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La casta milanese: una selva di incarichi e parentele

Sforza

Se uno volesse perdere un po’ di tempo per ricostruire la mappa delle cariche politiche nelle istituzioni e negli enti pubblici milanesi, si troverebbe di fronte a una complessa e intricata ramificazione, una specie di selva oscura che da anni si è sviluppata in tante direzioni, accrescendo continuamente il potere della cricca politico finanziaria, favorita anche al giro di parentele. I politici che occupano le poltrone di Regione, Provincia e Comune spesso si ritrovano nelle presidenze o nei CdA di società collegate alle istituzioni come Expo 2015 S.p.A., Ente Fiera, SEA, Infrastrutture Lombardia S.p.A., Aler Milano, Teatro alla Scala, università, musei e così via. Per non parlare poi di quelli che, avendo il dono dell’ubiquità, sono seduti in Parlamento europeo e nella Provincia di Milano, oppure contemporaneamente in Provincia e in Regione o in Regione e in Comune… le combinazioni del gioco sono molte e molto redditizie, visto che diversi politici, per esempio, sono radicati in Regione da 15/10 anni, a cominciare dall’ineleggibile presidente, indiscusso monarca ciellino del feudo/sanità lombarda.
Entriamo in questi meandri cominciando da Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale e consigliere provinciale; dal 2006 componente della Commissione permanente per l’innovazione tecnologica nelle Regioni e negli Enti locali istituita dalla Conferenza Unificata presso il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali. Dal 2006 è anche membro del CdA del Teatro alla Scala. Vice presidente vicario dell’Unione Province d'Italia (Upi) e membro del Comitato di pianificazione di Expo 2015. Enrico Marcora, consigliere regionale e consigliere provinciale, dal 2006 è membro del CdA dell’Università Bocconi, membro della giunta e del direttivo di ASSIMPRENDIL-Ance (Associazioni Imprese edili e complementari delle Province di Milano) e membro del Centredil, associazione regionale imprese costruzioni. Mentre Giulio Boscagli, cognato di Formigoni, ora assessore regionale, staziona in Regione dal 1996. E’ nel CdA del Museo della Scienza e della tecnica e nel CdA del Politecnico di Milano. Altro parente illustre Romano La Russa, fratello di Ignazio, assessore regionale. Consigliere regionale dal 1995, è stato la causa dell’espulsione da AN della collega Silvia Ferretto, ex moglie del vicesindaco di Milano De Corato, che nel 2009 aveva accusato Ignazio La Russa di favoritismo nei confronti del fratello: nel 2010, con buona pace di tutti, la Ferretto non è stata rieletta. Paolo Alli, assessore regionale e responsabile della segretaria particolare di Formigoni, è anche membro del CdA della società EXPO 2015 S.p.A. Alessandro Colucci, assessore regionale, in regione dal 2000, è anche dirigente dell’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) con la carica di responsabile dei rapporti esterni, istituzionali e internazionali. Stefano Maullu, dal 2000 in