L’incolpevole invenzione di malattie dei radiologi

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Cisti renali, angiomi epatici, polipi della colecist, linfonodi reattivi (indifferenziabili da quelli normali) e via discorrendo . Una serie di reperti di nessunissima importanza abbondano nei referti di ecografia, di TAC o di radiologia tradizionale.

Le apparecchiature sono sempre più sofisticate e vedono reperti sempre di sempre minori dimensioni: questo fatto non ho mai capito se sia un vantaggio o una cosa deleteria per il paziente: i reperti sono di natura benigna, ma allora che cosa si descrivono a fare?

I reperti hanno una minima probabilità di essere maligni. E si creano ansie inutili che finiscono per determinare stress nelle persone magari sane che finiscono con l'ammalarsi sul serio.

Se un reperto non viene segnalato il paziente, al successivo controllo eseguito da qualcun'altro potrebbe invece essere segnalato (i radiologi poi, si sa , tra di loro si vogliono molto bene …) , e a questo punto potrebbe scattare la denuncia.

La denuncia è sempre più facile ed è stata favorita da una campagna pubblicitaria negativa da parte dei mass-media e da organizzazioni di avvocati con scarsa clientela che hanno fiutato il business nelle pratiche medico legali.

A questo punto non rimane altro che segnalare i reperti, qualunque reperto avesse 1 probabilità su10.000 di essere un tumore.

E la cosa non avviene soltanto nella patologia cronica ma anche in quella acuta , ad esempio per eventi traumatici , dove accadono le cose più sconcertanti: il medico di pronto soccorso manda il paziente a fare i raggi a 8 segmenti ossei nonostante il dolore forte ce l'abbia in uno solo; il radiologo su 8 segmenti vede reperti dubbi anche in punti non dolent; l'ortopedico non si assume la responsabilità di dire che non c'è niente. Ne potrebbe seguire una TC inutile oppure , ancora peggio, un apparecchio gessato da tenere due mesi altrettanto inutile , finchè il paziente non decide sua sponte di prendere un paio di forbici e levarselo . Il commento che più di tutti gira in ospedale e in radiologia (ovviamente inter nos) è: sei venuto a rompere i coglioni, adesso ne paghi le conseguenze!

Ma torniamo un momento a parlare di patologia cronica : certi reperti non solo hanno una scarsa possibilità di essere un cancro , ma tutto l'iter diagnostico-terapeutico successivo potrebbe essere un danno per il paziente . Si fanno una valanga di ago-aspirati su reperti a minimo rischio . Ma il trauma dell'ago aspirato potrebbe far degenerare un nodulo che, benigno o no, sarebbe potuto starsene lìsenza rompere le scatole a nessuno.

Si pero', ti dicono: e se fosse un tumore?

Qui c'è un problema di ignoranza di fondo da parte della medicina ufficiale che ignora alcuni dati scientifici inconfutabili dei quali, se dovesse tener conto, si dovrebbe necessariamente dare maggiore rilevanza a determinate sostanze , come per esempio gli antiossidanti, che vogliono invece tenere chiusi in un cassetto: ci sono determinati organi dove è molto facile che venga un tumore , ma non è altrettanto facile che il paziente muoia di questo tumore:

facciamo un esempio: la tiroide. Il 30% delle persone ha noduli tiroidei: la maggior parte sono benigni, daccordo: esistono dei parametri ecografici che potrebbero orientare verso la malignità: benissimo. Ho perso il conto di quanti noduli di aspetto benigno sono stati diagnosticati come cancri all'ago-aspirato: ne segue intervento chirurgico, se va di sfiga anche una chemio o radio. L'intervento potrebbe anche far saltare qualche nervo importante come quello frenico.

Nelle autopsie su pazienti deceduti per altri motivi si trovano quasi sempre tumori , soprattutto alla tiroide e alla prostata : ma la mortalità per il tumore della tiroide è nettamente inferiore a quella del colon , mammella, polmone, pancreas, stomaco, linfomi, rene , vescica ; e non è certo per i progressi della medicina, visto che la diagnosi di tumore della tiroide , se precoce, è assolutamente casuale, ma perchè tu , col tuo sistema immunitario, sei riuscito a tenere a bada per 20 anni il tumore stesso! Allora forse sarebbe importante tenere costantemente alta l'attività del sistema immunitario!

Forse allora , se hai qualche noduletto dubbio , Qualcosa di piccolo che non si sa che cos'è inanzitutto si tiene sotto controllo. (attenzione , alcune cose sono certamente benigne e non vale neppure la pena di controllarle anche se parecchi, specie nel privato ci mangiano sopra) Si inoltre assumere terapie antiossidanti, le stesse che si usano per tumori conclamati e che a volte funzionano anche in questi casi, figurarsi sul nodulino!

Vitamina C, vit E , vit A , selenio , the' verde , a dosi massiccie (quelle che non trovi mai nelle erboristerie e nelle farmacie che vendono quasi sempre prodotti sottodosati perchè bisogna rispettare le normative statali …)

Si ma non diciamolo troppo forte, perchè se si scopre che funzionano sarebbero utilizzati per tutto il resto e le case farmaceutiche andrebbero in rovina!

Meglio di no: meglio ago-aspirare, intervenire, fare esami su esami e alla fine, far fuori il paziente!

di Gian Paolo Cavallaro (medico radiologo)

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