Quelle medicine che NON curano le malattie cardiovascolari

Compresse cuore

Puo' darsi che domani mi venga un infarto o un ictus e allora qualcuno non potrà fare a meno di osservare che è morto quel medico pazzo che pretendeva di prevenire o curare tutto con le vitamine.

Pero' qualche osservazione non posso fare a meno di farla.

Mio fratello è morto di infarto a 62 anni nella palestra di un albergo in Cina dove si trovava per lavoro.

Aveva il colesterolo a 160 perchè prendeva le statine.

Aveva la pressione normale perchè prendeva gli antiipertensivi .

Prendeva anche la cardioaspirina . Non fumava e non beveva .

Prendeva inoltre anche un po' di altri farmaci, non so esattamente quali , per controbilanciare gli effetti collaterali degli altri .

I cardiologi dicono che si fa cosi' , e se lo dicono è perchè probabilmente intendono allungare la vita o migliorarne la qualità , oppure perchè i protocolli dicono che si fa cosi' e basta.

Qualcuno potrebbe tagliare la testa al toro e dire : si ma comunque l'aspettativa di vita è sempre in aumento. Daro' in seguito il mio parere su questa cosa.

Sono stato per indole molto diverso da mio fratello : lui seguiva sempre la versione ufficiale. Era sempre uno studente e poi un lavoratore diligente , un marito diligente e ovviamente anche un paziente diligente.

Da piccolo mi faceva sempre fare quello che volevo , poi siamo diventati grandi e a comandare nella sua vita sono arrivati gli altri . Io sono tutto il contrario e se una cosa me la dici piu' di una volta vuol dire che avrai un tuo interesse a dirmela e vuol dire anche che probabilmente è sbagliata.

Ho cominciato a credere un po' meno nella medicina ufficiale quando , negli anni '90 parlavano della terapia Di Bella e ne parlavano un po' troppo male per i miei gusti : allora ho cominciato a girare nei siti alternativi e sconosciuti. Ho cominciato a scoprire cose diverse anche sul resto degli argomenti medici : m. cardiovascolari, Aids, vaccini etc.

Un giorno stanco di essere da solo ad avere certe idee ho cominciato a cercare su facebook quelli che scrivevano gli articoli in questi siti . Loro non entravano molto ma in compenso ho trovato i loro amici : una bella sorpresa e un mondo seminascosto : adesso ne avro' piu' di un centinaio con analoghe visioni della medicina .

Mi sono soffermato a studiare piu' approfonditamente alcune teorie riguardanti la medicina Cellulare di Rath : secondo tali teorie una carenza di vitamine , in particolare vitamina C e antiossidanti porta a microlesioni delle pareti delle arterie come primum movens verso la malattia aterosclerotica : su queste lesioni si deposita il colesterolo prodotto dal fegato a scopo riparativo e si forma la placca ateromasica (quindi non quello che entra dagli alimenti ma che viene prodotto perchè ci serve!) . Da qui seguono ispessimenti fibrotici , calcificazioni , aneurismi, trombi , emboli e quindi infarto e ictus.

Qual è il miglior modo per combattere questa sequela : semplice : rinforzare il tessuto connettivo e quindi la parete dell'arteria per evitare le microlesioni e quindi evitare tutto il resto delle sequele.

Come ? Assumendo vitamina C.

Peraltro abbiamo tutti una certa carenza perchè per lo stress e l'inquinamento ne bruciamo di piu' o comunque ne abbiamo piu' bisogno, cosi' come abbiamo piu' bisogno di antiossidanti, ma nella dieta ce n'è sempre meno , perchè gli alimenti sono sempre piu' trattati e la frutta è acerba.

Ridurre il colesterolo un po' potrebbe servire per ridurre la velocità di formazione della placca ma qualcosa mi dice che i problemi si risolvono alla radice .

Ho trovato parecchie altre teorie basate sulla vitamina C , ma chi mi garantisce che non siano tutte storie ?

