Archivi categoria: Comune di Milano

Chinatown Milano una comunità che vuole contare

Cinesi 2013

 

Milano conta il maggior numero di immigrati cinesi residenti in Italia, sono quasi 30.000 il doppio di Roma e Prato. In questi anni abbiamo assistito alla crescita del loro business, apertura di nuovi ristoranti, sempre più grandi, sempre più curati nel design, acquisto di capannoni per la vendita all'ingrosso, importazioni di sempre maggior volume ed importanza. Da un negozietto di cellulari a importatori dei prodotti della TP-Link azienda che è diventata leader nel campo delle apparecchiature per il networking. Mentre la Cina cresceva, cresceva anche China Town. Le diverse associazioni di imprenditori e commercianti che ogni anno eleggono il loro presidente con una grande festa, ogni anno sempre più raffinata ed elegante, invitano il console e rappresentanti del comune, sono riuscite a coinvolgere persino la camera di commercio. Quest'anno a Milano si è svolto Expo. Una finanziaria cinese ha costruito un padiglione tutto per sé dal costo di milioni di euro. La Cina ha costruito il padiglione più grande. Oggi ho fatto due chiacchiere con un imprenditore cinese di Milano che conosco da diversi anni e non potevo non chiedergli spiegazioni per il voto a Sala. Il maggior numero degli spettacoli di Expo, mi ha raccontato, è stato organizzato dai cinesi, sono riusciti a portare star dalla Cina ed a coinvolgere anche star italiane come Maria Grazia Cucinotta. Hanno portato in visita dalla Cina 500 donne, insomma i cinesi di Milano si sono dati un gran da fare per Expo ed ogni volta si rapportavano con Sala. E' nato un feeling? Sembrerebbe di sì. I cinesi vogliono investire in Italia e vogliono buoni rapporti con l'amministrazione italiana. In Sala hanno visto un buon interlocutore, nessuno ha ricevuto denaro o promesse. I cinesi hanno pagato i due euro di tasca loro e sapete perché? Perché vogliono far vedere che contano, vogliono partecipare e contare qualcosa nella vita politica italiana poi con Sala se son rose fioriranno.

 

di Cinzia Bascetta

Autovelox a Milano per la sicurezza o per sanzionare il più possibile?

Comportamenti squadristi e fascisti in sostenitori della sinistra ma dove stiamo andando? 

 

Cinquanta velox

 Da qualche mese a Milano sono fioccate le multe per 7 nuovi autovelox che l'amministrazione PD-SEL ha posizionato in città. Lo scopo dell'autovelox dovrebbe essere quello di indurre gli automobilisti a rallentare, questo per una questione di sicurezza sulle strade, difatti le telecamere per legge devono essere visibili e segnalate. Ora però succede questo che a Milano ci sono molti cartelli che segnalano autovelox da anni ma non c'è mai stata una telecamera, metterle da un giorno all'altro senza una segnalazione aggiuntiva non mi sembra finalizzato alla sicurezza. Una di queste telecamere si trova su di un cavalcavia proprio all'uscita della tangenziale dove il limite è 110. Sul cavalcavia invece c'è il limite di 70. Si passa da stradone a stradone e per quanto si inizi a decelerare è difficile passare subito ai 70, direi che è quasi fisiologico senza bisogno di essere persone che corrono in auto, per di più in una strada in cui non ci sono attraversamenti pedonali né semafori e dunque non comporta un grave pericolo. Non per questo voglio sostenere che non sia giusto rispettare il limite, rispettarlo è giusto ma sanzionare in questo modo è troppo facile. Come dicevo, da anni era presente il cartello ma mai una telecamera e i milanesi si sono abituati a non dover badare troppo a pochi km in più oltre il limite, visto che non è pericoloso. Ma poi perché mettere i cartelli senza le telecamere? Si sa che le persone si abituano, si creano delle consuetudini e chi s'intende di sociologia sa bene che le consuetudini non si possono ignorare. Hanno persino un peso nei tribunali talvolta. Chi decide di piazzare una telecamera proprio lì mi vuol dire che non conosceva i milanesi? Un'amministrazione che vuole essere vicina ai cittadini non ne dovrebbe a mio parere approfittare, io mi sarei aspettata un bel cartello aggiuntivo come c'è sulla Ghisolfa dove sono anni che c'è un autovelox oppure come quello che hanno messo sulla via Fermi, probabilmente dopo lamentele. Invece lì non c'è, come mai? E poi perché non avvisare prima, visto che si arriva dalla tangenziale, raccomandando di rallentare perché di lì a pochissimo il limite scende nonostante lo stradone continui? Mi è venuto il lecito sospetto che la sicurezza dei cittadini non sia la ragione principale di questa mossa bensì era prioritario fare cassa. Mi risulta anche che nonostante il ministero lo abbia dichiarato irregolare, sulle multe compaia ancora la scritta che i termini di notifica decorrono dalla data in cui il verbalizzante ha accertato l'infrazione ovvero mesi dopo lo scatto dell'autovelox. Ma come si fa a pretendere il rigoroso rispetto delle regole quando per primi non lo si fa? Questo comportamento è proprio deludente per non dire ingannevole perché conta sul fatto che chi non è esperto non faccia ricorso anche se ne avrebbe diritto.

