sono una manica di incompetenti). Il simpaticone insinuava che io non stessi male, ma come fa se nemmeno mi vede? Mi dice che secondo lui non ho difficoltà a respirare ma che l'ambulanza arriva comunque perché è già partita. Arrivano e mi fanno le domande più  assurde. Soffri di gastrite? Ma hai preso l'antibiotico a stomaco pieno? Ma portami all'ospedale idiota. Mi ci portano, più per dovere che per convinzione. All'ospedale Niguarda di Milano elettrocardiogramma (effettuato a riposo) buono, mi lasciano ad aspettare due ore su di una sedia e lasciano fuori mio marito, ad un certo punto, sempre con il respiro affannato, che cercavo di tenere sotto controllo io, solo con la mia grande forza di volontà, mi rivolgo all'infermiere, mi dice che ne ho 5 davanti. Bene, allora visto che per voi non sono grave, posso andare da mio marito ma io faccio fatica a respirare. Allora è meglio che stia qui. No, se per voi posso aspettare 5 persone davanti a me con codice verde, significa che non mi ritenete grave, me ne vado . . . mi fa entrare. La dottoressa Alessandra De Leo è gentile ma naturalmente non mi crede, l'allergia si manifesta con le bolle mi dice, insisto un po' raccontandole della mia allergia alla polvere, al polline, ed alla recente scoperta, grazie alle analisi della tiroide fattemi fare dalla mia ginecologa dott.ssa Anghileri di un'intolleranza al glutine. Sono un soggetto allergico. Ed alla fine la dottoressa mi dà un antistaminico, dopo un'ora fa effetto e comincio a stare bene.

Ritengo offensivo che sul foglio di dimissione non compaia la mia difficoltà respiratoria, ed oltre alla visita dall'allergologo mi si consigli di approfondire dal punto di vista psichiatrico gli attacchi di panico. La dott.ssa De Leo mi ha parlato di un fumetto sugli attacchi di panico. Io invece ho letto questo: L'angina pectoris è determinata da una "transitoria" riduzione del flusso di sangue arterioso al cuore, cioè da un apporto di sangue insufficiente alle richieste di quel preciso momento: ciò comporta uno stato di scarsa ossigenazione del territorio di miocardio irrorato dalle coronarie, noto come ischemia miocardica. Nella grande maggioranza dei casi tale evenienza si manifesta quando un vaso è parzialmente occluso da lesioni aterosclerotiche; in condizioni di riposo esse possono non ostacolare il normale funzionamento cardiaco, ma sotto sforzo o stress impediscono di soddisfare completamente le richieste di ossigeno del muscolo cardiaco. La sintomatologia della cardiopatia ischemica ha elementi comuni nelle differenti forme di presentazione, angina ed infarto: entrambi si manifestano con dolori toracici simili ad una sensazione di peso (angina vuol dire costrizione), possono essere irradiati al collo, alle spalle e agli arti superiori, talora sono accompagnati da sudorazione fredda e svenimenti. I dolori dell'angina durano solo alcuni minuti, mentre quelli dell'infarto durano assai di più e possono non passare con i farmaci che solitamente risolvono i sintomi dell'angina. Il dolore è comunemente sordo, a partenza interna, non interessa le strutture ossee superficiali, non si modifica con i movimenti del torace. Il primo esame da eseguire è l'elettrocardiogramma basale che nel paziente asintomatico, non sempre evidenzia un'ischemia; in questo caso è opportuno effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo.

E voleva anche darmi 5 gocce di valium . . . con ancora il metronidazolo in corpo, l'asma, la tachicardia ed i dolori al petto al minimo sforzo . . .per fortuna la mia intelligenza ha vinto contro la loro saccenza e le ho rifiutate. Consiglierei comunque io a lei di leggere più libri di medicina e meno fumetti.

Per l'allergia sono in cura dal dott. Cavallino di Genova, l'unico che ha individuato in una passata infezione da citomegalovirus la possibile causa scatenante per questo stato di allerta del sistema immunitario, dopo di questo infatti sono comparse l'allergia al polline e l'intolleranza al glutine . . . e comunque continuiamo ad indagare perché come dice la dott.ssa Anghileri, la medicina è un'arte, non una scienza.

La maggior parte dei medici non sa fare una diagnosi, ha perso la capacità di ascoltare il paziente, non gli viene certo insegnato a farlo, tantomeno a ragionare, approfondire, ricercare, in pratica sanno quattro cose in croce e ripetono quelle, fuori da ciò, brancolano nel buio ma sono però convinti di sapere tutto ed andargli dietro è come farsi guidare da un cieco.

Gli attacchi di panico non mi sono mai venuti ma non è escluso che in futuro non mi vengano alla vista di un pronto soccorso.