Allora si fa come fanno i grandi medici , come il dr Hamer , il dr Simoncini o il prof Di Bella : si

provano su me stesso.

All'incirca nel 2009 avevo già la pressione che viaggiava intorno ai 150/100 e il colesterolo a 270 e mi dicevano di imbottirmi di farmaci .

Io ho seguito l'alternativo assumendo vit C e antiossidanti e sono scesi entrambi i valori : adesso la pressione è intorno ai 130/85 e il colesterolo a 240 . A maggio scorso ho fatto una prova da sforzo e mi hanno detto che non avevo bisogno di prendere niente.

Non contento dei semplici numerini , potendo avvalermi di un mezzo per vedere direttamente le arterie quale l'ecografia, mi sono studiato le mie arterie .

L'ecografia vede molto bene tutto cio' che è situato fino a 2-3 cm dalla cute , quindi si possono valutare bene le arterie carotidee , che portano il sangue al cervello, e quelle degli arti, in particolare la femorale

Si tenga presente che nella pratica clinica l'ecografia viene richiesta per valutare l'aorta , che si vede molto ma molto peggio e spesso si puo' valutare solo se c'è un aneurisma , oppure si guardano le aa carotidee , valutando solo la percentuale di stenosi e le alterazioni di flusso : in altri termini ci viene richiesto di guardare le fasi avanzate della malattia cardiovascolare , in funzione di interventi chirurgici. Le fasi iniziali non interessano perchè non ci sono cure mediche per queste …. nella medicina ufficiale.

Il problema è che noi ecografisti dobbiamo fare cio' che ci viene richiesto …

Nel 2009 comunque a livello delle aa carotidee , avevo degli ispessimenti subintimali : in pratica depositi di colesterolo tra lo strato piu interno dell'arteria e quello muscolare piu' profondo. Ispessimenti di una certa rilevanza (quasi 2 mm vs 1,2 mm nei soggetti normali). Questi rappresenterebbero la fase iniziale dell'arteriosclerosi.

Al controllo nel 2014 gli ispessimenti sono scomparsi.

Gli ispessimenti subintimali sembrano non interessare a nessuno a quanto pare, ma ho trovato un lavoro scientifico con ampia casistica (2000 casi) dove si è scoperto che chi aveva uno spessore subintimale delle aa carotidee di circa 2 mm aveva il triplo di possibilità di essere colpito da infarto o ictus. Lo studio è stato effettuato dal centro cardiologico Monzino di Milano fino al 2007 (!).

Ho cominciato nell'occasione a eseguire l'ecografia delle carotidi come dicevo io, cercando gli ispessimenti subintimali , consigliando vitamine ai casi in fase iniziale , spiegando che questo rappresentava una visione della medicina un po' diverso . Per promuovere la cosa facevo dei prezzi particolarmente vantaggiosi.

Risposta della gente : scadente .

Sono arrivati un sacco di anziani con aterosclerosi avanzata che approfittavano del basso costo per eseguire un esame doppler . Molti non hanno capito lo spirito della cosa . Parecchi medici mi hanno osteggiato. Non ho visto ritornare quasi nessuno a ricontrollarsi dopo mesi di terapia vitaminica (che evidentemente non facevano) come mi sarei auspicato all'inizio . E poi noi ecografisti dobbiamo fare gli esami che ci chiedono, mica possiamo prendere iniziative personali (….)

Attualmente sono abbastanza convinto che la vera prevenzione si possa fare solo a pochi eletti che hanno capito : se le persone hanno piu' medici nella loro cerchia di conoscenze diventa ancora piu' difficile: mi spiace dirlo ma è cosi !

