MoV 5s: UN FARMACO PERICOLOSO?

Medicinali

L'allarme, molto serio, è stato lanciato dall'ultimo numero di “Bollettino di Controllo dei Farmaci”, la pubblicazione bimestrale che informa sugli effetti indesiderati dei farmaci.

Stavolta nel mirino della rivista è questa specialità, recentemente introdotta in Italia per combattere la castite, quella fastidiosissima affezione alle vie urinarie che spesso causa una dolorosa rotazione dei testicoli.

Quello dei farmaci anticastite è un settore su cui l'industria farmaceutica ha spesso puntato, perché di facile successo data la diffusione della castite, sebbene finora le cure proposte abbiano evidenziato terribili effetti collaterali.

Nonostante ciò, vengono ugualmente utilizzati anche se ormai quasi più nessuno fa ancora uso del vecchio Fascio, è attualmente diffusissimo il Padus prodotto dalla ditta Bossi & Famiglia.

La nuova specialità è stata accolta con molto favore alla sua presentazione, grazie all'interessante meccanismo d'azione dichiarato, differente da quello degli altri farmaci: agisce come un virus, entrando anch'esso all'interno delle cellule e rendendole così capaci di resistere all'attacco dei virus patogeni.

L'approccio sembrerebbe ottimale, anche perché, secondo il bugiardino, sarebbero sufficienti piccole dosi per ottenere i risultati desiderati su entrambi i virus che generano la malattia.

Tutto ciò però in teoria, perché i primi risultati della sperimentazione sul campo hanno evidenziato che in molti casi l'utilizzo di questo farmaco, prodotto dalla Casa Reggio ed Associati, presenta effetti piuttosto differenti dalle promesse e di entità tutt'altro che trascurabile.

Innanzitutto, in molti casi riscontrati in Campania, in Lombardia, ed ultimamente anche in Molise, si è visto che l'organismo non accetta i principi attivi, comportamento che la Casa Reggio ed Associati giustifica in vari modi, sempre comunque associati non al farmaco ma al fisico su cui viene effettuato il trattamento.

Ma, fatto ancor più grave, in un caso accertato in Molise ed in un caso dubbio in Piemonte, sembra che la somministrazione del farmaco abbia peggiorato la situazione.

Naturalmente ci si è interrogati sul perché di questi “effetti collaterali” e, anche se il meccanismo che li produce non è stato del tutto sviscerato, tuttavia qualche ipotesi piuttosto credibile è stata fatta.

La Castite ha due forme, Castite Dx e Castite Sx causate da due differenti virus, entrambi presenti nell'organismo e fra loro antagonisti. Poiché il MoV 5s agisce soprattutto nei confronti del virus della Castite sx, nei casi succitati il virus della castite dx ha potuto dilagare.

Per far comprendere questo meccanismo, ricorriamo ad un paragone del tutto estraneo all'ambiente medico.

Negli Stati Uniti anni fa ci fu in Texas l'invasione delle “formiche pazze”, così chiamate per il modo assolutamente irregolare di procedere, così diverso dalle tipiche ordinate colonne che caratterizzano le altre specie. Queste formiche sono una vera peste: “Attaccano e distruggono i pneumatici dei camper, mettono fuori uso impianti industriali ed elettrici e se vi fermate in giardino nel giro di secondi le formiche hanno ricoperto le vostre scarpe. “

Si pensò naturalmente di ricorrere alla guerra chimica, ma, dato che le formiche pazze, a differenza delle altre specie che hanno una sola regina ne possono avere anche più di 40, il risultato fu lo sterminio di tutte le altre formiche che, sia pur blandamente, le contrastavano, mentre queste ultime, a fronte di un indebolimento, si sono trovate prive di antagonisti ed hanno potuto così dilagare conquistando sempre maggiori porzioni del territorio americano.

Naturalmente, per sostenere le vendite del proprio farmaco la Casa Reggio ed Associati è costretta a sostenere che non c'è differenza fra la castite Sx e la dx, ma chi, come è successo nel milanese, le ha provate entrambe, è di parere diverso.