Gira voce che il comune si troverebbe in difficoltà economica per la gestione della nuova area metropolitana. Sappiamo che il governo ha fatto molti tagli ai comuni e non vorremmo che questo sia il modo di racimolare fondi, sanzionando persone tutt'altro che pericolose e tutt'altro che benestanti. Ma la sinistra non dovrebbe fare pagare a chi ha di più?

La scelta di mettere autovelox in strade urbane con limite a 50 dove i pedoni attraversano la strada come viale Famagosta ad esempio, è sicuramente utile e sensata. Peccato che la maggior parte dei sanzionati  siano stati sul cavalcavia del Ghisallo invece. Mettere autovelox non è sbagliato ma sempre con una segnaletica che tenga conto anche delle consuetudini dei cittadini e della particolarità del luogo, se si vuole essere vicini a loro.

Questo atteggiamento invece denota la profonda distanza che si è creata tra l'amministrazione e la città, distanza che ho potuto constatare anche sulla bacheca di un assessore di Milano dove ho osato scrivere il mio dissenso per questa scelta. Con mia grande sorpresa ho trovato un gruppo di cani da guardia, che commentano in molti post, i quali non hanno nessuna intenzione di ragionare e per difendere le scelte dell'amministrazione hanno cercato di far passare chi osava criticare per pazzo, tossico dipendente, del pdl, del 5 stelle, leghista, di destra e peggio che mai per un pericolo della strada, potenziale assassino che disprezza le regole con un atteggiamento squadrista che evoca scenari ben lontani dalla sinistra.

Ora se è questo che pensano dei propri elettori ne prendiamo atto ma non ci piace. C'è una frase che mi ha particolarmente infastidito da parte di questi accaniti sostenitori dell'assessore ed è questa:”se faticano ad arrivare a fine mese si mettano nelle condizioni di non superare alcun limite di velocità così non prendono le multe.” Sulle strade seguire tutti i cambiamenti di limiti con rigorosa precisione è quasi impossibile soprattutto in alcuni tratti in cui nel giro di pochi metri si passa da 90 a 50 e poi di nuovo a 90 quindi nessuno lo fa, magari rallenta ai 60 in quel tratto. Ma che significa? Che chi è povero è diverso dagli altri? Non mi sembra un pensiero di sinistra. E' come dire che le regole devono rispettarle solo i poveri mentre gli altri possono anche trasgredire tanto possono pagare. E' come dire chissenefrega se sei povero, anzi visto che lo sei, come ti sei permesso di comportarti come gli altri? Non lo sai che tu non puoi permettertelo?

Addirittura la claque dell'assessore è arrivata a sostenere che chi sorpassa a destra non è pericoloso come chi va a 76 sul cavalcavia perché sarebbe invece un disturbo colui che sta al centro e va piano "avendo la corsia di destra libera" così il sorpasso a destra sarebbe consentito. Queste affermazioni mi fanno rabbrividire perché la realtà dei fatti è che i frequenti sorpassi a destra che avvengono a Milano non avvengono certo perché quello a sinistra va troppo piano e non occupa la corsia di destra che sarebbe invece libera ma perché questi sciatori riescono ad infilarsi tra un'auto e l'altra facendo lo slalom tra quelli che osano tenere un minimo di distanza di sicurezza da quelli davanti e li sorpassano a destra tagliandogli la strada. La corsia di destra non è mai libera a Milano! E non si può proprio pensare che un automobilista che si trova sulla sinistra un po' dietro ad un altro che sta invece sulla destra e che sta tenendo un andatura un po' più veloce di lui tanto da superarlo presto si butti a destra solo perché in quell'istante si è creato uno spazio vuoto. Se si arriva al punto di difendere questi soggetti mi domando se i milanesi si debbano sentire al sicuro. E' triste che uno di sinistra  possa essere oggetto di squadrismo e linciaggio verbale in un ambiente che dovrebbe essere di sinistra, non sarà che ci siamo sbagliati?

Di seguito a dimostrazione alcuni commenti della claque dell'assessore che non si è degnato di commentare e nemmeno di rimuovere i commenti squadristi. Qualcuno avrebbe riconosciuto persone appartenenti ai comitati di sel.

 

     Poveri

Sorpasso destra

Destra

Insulti

 http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-12-01/autovelox-multe-notificate-entro-90-giorni-scatto-121245.shtml?uuid=ABi3FFKC

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_23/autovelox-verbali-annullare-giudice-pace-boccia-comune-9d5de7ba-8a74-11e4-9b75-4bce2f4b3eb9.shtml

Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

Resoconto di un incontro…

Vita_di_paese_00013

Il 18 ottobre allo SMAU
di Milano
, dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

Tra le innovazioni per
cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

Tornando al convegno,
sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
"presepe" ovvero un quartiere con una panchina
intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
Farioli
, direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
BANCA.
Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
comuni.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
è solo tecnologica
, Cosenza, dice lui, ha un centro storico
bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
intelligenti.

di Cinzia Bascetta

Milano. Notizie dal comune dopo un anno di Pisapia

Www.patriziaquartieri.org

Da Patrizia Quartieri, consigliere comunale a Milano un piccolo resoconto sull'attività del comune dall'insediamento di Giuliano Pisapia.

