Tutti gli articoli di davide

Le mille e una sola di Groupon: il ranch dei laghi di Taino

Cavalli-15

Quando si fa un acquisto su groupon il problema è che si paga prima e solitamente non si ha la minima idea di dove si vada a finire. Chi mi ha regalato questo coupon non poteva sapere cosa avrei trovato. Comincio a pensare però che su groupon ci finiscano per la maggior parte quegli esercizi che non essendo di grande qualità faticano a trovare clienti.

Oggi ci rechiamo al ranch dei laghi di Taino per una passeggiata a cavallo. Sul loro sito parlano di un'atmosfera famigliare, calda e accogliente ma niente di più falso. Appena siamo arrivati, dopo aver regolarmente prenotato per le 15.30, orario scelto da loro, si gira verso di noi un tipo che ci guarda come se fossimo due intrusi e ci dice: "anche voi dovete fare la gita?" E prosegue con "Nooo! Sono appena andati via in quattro, porca miseria"  Ma se al telefono avevo parlato proprio con lui! Intanto lui ha una lezione e ci dice di aspettare tre quarti d'ora, di non tornare a casa ma di aspettare lì e di aspettare ad un fantomatico bar che non si trova, dopo verremo a sapere che l'aveva chiuso lui e non se lo ricordava. Due ragazzine spocchiose vestite da film americano vanno avanti ed indietro come se fossero a casa loro, probabilmente lo erano,  atteggiandosi da dive e nemmeno salutano. Una di loro sella un cavallo e la vedo mentre lo sgrida e lo picchia.  Dopo un'ora di attesa tra le mosche, il tizio di prima, credo che fosse il titolare,  mi dice che con i pantaloni che lasciano scoperto il polpaccio non posso andare a cavallo, ma cavolo se prima volevamo tornare a casa che dista solo 10 minuti, perché me lo hai sconsigliato? Avrei potuto cambiare i pantaloni; ed inizia tutta una solfa sui miei pantaloni tanto che ad un certo punto devo dirgli di non preoccuparsi, che al massimo otterrò anche una depilazione definitiva. E' importante notare che né sul coupon né in fase di prenotazione telefonica sono state date indicazioni sull'abbigliamento. Alla fine non ho avuto nessun problema a causa dei pantaloni.  Il nostro gruppo è composto da quattro persone, una di queste viene invitata a partecipare alla lezione tanto per fare qualcosa e noi dobbiamo assistere alla scena dell'istruttore che non fa che prenderla in giro la mette di proposito a capo fila, sapendo che i cavalli tendono a seguire quello davanti e non smette di paragonarla ai bambini suoi allievi dicendo di guardare loro come invece sono bravi,  mentre lei incassa, si vede che è abituata a subire . . . o è un po' scema. Noto che i cavalli hanno della schiumetta agli angoli della bocca, uno ha addirittura la lingua che penzola. Il maestro di equitazione si concede anche una bella birra mentre fa "lezione" ai bambini che manda giù tutta in due sorsi. Poi tocca a noi fare qualche giro di pista. Mi viene spiegato solo come frenare. Il mio cavallo continua a spostarsi al centro, ed a fermarsi, come se volesse riposare, ad ogni modo io non so andare  a cavallo e non lo nascondo ma invece di agevolarmi mi viene detto che il cavallo fa così perché io non lo rendo sicuro in un modo e con un tono da farmi sentire in difetto. Tutto il tempo mi sono sentita inadeguata e non a mio agio perché l'atteggiamento generale era quello di criticarci. Forse era per spingerci a frequentare i corsi? Il sospetto mi è venuto, d'altronde credo che lo scopo non sia vendere gite a cavallo ma lezioni di cavallo (opzione compresa nel coupon)! Partiamo per questa gita che doveva essere di tre ore ma viene dapprima proposto di spezzarla in due da un'ora e mezza, poi il capo decide di farla di due ore . . .  Partiamo con una guida di origine straniera e da subito il mio cavallo ha un passo più lento degli altri ma ogni tanto parte da solo al trottro rischiando di farmi cadere, se non fosse che ho addominali d'acciaio,  la guida continua a parlarmi come se io sapessi andare a cavallo e non si rende conto che non capisco. Mi dice vai di qua, con un tono per niente gentile ma se non so nemmeno come si fa? Intanto i cavalli degli altri, tra cui mio marito che come me non è capace di cavalcare, sono molto più tranquilli e seguono la fila (cosa che dovrebbero essere addestrati a fare). La guida continuava a pretendere che io in continuazione scalciassi il cavallo al trotto per raggiungere il cavallo davanti finché, resami conto che per me era solo pericoloso e che non avrei potuto passare due ore così, mi sono rifiutata dicendo che il cavallo era lento e che tanto dopo un po' gli altri l'avrebbero comunque staccato. Chissà si sarà offeso il cavallo? Non lo so, la guida torna indietro e viene verso di me e all'improvviso il mio cavallo si impenna facendomi spaventare tantissimo. La guida invece di rassicurami mi ha "rimproverato" di non urlare ha tirato giù il cavallo ed ha proseguito. C'è differenza tra un tono gentile e rassicurante ed un rimprovero. Dopo un po' mi lamento che solo il mio cavallo fa così mentre quello di mio marito, che come me non ha nessuna esperienza, è tranquillo. La guida si offende, perché loro, non mi hanno dato un cavallo cattivo e mi dice "e allora perché quello di tuo marito non fa così?" e poi mi rimprovera dicendo che sono io che non ascolto, intanto mi cambia il cavallo e prende lui il mio guidando la fila. Ora i cavalli devono seguire quello più lento e nessuno resta indietro. Ma la guida non ne vuole sapere di tacere e rimprovera me, mi dice che quel cavallo è più lento, è questa la ragione! Ma davvero? E' da mo' che cerco di farglielo capire! Ed ora lo dice rimproverandomi? Allora  gli spiego che lui mi ha dato un cavallo che ha il passo più lento degli altri e che essendo costretto ad accelerare in continuazione per raggiungere gli altri mi ha messo in difficoltà oltre che in pericolo per non parlare del fatto che saltare in continuazione su una sella è doloroso e che lui non è stato in grado di gestire questa situazione. Ad un certo punto devo anche dirgli di smetterla di polemizzare per non disturbare gli altri ma non ce la fa e dopo un po' ricomincia perché mi ha sentito parlare con mio marito del fatto che mi sono sentita in pericolo e ricomincia dicendo che il problema è che io non ho fiducia nel loro lavoro mi fa proprio la domanda "ho sentito che dice così, allora lei non ha fiducia nel nostro lavoro?" Classica reazione da paraculo!! Spostare il problema sul fatto che sono io a non avere fiducia e fare l'offeso. Questo è il top della paraculaggine ed il peggio della professionalità. Ma se ci fosse stato un bambino su quel cavallo? Per non parlare del fatto che la guida si è messa a fumare facendomi respirare tutto il suo veleno e per di più in un bosco!!! La dimostrazione che non ero io ad agitare il cavallo sta nel fatto che il secondo cavallo non mi ha dato nessun problema e se n'è stato buono buono senza impennarsi o correre. Non è che l'altro cavallo era stanco? Leggo che il dott. Cosentino, grande esperto di cavalli, scrive che spesso si impennano perché non hanno voglia di lavorare. Un altro dice che capita perché qualcosa li spaventa. Entrambe le cose sono possibili. Una perché la guida si è mossa all'improvviso verso di noi e l'altra perché il maneggio ha preso più prenotazioni di quelle che era in grado di gestire, non ha provveduto a suddividerle per gruppi e tempi correttamente ed ha costretto alcuni cavalli ad un sovralavoro. Siamo sicuri che se ne intendano veramente di cavalli? 

