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Acqua pubblica. Diffida contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia!

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I Comitati acqua pubblica della Lombardia diffidano i Presidenti delle Province, in attesa dei Referendum per l’acqua.

Milano, 28 marzo 2011  –  “Diffidiamo i Presidenti delle Province della Lombardia ad avviare la privatizzazione dell’acqua!”. E’ questa l’azione intrapresa in queste ore dal Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica che, attraverso i Comitati territoriali, ha intimato alle Amministrazioni Provinciali della Lombardia di sospendere l’applicazione della legge regionale sui servizi idrici, almeno fino allo svolgimento dei Referendum nazionali contro la privatizzazione dell’acqua.  Infatti la legge regionale, approvata lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Regionale lombardo, prevede l’applicazione del decreto Ronchi (che obbliga i Comuni a mettere a gara la gestione dei servizi idrici e pertanto a privatizzarli), contro cui è stato indetto il Referendum abrogativo, che verrà votato in tutta Italia il 12 e 13 giugno (www.referendumacqua.it ). Quello che i Comitati acqua vogliono evitare è che in Lombardia (unica regione d’Italia ad aver approvato una legge che recepisce il decreto Ronchi!) si decida di svendere la gestione degli acquedotti pubblici, ancor prima che i cittadini si esprimano col voto dei Referendum.

I Comitati acqua diffidano inoltre i Presidenti delle Province ad avviare le procedure per la costituzione degli Uffici d’ambito, ovvero i nuovi organismi provinciali in materia di servizi idrici, formati solamente da un Consiglio di Amministrazione. Gli Uffici d’ambito sostituirebbero le esistenti Autorità d’ambito (A.ATO), formate invece dai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale. Il rischio, in questo caso, è che le competenze e le decisioni in materia di servizi idrici (investimenti da realizzare, tariffe, modalità di affidamento delle gestioni, ecc) vengano passate tout court dai sindaci alle province, espropriando di fatto i comuni dalla possibilità di decidere sui destini di un bene primario qual è l’acqua. La richiesta di soprassedere alla costituzione degli Uffici d’ambito discende anche dal D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato in data odierna, che proroga la soppressione delle A.ATO fino al 31 dicembre 2011.

Si ricorda inoltre che la norma regionale sull’acqua è stata stoppata anche dal Governo; infatti lo scorso 23 febbraio il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’impugnazione per incostituzionalità di una parte della legge lombarda, che dovrà pertanto ritornare in Consiglio Regionale per essere modificata.

Alla luce di quanto sopra, i Comitati lombardi chiedono di congelare ogni decisione sui destini dell’acqua, almeno fino allo svolgimento dei Referendum

La campagna referendaria è stata avviata sabato 26 marzo con la partecipatissima Manifestazione nazionale, che ha visto 300 mila persone sfilare per le vie di Roma a difesa dell’acqua pubblica. I Comitati per l’acqua invitano pertanto tutti i cittadini ad andare a votare il 12 e 13 giugno per i 2 Referendum sull’acqua, allo scopo di sottrarre i servizi idrici dalle mani del mercato e della speculazione finanziaria.

Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica

info: Roberto Fumagalli – email: roberto@circoloambiente.org 

 

Acqua pubblica. I comitati per l’acqua mentono?


 

Comunicato stampa del Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune:

Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune apprende con sdegno la bocciatura alla Camera delle mozioni che intendevano unificare la data dei referendum con quello delle elezioni amministrative. Si tratta di un atto gravissimo, che in un periodo di tagli indiscriminati alla scuola, alla sanità e alla cultura rischia di bruciare 400 milioni di euro se il Consiglio dei Ministri procederà con il non accorpamento. Il Comitato Referendario metterà in campo tutte le azioni necessarie per chiedere al Governo di riconsiderare l'Election Day.

Questo il comunicato stampa emesso dal comitato referendario per l'acqua pubblica a seguito della bocciatura dell' election day per un solo voto! Quello del radicale Marco Beltrami che ha votato No in quanto è contro al concetto di quorum e, secondo lui l'abbinamento dei referendum alle amministrative è un sotterfugio per raggiungerlo… E mettere un referendum il 12 giugno che cos'è se non un sotterfugio per scongiurare invece il raggiungimento del quorum? C'è qualcuno che giustamente si domanda perché il governo preferisce caricare sulla spesa pubblica altri 400 milioni di euro in tempi di crisi piuttosto che accorpare elezioni amministrative e voto referendario.