Sta naturalmente ai pazienti scegliere se veder aggravare per il momento la propria malattia in attesa di un miglioramento in un futuro molto lontano, senza tener presente il comportamento dei precedenti farmaci anticastite.

In questo contesto è apparso molto strano ai più l'elogio del farmaco fatto dal presidente della 3B [Berlu Bagna Berto s.n.c.] che ha ringraziato augurandole una lunga vita di successi la Casa Reggio ed Associati, visto che questa azienda campa sui danni prodotti dalla castite.

Siamo proprio sicuri che il MoV 5s non sia stato progettato e messo sul mercato proprio per i suoi effetti collaterali che favoriscono la 3B?

di Penta

Grazie ai Black Blocs gli Indignati finiranno come i No Global

Black block

Una testimonianza pubblicata sul Manifesto.

Non è la prima volta che sentiamo testimonianze del genere, sarà vero? Non possiamo garantirlo ma possiamo fare una riflessione su quanto accaduto. Da giorni i cosiddetti Black Bloc si stavano organizzando in rete, a Roma. Nelle vie in cui doveva passare il corteo non sono stati rimossi i cassonetti dell'immondizia e non sono stati messi divieti di sosta. All'inizio del corteo, la polizia era veramente poco presente e ciò ha reso possibile lo sfacelo da parte di questi gruppi, poi sono arrivati i rinforzi e con chi se la sono presa? Con i manifestanti. Molti di noi avranno visto le immagini di quel ragazzo a volto e capo scoperto con la bandiera della pace e le mani alzate che si prende un pugno in faccia da un poliziotto per non aver fatto nulla. Abbiamo visto il video di quel povero ragazzo a terra che invece di essere aiutato a rialzarsi o tuttalpiù arrestato, sempre che avesse fatto qualcosa, è stato preso a calci dai poliziotti. Ma la polizia una volta immobilizzata la persona, ha il compito di arrestarla o di massacrarla? Non credo che il diritto da parte della polizia di prendere a calci una persona a terra sia sancito dalla Costituzione. Abbiamo sentito la testimonianza di quella ragazza cui la polizia a spaccato i denti, era una manifestante pacifica.

Ed ora pensiamo alle conseguenze. La manifestazione è stata interrotta, il sindaco di Roma ha vietato i cortei per un mese, i romani che hanno subito danni si sono indignati contro gli indignati attribuendo talvolta ai manifestanti la responsabilità di tale sfacelo. Non si parla di precarietà ma si parla di violenza. Tutti i media hanno concentrato l'attenzione sulla violenza cercando di creare aggregazione sulla condanna della violenza. Siamo tutti uniti contro la violenza e ci dobbiamo dimenticare della precarietà che sta affamando la gente.

A chi hanno fatto gioco quindi i fatti di Roma? Ai manifestanti o a chi ha l'interesse che non si parli di precarietà?

Ieri sera durante la trasmissione "Piazza Pulita" alcuni precari hanno spiegato molto bene il problema. Hanno detto che anche la precarietà vissuta ogni giorno è una violenza, togliere il futuro ai giovani ed anche ai meno giovani, perché ci sono precari quarantenni, cinquantenni, che forse stanno anche peggio, è una violenza. E se questi black blocs servissero a creare nell'immaginario collettivo un parallelo tra indignazione e violenza per reprimere con 'giusta causa'?

Più di un anno fa Paolo Franceschetti nel suo blog faceva riflessioni analoghe sui black bloc e sul G8 di Genova, giungendo ad una conclusione inquietante ma su cui vale la pena riflettere. Alla luce dei fatti di Roma, riproponiamo il suo articolo. (Cinzia Bascetta)

I Black Block al G8 di Genova. Chi erano e cosa volevano realmente.


Paolo Franceschetti

E' dai tempi del G8 che mi domando chi erano questi misteriosi "Black Block" detti anche tute nere, che hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.

