Grazie ai Black Blocs gli Indignati finiranno come i No Global

Black block

Una testimonianza pubblicata sul Manifesto.

Non è la prima volta che sentiamo testimonianze del genere, sarà vero? Non possiamo garantirlo ma possiamo fare una riflessione su quanto accaduto. Da giorni i cosiddetti Black Bloc si stavano organizzando in rete, a Roma. Nelle vie in cui doveva passare il corteo non sono stati rimossi i cassonetti dell'immondizia e non sono stati messi divieti di sosta. All'inizio del corteo, la polizia era veramente poco presente e ciò ha reso possibile lo sfacelo da parte di questi gruppi, poi sono arrivati i rinforzi e con chi se la sono presa? Con i manifestanti. Molti di noi avranno visto le immagini di quel ragazzo a volto e capo scoperto con la bandiera della pace e le mani alzate che si prende un pugno in faccia da un poliziotto per non aver fatto nulla. Abbiamo visto il video di quel povero ragazzo a terra che invece di essere aiutato a rialzarsi o tuttalpiù arrestato, sempre che avesse fatto qualcosa, è stato preso a calci dai poliziotti. Ma la polizia una volta immobilizzata la persona, ha il compito di arrestarla o di massacrarla? Non credo che il diritto da parte della polizia di prendere a calci una persona a terra sia sancito dalla Costituzione. Abbiamo sentito la testimonianza di quella ragazza cui la polizia a spaccato i denti, era una manifestante pacifica.

Ed ora pensiamo alle conseguenze. La manifestazione è stata interrotta, il sindaco di Roma ha vietato i cortei per un mese, i romani che hanno subito danni si sono indignati contro gli indignati attribuendo talvolta ai manifestanti la responsabilità di tale sfacelo. Non si parla di precarietà ma si parla di violenza. Tutti i media hanno concentrato l'attenzione sulla violenza cercando di creare aggregazione sulla condanna della violenza. Siamo tutti uniti contro la violenza e ci dobbiamo dimenticare della precarietà che sta affamando la gente.

A chi hanno fatto gioco quindi i fatti di Roma? Ai manifestanti o a chi ha l'interesse che non si parli di precarietà?

Ieri sera durante la trasmissione "Piazza Pulita" alcuni precari hanno spiegato molto bene il problema. Hanno detto che anche la precarietà vissuta ogni giorno è una violenza, togliere il futuro ai giovani ed anche ai meno giovani, perché ci sono precari quarantenni, cinquantenni, che forse stanno anche peggio, è una violenza. E se questi black blocs servissero a creare nell'immaginario collettivo un parallelo tra indignazione e violenza per reprimere con 'giusta causa'?

Più di un anno fa Paolo Franceschetti nel suo blog faceva riflessioni analoghe sui black bloc e sul G8 di Genova, giungendo ad una conclusione inquietante ma su cui vale la pena riflettere. Alla luce dei fatti di Roma, riproponiamo il suo articolo. (Cinzia Bascetta)

I Black Block al G8 di Genova. Chi erano e cosa volevano realmente.


Paolo Franceschetti

E' dai tempi del G8 che mi domando chi erano questi misteriosi "Black Block" detti anche tute nere, che hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.

Ma, andando a caccia di notizie, non ho mai trovato teorie o articoli di un certo rilievo su questo gruppo.

Quello che si trova è questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Black_bloc

oppure
http://www.storiaxxisecolo.it/g8/G8black.htm

Le domande che si fanno tutti sono due.

1) Come mai hanno spaccato, distrutto, danneggiato, incendiato, e la polizia non ne ha arrestato neanche uno?

2) Perché la polizia ha caricato pacifici manifestanti ma non ha mosso un dito contro i Black Block?

Infine, la domanda più importante: chi sono realmente i Black Block?

Mettiamo in ordine alcuni fatti con le spiegazioni che ci hanno dato sempre finora.

– Raccontano molte testimonianze che la polizia non ha fatto nulla contro i Black Block, e li ha lasciati indisturbati a danneggiare e incendiare; in compenso, dopo pochi minuti, lo stesso gruppo di poliziotti caricherà inermi manifestanti dell'Azione Cattolica. "Errore", diranno le spiegazioni ufficiali; "disorganizzazione", diranno altri; "impreparazione" delle nostre forze dell'ordine, diranno altri ancora.

– In alcune scene si vedono gruppi di poliziotti che arretrano di fronte ad un solo Black Block. La spiegazione ufficiale è che non volevano caricarlo, per non fargli del male.

– Alcune foto ritraggono i Black Block che si vestono e si armano di fronte alla polizia che rimane ferma, immobile. La spiegazione ufficiale: forse perché ancora non hanno commesso alcun reato; quindi i poliziotti vigilano e cercano di non creare per primi il pretesto ad una scena di violenza.

– Altre foto che sono circolate i giorni dopo il G8 riprendono i Black Block che passano di fronte ad una caserma e fanno il saluto militare. Per sfottere i militari, disse qualcuno. Sì, per sfotterli, perché loro sono anarchici e contro il sistema.

– Alcuni testimoni raccontano di aver visto molti black block parlare con la polizia come se niente fosse, come vecchi amici. Segno di apertura mentale da ambo le parti, ha commentato qualcuno.

– Altre testimonianze parlano di un gruppo di qualche centinaio di Black Block che nei tre giorni precedenti si esercitava a soli 400 metri da una caserma di polizia… (v. il link che postiamo sotto). Mica è proibito esercitarsi fisicamente, commenta qualcuno… che cosa c'è di strano?

– Alcune foto e il filmato che alleghiamo fanno vedere i Black Block che assaltano un carcere; la polizia non solo non li ferma, ma scappa addirittura via (mentre la procedura prevede che perlomeno avrebbero dovuto chiamare rinforzi). Perché? Qui la spiegazione ufficiale non dice nulla. L'episodio è rimasto inspiegato e inspiegabile.

Ci sono poi altre domande da farsi. Questi gruppi sono arrivati a Genova superando i controlli della polizia di frontiera, armati fino ai denti, in furgoni e altri mezzi che non passavano certo inosservati. Possibile che nessuno li abbia mai fermati?

Sorge spontanea un'altra domanda; se i Black Block sono contro il sistema, perché hanno distrutto vetrine, auto, incendiato, ecc. danneggiando così semplici cittadini che di questo sistema sono vittime? Dietro ad una vetrina di un negozio spesso non c'è il grasso banchiere affamatore di popolo, ma la famiglia che tira a campare con quel poco che il fisco non le ruba. Dietro alla Uno e alla Ritmo sfondate a martellate e date alle fiamme non ci sono certo ricchi sceicchi arabi e proprietari delle multinazionali (cioè i soggetti contro cui è diretta la campagna no global) ma gente semplice, che paga con fatica le 200 euro al mese di rata e a cui l'auto serve magari per andare a lavorare.

In realtà io credo che la spiegazione sia una sola.
Dopo anni che ho studiato i libri sui servizi segreti di De Lutiis e Giannuli, che ho letto testimonianze giudiziarie e non sui metodi di infiltrazione dei servizi, mi sono convinto di una cosa. Leggi tutto

fonte http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/06/i-black-block-al-g8-di-genova-chi-erano.html

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