Archivi categoria: Costume e Società

Nei nostri cieli il disegno del Nuovo Ordine Mondiale ?

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Il cielo a Sesto Calende (Va) ieri era così. Per un po' non ho voluto credere, a Milano il cielo è così spesso grigio che non noti la differenza, poi però ho cominciato ad alzare gli occhi al cielo nelle giornate limpide ed ho dovuto credere ai miei occhi. A MIlano, a Genova, Sesto, questo è lo spettacolo che si presenta. Sono cresciuta vicino all'aeroporto di Genova, ne ho visti tanti di aerei passare, Sesto Calende è poco distante da Malpensa e si distinguono chiaramente i voli di linea dagli altri. I voli di linea raramente lasciano la scia. Ricordo che da bambina quando un aereo lasciava la scia la guardavo divertita e bisognava essere veloci ad alzare lo sguardo perché dopo poco spariva. Questa roba non ci assomiglia per niente, è come un reticolo sopra le nostre teste, si espande e forma delle strane nuvole. Una fatale coincidenza, dopo qualche giorno piove. Ma dove sono finite le nuvole di una volta? Ho paura che queste nuove nuvole chimiche siano molto ma molto funeste. E' interessante prendere visione dell'ennesima interrogazione parlamentare presentata dall'on. Scilipoti in merito.

Atto Camera
 Interrogazione a risposta scritta 4-10970
presentata da

DOMENICO SCILIPOTI
martedì 22 febbraio 2011, seduta n.437

SCILIPOTI.
-Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della difesa. 
– Per sapere
– premesso che:
 
nel 1999 il Parlamento europeo con delibera nr. A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si e espressa contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa);

nel 2002 l'Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA sulla ricerca climatica e il capo dei ricercatori italiani e il Professore Franco Prodi;

nel 2003 l'ex Ministro della difesa, Martino, autorizza le forze aeree Usa (USAF) a sorvolare gli spazi aerei dell'Italia;

nel periodo dal 2003 al 2009 sono state presentate nr. 14 interrogazioni parlamentari sull'argomento;

le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri; 

l'alluminio è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari (l'alluminio è un fattore determinante nell'Alzheimer);
 
l'intossicazioni di metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie;

l'alluminio uccide la flora batterica dei terreni

le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano il ph dei terreni;

le operazioni di aerosol, comunemente chiamate scie chimiche, finiscono per determinare, ad avviso dell'interrogante, una lesione di diritti sanciti dalla Costituzione- :

 se il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, iniziative volte:

 a) ad accertare i valori di acidità, ovvero, i ph cambiati dal 2003 al 2010, a mappare con precisione la qualità attuale dei terreni e a garantire la cessazione delle operazioni suddette in quanto obbligano all'utilizzo di OGM;

b) a misurare il livello di bario e di alluminio nelle acque piovane su tutto il territorio nazionale promuovendo verifiche dopo le piogge provocate dalle operazioni militari;

c) a misurare il tasso d'inquinamento dell'aria specificamente in relazione ai prodotti utilizzati nelle operazioni di aerosol;

d) a determinare il rischio ambientale e per la salute della popolazione dei territori soggetti a operazioni di scie chimiche permanenti;

e) a chiarire l'influenza che le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi hanno avuto sulla salute degli italiani;

f) a pubblicare le ricerche epidemiologiche relative:

1) alle malattie infettive dell'apparato respiratorio; 
2) allergie dovute a intossicazione da metalli; 
3) Alzheimer e altre malattie degenerative riconducibili all'intossicazione di metalli;

 g) a stimare la correlazione dell'aumento delle malattie in rapporto alle sostanze utilizzate nelle scie chimiche (ovviamente ogni malattia è multifattoriale e le questioni ambientali incidono significativamente, ma dal 2003 se vi è stato un aumento statistico significativo probabilmente dovuto alle scie chimiche);
 
intenda promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche e far cessare le operazioni che comportano scie chimiche tutt'oggi effettuate.

