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Regione Lombardia: rinviato il voto della legge regionale sull’acqua!



Consiglio regionale 30-11-10

Il Consiglio Regionale ne ridiscuterà il 23 dicembre; parziale vittoria dei Comitati per l’acqua pubblica.

La mobilitazione del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’acqua pubblica, messa in atto attraverso la mailbombing sui consiglieri regionali e il presidio davanti al Pirellone, ha determinato il rinvio della votazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia delprogetto di legge sui servizi idrici locali.

In occasione del dibattito di oggi, 30 novembre, in Consiglio Regionale, i Comitati per l’acqua pubblica hanno organizzato un presidio e unvolantinaggio all’ingresso del Pirellone; il “pressing” è poi proseguito con la presenza di una delegazione del Coordinamento Regionale dei Comitati, composta da Roberto Fumagalli e Rosario Lembo, come auditori ai lavori del Consiglio.

Grazie al lavoro di ostruzionismo da parte dei Consiglieri di opposizione, con la presentazione di una serie di emendamenti (a partire da quelli proposti dal Coordinamento Regionale acqua pubblica), unita ad una puntuale contestazione sul merito e sull’urgenza del provvedimento, la discussione si è protratta per tutta la giornata, e verso sera i partiti della maggioranza hanno accolto la proposta di rinvio della messa in votazione del provvedimento alla prossima seduta del Consiglio Regionale fissata per il 23 dicembre.

A far maturare la decisione del rinvio ha concorso certamente l’azione costante di e-mail inviate dai comitati e dai cittadini, ma ha pesato anche la presenza al presidio di amministratori di Comuni lombardi.  Il relatore della legge ha letto in aula l’Appello del Coordinamento regionale acqua pubblica e le ragioni della Manifestazione del 13 novembre; alcuni consiglieri dell’opposizione hanno letto in aula durante i loro interventi i messaggi di protesta inviati via e-mail da oltre 3 mila cittadini.

Nel merito delle obiezioni al provvedimento, le preoccupazioni sottolineate dai Consiglieri sono state quelle relative all’esproprio ai Comuni della titolarità del servizio idrico, all’obbligatorietà della messa a gara della gestione dell’acqua, alla mancata salvaguardia delle gestioni affidate a società totalmente pubbliche.

A questo punto, in preparazione della prossima seduta del 23 dicembre, si rende necessaria, accanto all’azione di monitoraggio e di vigilanza dei comitati e dei cittadini, una forte mobilitazione dei Sindaci nei confronti del Consiglio Regionale e delle forze politiche ivi rappresentante, per rivendicare con forza la titolarità dei Comuni rispetto ai modelli di affidamento e di gestione dei servizi idrici.

Il rinvio del voto tiene conto anche della possibilità che venga prorogata la soppressione delle Autorità ATO, anche in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Veneto.

Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

 

Milano – acque all’arsenico? Vero pericolo o solo allarmismo? Domani scriviamo alla Regione per fermare la privatizzazione

Acquaarsenico10

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato Milanese Acqua Pubblica ritiene che le notizie di stampa sulla presenza di alte concentrazioni di arsenico rilevate a Milano (Corriere della sera di oggi), e le polemiche degli ultimi giorni sulla mancata concessione della deroga dell’Unione europea, possano determinare nei milanesi un ingiustificato allarmismo e una diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto.

L’arsenico rilevato da ARPA Lombardia nel sottosuolo dell’area Garibaldi-Repubblica nulla ha a che vedere con l’acqua erogata dall’acquedotto, i cui dati confermano la buona qualità e il rispetto dei limiti europei, ma riguarda l’ennesima mancata bonifica di terreni soggetti a piani di recupero con la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e commerciali.

La qualità dell’acqua distribuita a Milano e provincia da aziende interamente pubbliche è fuori discussione. La diffusione di notizie quantomeno ambigue può – forse vuole – creare allarmi ingiustificati proprio nel momento in cui il consiglio regionale lombardo si prepara a discutere la proposta della maggioranza di  accelerare l’approvazione di una legge che favorisce i processi di privatizzazione.