Il problema di groupon è anche la selezione della compagnia difatti a concludere la gita in bellezza c'è  la tamarra di turno, vestita da cavallerizza da quattro soldi con stivaloni in finta pelle che mi dice che le ho rotto i coglioni. Proprio una gran signora e soprattutto intelligente e poco maschilista ma d'altronde da una che ti dice che non ti devi preoccupare tanto sei assicurata . . . cosa ci si può aspettare?  Magari se lei cade da cavallo e si rompe la spina dorsale è contenta lo stesso tanto c'è l'assicurazione. Ad ogni modo quello non la finiva più di polemizzare e di provocare e lei se la prende con me? Si sa che è più comodo prendersela con i più deboli.  Ha proprio ragione la dermatologa di Milano, mai più vendere su groupon, anche per quanto riguarda la clientela ti arriva di tutto e non puoi selezionare. Groupon è un fallimento: prodotti non consegnati, contratti negati dal rivenditore, estetiste incompetenti ed imbroglione ed ora anche maneggi gestiti in maniera incauta e poco professionale. Mai più e lo sconsiglio vivamente a tutti. Se poi si considera che il coupon viene venduto con un valore di €150 al prezzo di 35 per tre lezioni individuali o gita per due persone ma sul loro sito, che non è indicato sul coupon, le tariffe per i "soci" sono di €13 a persona per la gita e di €150 per 14 lezioni di gruppo e €15 per le individuali. . .  a questo punto vorrei sapere a quanto ammonta la quota associativa visto che sul sito non c'è scritto e quali sarebbero i prezzi delle lezioni per i non soci. In base al coupon dovrebbero essere 150 euro per tre lezioni. Un po' caro direi.

La sanità in Lombardia: l’eredità di Formigoni. Viva perché ad un’infermiera serviva la mia barella.

Ospedale

La mia storia è una storia di
malasanità grave che denuncia una situazione preoccupante in
Lombardia e non solo. Nonostante ci siano delle eccellenze la qualità
generale del personale medico è scarsa soprattutto nei pronto
soccorsi con i pericoli che ne conseguono per la vita delle persone.
Oggi io sono viva perché ad un'infermiera serviva la mia
barella.

A dicembre una ginecologa di Milano da
150 € a visita (ex Niguarda) mi diagnostica una cisti ovarica e mi
dice che io non potevo rimanere incinta in maniera naturale per un
valore ormonale basso (amh) e che sarei dovuta andare in un centro
d'infertilità per la PMA. Mi fa fare i marcatori tumorali e si fissa
che io ho l'endometriosi nonostante le analisi dicano di no. Per la
cisti vuole che aspetti due mesi, durante i quali secondo lei io
dovrei, testuali parole, SPEGNERMI ma io insisto per vederci chiaro
prima ed un mese dopo ottengo di fare una sonoisterografia alla
clinica convenzionata di città studi (ex Santa Rita) ma la collega
della mia dott.ssa si rifiuta di fare l'esame perché potrebbe essere
non una cisti ma una tuba mentre il primario dice endometriosi, chi
rilancia? Ad ogni modo mi dice ti do un'occhiata ma sbrigati che devo
andare (ma come? Non doveva farmi una sonoisterografia? Non era mica
cosa da 5 minuti) appena vede che mi fa un po' male con la sonda dice
subito, “no, no se senti dolore non facciamo l'eco devi fare una
laparoscopia.” Ma come? Questi nemmeno si prendono due minuti per
guardare e mi vogliono aprire? Prendo appuntamento alla asl di Genova
ma nel frattempo il 6 febbraio scopro di essere incinta (con esame
beta hcg). Ma come? Avevo già l'appuntamento per il centro
d'infertilità. Tempo record, la sera stessa forti dolori e piccole
perdite. Dopo due giorni le beta erano in calo e capisco che ho
abortito ma non perdo una goccia di sangue. Allora vado al P.S.
Galliera di Genova dove nel frattempo ero andata in attesa della
visita alla asl. Qui trovo un dottore che non mi mette proprio a mio agio, riferisco dell'aborto
lampo, dall'ecografia appare del liquido tra l'utero e la vescica ed
alla domanda ma dov'è finito il materiale? La risposta è “Non lo
so”. Richiede l'emocromo e le beta e dopo 5 ore di attesa con
codice bianco mi danno i risultati. Emoglobina bassa e beta in
diminuzione ma ancora positive. La dottoressa che nel frattempo è
entrata in turno non mette minimamente in discussione l'operato del
collega (poi verrò a sapere che pare che il collega sia il più bravo nelle ecografie) e mi dimette. Non ho nulla. Nessuno ha controllato le ovaia e
le tube e sul foglio del P.S. è anche specificato che nessuno mi
aveva visitata in precedenza. Mi dà il metthergin ed ho qualche
giorno di mestruazione. Il 13 febbraio faccio la visita
all'ambulatorio della asl di Genova e la dott.ssa vede chiaramente e
senza provocarmi nessun dolore la sactosalpinge destra mi dà una
terapia antibiotica ma il 22 febbraio chiamiamo l'ambulanza per forti
dolori addominali, dolori da svenire e da non potersi muovere
pensavamo ad una peritonite per via della tuba, i dolori erano
atroci, mi mettono sulla barella ed i due ragazzi del 118, non c'era
un dottore, una mi riprende tra le righe per non aver preso un
antidolorifico, l'altro mi dice che devo stare tranquilla quando io
urlo dal dolore per aver sbattuto la barella contro l'ambulanza.
Penso “ma chi li manda questi idioti” che non sanno nemmeno cos'è
una sactosalpinge anche se gli mostri l'ecografia. Arriviamo in P.S.
a Gallarate alle 12:04 con codice trasporto GIALLO. Qui mi lasciano sulla barella, da sola con una
telecamera, se avessi chiuso gli occhi come avrebbero fatto a capire
se stavo riposando od ero morta? Dopo un po' arrivano una dottoressa
ed un'infermiera credo, mi chiedono cos'ho, spiego della
sactosalpinge e dei dolori fortissimi, dico anche dell'aborto
spontaneo recente mi lasciano lì con codice VERDE. Alle 12:45 arriva
l'infermiera e dice “prendo la signora perché mi serve la barella”
e così mi porta a far la visita. Dico della recente gravidanza,
della tuba, dei dolori e delle recenti infezioni. Mi fanno un
prelievo e mi mandano a fare un'ecografia pelvica (non in
ginecologia) il dott. trova del liquido in addome fin sotto il fegato
ma ancora della tuba se ne fregano, intanto un'infermiera dice di
chiudermi la flebo per poi scoprire grazie ad un'altra che l'aveva
aperta completamente. Mi fanno una tac e continuano a spostarmi a
destra ed a sinistra su e giù dai piani con le infermiere che fanno
la faccia scocciata quando urlo dal dolore
. Mi infilano un catetere
nella vescica ed aspirano l'urina perché la flebo mi ha provocato un
globo vescicale. Finalmente dopo tre ore mi mandano in ginecologia
dove arrivo con shock emorragico acuto  per gravidanza extra-uterina con lacerazione della tuba destra.. Un'altra infermiera scema mi
guarda e mi dice devi scendere ed andare sul lettino. Dopo un po'
riesco a dirle cosa deve fare ossia abbassare la sponda, togliermi la
coperta, prendere le due flebo, il catetere ed aiutarmi. Si allertano
tutti, ginecologi, anestesista, la ginecologa chiama in P.S.
arrabbiata, dice che io sono trasparente e che non è possibile che
la mia emoglobina sia 10 inoltre che era passato troppo tempo dal
prelievo, cercano di farmene un altro ma non esce niente. Mi portano
di corsa in sala operatoria e mi fanno una laparoscopia. Il dott. G.
mi ha salvato la vita e mi ha detto poi che l'emoglobina era arrivata
a 5. Hanno dovuto farmi una trasfusione perché avevo perso un litro
e mezzo di sangue ed io sono qui a raccontarlo non perché in P.S. i
medici hanno ritenuto di fare subito un controllo ma perché ad un
certo punto l'infermiera ha pensato che prendendo me avrebbe liberato
in fretta la barella
che non so per cosa le servisse, forse per
qualcuno che si era slogato una caviglia. 