Regione, ora è assessore oltre che presidente della società Navigli Lombardi e dal 2006 dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale della Città di Milano che organizza il servizio idrico integrato della città. Raffaele Cattaneo, anch’egli assessore regionale, è presidente del Consiglio di Sorveglianza di Infrastrutture Lombardia S.p.A., membro del CdA della SEA S.p.A. (gestione aereoporti milanesi), coordinatore della gestione commissariale per l’emergenza rifiuti di Milano e Provincia. Altro assessore regionale Romano Colozzi, in Regione dal 1990, è anche membro del CdA di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Grazie al cognome che porta ora tra i consiglieri regionali abbiamo pure Renzo Bossi, figlio di Umberto.
Spostandoci a Palazzo Isimbardi troviamo Guido Podestà, presidente della Provincia, ma contemporaneamente deputato al Parlamento europeo, mentre Carlo Secchi, consigliere alla Provincia, è membro del CdA di EXPO 2015 S.p.A. . Paolo Altitonante è assessore provinciale e consigliere comunale, oltre che presidente di Napoli – Milano Metro Engineering S.r.l., controllata di MM.
A Palazzo Marino abbiamo Riccardo De Corato, deputato parlamentare e vicesindaco di Milano dal 1997 (!), invece Matteo Salvini e Carlo Fidanza sono deputati al parlamento europeo e consiglieri comunali. Tra i figli illustri c’è tra gli assessori del Comune di Milano il figlio di Paolo Pillitteri, Stefano Giovanni Pillitteri.
Molti consiglieri del Comune sono ai vertici di varie società, come Guido Manca presidente di Metroweb S.p.A, di cui è azionista A2A, che gestisce una rete con 2.255 km di infrastrutture e 5.100 km di cavi, corrispondenti a circa 263.000 km di fibre ottiche e controlla altri 1.000 km di cavi di lunga distanza. Giuseppe Bozzetti è presidente di Infrastrutture Lombarde S.p.A., Giulio Gallera è presidente di Fiera Food System S.p.A e vicepresidente dell’ANCI (Associazione nazionali comuni d’Italia). Carmelo Gambitta è invece vicepresidente del Consorzio Parco Nord, Aldo Brandirali è membro del comitato esecutico di S.A.C.B.O S.p.A, società controllata dalla SEA, Francesco Triscari è nei CdA di Aler Milano, di S.A.C.B.O e di CSI S.r.l., Alan Rizzi è vicepresidente di EXPO CTS, Marco Vagliati è nel CdA della Fondazione Adolfo Pini e Dirigente delle Ferrovie Nord, Natale Comotti è nel CdA di E.CO.POLIS soc. Coop, presidente del CdA della Cons. Residenze del Parco di Santa Giulia e consigliere della Coop. Rogoredo Sviluppo e Lav. A.E.M., Alessandro Fede Pellone è anche consigliere di Fiera Milano Congressi, Alberto Garocchio è nei CdA di P.I.M. e Fondazione Ist. C. Besta, Ettore Martinelli è nel CdA della Società Autostrada della Cisa S.p.A., Camillo Pennisi è nel CdA della Fondazione Stelline.
Da ultimo che dire di Giulio Stanca, deputato in parlamento, dal 1991 vicepresidente dell'Aspen Institute Italia e dal 2001 Presidente degli Aspen Junior Fellows, membro della Fondazione Italia Usa, amministratore delegato e vice-presidente di EXPO 2015 S.p.A.?