Pero' qualche caso “emblematico” che mi ha aiutato a confermare le mie teorie c'è stato :

ricordo un uomo di 74 anni che è venuto a fare l'ecografia delle carotidi . Andava molto fiero del fatto che , grazie alle statine, aveva sempre mantenuto il valore di colesterolo intorno ai 160 o anche meno . Peccato che ad un precedente controllo doppler del 2004 si segnalava qualche piccola placca ateromasica , mentre al mio controllo nel 2012 (sempre sotto statine) c'erano ostruzioni tra il 50% e il 60%. Ditemi almeno una ragione valida per pensare che questo signore era meno a rischio sotto terapia che se non l'avesse fatta !

Sulle statine ci sono altre cose da dire : gli effetti collaterali sono notevoli ma soprattutto non vengono calcolati gli effetti a distanza . In altre nazioni si associa sempre alla statina il coenzima Q10, un micronutriente fondamentale nel metabolismo energetico a livello cellulare che è dimostrato si riduca in chi assume statine. In Canada e in Giappone i medici che non somministrano coenzima Q10 in chi fa uso di statine possono essere denunciati per negligenza. In Italia i cardiologi non sanno neppure cosa sia.

La carenza di coenzima Q10 puo' portare a disturbi di qualunque genere tra cui l'infarto stesso …

Per quanto riguarda gli antiipertensivi , anche in quel caso nutro le mie perplessità : i cardiologici fanno sermoni a chi supera i 140/95 di pressione perchè valori superiori sono a rischio : peccato che la pressione sotto sforzo massimo , per esempio dopo una pratica sportiva, arriva fisiologicamente a 250 mmHg, mentre durante un rapporto sessuale puo' arrivare a 180 mmHg.

Forse , è lecito pensare che piu' che giocare su numerini senza senso sia meglio mantenere le arterie piu' sane possibili e i controlli farli senza guardare i numerini ma guardando le arterie direttamente …

I farmaci hanno tutti degli effetti collaterali , in generale determinano un effetto ossidante e aumentano il carico di sostanze tossiche già presenti nel nostro organismo in quantità abbondanti.

Nel caso di mio fratello cosi' come per tutte le persone di età intorno ai 50- 60 anni era obbligato ad una vita intensa di lavoro perchè non solo si deve arrivare a lavorare fino a 67 anni , ma fino all'ultimo non si fanno sconti , tutti tenuti sotto scacco dal solito ricatto : se non ti va quella è la porta.

Diventa una sorta di sommazione : le arterie sono già alterate, si aggiunge la tossicità del farmaco , si aggiunge lo stress lavorativo, gli anni, il fuso orario , l'inquinamento (in Cina è micidiale) , l'attività fisica in ambiente chiuso , che abbassa ulteriormente la % di ossigeno aumentando quella di anidride carbonica. Ma i cardiologi tutte queste cose le dicono o le sanno o guardano solo i freddi protocolli ?

Qualcuno potrebbe osservare che comunque l'aspettativa di vita alla nascita è sempre salita (adesso forse è stabile …) , tuttavia è certo che lo stato di salute del cinquantenne/sessantenne di oggi è peggiore di 30 anni fa : l'aspettativa di vita sana è in discesa vorticosa dal 2003 , fonte : Eurostat , pubblicata anche da Monia Benini nel sito del Movimento PBC.

Credo probabilmente che la persona in quella fascia di età è molto a rischio senza contare il fatto che se uno è costretto ad assumere 3, 4 , 5 tipi di farmaci, tutti salvavita, magari un giorno si dimentica di assumerli oppure semplicemente si rompe le palle.

Poi arriva la pensione, le pantofole , il letto, le badanti etc etc , i farmaci regolarmente messi sul comodino dai figli (o meglio dalle figlie…) e forse sono quelli li' che salvano ancora la statistica : malato si , ma ci sono i farmaci a tapullare piu' che possono: genitori novantenni che si sono visti morire un figlio ce ne sono parecchi …D'altronde le case farmaceutiche ti vogliono malato ma vivo.

Ma quando questi fanno l'ecografia o la TAC e guardi le arterie rimani completamente allibito a pensare a come c…. fanno ad essere ancora vivi. 

di Gianpaolo Cavallaro, medico radiologo