Asilo nel bosco: bimbi liberi ma il modello educativo?

Un tipo di asilo alternativo, l’asilo nel bosco, ha come slogan “bimbi liberi”. Di per sé sembrerebbe affascinante e lo è, se fatto in un certo modo. Pensare a bimbi che sperimentano nella natura, che trascorrono diverso tempo all’aria aperta non sembra una cattiva idea, però come in tutte le cose, anche qui, non ci si può improvvisare. La funzione educativa è importante e quindi bisogna essere preparati. La prima infanzia poi è un’età molto delicata perché è da 0 a 5 anni che avviene lo sviluppo psico-emotivo del bambino. In questo periodo è fondamentale che il bambino costruisca una fiducia in sé stesso e nel prossimo che saranno le basi per costruire relazioni profonde nel futuro. È bene che noi mamme stiamo molto attente prima di affidare i nostri bimbi in altre mani soprattutto a chi interpreta “bimbi liberi” in maniera estrema. Una filosofia del tipo: l’adulto non interviene nei conflitti perché i bambini devono imparare a gestire da soli le relazioni è non solo irrealistica ma pericolosa. Un conto sono i bambini più grandi a cui si può cercare di insegnare a risolvere i loro conflitti da soli incoraggiandoli a trovare un accordo che faccia contenti tutti ma tra bimbi di varie età, dai 2 ai 5 anni, rischia di trasformarsi nella legge del più forte. Il più grande diventa il prepotente che domina i più deboli, i quali subiscono. Immaginate un bimbo di 5 anni che rovescia dall’alto barattoli e pentolini sul banco dove sta giocando uno di 2, o che passa e dà calci al camioncino che quello di 2 sta spingendo con le mani e l’adulto che non interviene, magari si trova pure a metri di distanza a farsi gli affari suoi per poi giustificarsi dicendo che “così impara a gestire da solo le relazioni” Ma cosa stanno imparando veramente questi bambini? Secondo i migliori pedagoghi al mondo non stanno imparando a gestire le relazioni bensì imparano che l’adulto non li protegge o che l’adulto non è una guida. Questi bambini imparano a fare da soli sì ma non come si potrebbe pensare ad essere forti ed autonomi, bensì, imparano che non si possono fidare di nessuno. Svilupperanno un attaccamento insicuro, secondo la moderna pedagogia, con tutte le conseguenze negative da adulti. La mediazione dell’adulto in questa fascia d’età è fondamentale. Come si può insegnare la collaborazione con un metodo del genere? Che dire? Prima di mettersi a fare gli educatori insieme alla fidanzata e all’amica della fidanzata, bisogna studiare, altrimenti si rischia di fare grossi danni ai bimbi, psicologici e materiali. Materiali sì o meglio fisici. Per falcetto e cesoie alla portata dei bimbi perché “bisogna dargli fiducia”, non credo che ci sia nemmeno bisogno di commentare. Bimbi che giocano a segare radici di alberi senza tra l’altro nessun adulto vicino. Bruciare legna umida e respirare fumi tossici per ore non credo rientri nei benefici dello stare all’aria aperta. Solo dei genitori molto miopi o distratti possono decidere di affidare i propri figli a chi ragiona così. Sicuramente non tutti gli asili nel bosco sono uguali, ci sono anche quelli belli, con una struttura al chiuso, perché non si può pensare di poter stare sempre all’aperto, e con personale qualificato, ma prima di fidarvi, come per ogni scuola, assicuratevi che sia così.