A Milano stiamo un po'meglio perché:

basta vaschette di plastica nelle mense

edilizia scolastica manutenzione ordinaria e straordinaria

trasparenza e partecipazione per stabilire priorità

avvio risanamento Sogemi ristrutturazione alloggi sfitti nelle case popolari media di 20 al mese (prima solo 10)

avviata riqualificazione edilizia Umanitaria Via Solari 40

venduti in beneficenza i biglietti dell’amministrazione per la Prima alla Scala

attivazione rete notturna ATM

agevolazioni ATM per tutti gli under 26

gratuità abbonamenti ATM over 65 a basso reddito

DomenicAspasso … senza auto

Istituita Consulta per l’handicap

Riqualificato Cavalcavia Corvetto

E perché c’è Piazza Berlinguer ( !!!!!!!!)

Oltre, come già detto, AREA C, PGT revoca e approvazione

Tre nuove scuole in cantiere entro quest' anno (via Volga, via Rubattino, via Martinetti)

Aumento offerta abitativa: gia' ristrutturati due edifici vuoti e abbandonati(via Gonin e via Magolfa=50 appartamenti)

Revoca vertici ATM

Revoca Vertici Milano Ristorazione

Revoca vertici Fondazione scuole civiche

Abbattimento mostro Monlue'

Stop ai parcheggi Lavater , Buonarroti

Patrocinio al Gaypride

Adottata Convenzione ONU sulla disabilità

Giunta con 50% donne …… Insieme ad altro che mi farò venire in mente …….Insieme a tanto che ancora c'e' da fare.

PGT Milano. Due risate per sdrammatizzare.

  Sconto

Questa simpatica poesia è stata scritta da un consigliere di zona 8. La nuova giunta ha annullato l'approvazione del Piano di Governo del Territorio della passata maggioranza in quanto era stato approvato senza tenere conto delle osservazioni dei cittadini. Il piano dovrebbe essere rivisto in base al documento d'indirizzo presentato durante la campagna elettorale da Pisapia e le osservazioni dei cittadini discusse. La perequazione è un tema scottante nel nuovo piano. Essa dà la possibilità di mettere volumetrie su zone agricole per poi trasferirle, vendendole, su zone urbane. Da qui scaturisce l'ironia di Luigi Caroli, attento osservatore della situazione.

20 DICEMBRE

ASSESSORA "MASSEROLI SCONTO DIECI"

AGLI INDICI DI CARLO UN RITOCCHINO? (Carlo è Masseroli, il ciellino inventore
GRIDA DI GIOIA VUOL DAL POPOLINO.    del PGT in corso di "moderata" revisione)

INSISTE A DIR: "QUATTRINI NON NE STANNO".
NON SA CHE DAR VOLUMI FA SOL DANNO?
NON CHIEDE SOLDI ALLE GENERALI.     (per CITYLIFE)
I CITTADINI NON SONO TUTTI UGUALI?
CHE SE LE COSE "GIUSTE" NON SI FANNO
AGGIUNGER NON SI FA CHE DANNO A DANNO.

DOPO TRE LUSTRI JANETTI SPOSTA UFFICI?  (vedi nota finale)
NON MUTAN PER GLI "AMICI" I BENEFICI.

PARLA E RIPARLA DI PREMIALITA'.  (per chi risparmia energia)
DAVVER LE MERITA CHI AFFLISSE LA CITTA'?
BASTA PER LEI METTERE I DOPPI VETRI.
POI S'ERGON PALAZZON SEMPRE PIU' TETRI.
PERCHE' SE I RISPARMI FACCIO QUA
ALZARSI IL DOPPIO UN ALTRO POTRA' LA'?

CUSTODIA DEL PAESAGGIO C'E' CHI INVOCA?
"C'E' GIA' LA COMMISSION". LA VOCE E' ROCA.
SONO GLI STESSI CHE NON VIDER SCEMPI.
IL DUBBIO E':"CHIAMARLI CIECHI O EMPI"?
A VILLA SCHEIBLER TENNE LA LEZIONE.  (alle Zone 7 e 8 il 12 dic.)
SE IN FALLO SON, FRA VOI C'E' TESTIMONE.
TRECENTO SON PROGETTI DA RIFARE.
DI FORMIGON COME RISTRUTTURARE
NON LO GRADI' CORTE COSTITUZIONALE:
"COSI' NON VA'. SON COSE FATTE MALE".

CAROLI LUIGI

L'arch. Giancarlo Bianchi Janetti, ciellino alla guida dello SPORTELLO UNICO
DELL'EDILIZIA, è stato il DOMINUS incontrastato del settore fino a giugno 2011.
Continua, dall'ufficio di ASSIMPREDIL – l'associazione dei costruttori –
a fare bello e cattivo tempo. Ha inventato la PREMIALITA' e ha suggerito la
Legge Regionale n. 12 del 2005 che ha provocato sconquassi nell'edilizia
lombarda. A favore di pochi (C.L.)

Milano. Il Seveso esonda. Il comune interviene tempestivamente.

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Il Seveso è tornato a colpire in zona 9 a Milano nella notte tra il 5 ed il 6 agosto. V.le Zara, via Budua sommersi dal fango e cantine allagate. Questa volta però sembra che il comune sia intervenuto in modo tempestivo grazie al vicesindaco Maria Grazia Guida ed all'assessore alla protezione civile Marco Granelli. Entrambi, insieme all'assessore all'ambiente ed ai trasporti, Pierfrancesco Maran, hanno coordinato le operazioni della polizia locale fino alle tre e mezza del mattino per poi riprendere alle 9.30 con AMSA. Lunedì inizierà un intervento di pulitura delle cantine delle case comunali di via Padre Monti, mentre martedì e mercoledì AMSA pulirà le vasche di laminazione, quelle in cui si accumula l'acqua della piena.

