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Bipolarismo: combattiamo la cultura Berluscogrilla

 

Il fenomeno dell’analfabetismo è sempre stato considerato un fenomeno da sradicare e la politica ci si è dedicata con impegno riuscendo in Italia ad azzerarlo.

Si potrebbe pensare che al fenomeno dell’analfabetismo funzionale venga dedicata altrettanta attenzione ed altrettanto impegno, ma quando la politica si è accorta che gli analfabeti funzionali potevano facilmente essere sfruttati per i suoi interessi si è dedicata con successo a coltivare questa specie di analfabetismo.

Come? E’ semplicissimo: anziché lavorare per portare l’analfabeta funzionale ad un livello di cultura che gli permettesse di essere indipendente nel pensiero si è portata la cultura a livello dell’analfabeta funzionale, in modo che rimanesse dipendente dal pensiero del burattinaio e così utilizzabile ai suoi scopi.

E quali sono le caratteristiche di questa neo-cultura? Una sola, semplicissima, è stata creata una “cultura binaria” una cultura, cioè, privaa di ogni sfumatura: SI’ / NO, BUONO / CATTIVO, BIANCO / NERO… che chiunque è in grado di comprendere.

Certo, non è una novità, è sempre stata usata da alcune religioni: chi non si ricorda il “Con me o contro di me” che ha avuto così tanto successo nei secoli?

Ma per un certo periodo questa, in Italia, era stata messa in crisi, e stava prendendo piede la cultura del “both and” “e … e …” di derivazione orientale, ying e yang dove i contrari non sono contrapposti ma si completano. E questa cultura stava portando ad una ricchezza di pensiero perché il nero ed il bianco insieme danno origine ad un’infinità di grigi e, soprattutto, sostituiva il dialogo allo scontro su tutto.

Ma poi è arrivata la controrivoluzione, sulle ali principalmente dello strumento della rete che, annunciata come straordinario diffusore della conoscenza e valorizzatore dei rapporti è diventata nella realtà, grazie soprattutto ai social, l’affossatrice della vera cultura. Gli scritti di poche righe che caratterizzano i social impediscono di approfondire i pensieri e si limitano di conseguenza a concetti brevi semplici sono l’ideale per permettere l’espressione dei concetti binari.

La cultura bipolare che elimina le tonalità di grigio finisce per trasformare gli esseri ragionanti in tifosi di squadre senza peccati che si scontrano con altre che rappresentano il male assoluto ed in questa crociata si sentono realizzati come persone in quanto esseri superiori, portatori della verità.

Un esempio di attualità è dato dai vaccini: esistono solo i “pro-vax” ed i “no-vax”. Per la felicità di chi ha il potere di dettare le regole: “pro-vax” fa un effetto molto migliore di “ti vaccini come voglio io” e poter classificare chi semplicemente solleva dubbi come “no-vax” è efficacissimo per delegittimare ogni opposizione.

Ma il grosso vantaggio per chi gestisce la cultura binaria è rappresentato dal fatto che elimina ogni possibilità di discussione perché nero e bianco sono così distanti che non è possibile nessuna forma di mediazione: una volta scelta la propria squadra inizia la guerra e chi non combatte è un traditore, così come chi insinua un qualunque dubbio. Di qui nascono le campagne d’odio perché pur di esportare la propriaa verità ogni mezzo diventa lecito, le “fake news”, le offese, …

Si passa dalla razionalità alla fede e, dalla fede, all’accettazione del “dio” che arruola così al proprio servizio una massa di persone che ha perso ogni senso critico. E’ con questi mezzi che nascono i “partiti carismatici” di cui abbiamo avuto in passato tristi esperienze (nazismo, fascismo, …) esperienze che siamo pronti a rinnovare con i partiti carismatici odierni (berlusconismo, grillismo, ..)

Storno

Storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana “Tanto non controllano . . .”

  Legge

 

Vi racconto una storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana e consiglio a tutti di pensarci bene prima di rivolgersi ai tribunali.

A novembre 2011 compriamo 12 infissi da una società milanese che pubblicizza il prodotto come numero Uno sul mercato. Compriamo anche il portoncino blindato d'ingresso. Durante la consegna e posa si verificano vari problemi, misure sbagliate, chiavi sparite e serrature nuove prese a martellate per cambiare il cilindro, coprifili di colore diverso etc. . . Dobbiamo pagare gli ultimi 2.700 euro ma chiediamo prima le certificazioni di legge, che ci vengono mandate dopo molte insistenze e dopo la minaccia "te le mando solo dopo che mi hai pagato". Le certificazioni risultano non essere valide perché i test sono stati effettuati nel 2009 in base ad una legge  sostituita da nuova norma nel 2010. E quella del vetro è scritta in rumeno e senza nessuna intestazione. Nell'arco di quattro mesi mandiamo due raccomandate tramite legale, che documentano i numerosi vizi e difetti degli infissi, chiedendo dapprima un sopralluogo, lettera  a cui non abbiamo ricevuto nessuna risposta, e poi proponendo di usare i 2.700 euro per porre noi rimedio ai difetti più gravi come ad esempio sostituire i vetri delle porte-finestre non a norma antinfortunio che costituiscono un pericolo per chi abita la casa in particolar modo per i bambini. Ma la risposta è "vi facciamo decreto ingiuntivo"

Chiediamo allora un accertamento tecnico preventivo al tribunale di Busto Arsizio che ci viene concesso vista l'urgenza per il pericolo dei vetri. Gli altri difetti sono il progressivo cedimento delle ante a causa del fatto che il vetro è stato installato male per cui le portefinestre per essere aperte o chiuse necessitano che l'anta venga sollevata di peso. Le guarnizioni non tengono e non è stato isolato il montante inferiore con del silicone. Le portefinestre sono più corte del vano di apertura e lo spazio vuoto è stato riempito con schiuma. Lateralmente al portoncino blindato c'è uno spiffero talmente grande che si vede l'esterno . . . Risultato, una casa piena di spifferi e condense.