Vorrei
anche far notare che nel primo verbale del P.S. che hanno inserito
nella cartella clinica mancavano il codice di priorità, la modalità
di accesso ed il nome dell'operatore del triage, ho dovuto chiedere
di inserire il verbale
completo.
La cosa più triste è che la mia compagna di stanza che ha subito lo
stesso intervento dopo di me non è nemmeno passata dal P.S. ma è
stata accolta direttamente in reparto perché accompagnata da una
persona che lavora all'ospedale.
Che significa? Che per ricevere cure
di qualità bisogna essere amici o parenti dei dipendenti
dell'ospedale?

Milano non è meglio di Gallarate, nel
2011 vado in P.S. al Niguarda per una crisi di asma e dolori al petto
ed al braccio sinistro con tachicardia dopo aver assunto
Metronidazolo. I soliti idioti del 118 mi chiedono se ho preso
l'antibiotico a stomaco pieno e se soffro di gastrite e poi
continuano a chiedermi se il dolore al torace è persistente o va e
viene, sembra che la mia risposta “persistente” non gli piaccia e
che vogliano che io dia l'altra per accontentarli. In P.S
l'elettrocardiogramma a riposo è buono e mi lasciano due ore ad
ansimare su di una sedia finché non minaccio di andarmene. Avevo
capito che dovevo stare calma e dosare le energie per tenere a bada
il cuore, i respiri erano cortissimi, i polmoni non si aprivano del
tutto, solo ogni tanto riuscivo a tirare un respiro più profondo,
era tremendo, i pazienti mi guardavano preoccupati. La dott.ssa,
giovanissima, mi dice che soffro di attacchi di panico, perché le
allergie vengono con le bolle. L'infermiera, d'accordo con lei, vuole
darmi del valium dicendomi che è un farmaco naturale. Io li supplico
di darmi un antistaminico e me lo danno per placebo. Mi lasciano in
piedi ad aspettare il controllo mentre ansimo, ricorderò sempre quel
deficiente di infermiere dell'accettazione che mi passa accanto
mentre ansimo guardandomi malissimo perché secondo lui io li stavo
disturbando.
Dopo un'oretta torno a respirare, l'antistaminico aveva
funzionato. Scopro che le allergie vengono eccome con asma ed angina
sotto sforzo e che mi sono salvata perché ne so più dei medici del
P.S. Se questo non è grave. E se poi pensiamo che al Niguarda di
Milano ci sono medici che quando arrivi in P.S. per perdite durante
una gravidanza ti dicono che devi fare più l'amore con tuo marito,
direi che la situazione è disperata.

Questa
è l'eredità che la giunta Formigoni ci ha lasciato
,
una situazione disastrosa per quanto riguarda la scelta dei medici
negli ospedali e soprattutto nei P.S.
Nonostante
le mie segnalazioni per ora, solo il direttore generale dell'ospedale
Galliera di Genova mi ha proposto un incontro per chiarimenti sulla
vicenda.

Quindi mi rivolgo in particolar modo al presidente
Roberto
Maroni
che
oggi ha la responsabilità della salute degli abitanti della
Lombardia. Non devono più arrivare ragazzini incompetenti con il
118 o capetti arroganti, che pensano alla loro autorità piuttosto
che alla nostra salute. Non ci devono essere infermieri che non
credono ai pazienti sofferenti creando loro maggiori sofferenze o che
non sanno chiudere una flebo. Ma soprattutto ci vogliono medici
competenti, non amici di, non alle prime armi, non figli di, medici
in grado di capire se c'è un caso grave o no, non medici che non
sanno nemmeno come si può manifestare una crisi allergica. Se non
cambia davvero dovremo scappare dalla Lombardia, tra l'altro per
effettuare uno screening genetico completo per la predisposizione
alla trombofilia che non siano i tre esami di routine passati dal SSN
sono dovuta andare a Parma; e deve cambiare anche l'atteggiamento di
casta che hanno uno con l'altro coprendosi spesso a vicenda.


Demafizzare

gli ospedali significa anche far sì che gli incompetenti se ne
vadano a casa.