E' l'assessore stesso che ci informa tramite facebook. Marco Granelli scrive sul gruppo del Comitato Stop Esonda Seveso dove, naturalmente, si può anche commentare. L'assessore scrive:

"Sono Marco Granelli, assessore ala protezione civile. Per informare che il primo livello di allerta (quando il seveso raggiunge 1,48 metri) ci è stato inviato verso mezzanotte e dopo 27 minuti è avvenuta l'esondazione (quando il seveso supera 3 metri). La Polizia Locale era su posto da subito dopo mezzanotte, insieme ad AMSA, raggiunti poi da Protezione civile, Vigili del Fuoco e servizio idrico MM. I soggetti sono stati tutti avvertiti dal servizio protezione civile, con il primo livello di allerta. Io, insieme al comandante dei Vigili eravamo impegnati l servizio Colonne di San Lorenzo e siamo giunti sul posto verso le 1.20. Polizia locale ha impegnato nella notte 20 macchine e 60 persone, l'AMSA 17 mezzi dipuliture tre autospurghi, la protezione civile due mezzi 8 persone, MM servizio idrico una squadra."

Il link al gruppo per restare aggiornati e commentare sui lavori http://www.facebook.com/groups/125499524172429/

Si possono trovare informazioni anche sul sito del Comune di Milano http://www.comune.mi.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/sindaco/esondazione+seveso+-+6+agosto+2011