L'enorme successo avuto dai comitati per l'acqua, tale da riuscire a raccogliere un milione 400 mila firme in un paio di mesi spaventa il governo che teme un successo del referendum.  Ma i comitati devono il loro successo ad una menzogna? Secondo Ronchi e Brunetta sì. Lo hanno affermato l'8 marzo a Roma in occasione del convegno "Acqua Pubblica, Servizi di qualità" organizzato dal PDL e sponsorizzato da Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua, già famosa per le “efficienti” gestioni dell’acqua ad Aprilia, in Calabria, in Piemonte, Liguria ed Emilia… 

Durante il convegno Ronchi afferma che la sinistra fa demagogia quando dice che loro vogliono privatizzare l'acqua e toglierla ai cittadini. Inoltre afferma che il successo sarebbe dovuto al fatto che i telegiornali hanno fatto passare solo le informazioni di una parte, quella dei comitati. Sarà stata colpa di Fede o di Minzolini? Chi dei due ha tramutato la bugia dei comitati in verità? Lui stesso ammette che tra le persone che hanno firmato per i referendum ci sono persone di destra, di centro e di sinistra però chiama erroneamente questo referendum il referendum di Di Pietro e della sinistra ed aggiunge che se vincerà si fermerà l'Italia, tanto per fare un po' di terrorismo. E' necessario precisare che i comitati sono apartitici, i partiti non ne fanno parte, Di Pietro aveva proposto un quesito che non è stato approvato, i quesiti approvati e che potremo votare vengono dai comitati per l'acqua. In conclusione Ronchi afferma che questa legge abbasserà le tariffe e migliorerà il servizio perché promuove l'efficienza contro il sistema invece corporativo in negativo delle municipalizzate.

Il ministro Brunetta rafforza questa teoria raccontando una sua versione di come nascono le municipalizzate. A fine '800 dice, l'internazionale socialista stabilisce quali sono i beni salari: energia, trasporti, gas, acqua, latte e pane ma il mercato non era in grado di offrire prezzi competitivi. Nascono così le municipalizzate che diventano però strumenti di potere e vittime di clientelismi. Ad un certo punto viene perso il controllo e degenerano in S.p.A. Uno dei fini delle partecipazioni dei comuni, secondo il ministro, è quello di scavalcare le regole di assunzione. A quel punto tutti i dipendenti della partecipata diventano dipendenti comunali. Le municipalizzate sarebbero per cui un modo per distribuire potere e ricavi. Conclude accusando i comitati di essere falsi e di aver fatto molta presa sulla gente con lo slogan "Vi stanno togliendo l'acqua" per questo per loro è difficile spiegare alla gente che non è vero attraverso i tecnicismi della legge…

Di fronte a certe affermazioni mi sono andata un po' a documentare. Mi sembrava strano dover considerare Ronchi e Brunetta al convegno di Veolia i nostri "salvatori della patria". 

La vera storia dell'acqua:

Fino agli anni '70 l'acqua era considerata un bene comune, una risorsa da condividere e da preservare e soprattutto l'accesso all'acqua doveva essere concesso a tutti. Negli anni '80/'90 a causa dell'aumento dei consumi, dell'aumento dell'inquinamento e dell'eccessivo sfruttamento delle risorse della terra l'acqua potabile diminuisce e sotto la spinta delle Nazioni Unite viene annullata la natura dell'acqua come "res nullius" per affermare il principio di acqua come "bene economico".  Lo sviluppo fondato sulla crescita economica ha visto il trionfo di processi produttivi fondati su un consumo crescente delle risorse idriche e sull'esproprio delle risorse naturali alle comunità locali al tempo stesso gli Stati non hanno contrapposto nessun controllo al dominio delle multinazionali. L'eccessiva urbanizzazione ha fatto crescere i consumi ma anche attività industriali poco sostenibili come i prelievi forzosi delle risorse idriche a favore dell'irrigazione di agricoltura intensiva monocolturale per produrre reddito. La gestione del ciclo dell'acqua viene sottratta alla natura per essere affidata al controllo della scienza ed alle regole economiche del mercato. Con le conferenze internazionali di Dublino e Rio de Janeiro del 1992 al concetto di acqua come risorsa naturale viene associato quello di "bene economico" e parallelamente l'accesso all'acqua da diritto naturale viene de-rubricato a "bisogno" e a "bene economico". In pratica nel momento in cui l'acqua viene prelevata dalla natura per essere trasformata in acqua potabile è necessario rimborsare i costi sostenuti e quindi pagare un prezzo per l'utilizzo, condizione che diventa un pre-requisito necessario per avere accesso all'acqua potabile. Da bene naturale si passa a bene economico quindi soggetto alle regole del mercato ed offerto sulla base di una tariffa. L'acqua viene quindi trasformata in un bene comune a rilevanza economica e quindi in una merce. Una merce che può essere stoccata  e venduta oppure trasformata in un servizio, quello che garantisce il profitto maggiore qualunque sia: la produzione di energia elettrica o del bio etanolo ad esempio. 
I privati si sono subito attivati per sfruttare il nuovo traffico nella gestione delle risorse idriche e la maggiore richiesta ignorando le conseguenze di un atteggiamento distruttivo nei confronti delle risorse naturali e dell'ambiente. Invece di proporre politiche di rigenerazione delle risorse idriche propongono modelli tecnici sempre più costosi e che richiedono ulteriori investimenti di capitali. Proprio i rappresentanti degli stati hanno accolto il principio che l'acqua fosse assoggettata alle regole del mercato nel 2000 all'Aia in occasione del secondo Forum Mondiale dell'Acqua. E' importante sottolineare che questi forum sono organizzati dal Consiglio Mondiale dell'Acqua, istitutuzione privata creata dalle principali compagnie multinazionali con il sostegno della Banca Mondiale e di alcuni stati tra i quali la Francia.

Nel XIX secolo gli stati occidentali avevano conferito ai servizi idrici la natura di un "sevizio pubblico di interesse generale". I governi attraverso la fiscalità generale traevano le risorse per gli investimenti per acquedotti, dighe, opere di adduzioni e potabilizzazioni necessarie per garantire l'accesso a tutti. Oggi invece è stato accettato il principio del full recovery cost, cioè della presa a carico dei consumatori-utenti non solo di tutti i costi necessari per garantire acqua di buona qualità, ma anche la remunerazione del profitto. C'è da fare una considerazione molto semplice. Le tasse si pagano in base al proprio reddito e la gestione pubblica non ricerca profitti, la tariffa imposta dai soggetti privati che devono fare profitti non viene commisurata ai redditi.  