Se facessimo simili mappe in tutti i capoluoghi di regione e di provincia, quale mostruosa selva ci apparirebbe? C’è da rabbrividire al pensiero che, imprigionati dentro questa rete di potere, ci siamo tutti noi cittadini italiani e che i più non lo sanno o non lo vogliono sapere!

Di Annarosa Restifo Olivera

Emergenza rifiuti? La vera storia del secondo termovalorizzatore di Milano

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Alla presenza dei sindaci di Pieve Emanuele, Basiglio, Lacchiarella,Locate Triulzi, Noviglio e San Donato seduti con tanto di fascia tricolore nella tribuna del pubblico, a Palazzo Marino durante la …seduta del consiglio straordinario sul termovalorizzatore da realizzare in Milano, tenutasi lunedì 14 giugno, si è consumata una farsa che invece nulla ha di straordinario, dato che ormai le parole dei nostri politici sono fumo negli occhi per nascondere i fatti finanziario/mafiosi che muovono le scelte dei governanti. Il sindaco leghista di Opera, a nome degli altri sindaci presenti, il vicedirettore nazionale di Lega Ambiente, i consiglieri dell'opposizione hanno levato il loro no al folle progetto di un nuovo inceneritore che a Milano non servirebbe se si facesse una raccolta differenziata seria come la legge prevede, che non serve visto che in Lombardia ce ne sono già 11 e che siamo costretti ad importare rifiuti dal Piemonte per farli funzionare a pieno regime.Ma allora a chi serve? E dove si dovrebbe costruire se nessun comune lo vuole? E chi lo vuole? Una sola cosa è chiara: è la Regione Lombardia che deve rilasciare l'autorizzazione. Lo ha ribadito anche il vicesindaco De Corato che ha cercato di rassicurare tutti: "Non è stato deciso nulla, siamo ancora in una fase primordiale; è la prima riunione, pensate un po'!" La giustificazione che Milano venga sommersa dai rifiuti come Napoli nei prossimi anni se non si costruisce un secondo termovalorizzatore è una balla colossale, ormai lo abbiamo capito tutti! Che queste discussioni in comune non servano a niente, anche! Quello che ieri non è stato detto apertamente è che comunque si farà perché da tempo è stato deciso da Comune, Provincia e Regione con un micidiale gioco di rimpallo. Già nel 2004 l'allora sindaco Albertini aveva avviato il progetto di costruire un nuovo inceneritore all'avanguardia nella zona Ripamonti al confine con Opera per un costo di 200 milioni di euro, ma di fatto il progetto fu molto ostacolato. Dopo anni di discussioni, all'inizio del 2008 il Comune di Milano ritornò alla carica: prevedendo un aumento dei rifiuti, calcolato in 507 mila tonnellate annue entro il 2011, Silla II, il termovalorizzatore di Milano-Figino, non sarebbe stato più sufficiente. Il Comune chiese alla Provincia di inserire la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore nel Piano provinciale dei rifiuti approvato nel luglio 2007. La Provincia si limitò a riconoscere l'utilità del termovalorizzatore a patto che si integrasse in un piano volto a raggiungere l'autonomia nella gestione dei rifiuti, a incrementare la raccolta differenziata e il risparmio energetico, a ridurre le emissioni di gas nocivi. Questo piano provinciale dei rifiuti per il 2008-2011 che segnalava la necessità di un termovalorizzatore, senza tuttavia indicarne la localizzazione eventuale, perché non di sua competenza, fu approvato e mandato in Regione per le osservazioni previste dalla legge regionale. La Regione lo rispedì alla Provincia chiedendo di inserirvi la realizzazione di un termovalorizzatore nel Parco Sud. Il consiglio provinciale approvò il piano con le richieste della Regione ma escludendo che il nuovo termovalorizzatore venisse costruito nell'area sud di Milano. Allora la Regione procedette al commissariamento della Provincia sui rifiuti e Filippo Penati, nominato Commissario sui rifiuti, immediatamente firmò la delibera corretta secondo le prescrizioni indicate dalla Regione: sì all'inceneritore, sì nel Parco Sud di Milano. Nel maggio del 2009 la giunta regionale in una delibera toglie i vincoli alla collocazione di impianti di smaltimento rifiuti in aree protette, dando