di Cinzia Bascetta

L’intervento di Basilio Rizzo sull’accordo di programma per l’Expo

Rizzo

“Signor Vice Sindaco, signori Assessori e Colleghi, non è stato facile per me decidere se e come intervenire.
La sorte non ci è stata benigna, il provvedimento che è all’attenzione del Consiglio, il primo di peso, non è spinto dal vento del cambiamento che ci ha portati fini qui, anzi è figlio dell’insopportabile bonaccia della continuità ed io sento il dovere di dirlo non contro la mia Giunta, ma per rispetto profondo nei confronti dei Milanesi che credono in essa.
Dirò di più: se ne facciano una ragione quanti sperano in spaccature insanabili fra noi, penso che farà bene alla nostra coalizione, che ne sia quasi indispensabile, che vi sia qui chi dice in modo determinato, sereno e unitario quello che pensano in molti.
Quest’Accordo di Programma è un provvedimento sbagliato sul quale non si può cambiare opinione.
Darò così anche testimonianza della buona politica, in cui credo profondamente, per cui si giudica ciò che viene proposto, non da chi lo propone e se è no, si deve dire «no».
In tanti anni, da tangentopoli in poi, ho imparato che non c’è causa buona che possa essere perseguita per strade sbagliate.
Non c’è fine virtuoso che giustifichi i mezzi perversi. Racconterò la storia di questo ADP e sarà il migliore dei miei argomenti per la scelta che ho fatto.
Lo dico per chi non c’era e perché nessuno possa dire domani: «Io non sapevo».
Parto dalla scelta del sito: siamo a cavallo tra il 2006 e il 2007. Il comitato Expo 2015 sceglie il sito e annota, quindi sono atti ufficiali, «Le aree sono azzonate nel vigente Piano Regolatore a verde agricolo compreso nei parchi pubblici urbani e territoriali».
Del comitato fanno parte: Regione, Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Fiera.
Nel sito le proprietà maggiori sono della Fondazione Fiera e del Gruppo Cabassi.
Solitamente, credo quasi sempre, per Expo le aree scelte sono di proprietà pubblica.
Noi facciamo diversamente. Fra chi sceglie vi è chi è proprietario della porzione maggiore del terreno, in ogni storia che conta in Italia il conflitto di interessi non manca mai.
Interviene a questo punto nella nostra storia un fatto che la condizionerà tutta, anche se non ne troverete traccia nella delibera che andremo a votare.
Dunque, il 28 giugno 2007 viene firmata una scrittura privata tra Comune di Milano, Fondazione Fiera e Belgioiosa S.r.l., (Cabassi), in cui i proprietari delle aree si impegnano a mettere a disposizione le aree, in cambio di un diritto edificatorio del 0,6 per il dopo l’Expo.
Aveva titolo qualcuno a promettere volumetrie per conto del Comune? Evidentemente no.
Le varianti le vota il Consiglio Comunale. E’ come promettere la vendita del Duomo.
Tuttavia quella scrittura privata pesa e come. Fondazione Fiera e il Gruppo Cabassi ritengono di tenere, come si usa dire a Milano, per le… il Comune e considerano acquisito il bottino dei diritti volumetrici.
Anche il BIE, che ci hanno detto un giorno sì e un giorno no, pronto a estrarre il cartellino rosso, si accontenta della scrittura privata.
In una risposta ad un’interrogazione l’assessore Masseroli assicura «L’accordo è stato ritenuto dal BIE “ampiamente sufficiente a dimostrare la disponibilità delle aree da parte dell’Amministrazione Comunale”».
È tuttavia noto che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
Il Consiglio Comunale finalmente investito di deliberare ciò che è di sua competenza, ancorché dopo tre mesi, «acquisizione delle aree e termine della variante urbanistica», cancella l’impegno sull’indice 0,6, dà un altro indirizzo per la variante, che non leggo per semplicità, e vota di acquisire il diritto di superficie.
Siamo, ricordo, nell’ottobre 2007, quasi quattro anni fa.
Il 31 marzo 2008 il BIE assegna l’Expo a Milano. Cominciano mesi tumultuosi, e abbastanza noti, in cui succede di tutto: litigi per le poltrone prima di Soge e poi di Expo, Stanca sostituisce Glisenti, Sala sostituisce Stanca, doppi stipendi, doppi incarichi, prima il progetto orto planetario è una meraviglia che tutto il mondo ci invidia, poi no, contrordine, gli orti sono la rovina di Expo perché nessuno verrebbe a Milano per vederli.
Avremo 24 milioni di spettatori, no, 20, no, meno ancora, ma non importa, non sarà il numero dei visitatori a dare il segno del successo.
La Moratti è contro Formigoni, Formigoni è contro la Moratti. La Lega «E noi qui cosa stiamo a fare?».
Tremonti chiude i finanziamenti, anzi, no, apre il portafoglio, interviene Berlusconi.
L’unica cosa che non va avanti è l’acquisizione delle aree, secondo quanto deciso dal Consiglio Comunale.
Solo ritardi? Solo inefficienze? Ogni tanto il Sindaco Moratti lancia l’allarme «Il BIE ci toglie l’Expo se…». Tensioni, drammatizzazioni, suspence, editoriali allarmati, e poi il classico viaggio a Parigi con ritorno trionfante: ce l’abbiamo fatta! E’ tutto a posto, il BIE è con noi. Anzi, è entusiasta».
Ovviamente il copione viene ripetuto più volte.
Naturalmente io confermo la mia convinzione: credere che i soloni del BIE, che vivono di Expo, ci tolgano l’Expo è come pensare che l’Associazione dei produttori di giocattoli possa volere abolire il Natale.
Ma torniamo alle aree. Mi sarei rivolto al consigliere Moratti, non c’è, glielo riferiranno.
Consigliere Moratti: quante lettere irrevocabili e incondizionate di messa a disposizione delle aree lei ha in tasca e ha portato a Parigi? Perché non le ha mai esercitate? Perché non le ha passate al Sindaco Pisapia perché le esercitasse? Perché da Sindaco non ha mai fatto applicare la delibera del 2007? Perché tanti anni persi? Forse è la paura di quella incauta scrittura privata?
Dimenticavo: la Fondazione Fiera aveva in quegli anni problemi di bilancio, la scelta della sua area era manna dal cielo.
Lei sì che non perde tempo. Poco conta che l’affare sia ancora in corso, l’area viene immediatamente rivalutata a bilancio, credo da 10 a 50 milioni di euro e il rischio dei conti del rosso nei conti sparisce, tanto l’affare si farà, c’è la scrittura privata e ci sono gli amici giusti.
Ecco perché qui stasera noi non votiamo un Accordo di Programma, o non solo, noi stasera garantiamo e legalizziamo la stangata che porterà da 21,5 milioni di euro, la stima è dell’Agenzia del Territorio, a oltre 120.000.000,00 di euro, sempre stima Agenzia del Territorio, ovviamente con gli indici volumetrici di cui stiamo discutendo.
Scrivere «0,52» allora non è un optional, è la linea del Piave che allinea il valore che si intende concedere a Fondazione Fiera e Cabassi per i loro terreni ex agricoli, li allinea alle stime dell’Agenzia del Territorio per il nuovo assetto e dunque costituisce una sorta di liberatoria, di sanatoria per Formigoni, Moratti, Masseroli, eccetera, per i ruoli svolti e gli atti compiuti o non compiuti in quella storia che ho per semplicità definito «La stangata».
I Milanesi devono sapere che noi stasera legittimiamo che 80/100.000.000,00 di denaro prevalentemente pubblico transitino, in modo non proprio virtuale, nelle casse di Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi.
E aggiungo che tutto ciò è stato colpevolmente consentito e forse anche scientificamente perseguito con la scelta del sito prima e con i ritardi per le aree poi.
Se aveste vinto le elezioni avreste chiuso in famiglia l’Accordo di Programma, (il patto dell’aprile 2001, su cui tornerò, ne è la riprova), ma l’acqua alla gola dell’essere a ridosso dell’Expo senza aree in mano va benissimo anche per mettere in un angolo il Sindaco PISAPIA: o così o niente Expo.
Con l’ineffabile dottor Loscertales, naturalmente in modo involontario, a fare da spalla.
