Come si fa a revocare il consenso al trattamento dei dati a Tim se si è passati ad un altro gestore?

 

Avere un servizio clienti di qualità è molto importante perché è in base alla qualità di quest'ultimo che il cliente si fa un'immagine dell'azienda. Avete mai chiamato il 119? Bisogna essere molto fortunati perché capitano spesso operatori non proprio cortesi e piuttosto incompetenti. Infatti, per questo motivo, lo scorso giugno ho deciso di cambiare gestore. A quest'ultimo, non ho nemmeno dato il consenso a cedere i miei dati a terzi. Nonostante questo, negli ultimi due giorni ho ricevuto ben tre chiamate da Sky ed una proprio da TIM! Curioso che mi chiamassero per una proposta commerciale sul fisso ma d'altronde Tim è stata assorbita da Telecom e quindi in realtà era Telecom che deteneva i miei dati. Deteneva, perché avendo cambiato gestore non dovrebbe più averli ma forse non è così, dunque chiedo alla signorina cosa devo fare per revocare il consenso, a chi devo mandare un fax. Mi risponde: al 119. Chiedo se è anche un fax perché mi sembra strano e la risposta molto scocciata e spocchiosa è che questo l'ho detto io mentre lei mi ha detto di chiamare il 119 . . . Faccio notare che non essendo più cliente tim, la telefonata mi costa ma come
risposta ottengo che in pratica è un mio problema. Decido comunque di chiamare il 119 ma non mi va meglio. La signorina mi rimbalza dicendo che essendo passata ad altro gestore io per loro non esisto più, che loro non hanno più i miei dati a terminale. Inutile cercare di spiegarle che mi avevano chiamata poco prima per cercare di farmi un'offerta commerciale e che quindi presuppongo ci sia un database che loro usano per il marketing. Lei prosegue sulla sua linea fino a trattarmi come una stupida. Mi chiede il numero, lo inserisce, fa la scena anche di chiedermi il nome e poi mi dice sempre con una fastidiosissima spocchia: "ecco vede schermata nera, noi di lei non abbiamo più niente".  A questo punto le faccio notare che mi sta trattando come una stupida e la risposta è di una scortesia incredibile. La signorina ha la faccia tosta di dire "questo è quello che lei pensa di se stessa".  Di sicuro ho fatto bene a cambiare gestore, anche pagassi di più, che poi non è così perché è anche più conveniente. Telecom si comporta come se avesse ancora il monopolio ma per fortuna non è così. Chiamo ancora e questa volta parla mio marito che come prima risposta ottiene "impossibile, tim non dà i numeri in giro". Da farti cadere le braccia. Ma chi ha risposto? La portinaia del call center? Allora, la domanda è: non sono più cliente tim, come faccio a revocare il consenso al trattamento dei dati? Va a chiedere e torna con il numero del registro nazionale delle opposizioni ed aggiunge che comunicherà il numero al "caring" . . . Che cos'è il "caring?" Saranno mica quelli che ti chiamano per le offerte commerciali? Ma allora il database dà schermata nera o ce n'è un altro? La questione è molto fumosa ma una domanda nasce spontanea: Chi fa i colloqui al call center della tim? Il dott. Thomas? Eh sì, perché lavorano proprio col Q! Ma di sicuro non si può dire che la nostra soddisfazione sia il loro miglior premio.

di Cinzia Bascetta

Seconda Assemblea pubblica sul debito del Comune di Parma

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Prima l'inchiesta sui responsabili del debito e poi quella su chi lo dovrà pagare

 

Gli inquietanti contorni di un Comune imprenditore, impresario, speculatore che ha operato sul mercato immobiliare e finanziario come un soggetto privato tra soggetti privati, utilizzando però danaro pubblico e piegando norme di legge all'indirizzo dell'interesse privato, hanno improntato di sé l'intero sviluppo economico-produttivo, sociale, culturale della città.

Parma è stata trasformata in un gigantesco mercato, per sostenere il quale sono state create bolle immobiliari, fatti lievitare prezzi e valori delle aree e degli affitti, scelti i partner economici, agito sulla leva finanziaria e immobiliare, speculato sul mercato finanziario dei titoli derivati, accumulato in investimenti azzardati e al buio debiti ingentissimi, che, accordati con incredibile disinvoltura da banche compiacenti, senza le sufficienti garanzie, sono lievitati esponenzialmente, facendo esplodere un sistema di governo delinquenziale.