La società non si presenta all'udienza di ATP. La perizia accerta la presenza dei difetti per un danno di 3.400 euro. 

Intanto riceviamo il decreto ingiuntivo e facciamo opposizione. In udienza, a Milano,  dichiarano di non essersi presentati alla perizia perché avvisati troppo tardi per cui non hanno avuto sufficiente tempo per organizzare la difesa e portano a prova una sentenza di cassazione che riguarda tutt'altra fattispecie. La legge infatti dice che in caso di materia cautelare ovvero urgenza per la presenza di un pericolo, il giudice può agire nei tempi che ritiene opportuni e la parte citata altro non deve fare che presentarsi con un perito di parte ed esercitare il suo diritto di contraddittorio durante i rilievi peritali. Ma arriva il bello: il giudice di pace non legge nessun documento presentato, nemmeno la perizia e non capisce nulla.  No, la perizia la guarda di sfuggita e si permette di dire che i difetti contestati sono pretese da Quirinale!!!!!  Si fa l'idea che i difetti siano estetici e propone la pari e patta. Dopo che abbiamo speso 4.000 euro per la perizia? E 1.000 per l'opposizione al decreto ingiuntivo? E dopo che l'avevamo proposto un anno prima? Rifiutiamo. Propone di far sistemare a loro i danni. Cerchiamo di spiegare che non li ritenamo capaci e che avrebbero potuto già farlo e ci meritiamo un bel "con loro non si può ragionare". Le viene poi un'idea geniale: convocare l'architetto che ha svolto la perizia per chiedergli un'integrazione qualità-prezzo. Non solo, stabilisce anche che la controparte, portando un proprio perito, possa fare le sue osservazioni all'architetto. E con quale diritto, visto che non si è presentata alle udienze per l'ATP?

L'architetto, che viene disturbato per questa richiesta assurda fa notare che quando ci sono dei difetti oggettivi e gravi come la mancanza del rispetto delle norme, il rapporto qualità-prezzo non c'entra nulla e fornisce mille spiegazioni nonostante venga continuamente interrotto dall'avvocato della società di infissi che cerca di fare una grande confusione e ci riesce, perché il giudice non lo riporta mai all'ordine. Ma niente, il giudice continua a non capire e permette al titolare della società (perito di se stesso . . .?) di parlare ampiamente insieme al suo avvocato, non solo per fare osservazioni sui difetti delle finestre ma per dare a noi la colpa di questi, naturalmente in base a delle grosse menzogne, mentre quando noi cerchiamo di spiegare il perché le loro giustificazioni sono menzogne il giudice ci zittisce. Le mostro un pezzo di pvc della portafinestra che si è staccato a causa del cedimento dell'anta ma prima che possa parlare mi ordina di riprendermelo e mi rimprovera. Un trattamento al limite dei diritti umani. Il nostro perito di parte, presente in udienza, cerca di parlare ma viene zittito, ci riuscirà solo dopo un'ora circa quando il giudice ad un certo punto chiede "e lei chi è? . . .".

Il perito del tribunale spiega che gli infissi sono venduti per garantire un coefficiente di isolamento termico e che per questo lo stato riconosce anche un incentivo del 65% in detrazioni fiscali. Quindi non va bene che le loro finestre creino così tanti spifferi ma il giudice risponde "si vabbè ma tanto non controllano e l'incentivo lo danno lo stesso" . Dunque è giusto che noi stiamo al freddo? Ma ciò che è peggio. E' giusto truffare lo stato? Le finestre non sono a norma. Risposta del giudice "si vabbè" La società di infissi sostiene che i vetri non a norma li abbiamo voluti noi e convince il giudice che loro non hanno nessuna responsabilità. A nulla vale dire che le misure le hanno prese loro e le finestre le hanno posate loro e noi nulla capiamo delle sigle scritte sui preventivi no mi correggo non riusciamo a dirlo perché il giudice  arriva al punto di dire "volete che vi mandi fuori?" ed alla risposta "noi vogliamo giustizia" ci sbatte fuori e chiude la porta. Il nostro perito di parte ci prova a farle capire che sta sbagliando e quando lei afferma che tutto si può comprare/vendere lui le risponde "dunque anche la droga". Quindi ricapitolando fin qui. La società di infissi non si è presentata alla perizia perché sapeva di aver torto. Si è attaccata ad una scusa non avvallata dalla legge per dire che gli era stato negato il contraddittorio e che la perizia che gli dava torto non era valida, per cui a noi viene negato il diritto al rimborso della perizia, però può fare osservazioni al perito, spingendosi ad accusare noi per i difetti delle finestre senza che a noi venga permesso di difenderci.  A chi è stato negato un diritto? Il nostro avvocato ha avuto pochissime possibilità di parlare così come il nostro tecnico di parte e noi siamo stati cacciati fuori. Il giudice ha in fin dei conti affermato che il fatto che le finestre non fossero a norma è irrilevante, che è lecito truffare lo stato e che chi vende droga non ha nessuna colpa bensì ce l'ha chi la compra.

In questa zona franca al di fuori delle leggi a quanto pare, e non nell'aula di un tribunale,  il giudice continuava ad andare per la sua strada di chiedere un'integrazione qualità prezzo perché secondo lei le avevamo pagate poco e quindi potevano essere difettose e non a norma. Stava dunque chiedendo un'altra perizia con sopralluogo delle parti per stabilire la qualità prezzo.  Posto che i prezzi corrispondono ai prezzi di mercato il perito, resosi conto dell'assurdità della cosa e compreso che il giudice non solo non capiva ma non aveva la minima intenzione di farlo per pura presunzione, pensando che non ne saremmo usciti più ed avremmo continuato a spendere soldi dietro a delle richieste assurde, ha proposto una trattativa. Ci hanno dato 500 euro dopo averne spesi 6000 in via giudiziale e 750 in via stragiudiziale ed essere stati privati del diritto di difesa. Ma alla fine è stato penso il minore dei mali, almeno abbiamo finalmente, dopo 13 mesi dalla richiesta di ATP, il diritto di cambiare le finestre iniziando da quelle pericolose. Perché se qualcuno si fa male non è che gli possiamo dire "sì vabbè!"  