Ma, andando a caccia di notizie, non ho mai trovato teorie o articoli di un certo rilievo su questo gruppo.

Quello che si trova è questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Black_bloc

oppure
http://www.storiaxxisecolo.it/g8/G8black.htm

Le domande che si fanno tutti sono due.

1) Come mai hanno spaccato, distrutto, danneggiato, incendiato, e la polizia non ne ha arrestato neanche uno?

2) Perché la polizia ha caricato pacifici manifestanti ma non ha mosso un dito contro i Black Block?

Infine, la domanda più importante: chi sono realmente i Black Block?

Mettiamo in ordine alcuni fatti con le spiegazioni che ci hanno dato sempre finora.

– Raccontano molte testimonianze che la polizia non ha fatto nulla contro i Black Block, e li ha lasciati indisturbati a danneggiare e incendiare; in compenso, dopo pochi minuti, lo stesso gruppo di poliziotti caricherà inermi manifestanti dell'Azione Cattolica. "Errore", diranno le spiegazioni ufficiali; "disorganizzazione", diranno altri; "impreparazione" delle nostre forze dell'ordine, diranno altri ancora.

– In alcune scene si vedono gruppi di poliziotti che arretrano di fronte ad un solo Black Block. La spiegazione ufficiale è che non volevano caricarlo, per non fargli del male.

– Alcune foto ritraggono i Black Block che si vestono e si armano di fronte alla polizia che rimane ferma, immobile. La spiegazione ufficiale: forse perché ancora non hanno commesso alcun reato; quindi i poliziotti vigilano e cercano di non creare per primi il pretesto ad una scena di violenza.

– Altre foto che sono circolate i giorni dopo il G8 riprendono i Black Block che passano di fronte ad una caserma e fanno il saluto militare. Per sfottere i militari, disse qualcuno. Sì, per sfotterli, perché loro sono anarchici e contro il sistema.

– Alcuni testimoni raccontano di aver visto molti black block parlare con la polizia come se niente fosse, come vecchi amici. Segno di apertura mentale da ambo le parti, ha commentato qualcuno.

– Altre testimonianze parlano di un gruppo di qualche centinaio di Black Block che nei tre giorni precedenti si esercitava a soli 400 metri da una caserma di polizia… (v. il link che postiamo sotto). Mica è proibito esercitarsi fisicamente, commenta qualcuno… che cosa c'è di strano?

– Alcune foto e il filmato che alleghiamo fanno vedere i Black Block che assaltano un carcere; la polizia non solo non li ferma, ma scappa addirittura via (mentre la procedura prevede che perlomeno avrebbero dovuto chiamare rinforzi). Perché? Qui la spiegazione ufficiale non dice nulla. L'episodio è rimasto inspiegato e inspiegabile.

Ci sono poi altre domande da farsi. Questi gruppi sono arrivati a Genova superando i controlli della polizia di frontiera, armati fino ai denti, in furgoni e altri mezzi che non passavano certo inosservati. Possibile che nessuno li abbia mai fermati?

Sorge spontanea un'altra domanda; se i Black Block sono contro il sistema, perché hanno distrutto vetrine, auto, incendiato, ecc. danneggiando così semplici cittadini che di questo sistema sono vittime? Dietro ad una vetrina di un negozio spesso non c'è il grasso banchiere affamatore di popolo, ma la famiglia che tira a campare con quel poco che il fisco non le ruba. Dietro alla Uno e alla Ritmo sfondate a martellate e date alle fiamme non ci sono certo ricchi sceicchi arabi e proprietari delle multinazionali (cioè i soggetti contro cui è diretta la campagna no global) ma gente semplice, che paga con fatica le 200 euro al mese di rata e a cui l'auto serve magari per andare a lavorare.

In realtà io credo che la spiegazione sia una sola.
Dopo anni che ho studiato i libri sui servizi segreti di De Lutiis e Giannuli, che ho letto testimonianze giudiziarie e non sui metodi di infiltrazione dei servizi, mi sono convinto di una cosa. Leggi tutto

fonte http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/06/i-black-block-al-g8-di-genova-chi-erano.html

Venduti e comprati…………..un popolo nel “mercato”!

