Archivi categoria: La casta parlamentare

Ipotesi oltRAGGIosa

Raggi muraro

Il livello di chi tira i fili del Movimento 5 stelle è troppo elevato per poter pensare che non avesse capito che la Raggi non è lontanamente all’altezza di gestire un comune come Roma e quindi l’assoluta necessità di porvi rimedio.

E nemmeno si può pensare che questo rimedio non l’avessero trovato e messo in atto visto che da tempo le proiezioni davano la Raggi vincente a man bassa.

E, dato che siamo a Roma, la soluzione ce la suggerisce la storia. Com’è che gli imperatori incapaci tenevano buona la plebe romana?

Organizzando giochi in cui davano i criminali di allora in pasto alle belve. Imperatori folli ed incapaci incantavano la plebe con i circenses. Com’è che oggi i 5 stelle cercano di nascondere ai romani la loro incapacità di governare? Basta sostituire i criminali di allora (cristiani ed altri) con gli amministratori passati (meglio se quelli che Marino non ha fatto in tempo a cacciare così da poterli etichettare PD) e, anziché “ad bestias” gettarli “ad magistratos”.

Dare ai romani lo spettacolo dei corrotti dati in pasto ai magistrati è un ottimo piano, ben architettato e ben preparato ed è così che è stata arruolata una “dossierante”, cioè una che ha dossier pronti, ma non li ha consegnati alla magistratura ed una magistrata che ha lavorato a Mafia Capitale ed è quindi in possesso di abbondante materiale da utilizzare a quello scopo.

E allora che cosa è andato storto con un piano così ben progettato e preparato?

E’ andato storto che esistono le donne Muraro e le donne Raineri: mai fidarsi di una donna magistrato per fare giochini non proprio lindi!

Una volta capito che il suo compito di capo gabinetto lo svolgevano altri e che lei era lì per essere utilizzata da specchietto per le allodole sembra abbia avuto un travaso di bile ed ha abbandonato la barca.

 

Ed ora che si fa?

Innanzitutto difendere la “dossierante”, i suoi dossier sono troppo preziosi e possono essere utilizzati in molti modi, e poi trovare un rimpiazzo alla Raineri, sicuramente maschio, e poi magari un po’ sempliciotto e coltivatore di ego, le doti necessarie per essere pilotato con facilità. Ma stavolta facciamolo scegliere da uno che i magistrati, possibilmente romani, li conosce bene.

di Storno

Le sentinelle di Casaleggio tolgono le pwd ai dissidenti

Nel 2010 per la campagna delle Regionali in Lombardia io e mio marito prestavamo il nostro aiuto al Movimento 5 Stelle rispettivamente nell'ufficio stampa e come amministratore del sito “Lombardia5stelle.org”. Dopo le elezioni ci siamo permessi di dissentire sul metodo poco condiviso con cui si voleva portare avanti la lista civica per Milano, un sistema detto Gruppi di Quartiere. Il risultato è stata l'immediata rimozione dal ruolo di amministratore per mio marito ed il reset della pwd dell'ufficio stampa per me. La decisione fu presa da Vito Crimi, ex candidato presidente alla Regione Lombardia e neo-senatore. Lui disse che avrebbe resettato tutte le pwd perché c'erano dissidi ma in realtà scoprimmo che le tolse solo ai dissidenti. Dissidenti di cosa poi? Non certo dei principi che allora portava avanti il Movimento 5 Stelle, ma semplicemente sull'organizzazione poco trasparente e poco condivisa dei Gruppi di Quartiere che stavano scrivendo il programma per la lista civica e che non rispettavano il principio della trasparenza della Rete per noi imprescindibile e non solo per noi in quanto dichiarato nel Non-Statuto del Movimento 5 Stelle anche se poi abbiamo visto con che trasparenza sono state fatte le parlamentarie on line . . .

 

I post sotto riportati fanno parte di una discussione pubblica avvenuta sul meetup usato per le regionali del 2010, discussione che è stata, senza alcuna decisione condivisa, cancellata dagli organizer del meetup. La discussione si chiama Arruolamento, aperta da un meetupparo per chiedere chi volesse proporsi per diventare organizer o assistant del meetup. Alcuni, fra cui mio marito, si propongono  come assistant  ma evidentemente a qualcuno non va bene e Vito Crimi interviene prontamente per dire che non va più bene dare l'incarico a chi si propone, ora bisogna votare. Segue subito Paola Carinelli, neo deputato, ex segreteria regionali 2010, ex segreteria comunali 2011 responsabile della selezione dei candidati per le regionali 2013 ed allo stesso tempo candidata alla Camera. A parte essere sempre nelle stanze dei bottoni, proposte fatte da lei non ne ricordo nessuna. Interviene però prontamente con questo post che dimostra il timore che qualcuno di non allineato si ritrovi ad avere qualche potere di gestione del meetup.

  Carinelli assistant

I post seguenti sono proprio in merito alle password resettate. Bruno Marton, cui non fu resettata, è oggi un senatore della Repubblica.

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Vito Crimi:

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Davide Granti:

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Vito Crimi:

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Per la cronaca, non ho mai detto che mi avessero fatto entrare nell'Ufficio Stampa per comprare il mio silenzio, sono state candidature volontarie. Io e mio marito siamo stati accusati di essere dei paranoici ed il neo eletto senatore Vito Crimi non ha mai spiegato perché non tolse la pwd anche a Bruno Marton. Ha detto che non ha risposto perché non aveva intenzione di fare più nulla. Farà così anche al senato? Anche verso i suoi elettori?Se gli chiedono di giustificare una sua decisione dirà che lui non risponde perché non vuole fare più nulla? Ma cosa dico! Non ce ne sarà bisogno, tanto per le decisioni c'è il capo politico, basta quello.

 di Cinzia Bascetta

Per sapere cosa sono i Gruppi di Quartiere ed il loro ruolo nella lista civica milanese

La democrazia diretta ed indiretta di Grillo

 

Le regole per le candidature alle politiche del M5S decise dall’alto

 IL “CASALEGGIUM”