Intanto questa ditta continua a vendere i propri vetri non a norma antinfortunio ed a posarli in casa della gente, tanto il giudice ha detto che la responsabilità non è loro . . .

Rileggendo questa storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana che mi riguarda mi viene anche un po' da ridere e provo una certa pena per la miseria di queste persone che hanno perso molto più di qualche migliaia di euro. Mi riferisco all'onore ed all'intelligenza.

di Cinzia Bascetta

Seghe digitali

 

Seghe_digitali

 

Da quattro chiacchiere con l'amica Cinzia Bascetta sono nate queste considerazioni:

Non sono i vecchi attrezzi in versione
moderna, ma la versione attuale della vecchia espressione “seghe
mentali” che ebbe grande successo negli anni settanta: pensieri per
il puro piacere di farlo, e non per creare qualcosa; cosa
assolutamente legittima, ma mentre chi si masturba sa benissimo che
i figli non nascono così, sono molti i masturbatori digitali che
pensano di aver migliorato il mondo grazie al loro intervento.

Ho dato un'occhiata ad un articolo di
Libero ed ho visto che era corredato di oltre 4000 commenti: un gran
numero di persone si è dato da fare a pubblicare il suo pensiero
nell'illusione di portare il proprio contributo alla discussione,
contributo che nel giro di pochi minuti è stato sommerso dai
commenti seguenti e mi sono chiesto se l'autore avrà pensato “Oh,
mi sono sfogato!” oppure sarà stato grato al giornale che gli ha
dato la possibilità di far conoscere la sua opinione al mondo.

 La rete si autoproclama imparziale
mezzo di comunicazione, ma spesso è solo un mezzo di informazione,
nel senso etimologicamente deteriore, di (de)formare il cervello
degli utenti dandogli la forma che il “padrone del vapore”,
ovvero chi paga, desidera. E' vero infatti che sulla rete per ogni
voce c'è la sua contraria, dando così l'impressione di
imparzialità, ma non c'è alcuna possibilità di verifica e quindi
si finisce per ascoltare ciò che piace scambiandolo per ciò che è
vero, esattamente come si è sempre scelto finora il giornale da
leggere od il canale televisivo da guardare.

 Basta leggere poi un social network od
un blog per vedere che in rete non si comunica: tutti parlano di
tutto ma nessuno ascolta. Sono rarissimi coloro che prendono in
considerazione le risposte dell'interlocutore, per lo più si
difendono all'ultimo sangue delle proprie asserzioni, anche contro la
logica: un muro contro cui le idee rimbalzano come palle da tennis.
[l'umoristico “Generatore Automatico di Risposte Grilline alle
Critiche Verso il M5S” descrive perfettamente quella situazione,
anche se certamente non è un comportamento solo loro]

 Ma l'effetto più dannoso della rete è
che ci dona l'illusione che utilizzare la rete sia azione, spegnendo
così ogni spinta a muoverci diversamente. C'è un evento che ci
colpisce negativamente? Ci sentiamo appagati per esserci indignati,
per averlo subito additato al pubblico ludibrio dei nostri amici, per
aver firmato ed invitato a firmare almeno un paio di petizioni e
così… “na sega”

 di Storno Pirata

Le mille e una sola di Groupon: il ranch dei laghi di Taino

Cavalli-15

Quando si fa un acquisto su groupon il problema è che si paga prima e solitamente non si ha la minima idea di dove si vada a finire. Chi mi ha regalato questo coupon non poteva sapere cosa avrei trovato. Comincio a pensare però che su groupon ci finiscano per la maggior parte quegli esercizi che non essendo di grande qualità faticano a trovare clienti.