Paolo_Borsellino
(Paolo Borsellino: un simbolo di integrità)

L'apparato politico/partitico tradizionale è in via di estinzione ma………….……………è il "sistema" nel suo complesso che è MARCIO!

Bisogna dare avvio ad un ragionamento preliminare, che preveda una rivoluzione purificatrice; altra cosa sarà definire poi la "rinascita sociale"! 

Perchè è l'intero "sistema" da distruggere?

La risposta è semplice, conosciuta da tutti e ben nascosta sotto i piccoli, modesti e vergognosi interessi personali della (quasi !) totalità degli italiani: "la "corruzione diffusa"!

Se riempissimo una grande piazza con un milione di persone ed avessimo il modo di far allontanare i "corrotti" e gli "omertosi", scopriremmo che sulla piazza sono rimaste 4  o (forse ?!) 5 persone . 

Quelle 4 o 5 persone sarebbero le uniche che:

1-Non hanno mai chiesto un "favore".

2-Non hanno mai concesso un "favore".

3-Non hanno mai taciuto un fatto a loro noto, inerente i punti 1 e 2, denunciandolo nelle sedi opportune.

4-Non hanno mai privilegiato l'interesse della propria "famiglia" rispetto a quello dello Stato.

5-Non si sono mai avvalsi della facoltà di giustificare il loro comportamento omertoso dicendo che "temevano ritorsioni".

6-Non si sono mai sottratti al loro "dovere" di cittadini così come è ben espresso nel secondo comma dell'art.4 della costituzione italiana: " Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

Credo proprio che i criteri di esclusione appena elencati possano confermare il "tragico" risultato di una "piazza quasi vuota"………..ma è necessario partire da quei numeri, anche se esigui.

Mettere la "faccia" (così come richiede la piazza), quando il culo è sporco, è praticamente impossibile; (la ragione per cui in "rete" si sono diffusi i nickname la dice lunga!!!).

Ne vedremo delle belle !!

di Andrea Pescino

ll presidente del Consiglio provinciale di Milano incontra il Comitato per l’attuazione dei referendum sull’acqua bene comune

Acqua-spa-2

Comunicato Stampa dell’Ufficio di Presidenza che dà notizia dell’incontro avvenuto ieri 6/10/2011 a palazzo Isimbardi.

Il presidente del Consiglio provinciale di
Milano, Bruno Dapei, ha ricevuto oggi a Palazzo Isimbardi, assieme ai
capigruppo di maggioranza e opposizione, alcuni rappresentanti del
"Comitato per l'attuazione dei referendum sull'acqua bene comune".
Obiettivo dell'incontro, chiesto al presidente dai rappresentanti del
Comitato, quello di valutare con la Provincia un percorso per dare seguito
all'esito della consultazione referendaria di giugno.
Tre i punti su cui gli esponenti del Comitato hanno chiesto l'attenzione
del Consiglio: sollecitare l'iter di semplificazione del sistema di
gestione dell'acqua, con l'obiettivo a medio termine di superare la
divisione tra società patrimoniali e gestori, ripensare la messa a gara ai
privati del 40% delle azioni della società che eroga il servizio, prevista
dall'ATO con delibera del 2004, e approfondire quanto possibile per
unificare l'ATO di Milano e l'ATO provinciale, in vista di una gestione
"metropolitana" del servizio idrico.
Nel dare il benvenuto agli ospiti, il presidente Dapei  ha detto di
considerare quello di oggi "il primo passo per un rapporto e un dialogo
attivo con il Comitato", proponendo subito due momenti di approfondimento
politico: un confronto in Commissione Ambiente e una seduta consiliare
dedicata al tema. "La gestione del ciclo integrato dell'acqua – ha
detto il presidente – è un tema qualificante dell'attività delle
Province e va messa al centro dei ragionamenti sulla naturale evoluzione
verso la città metropolitana".