Le multinazionali private, attraverso la promozione dei forum mondiali sull'acqua, pilotano le politiche di gestione della risorsa. Promuovono in questo modo come unica soluzione più efficace, quella di conferire al mercato la ricerca delle soluzioni, sulla base della convinzione che la tecnologia, la finanza e il mercato sono in grado di rispondere ai bisogni crescenti. Le risorse finanziarie per garantire acqua di buona qualità vengono acquisite sul mercato finanziario internazionale. Nel 2000 la Banca svizzera Pictet lancia il primo fondo internazionale specializzato in investimenti sull'acqua. Oggi esistono fondi svizzeri, americani, canadesi, belgi e italiani. Il livello dei profitti garantiti dai fondi di investimento, soprattutto di quelli speculativi che investono nelle imprese idriche è stato del 94% come il rendimento triennale del fondo della Merrill Lynch. In conclusione possiamo dire che le banche e le multinazionali private hanno diffuso la menzogna che la gestione dell'acqua da parte dei privati garantisce una gestione efficiente ed efficace della risorsa mentre la gestione diretta da parte degli enti locali e aziende pubbliche non è in grado di rispondere alle sfide e richieste del mercato mondiale.  
In Italia consumiamo in media molta più acqua degli altri paesi europei e la gestione industriale dell'acqua spinge il gestore a far consumare quantitativi maggiori di risorse per accrescere i margini di profitto. I comitati "bugiardi" attraverso proposte concrete promuovono una gestione a livello locale delle risorse idriche che limita gli sprechi e gli abusi. Non tutti sanno che i metodi di irrigazione in uso nel nostro paese provocano uno spreco del 40% dell'acqua utilizzata e che la percentuale d'acqua usata per l'agricoltura è il 60% del consumo totale. Molti paesi recuperano l'acqua piovana, noi laviamo le strade con l'acqua potabile… Nel nostro paese l'abbondanza di risorse idriche e la mancanza di una cultura dell'acqua ha fatto sì che negli ultimi vent'anni siano stati fatti pochissimi investimenti per la manutenzione degli impianti e delle reti di distribuzione ma è sbagliato pensare che i privati nella loro corsa al guadagno siano disposti ad investire nella manutenzione. Molte sono le proposte, aggiungo anche una mia considerazione: i sistemi di condizionamento utilizzano tantissima acqua, gli edifici costruiti con materiale bio-edile e tecniche di ventilazione naturale non necessitano di questi impianti perché la traspirazione naturale rinfresca gli ambienti. Tutte queste cose però non portano guadagni alle Banche ed alle multinazionali private. E per finire le municipalizzate non sono divenute S.p.A. perché si è fantomaticamente perso il controllo, come sostiene Brunetta, bensì proprio grazie alla politica internazionale delle multinazionali private appoggiate dai governi che negli anni '90 hanno emanato le leggi di riforma della Pubblica Amministrazione le quali prevedevano che i servizi “di rilevanza economica e imprenditoriale” fossero gestiti in modo autonomo e secondo logiche imprenditoriali. La normativa facilitava e stimolava la conversione delle aziende speciali in S.p.A., che diventava quindi la forma preferenziale di gestione dei servizi pubblici locali. Come sancito negli stessi anni dalle  suddette conferenze internazionali (o multinazionali) di Dublino e Rio de Janeiro. Fatti due calcoli, chi è che porta avanti un inganno a danno dei diritti inalienabili dell'uomo?

di Cinzia Bascetta

fonti
"Fatti d'acqua. Buone pratiche individuali e collettive" autore Rosario Lembo Contratto Mondiale sull'acqua 2007

http://www.rosarioberardi.it/blog/PARTECIPATE.html

La consulta approva due quesiti sull’acqua ed uno sul nucleare!

Consulta
Dei quesiti sull'acqua sono stati approvati il primo ed il terzo:

il 1° quesito riguarda l'abrogazione dell'art. 23 bis (Decreto Ronchi) che obbliga alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Il 3° riguarda l'abrogazione dell'articolo di legge che consente la remunerazione del capitale investito (ovvero i profitti sull'acqua).

Ottima la notizia anche sul referendum che vuole abrogare 70 norme della legge 99 del 2009 per sbarrare la strada al nucleare e l'ammissibilità del quesito sul legittimo impedimento.

Ora i comitati s'impegneranno per convincere 25 milioni d'italiani ad andare a votare.

L’acqua in bottiglia…. e stop al consumo del territorio

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L’appuntamento si aprirà con la partecipazione di

DOMENICO FINIGUERRA http://domenicofiniguerra.it/
(Sindaco di Cassinetta di Lugagnano – co-fondatore del Movimento Nazionale “STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO”)

di seguito
LUCA BASSANESE http://www.lucabassanese.com         http://www.lucabassanese.com/drupal1/it/node/348
presenterà in forma spettacolo il suo nuovo libro (disponibile anche in formato audiolibro) dal titolo
“RACCONTI DI UN VISIONARIO”  ed il nuovo CD dal titolo  “IL FUTURO DEL MONDO”  voce, recitato, chitarra, effetti sonori, stelle cadenti, bolle di sapone, coriandoli magici….

inizio ore: 21:00
AUDITORIUM ALDO MORO, Via Varzi 31,
 Arese..
VENERDI 28 GENNAIO 2011

Organizzato da:
InFormazione InMovimento a Legnano ed Arese
http://informazioneinmovimento.wordpress.com/

e in collaborazione con:
Comitato de La Conquista del Buonsenso
l’associazione le Nuove Giornate di Milano
Gruppo Anticasta.org Milano

 

La Regione Lombardia ingrana la marcia ed approva il PDL 57/62 per fare dei bei regali di Natale ai privati

Oggi pomeriggio alla ripresa dei lavori del consiglio, dopo la pausa pranzo, l'aula si presentava così.