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Una buona occasione per informarsi sarà il Festival delle scie chimiche dal 16 al 25.04.11 a Ladispoli http://www.conosci.net/festival-delle-scie-chimiche.html

http://www.conosci.net/

di Cinzia Bascetta

Giappone : i media ufficiali hanno superato tutti i limiti della decenza!

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Nelle ultime settimane ho notato uno sconcertante silenzio da parte dei TG sul Giappone . Si , se ne parla , ma decisamente poco , dopo aver dato tutte le altre notizie e  preoccupandosi , più che di dare la notizia corretta , di non allarmare la popolazione .

Peccato che io le notizie ormai le cerco soltanto su internet perché non credo più sostanzialmente nulla delle notizie fornite dai media ufficiali : le  seguo solo per vedere fino a che punto puo’ arrivare la loro malafede  e fino a che punto il senso critico della gente possa non essere in grado di capire quanto siano diventati inutili  . In realtà i telegiornali si reggono sul fatto che la gente quando li guarda non li segue per niente , tra le strilla dei bambini e delle mamme o i commenti sui vestiti o sulle espressioni del volto o sulle urla dei politici .   Basterebbe seguire un attimo con un minimo di attenzione cio’ che dicono per capirne la loro nullità. Ma pochi in realtà lo fanno.

E su internet si trovano notizie sconcertanti come , per esempio quella che il terremoto potrebbe essere stato indotto dall’Haarp ,  notizia che, non essendo riportata da nessun media ufficiale, non viene creduta dai più  e sulla quale i blogger si dividono : resta il fatto che questo famoso Haarp , una vasta distesa di antenne produttrici di onde elettromagnetiche, situata in Alaska , di cui nessun media ufficiale ha mai parlato,  che sarà costato probabilmente qualche miliardo di dollari , nessuno sa dire “ufficialmente” a che cosa dovrebbe servire .

Altrettanto sconcertante la notizia che Helen Caldicott , una delle maggiori esperte di nucleare in campo mondiale avrebbe sostenuto che la gravità delle conseguenze del disastro potrebbero essere almeno 30 volte superiori a quello di Chernobyl , disastro che aveva portato (ma le notizie ufficiali lo hanno tenuto celato per decenni) almeno 1 milione di morti.  http://www.ecplanet.com/node/2384.

I media ufficiali ci hanno sempre cercato di convincere che non sarà un altro Chernobyl , ma sarebbe bastato un minimo di buon senso per capire la truffa : la centrale è molto più grossa , i reattori sono tanti , e il nocciolo è fuso .

Quanto c’è stato il disastro di Chernobyl ci dicevano che il nocciolo era integro e , adesso , per spiegare che il disastro non è cosi’ grande ci dicono che invece allora si era fuso! Un apotesosi di menzogne!

E veniamo ad oggi : tg 3 delle 19.00 . Forse ancora qualche illuso si aspetta che il tg3 in quanto di sinistra  sia più serio e fedele alla realtà : pie illusioni!

Campeggia anche oggi la Libia ,  anch’essa col suo castello di menzogne sempre meno credibili .

Ma dopo la Libia arrivano i libici a Lampedusa , con Mustafà che vuole fare il  barbiere in Italia .

Seguono altre notizie di basilare importanza : la riforma della giustizia, il federalismo , i litigi tra Frattini e Di Pietro , che non è chiaro perché abbiano litigato visto che , come La Russa ha confermato , alla guerra sembra che non si sia opposto sostanzialmente nessuno (tranne Bossi). E poi ancora la Parmalat , l’Enia . Solo la nazionale di calcio hanno avuto il pudore di posporla al Giappone .

E finalmente alle ore 19.28 il servizio sul Giappone : durata 1 minuto e mezzo .