Il casaleggium

Le regole per le candidature del M5S alle politiche 2013, sono state calate dall’alto, decise dallo staff con un comunicato politico sul blog, in assenza di confronto con gli iscritti e di votazioni. Un’operazione verticistica, che vìola l'art. 4 del Non Statuto e che ha escluso i tanti gruppi M5S sul territorio, gli attivisti non candidati e che pare non prevedere possibilità di condivisione e discussione. Non esistono, inoltre, garanzie di controllo e trasparenza sulle operazioni di voto e sui risultati elettorali, gestite dalla Casaleggio ed Associati, che non di rado ha censurato post o commenti nel blog e nel portale.
In parlamento andranno i nominati cinque stelle, appartenenti ad una lista chiusa di candidati certificati in precedenti elezioni comunali o regionali. Il gruppo nominato comprende ovviamente anche chi abbia partecipato da capolista a ripetute elezioni comunali e regionali, senza essere mai stato eletto. Con una mossa, Casaleggio ha deciso di non utilizzare alcun processo democratico per la selezione dei candidati, un principio fondante del M5S. Attingendo dall’archivio delle liste M5S, egli ha scelto, senza consultare gli iscritti, di bloccare la candidatura a cittadini M5S, che pur dedicando tempo e impegno al progetto, per ragioni varie non hanno potuto o voluto candidarsi. E ciò benché Grillo abbia più volte promesso che chiunque, dotato dei requisiti previsti dal non statuto, avrebbe potuto candidarsi. Molti territori non potranno presentare liste M5S. Casaleggio ha offerto al Movimento regole preconfezionate da tempo, dopo aver sprecato anni preziosi per la costruzione degli strumenti per la democrazia interna. Ora viene agitato l’alibi del ritardo e si danno quattro giorni per accettare una candidatura al parlamento, graziosamente offerta tramite mail personale a firma dello staff. Tra i destinatari c’è anche chi in passato era stato messo in lista per fare numero, ma da anni non partecipa all’attività del M5S e magari sostiene altre formazioni politiche. Costoro potrebbero andare in parlamento a rappresentare il M5S! Siamo tutti sicuri che è ciò per cui abbiamo faticosamente lavorato? E’ questo il rinnovamento promesso nelle piazze da Beppe?
Ancora una volta Casaleggio infrange il non statuto, che “riconosce alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi“. Gli episodi rivelatori della concezione proprietaria ed anti democratica che egli ha del Movimento sono frequenti ed inquietanti. Come lo sono la violenza ed il cinismo impiegati per umiliare persone che sul territorio hanno dato tantissimo e che da anni contribuiscono alla crescita del Movimento (si pensi ai vergognosi post dedicati a Defranceschi, a Salsi, oppure alle regole ad personam contro Favia o all’espulsione di intere liste senza spiegazioni). Casaleggio dimostra di voler utilizzare lo "spirito" del Movimento come un prodotto da vendere all'elettorato, per ottenere, al massimo, uno strumento di distruzione della casta e non uno strumento per proporre una nuova, innovativa e democratica politica dal basso. Che valore può avere una percentuale di consensi elevata, se il prodotto “politico” non ha le caratteristiche promesse?
In tanti ci siamo avvicinati al M5S ed abbiamo dedicato anni di impegno per farne un Movimento senza leader, dove le scelte si fanno in assemblee o con strumenti di partecipazione in rete, da persone che ci mettono la faccia e il loro lavoro, ed i cui eletti nelle istituzioni sono gli unici “precari” che vorremmo vedere in questo paese. Abbiamo creduto al progetto politico in cui “uno vale uno” ed alle promesse di democrazia diretta del non statuto. Abbiamo atteso per anni un portale che consentisse di votare programma e candidati.
Ci ritroviamo invece in un Movimento che, in nome di uno straordinario risultato elettorale, calpesta i più basilari principi democratici, diramando comunicati politici pensati da una manciata di persone sconosciute. Un Movimento definito come "senza leader" che scopre oggi di avere un “capo politico”, che delegittima ed umilia persone che hanno dedicato anima e corpo ad un progetto in cui si identificavano. Un Movimento che trascura qualsiasi progetto formativo, che possa elevare le competenze di cittadini ed eletti, che lascia libertà di azione sul territorio, ai limiti dell’anarchia, ma colpisce presunte ingerenze nelle scelte nazionali. Un Movimento che allontana le persone che si dimostrarono preziose nella costruzione del M5S quando aveva zero elettori, ma ora, raggiunti i numeri elettorali, diventano superflue per parlare alla pancia degli italiani.
Come pensano Grillo e Casaleggio di utilizzare i voti chiesti per cambiare il paese, se al tempo stesso non agiscono coerentemente per far crescere confronto delle idee, competenza, capacità progettuale e trasparenza? A che serve mandare a casa la casta, se non sapremo dare risposte giuste ai problemi del paese, obbiettivo che richiede scelte condivise? Dimostrato che non v'è interesse per lo sviluppo e la crescita del collettivo, né per la creazione di un programma nazionale adeguato, discusso e condiviso (infatti è congelato da tre anni), neppure per promuovere a livello nazionale consultazione e democrazia diretta per la definizione delle regole che sono di tutti, ed infine che non v'è trasparenza e possibilità di controllo da parte della rete nella gestione delle informazioni relative al portale, qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio?

fontehttp://www.facebook.com/notes/valentino-tavolazzi/il-casaleggium/433962243332824

Progetto per Ferrara
Lista certificata Beppe Grillo, espulsa dal 5.3.12.

Partiti ed Aziende

 
Aziende e partiti

Non poche aziende italiane nella loro
vita (e morte) hanno seguito nella loro gestione un cammino comune
che li ha portati ad attraversare quattro fasi.

La prima, quella della nascita, in cui
dei TECNICI, vale a dire persone che conoscevano bene il
prodotto che avevano essi stessi progettato, hanno dato inizio e
portato al successo l'azienda, grazie alla loro competenza ed anche
alla dedizione al “figlio” che avevano allevato.