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Del PDL non c'era quasi nessuno, l'opposizione stava presentando i suoi OdG. Ad un tratto il presidente Boni interrompe la consigliera Cremonesi e rivolgendosi ad un'altra persona dice seccato "non si viene a mendicare la firma, sto cercando di dare un'immagine a questo consiglio" L'ho sentito più volte riprendere duramente i consiglieri e persino i giornalisti per il fastidioso brusio e chiacchiericcio. 

Il consigliere Bettoni dell'UDC nel suo intervento ricorda che l'acqua non è merce di scambio e che chi gestirà il servizio idrico lo farà non per beneficienza ma per un guadagno. E' perplesso di fronte a questa volontà di accelerare l'approvazione della legge regionale nonostante l'approvazione del decreto mille proroghe che posticipa la scadenza degli ATO di un anno.

Sono perplessa anch'io per quello che ho visto. Arriva il momento del voto ed il presidente Boni fa cercare Ponzoni e Spreafico, che fanno parte dell'ufficio della presidenza e devono fare da segretari ma non si trovano allora chiama la Minetti in sostituzione, Penati è presente.

I consiglieri dell'opposizione chiedono la verifica del numero legale e si procede alla votazione del primo emendamento, votano per alzata di mano e l'emendamento di Giulio Cavalli viene respinto.

Altra verifica del numero legale, richiesta sempre dall'opposizione, risultato 34, il numero legale non c'è e Boni sospende la seduta per 5 minuti, la Minetti si aggiusta il trucco, poi la seduta riprende e Boni annuncia l'apertura del voto, Zamponi (IDV) fa notare che si dovrebbe prima verificare il numero legale ma il presidente sorvola su questo dettaglio e dice che visto che nessuno lo ha richiesto appena entrati lui non è tenuto a farlo e così un altro emendamento respinto da PDL e Lega.

Alla votazione successiva Zamponi chiede la votazione per appello nominale (si accendono le lucine rosse e verdi sul tabellone e vengono messi agli atti i nomi di chi vota contro o a favore). 

Si susseguono una serie di votazioni in cui l'opposizione chiede ripetutamente la verifica del numero legale, IDV e SEL chiedono la votazione nominale ed il PD il voto segreto. 

Ad un certo punto il numero risulta 38 (il minimo per essere valida la seduta è 39) però Boni dice che il numero è legale perché mancavano Penati ed un altro, sempre della presidenza, all'appello in quel momento ma che erano presenti. Si vota: 40 no e 5 sì. Domanda: il 39° ed il 40° no di chi erano?

La verifica del numero legale viene fatta premendo il pulsante di voto, chi non voleva appariva non premeva il pulsante senza che fosse necessario uscire dall'aula. Come mai Boni dà per scontato che Penati sia presente anche se non preme il pulsante? Per il senso di responsabilità verso l'ufficio di presidenza di cui Penati fa parte?

Ad ogni votazione il relatore della legge dà prima il suo parere che in realtà è una vera e propria indicazione di voto. Si alza in piedi e dice ad esempio "parere negativo, si vota NO, pulsante rosso" ed i consiglieri di maggioranza ubbidiscono.

Il consigliere Galli, capogruppo Lega Nord, dopo l'ennesima verifica del numero legale, questa volta 37 e la sospensione della seduta per andare a cercare i dispersi, redarguisce i consiglieri del PDL e annuncia che se per la loro leggerezza mancherà ancora il numero legale il suo gruppo lascerà l'aula. 

Il ping pong tra richiesta voto nominale e voto segreto continua ma tra IDV e PDL che prende il posto del PD nel richiedere il voto segreto.

Alle 16.20 arriva Formigoni, forse per garantire il numero legale? Le votazioni proseguono per alzata di mano, ad un certo punto, forse perché non è pratico o forse perché sono abituati a dare parere contrario agli emendamenti dell'opposizione, Formigoni sbaglia e vota no dopo che Saffioti, (relatore) aveva dato parere favorevole…

Si passa alla votazione degli articoli.