Forse non c’era nulla da dire ?  Mah , giudicate voi :  3 dei tecnici che lavoravano per lo spegnimento dell’incendio sono stati ricoverati . E anche qui menzogna : sono stati colpiti da un ondata di radiazioni : grottesco !  Sono 3 settimane che sono colpiti da ondate di radiazioni e il fisico oggi non ha più retto: domani toccherà ad altri , e nel giro di qualche giorno potrebbero mollarci tutti e la loro morte è certa . E quando saranno morti l’incendio sarà li’ a bruciare indisturbato insieme a tutti i noccioli di tutti i reattori compromessi . Chiaro il concetto!  Ho fatto due conti dosimetrici : i lavoratori hanno già superato di almeno 50 volte il limite al di sopra del quale ci sono sicuri danni alla salute : cioe’ 1 sievert . Intorno al reattore ci sono infatti circa 200 milli Sv /h , praticamente come fare un esame TAC ogni 20 secondi per 20 giorni . (Anche se qualcuno per confondere ulteriormente le acque ha parlato di microsievert) .

In altri termini coloro che sono stati sottoposti a radiazioni anche di decine di volte meno ma superiori a 1 Sievert non avranno conseguenze nell’immediato ma avranno sicuramente un cancro ( popolazioni nelle aree vicine ?  Tokio ? ) a distanza di anni .

Del resto il cancro per i mass-media non fa notizia , come non fa notizia cio’ che provoca danni a distanza di 10 anni : quindi non interessa .

Tuttavia l’emotività della gente si ingenera dalla notizia : hanno parlato per mesi di Sarah Scazzi e di Yara Gambirasio : conseguentemente la gente ha paura  che i propri figli vengano rapiti .

A parte che nel frattempo qualche altro centinaio di minori è sparito nel silenzio assoluto  anche se a sparire fossero state solo le due ragazze la gente avrebbe paura ugualmente .

Non fanno notizia i 20.000  giovani sotto i 20 anni che muoiono ogni anno di cancro in Italia  per motivi vari tra cui l’inquinamento atmosferico e l’alimentazione tossica .

E cosi’ la gente che dovrebbe avere 10.000 volte più paura per i propri figli del tumore che non del rapimento si trova completamente fuori strada : controllare ogni minima mossa ma mangiare  e respirare qualunque schifezza : perfetto signori , il condizionamento delle menti è servito!

di Gian Paolo Cavallaro

Figli dell’unità? Io mi sento figlia della Repubblica


 

Oggi nel giorno dei 150 anni dell'unità d'Italia io non festeggio ma non per gli stessi motivi per cui non lo fa la lega bensì, come dice la canzone, perché nessuno ci racconta perché stiamo festeggiando. La storia può insegnare molto ma solo se viene riportata in maniera corretta. La spedizione dei mille altro non fu che la conquista del sud da parte dei Savoia, un Sud ricco e fiorente che fu piegato e depredato. Il Risorgimento sarà anche stato pieno di buone intenzioni ma ciò che i Savoia fecero nel sud non è da festeggiare. Per questo esporrò il tricolore il 2 giugno per festeggiare con orgoglio e onore la festa della nascita della Repubblica Italiana e la successiva entrata in vigore della nostra Costituzione con la C maiuscola, nella speranza che non venga depredata anch'essa ma che diventi un faro sulla nazione per la tutela di tutti i cittadini italiani uniti dal nord al sud.

di Cinzia Bascetta

Dall’arena alla Tv. Donne in pezzi. Dignità in pezzi.

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Nel giorno della festa della donna ritengo che in questo paese non ci sia proprio nulla da festeggiare. La mia dignità di donna non ne può più di essere fatta in pezzi. Anche nelle trasmissioni più serie ti tocca sentire un Placido qualunque che a 64 anni si lascia andare in affermazioni del tipo "la diciottenne sessualmente è più interessante" oppure una quarantenne prosperosa… non c'è un film dove non ci sia una donnaccia di gomma che piace a omuncoli con cervello di gomma. Cambi canale ed ecco un'altra squallida conduttrice che dice "che entrino le bocce di Francesca e Cristina" Vale a dire, loro possono anche stare fuori tanto a noi interessano solo le bocce. Per quanto tempo dovremo vedere ancora donne deformate, fatte in pezzi ed usate per controllare uomini con una boccia al posto del cervello? Donnucole cui la cultura della TV ha insegnato che la massima aspirazione è fare la velina. Uomini e donne cui è stato completamente lavato il cervello per tenerli in pugno per dominarli esaltando e deformando i loro istinti più bassi e animaleschi. Cos'è rimasto di loro? Nulla. Donne schiave senza dignità, squartate da macellai e vendute in pezzi ad un popolo sempre più ignorante. I romani intrattenevano il popolo bue con la violenza, oggi nell'Arena Televisione donne decerebrate vengono fatte in pezzi per maschi decerebrati, d'altronde l'arte non è mai stata per il popolo, meglio dargli pezzi deformi venendo meno ad ogni logica di armonia e proporzione per esaltare menti sempre più deviate. E' il modo più semplice per asservire un popolo di consumatori.