P.S. Oggi (evidentemente si era esaurito l'effetto dell'antistaminico), il minimo sforzo della digestione mi ha riprovocato un'intensa e dolorosa tachicardia, ho preso l'antistaminico e dopo un po' è passato. Avrò avuto un altro attacco di panico? Forse il pranzo mi ha incosciamente spaventata? Non so se ridere o piangere. Ci sarebbe da piangere.

P.P.S. C'è scritto anche su Wikipedia

L'istamina provoca:

Articoli correlati http://www.anticasta.org/2011/05/ti-sei-ammalato-e-colpa-tua-gli-ultimi-orizzonti-della-big-pharma.html

di Cinzia Bascetta

E’ veramente la chiesa di Cristo?

Voitila

A Sua Santità
Al Papa Benedetto XVI
Città del Vaticano
…Verona 25 giugno 2005

Non so se questa mia lettera verrà letta personalmente da Papa Benedetto XVI, e questo a me poco importa, ma nonostante ciò sento il dovere di insistere ancora per ricordare alla Comunità Cattolica Cristiana che esistono delle realtà non lontane, non nel terzo o nel quarto mondo, ma talmente vicine a noi che tuttavia ci si rifiuta di vederle (chi cerca la pagliuzza nell’occhio dell’altro non vede la trave che ha nel proprio) .
Sono la bellezza di trentaquattro anni, cioè dalla morte del mio primo figlio, che in un modo o nell’altro tento di mettere in evidenza agli occhi di una “Chiesa” e, relativamente alla Gerarchia Ecclesiastica, i tremendi e devastanti drammi che moltissime famiglie sono costrette a subire, dovuti alle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni che, nel nostro Paese, sono ancora obbligatorie.
Fin dal 1980 ho preso contatto con l’allora Pontefice Giovanni Paolo II, quando, durante un’udienza pubblica ebbi occasione d’incontrarlo personalmente, ricevendo già allora, assicurazione da Lui che la massima carica dello Stato Vaticano in materia di salute, l’allora ministro monsignor Fiorenzo Angelini, avrebbe attentamente esaminato i dati da me forniti per verificare se realmente fosse esistita la pericolosità delle pratiche vaccinali, usate indiscriminatamente, come io sostenevo, o se le mie preoccupazioni erano solo frutto della mia fantasia.
Si è dimostrato poi che la drammatica e devastante tragedia che successivamente sono stato costretto a vivere personalmente, non poteva e non doveva essere assolutamente considerata “fantasia”; e così, da quel tempo, una quantità innumerevole di altre famiglie sono state costrette a subire la mia stessa sorte. Mettere al mondo dei figli perfettamente sani e vederseli poi, dopo l’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie per legge, distrutti da tremende malattie quando non addirittura portati alla morte è un fatto che grida ancora vendetta al cospetto di Dio.
Mi viene perciò così da chiedermi se questa Chiesa Cattolica Cristiana, da allora, cioè dal 1980, non ha potuto o non ha voluto alzare un dito per difendere queste creature innocenti? Si trattava e si tratta tuttora di difendere delle vite umane già sbocciate e non molto semplicemente degli “embrioni”. Notando anche che la battaglia svoltasi in Italia con l’ultimo referendum ha visto tale Chiesa schierata giustamente in difesa degli embrioni stessi. Perché questo stridente impari modo di trattare vite umane?
Molte volte ho tentato di sollecitare questa Gerarchia Ecclesiastica ad interessarsi del problema, ma ho trovato una Chiesa “sorda” alle accorate grida d’aiuto che disperatamente tentavo di far giungere affinché queste tragedie non si ripetessero più, una Chiesa “indifferente” che ha permesso il continuo perpetrarsi di queste tristi ed amare conseguenze, questi genocidi. Perché non vi è stata mai alcuna concreta risposta ai miei accorati appelli da parte di qualche autorità religiosa di questa Chiesa che, come più volte ha decantato e decanta ancora di essere sempre in difesa dei più deboli e degli indifesi?
Ho fatto dono anche di un mio libro dal titolo “Maggiorenne e vaccinato o…diritto alla vita?”, che narra la drammatica vicenda della mia famiglia, sia a Giovanni Paolo II che a Benedetto XVI, ma non ho ricevuto nemmeno un minimo segno di ringraziamento, è così che questa Chiesa Cattolica Cristiana professa e soprattutto vive il Vangelo di Cristo?
Nella speranza che questi annosi problemi vengano finalmente presi in considerazione da questa finora “insensibile Comunità Religiosa Cattolica.”  Attendo perciò una possibile sollecita risposta.

Distinti saluti

Giorgio Tremante