Il controllo della qualità che è giornalmente verificato a Milano e provincia non è evidentemente eseguito con analogo scrupolo da parte di altri gestori privati o pubblici che siano. Rispetto a queste gestioni i rilievi da parte europea sono ampiamente condivisibili e segnalano, con  l’inaffidabilità delle gestioni, la necessità del controllo diretto da parte dell’utenza della qualità dell’acqua che esce dai rubinetti.

La volontà della giunta di chiudere al più presto la partita sull’acqua non trova giustificazione e contrasta con la richiesta espressa dai cittadini lombardi con  240.000 firme  -1.400.000 a livello nazionale – di esprimere  la propria volontà nei referendum contro la consegna ai privati della gestione degli acquedotti.

A sostegno della civile battaglia in difesa del bene comune acqua nella mattina di martedì 30 si terrà un presidio davanti alla sede della Regione in via Fabio Filzi. 

Il Comitato Milanese Acquapubblica

Il coordinamento regionale Lombardo dei comitati per l'acqua pubblica invita tutti a mandare un’ EMAIL ai Consiglieri Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
Concentriamo la spedizione delle email il giorno: 
LUNEDI’ 29 NOVEMBRE, in modo da intasare la posta dei Consiglieri. 

 

TESTO DELLA EMAIL DA INVIARE AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


Egregio Consigliere,

     apprendiamo che il giorno 30 novembre p.v. verrà discusso e messo in votazione in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 57 inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
L’attuazione delle modalità di affidamento dei S.I.I., così come previste dal PDL, obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.

Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia(www.acquabenecomune.org). Riteniamo pertanto inopportuno che la Regione adotti provvedimenti prima del voto dei Referendum, tenuto presente che per la soppressione degli ATO la scadenza è fissata al marzo del 2011.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. 

A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto sottrarranno ai Comuni (ovvero agli Enti più vicini ai cittadini) le competenze decisionali in tema di governo e gestione di un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando quel modello di federalismo e di autonomia finora riconosciuto ai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo alla S.V. di:

  • non approvare le modifiche introdotte con il Progetto di Legge n. 57, per le parti in cui si esautorano i Comuni delle competenze in materia di governo dei servizi idrici (modifiche artt. 47 e 48) e in cui si applica il Decreto Ronchi (modifiche art. 49);
  • mettere in votazione gli emendamenti presentati dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica, finalizzati ad evitare i seguenti effetti:

– l’espropriazione ai Comuni del ruolo decisionale in materia di servizi idrici;

– il rischio di privatizzazione della gestione dei servizi idrici.

Il testo con gli emendamenti è scaricabile dalla pagina web:

www.contrattoacqua.it/public/up//Vertenze%20territoriali/Acqua_Lombardia_PDL57_audizione_def.pdf

 

Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

NOME COGNOME  _____________ 

 

—————————-

INDIRIZZI EMAIL:

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alessandro.alfieri@consiglio.regione.lombardia.it

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carlo.spreafico@consiglio.regione.lombardia.it

gabriele.sola@consiglio.regione.lombardia.it

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stefano.tosi@consiglio.regione.lombardia.it

pierluigi.toscani@consiglio.regione.lombardia.it

sante.zuffada@consiglio.regione.lombardia.it

stefano.zamponi@consiglio.regione.lombardia.it

domenico.zambetti@consiglio.regione.lombardia.it

giuseppe.villani@consiglio.regione.lombardia.it

 

p.c.  roberto@circoloambiente.org 

 

 


 

Difendiamo la nostra acqua.

Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



 

 

Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

 

Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

Sabato 13 novembre 2010

dalle ore 10 alle ore 13

Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

 

 Cinzia Bascetta

 

MAILBOMBING lunedì 25 ottobre : NO alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia

Banner referendum

Dopo che ad agosto (con la mailbombing e il presidio davanti al Pirellone) siamo riusciti a bloccare le intenzioni della Regione Lombardia, il 26 ottobre la Giunta Formigoni intende di nuovo mettere in votazione il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Quindi anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.
Vi invitiamo quindi a mandare un'
EMAIL agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

Concentriamo la spedizione delle email il giorno LUNEDI’ 25 OTTOBRE, in modo da intasare la posta degli Assessori.
In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell'appello (se volete modificate l'oggetto, per evitare che cancellino l'email come spam).
Vi ricordiamo che il Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua sta organizzando per sabato 13 novembre una manifestazione a Milano.