Art. 1 votato per alzata di mano, una curiosità, Saffioti dà parere negativo su di un emendamento firmato da lui stesso….?

Si arriva all'articolo 3, che toglie la competenza ai comuni, a questo punto l'opposizione annuncia che la responsabilità di quest'approvazione deve ricadere tutta sulla maggioranza ed abbandona l'aula, resta Penati che dice di restare per dovere verso l'ufficio di presidenza di cui fa parte.

Inizia una sequela di votazioni in fretta e furia per alzata di mano nelle quali molti non alzano più nemmeno la mano, intanto Formigoni ha lasciato l'aula, e la legge viene approvata.

Conclude un consigliere della Lega dicendo che sono state dette molte bugie in aula, che l'acqua non viene privatizzata perché sia l'acqua che la rete idrica restano pubbliche e che su 5 membri dell'ufficio d'ambito (che sostituisce gli AATO) 3 saranno dei comuni ed il loro parere sarà vincolante per gli investimenti e la tariffa ma per quanto riguarda la gestione l'ente pubblico potrà essere aiutato dai privati e qui mi tornano in mente le parole di Bettoni "il privato non fa beneficienza ma cerca guadagni".

Voglio ricordare però che l'assemblea degli AATO era composta da tutti i sindaci di quell'ambito territoriale e dal presidente della provincia, ora si giocherà in 5 e, non meno importante, che la legge 57/62 non riguarda solo l'acqua ma anche la gestione dei rifiuti, del sottosuolo e dell'energia.

Alla fine l'aula era così.

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di Cinzia Bascetta

P.S. E' stata respinta anche la richiesta dell'opposizione, su proposta dei comitati per l'acqua, di posticipare di 6 mesi l'entrata in vigore del Pdl 57 per attendere il Referendum ed il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso della Regione Veneto.

Ri-mobilitiamoci per l’acqua in Lombardia

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Domani, 22 dicembre la giunta lombarda cercherà nuovamente di far approvare la legge regionale che toglie la gestione dell'acqua ai comuni per dirigerla verso la privatizzazione, come il 13 occorre mobilitarsi nuovamente, non mollare perché la posta in gioco è troppo alta e se molliamo adesso, avremo fatto tutto inutilmente. La partita è difficile ma dovremmo almeno provarci. Il presidio si terrà dalle 10.30 alle 17.00. Sarebbe meglio alternarsi per garantire sempre la presenza di qualcuno. L'e-mail ricevuta dal comitato:

Ciao a tutti/e,
 
abbiamo saputo solo pochi minuti fa che il giorno stabilito per la discussione della legge regionale sarà il 22 dicembre.
 
Non sappiamo però l'orario, perciò per ora  proponiamo di fare un presidio continuato tutto il giorno, dalle 10.30 alle 17.00.
 
Il ritrovo sarà dalle ore 10.30, in via Filzi 22. Per questo chiediamo a tutti i comitati regionali, provinciali e cittadini di farci sapere la loro disponibilità ad essere presenti e in quali orari possono essere disponibili per provare a coprire tutta la giornata.
 
Fateci sapere come riuscite ad organizzarvi.
 
Roberto è fuori Italia fino a metà gennaio quindi per informazioni chiamate il Comitato Italiano allo 0289056946 oppure rispondete direttamente all'indirizzoubc@contrattoacqua.it.
 
Grazie mille.
 
Cristina
Comitato Italiano contratto Mondiale sull'acqua Onlus

Referendum acqua, via libera della Corte di Cassazione

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COMUNICATO STAMPA

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.

Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi.

Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.

 

Roma, 9 dicembre 2010

– 

Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica

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Genova, 4 dicembre I rifiuti come l’acqua, spese al Pubblico profitti ai Privati


 