Il successo della piccola-media
industria in Italia è dovuto a questo tipo di gestione, più che
alle dimensioni che rendono difficile oggi la competizione sul
mercato.

 

Nella seconda fase, vuoi per
l'abbandono dei titolari o perché il successo ha ingrandito
fortemente l'azienda rendendone eccessivamente complessa la gestione,
questa passa ai MANAGER, persone che si assumono il compito di
gestire l'azienda e non possiedono per lo più conoscenze tecniche.

L'obiettivo primario del manager è
focalizzato al proprio interesse, anziché all'azienda, e,
soprattutto se nel frattempo questa si è trasformata in società per
azioni, la mancanza di una reale forma di controllo nei confronti dei
manager la rende indifesa di fronte alla predazione.

 

Se per un qualsiasi motivo, crisi del
mercato o incapacità del manager, l'azienda entra in crisi, vale a
dire che non riesce a vendere i suoi prodotti, inizia la terza fase e
l'azienda viene affidata al VENDITORE. Ancor
più del manager il venditore, da sempre motivato tramite premi, ha
il danaro per sé stesso in cima ai propri valori e, dato che è
sempre stato misurato sul fatturato, gestisce nello stesso modo
l'azienda.

Così avviene di tutto: vendite in perdita anziché in attivo,
vendita di prodotti con termini di consegna e prestazioni
irrealistiche, quando non si ricorre a trucchi come fatturazioni a
dicembre disdette a gennaio. E così in breve l'azienda si ritrova di
fatto fallita.

 

Inizia
così la quarta ed ultima fase dell'azienda che viene affidata ad un
FINANZIARIO, a
volte imposto dalla banca che ha concesso il prestito, a volte il
direttore amministrativo, e l'azienda viene salvata dalla bancarotta.
La ricetta è quasi sempre la stessa: vendita delle partecipazioni,
concentrazione sul “core business”e, soprattutto, una drastica
riduzione del personale. Molto spesso queste misure finiscono per
uccidere il futuro.

A questo punto l'azienda è di fatto proprietà della banca e lavora
per pagarle gli interessi sul debito, sapendo che non riuscirà mai
ad estinguerlo, .

E così il finanziario continua a gestire l'azienda al servizio della
banca e, poiché spesso non ha nessuna conoscenza del prodotto, del
mercato, di come si gestisce un'azienda, il tutto si risolve nel
prolungamento dell'agonia.

Inoltre, tutto questo genera fenomeni viziosi: i tecnici sono portati
al disprezzo dei gestori per la loro incompetenza e questi si
circondano di “fedeli” anziché di competenti. Purtroppo nessuno
è più portato alla fedeltà come gli incapaci.

 

Quanto è successo a queste aziende succede anche nella politica
italiana: finito il periodo dei tecnici (direi che l'ultimo è stato
Berlinguer) è iniziato quello dei manager, i Craxi, dopo di che sono
arrivati i venditori, il cui massimo esponente è stato Berlusconi ed
oggi, con Monti, siamo all'ultima fase che, se non viene interrotta,
ci porterà alla rovina.

 

Certo, se ci si guarda intorno, non si vedono serie alternative: il
MoVimento 5 stelle ha tradito la sua missione e si ritrova oggi ad
essere un diabolico incrocio di venditori e di finanzieri: quando
Pizzarotti è arrivato a Parma si è visto che aveva venduto tutta
una serie di “prodotti” irrealizzabili Il programma del MoVimento
poi, è analogo a quello che Monti sta realizzando: ridurre i costi
della politica per poter così pagare gli interessi alle banche e
lasciare la politica ai ricchi. Con l'aggiunta del mito della
tecnologia, di mussoliniana memoria, vale a dire della “rete” che
nel 2020 si prevede contribuirà all'inquinamento più dei trasporti.

 

Finora i giovani invecchiati sono stati sostituiti da giovani
rampanti che sono poi diventati giovani invecchiati: e se stavolta invece…

di Penta

OSTROGORSKI: DEMOCRAZIA E PARTITI POLITICI

Mafalda

Moisei Ostrogorski, che è considerato uno dei fondatori della sociologia politica, affronta in questo libro temi che in questi ultimi tempi sono oggetto di acceso dibattito e, benché il libro sia stato pubblicato agli inizi del secolo scorso, [nel 1902] le situazioni ed i giudizi che riporta sono di una sorprendente attualità.

Purtroppo oggi la parola democrazia è entrata nel novero delle parole sacre, che hanno un significato emotivo, più che razionale, e non ci si sofferma più a riflettere su cosa si intende per popolo e, soprattutto, quale sia il potere che deve esercitare.

Nemmeno il dibattito sul più semplice concetto di popolo è oggi concluso, perché sebbene la parola nel suo lungo e faticoso cammino abbia inglobato un numero di individui sempre maggiore, [il voto all'universo femminile in Italia data poco più di sessant'anni] rimane aperto in molti stati il problema della posizione di coloro che si sono spostati dal loro paese di nascita e delle loro generazioni successive.

 

Quanto a cosa riguardi il potere la situazione è ancor più complessa, perché benché oggi sia unanimemente associato per lo più alla possibilità di eleggere i propri governanti, ci sono paesi dove questo è possibile ma che sia il popolo ad avere un qualche potere è quantomeno discutibile.

Negli Stati Uniti, ad esempio, benché questo stato sia quasi unanimemente considerato il paese democratico per eccellenza, le elezioni assegnano da molti anni la vittoria a chi ha la possibilità di spendere il maggior quantitativo di danaro per la sua campagna elettorale e quindi sembra logico pensare che a detenere il potere più che i cittadini siano i finanziatori della campagna elettorale. Che si tratti, cioè più di una plutocrazia che di una democrazia.

Anche in Italia, dove le statistiche mostrano come la maggior parte dei cittadini faccia riferimento al mezzo televisivo per le sue scelte elettorali e dove nel mezzo televisivo manca la pluralità è difficile parlare di potere del popolo, ma piuttosto di potere mediatico, nonostante le elezioni.

