Euro o non Euro?

Euro

Non credo che ci appassionerebbe molto
discutere se è meglio o no rimettere il tappeto in una stanza perché
così possiamo scoparci sotto la polvere, ci sembrerebbe più sensato
pensare a come fare per avere una stanza senza polvere, sia che si
veda o che sia nascosta. Eppure di questi tempi il dibattito
economico si è incentrato esclusivamente proprio sulla scelta fra il
rimanere nell'euro o il ritornare alla lira, e gli economisti si sono
trasformati in tifosi da stadio insultandosi fra loro e magnificando
la propria squadra senza vederne alcun lato negativo:. Significativo
a tale proposito il video che ha fatto il giro della rete dello
scontro a Piazza Pulita fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin
[https://www.youtube.com/watch?v=dou18Mec9Rk&playnext=1&list=PLiQIVn97oFi5vHMoRog7vJA_ZA-fVnHlI&feature=results_video
a partire dal minuto7] dove una prende il picco di svalutazione
rispetto all'ECU e l'altro la svalutazione media rispetto al dollaro.

Sin dall'inizio si è detto che con la
sua introduzione si sollevava il tappeto, sotto cui si nascondeva
l'inadeguatezza del nostro paese ad affrontare il mercato e che
questo avrebbe costretto il governo a prendere i provvedimenti
necessari, cioè i padroni di casa a provvedere al necessario per le
pulizie.

E così, dopo dieci anni di governi
legaberlusconiani più qualche spicciolo di altri, dove si è fatto
di tutto perché le persone alzassero gli occhi al cielo e non
guardassero il pavimento oggi si è accumulata tanta di quella
polvere che rimettere il tappeto potrebbe non bastare per
nasconderla.

 

Ma su cosa allora vale la pena di
dibattere? Svanita ormai (almeno si spera) l'illusione della
crescita, grazie all'analisi di parametri quali l'impronta ecologica
dal punto di vista teorico, e sperimentalmente dall'analisi
dell'andamento dell'economia negli ultimi anni, sarebbe bene
concentrarsi sulla scelta fra le due restanti alternative: Decrescita
Infelice (non per tutti) o decrescita Felice.

La Decrescita Infelice è l'unica
alternativa che hanno a disposizione gli animali: quando le risorse
dell'ambiente dove vivono diminuiscono, i più forti continuano a
mangiare come prima, i più deboli muoiono; se ciò non basta i più
forti invadono i territori dei vicini, e se non basta ancora si
emigra, se infine tutto ciò non è sufficiente, avviene
l'estinzione.

E' tutto quello che ha fatto finora
l'uomo: i più deboli sono morti di denutrizione o, come sta
avvenendo oggi, si suicidano, le guerre predatorie del colonialismo,
lo sterminio degli indiani d'America nel passato, l'aggressione oggi
ai palestinesi,gli emigranti italiani nel passato ed i migranti verso
l'Italia oggi, sono tutte forme di decrescita infelice, sia per i
vincitori che per i vinti (come già detto non per tutti).

Ma la miglior descrizione degli effetti
futuri della Decrescita Infelice è contenuta nel video “Gaia, il
futuro della politica”

http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.php.
Anche se per condividere l'ottimistico finale (si fa per dire, visto
la riduzione della popolazione mondiale a circa un decimo), vale a
dire una democrazia diretta mondiale basata sulla rete, viste le
attuali situazioni, dobbiamo non pensare a chi gestirebbe la rete.

L'uomo, però, essendo dotato di
intelligenza e cultura, ha la possibilità di trovare strategie
alternative, quale appunto è la Decrescita Felice, per tener pulita
la casa senza eliminare la maggior parte di coloro che ci abitano.

Difficile sintetizzare un concetto
complesso in poche parole, si corre sempre il rischio di
travisamento, come tentativo si potrebbe dire che si tratta di una
decrescita controllata e non lasciata libera a sé stessa dove la
“felicità” data dal consumo viene sostituita da quella data
dalle relazioni sociali. La conseguenza non è un rifiuto della
tecnologia, è il rifiuto del PIL come parametro di “felicità”
dei cittadini, è l'invito all'incremento dell'autoproduzione, al
risparmio energetico, al dono,…tutte attività che riducono la
quantità di lavoro salariato, a favore di quello non salariato, e
dell'incremento della cultura.

Per approfondire il vero significato
della Decrescita Felice rimando al sito del Movimento per la
Decrescita Felice, fondato da Maurizio Pallante.
http://decrescitafelice.it/

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 di Penta