______________________________

INDIRIZZI:

roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it

p.c.  roberto@circoloambiente.org

OGGETTO: NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

TESTO:

Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia

Egregio Assessore,
   ci riferiamo alle intenzioni della Giunta Regionale di approvare un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

COMITATO _________    oppure    NOME COGNOME

rif.: Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica – email: roberto@circoloambiente.org 

Assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua: prossimo passo la moratoria

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Si è conclusa l'assemblea tra le proposte l'istituzione di un osservatorio sugli usi sostenibili dell'acqua grazie alla collaborazione di tecnici, vista la recente scoperta della presenza di arsenico nelle acque laziali si è pensato di inserire la collaborazione delle università per la ricerca ed un convegno nazionale con cittadini, associazioni e tecnici che lottano per la salute.

L'assemblea,come movimento per l'affermazione dei beni comuni, ha deciso di partecipare alle manifestazioni del 16 ottobre della FIOM e allo sciopero nazionale della scuola del 15 ottobre inoltre parteciperà anche il 2 ottobre a Messina alla manifestazione contro il ponte sullo stretto.

Ma l'appuntamento più importante sarà il 4 dicembre per la Giornata dell'acqua. Il movimento chiederà la possibilità di votare per cui verrà chiesta una moratoria al parlamento per fermare il processo di privatizzazione in attesa che i cittadini si esprimano con il Referendum e proprio sulla questione Referendum il movimento chiede che la coalizione sociale italiana tutta si trovi unita.

Durante l'assemblea sono nati i seguenti gruppi di lavoro:

1 Comunicazione

2 Scuola

3 Democrazia partecipativa

4 Finanziamento servizio integrato

5 Moratoria

6 Formalizzazione del Comitato Tecnico

7 Funzionamento del Comitato Promotore e del Forum

I gruppi redigeranno un report che verrà pubblicato e alcuni andranno avanti a lavorare anche sulle questioni più spinose per trovare forme condivise, per capire come le voci territoriali possono stare in questo percorso.

A breve verranno comunicate le date delle riunioni del coordinamento del forum dei movimenti per l'acqua e del comitato referendario.

Nell'ambito dell'incontro del coordinamento verranno discussi anche i problemi di Puglia (che non ha mantenuto le promesse sulla pubblicizzazione) e Sicilia.

Un'altra idea emersa da questa assemblea è un convegno nazionale con appuntamenti anche regionali dei giuristi per supportare il processo interno alla corte costituzionale in merito ai quesiti referendari.

In cantiere anche una grande manifestazione nazionale il 19 marzo.

In conlusione l'appello dell'assemblea dei movimenti per l'acqua che verrà poi pubblicato dal forum dei movimenti nella sua completezza. In quest'appello viene sottolineato che con questa lotta c'è in gioco molto più del referendum sull'acqua, la vittoria può aprire in italia una stagione sociale nuova della democrazia e della partecipazione.

L'appello ribadisce che l'acqua è un bene comune e come tale va sottratta alle logiche del guadagno.

Il tempo è ora perché si scrive acqua e si legge democrazia!

di Cinzia Bascetta

Referendum Acqua bene comune: la due giorni dei forum a Firenze

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Ha avuto inizio oggi alle 12.00 l'assemblea nazionale dei movimenti per l'acqua. I comitati di tutta Italia sono impegnati in una due giorni a Firenze in cui si discuterà su come portare avanti la campagna referendaria.

Ad aprire l'assemblea un discorso di Oscar Olivera il leader della protesta di Cochabamba (Bolivia) dove attraverso una dura lotta nel 2000 sono riusciti a fare modificare la legge che privatizzava l'acqua. Intanto Confindustria, De Benedetti, il governo e la parte più nazionale del PD schierano le loro forze contro il Referendum è infatti già partita una grande campagna sui grandi media. Il sole 24 ore Il referendum che fa acqua  e ieri coro di no al referendum sull'acqua.Siamo sicuri che al sud, dopo la privatizzazione ufficiale della gestione del servizio idrico, qualcosa cambierà? A chi renderanno conto i privati al sud come al nord? Ai cittadini? 