 

di Cinzia Bascetta

P.S.

L'incontro con il primario ed il direttore sanitario del Galliera di Genova presso l'ufficio Urp, che si prodiga per l'ascolto del malato, è stato veramente utile. Il primario dott. Gorlero ha voluto conoscere tutti i dettagli di cosa era successo per capire dove e perché avessero sbagliato (evidentemente gli preme che questo non accada), ha ascoltato con molta attenzione ed è stato l'unico in grado di ricostruire tecnicamente cosa è successo. A suo dire era molto difficile diagnosticare la gravidanza extra-uterina ma sicuramente doveva venire il sospetto di qualcosa di strano. Il 6 febbraio infatti, non ero incinta di un mese, bensì di due mesi (con beta 7.000) e dato che le fimbrie della sactosalpinge non possono risucchiare l'ovulo e per di più l'ovaia che aveva ovulato era la sinistra l'embrione è passato dalla tuba sin, poi in utero, dopodiché è stato risucchiato dalla tuba destra piena di sangue refluito dall'utero per poi impiantarsi lì e lacerare la tuba. Il dottore ci ha colpito molto perché ha dato molta importanza all'anamnesi di ogni singolo paziente piuttosto che a sterili statistiche. La prassi ormai sembra quella di fare le diagnosi in base alle statistiche dimenticando che se il 90% rientra in una casistica l'altro 10% differisce e qualcuno dovrà pur rientrare in quel 10, no? 

Oroscopo (povera) Italia

 

Oroscopo

Difficile
comprendere le ultime mosse del MoVimento 5 stelle in campo nazionale
se non si pensa a quanto successo alle elezioni comunali di Parma.

Le
5 stelle sono arrivate al ballottaggio e per loro ha votato il
centrodestra, pur di non far vincere l'odiato PD e da altre parti
potrebbe essere il contrario, gli elettori del PD che votano per il
MoVimento 5 stelle pur di non far vincere l'altrettanto detestato
PdL.

Naturalmente
per poter far questo il MoVimento 5 stelle deve continuare a
professare la sua estraneità sia alla destra che alla sinistra e
quindi a livello nazionale gli è vietata ogni alleanza, né con il
PD né tanto meno con il PdL, dato che la maggioranza dei suoi
elettori proviene da sinistra.

 

A
questo punto agli altri partiti se non vogliono soccombere rimane
purtroppo una sola scelta, obbligata: unirsi in un governo comune.
Naturalmente dovranno sfidare il malcontento dei cittadini e per
combattere il MoVimento 5 stelle dovranno puntare sul rinnovamento
addossando la colpa dello “inciucio” al comportamento delle 5
stelle. Per dare l'impressione del nuovo, naturalmente, occorre
eliminare le vecchie figure di Bersani e Berlusconi, e se Renzi è
pronto a rendersi indipendente ed a prendere le redini del PD (ma
Civati…) dall'altra parte la Meloni è tutt'altro che pronta a
lasciare papà Berlusca e solo l'ineleggibilità del padre padrone
del PdL può veramente lanciarla.

Naturalmente
lo stratega Casaleggio ha capito il pericolo e subito ha inviato il
suo “angelo” a predicare legnate nel caso della “Santa
Alleanza”

 

Il
risultato di questa roulette russa non è scontato per nessuno e
tutti possono perdere molto. L'unico politico oggi in grado di
pilotare con polso fermo questa fase convulsa degli eventi è Prodi:
bisogna vedere se sarà eletto alla Presidenza della Repubblica.

 

Può
davvero succedere di tutto e di tutto succederà, dalla scissione del
PD a quella della Lega, uno spezzone dei quali (Bossi e Bersani) si
terrà fuori dall'accordo per vedere cosa succede, e ci sarà la
resurrezione dell'IdV.

Non
si andrà a nuove elezioni: il PD, con i sondaggi che danno il PdL
vincente no di certo, i grillini che vedrebbero scadere uno dei loro
due mandati nemmeno, e neppure molti del PdL che non sarebbero
ricandidati.

E
d'altronde nuove elezioni non cambierebbero comunque la situazione al
senato.

 

Prodi,
se eletto, darà un incarico esplorativo alle 5 stelle e poi a Renzi
e poi… sarà guerra: povera Italia!

Ah,
a proposito, Monti avrà l'economia nel nuovo governo e Berlusconi
sarà dichiarato ineleggibile.

di Storno

Euro o non Euro?

Euro

Non credo che ci appassionerebbe molto
discutere se è meglio o no rimettere il tappeto in una stanza perché
così possiamo scoparci sotto la polvere, ci sembrerebbe più sensato
pensare a come fare per avere una stanza senza polvere, sia che si
veda o che sia nascosta. Eppure di questi tempi il dibattito
economico si è incentrato esclusivamente proprio sulla scelta fra il
rimanere nell'euro o il ritornare alla lira, e gli economisti si sono
trasformati in tifosi da stadio insultandosi fra loro e magnificando
la propria squadra senza vederne alcun lato negativo:. Significativo
a tale proposito il video che ha fatto il giro della rete dello
scontro a Piazza Pulita fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin
[https://www.youtube.com/watch?v=dou18Mec9Rk&playnext=1&list=PLiQIVn97oFi5vHMoRog7vJA_ZA-fVnHlI&feature=results_video
a partire dal minuto7] dove una prende il picco di svalutazione
rispetto all'ECU e l'altro la svalutazione media rispetto al dollaro.

Sin dall'inizio si è detto che con la
sua introduzione si sollevava il tappeto, sotto cui si nascondeva
l'inadeguatezza del nostro paese ad affrontare il mercato e che
questo avrebbe costretto il governo a prendere i provvedimenti
necessari, cioè i padroni di casa a provvedere al necessario per le
pulizie.

E così, dopo dieci anni di governi
legaberlusconiani più qualche spicciolo di altri, dove si è fatto
di tutto perché le persone alzassero gli occhi al cielo e non
guardassero il pavimento oggi si è accumulata tanta di quella
polvere che rimettere il tappeto potrebbe non bastare per
nasconderla.

 

Ma su cosa allora vale la pena di
dibattere? Svanita ormai (almeno si spera) l'illusione della
crescita, grazie all'analisi di parametri quali l'impronta ecologica
dal punto di vista teorico, e sperimentalmente dall'analisi
dell'andamento dell'economia negli ultimi anni, sarebbe bene
concentrarsi sulla scelta fra le due restanti alternative: Decrescita
Infelice (non per tutti) o decrescita Felice.

La Decrescita Infelice è l'unica
alternativa che hanno a disposizione gli animali: quando le risorse
dell'ambiente dove vivono diminuiscono, i più forti continuano a
mangiare come prima, i più deboli muoiono; se ciò non basta i più
forti invadono i territori dei vicini, e se non basta ancora si
emigra, se infine tutto ciò non è sufficiente, avviene
l'estinzione.