A fronte di tutto questo è crollato il comparto dell'edilizia, con la drammatica perdita di posti di lavoro; la crisi rischia di investire settori strategici dell'economia locale, dal comparto metalmeccanico a quello agro alimentare sino a quello dell'artigianato e del commercio. La bolla immobiliare e l'espansione incontrollata della città, realizzata in modo scellerato a scapito di un equilibrio ambientale e della stessa identità urbana, non solo non ha fornito una risposta efficace al tema della casa a prezzi accessibili per tutti, ma gli affitti sono ancora tra i più alti e le procedure di sfratto e di mobilità sono in preoccupante aumento.

 

Anche la Relazione finale sulla gestione commissariale di Mario Ciclosi, nella parte dell’analisi indica una correlazione fra dissesto finanziario, corruttela amministrativa e speculazione privata.

 

Il Piano finanziario 2012-14, predisposto dal Commissario, tuttavia, nel prefiggersi il risanamento del debito, scarica sulla cittadinanza in modo squisitamente antidemocratico tutti gli oneri, persino le pretese delle società private e delle banche corresponsabili del disastro, senza prevedere il tempo necessario all’accertamento delle responsabilità e al perseguimento dei responsabili, giacché disegna un rientro dal debito in cinque anni, a marce forzate tramite la triplicazione del prelievo fiscale (con particolare riferimento all'aliquota dell'IMU), la cessione di beni municipali, la contrazione dei servizi, la mortificazione della spesa sociale e culturale.

 

In realtà la “ricetta Ciclosi”, improntata all’unico principio del totale fulmineo risanamento del debito, senza distinguere i responsabili dalle vittime, traccia una linea politica sotto i panni della mera burocrazia contabile. ponendo una sorta di pietra tombale su tutto ciò che è stato, sulla genesi del debito, sui responsabili.

 

La Commissione di Audit intende evidenziare con forza che il piano di Ciclosi impone ai cittadini tasse e sacrifici praticamente insostenibili e soprattutto iniqui in mancanza di un’inchiesta che acclari le vere ragioni d’ogni quota del debito parmense.

È un piano inaccettabile per affrontare la grave situazione del Comune di Parma, che al contrario è da valutare attraverso il filtro politico della pubblica utilità e dell’insostituibile bene dei cittadini.

Tale piano finanziario peraltro è in corso di realizzazione già da alcuni mesi: la macchina comunale sta predisponendo vari interventi improntati all'idea di ripianare il debito, attraverso sforbiciate indiscriminate alla spesa sociale, aggravio della leva fiscale, svendita del patrimonio pubblico, scadenze capestro, risarcimenti e penali a carico del municipio, che di fatto lascia indenni e più ricchi i rapinatori delle casse comunali e chiama a pagare in loro vece chi il furto l’ha subìto.

 

PER

fermare questo piano inaccettabile che spaccia per risanamento economico del Comune la sospensione dei diritti,

ottenere che ogni quota del debito parmense sia accertata, pubblicata e corredata dal nome e cognome di chi l’ha prodotta,

pretendere che tutti i debiti illeciti e odiosi, accesi o accumulati contro gli interessi pubblici, siano risarciti al Comune dai rispettivi responsabili e non dall’intera cittadinanza.

 

LA COMMISSIONE DI AUDIT PER L'INCHIESTA SUL DEBITO PUBBLICO ORGANIZZA

giovedì 5 luglio alle h.21, presso il Centro di via Bizzozzero, Parma

(portico di Lega ambiente)

LA SECONDA ASSEMBLEA PUBBLICA

 

nel corso della quale saranno resi noti gli esiti del lavoro istruttorio finora svolti

 

  • La ricetta Ciclosi: prof. Cristina Quintavalla

  • Dove riprendere i soldi dei cittadini: prof. Carlo Giuseppe Rossetti

  • Il Comune imprenditore: prof. avv. Giorgio Pagliari

  • Lo scandalo SPIP: arch. Mariapia Ranza

 

Seguirà il dibattito

Maria Ricciardi (p. Commissione di Audit per l'indagine sul debito pubblico) 

http://www.liberacittadinanza.it