Lo sa molto bene anche Lorella Zanardo, autrice del libro "Il corpo delle donne" che in occasione dell'incontro pubblico del 23 febbraio 2011 dal titolo "Donne in pezzi" rimarca come siano proprio i telegiornali i primi a fare servizi sulla chirurgia estetica. In questo modo ricorrere alla chirurgia estetica sembra una cosa normale, "l'hanno detto al Tg". 

Addirittura recentemente un Tg, parlando di chirurgia estetica, si esprimeva così:  "anche gli uomini hanno sempre più cura del loro corpo", confondendo la cura del corpo con la cura dell'aspetto estetico tra l'altro portata all'estremo. Tornando all'incontro pubblico sulla dignità femminile, sempre la Zanardo dichiara che è in atto un processo di umiliazione delle donne e anche degli uomini. Basta guardare come vengono montate le scene, per vedere espressioni quasi scimmiesche del pubblico maschile evidenziate ed accostate ad immagini di semi-nudo femminile. Lorella è anche protagonista di un progetto che si chiama "nuovi occhi per la Tv". I destinatari sono gli studenti delle scuole superiori. Neanche i bambini sono esenti dall'influenza negativa che il mondo della televisione e della pubblicità esercita su di loro. I bambini di una scuola primaria di Milano godono di vista panoramica su un cartellone pubblicitario che mostra il sedere di una modella sotto la gonna svolazzante. Cosa pensa un bambino di fronte ad un cartellone pubbilicitario con una ragazza chinata di profilo, nuda e la scritta MONTAMI A COSTO ZERO? L'associazione DonneInQuota si oppone allo svilimento della dignità femminile nelle pubblicità e quando necessario si appella agli enunciati dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per far ritirare la pubblicità svilente. In questo caso ci sono riusciti ottenendo anche le scuse della Cauldron Holding, produttori di pannelli fotovoltaici. L'associazione, non a torto, sostiene che gli adolescenti ed i pre-adolescenti non abbiano gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti. Questi tipi di linguaggio d'immagine o testuale e l'ambigua associazione dei due impedisce la crescita e formazione di parità di genere, in quanto oggettifica e mercifica la bellezza femminile, negando ipso facto alla donna la dignità di una parità di riconosciuta cittadinanza. In quanto all'opposto di modelli di comportamento femminile talentuoso, competente e autorevole, le giovani generazioni avranno introiettato modelli di offerta di sé o comunque di comportamenti stereotipati negativi nei confronti delle donne. Come ricordato da Patrizia Quartieri, Presidente Commissione Pari Opportunità del comune di Milano, che ha organizzato questo interessantissimo incontro, i manifesti vengono subiti e non si tratta di censura, la domanda che dovremmo farci è: perché in nome del mercato certi valori possono essere declinati in altro modo? Sempre Patrizia Quartieri afferma: "siamo di fronte ad un oggettivazione del corpo femminile usato per vendere".

Oggi, 8 marzo, un augurio a tutte noi donne di riprenderci la nostra dignità.

Per segnalazioni o iscrizioni: http://www.donneinquota.org/

Progetti per le scuole (Educazione alla sessualità, laboratori di prevenzione della prevaricazione tra pari, sostegno alla genitorialità, percorsi di prevenzione degli abusi sessuali sui minori, sportelli di ascolto per studenti, genitori e consulenza per insegnanti) per informazioni scrivi a lombelico.direttivo@gmail.com

di Cinzia Bascetta

Primo marzo: una giornata senza di noi

Migranti

Lo scorso anno la giornata del primo marzo ha lanciato innanzitutto un monito: “una giornata senza di noi”. Il noi si moltiplica, cambia di segno, diventa proposta di costruzione di una possibilità di uscita dalla crisi, insieme.