 

E' quindi di fondamentale importanza definire in cosa debba consistere il potere per poter parlare di democrazia e per Ostrogorski occorre che è che il popolo eserciti una intimidazione sociale nei confronti di chi governa.“Esercitare il potere non è altro che intimidire, che esercitare una coercizione morale per farsi obbedire.”

 

Questa definizione che tanto si discosta dall'attuale comporta anche delle differenze nel modo di operare, poiché mentre il voto è un'attività episodica che si svolge in determinati momenti per periodi limitati, l'intimidazione è un processo continuo, senza interruzioni. “Ma la condizione principale dell'esercizio reale di un potere non è la continuità? Se non si afferma che ad intervalli è evidentemente molto meno efficace. Il carattere stesso della sua azione viene profondamente alterato: essa non infierisce che dopo il colpo, vale a dire che questo potere reprime più che intimidire.”

Questa definizione si differenzia anche da quella data da coloro che propugnano la democrazia diretta: a questo proposito il pensiero di Ostrogorski è chiaro “La funzione delle masse in democrazia non è di governare, bensì di intimidire i governanti.” e lo giustifica col fatto che la civiltà moderna “ha reso la vita sempre più complessa, moltiplicandone ed intensificandone gli interessi privati, le preoccupazioni quanto le gioie di ordine tanto materiale quanto non materiale. Perciò il cittadino, che è un essere umano, è per natura portato dall'istinto egoistico a sacrificare alle preoccupazioni del suo lavoro e ad altre preoccupazioni personali che lo assorbono, gli interessi della città che gli sembrano più lontani e meno urgenti, se non lo lasciano del tutto indifferente.“

Naturalmente per esercitare questa intimidazione sociale sono necessari degli strumenti, alcuni dei quali sono strumenti tipici di democrazia diretta, ed una organizzazione, il diritto di voto, i referendum, le petizioni… sono appunto di questi strumenti,

Ma gli strumenti sono tanto più efficaci quanto maggiore è le capacità di chi li usa, altrimenti si rivelano inutili e le capacità necessarie al popolo per gli strumenti politici sono il livello intellettuale e morale : “La grande difficoltà della situazione politica attuale è che le masse, ancora poco istruite e non abbastanza avvedute, non sanno intimidire sufficientemente i politici. Perciò l'istruzione più diffusa delle masse, la loro capacità di esercitare il proprio giudizio sono importanti, nella vita politica, non tanto per l'uso diretto che ne faranno – tranne, ben inteso, la scelta più illuminata dei loro mandatari- quanto per meglio intimidire quelli che governano in nome del popolo e speculano sulla sua mancanza di accortezza. Questi governanti si comporterebbero in altro modo se avessero a che fare con elettori più istruiti questi li intimidirebbero di più. Ecco perché è doppiamente importante in una democrazia elevare il livello intellettuale e morale delle masse: con esso si aumenterà automaticamente il livello morale di coloro che si ritengono superiori alle masse. ….”

Senza queste caratteristiche i cittadini non saranno in grado di utilizzare gli strumenti:“Se sono bambini, od adulti che si trovano ancora nell'infanzia politica, la risposta è chiara: avranno un bel essere insigniti del suffragio, verranno giocati con assoluta impunità.”

 

Le motivazioni del suo giudizio negativo sui partiti coincidono con il pensiero oggi diffuso a riguardo di queste organizzazioni che possono essere così sintetizzate: “In generale si può dire che la convenzione di partito ha strappato ai cittadini l'arma della coercizione morale e l'ha rivolta contro di essi. …. Invece di intimidire, i membri del popolo sovrano sono essi stessi intimiditi”.

 

Ma accanto alla critica nei confronti dei partiti tradizionali Ostrogorski propone anche la sua soluzione, che consiste in “partiti specialistici”, che si occupino di una sola importante questione e, raggiunto l'obiettivo, si sciolgano. La soluzione “…consiste nell'eliminare dalla pratica i partiti rigidi, i partiti permanenti che hanno per fine il potere, e nel restituire e riservare al partito il suo carattere essenziale di raggruppamento di cittadini, costituitosi specialmente in vista di una particolare rivendicazione politica

In questo modo “Messa al servizio esclusivo di questa causa, l'organizzazione di partito sarà riportata al suo ruolo di mezzo e cesserà di essere un fine; dianzi padrona tirannica sarà obbligata a farsi docile serva.

Alla base di questa scelta c'è la convinzione che i cittadini per tutelare i propri interessi debbano partecipare in modo consapevole alla vita politica.

Così il cittadino che oggi è incoraggiato, e spesso addirittura costretto ad abdicare al suo giudizio sarà invece stimolato ad esercitarlo, l'energia della sua volontà e l'attività della sua mente invece di essere sopite saranno tenute sveglie

Queste conclusioni sono contenute nella parte finale del libro, che è preceduta da un'approfondita analisi della nascita delle democrazie e dei partiti in Inghilterra e negli Stati Uniti, profondo ed esteso lavoro preparatorio che dà credibilità al pensiero dell'autore. Un libro fondamentale per chi desidera riflettere sugli argomenti democrazia e partiti, ma purtroppo la sua traduzione italiana, edita da Rusconi, è fuori commercio.

di Penta

COME CREARE UN MOVIMENTO CARISMATICO

(Regalati un Movimento Carismatico questo Natale)

 

Pastore

Un Movimento [o, meglio ancora, un Partito] Carismatico è un movimento i cui seguaci abbandonano l'ascolto del proprio intelletto per abbandonarsi al sentimento di adorazione nei confronti di un personaggio dotato di forte carisma, che li aiuta a mettere a tacere le proprie frustrazioni.

Creare un simile movimento non è naturalmente cosa semplice, ma molti ci sono riusciti: innanzitutto occorrono le condizioni favorevoli, cioè momenti di crisi da cui non si sa come uscire senza dolorosi sacrifici.

Fortunatamente oggi in Italia ci troviamo proprio in questa situazione, l'occasione buona per crearlo, purché si seguano poche semplici regole.

Faccio presente che essere in buona fede è all'inizio indispensabile, se si vogliono attirare quelle persone sensibili e motivate da ideali che con il loro attivismo garantiscono il successo dell'impresa.

