I soldatini della Croce Viola di Milano

118

Continua la saga della malasanità milanese. Una sera chiamiamo il 118 perché mio marito aveva dei dolori fortissimi all'addome che non passavano nonostante avesse preso diversi medicinali, in ultimo lo zantac. Un amico medico ci consiglia di andare all'ospedale. Arriva la squadra, composta dal capetto e tre gregari. Chiediamo di non andare all'ospedale Niguarda, quello dove metà degli operatori ha lo stesso cognome, e il capetto ci risponde che non è possibile, che le regole sono che lui ci porta all'ospedale più vicino e non si discute. Provo a spiegare che al Niguarda mi stavano mandando all'altro mondo per una crisi respiratoria che secondo loro era un attacco di panico, mentre invece si trattava di una reazione allergica ad un antibiotico. Niente da fare, il capetto fa la voce grossa, ma la cosa che mi ha colpito di più è stato vedere gli altri tre in riga a testa bassa, ma veramente a testa bassa, tanto che ho pensato ma è il 118 o l'esercito? Poi uno si fa coraggio e suggerisce che in questi casi è possibile chiamare la centrale e farsi autorizzare ad andare in un altro ospedale. Mica quello però chiama subito, preferisce polemizzare sulla sua autorità, eh già, mai mettere in discussione l'autorità di un poveretto al quale è stato dato un minimo di potere. Devo insistere per fargli fare quella telefonata ma alla fine la fa e viene autorizzata la multimedica di Sesto. Non appena il capetto si allontana un'altra dei gregarietti alza la testa per redarguirmi che le regole sono regole e vanno rispettate, loro fanno un servizio. L'ironia della sorte ha voluto che dopo un po' abbia fatto effetto lo zantac, sebbene fosse passata più di un'ora e così alla fine non siamo andati in nessun ospedale. Andati via leggiamo sul foglio che ci hanno lasciato che è possibile chiedere di essere portati in un altro ospedale . . . ergo prima di fare le ramanzine e prima di abusare del proprio potere sulle persone sofferenti è bene leggerle le regole. E' sempre più evidente che questa società è fatta di capetti e gregarietti che abbassano la testa senza domandarsi se stanno agendo bene, sono solo tanti mattoncini nel muro del conformismo e dell'indifferenza.

di Cinzia Bascetta

Disastro alle cinque terre: i pini erano malati e potevano essere curati

Alluvione 5 terre

Parliamo delle 5 terre, recentemente ci è giunta questa notizia. I proprietari di un resort della zona hanno affermato di essere riusciti a contenere i danni facendo nel loro piccolo prevenzione. Posseggono 153.000 mq di giardino di cui si prendono cura. Si erano accorti che i pini della Liguria stavano morendo per colpa del Matsucoccus Feydatus. Questi signori, insieme all'Enea avevano trovato la cura, che hanno applicato ai loro alberi salvandoli quasi tutti. Ma quando si sono rivolti alle autorità locali, l'allora assessore regionale all'ambiente ha alzato le spalle dicendo che non era di sua competenza. Gli è stato anche detto che quando i pini sarebbero morti e le montagne franate il problema sarebbe diventato di sua competenza… Purtroppo sembra che siano stati proprio questi pini morti (e non tagliati, perchè nessuno fa più la manutenzione dei boschi) a crollare nell'alveo dei fiumi e a provocare l'onda di piena… Una volta le persone andavano nei boschi a raccogliere la legna secca per la stufa, ora è persino vietato ed i boschi vengono lasciati così, quando non vengono rasi al suolo per edificare. I corsi d'acqua vengono coperti dal cemento, ma non si può vincere contro la natura. Dio mise l'uomo in un giardino perché ne avesse cura, forse dovremmo ricominciare ad ascoltare la saggezza di queste parole per vivere meglio.

di Cinzia Bascetta