così il via libera al termovalorizzatore nel Parco Agricolo Sud. Nel 2009, durante la campagna elettorale delle provinciali prima e delle regionali dopo, il tema inceneritore scomparve dai dibattiti politici, anche per non urtare troppo la sensibilità dell'elettorato. Ma non appena Formigoni si è re-insediato nella poltrona che occupa da ben quindici anni, ecco che l'AMSA ha presentato in Regione il progetto per il secondo termovalorizzatore da realizzare nel Parco Sud di Milano, informando con una lettera i sindaci di Milano, Opera e Rozzano. Nel frattempo l'assessore comunale all'ambiente, Paolo Massari, prima di cadere in disgrazia per i suoi bollenti spiriti, ha dichiarato che i termovalorizzatori sono utili alla città e che fino a prova contraria l'area scelta da Amsa andava benissimo. Mentre Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, ha ribattuto che la scelta del sito era stata fatta dalla giunta Penati e che non si poteva buttare all'aria tutto il lavoro di chi aveva governato prima. Nel frattempo, il Consiglio di Amministrazione del Parco Agricolo Sud, di cui Podestà è presidente, ha sottoscritto un documento che dice no alla localizzazione dell'impianto nel Parco Sud. L'Amsa invece ha fatto sapere che non ci sono alternative alla realizzazione dell'inceneritore nel Parco Sud. E così arriviamo al consiglio straordinario di ieri. Ma che cosa c'è sotto a questo rimbalzo fra Formigoni, Penati, Podestà e Moratti? La risposta ieri era contenuta nell'arringa del consigliere Rizzo (Uniti per Dario Fo). Rizzo capisce le ragioni di Amsa a voler costruire il termovalorizzatore perchè possiedo azioni A2A e sono stato coinvolto in questa vicenda al termine del conferimento di AMSA in A2A. Però mi accontento di essere stato danneggiato allora quando si dava per scontato che il termovalorizzatore si dovesse fare perché aiutava ad arricchire la quota del Comune di Milano nella fusione delle società e di non pagare due volte facendo adesso magari un termovalorizzatore che non serve perché bisogna tenere aperta questa eventualità che altrimenti non giustificherebbe una sorta di imbroglio nei confronti dei piccoli azionisti di A2A. Che cosa ha voluto dire il consigliere Rizzo? Semplicemente che il termovalorizzatore è stato merce di scambio quando AMSA, che aveva inglobato poco prima AEM, è stata fusa alla fine del 2007 con ASM di Brescia in una società che nel gennaio 2008 è stata chiamata A2A S.p.A. Poichè in quell'accordo tra comune di Brescia, Amsa e Comune di Milano quest'ultimo rischiava di avere una quota inferiore, fu fatto un gioco di valutazione/svalutazione delle azioni e fu imposto ad Amsa di fare l'inceneritore che avrebbe compensato le casse del Comune. Sul sito di A2A vengono riportati i passaggi della fusione iniziata nel 2006:
18 dicembre 2006: i Consigli di Amministrazione delle società AEM e ASM approvano il Piano Industriale relativo al progetto di fusione.
4 giugno 2007: i CdA di ASM, AEM e AMSA approvano l'Accordo Quadro sulla struttura ed i principali termini dell'operazione. Nello stesso giorno viene sottoscritto tra il Comune di Brescia e il Comune di Milano l'accordo relativo alle linee guida riguardanti la fusione per le due amministrazioni.
25 giugno 2007: viene approvato dai CdA di ASM, AEM ed AMSA il Progetto di Fusione.
27 giugno 2007: l'operazione viene approvata da parte del Consiglio Comunale di Brescia.
23 luglio 2007: l'operazione viene approvata da parte del Consiglio Comunale di Milano
21 settembre 2007: i periti nominati dal Tribunale di Milano esprimono il parere di congruità sui concambi (1 azione ASM = 1,60 azioni AEM).
22 ottobre 2007: il progetto di fusione viene definitivamente approvato dalle Assemblee Straordinarie di ASM e di AEM; l'Assemblea ordinaria di ASM approva anche la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,11 euro per azione a favore dei propri azionisti.
19 dicembre 2007: l'Antitrust autorizza l'operazione
24 dicembre 2007: vengono stipulati l'asso di scissione di AMSA e gli atti di fusione di AMSA in AEM e di ASM in AEM
1 gennaio 2008: nasce la nuova società A2A