E' tutto quello che ha fatto finora
l'uomo: i più deboli sono morti di denutrizione o, come sta
avvenendo oggi, si suicidano, le guerre predatorie del colonialismo,
lo sterminio degli indiani d'America nel passato, l'aggressione oggi
ai palestinesi,gli emigranti italiani nel passato ed i migranti verso
l'Italia oggi, sono tutte forme di decrescita infelice, sia per i
vincitori che per i vinti (come già detto non per tutti).

Ma la miglior descrizione degli effetti
futuri della Decrescita Infelice è contenuta nel video “Gaia, il
futuro della politica”

http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.php.
Anche se per condividere l'ottimistico finale (si fa per dire, visto
la riduzione della popolazione mondiale a circa un decimo), vale a
dire una democrazia diretta mondiale basata sulla rete, viste le
attuali situazioni, dobbiamo non pensare a chi gestirebbe la rete.

L'uomo, però, essendo dotato di
intelligenza e cultura, ha la possibilità di trovare strategie
alternative, quale appunto è la Decrescita Felice, per tener pulita
la casa senza eliminare la maggior parte di coloro che ci abitano.

Difficile sintetizzare un concetto
complesso in poche parole, si corre sempre il rischio di
travisamento, come tentativo si potrebbe dire che si tratta di una
decrescita controllata e non lasciata libera a sé stessa dove la
“felicità” data dal consumo viene sostituita da quella data
dalle relazioni sociali. La conseguenza non è un rifiuto della
tecnologia, è il rifiuto del PIL come parametro di “felicità”
dei cittadini, è l'invito all'incremento dell'autoproduzione, al
risparmio energetico, al dono,…tutte attività che riducono la
quantità di lavoro salariato, a favore di quello non salariato, e
dell'incremento della cultura.

Per approfondire il vero significato
della Decrescita Felice rimando al sito del Movimento per la
Decrescita Felice, fondato da Maurizio Pallante.
http://decrescitafelice.it/

.

 di Penta

Le sentinelle di Casaleggio tolgono le pwd ai dissidenti

Nel 2010 per la campagna delle Regionali in Lombardia io e mio marito prestavamo il nostro aiuto al Movimento 5 Stelle rispettivamente nell'ufficio stampa e come amministratore del sito “Lombardia5stelle.org”. Dopo le elezioni ci siamo permessi di dissentire sul metodo poco condiviso con cui si voleva portare avanti la lista civica per Milano, un sistema detto Gruppi di Quartiere. Il risultato è stata l'immediata rimozione dal ruolo di amministratore per mio marito ed il reset della pwd dell'ufficio stampa per me. La decisione fu presa da Vito Crimi, ex candidato presidente alla Regione Lombardia e neo-senatore. Lui disse che avrebbe resettato tutte le pwd perché c'erano dissidi ma in realtà scoprimmo che le tolse solo ai dissidenti. Dissidenti di cosa poi? Non certo dei principi che allora portava avanti il Movimento 5 Stelle, ma semplicemente sull'organizzazione poco trasparente e poco condivisa dei Gruppi di Quartiere che stavano scrivendo il programma per la lista civica e che non rispettavano il principio della trasparenza della Rete per noi imprescindibile e non solo per noi in quanto dichiarato nel Non-Statuto del Movimento 5 Stelle anche se poi abbiamo visto con che trasparenza sono state fatte le parlamentarie on line . . .

 

I post sotto riportati fanno parte di una discussione pubblica avvenuta sul meetup usato per le regionali del 2010, discussione che è stata, senza alcuna decisione condivisa, cancellata dagli organizer del meetup. La discussione si chiama Arruolamento, aperta da un meetupparo per chiedere chi volesse proporsi per diventare organizer o assistant del meetup. Alcuni, fra cui mio marito, si propongono  come assistant  ma evidentemente a qualcuno non va bene e Vito Crimi interviene prontamente per dire che non va più bene dare l'incarico a chi si propone, ora bisogna votare. Segue subito Paola Carinelli, neo deputato, ex segreteria regionali 2010, ex segreteria comunali 2011 responsabile della selezione dei candidati per le regionali 2013 ed allo stesso tempo candidata alla Camera. A parte essere sempre nelle stanze dei bottoni, proposte fatte da lei non ne ricordo nessuna. Interviene però prontamente con questo post che dimostra il timore che qualcuno di non allineato si ritrovi ad avere qualche potere di gestione del meetup.

  Carinelli assistant

I post seguenti sono proprio in merito alle password resettate. Bruno Marton, cui non fu resettata, è oggi un senatore della Repubblica.

Pwd1

Pwd2

Pwd3

Pwd4

Vito Crimi:

Pwd5

Davide Granti:

Pwd6

Pwd7

Pwd8

Vito Crimi:

Pwd9

Per la cronaca, non ho mai detto che mi avessero fatto entrare nell'Ufficio Stampa per comprare il mio silenzio, sono state candidature volontarie. Io e mio marito siamo stati accusati di essere dei paranoici ed il neo eletto senatore Vito Crimi non ha mai spiegato perché non tolse la pwd anche a Bruno Marton. Ha detto che non ha risposto perché non aveva intenzione di fare più nulla. Farà così anche al senato? Anche verso i suoi elettori?Se gli chiedono di giustificare una sua decisione dirà che lui non risponde perché non vuole fare più nulla? Ma cosa dico! Non ce ne sarà bisogno, tanto per le decisioni c'è il capo politico, basta quello.

 di Cinzia Bascetta

Per sapere cosa sono i Gruppi di Quartiere ed il loro ruolo nella lista civica milanese

La democrazia diretta ed indiretta di Grillo

 

La macchina del fango della premiata Casaleggio-Grillo

La sparata di
Grillo sull’abolizione dei sindacati può sorprendere soltanto chi non
segue sul web l’attività delle comunità che, direttamente o
indirettamente, si ispirano al novello Savonarola barbuto. Chi sta
dietro questi gruppi non è dato sapere, ma è facile supporre che ci
siano i famosi “influencer” della premiata ditta Casaleggio-Grillo. Scorrendo i post dei miei pochi amici grillini, ne ho contati una decina: oltre al “Noi voteremo il M5S di Beppe Grillo”, “Il
Puttanaio”, “Rivoluzione Anticasta”, “Politici corrotti, confisca dei
beni e carcere”, “ Fuori da questa Unione europea”, “Non c’è niente di
speciale ad essere normale”, “Vi presento l’ergastolo-l’Ottavo nano”etc
.  Che messi insieme totalizzano circa 350 mila “mi piace”. Il che fa presumere che i messaggi via post potrebbero raggiungere milioni di utenti di F.B.