Nessuno si accorge di tutto ciò? Quelli che sanno e che più che la casacca azzurra hanno indosso quella celeste, intesa come «del celeste», stanno zitti e aspettano che la partita Morat
ti-Formigoni prenda la piega giusta.
La Moratti avrà bisogno di aiuto in vista delle elezioni ed accetterà la linea dell’acquisto delle aree, poi, quando si sarà vinto ci sarà ciccia per tutti.
Il 10 marzo 2010, più di un anno fa, presento un’interrogazione in cui chiedo «Perché non avete ancora acquisito la disponibilità delle aree dopo oltre tre anni? Che cosa avete fin qui detto al BIE?».
E soprattutto mi scopro profetico senza essere profeta, infatti chiedo se non si ritiene che non avere ancora le aree a disposizione metta la parte Comune in una condizione di assoluta debolezza nei confronti dei proprietari delle aree.
Ma l’assessore Masseroli mi rassicura «La disponibilità delle aree potrà essere raggiunta con altri strumenti consentiti dalla Legge» ed è categorico «Non si ritiene che la posizione dell’Amministrazione Comunale possa risultare indebolita dalla mancata stipula dell’accordo in questione», quello del 2007. Servono commenti?
E veniamo all’Accordo di Programma dell’aprile 2011. Si legge nel testo «Il comitato per l’Accordo di Programma ha previsto la costituzione di una S.p.A. promossa da Regione Lombardia con Comune eccetera».
Nessuna meraviglia. Per chi ha una concezione proprietaria e autoritaria del proprio ruolo la cultura del rispetto delle Istituzioni è prossima allo zero.
Aveva titolo il Sindaco a costituire una società? Ovviamente no, è competente il Consiglio Comunale.
Il Consiglio era in carica, in quei giorni si è riunito ripetutamente credo 7 o 8 volte da fine marzo a fine aprile, perché non è stato investito del problema?
E il fatto che di lì a poco si sarebbero svolte le elezioni non contava nulla? Una fastidiosa formalità, neanche da pensare che possa vincere un altro, così nel dispregio più totale di ogni regola si va avanti.
La società non era ancora stata costituita, ma il comitato deciderà chi acquisirà le aree.
Anche qui: chi può deliberare l’acquisto? Il Consiglio Comunale.
Ma può un così insignificante dettaglio imporre uno stop? «Il Comune sono io» diceva qualcuno, «Via, via, si firmi, si firmi», e le leggo le firme «Moratti, Formigoni, Altitonante».
C’è però un piccolo intoppo, le elezioni le vince Pisapia e inizia un’altra storia.
Ora le aeree le può comprare, lo ha ricordato giustamente nell’introduzione il nostro Sindaco, una società Aerexpo partecipata dalla sola Regione Lombardia.
Ne riparleremo a settembre su questa vicenda della Newco, con una nuova delibera spero senza sconti e la Corte dei Conti ci ha già messo sull’avviso, come avrete letto tutti oggi sui giornali.
Quanto fin qui esposto, tutto documentabile in atti ufficiali, dovrebbe rendere del tutto ovvio un voto che sia di merito sull’Accordo di Programma: vota a favore il Centrodestra che ha imbastito tutto, e vota contro il Centrosinistra che l’ha combattuto nei suoi svariati passaggi.
E invece no, la politica ha le sue bizzarrie che tanto confondono e allontanano i cittadini da essa.
Accade ad esempio che chi ha scritto i documenti, anche quelli non divulgati, che ha sottoscritto patti ed accordi senza averne titolo, che ha attivato l’Agenzia del Territorio su un’ipotesi e poi ne ha scelta un’altra, che ignora quel che decide il Consiglio, ma ha un fitto carteggio con i proprietari delle aree, che sa cioè tutto e di più, accade che questo tale fa aleggiare nella nostra discussione uno spettro di una violenza contro il suo diritto democratico di avere tutta la documentazione, pretende di farsi spiegare da Assessori appena arrivati documenti che lui stesso ha sottoscritto.
Seduto su quella sedia farò di tutto per farvi avere ciò che chiedete, quando anche dovessimo cercarli nelle vostre scrivanie e nei vostri file.
Posso da qui dirvi che trovo tutto ciò non proprio edificante per voi per primi e anche un po’ comodo?
Per dirla tutta penso, Colleghi dell’Opposizione, ex Sindaco, ex Assessori, ex Consiglieri di Maggioranza, che, come dice il detto popolare, dovreste baciarvi i gomiti, ringraziare per il salvacondotto che vi si sta consegnando e abbassare i toni, perché vi conviene, non strepitare ed alzare la voce.
Prendete esempio dalla saggezza e dalla prudenza del soldato Vagliati che, tanto che per non sapere né leggere né scrivere, ha pensato di non partecipare, pure essendone membro, al Consiglio generale di Fondazione che il 15 aprile ha deliberato sulle aree Expo, e l’altra sera ci ha detto che non parteciperà neppure a questo voto.
Una casualità o un consiglio?
L’ultimo passaggio è per il Sindaco e la Giunta. La collega Sonego espliciterà il nostro «No» in sede di dichiarazione di voto, in esso non vi è né sfiducia per voi né presa di distanze dalla straordinaria avventura di governare Milano che i cittadini ci hanno affidato.
Abbiamo rispetto per il travaglio che anche voi sentite, condividiamo con voi la certificazione che questa sera si chiude la pagina dell’Expo targata Moratti e che da stasera, poiché l’impegno 2015 c’è, cercheremo di difendere il sogno di un’altra Expo.
Offriamo al nostro popolo la fermezza del «No» a quest’Accordo di Programma come garanzia che vigileremo perché siano evitate le conseguenze cementifricatrici che esso preannuncia, riproporremmo insieme il grande parco tematico, le funzioni pubbliche, le volumetrie ridotte, la fedeltà al tema originario del progetto, puntelleremo i paletti che abbiamo promesso ai Milanesi con l’ordine del giorno unitario.
La strada non è semplice, il partito degli affari e del cemento invocherà lo spirito e la lettera dell’Accordo di Programma, le volumetrie fissate e intoccabili, riproporrà le residenze libere e di lusso per far quadrare i conti, l’Expo adattata ai big-spenders dal turismo ricco alle corporations, si dovrà resistere e non sarà facile, ma siamo ben messi.
Se c’è una persona che per competenza, abilità professionale, condivisione della causa, può aiutarci a resistere all’assalto, questa persona è già tra noi, ha il cervello, il cuore, il volto del nostro Assessore all’urbanistica.
Abbiamo la presunzione di credere che nelle dure trattative non le sarà inutile la nostra posizione di questa sera, l’argomento di dovere tenere conto di un Consiglio Comunale in cui la stangata è stata svelata nei dettagli e di una Maggioranza che non ha nessuna intenzione di favorirla, ma servirà anche altro, servirà nei rapporti con il BIE far capire ai suoi vertici che la nuova Amministrazione è forte, autorevole e non incline alla genuflessione, che non sarà consentito loro di irridere né un nostro Assessore, né le intelligenze – faccio un nome per tutti Carlin Petrini – che sorreggono un’idea partecipata di Milano 2015.
Servirà a dimostrare che da Cascina Merlata all’uso degli indici volumetrici si faranno scelte ambientaliste, di tutela del territorio, di risposte sociali, di rispetto del voto popolare.
Servirà a dimostrare che chiederemo lavoro e lavoro sicuro e regolare.
Ho concluso.
Signor Sindaco, signori Assessori, per molti nostri concittadini e per le loro famiglie sono tempi difficili, anche per questo io non riesco proprio a rassegnarmi che uno dei primi provvedimenti della mia Giunta, liberi, ancorché subendolo per colpa di altri, un colossale trasferimento di risorse pubbliche a favore della rendita fondiaria e di un centro-simbolo del sistema di potere del Centrodestra e di uno dei suoi più potenti sottoinsiemi, e che questo avvenga mentre ci accingiamo a chiedere sacrifici a moltissimi Milanesi onesti che pagano le tasse.
Vi affidiamo l’indignazione nostra e di molti del popolo del vento che cambia come promemoria nelle scelte future.
Confidiamo, anzi sappiamo che ne farete buon uso”.

