E’ veramente la chiesa di Cristo?

Voitila

A Sua Santità
Al Papa Benedetto XVI
Città del Vaticano
…Verona 25 giugno 2005

Non so se questa mia lettera verrà letta personalmente da Papa Benedetto XVI, e questo a me poco importa, ma nonostante ciò sento il dovere di insistere ancora per ricordare alla Comunità Cattolica Cristiana che esistono delle realtà non lontane, non nel terzo o nel quarto mondo, ma talmente vicine a noi che tuttavia ci si rifiuta di vederle (chi cerca la pagliuzza nell’occhio dell’altro non vede la trave che ha nel proprio) .
Sono la bellezza di trentaquattro anni, cioè dalla morte del mio primo figlio, che in un modo o nell’altro tento di mettere in evidenza agli occhi di una “Chiesa” e, relativamente alla Gerarchia Ecclesiastica, i tremendi e devastanti drammi che moltissime famiglie sono costrette a subire, dovuti alle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni che, nel nostro Paese, sono ancora obbligatorie.
Fin dal 1980 ho preso contatto con l’allora Pontefice Giovanni Paolo II, quando, durante un’udienza pubblica ebbi occasione d’incontrarlo personalmente, ricevendo già allora, assicurazione da Lui che la massima carica dello Stato Vaticano in materia di salute, l’allora ministro monsignor Fiorenzo Angelini, avrebbe attentamente esaminato i dati da me forniti per verificare se realmente fosse esistita la pericolosità delle pratiche vaccinali, usate indiscriminatamente, come io sostenevo, o se le mie preoccupazioni erano solo frutto della mia fantasia.
Si è dimostrato poi che la drammatica e devastante tragedia che successivamente sono stato costretto a vivere personalmente, non poteva e non doveva essere assolutamente considerata “fantasia”; e così, da quel tempo, una quantità innumerevole di altre famiglie sono state costrette a subire la mia stessa sorte. Mettere al mondo dei figli perfettamente sani e vederseli poi, dopo l’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie per legge, distrutti da tremende malattie quando non addirittura portati alla morte è un fatto che grida ancora vendetta al cospetto di Dio.
Mi viene perciò così da chiedermi se questa Chiesa Cattolica Cristiana, da allora, cioè dal 1980, non ha potuto o non ha voluto alzare un dito per difendere queste creature innocenti? Si trattava e si tratta tuttora di difendere delle vite umane già sbocciate e non molto semplicemente degli “embrioni”. Notando anche che la battaglia svoltasi in Italia con l’ultimo referendum ha visto tale Chiesa schierata giustamente in difesa degli embrioni stessi. Perché questo stridente impari modo di trattare vite umane?
Molte volte ho tentato di sollecitare questa Gerarchia Ecclesiastica ad interessarsi del problema, ma ho trovato una Chiesa “sorda” alle accorate grida d’aiuto che disperatamente tentavo di far giungere affinché queste tragedie non si ripetessero più, una Chiesa “indifferente” che ha permesso il continuo perpetrarsi di queste tristi ed amare conseguenze, questi genocidi. Perché non vi è stata mai alcuna concreta risposta ai miei accorati appelli da parte di qualche autorità religiosa di questa Chiesa che, come più volte ha decantato e decanta ancora di essere sempre in difesa dei più deboli e degli indifesi?
Ho fatto dono anche di un mio libro dal titolo “Maggiorenne e vaccinato o…diritto alla vita?”, che narra la drammatica vicenda della mia famiglia, sia a Giovanni Paolo II che a Benedetto XVI, ma non ho ricevuto nemmeno un minimo segno di ringraziamento, è così che questa Chiesa Cattolica Cristiana professa e soprattutto vive il Vangelo di Cristo?
Nella speranza che questi annosi problemi vengano finalmente presi in considerazione da questa finora “insensibile Comunità Religiosa Cattolica.”  Attendo perciò una possibile sollecita risposta.

Distinti saluti

Giorgio Tremante

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