Oggi ci rechiamo al ranch dei laghi di Taino per una passeggiata a cavallo. Sul loro sito parlano di un'atmosfera famigliare, calda e accogliente ma niente di più falso. Appena siamo arrivati, dopo aver regolarmente prenotato per le 15.30, orario scelto da loro, si gira verso di noi un tipo che ci guarda come se fossimo due intrusi e ci dice: "anche voi dovete fare la gita?" E prosegue con "Nooo! Sono appena andati via in quattro, porca miseria"  Ma se al telefono avevo parlato proprio con lui! Intanto lui ha una lezione e ci dice di aspettare tre quarti d'ora, di non tornare a casa ma di aspettare lì e di aspettare ad un fantomatico bar che non si trova, dopo verremo a sapere che l'aveva chiuso lui e non se lo ricordava. Due ragazzine spocchiose vestite da film americano vanno avanti ed indietro come se fossero a casa loro, probabilmente lo erano,  atteggiandosi da dive e nemmeno salutano. Una di loro sella un cavallo e la vedo mentre lo sgrida e lo picchia.  Dopo un'ora di attesa tra le mosche, il tizio di prima, credo che fosse il titolare,  mi dice che con i pantaloni che lasciano scoperto il polpaccio non posso andare a cavallo, ma cavolo se prima volevamo tornare a casa che dista solo 10 minuti, perché me lo hai sconsigliato? Avrei potuto cambiare i pantaloni; ed inizia tutta una solfa sui miei pantaloni tanto che ad un certo punto devo dirgli di non preoccuparsi, che al massimo otterrò anche una depilazione definitiva. E' importante notare che né sul coupon né in fase di prenotazione telefonica sono state date indicazioni sull'abbigliamento. Alla fine non ho avuto nessun problema a causa dei pantaloni.  Il nostro gruppo è composto da quattro persone, una di queste viene invitata a partecipare alla lezione tanto per fare qualcosa e noi dobbiamo assistere alla scena dell'istruttore che non fa che prenderla in giro la mette di proposito a capo fila, sapendo che i cavalli tendono a seguire quello davanti e non smette di paragonarla ai bambini suoi allievi dicendo di guardare loro come invece sono bravi,  mentre lei incassa, si vede che è abituata a subire . . . o è un po' scema. Noto che i cavalli hanno della schiumetta agli angoli della bocca, uno ha addirittura la lingua che penzola. Il maestro di equitazione si concede anche una bella birra mentre fa "lezione" ai bambini che manda giù tutta in due sorsi. Poi tocca a noi fare qualche giro di pista. Mi viene spiegato solo come frenare. Il mio cavallo continua a spostarsi al centro, ed a fermarsi, come se volesse riposare, ad ogni modo io non so andare  a cavallo e non lo nascondo ma invece di agevolarmi mi viene detto che il cavallo fa così perché io non lo rendo sicuro in un modo e con un tono da farmi sentire in difetto. Tutto il tempo mi sono sentita inadeguata e non a mio agio perché l'atteggiamento generale era quello di criticarci. Forse era per spingerci a frequentare i corsi? Il sospetto mi è venuto, d'altronde credo che lo scopo non sia vendere gite a cavallo ma lezioni di cavallo (opzione compresa nel coupon)! Partiamo per questa gita che doveva essere di tre ore ma viene dapprima proposto di spezzarla in due da un'ora e mezza, poi il capo decide di farla di due ore . . .  Partiamo con una guida di origine straniera e da subito il mio cavallo ha un passo più lento degli altri ma ogni tanto parte da solo al trottro rischiando di farmi cadere, se non fosse che ho addominali d'acciaio,  la guida continua a parlarmi come se io sapessi andare a cavallo e non si rende conto che non capisco. Mi dice vai di qua, con un tono per niente gentile ma se non so nemmeno come si fa? Intanto i cavalli degli altri, tra cui mio marito che come me non è capace di cavalcare, sono molto più tranquilli e seguono la fila (cosa che dovrebbero essere addestrati a fare). La guida continuava a pretendere che io in continuazione scalciassi il cavallo al trotto per raggiungere il cavallo davanti finché, resami conto che per me era solo pericoloso e che non avrei potuto passare due ore così, mi sono rifiutata dicendo che il cavallo era lento e che tanto dopo un po' gli altri l'avrebbero comunque staccato. Chissà si sarà offeso il cavallo? Non lo so, la guida torna indietro e viene verso di me e all'improvviso il mio cavallo si impenna facendomi spaventare tantissimo. La guida invece di rassicurami mi ha "rimproverato" di non urlare ha tirato giù il cavallo ed ha proseguito. C'è differenza tra un tono gentile e rassicurante ed un rimprovero. Dopo un po' mi lamento che solo il mio cavallo fa così mentre quello di mio marito, che come me non ha nessuna esperienza, è tranquillo. La guida si offende, perché loro, non mi hanno dato un cavallo cattivo e mi dice "e allora perché quello di tuo marito non fa così?" e poi mi rimprovera dicendo che sono io che non ascolto, intanto mi cambia il cavallo e prende lui il mio guidando la fila. Ora i cavalli devono seguire quello più lento e nessuno resta indietro. Ma la guida non ne vuole sapere di tacere e rimprovera me, mi dice che quel cavallo è più lento, è questa la ragione! Ma davvero? E' da mo' che cerco di farglielo capire! Ed ora lo dice rimproverandomi? Allora  gli spiego che lui mi ha dato un cavallo che ha il passo più lento degli altri e che essendo costretto ad accelerare in continuazione per raggiungere gli altri mi ha messo in difficoltà oltre che in pericolo per non parlare del fatto che saltare in continuazione su una sella è doloroso e che lui non è stato in grado di gestire questa situazione. Ad un certo punto devo anche dirgli di smetterla di polemizzare per non disturbare gli altri ma non ce la fa e dopo un po' ricomincia perché mi ha sentito parlare con mio marito del fatto che mi sono sentita in pericolo e ricomincia dicendo che il problema è che io non ho fiducia nel loro lavoro mi fa proprio la domanda "ho sentito che dice così, allora lei non ha fiducia nel nostro lavoro?" Classica reazione da paraculo!! Spostare il problema sul fatto che sono io a non avere fiducia e fare l'offeso. Questo è il top della paraculaggine ed il peggio della professionalità. Ma se ci fosse stato un bambino su quel cavallo? Per non parlare del fatto che la guida si è messa a fumare facendomi respirare tutto il suo veleno e per di più in un bosco!!! La dimostrazione che non ero io ad agitare il cavallo sta nel fatto che il secondo cavallo non mi ha dato nessun problema e se n'è stato buono buono senza impennarsi o correre. Non è che l'altro cavallo era stanco? Leggo che il dott. Cosentino, grande esperto di cavalli, scrive che spesso si impennano perché non hanno voglia di lavorare. Un altro dice che capita perché qualcosa li spaventa. Entrambe le cose sono possibili. Una perché la guida si è mossa all'improvviso verso di noi e l'altra perché il maneggio ha preso più prenotazioni di quelle che era in grado di gestire, non ha provveduto a suddividerle per gruppi e tempi correttamente ed ha costretto alcuni cavalli ad un sovralavoro. Siamo sicuri che se ne intendano veramente di cavalli? 