Expo 2015. Riflessioni sull’accordo di programma.

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In questi giorni leggiamo un mare di polemiche sull'expo. Molti si aspettavano una rinuncia da parte di Pisapia ma in realtà nemmeno in campagna elettorale aveva dichiarato di non voler fare l'expo. Bisognava rinunciarci prima. Ormai i giochi sono stati fatti. E' vero che Pisapia aveva dichiarato che per expo avrebbe preferito usare dei terreni già pubblici ma a quanto pare il BIE non è disposto a rivedere il progetto a questo punto, ed una rinuncia ad expo adesso, avrebbe comportato una penale di 300 milioni di euro. Chi li pagava? Le casse comunali hanno un buco di 160 milioni di euro. E' vero che i terreni ne costano 120 ma è anche vero che il prezzo corrisponde alla cifra stabilita da una commissione terza e, come dichiarato da Patrizia Quartieri, è lo stesso prezzo che il comune avrebbe pagato se i terreni fossero stati espropriati. Il problema è che Letizia Moratti a suo tempo, non ha valutato altre possibilità rispetto all'accordo fatto con Cabassi. Le offerte c'erano, come ha dichiarato Basilio Rizzo, ma è stato valutato solo quell'accordo, e l'accordo è stato presentato al BIE come garanzia della disponibilità di terreni e della possibilità di realizzare expo. Ora è tardi per tornare indietro quello che si può fare è cercare di mantenere un grande parco, di questo parlano i referendum milanesi, ed evitare l'edilizia libera sulle aree, infatti come ha ricordato, sempre Patrizia Quartieri, Milano non ha bisogno di edilizia libera. Tornando alle penali, non c'è solo il BIE, ci sono anche accordi già presi con partners internazionali. Insomma non tanto la figuraccia internazionale ma il danno economico che ormai ne deriverebbe sono i motivi per cui non si può rinunciare ad expo. Sull'indice volumetrico, fissato a 0.52 mi sorge una domanda: ma cosa ci sarà mai scritto nella scrittura privata tra Cabassi e la Moratti? Non ci sarà mica una penale anche su questo? Nel 2007 fecero una scrittura privata che parlava di comodato d'uso, le aree sarebbero state date al comune per expo e poi sarebbero tornate indietro edificabili. In seguito venne deciso di vendere 430 mila mq e dare in comodato d'uso i restanti 340 mila. Su quelli i Cabassi potranno edificare. Con gli oneri di urbanizzazione magari si risolleveranno un po' le casse comunali.

Quello che ne emerge è che spesso gli accordi vengono fatti prima e spesso anche i conti vengono fatti in base agli accordi già presi, lo ha chiarito Masseroli quando si parlava di PGT e metteva in guardia dall'apportare certe modifiche, facendo riferimento proprio ad accordi già presi ed alle conseguenti cause legali che il comune avrebbe dovuto affrontare. Questa maggioranza non poteva fare altrimenti e poi ricordiamo sempre che i veri poteri sono fuori da Palazzo Marino e che fermare il business è impossibile, me lo diceva un mio amico qualche tempo fa, lui sta facendo una dura lotta con il suo comitato in un'altra città, è un puro, un onesto ma è anche sveglio e l'ha capito anche lui, l'affare non lo fermi, se non è expo, è l'inceneritore, se non è l'inceneritore è la gronda o la TAV. Forse se fossimo in tanti, ma proprio tanti . . . e invece siamo sempre quattro gatti.

Ricordo che verrà istituita anche una commissione antimafia a Milano. Speriamo che contribuisca a frenare le speculazioni.

di Cinzia Bascetta

PGT MIlano. In Piazza San Fedele per chiedere l’abrogazione del piano.