Di Annarosa Restifo Olivera

Chi siamo

Un sito che offre uno spaccato sulla politica e la società dal punto di vista di cittadini che si vogliono informare, parlando di temi spesso messi in secondo piano dai media perché scomodi ai gruppi di potere economici e politici. Per questo raccogliamo informazioni e le elaboriamo per arrivare ad una maggiore comprensione della rete di interessi che sono dietro le quinte delle scelte politiche.

Il fiato sul collo inizia a dare i suoi frutti!

 

Consiglio_140410

Venite a darci una mano e vedrete come trasformeremo Milano in un comune a 5 STELLE.
Cinzia scrive:
"Secondo me erano partiti con l'idea di dire NO all'inceneritore nel parco sud ma non erano partiti con una posizione netta contro l'inceneritore in genere infatti il loro OdG è stato corretto a penna, hanno cambiato da "l'opportunità di una diversa collocazione dell'impianto" a "verificare nuovamente la necessità di un ulteriore impianto". Qualcosa è avvenuto perché molti sono stati gli interventi che richiamavano in qualche modo la mia mail, Rizzati ha proprio citato delle cose  che avevo scritto e Ugliano ha parlato di Vedelago, siamo persino riusciti a mandare una mail al momento, per informare sul fatto che se Vedelago è un piccolo centro (come sostenuto da De Pasquale), la California invece con le sue città è una grande esempio di RIFIUTI ZERO e Majorino lo ha detto seduta stante, dicendo che glielo avevano suggerito dal pubblico. Oggi mi è sembrato di aver parlato in comune. " Penati in provincia non dice NO al cancro-valorizzatore, anzi lui stesso aveva approvato il piano rifiuti quando era presidente. Questo impianto era stato "concordato" tempo fa con A2A che ha "poi" inglobato Amsa infatti ieri il centro-destra era stupito di un tale "arretramento" del centro-sinistra, insomma non erano quelli gli accordi…

Sulla seduta del 14 giugno Tiziana Fabro fa importanti considerazioni e connessioni. A questo link potete leggere l'articolo e vedere il video sull'intervento di Penati (PD) in Provincia del 27 maggio che va in contrapposizione a quello di Majorino (PD) in Comune il 15 giugno quando dice che Milano tra due giorni non sarà Napoli e che non c'è una vera emergenza. Hanno cambiato idea?

http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2010/06/15/inceneritore_al_parco_sud_se_n.html

PS. I consiglieri sono così interessati al confronto che leggono il giornale durante gli interventi.

Qui l'OdG presentato dalla sinistra, ovviamente è stato bocciato.
Scarica OdG termovalorizzatore

Ora non possono dire che non lo sapevano

Lettera inviata a tutti i consiglieri il 13 giugno 2010.

Egr.
consiglieri,
dato l'argomento che verrà discusso domani dal consiglio comunale sento il
dovere civico di mandarvi questo documento. E' la traduzione di uno studio
effettuato dal professor Vyvian Howard, tossico-patologo di grande fama,
vi invito anche a prendere visione del suo eccezionale curriculum nelle prime
pagine del documento.

Il dott.
Howard spiega i danni causati dalle emissioni di particolati sulla salute
umana.
Spesso sentiamo parlare di PM10 e di PM2.5 ebbene se ci fermiamo qui abbiamo una
visione limitata perché la nostra aria è piena anche di UFP o nano particelle
il cui diametro è più sottile di un ventesimo di diametro di un capello, molto
di più, praticamente è grande come un virus che è più piccolo di un globulo
rosso, a volte è persino più piccolo di un virus. Studi scientifici, che
potrete leggere in questo documento, hanno dimostrato che è nelle particelle
più piccole che si trovano le maggiori concentrazioni di diossina. Il PM2.5 può
raggiungere le parti alveolari più profonde dei polmoni da dove se è solubile
entra nel sangue altrimenti viene fagocitato dalle cellule spazzine e
trattenuto nei linfonodi per anni….. ma le UFP non vengono riconosciute dalle
cellule spazzine e, come molti virus hanno la capacità di attraversare le membrane
biologiche inoltre si ritiene che la loro motilità all'interno del corpo sia
alta. Mia madre mi raccontava che in passato, nel suo paese, quando non si
conosceva la causa della morte di qualcuno si diceva "è morto di morte
subito" oggi potremmo diagnosticare molte malattie ma per molte facciamo
finta di non conoscerne le cause, perché aumentano i tumori? Le patologie
respiratorie e cardio-vascolari? Perché gli aborti di donne potenzialmente
sane? No signora lei non è trombofilica ha solo una mutazione MTHFR in
eterozigosi, ce l'ha il 30% delle donne italiane…. Due aborti avvenuti con le
stesse dinamiche di una trombofilica pur avendo solo una leggera
predisposizione si spiegano solo se è vero questo:

L’ipotesi
fatta da Seaton et al. [28] nel 1995 suggeriva che le particelle trattenute in profondità nei
polmoni provocano un’infiammazione che a sua volta rilascia sostanze chimiche
naturali nel flusso sanguigno, provocando così la coagulazione del sangue. Essa
intendeva spiegare i reperti epidemiologici che mostravano un aumento delle
malattie cardiovascolari in popolazioni soggette ad un esposizione al PM10 maggiore della media.

Milano
è una città in cui il PM10 e non solo, raggiunge livelli da capogiro.

Vi do
qualche altro dato: Miller et al.
hanno riferito un aumento del 1,76 del rischio relativo di morte da malattia
cardiovascolare per ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5
[57]. In paragone, uno studio della American Cancer Society ha
mostrato che ogni aumento di 10 μg/m3 nella concentrazione media di
PM2,5 era associato ad un aumento del 1,12 del
rischio relativo di morte
da malattia cardiovascolare
, del 1,18 per morte da cardiopatia ischemica
(la proporzione di morti più elevata), e del 1,13 per morte da aritmia, insufficienza
cardiaca, o arresto cardiaco [58].

 

Per non parlare
dei danni al feto, data la capacità delle UFP di interagire con il DNA e
la possibilità di nascere con predisposizioni alle patologie respiratorie. Per non parlare
del cancro ai polmoni, alla mammella, etc….. E del
Parkinson
, l'Alzheimer? Pensiamo
sempre che le cose accadano agli altri e mai a noi. Tutti voi lavorate a
Milano, tutti voi respirate quest'aria, le UFP non fanno distinzioni,
che cosa vi verrà?: il
Parkinson, l'Alzheimer, una patologia cardio-vascolare o un cancro? Io non lo
auguro a nessuno ma non dipende da me. Dipende da voi, avete la nostra/vostra
salute nelle mani, fate la scelta giusta. Non
fatevi ingannare se vi dicono che gli impianti moderni hanno meno emissioni dei
precedenti, sono più grandi e quindi il totale delle emissioni non si discosta
da quelli degli anni '90. E non
fatevi nemmeno ingannare dagli studi sulle concentrazioni di queste particelle
perché anche concentrazioni minime possono essere fatali inoltre vanno
considerate le reazioni chimiche che possono avvenire con altre sostanze. E
ricordate sempre che il PM10, il PM2,5 e le UFP viaggiano nell'aria per lunghe
distanze…

Ora lo
sapete, io m'impegnerò perché lo sappia più gente possibile e voi avrete la
responsabilità della scelta davanti ai loro occhi, ricordatevi sempre che
responsabili significa ABILI A RISPONDERE e voi dovete rispondere ai cittadini
che vi hanno votato.

Pubblicherò
questa lettera su tutti i gruppi facebook a cui sono iscritta, non solo Milano
a 5 stelle e chiederò a tutti di condividerla a loro volta, presto avremo anche
un sito, l'informazione in Rete non può essere fermata.

L'alternativa
all'incenerimento c'è e si chiama RIFIUTI ZERO. Alcuni esempi già esistenti:

http://www.centroriciclo.com/

http://www.youtube.com/watch?v=Y8GuPmr8zeY

http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/urp/brevecronistoria.pdf

A Milano non sarà possibile
finché non separeremo i rifiuti organici dagli altri rifiuti.

Cordiali saluti.

Cinzia Bascetta

Fonti:

Scarica Traduzione-lavoro-scientifico-del-dottor-vyvian-howard