Acqua pubblica: La delegazione del Coordinamento regionale lombardo dei Comitati Acqua pubblica è stata ricevuta dalla VIII Commissione della Regione Lombardia

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Report Audizione del Coordinamento regionale lombardo dei Comitati Acqua pubblica, presso VIII Commissione del Consiglio Regionale Lombardia – 9 maggio 2012

 

La delegazione del Coordinamento regionale lombardo dei Comitati Acqua pubblica (composta da Roberto Fumagalli, Rosario Lembo per il Comitato italiano Contratto Acqua ed in rappresentanza anche del Comitato Milanese Acqua Pubblica, Martina Simonini e Andrea Patroni del Comitato di Sondrio, Luigi Visigalli del Comitato di Lodi) è stata ricevuta in audizione mercoledì 9 maggio 2012 alle ore 10,30 dalla VIII Commissione (Agricoltura, Parchi e Risorse idriche) della Regione Lombardia, in merito alla legge L.R. 26/2003, che disciplina i servizi locali di interesse economico generale, tra cui il S.I.I..

A differenza di precedenti audizioni scarsamente partecipate, alla seduta della Commissione, che aveva all’ordine del giorno diversi altri punti, erano presenti i componenti di quasi tutte le forze politiche.

Dopo aver segnalato il ritardo con cui è stata accolta la richiesta di audizione depositata nell’ottobre dello scorso anno, il Coordinamento ha ricordato che le proposte sottoposte all’attenzione della Commissione sono sostenute, oltre che dai Comitati acqua di tutta la Lombardia, anche dalle centinaia di aderenti all’“Appello per l’acqua pubblica in Lombardia”, tra cui molti sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali, associazioni, cittadini. Il testo dell’Appello e le relative adesioni sono state consegnate al Presidente e ai Commissari.

La richiesta del Coordinamento Lombardo è quella che la Regione avvii l’iter di riforma delle legge regionale 26/2003 con specifico riferimento al servizio idrico. Le motivazioni sottostanti questa richiesta risiedono in primis nella esigenza di adeguare il testo ai risultati referendari ed alle sentenze della Corte Costituzionale ma anche l’esigenza, particolarmente sentita dai Sindaci, di disporre di un quadro legislativo rinnovato e certo, esigenza che emerge con chiarezza anche dalla Relazione sullo stato di attuazione della legge regionale sui servizi idrici, predisposta dall’Assessorato all’ambiente e risorse idriche che presenta una situazione confusa, disarticolata e non conforme agli adempimenti e scadenze previste dalla stesse norme regionali. Il Coordinamento ha rimarcato che le incongruità e le inadeguatezze del vigente testo della LR, la rendono di fatto inapplicabile mentre in alcuni casi si creano situazioni di stallo o di conflitto tra organismi (vedasi situazione di Cremona).

Sulla base di questi presupposti, la delegazione del Coordinamento acqua ha auspicato che il Consiglio regionale si faccia promotore (attivando un percorso partecipativo) di una nuova legge specifica sull’acqua (mentre oggi la LR 26/2003 riguarda anche altri SPL), includendo la salvaguardia della risorsa, la riunificazione delle competenze (oggi suddivise tra più enti), una riorganizzazione del Servizio idrico integrato che deve essere sottratto dai servizi a rilevanza economica e che deve essere governato e gestito in maniera totalmente pubblica e partecipata.

Nelle more di una nuova legge regionale specifica sull’acqua, il Coordinamento ha sottoposto alla Commissione le richieste di modifica della vigente legge regionale n. 26/2003 (così come modificata dalla 21/2010) con specifico riferimento al Capo III ed in particolare agli articoli 47-48-49 che disciplinano il Servizio idrico integrato, proponendo che tale servizio venga definito di interesse generale, privo di rilevanza economica, il cui governo deve essere ricondotto ad un unico organo partecipato dagli enti locali e dai cittadini, con affidamento della gestione ad enti di diritto pubblico. Rispetto alla organizzazione territoriale, si propone di revisionare il modello lombardo fondato sugli Uffici d’Ambito provinciali, sostituendo questa dimensione amministrativa con quella dei Bacini idrografici in quanto questa modalità è in linea con le indicazioni espresse dal Ministero dell’Ambiente rispetto al governo di tutte le risorse idriche e con il processo di riorganizzazione delle Province introdotto dal Governo nazionale. Questa impostazione consentirebbe di introdurre per ciascun ambito il Consiglio di bacino formato da un’assemblea composta da tutti i comuni, rivalutando cosi l’autonomia diretta di governo e di gestione da parte dei Comuni. La proposta si completa con la previsione della partecipazione dei cittadini, attraverso associazioni e comitati degli utenti, anche con funzioni di controllo sulle scelte di pianificazione e di gestione.

Per quanto riguarda l’affidamento della gestione del SII, la proposta del Coordinamento è quella di eliminare dal testo vigente dell’art. 49 i riferimenti al decreto Ronchi (art. 23 bis, abrogato dal referendum) e alle società patrimoniali (dichiarate incostituzionali dalla Consulta). La gestione deve pertanto essere affidata a soggetti di diritto pubblico, da costituirsi in ogni ATO con la possibilità di individuare più gestori per ogni ATO.

Il Coordinamento conclude chiedendo che la Commissione prenda in esame le richieste di modifica della legge regionale ed invita il Presidente a farsi carico di presentazione in aula delle proposte di modifica degli articoli contenute nel testo che è stato consegnato ai membri della Commissione.

 

Il  Presidente della Commissione apre quindi il dibattito (che risulta però “ingessato”, in quanto l’assurdo regolamento interno prevede che i commissari possano solo rivolgere domande alla delegazione in audizione), premettendo, a livello personale, che in presenza di un servizio svolto in monopolio egli non ha preclusioni sulla gestione pubblica; che mantiene alcune perplessità rispetto al governo dei Bacini idrografici (poiché esulano dalle suddivisioni amministrative di carattere extraprovinciale); inoltre auspica il superamento delle gestioni comunali in economia ed evidenzia le difficoltà a reperire le risorse economiche per il finanziamento degli investimenti necessari. Intervengono altri consiglieri evidenziando sostegno alle gestioni pubbliche, con richieste di precisare meglio le modalità con cui si pensa che i cittadini possano intervenire nella gestione, se cioè si pensa ad una rappresentanza nei Consigli di amministrazione degli ATO o delle aziende.

In riposta a queste domande, i membri della delegazione del Coordinamento rispondono con precisazioni che supportano l’applicabilità delle richieste avanzate, sia rispetto ai bacini, che al reperimento delle risorse.

Per supportare l’inefficacia del testo vigente della legge regionale, i rappresentanti del Comitato di Sondrio ricordano la situazione specifica dell’ATO di Sondrio, di fatto mai costituito (né come A.ATO né tantomeno come Ufficio d’Ambito) e pertanto senza Piano d’Ambito.

La seduta si chiude alle ore 11, 30 in funzione della agenda dei lavori della Commissione.

di Roberto Fumagalli

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