Milano-dal-cielo

Oggi il Forum Metropolitano, che riunisce molti comitati cittadini e di cui anche l'Anticasta fa parte, ri ritroverà in Piazza San Fedele per raccogliere firme a supporto della richiesta di abrogare non solo l'approvazione del PGT ma anche l'adozione.

A febbraio scorso, il Piano di Governo del Territorio era stato approvato dalla maggioranza di centro-destra non tenendo conto delle oltre 4.000 osservazioni presentate dai cittadini. Le osservazioni erano state accorpate per tema e non per contenuto, in otto maxi gruppi. Ciò ne ha reso impossibile la discussione in consiglio comunale e a causa di questo è stato presentato da alcuni consiglieri, su iniziativa di Milly Moratti, un ricorso al T.A.R.

Ora la giunta Pisapia vorrebbe abrogare la fase di approvazione per poter discutere le osservazioni. Così facendo, però, il piano verrebbe solo un po' smussato e si rischia che alla fine l'impronta morattiana rimanga.

Ciò che preoccupa sono gli alti indici volumetrici, la perequazione delle volumetrie del parco sud e l'impostazione del piano che mente sempre tutto in discussione, avendo eliminato la destinazione d'uso e lasciando le decisioni in merito ai servizi ad un calcolo effettuato tra l'incrocio della domanda e dell'offerta. Di fatto, con la scusa della sussidiarietà, il piano morattiano, spalanca le porte ai privati, che saranno finanziati dal comune ma gestiranno i servizi. Una cosa come i soldi pubblici che vengono dati alle scuole private . . . Non vorremmo mai che ciò accadesse.

Il 14 luglio è una data simbolica, non solo per la presa della Bastiglia ma anche perché proprio in questa data, l'anno scorso nel pieno della notte, era stato adottato il PGT. Quest'anno, nello stesso giorno, il Forum Metropolitano, dopo aver presentato un documento alla giunta, raccoglierà le firme dei cittadini a sostegno. Chiediamo che il PGT venga rifatto seguendo le linee programmatiche della coalizione. Abbiamo votato Pisapia perché fosse il sindaco di tutti. L'assessore all'urbanistica De Cesaris si è già resa disponibile ad un incontro con la persona di Luigi Caprarella, architetto, uno dei massimi esperti in materia di PGT.

Vi spettiamo stasera in piazza San Fedele dalle 17 alle 22.

http://www.anticasta.org/2010/11/pgt-milano-le-nostre-osservazioni-al-piano-dei-servizi.html

http://www.anticasta.org/2011/02/pgt-milano-a-partita-iniziata-non-si-cambiano-le-regole.html

http://www.anticasta.org/2010/10/pgt-le-domande-le-facciamo-allassessore.html

http://www.anticasta.org/2010/07/un-furto-in-piena-notte-approvato-il-pgt.html

di Cinzia Bascetta 

Milano. Niguarda. Se il Seveso esonda la colpa di chi è?

 

 

Per rispondere a questa domanda basta una parola: CEMENTIFICAZIONE.

Nella zona di Niguarda, in via Ornato, non sono bastati gli edifici già costruiti, in barba ad ogni buon senso urbanistico ma si possono tutt'oggi contare ben quattro gru che lavorano alacremente. Dove mai scaricheranno le fogne di questi edifici? 

Basta andare al di là dell'ultimo semaforo della via che subito ci si trova a Bresso. Nemmeno un fazzolettino di terra separa Milano dalla provincia, ed anche da Bresso in su è tutto una colata di cemento. Anche per questo non è semplice individuare dove fare eventualmente delle vasche di contenimento. La regione pensa di farla a Senago ma il progetto incontra una forte opposizione degli abitanti della zona che difendono il loro territorio giudicando l'opera non sostenibile.
Il progetto del secondo scolmatore sotterraneo, progetto approvato dall’Autorità di Bacino del Po, finanziato con le privatizzazioni è chiuso in un cassetto del comune dal 2009.
Si preferisce spendere per la linea metropolitana 5, per portare la M3 davanti alla sede della lega (ma non per fare una fermata davanti all'ospedale Niguarda). Si spendono milioni di euro per rimediare ai danni pubblici delle esondazioni ma non si risarciscono i danni ai privati.

Oltre al secondo canale scolmatore sotterraneo ci sono altri progetti come quello dell'Arch. Antonello Boatti, professore del Politecnico che con i suoi studenti ha elaborato la proposta di costruire, all’interno del Parco Nord, due vasche di laminazione, che consentirebbero il contenimento della piena per almeno 16 ore. Ma, se i corsi d’acqua interrati non saranno scoperchiati e ripuliti, il danno sarà solo spostato da un posto all’altro, da un corso d’acqua all’altro.

Ma che problema c'è? Mica si allaga Porta Nuova dove la Martesana si getta nel Redefossi dopo aver raccolto le acque del Seveso all'altezza di Melchiorre-Gioia, si allaga solo Niguarda che funge da scolmatore a beneficio delle ricche vie del centro di Milano. La zona di Viale Zara lo scorso 18 settembre era diventata una fogna a cielo aperto. Niente da stupirsi, tutto calcolato, lo scolmatore per il centro di Milano funziona benissimo. Il centro è stato salvato dalla cacca mentre a Niguarda navigavamo in un mare di…..

di Cinzia Bascetta