Oggi pomeriggio a Firenze ci saranno le sessioni di lavoro

  1. Il futuro dell’acqua e’ nelle nostre mani – proposta di linee guida per la discussione nel gruppo di lavoro “vertenze territoriali, proposte e mobilitazioni nazionali” 

     

  2. Verso il referendum, costruiamo il quorum – Sessione I ore 14:00-16:30 – Campagna di autofinanziamento e formalizzazione comitato promotore. Sessione II ore 17:00-19:30 Campagna di comunicazione impostazione della campagna 

  3. Il governo e la gestione pubblica partecipata come nuovo modello per il servizio idrico – Sessione I ore 14:00-16:30 – Mercato o democrazia: la nuova via del pubblico partecipativo contro la privatizzazione e oltre il pubblico statalista, per l’affermazione della legalità e della giustizia sociale contro tutte le mafie. Sessione II ore 17:00-19:30 – Finanziamento del Servizio Idrico: ma da dove escono le risorse?

  4. Pianeta acqua – In tutto il pianeta è stata dichiarata una vera e propria guerra all'acqua, elemento fondamentale per la vita

Qui il programma assemblea completo.

Domani sarà possibile seguire l'intera plenaria su www.acquabenecomune.org dalle 09.30 alle 16.30.


In Lombardia si rischia la privatizzazione dell’acqua!

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I Comitati lombardi per l’acqua pubblica si mobilitano contro il progetto di legge della Giunta Regionale sui servizi idrici

 

Una mailbombing agli assessori e il 4 agosto un presidio davanti al Pirellone

 

Milano, 02 agosto 2010 – “Se la Giunta Regionale approverà il progetto di legge sui servizi idrici, in Lombardia avremo la totale privatizzazione dell’acqua”. È questa la denuncia del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica, che lancia un appello contro il disegno di legge che verrà discusso dalla Giunta Formigoni il prossimo 5 agosto, in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi che, di fatto, obbliga a cedere ai privati la gestione dei servizi legati all’acqua. Il rischio è che l’acqua di tutta la Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in particolare nella città e nella provincia di Milano, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che lo scorso 19 luglio, a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi, sono state consegnate in Cassazione 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila raccolte nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org), a dimostrazione che i cittadini non vogliono la privatizzazione dell’acqua.

Inoltre in Lombardia, negli scorsi anni, si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006, ottenendone la cancellazione e la sostituzione con una nuova legge che reintroduceva la possibilità dell’affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, i Comitati per l’acqua pubblica chiamano di nuovo alla mobilitazione tutti i Comuni lombardi, che rischiano, con l’approvazione del progetto di legge, di perdere le competenze in materia di acqua, visto che la Regione, riprendendo la norma nazionale che sopprime gli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), vorrebbe affidare la materia alle sole Province. In tal modo i Comuni, ovvero gli Enti più vicini ai cittadini, verrebbero esautorati dalle decisioni su un bene vitale qual è l'acqua, cancellando il federalismo comunale tanto sbandierato dalla Lega Nord.

Ma in particolare il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica chiama all’azione i cittadini, attraverso due azioni di pressione nei confronti della Giunta Regionale: una mailbombing agli assessori regionali [vedasi testo in calce] e un presidio di fronte al Pirellone il prossimo 4 agosto alle ore 17,30, nel tentativo di far desistere la Giunta Formigoni dall’approvazione del progetto di legge.


Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

info stampa: Roberto Fumagalli  - email: roberto@circoloambiente.org

 

 

TESTO DELLA MAIL DA INVIARE AGLI ASSESSORI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


Egregio Assessore,
   apprendiamo dalla stampa che il giorno 5 agosto p.v. verrà discusso e messo in votazione in Giunta Regionale un
Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè
obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti
con l'applicazione del Decreto Ronchi Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

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