Il problema di groupon è anche la selezione della compagnia difatti a concludere la gita in bellezza c'è  la tamarra di turno, vestita da cavallerizza da quattro soldi con stivaloni in finta pelle che mi dice che le ho rotto i coglioni. Proprio una gran signora e soprattutto intelligente e poco maschilista ma d'altronde da una che ti dice che non ti devi preoccupare tanto sei assicurata . . . cosa ci si può aspettare?  Magari se lei cade da cavallo e si rompe la spina dorsale è contenta lo stesso tanto c'è l'assicurazione. Ad ogni modo quello non la finiva più di polemizzare e di provocare e lei se la prende con me? Si sa che è più comodo prendersela con i più deboli.  Ha proprio ragione la dermatologa di Milano, mai più vendere su groupon, anche per quanto riguarda la clientela ti arriva di tutto e non puoi selezionare. Groupon è un fallimento: prodotti non consegnati, contratti negati dal rivenditore, estetiste incompetenti ed imbroglione ed ora anche maneggi gestiti in maniera incauta e poco professionale. Mai più e lo sconsiglio vivamente a tutti. Se poi si considera che il coupon viene venduto con un valore di €150 al prezzo di 35 per tre lezioni individuali o gita per due persone ma sul loro sito, che non è indicato sul coupon, le tariffe per i "soci" sono di €13 a persona per la gita e di €150 per 14 lezioni di gruppo e €15 per le individuali. . .  a questo punto vorrei sapere a quanto ammonta la quota associativa visto che sul sito non c'è scritto e quali sarebbero i prezzi delle lezioni per i non soci. In base al coupon dovrebbero essere 150 euro per tre lezioni. Un po' caro direi.

Euro o non Euro?

Euro

Non credo che ci appassionerebbe molto
discutere se è meglio o no rimettere il tappeto in una stanza perché
così possiamo scoparci sotto la polvere, ci sembrerebbe più sensato
pensare a come fare per avere una stanza senza polvere, sia che si
veda o che sia nascosta. Eppure di questi tempi il dibattito
economico si è incentrato esclusivamente proprio sulla scelta fra il
rimanere nell'euro o il ritornare alla lira, e gli economisti si sono
trasformati in tifosi da stadio insultandosi fra loro e magnificando
la propria squadra senza vederne alcun lato negativo:. Significativo
a tale proposito il video che ha fatto il giro della rete dello
scontro a Piazza Pulita fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin
[https://www.youtube.com/watch?v=dou18Mec9Rk&playnext=1&list=PLiQIVn97oFi5vHMoRog7vJA_ZA-fVnHlI&feature=results_video
a partire dal minuto7] dove una prende il picco di svalutazione
rispetto all'ECU e l'altro la svalutazione media rispetto al dollaro.

Sin dall'inizio si è detto che con la
sua introduzione si sollevava il tappeto, sotto cui si nascondeva
l'inadeguatezza del nostro paese ad affrontare il mercato e che
questo avrebbe costretto il governo a prendere i provvedimenti
necessari, cioè i padroni di casa a provvedere al necessario per le
pulizie.

E così, dopo dieci anni di governi
legaberlusconiani più qualche spicciolo di altri, dove si è fatto
di tutto perché le persone alzassero gli occhi al cielo e non
guardassero il pavimento oggi si è accumulata tanta di quella
polvere che rimettere il tappeto potrebbe non bastare per
nasconderla.

 

Ma su cosa allora vale la pena di
dibattere? Svanita ormai (almeno si spera) l'illusione della
crescita, grazie all'analisi di parametri quali l'impronta ecologica
dal punto di vista teorico, e sperimentalmente dall'analisi
dell'andamento dell'economia negli ultimi anni, sarebbe bene
concentrarsi sulla scelta fra le due restanti alternative: Decrescita
Infelice (non per tutti) o decrescita Felice.

La Decrescita Infelice è l'unica
alternativa che hanno a disposizione gli animali: quando le risorse
dell'ambiente dove vivono diminuiscono, i più forti continuano a
mangiare come prima, i più deboli muoiono; se ciò non basta i più
forti invadono i territori dei vicini, e se non basta ancora si
emigra, se infine tutto ciò non è sufficiente, avviene
l'estinzione.

E' tutto quello che ha fatto finora
l'uomo: i più deboli sono morti di denutrizione o, come sta
avvenendo oggi, si suicidano, le guerre predatorie del colonialismo,
lo sterminio degli indiani d'America nel passato, l'aggressione oggi
ai palestinesi,gli emigranti italiani nel passato ed i migranti verso
l'Italia oggi, sono tutte forme di decrescita infelice, sia per i
vincitori che per i vinti (come già detto non per tutti).

Ma la miglior descrizione degli effetti
futuri della Decrescita Infelice è contenuta nel video “Gaia, il
futuro della politica”

http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.php.
Anche se per condividere l'ottimistico finale (si fa per dire, visto
la riduzione della popolazione mondiale a circa un decimo), vale a
dire una democrazia diretta mondiale basata sulla rete, viste le
attuali situazioni, dobbiamo non pensare a chi gestirebbe la rete.

L'uomo, però, essendo dotato di
intelligenza e cultura, ha la possibilità di trovare strategie
alternative, quale appunto è la Decrescita Felice, per tener pulita
la casa senza eliminare la maggior parte di coloro che ci abitano.

Difficile sintetizzare un concetto
complesso in poche parole, si corre sempre il rischio di
travisamento, come tentativo si potrebbe dire che si tratta di una
decrescita controllata e non lasciata libera a sé stessa dove la
“felicità” data dal consumo viene sostituita da quella data
dalle relazioni sociali. La conseguenza non è un rifiuto della
tecnologia, è il rifiuto del PIL come parametro di “felicità”
dei cittadini, è l'invito all'incremento dell'autoproduzione, al
risparmio energetico, al dono,…tutte attività che riducono la
quantità di lavoro salariato, a favore di quello non salariato, e
dell'incremento della cultura.

Per approfondire il vero significato
della Decrescita Felice rimando al sito del Movimento per la
Decrescita Felice, fondato da Maurizio Pallante.
http://decrescitafelice.it/

.

 di Penta

La macchina del fango della premiata Casaleggio-Grillo

La sparata di
Grillo sull’abolizione dei sindacati può sorprendere soltanto chi non
segue sul web l’attività delle comunità che, direttamente o
indirettamente, si ispirano al novello Savonarola barbuto. Chi sta
dietro questi gruppi non è dato sapere, ma è facile supporre che ci
siano i famosi “influencer” della premiata ditta Casaleggio-Grillo. Scorrendo i post dei miei pochi amici grillini, ne ho contati una decina: oltre al “Noi voteremo il M5S di Beppe Grillo”, “Il
Puttanaio”, “Rivoluzione Anticasta”, “Politici corrotti, confisca dei
beni e carcere”, “ Fuori da questa Unione europea”, “Non c’è niente di
speciale ad essere normale”, “Vi presento l’ergastolo-l’Ottavo nano”etc
.  Che messi insieme totalizzano circa 350 mila “mi piace”. Il che fa presumere che i messaggi via post potrebbero raggiungere milioni di utenti di F.B.