Ad avviare la discussione sui post pubblicati sono quasi sempre le stesse persone: i famosi “influencer”
arruolati dalla Casaleggio che, secondo il fuoriuscito Favia,
potrebbero essere migliaia. Le discussioni, oltre a diffondere le
bufale, servono ad accendere gli animi attraverso un crescendo di
insulti che è facile a chiunque verificare visitando i siti delle
comunità.

I post sono frutto di elaborazioni testuali e fotografiche (dalle più
semplici alle più raffinate che utilizzano Photoshop) ottenute quasi
sempre manipolando i fatti ovvero inventando avvenimenti di sana pianta.
Mi ha particolarmente colpito un post apparso in questi giorni
(sottoriprodotto) e cioè a ridosso della sparata di Grillo sui sindacati
(una coincidenza?). La foto è sapientemente costruita: vi compaiono ex
segretari generali di federazioni/confederazioni sindacali che hanno
ricoperto (Del Turco e Bertinotti) o ricoprono la carica di parlamentare (gli altri). Di fianco l’elegante scritta “La minchia nel pugno”, di sotto “ compagno tu lavori e io magno” e al centro “ Vita da ex sindacalista: fino a € 14.000 al mese”.
Siamo in presenza di una maldestra manipolazione della realtà per
indurre chi guarda il post a credere che un ex sindacalista può arrivare
a guadagnare quella cifra. Si omette volutamente la circostanza che a
14.000 € si può arrivare soltanto sommando la pensione di sindacalista
(chi la percepisce) e l’indennità/vitalizio parlamentare (chi li
percepisce). In realtà la retribuzione (e quindi anche la pensione) di
un segretario generale di confederazione è ben al di sotto di quella
cifra: lo stipendio degli ultimi tre segretari della CGIL è di circa
3.500 € mensili ( chi vuol verificare può cercare sul web cliccando
“Retribuzione della Camusso”) e di conseguenza la pensione (nella
migliore delle ipotesi:sistema retributivo con 40 anni di anzianità e
con gli ultimi 10 anni con la stessa retribuzione) si aggirerà intorno a
3.000 €. Ma per gli influencer di Grillo la verità conta poco.
L’obiettivo è far credere che i sindacalisti (come i politici) sono dei
parassiti che fanno la vita dei nababbi alle nostre spalle. E a leggere i
commenti l’obiettivo è pienamente raggiunto: per chi volesse deliziarsi
basta cercare su F.b. “Il Puttanaio”.

                                                                           *********

Giustamente ci indigniamo e reagiamo alle infamie di quella “Macchina del Fango
berlusconiana che fa capo al “Giornale” e ai rotocalchi di famiglia. Ma
parliamo di decine di migliaia di lettori che leggono quella stampa.
Sul web Grillo e Casaleggio hanno armato una potentissima “Macchina del Fango
capace di raggiungere milioni di persone con le bugie e l’inganno. E
purtroppo il PD (non parlo degli altri partiti di sinistra che il
problema neanche se lo pongono: e si vede quanto crescono nei consensi)
continua a non comprendere che la vera battaglia campale oggi si
combatte in rete e noi non siamo attrezzati a vincerla. La televisione e
la carta stampata raggiungono complessivamente 12 milioni di persone,
il web 29 milioni. E di questi svariati milioni sono giovani delle
classi 1995, 1994, 1993, 1992, 1991, quelli cioè che non votarono nel
2008. Quindi proviamo a contrastare Grillo andando in rete con la pancia
a terra perché lì c’è carne e sangue veri di decine di milioni di persone”.
Stiamo sul territorio, stiamo nelle fabbriche e negli uffici ma per
favore stiamo anche sul web perché oggi ad essere decisivo è il web. So
che il partito sta formando 2000 giovani: bene, destini parte di questi
giovani a combattere il miserabile populismo di Grillo. Si può fare e si
può vincere.

Notizie dalla Fattoria 5 Stalle

Fattoria 5 stelle

Alla Fattoria a 5 stalle i maiali
presero la decisione di mandare dei rappresentanti al Comitato
Fattorie che decideva i prezzi dei prodotti agricoli e, per
dimostrare che la fattoria era una vera democrazia dal basso,
indissero le elezioni primarie per sceglierli.

Vedendo che tutti gli
abitanti della fattoria erano impegnati nei loro lavori quotidiani,
Napoleone si assunse l'ingrato compito di definire le regole della
consultazione, evitando anche di discuterle, dato che i tempi
stringevano. E' ben vero che, dato che la decisione di partecipare al
Comitato Fattorie era stata presa da molto tempo, alcuni degli
animali si erano riuniti per fare delle proposte, ma Napoleone li
aveva cacciati dalla fattoria, ricevendo l'approvazione di tutti,
soprattutto fra le pecore.

Le regole prevedevano di
riservare la possibilità di essere eletti solo agli animali che
erano più uguali degli altri, perché la loro fedeltà ai maiali era
provata, escludendo così quelli che solo da poco erano arrivati
dalle altre fattorie attirati dalla fama di democrazia dal basso di
cui la fattoria a 5 stalle godeva e gli animali che erano diventati
adulti dopo una certa data, dato che non era sicuro il loro
orientamento.

Naturalmente ci fu del malcontento fra
degli esclusi, ma Napoleone spiegò loro che anche loro erano uguali,
solo che avevano compiti differenti, ad esempio quello di
organizzare, naturalmente dopo l'orario di lavoro, le elezioni degli
altri.

Comprendendo poi il fatto che, non
avendo esperienza, si sarebbero trovati in difficoltà a svolgere il
nuovo compito, con grande spirito di sacrificio Napoleone si accollò
anche l'onere di descrivere nei minimi dettagli come avrebbero dovuto
comportarsi e, solo per essere sicuro che lo avessero letto, glielo
fece firmare. Come una brava madre fa con le figlie, raccomandò poi
loro di non fermarsi a parlare con nessuno che non facesse parte
della fattoria, perché, si sa, ci sono in giro persone che hanno
cattive intenzioni.

Spiegò poi che la fattoria era come
una famiglia, per cui avrebbero dovuto consegnare a lui parte del
denaro che avrebbero guadagnato facendo parte del Comitato Fattorie:
lo avrebbe dato ai maiali che lo avrebbero amministrato per il bene
della comunità: naturalmente questo non significava che lui non
avesse fiducia negli eletti, le regole per l'elezione erano perfette,
era solo un modo per ottenere la massima efficienza.