Per questo quindi occorre che siate assolutamente digiuni di politica, sociologia e manchiate di tutte le altre cognizioni relative, ed anzi che allontaniate dal gruppo coloro che ne masticano, perché se non sono degli opportunisti abbandonerebbero il movimento, magari trascinando anche altri che li stimano.

Se non avete queste caratteristiche però, e magari siete addirittura specializzato nel condizionare le masse, non disperate, è sempre possibile trovare qualcuno che le possieda e sia abbastanza facilmente manovrabile, basta fornirgli un supporto economico o di conoscenze, tale da renderlo poi dipendente da voi.

Come fate a capire di aver avuto successo? E' molto semplice, per incominciare incominciate a passare sotto silenzio alcuni dei punti forti della prima ora, poi affermate il contrario di quanto avete detto tempo prima e guardate se il numero dei seguaci, anche se un po' mugugnanti, non decresce di molto.

Iniziando, non pensate a Bossi che ha portato i suoi dal lancio di monetine al capo del partito degli affari all'alleanza con il suo ben peggiore erede, o dalla meritocrazia all'elezione del trota, cominciate da piccole cose, fate passare ad esempio il ruolo degli eletti da “portavoce del popolo” ad indipendenti dagli elettori [questo fra l'altro rende molto più semplice renderli dipendenti] oppure se ai tempi avete posto lo sviluppo fra i vostri obiettivi ed il vento è cambiato, dimenticatevene e parlate di decrescita.

Anche se, devo dire, credo rimanga insuperabile il modello del buon Benito, che è riuscito a portare i suoi seguaci dall'estrema sinistra all'estrema destra, dall'anticlericalismo al clericalismo, dal pacifismo alla morte in guerra.

 

Ma veniamo alle istruzioni: Innanzitutto occorre un

 

  1. NEMICO

    Dato che il movimento, come già detto, nasce in un periodo di crisi è semplicissimo trovare qualcosa da criticare, sia a torto che a ragione, ma bisogna fare di più, criticare tutto e tutti perché nessuno pensi che ci sono alternative. [Non avrai altro dio al di fuori di me]. Perché ovviamente anche all'interno degli altri movimenti/partiti/coalizioni ci si è accorti che molte cose non vanno e la critica nasce pure al loro interno, a volte spontaneamente, a volte strumentalmente, nella speranza che gli elettori anziché abbandonare il partito si appassionino al dibattito interno e pensino di combattere l'attuale potere votando per l'opposizione interna [Bossi e Maroni all'interno della Lega / Pro e contro B nel PDL, Rottamatori e Bersani nel PD,…].

    E' quindi fondamentale affermare che gli altri sono tutti uguali, e che solo gli aderenti al movimento sono differenti, anzi, superiori, cosa che naturalmente fa sempre piacere, soprattutto a quelli che la vita di tutti i giorni tende a mostrare il contrario. Anche questo non è difficile, basta drammatizzare quelle due o tre cose in comune e tacere delle altre cento differenze.

    Ma tutto ciò è reso infinitamente più semplice se si individua il nemico: a questo punto il sentimento si accanisce contro questo mostro e, soprattutto, giustifica ogni azione intrapresa nei suoi confronti, si ripete il sollievo provato dalle masse una volta individuati gli untori.

  2. GENERICITA'

    Questo è un punto importantissimo: se all'inizio le persone accorrono per un ideale si legheranno a questo e se un domani il capo carismatico vorrà cambiare direzione verrà abbandonato. Occorre quindi proporre qualcosa di alternativo, di assolutamente generico ed ecco quindi il Cambiamento: chi è contrario alla corruzione penserà ad un mondo incorruttibile, chi odia la disuguaglianza penserà ad un mondo di uguali e così via, in modo che ognuno pensi che il movimento soddisferà il proprio personale ideale.

    Il cambiamento ha inoltre un altro vantaggio: questa parola agisce nel conscio o nell'inconscio suggerendo che il cambiamento lascerà dei posti liberi e nessuno sarà più degno di occuparli dei membri del movimento che tanto si sono dati da fare per cambiare chi li occupava precedentemente.

    Purtroppo da qualche centinaio d'anni il mondo è diviso fra chi privilegia l'individualismo ed il concetto di responsabilità personale e chi invece la collettività ed il concetto di solidarietà. Poco male, basta affermare di non essere né di destra né di sinistra e così si è liberi di non essere giudicati alla luce di quei concetti e si possono accogliere persone provenienti da entrambe le ideologie.

    Il tutto corredato da un insieme di slogan generici di cui buona parte degli adepti non afferra bene il significato, da “padroni in casa nostra” a “uno vale uno”, a “Roma ladrona” e così via.

 

  1. IL MITO

    Naturalmente qualcosa occorre proporre per attuare il cambiamento, per risolvere la crisi che permette di creare il movimento, e questo qualcosa deve diventare un mito, qualcosa su cui non ci si interroga ma si accetta come dato di fatto.

    Gli uomini sono per pigrizia portati a desiderare la panacea, la soluzione di tutti i problemi che non richieda indagine, impegno, in una sola parola, che non richieda fatica. Ed occorre riproporla in tutte le salse, ripetutamente, in modo che nessuno si accorga della sua superficialità.

 

  1. ELIMINAZIONE DEL DISSENSO

    L'eliminazione del dissenso è fondamentale, perché nulla come il dissenso allena quel cervello che noi vogliamo atrofizzato e sostituito dal cuore.

    Il dissenso nasce principalmente da due tipologie di persone: ci sono coloro che si accorgono delle pecche del movimento e cercano di porvi rimedio, e coloro che si accorgono che il movimento si discosta da come era per muoversi verso obiettivi diversi da quelli dichiarati.

    Contro i primi bisogna utilizzare l'argomento dell'eccesso di teoria, del voler cercare il pelo nell'uovo… mentre è facile accusare i secondi di radicalismo. Le accuse di coltivare interessi personali, o di voler coltivare il proprio io sono sempre efficaci.