Ieri a Genova come in tante piazze d'Italia si sono tenute manifestazioni in difesa del bene comune più prezioso: l'acqua. Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino, ha ricordato che il decreto Ronchi non parla solo di acqua ma anche di altri servizi come ad esempio i rifiuti. Presto il 40 % di Amiu andrà in mani private e ciò non rassicura i genovesi sui quali incombe sempre di più la minaccia del gassificatore. Un impianto che dovrebbe ergersi sulla collina di Scarpino, sopra l'attuale discarica. Felice fa notare ai genovesi che non lo sapessero che quella collina era chiamata Pria Scugente ossia pietra scivolosa, questo significa che è già pericoloso usarla come discarica, figuriamoci costruirci sopra un gassificatore. Impianto che dovrebbe incenerire ciò che resta della raccolta differenziata, (che non è mai partita seriamente a Genova) oppure tutto ciò che arriva a Genova dalla Liguria e da tutta Italia….  Ma se la discarica che l'amministrazione comunale chiama "sicura" è costruita sulla pietra scivolosa…. il gassificatore sarà poi così sicuro?

di Cinzia Bascetta

4 DICEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA Moratoria subito!

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Con i movimenti, a Cancun e nel mondo, per la giustizia ambientale e sociale.

L’acqua deve essere pubblica perché ognuno di noi è fatto al 70% di acqua. L'acqua deve essere pubblica perché è il bene comune più prezioso al mondo. L'acqua deve essere pubblica perché non ha colore. L'acqua deve essere pubblica perché senza Lei si muore. L’acqua deve essere pubblica perché è un diritto di tutti, altrimenti è un privilegio. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di tutti… tutti ne avranno cura. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di pochi… si faranno solo gli interessi di quei pochi. L'acqua deve essere pubblica perché l'hanno già chiesto un milione e mezzo di cittadini italiani. L’acqua deve essere pubblica perché in paesi democratici e civili, la privatizzazione dell'acqua è fuori legge e vietata. L'acqua deve essere pubblica perché oggi in Italia ci sono 128 comuni con acqua fuori legge, fuorilegge perché con quantità di arsenico superiori al limite tollerabile, e quell'acqua guarda caso è privata. L'acqua deve essere pubblica perché non è una merce e se uno è contrario a che l’acqua sia un bene pubblico e di tutti, è perché ha interessi personali forti e poco limpidi. L’acqua deve essere pubblica perché oggi, in Italia come nel Mondo, le società private aumentano le tariffe a piacimento e, se non puoi pagare, ti chiudono il rubinetto…anche se sei un anziano, anche se sei povero, anche se ne hai bisogno. L'acqua deve essere pubblica perché SI! Ecco, acqua bene di tutti!non dovrebbe nemmeno essere in discussione! L’acqua deve essere pubblica perché le nuvole, la pioggia ed i ghiacciai non hanno mai avuto padroni ed è l’acqua che connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. L’acqua deve essere pubblica perché tutti abbiamo il Diritto all'acqua e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. L’acqua deve essere pubblica perché non è sostituibile e non può essere trattata come una merce. L’acqua deve essere pubblica perché un privato pensa al suo profitto, non all’interesse comune. L’acqua deve essere pubblica perché il contrario di “pubblico” è il termine “segreto” e segreti sull’acqua non ce ne devono essere. L'acqua deve essere pubblica perché per le multinazionali esistono solo utenti non persone, solo contatori… e bollette. L'acqua deve essere pubblica perché altrimenti tutte le prossime guerre si combatteranno per l'acqua. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è il sangue della terra. L’acqua deveessere pubblica perché speculare sull’acqua è inaccettabile in una società civile. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è un Bene Comuneun Dirittoe non una merce! L'acqua deve essere pubblica perché è vita e la vita non può avere un prezzo. L'Acqua deve essere pubblica perché acqua sei tu… e sono ioL'Acqua deve essere pubblica perché si scrive Acqua… e si legge Democrazia!

Domani 4 dicembre manifestazioni in molte città italiane, la lista sopra riportata "in stile vieni via con me" redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica può essere letta durante le manifestazioni o declinata come preferite. Lista e impaginazione grafica sono scaricabili qui

– Ci sarà una diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood;

– Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia;

– Nei giorni scorsi il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (Un medico in famiglia – Boris). Il video, che sarà presentato nella manifestazione di Roma in Piazza Santi Apostoli può essere proiettato in tutte le piazze. Qui per vederlo su youtube, qui  per scaricare una versione da circa 100 mb in ottima risoluzione, qui il file audio del pezzo;


– Potete mandare le foto della giornata di sabato a ufficiostampa@acquabenecomune.org per fare una gallery della manifestazione nazionale.