Lo scorso anno i migranti di Rosarno si sono ribellati dandoci una lezione di dignità,  per il diritto alla vita, alla salute, al reddito. I migranti tornano ad essere protagonisti in prima persona, le proteste si sono allargate a Brescia sulla gru e a Milano sulla torre, ma anche in diversi paesi europei  …. Le rivendicazioni degli immigrati parlano della possibilità di difendere ed estendere i diritti di tutte e tutti per un futuro diverso. 

Notizie drammatiche giungono però in queste ore dalla Libia, dove il governo di Gheddafi sta reprimendo in un bagno di sangue le legittime proteste di quello che fino a ieri chiamava il suo popolo. 
Per anni i governi italiani hanno stretto patti con il governo libico, accordi in cui i migranti sono stata merce di scambio;  persone consegnate nelle mani della repressione più dura, persone che cercano di raggiungere l'Europa. Il risultato sono stati migliaia di morti nel deserto libico, migliaia di detenuti nei centri di detenzione libici, senza alcun diritto.

Di fronte a tutto questo non esistono "se e ma". Bisogna scegliere ancora una volta da che parte stare. Dietro la maschera della cooperazione l'Italia e l'Unione Europea sono responsabili delle politiche portate avanti da governi dittatoriali contro i migranti e tutti i loro cittadini, cui viene fornito appoggio militare, economico e tecnico. 

Con inqualificabile cinismo, in queste settimane, di fronte alla lotta per la libertà di centinaia di migliaia di uomini e di donne, l'unica preoccupazione è sembrata essere una fantomatica invasione di disperati. Maroni agita nuovamente lo spettro delle invasioni barbariche solo per giustificare le proprie scelte repressive e razziste.  Non c'è nessuna invasione. Quegli uomini e quelle donne seguono con coraggio la speranza della libertà e di una vita migliore.  

Quest'anno il primo marzo vuole essere una giornata che guarda alla forza e alla determinazione che ci stanno insegnando gli egiziani, i tunisini, i libici, affermando il diritto di vivere degnamente nei propri paesi, perché stanchi di vivere in paesi impoveriti da regimi autoritari o di avere come unica alternativa quella di immettersi nella spirale infernale della migrazione verso la "ricca Europa". 

Il primo marzo sarà un'occasione per affermare il diritto di restare dove si è scelto di vivere, per il diritto a non migrare forzatamente, contro il ricatto della Bossi-Fini, il razzismo istituzionale. 

Il primo marzo sarà una tappa di costruzione di norme condivise di cittadinanza aperta ed includente , per un nuovo welfare, per uno statuto dei diritti e per la costruzione di relazioni e confronto oltre la strumentale e retorica imposizione dell'omologazione linguistica e culturale, per affermare la nostra voglia di vita e per dire che i nostri diritti ce li costruiamo, ora, tutti insieme.

Esprimiamo inoltre il nostro appoggio ai popoli e alle persone che con coraggio lottano per i propri diritti e la propria dignità.

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http://www.dimensionidiverse.it/dblog/

Odio l’indifferenza e gli indifferenti. Presidio al consolato libico al grido di Basta Sangue!

 

 