Ad avviare la discussione sui post pubblicati sono quasi sempre le stesse persone: i famosi “influencer”
arruolati dalla Casaleggio che, secondo il fuoriuscito Favia,
potrebbero essere migliaia. Le discussioni, oltre a diffondere le
bufale, servono ad accendere gli animi attraverso un crescendo di
insulti che è facile a chiunque verificare visitando i siti delle
comunità.

I post sono frutto di elaborazioni testuali e fotografiche (dalle più
semplici alle più raffinate che utilizzano Photoshop) ottenute quasi
sempre manipolando i fatti ovvero inventando avvenimenti di sana pianta.
Mi ha particolarmente colpito un post apparso in questi giorni
(sottoriprodotto) e cioè a ridosso della sparata di Grillo sui sindacati
(una coincidenza?). La foto è sapientemente costruita: vi compaiono ex
segretari generali di federazioni/confederazioni sindacali che hanno
ricoperto (Del Turco e Bertinotti) o ricoprono la carica di parlamentare (gli altri). Di fianco l’elegante scritta “La minchia nel pugno”, di sotto “ compagno tu lavori e io magno” e al centro “ Vita da ex sindacalista: fino a € 14.000 al mese”.
Siamo in presenza di una maldestra manipolazione della realtà per
indurre chi guarda il post a credere che un ex sindacalista può arrivare
a guadagnare quella cifra. Si omette volutamente la circostanza che a
14.000 € si può arrivare soltanto sommando la pensione di sindacalista
(chi la percepisce) e l’indennità/vitalizio parlamentare (chi li
percepisce). In realtà la retribuzione (e quindi anche la pensione) di
un segretario generale di confederazione è ben al di sotto di quella
cifra: lo stipendio degli ultimi tre segretari della CGIL è di circa
3.500 € mensili ( chi vuol verificare può cercare sul web cliccando
“Retribuzione della Camusso”) e di conseguenza la pensione (nella
migliore delle ipotesi:sistema retributivo con 40 anni di anzianità e
con gli ultimi 10 anni con la stessa retribuzione) si aggirerà intorno a
3.000 €. Ma per gli influencer di Grillo la verità conta poco.
L’obiettivo è far credere che i sindacalisti (come i politici) sono dei
parassiti che fanno la vita dei nababbi alle nostre spalle. E a leggere i
commenti l’obiettivo è pienamente raggiunto: per chi volesse deliziarsi
basta cercare su F.b. “Il Puttanaio”.

                                                                           *********

Giustamente ci indigniamo e reagiamo alle infamie di quella “Macchina del Fango
berlusconiana che fa capo al “Giornale” e ai rotocalchi di famiglia. Ma
parliamo di decine di migliaia di lettori che leggono quella stampa.
Sul web Grillo e Casaleggio hanno armato una potentissima “Macchina del Fango
capace di raggiungere milioni di persone con le bugie e l’inganno. E
purtroppo il PD (non parlo degli altri partiti di sinistra che il
problema neanche se lo pongono: e si vede quanto crescono nei consensi)
continua a non comprendere che la vera battaglia campale oggi si
combatte in rete e noi non siamo attrezzati a vincerla. La televisione e
la carta stampata raggiungono complessivamente 12 milioni di persone,
il web 29 milioni. E di questi svariati milioni sono giovani delle
classi 1995, 1994, 1993, 1992, 1991, quelli cioè che non votarono nel
2008. Quindi proviamo a contrastare Grillo andando in rete con la pancia
a terra perché lì c’è carne e sangue veri di decine di milioni di persone”.
Stiamo sul territorio, stiamo nelle fabbriche e negli uffici ma per
favore stiamo anche sul web perché oggi ad essere decisivo è il web. So
che il partito sta formando 2000 giovani: bene, destini parte di questi
giovani a combattere il miserabile populismo di Grillo. Si può fare e si
può vincere.

Spendere poco ma i danni chi li paga? Le estetiste su groupon.

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Affronto un tema più leggero, diciamo, ma nemmeno poi così tanto perché si tratta della nostra pelle e delle nostre tasche.