    Generalmente le persone che si vedono escluse e vedono ignorato tutto ciò che dicono se ne vanno da sole, altrimenti c'è la soluzione dell'espulsione dal movimento.

    Occorre tener presente che la maggior parte delle esclusioni avviene all'inizio ed alla fine del movimento, perché dopo un po' tutti capiscono l'antifona ed alla fine perché chi ha intuito come finirà si agita.

 

Utilizzando queste semplici quattro regole sono molti i movimenti che hanno avuto successo, come dimostra la tabella di seguito riportata: provateci anche voi!

Tabella

di Penta

Grazie ai Black Blocs gli Indignati finiranno come i No Global

Black block

Una testimonianza pubblicata sul Manifesto.

Non è la prima volta che sentiamo testimonianze del genere, sarà vero? Non possiamo garantirlo ma possiamo fare una riflessione su quanto accaduto. Da giorni i cosiddetti Black Bloc si stavano organizzando in rete, a Roma. Nelle vie in cui doveva passare il corteo non sono stati rimossi i cassonetti dell'immondizia e non sono stati messi divieti di sosta. All'inizio del corteo, la polizia era veramente poco presente e ciò ha reso possibile lo sfacelo da parte di questi gruppi, poi sono arrivati i rinforzi e con chi se la sono presa? Con i manifestanti. Molti di noi avranno visto le immagini di quel ragazzo a volto e capo scoperto con la bandiera della pace e le mani alzate che si prende un pugno in faccia da un poliziotto per non aver fatto nulla. Abbiamo visto il video di quel povero ragazzo a terra che invece di essere aiutato a rialzarsi o tuttalpiù arrestato, sempre che avesse fatto qualcosa, è stato preso a calci dai poliziotti. Ma la polizia una volta immobilizzata la persona, ha il compito di arrestarla o di massacrarla? Non credo che il diritto da parte della polizia di prendere a calci una persona a terra sia sancito dalla Costituzione. Abbiamo sentito la testimonianza di quella ragazza cui la polizia a spaccato i denti, era una manifestante pacifica.

Ed ora pensiamo alle conseguenze. La manifestazione è stata interrotta, il sindaco di Roma ha vietato i cortei per un mese, i romani che hanno subito danni si sono indignati contro gli indignati attribuendo talvolta ai manifestanti la responsabilità di tale sfacelo. Non si parla di precarietà ma si parla di violenza. Tutti i media hanno concentrato l'attenzione sulla violenza cercando di creare aggregazione sulla condanna della violenza. Siamo tutti uniti contro la violenza e ci dobbiamo dimenticare della precarietà che sta affamando la gente.

A chi hanno fatto gioco quindi i fatti di Roma? Ai manifestanti o a chi ha l'interesse che non si parli di precarietà?

Ieri sera durante la trasmissione "Piazza Pulita" alcuni precari hanno spiegato molto bene il problema. Hanno detto che anche la precarietà vissuta ogni giorno è una violenza, togliere il futuro ai giovani ed anche ai meno giovani, perché ci sono precari quarantenni, cinquantenni, che forse stanno anche peggio, è una violenza. E se questi black blocs servissero a creare nell'immaginario collettivo un parallelo tra indignazione e violenza per reprimere con 'giusta causa'?

Più di un anno fa Paolo Franceschetti nel suo blog faceva riflessioni analoghe sui black bloc e sul G8 di Genova, giungendo ad una conclusione inquietante ma su cui vale la pena riflettere. Alla luce dei fatti di Roma, riproponiamo il suo articolo. (Cinzia Bascetta)

I Black Block al G8 di Genova. Chi erano e cosa volevano realmente.


Paolo Franceschetti

E' dai tempi del G8 che mi domando chi erano questi misteriosi "Black Block" detti anche tute nere, che hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.

Ma, andando a caccia di notizie, non ho mai trovato teorie o articoli di un certo rilievo su questo gruppo.

Quello che si trova è questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Black_bloc

oppure
http://www.storiaxxisecolo.it/g8/G8black.htm

Le domande che si fanno tutti sono due.

1) Come mai hanno spaccato, distrutto, danneggiato, incendiato, e la polizia non ne ha arrestato neanche uno?

2) Perché la polizia ha caricato pacifici manifestanti ma non ha mosso un dito contro i Black Block?

Infine, la domanda più importante: chi sono realmente i Black Block?

Mettiamo in ordine alcuni fatti con le spiegazioni che ci hanno dato sempre finora.

– Raccontano molte testimonianze che la polizia non ha fatto nulla contro i Black Block, e li ha lasciati indisturbati a danneggiare e incendiare; in compenso, dopo pochi minuti, lo stesso gruppo di poliziotti caricherà inermi manifestanti dell'Azione Cattolica. "Errore", diranno le spiegazioni ufficiali; "disorganizzazione", diranno altri; "impreparazione" delle nostre forze dell'ordine, diranno altri ancora.

– In alcune scene si vedono gruppi di poliziotti che arretrano di fronte ad un solo Black Block. La spiegazione ufficiale è che non volevano caricarlo, per non fargli del male.

– Alcune foto ritraggono i Black Block che si vestono e si armano di fronte alla polizia che rimane ferma, immobile. La spiegazione ufficiale: forse perché ancora non hanno commesso alcun reato; quindi i poliziotti vigilano e cercano di non creare per primi il pretesto ad una scena di violenza.

– Altre foto che sono circolate i giorni dopo il G8 riprendono i Black Block che passano di fronte ad una caserma e fanno il saluto militare. Per sfottere i militari, disse qualcuno. Sì, per sfotterli, perché loro sono anarchici e contro il sistema.

– Alcuni testimoni raccontano di aver visto molti black block parlare con la polizia come se niente fosse, come vecchi amici. Segno di apertura mentale da ambo le parti, ha commentato qualcuno.

– Altre testimonianze parlano di un gruppo di qualche centinaio di Black Block che nei tre giorni precedenti si esercitava a soli 400 metri da una caserma di polizia… (v. il link che postiamo sotto). Mica è proibito esercitarsi fisicamente, commenta qualcuno… che cosa c'è di strano?