Oggi, mentre cittadini libici, italiani, alcuni partiti ed associazioni manifestavano contro il genocidio del popolo libico, in galleria Vittorio Emanuele una folla si accalcava intorno ad un palco ottagonale, sopra c'era un divano, dietro, un camerino a vista di L'Oreal, a lato la scritta fashion week. La gente si fermava e aspettava,…. cosa? Non si sa. Aspettava che si manifestasse un qualcosa. O forse erano tutti interessati alle lezioni di trucco degli esperti L'Oreal Paris dentro il camerino…. Mi avvicino al luogo del presidio e sento un signore commentare "sono tutti figli di Allah" non resisto e rispondo "sono tutti figli di Dio come noi", finalmente raggiungo il consolato libico e posso abbracciare i miei amici. Se penso che pochi giorni fa proprio con uno di loro si parlava della possibilità che anche il popolo libico insorgesse… ed ora è successo ed è iniziato un incubo per una nazione nelle mani di un dittatore che bombarda la sua stessa gente con gli F16 e assolda mercenari per sparare indistintamente a uomini, donne e bambini. I libici dicono "ma quali americani, siamo noi, il popolo, che facciamo la rivoluzione, sono 40 anni che sopportiamo. Noi in Libia siamo tutti d'accordo, se va via lui facciamo un governo democratico" Approfitto anche per parlare della religione musulmana e chiedo al mio amico di spiegarmi bene cosa insegna l'islam per quanto riguarda i rapporti con le altre religioni. Spiego a lui che ci sono persone che sostengono che tutti i musulmani vogliono fare la guerra santa ai cristiani, cosa che naturalmente io non credo. La sua risposta è semplice, mi dice che l'islam insegna che tutti sono liberi di pregare il loro dio, Maometto fece guerra in passato a dei popoli vicini che volevano rovesciarlo ed ucciderlo perché lui era diventato potente ed aveva un gran seguito. Maometto all'epoca aveva apportato cambiamenti rivoluzionari nell'islam, la donna precedentemente era considerata alla stregua di una bicicletta, avere una figlia femmina era quasi un disonore e molte neonate venivano uccise.  Maometto non doveva essere ben visto anche per questo. Ogni vero musulmano spera che gli altri si convertano per la loro salvezza ma mai obbligandoli con la forza.
Come posso vedere nei suoi occhi sinceri un nemico? Come posso avere paura di lui? E' lui oggi insieme a tutto il popolo libico ad avere bisogno del nostro sostegno. Al presidio ho sentito ragazzi libici lamentarsi giustamente del fatto che l'Italia non avesse preso subito posizione contro Gheddafi e indignarsi per le dichiarazioni di Berlusconi, indignazione condivisa dagli italiani presenti. Poi ho sentito dire da un giovane libico "il popolo arabo deve fare amicizia con il popolo italiano".  Ha proprio ragione, sono i popoli i soggetti primari che devono solidarizzare, il popolo sovrano prima di tutto. 

di Cinzia Bascetta

Quando la gente non ha più paura di morire.

Libia

E' successo in Tunisia, poi in Egitto ora in Barhein ed in Libia dittatori feroci che per anni hanno operato la strategia del terrore messi in fuga dalla popolazione. In un video un uomo egiziano dice "io oggi morirò" e poi si allontana verso i luoghi della rivoluzione. Centinaia di morti per liberare Tunisia ed Egitto; ora in un onda inarrestabile si sollevano altri popoli, la rivoluzione sulla rete corre veloce, non si ferma. Una donna libica mostra un cartello con la scritta 42 anni di inferno. Gheddafi ha oppresso il popolo libico fino a farlo vivere nel terrore in uno stato di continua minaccia addirittura di bombardare un'intera città in caso di rivolta. Un leader che bombarda il suo stesso popolo è già finito. Ed i libici non possono più sopportare. Quando la gente non ha più paura di morire nessuna strategia del terrore può più funzionare. 

Domani a Milano ore 18 in via Baracchini 7 ci sarà un presidio al fianco del popolo libico per chiedere di fermare la strage dei manifestanti in Libia.

Cinzia Bascetta

Se non ora quando? Meglio mai!

Un'altra inutile manifestazione organizzata da un'opposizione che non esiste. L'ennesima occasione persa. Il regime ringrazia.

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Dovevamo essere tutti davanti al palazzo di giustizia di Milano a sostenere Ilda Bocassini e tutti i suoi colleghi che stanno cercando disperatamente di fare il loro dovere. A sostenere Clementina Forleo che per il suo coraggio è stata attaccata e diffamata da tutti. A sostenere la magistratura messa sotto assedio dal regime berlusconiano. E invece no, tutti  in piazza a cazzeggiare su fantomatiche rivendicazioni e indignazioni sulla dignità della donna offesa e calpestata. E per  i poveri  vecchi rincoglioniti, che si fanno circuire da avvenenti ragazze che poi li ricattano e si fanno nominare ministre e deputate, non vogliamo manifestare la nostra solidarietà? Ma per favore!