In questo periodo vanno molto gli acquisti su portali come Groupon perché permettono di risparmiare, e siccome soldi ce ne sono sempre meno, soprattutto per cose che rientrano nel divertimento e nel superfluo come ristoranti, viaggi e trattamenti estetici uno ci prova ad acquistarli lì. Il pro è che si risparmia, il contro è che si compra a scatola chiusa. Per questo motivo mi ritrovo con due piccole cicatrici su di una gamba regalatemi da un'estetista di Milano che come risarcimento mi ha fatto, e solo perché ho insistito, una seduta e mezzo gratis. La signorina mi ha ustionata con il vetrino della luce pulsata, non con il raggio di luce ma con il vetrino incandescente, sia chiaro. Non contenta, ci ho voluto riprovare lo stesso ed ho acquistato un altro pacchetto, questa volta a Busto Arsizio. Anche qui le signorine si sono rese protagoniste di numerose perle che mi hanno convinta a mandarle a quel paese ed a chiedere immediatamente il rimborso a Groupon. Ho l'abitudine di fare almeno una telefonata prima di acquistare ed anche questa volta l'ho fatta.  La segretaria al telefono mi aveva suggerito di acquistare il pacchetto più costoso, gambe intere, anche se l'inguine l'avevo già trattato con successo da un medico, perché loro mi avrebbero sicuramente trattato in cambio un'altra zona piccola. Compro. Mi danno un appuntamento pre-seduta durante il quale apprendo che lei deve chiedere alla titolare se questo è possibile.  La titolare acconsente ma solo per i baffetti, non può fare di più. Eh già poverina, i soldi però se li prende . . .  Dopo questo mi dicono che loro per effettuare il trattamento utilizzano due creme della NeoD-Derm, che naturalmente dovrei comprare, ed inizia una solfa sui peli incarniti, mi guarda la gamba e dice che ho la pelle "cheratinizzata" (non facevo la ceretta da un mese almeno, non c'era l'ombra di un pelo sottopelle) però lei insiste con saccenza che la mia pelle è cheratinizzata e di conseguenza mi crescono i peli sotto pelle. Compila anche un modulo in cui barra il campo "pelle cheratinizzata", a fianco c'era quello di "pelle idratata". Dunque io avrei proprio bisogno della crema idratante . . . Allora, vediamo un po', io ho pagato per un trattamento, vado lì e scopro che per effettuarlo devo comprare due creme? Roba che non costa poco, per intenderci e che servirebbero ad assottigliare la cute, e che sicuramente contengono paraffina. Tra l'atro la suddetta crema me l'avevano già rifilata anni fa in un centro Vanity Line ed a mio parere non aveva dato un gran risultato. Ora, ricapitoliamo, una che non è dermatologa, ti guarda la gamba e ti dice che hai la pelle cheratinizzata per venderti una crema. Ma tutti gli strati di pelle superficiali sono cheratinizzati in quanto impermeabili! La tentazione era di mandarla a quel paese subito ma resisto e dico che mi assumo io la responsabilità dei miei eventuali peli incarniti. Naturalmente prima del trattamento viene richiesto di radersi con la lametta, cosa che, favorisce l'incarnimento dei peli e che  mi piace poco perché se poi la zona non viene trattata bene e interamente, il risultato sono peli peggiori di prima (come l'estetista di Milano che mi depilava tipo dalmata e diceva che la luce pulsata era così!). Ed aggiungo la pelle dopo la lametta è irritata, non è proprio il caso di sparaci sopra un laser. Il medico in effetti tutt'al più scorcia i peli o aspetta una ricrescita di due, tre mm dopo la ceretta per effettuare il trattamento. All'appuntamento per la seduta mi presento con le gambe rasate, tranne nelle zone della coscia in alto dove c'è solo una leggera peluria ed i baffetti naturalmente, per la maggior parte peluria. Le esperienze, le letture ed i colloqui con il chirurgo plastico che mi ha trattato inguine e braccia, mi hanno insegnato che il laser essendo foto-sensibile, intercetta i peli più scuri, la peluria è troppo chiara per essere intercettata, (tanto più dai macchinari delle estetiste), quindi ti ritrovi che prima avevi la peluria, poi a forza di rasoio ti cresce un bosco. Loro insistono che devo radermi altrimenti mi possono bruciare la pelle. Il fatto è che la pelle non si brucia, al massimo si irrita un po', poi molto dipende dal tipo di pelle, che naturalmente loro non sanno valutare, e dalla regolazione del laser, che loro non sanno regolare perché le loro competenze sono limitate. Ma quello che infastidisce di più è la saccenza di queste sciampiste ignoranti che se la tirano da dottori e rischiano invece solo di fare danni. Di sicuro loro non mi passano uno dei loro rasoi sulla pelle, la pelle è la mia. Ma perché permettono alle estetiste di effettuare questi trattamenti? Dovrebbe essere vietato. Ed ora Groupon non è detto che rimborsi, probabilmente emetterà un buono come ha fatto per la certificazione energetica che il fornitore del servizio si è rifiutato di fare perché il suo socio non lavorava più con lui. Ma questa volta avranno filo da torcere.

di Cinzia Bascetta

Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

Resoconto di un incontro…

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Il 18 ottobre allo SMAU
di Milano
, dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

Tra le innovazioni per
cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

Tornando al convegno,
sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
"presepe" ovvero un quartiere con una panchina
intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
Farioli
, direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
BANCA.
Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
comuni.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
è solo tecnologica
, Cosenza, dice lui, ha un centro storico
bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
intelligenti.

di Cinzia Bascetta

Come si fa a revocare il consenso al trattamento dei dati a Tim se si è passati ad un altro gestore?

 

Avere un servizio clienti di qualità è molto importante perché è in base alla qualità di quest'ultimo che il cliente si fa un'immagine dell'azienda. Avete mai chiamato il 119? Bisogna essere molto fortunati perché capitano spesso operatori non proprio cortesi e piuttosto incompetenti. Infatti, per questo motivo, lo scorso giugno ho deciso di cambiare gestore. A quest'ultimo, non ho nemmeno dato il consenso a cedere i miei dati a terzi. Nonostante questo, negli ultimi due giorni ho ricevuto ben tre chiamate da Sky ed una proprio da TIM! Curioso che mi chiamassero per una proposta commerciale sul fisso ma d'altronde Tim è stata assorbita da Telecom e quindi in realtà era Telecom che deteneva i miei dati. Deteneva, perché avendo cambiato gestore non dovrebbe più averli ma forse non è così, dunque chiedo alla signorina cosa devo fare per revocare il consenso, a chi devo mandare un fax. Mi risponde: al 119. Chiedo se è anche un fax perché mi sembra strano e la risposta molto scocciata e spocchiosa è che questo l'ho detto io mentre lei mi ha detto di chiamare il 119 . . . Faccio notare che non essendo più cliente tim, la telefonata mi costa ma come
risposta ottengo che in pratica è un mio problema. Decido comunque di chiamare il 119 ma non mi va meglio. La signorina mi rimbalza dicendo che essendo passata ad altro gestore io per loro non esisto più, che loro non hanno più i miei dati a terminale. Inutile cercare di spiegarle che mi avevano chiamata poco prima per cercare di farmi un'offerta commerciale e che quindi presuppongo ci sia un database che loro usano per il marketing. Lei prosegue sulla sua linea fino a trattarmi come una stupida. Mi chiede il numero, lo inserisce, fa la scena anche di chiedermi il nome e poi mi dice sempre con una fastidiosissima spocchia: "ecco vede schermata nera, noi di lei non abbiamo più niente".  A questo punto le faccio notare che mi sta trattando come una stupida e la risposta è di una scortesia incredibile. La signorina ha la faccia tosta di dire "questo è quello che lei pensa di se stessa".  Di sicuro ho fatto bene a cambiare gestore, anche pagassi di più, che poi non è così perché è anche più conveniente. Telecom si comporta come se avesse ancora il monopolio ma per fortuna non è così. Chiamo ancora e questa volta parla mio marito che come prima risposta ottiene "impossibile, tim non dà i numeri in giro". Da farti cadere le braccia. Ma chi ha risposto? La portinaia del call center? Allora, la domanda è: non sono più cliente tim, come faccio a revocare il consenso al trattamento dei dati? Va a chiedere e torna con il numero del registro nazionale delle opposizioni ed aggiunge che comunicherà il numero al "caring" . . . Che cos'è il "caring?" Saranno mica quelli che ti chiamano per le offerte commerciali? Ma allora il database dà schermata nera o ce n'è un altro? La questione è molto fumosa ma una domanda nasce spontanea: Chi fa i colloqui al call center della tim? Il dott. Thomas? Eh sì, perché lavorano proprio col Q! Ma di sicuro non si può dire che la nostra soddisfazione sia il loro miglior premio.