– Alcune foto e il filmato che alleghiamo fanno vedere i Black Block che assaltano un carcere; la polizia non solo non li ferma, ma scappa addirittura via (mentre la procedura prevede che perlomeno avrebbero dovuto chiamare rinforzi). Perché? Qui la spiegazione ufficiale non dice nulla. L'episodio è rimasto inspiegato e inspiegabile.

Ci sono poi altre domande da farsi. Questi gruppi sono arrivati a Genova superando i controlli della polizia di frontiera, armati fino ai denti, in furgoni e altri mezzi che non passavano certo inosservati. Possibile che nessuno li abbia mai fermati?

Sorge spontanea un'altra domanda; se i Black Block sono contro il sistema, perché hanno distrutto vetrine, auto, incendiato, ecc. danneggiando così semplici cittadini che di questo sistema sono vittime? Dietro ad una vetrina di un negozio spesso non c'è il grasso banchiere affamatore di popolo, ma la famiglia che tira a campare con quel poco che il fisco non le ruba. Dietro alla Uno e alla Ritmo sfondate a martellate e date alle fiamme non ci sono certo ricchi sceicchi arabi e proprietari delle multinazionali (cioè i soggetti contro cui è diretta la campagna no global) ma gente semplice, che paga con fatica le 200 euro al mese di rata e a cui l'auto serve magari per andare a lavorare.

In realtà io credo che la spiegazione sia una sola.
Dopo anni che ho studiato i libri sui servizi segreti di De Lutiis e Giannuli, che ho letto testimonianze giudiziarie e non sui metodi di infiltrazione dei servizi, mi sono convinto di una cosa. Leggi tutto

fonte http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/06/i-black-block-al-g8-di-genova-chi-erano.html

Un monito o un “segnale pericolosissimo” ?

Stato pontificio

BAGNASCO, il presidente della CEI, compare sui gornali italiani dopo che da diversi giorni gli stessi quotidiani pubblicavano articoli titolati: "Il silenzio della chiesa", "La chiesa non si pronuncia" e altre amenità……

BAGNASCO, dunque, ha risposto alla invocazione "forte" che gli proveniva dalla stampa cosiddetta "ufficiale".

Questa è  la cronaca degli eventi degli ultimi sette giorni.

La moltitudine degli italiani, educati da sempre alla accettazione dei "dettati" di stampo manicheo, può oggi vedere in BAGNASCO l'essere umano buono, onesto, efficente, dedito alla stretta osservanza della "morale condivisa".

Nello stesso momento la moltitudine degli italiani vedrà in BERLUSCONI l'essere umano cattivo, disonesto, confusionario, amorale.

Significa dunque che la chiesa, ora più che mai, risulta determinante per il futuro dell'Italia.

Sarà dunque la rivincita sull'appena rievocato 20 settembre 1870, in cui le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, sancendo così l'unificazione del Paese e la fine del potere temporale dei Papi.

Significa anche la ripresa determinante della guida politica di questo disastrato e traballante agglomerato sociale falsamente definito "Nazione" per troppi decenni.

Un altro 20 settembre (del 1378) è sempre presente a ricordare , l'elezione a papa del Roberto di Ginevra, che prese il nome di Clemente VII. La decisione di eleggere un nuovo papa era motivata dal fatto che i cardinali consideravano invalida l'elezione di Urbano VI, visto che si era svolta sotto la minaccia di violenza da parte del popolo (forse un "approccio" di DEMOCRAZIA !!??) e quindi non era stata del tutto libera e indipendente ( il "popolo" che si interessa della chiesa !!)  Rispetto ai conflitti d'autorità del passato, che pure avevano dilaniato più volte la chiesa, la rottura del 1378 presentava aspetti molto più gravi e preoccupanti. Non si trattava di papi e antipapi nominati da fazioni rivali, ma di pontefici eletti in piena legittimità da coloro che soli ne avevano il potere: i cardinali, non certo il popolo !

L'espressione potere temporale (falsamente cessato il 20 settembre 1870) attiene al periodo storico in cui il papa era anche sovrano dello Stato Pontificio. La parola "temporale", ovverosia il potere su tutto ciò che è temporaneo e destinato a finire, si intende in opposizione a "spirituale", intendendo che il Papa non esercitava soltanto un'autorità su ciò che è religioso e che riguarda lo spirito e l'anima (potere spirituale), ma anche in campo civile.

Questa convergenza di ruoli portò talvolta a situazioni paradossali, in cui il Papa nella sua qualità di sovrano conduceva guerre contro altri stati usando anche "armi" religiose come la scomunica e l'interdetto.

Oggi BAGNASCO, in rappresentanza di coloro che "possono" dettare norme di comportamento ( i cardinali), scomunica il presidente del consiglio di quello stato italiano che, finalmente si comprende oggi, altro non è che il "NUOVO STATO PONTIFICIO"……………………………………..vado a bermi un buon caffè, dopo la "rivelazione" piena e sostanziale !

BERLUSCONI E', COME SEMPRE, L'UTILE IDIOTA GIA' VISTO IN DIVERSE SITUAZIONI DAL 1993 IN POI…………

di Andrea Pescino

fonte http://www.facebook.com/notes/andrea-pescino/un-monito-o-un-segnale-pericolosissimo-/276577255700016?notif_t=note_reply

Cosa dicono i referendum a Grillo?

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Anche se tutti affermano che i referendum sono stati una vittoria di tutti, sono in molti a pensare di essere loro a rappresentare questi tutti, e che si è trattato sì di una vittoria dei cittadini, ma i cittadini sono solo loro.

Il quorum, per quanto straordinario, è piuttosto risicato, ed è stato ottenuto da una miriade di componenti la mancanza anche di una sola delle quali avrebbe vanificato lo sforzo di tutte le altre.

Le uniche componenti assenti sono state le caste del PdL e della Lega spalleggiate dalle loro TV: ma come avrebbero i referendum potuto avere successo se non ci fossero stati dei sacerdoti a digiunare in Piazza San Pietro, spingendo così il Papa a dichiarare il suo appoggio, oppure senza quella parte di Leghisti che è andata alle urne disobbedendo al loro capo carismatico (ma forse ex-carismatico)?