Nessun corteo, nessuna protesta, un palco a favore di TV e via la passerella dei soliti che sotto elezioni si mettono in mostra. Per buona pace di tutte le donne lavoratrici e mamme, costrette a vite faticosissime, dopo oggi per loro non cambierà nulla.
A Milano parla Flavia Perina, che fino a ieri con Fini ha sostenuto Berlusconi, a Roma  suor Eugenia Bonetti, dell'USMI Unione Superiore Maggiori d'Italia, ratzingeriana della prima ora. Apparteniamo al genere femminile ma, a parte questo io, con queste non ho nulla a che spartire.

Unica nota positiva della giornata di oggi è stata l'apparizione in piazza a Milano di Romano Prodi, era con la moglie Flavia, da una via laterale si è diretto verso la folla, così solo senza scorta e al suo passaggio la gente lo applaudiva e lo acclamava, la gente si è offerta  di "scortarlo" fino al palco se voleva parlare, ma lui ha ringraziato e ha detto no. Non sia mai! Far parlare Prodi che ha sconfitto per ben DUE volte Berlusconi! C'avevano da far parlare la Perina..

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Romano Prodi assediato dalla gente in Piazza Cairoli a Milano

di Tiziana Fabro da http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2011/02/13/se_non_ora_quando_meglio_mai_c.html

L’Italia è il paese del Bunga Bunga?