Palla di neve, il solo, tentò di
obiettare che così le elezioni erano solo una rappresentazione della
democrazia, dato che Napoleone aveva definito in dettaglio sia le
regole della consultazione sia quello che avrebbero dovuto fare e
quindi gli eletti non avrebbero goduto di nessuna autonomia: dato che
si votava il nulla, tanto valeva estrarli a sorte.

Napoleone, nascondendo la sua
irritazione, spiegò che non tutti erano portati all'obbedienza ed il
compito degli elettori era proprio quello di eliminare dalle liste
coloro che erano capaci di disobbedire.

Dopo di allora Palla di neve non fu più
visto alla fattoria.

Naturalmente altre fattorie chiamarono
gli animali alla consultazione, come la lontana Fattoria Democratica,
ma le loro erano elezioni farsa, dove 300.000 animali avrebbero
votato per scegliere quale programma avrebbe dovuto seguire la
fattoria negli anni seguenti.

La vera democrazia era quella della
Fattoria 5 Stalle, dove 300 animali avrebbero votato i “portabelato”
che, pena l'espulsione dalla fattoria, avrebbero portato avanti il
programma di Napoleone.

Il successo fu straordinario, ed una
moltitudine di “più uguali degli altri” si fece avanti, ma qui
sorse un grosso problema per coloro che dovevano votare: come
scegliere fra così tanti animali, molte dei quali sconosciuti? Come
capire chi di loro portava in sé il germe dell'infedeltà, della
disobbedienza? I maiali misero a disposizione tutta una serie di
strumenti: Video, Curriculum Vitae, risposte a domande standard,
riunioni, ma quasi nessuno li utilizzò: il solo Gondrano cercò di
vederli tutti e partecipò agli incontri, rivolgendo persino alcune
domande ai candidati al costo di numerose notti di sonno, ma al
settantatreesimo candidato crollò e, ricoverato in infermeria, non
poté partecipare al voto, rendendo così vano il suo sacrificio.

Fortunatamente la fattoria 5 stalle era
in Italia, e così ognuno votò per i suoi amici.

di Penta

Le regole per le candidature alle politiche del M5S decise dall’alto

 IL “CASALEGGIUM”

Il casaleggium

Le regole per le candidature del M5S alle politiche 2013, sono state calate dall’alto, decise dallo staff con un comunicato politico sul blog, in assenza di confronto con gli iscritti e di votazioni. Un’operazione verticistica, che vìola l'art. 4 del Non Statuto e che ha escluso i tanti gruppi M5S sul territorio, gli attivisti non candidati e che pare non prevedere possibilità di condivisione e discussione. Non esistono, inoltre, garanzie di controllo e trasparenza sulle operazioni di voto e sui risultati elettorali, gestite dalla Casaleggio ed Associati, che non di rado ha censurato post o commenti nel blog e nel portale.
In parlamento andranno i nominati cinque stelle, appartenenti ad una lista chiusa di candidati certificati in precedenti elezioni comunali o regionali. Il gruppo nominato comprende ovviamente anche chi abbia partecipato da capolista a ripetute elezioni comunali e regionali, senza essere mai stato eletto. Con una mossa, Casaleggio ha deciso di non utilizzare alcun processo democratico per la selezione dei candidati, un principio fondante del M5S. Attingendo dall’archivio delle liste M5S, egli ha scelto, senza consultare gli iscritti, di bloccare la candidatura a cittadini M5S, che pur dedicando tempo e impegno al progetto, per ragioni varie non hanno potuto o voluto candidarsi. E ciò benché Grillo abbia più volte promesso che chiunque, dotato dei requisiti previsti dal non statuto, avrebbe potuto candidarsi. Molti territori non potranno presentare liste M5S. Casaleggio ha offerto al Movimento regole preconfezionate da tempo, dopo aver sprecato anni preziosi per la costruzione degli strumenti per la democrazia interna. Ora viene agitato l’alibi del ritardo e si danno quattro giorni per accettare una candidatura al parlamento, graziosamente offerta tramite mail personale a firma dello staff. Tra i destinatari c’è anche chi in passato era stato messo in lista per fare numero, ma da anni non partecipa all’attività del M5S e magari sostiene altre formazioni politiche. Costoro potrebbero andare in parlamento a rappresentare il M5S! Siamo tutti sicuri che è ciò per cui abbiamo faticosamente lavorato? E’ questo il rinnovamento promesso nelle piazze da Beppe?
Ancora una volta Casaleggio infrange il non statuto, che “riconosce alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi“. Gli episodi rivelatori della concezione proprietaria ed anti democratica che egli ha del Movimento sono frequenti ed inquietanti. Come lo sono la violenza ed il cinismo impiegati per umiliare persone che sul territorio hanno dato tantissimo e che da anni contribuiscono alla crescita del Movimento (si pensi ai vergognosi post dedicati a Defranceschi, a Salsi, oppure alle regole ad personam contro Favia o all’espulsione di intere liste senza spiegazioni). Casaleggio dimostra di voler utilizzare lo "spirito" del Movimento come un prodotto da vendere all'elettorato, per ottenere, al massimo, uno strumento di distruzione della casta e non uno strumento per proporre una nuova, innovativa e democratica politica dal basso. Che valore può avere una percentuale di consensi elevata, se il prodotto “politico” non ha le caratteristiche promesse?
In tanti ci siamo avvicinati al M5S ed abbiamo dedicato anni di impegno per farne un Movimento senza leader, dove le scelte si fanno in assemblee o con strumenti di partecipazione in rete, da persone che ci mettono la faccia e il loro lavoro, ed i cui eletti nelle istituzioni sono gli unici “precari” che vorremmo vedere in questo paese. Abbiamo creduto al progetto politico in cui “uno vale uno” ed alle promesse di democrazia diretta del non statuto. Abbiamo atteso per anni un portale che consentisse di votare programma e candidati.
Ci ritroviamo invece in un Movimento che, in nome di uno straordinario risultato elettorale, calpesta i più basilari principi democratici, diramando comunicati politici pensati da una manciata di persone sconosciute. Un Movimento definito come "senza leader" che scopre oggi di avere un “capo politico”, che delegittima ed umilia persone che hanno dedicato anima e corpo ad un progetto in cui si identificavano. Un Movimento che trascura qualsiasi progetto formativo, che possa elevare le competenze di cittadini ed eletti, che lascia libertà di azione sul territorio, ai limiti dell’anarchia, ma colpisce presunte ingerenze nelle scelte nazionali. Un Movimento che allontana le persone che si dimostrarono preziose nella costruzione del M5S quando aveva zero elettori, ma ora, raggiunti i numeri elettorali, diventano superflue per parlare alla pancia degli italiani.
Come pensano Grillo e Casaleggio di utilizzare i voti chiesti per cambiare il paese, se al tempo stesso non agiscono coerentemente per far crescere confronto delle idee, competenza, capacità progettuale e trasparenza? A che serve mandare a casa la casta, se non sapremo dare risposte giuste ai problemi del paese, obbiettivo che richiede scelte condivise? Dimostrato che non v'è interesse per lo sviluppo e la crescita del collettivo, né per la creazione di un programma nazionale adeguato, discusso e condiviso (infatti è congelato da tre anni), neppure per promuovere a livello nazionale consultazione e democrazia diretta per la definizione delle regole che sono di tutti, ed infine che non v'è trasparenza e possibilità di controllo da parte della rete nella gestione delle informazioni relative al portale, qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio?

fontehttp://www.facebook.com/notes/valentino-tavolazzi/il-casaleggium/433962243332824

Progetto per Ferrara
Lista certificata Beppe Grillo, espulsa dal 5.3.12.