L'analisi di come è maturata questa evidente sconfitta delle caste dei partiti (anche di quella del PD, unitasi ai referendari solo all'ultimo istante, su pressione della base) mostra come elemento più evidente, che i più deboli riescono a vincere solo unendosi tutti insieme in una sorta di “mobbing”, come quello che operano gli storni, unendosi talvolta anche ad uccelli di altre specie contro i predatori, senza distinzione di bandiere.

Anche il concetto di partito ne è uscito rafforzato, sotto molti punti di vista: innanzitutto perché due dei tre argomenti trattati sono stati proposti da un partito, poi perché all'interno dei partiti le caste, come detto, sono state sconfitte, dando così una immagine del partito differente dall'abituale ed infine perché il partito ha funzionato anche come mezzo di motivazione e di trasmissione dell'informazione.

Un'altra novità, evidenziatasi anche alle elezioni comunali di Milano, è il cambiamento del linguaggio, non più violento ed aggressivo, di parole d'ordine e proclami, ma divertente, ironico, con il battiquorum, i sì sì sì sì orgasmici, … non si insulta più, si scherza, ed anche questo facilita i rapporti ed il dialogo.

Infine, anche se molti sostengono che l'effetto maggiore dal punto di vista motivazionale ed informativo lo ha ottenuto la rete, la mia esperienza dice che un effetto straordinario, forse maggiore di quello della rete, lo ha avuto il passaparola.

Tutti insieme, nessuno scontro, caste sconfitte dalla base dei partiti, linguaggio moderato, sì la rete ma… Grillo fa ormai parte del vecchio?

di Penta

ASTRONOMIA POLITICA – IL BUCO MARRONE

  Buco_marrone2

Il “buco nero” è senz'altro il più conosciuto degli strani fenomeni astronomici. Come dice Wikipedia: “si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso, dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie.”

Molto meno conosciuti, anzi direi sconosciuto ai più, è il concetto, per il momento solo teorico, dei “buchi bianchi”, l'esatto contrario dei buchi neri, vale a dire oggetti che emettono materia ed in cui la materia non può entrare.

Man mano che il colore del nome si schiarisce, dal nero al bianco, aumenta la materia emessa e diminuisce quella che vi entra.

Vorrei parlare quindi del “buco marrone”, molto simile al buco nero, ma un po' più chiaro e quindi con caratteristiche un poco attenuate, perché il concetto riveste particolare importanza nella politica italiana degli ultimi decenni.

Pur attirando, grazie alla sua massa, ogni sorta di schifezze al suo interno, [i Gasparri, i Larussa, gli Scilipoti,…] non riesce tuttavia ad attirare al suo interno tutto quanto lo circonda pur evidentemente avendo l'effetto di modificarlo.

Non solo, ma qualcosa riesce anche ad essere emesso: un tanfo insopportabile.

Si è discusso molto sull'origine dei buchi neri, e sembra che derivino dal collasso di stelle con particolari caratteristiche di massa oppure, per i buchi neri primordiali, dalla estrema densità della materia presente durante l'espansione iniziale dell'universo. Come già detto, invece, i buchi bianchi sono oggi solo delle ipotesi le cui caratteristiche derivano dalla soluzione di sistemi matematici.

Conosciuta invece è la genesi del buco marrone, il cui nucleo iniziale venne creato negli anni '80 da un incensurato, che, dopo aver assassinato il Partito Socialista, lo ha sostituito con un clone, che era in realtà un nuovo partito, il “Partito degli affari” che tanto successo avrebbe avuto nel panorama politico.

Liquidato Craxi il clone venne ereditato da Silvio Berlusconi, che lo ingrandì attirando al suo interno quella che un tempo era la destra e fagocitandola, ed acquistando così la massa necessaria a trasformarsi in un vero buco marrone.

Distrutta la destra attirò nella sua orbita gravitazionale la Lega, senza riuscire ad inglobarla [un buco marrone non ha la forza gravitazionale di un buco nero] ma trasformandola da partito anti-corruzione nell'industria di favole Bossi&Figlio, dedita anch'essa, come la Berlusconi&figli, agli affari di famiglia.

Ma anche la sinistra venne attratta dal buco marrone e, grazie a Rutelli, venne inaugurata la stagione della teoria dell'unpo'menismo. Questa straordinaria pensata [Rutelli probabilmente la elaborò grazie al gioco infantile “Indovina il numero dei fagioli nel contenitore: se uno dice 2.000 chi pensa che sia troppo dice 1999 per togliere spazio all'avversario] inaugurò la stagione dell'astensionismo. Infatti, visto che la gente che aveva a disposizione Berlusconi e Un po' meno Berlusconi o votava Berlusconi o non votava. Nacque allora il Partito Omeopatico della Sinistra, così detto perché la percentuale di cose di sinistra dette o fatte equivaleva in percentuale ai principi attivi di una soluzione omeopatica.

Avendo assorbito una decina di altre piccole realtà il buco marrone è arrivato ad una situazione di crisi a causa della criticità delle relazioni al suo interno che potrebbero portarlo ad una esplosione che sparerebbe nello spazio politico in cui il Partito degli Affari verrebbe ridotto e separato dalla destra e dalla lega non più bossiana.

A questo fenomeno non sarebbero estranee le vorticose rotazioni nella tomba di vecchi personaggi della destra, Almirante, Guareschi e molti altri a vedere quale schifezza viene oggi chiamata destra.

Perché ora, anche se viene chiamato centro-destra, il buco marrone non ha niente a che fare né col centro né con la destra, è solo il potenziamento del Partito degli Affari, affari con tutti, con i mercanti di voti del Vaticano, con i mercanti di petrolio e di tecnologie stranieri della Francia e della Libia e, soprattutto, viene da pensare, con quella che è la maggiore azienda del paese: la mafia dato il pieno di voti che fa regolarmente nelle sue due sedi principali, la Lombardia e la Sicilia.

Ci sarà l'esplosione? Forse a partire da Milano?

di Penta