di Cinzia Bascetta

Kony 2012 ed il progetto per il settore minerario in Uganda

Kony-2012

Il video su Joseph Kony sta facendo il giro del mondo. E' impossibile non commuoversi davanti a tali immagini e non desiderare che giustizia venga fatta nei confronti di un criminale del genere ma soprattutto che vengano salvati i bambini ugandesi. Ci sono delle cose però che insospettiscono. Foto e video del criminale "introvabile", chi gli fornisce le armi? Possibile che sia più forte dell'esercito nazionale ugandese? Il fatto che la banca mondiale, la banca per lo sviluppo africano (AfDB) ed il governo ugandese abbiano costituito un fondo per lo sviluppo del settore minerario in Uganda nel 2004 insospettisce non poco. http://www.union-africaine.org/it/l-uganda-paese-nell-asta-minerale.html

Jason Russel è stato in Uganda nel 2003 ed ha prodotto il primo documentario nel 2005. Nel video che quest'anno sta facendo il giro del pianeta ad un certo punto viene detto "i prossimi minuti sono un esperimento." Ed effettivamente il sospetto che sia un esperimento di campagna virale viene. Spargere il virus dell'indignazione per far sì che le masse si mobilitino e siano le masse a chiedere agli Stati Uniti di intervenire contro un altro cattivo. Bin Laden, il terrorista, Saddam Hussein, il dittatore, Joseph Kony, il rapitore di bambini. Non voglio negare nulla delle tremende torture subite dai bambini ugandesi e farei di tutto perché vi si ponesse fine in questo istante. Il punto è un altro. Sarà vero che gli USA non hanno nessun interesse economico in Uganda e che si muovono solo perché è la massa che lo chiede? O piuttosto non glien'è fregato niente dei problemi dei bambini ugandesi finché non sono stati trovati oro, platino, diamanti, e molti altri minerali da sfruttare? Qualcuno dice anche il petrolio.

Chi ha fomentato la rivoluzione egiziana per poi instaurare un governo che agli egiziani non piace?

Chi ha aiutato i ribelli libici contro Gheddafi che stava progettando un Africa indipendente dagli USA e dal FMI? http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=4&id=404&Itemid=128

Chi diffonde i video fake di Al Jazeera sulla Siria? http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/03/orrore-in-siria-lennesimo-video-fake.html

Le guerre in Iraq ed in Afghanistan sono state guerre impopolari, l'opinone pubblica era contraria. Questa volta, come per Egitto e Libia, avrebbero il favore dell'opinione pubblica, anzi sarà la gente a chiederlo, dopo aver completato l'esperimento di viral marketing e condizionamento delle masse attraverso la rete internet. Il potere più grande, far credere alle masse di contare qualcosa e invece condizionare il loro pensiero secondo i proprio scopi. Sulla linea del video http://www.youtube.com/watch?v=HsJLRX-nK4w della Casaleggio Associati (consulenti di marketing di Beppe Grillo) sulla rivoluzione dei media, che esordisce dicendo che L'uomo è Dio e che può fare tutto quello che vuole. Sono parole pericolose che parlano alla vanità ed al desiderio di potere dell'uomo o per i più umili semplicemente al loro desiderio di cambiare le cose ma restano parole pericolose perché l'uomo non è Dio e le masse sono controllate da uomini, che non sono Dio, ma sono molto potenti perché hanno proprio quel potere che dovrebbe fare la rivoluzione: il potere dei media.

A quanto pare, non sono la prima a dirlo e c'è chi ha molta più documentazione ma questa è la prova che se si utilizza il proprio cervello, se ci si libera dai condizionamenti, si può arrivare alla verità. La verità è lì, Gesù disse che se i suoi discepoli fossero stati fatti tacere, allora persino le pietre avrebbero urlato. La verità è davanti a noi, basta cominciare a pensare. Ora metto altri link che forniscono prove ben più evidenti sull'inganno di Kony 2012.

http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/03/kony2012-intervista-alla-giornalista.html

http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=blogcategory&Itemid=62

http://www.youtube.com/watch?v=KLVY5jBnD-E&feature=player_embedded#! In questo video una giornalista ugandese dice che Kony non si trova più in Uganda da sei anni e che la situazione è molto migliorata, la gente dorme nelle proprie case ed i bambini vanno a scuola quindi perché fare una guerra ora?

di Cinzia Bascetta

 P.S. La piramide rovesciata come logo è un po' inquietante