Spendere poco ma i danni chi li paga? Le estetiste su groupon.

Club_sciampiste-771292

Affronto un tema più leggero, diciamo, ma nemmeno poi così tanto perché si tratta della nostra pelle e delle nostre tasche.

In questo periodo vanno molto gli acquisti su portali come Groupon perché permettono di risparmiare, e siccome soldi ce ne sono sempre meno, soprattutto per cose che rientrano nel divertimento e nel superfluo come ristoranti, viaggi e trattamenti estetici uno ci prova ad acquistarli lì. Il pro è che si risparmia, il contro è che si compra a scatola chiusa. Per questo motivo mi ritrovo con due piccole cicatrici su di una gamba regalatemi da un'estetista di Milano che come risarcimento mi ha fatto, e solo perché ho insistito, una seduta e mezzo gratis. La signorina mi ha ustionata con il vetrino della luce pulsata, non con il raggio di luce ma con il vetrino incandescente, sia chiaro. Non contenta, ci ho voluto riprovare lo stesso ed ho acquistato un altro pacchetto, questa volta a Busto Arsizio. Anche qui le signorine si sono rese protagoniste di numerose perle che mi hanno convinta a mandarle a quel paese ed a chiedere immediatamente il rimborso a Groupon. Ho l'abitudine di fare almeno una telefonata prima di acquistare ed anche questa volta l'ho fatta.  La segretaria al telefono mi aveva suggerito di acquistare il pacchetto più costoso, gambe intere, anche se l'inguine l'avevo già trattato con successo da un medico, perché loro mi avrebbero sicuramente trattato in cambio un'altra zona piccola. Compro. Mi danno un appuntamento pre-seduta durante il quale apprendo che lei deve chiedere alla titolare se questo è possibile.  La titolare acconsente ma solo per i baffetti, non può fare di più. Eh già poverina, i soldi però se li prende . . .  Dopo questo mi dicono che loro per effettuare il trattamento utilizzano due creme della NeoD-Derm, che naturalmente dovrei comprare, ed inizia una solfa sui peli incarniti, mi guarda la gamba e dice che ho la pelle "cheratinizzata" (non facevo la ceretta da un mese almeno, non c'era l'ombra di un pelo sottopelle) però lei insiste con saccenza che la mia pelle è cheratinizzata e di conseguenza mi crescono i peli sotto pelle. Compila anche un modulo in cui barra il campo "pelle cheratinizzata", a fianco c'era quello di "pelle idratata". Dunque io avrei proprio bisogno della crema idratante . . . Allora, vediamo un po', io ho pagato per un trattamento, vado lì e scopro che per effettuarlo devo comprare due creme? Roba che non costa poco, per intenderci e che servirebbero ad assottigliare la cute, e che sicuramente contengono paraffina. Tra l'atro la suddetta crema me l'avevano già rifilata anni fa in un centro Vanity Line ed a mio parere non aveva dato un gran risultato. Ora, ricapitoliamo, una che non è dermatologa, ti guarda la gamba e ti dice che hai la pelle cheratinizzata per venderti una crema. Ma tutti gli strati di pelle superficiali sono cheratinizzati in quanto impermeabili! La tentazione era di mandarla a quel paese subito ma resisto e dico che mi assumo io la responsabilità dei miei eventuali peli incarniti. Naturalmente prima del trattamento viene richiesto di radersi con la lametta, cosa che, favorisce l'incarnimento dei peli e che  mi piace poco perché se poi la zona non viene trattata bene e interamente, il risultato sono peli peggiori di prima (come l'estetista di Milano che mi depilava tipo dalmata e diceva che la luce pulsata era così!). Ed aggiungo la pelle dopo la lametta è irritata, non è proprio il caso di sparaci sopra un laser. Il medico in effetti tutt'al più scorcia i peli o aspetta una ricrescita di due, tre mm dopo la ceretta per effettuare il trattamento. All'appuntamento per la seduta mi presento con le gambe rasate, tranne nelle zone della coscia in alto dove c'è solo una leggera peluria ed i baffetti naturalmente, per la maggior parte peluria. Le esperienze, le letture ed i colloqui con il chirurgo plastico che mi ha trattato inguine e braccia, mi hanno insegnato che il laser essendo foto-sensibile, intercetta i peli più scuri, la peluria è troppo chiara per essere intercettata, (tanto più dai macchinari delle estetiste), quindi ti ritrovi che prima avevi la peluria, poi a forza di rasoio ti cresce un bosco. Loro insistono che devo radermi altrimenti mi possono bruciare la pelle. Il fatto è che la pelle non si brucia, al massimo si irrita un po', poi molto dipende dal tipo di pelle, che naturalmente loro non sanno valutare, e dalla regolazione del laser, che loro non sanno regolare perché le loro competenze sono limitate. Ma quello che infastidisce di più è la saccenza di queste sciampiste ignoranti che se la tirano da dottori e rischiano invece solo di fare danni. Di sicuro loro non mi passano uno dei loro rasoi sulla pelle, la pelle è la mia. Ma perché permettono alle estetiste di effettuare questi trattamenti? Dovrebbe essere vietato. Ed ora Groupon non è detto che rimborsi, probabilmente emetterà un buono come ha fatto per la certificazione energetica che il fornitore del servizio si è rifiutato di fare perché il suo socio non lavorava più con lui. Ma questa volta avranno filo da torcere.

di Cinzia Bascetta

Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

Resoconto di un incontro…

Vita_di_paese_00013

Il 18 ottobre allo SMAU
di Milano
, dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

Tra le innovazioni per
cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

Tornando al convegno,
sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
"presepe" ovvero un quartiere con una panchina
intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
Farioli
, direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
BANCA.
Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
comuni.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
è solo tecnologica
, Cosenza, dice lui, ha un centro storico
bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
intelligenti.

di Cinzia Bascetta