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Ieri sera a Legnano nella sala degli stemmi del municipio in occasione dell'evento "Un'altra Italia è possibile e sta già nascendo", Domenico Finiguerra prende la parola. La Lombardia dice, è la regione con più territorio agricolo d'Italia e nonostante questo vengono cementificati 13 ettari di terreno al giorno. Un terreno è fertile solo nei primi 30 cm, una volta gettato il calcestruzzo, quel terreno non sarà più fertile per 300/400 anni e anche di più. I comuni ricorrono agli oneri di urbanizzazione perché è un modo facile e veloce per far entrare soldi nelle casse comunali ma è una scelta poco saggia perché chiunque sa che il territorio a disposizione prima o poi finisce. Noi siamo indotti a credere che per far muovere l'economia dobbiamo cementificare, costruire e ancora costruire ed è così che accanto a capannoni sfitti o in vendita spuntano altri capannoni, che a loro volta rimarranno sfitti. Siamo spinti a credere che tutto giri intorno ad una finanza fine a se stessa e che ci può rendere sempre più ricchi. Ma a Cassinetta di Lugagnano no, nel comune di cui Domenico Finiguerra è sindaco, la gente ha fatto una scelta diversa. I cittadini hanno scelto il loro sindaco per il suo programma elettorale basato sulla cementificazione zero. A Cassinetta la gente, opportunamente informata, ha preferito tutelare il proprio territorio, ha preferito pagare un'ici un po' più alta in cambio di spazi verdi ed un'aria più pulita. Ha scelto di non vedersi ingrigire ogni anno di più insieme al proprio paese. Perché il grigiore del cemento soffoca anche l'anima. L'amministrazione comunale ha operato scelte sagge che le hanno permesso di non gravare oltremodo sulle tasche dei cittadini. Un impianto fotovoltaico che permette di risparmiare 9000 euro l'anno, 2850 euro l'anno di risparmio sostituendo le lampadine del cimitero con i led, interventi sui rifiuti per ridurre rifiuti e tariffe ed infine un guadagno di 20.000 euro l'anno dai matrimoni civili. Tutti vogliono sposarsi a Cassinetta, il municipio è a disposizione dal lunedì alla domenica, è addirittura possibile fare un giro sul naviglio con lettura di poesie. Questo sindaco ha saputo valorizzare le risorse del suo paese, farle fruttare ed allo stesso tempo salvaguardare la salute fisica e non solo, dei cassinesi, inoltre intervenire ristrutturando il patrimonio edile esistente ha giovato all'economia del paese soprattutto agli artigiani. E' la volta di Michele Dotti, autore del libro L'Anticasta insieme a Marco Boschini. C'è un grande fermento nel sud del mondo, dice, i cittadini dal basso si stanno riprendendo la loro vita e questo processo non si può fermare. Anche qui i comuni virtuosi sono come un virus, si scambiano informazioni a vicenda e contagiano altri. Persino Matteo Renzi, sindaco di Firenze, fa notare Finiguerra, ha parlato di stop al consumo di territorio e questo è un chiaro segnale che la gente è sempre più informata e sensibile a questi temi, tanto che alcuni politici hanno capito che devono adeguarsi se vogliono il consenso. C'è ancora però purtroppo un grosso nucleo che per legittimarsi e legittimare le proprie scelte scellerate (inceneritori, centrali nucleari, consumo del territorio, privatizzazione dei servizi…) tenta di riversare sugli italiani il proprio modo di essere dicendo che la gente ha il governo che si merita, fatto a propria immagine e somiglianza. Forse non sanno chi sono veramente gli italiani e forse non lo sappiamo nemmeno noi che siamo indotti dai grandi media a pensare che la maggioranza degli abitanti di questo paese siano Bunga Bunghesi. Gli italiani sono persone molto solidali, uno su quattro fa volontariato. Secondo un'indagine Censis promossa dalla fondazione Ozanam-De paoli quasi il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati minori né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato; il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza. Da una ricerca della Camera di Commercio di Milano emerge che un italiano su due compra etico, ossia prodotti che garantiscono rispetto per l'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Crescono sempre di più anche i Gruppi di Acquisto Solidali e la Banca popolare Etica nata a Padova ha già undici filiali*. Perché queste notizie non vengono diffuse? Il sistema d'informazione ci inganna promuovendo un senso d'impotenza che permette a grandi imperi economici di svilupparsi oppure permette ad una casta di politici di autolegittimarsi e perseverare nel perseguimento di interessi di parte a discapito del benessere e della salute pubblica. Tuttavia, anche i politici non sono tutti uguali. Esistono sindaci virtuosi come Domenico Finiguerra e dal 2005 persino un'associazione dei comuni virtuosi che da un paio di anni organizza il Premio nazionale dei "Comuni a 5 stelle" (che non ha nulla a che vedere con il Movimento 5 stelle di Grillo). Solo un paio di esempi: nei comuni virtuosi gli edifici pubblici consumano l'80% di energia in meno della media nazionale, non c'è bisogno d'inceneritori o discariche perché sono all'85% di raccolta differenziata con il porta a porta ma soprattutto producono il 30% di rifiuti in meno degli altri comuni*. In un paese in cui vengono varate finanziarie con 16 miliardi per l'acquisto di nuovi caccia bombardieri la vera rivoluzione deve partire dal basso e significa aderire ad un gruppo d'acquisto equo-solidale, alla Banca Etica (le banche per garantire il 30% dell'investimento si sporcano con traffici di droga e armi), le rinnovabili allontanano dal petrolio e così via per uscire dal sistema. Solo costruendo un modello nuovo che renda la realtà obsoleta si può veramente ottenere il cambiamento e stiamo anche attenti a chi vuol fare di tutta l'erba un fascio nel mondo politico trasformando la lotta alla casta in una guerra di religione contro i partiti e l'idea di partito in sé, i partiti sono nati per tutelare gli interessi di persone che altrimenti da sole sarebbero state sopraffatte. C'è una base informata, altruista e solidale in Italia che unendosi può cambiare il paese. Oggi i comuni virtuosi sono 48 ma sono sicura che i cittadini virtuosi di questo paese sono la maggioranza.

di Cinzia Bascetta

*fonte Non è vero che tutto va peggio (Michele Dotti, Jacopo Fo Emi edizioni 2008)

http://www.comunivirtuosi.org/

Comuni_virtuosi