Prima classe di nocività! Ecco come sono classificati i gassificatori.

Gassificatore

I GASSIFICATORI, sono impianti a rischio di incidente rilevante (D.L. 238/2005 allegato A in attuazione della Direttiva CEE 105/2003 "Seveso ter") classificati come impianti industriali di PRIMA CLASSE di NOCIVITA' come cementifici, centrali a carbone, oli pesanti ecc…..per cui spetta alle istituzioni informare e consultare adeguatamente la popolazione (L.R. 30/2000).

Come ben sappiamo nessuno ci ha mai consultato, nessuno di questi signori ha mai preso in considerazione l' opzione ZERO, NO INCENERITORE, sono 15 anni che ci battiamo, riuscendoci, per scongiurare questa soluzione finale, Vincenzi e Co. hanno raccolto i voti con la promessa di NON INCENERIRE e SUPERARE IL RICORSO SISTEMATICO ALLA DISCARICA. Informare correttamente i Cittadini non è un invito ma è un obbligo, certo che se a informare la popolazione attraverso i media ci si mettono Casale e Senesi non abbiamo nessuna via di scampo. Da quì la mia incessante richiesta a TV e giornali di poter avere la possibilità di informare correttamente i Cittadini. Voglio avere la possibilità di confrontarmi con i vertici delle amministrazioni e con i "loro" 5 SUPERESPERTI" che inceneriranno 7.000.000 di euro solo per progettare la "fabbrica della morte" a Scarpino.

Pensate che bello: SCARPINO CONTRO TUTTI, in prima serata su Primocanale, Telegenova, un bel paginone a colori di domenica sul Secolo XIX.

Mi sento così tranquillo che posso già anticipare i temi della trasmissione chissà che i "superesperti" possano accettare la sfida e si mettano a studiare soluzioni con:
1) Nessun impatto ambientale e nessun danno alla salute delle persone.
2) La massima resa economica in termini sociali e diffusi, non solo per distribuire dividendi a  queste potenti Lobby di “affaristi” ma per la tutela della salute pubblica come impone l'art 32 della nostra costituzione.

Mi sono sempre chiesto come AMIU SPA Genova possa essere sia la titolare del servizio di spazzamento (pessimo) raccolta (stradale) e ricezione che di quello di smaltimento dei rifiuti. Logica vuole che sposi le leggi di quella strana equazione nota anche col nome di "conflitto di interesse". Più rifiuti indifferenziati sono prodotti, più AMIU guadagna per la loro raccolta e più rifiuti vengono prodotti, più AMIU integra il suo patrimonio chiamato oggi discarica di Monte Scarpino e "forse domani" anche Gassificatore. Appare evidente come, stando così le cose, la costante ricerca delle soluzioni atte alla diminuzione dei rifiuti rappresenti un pericoloso spauracchio più che una sana scelta consapevole.
E’ in atto un processo di inversione di rotta, quella rotta che dovrebbe spingere verso un'attenta e sempre più responsabile gestione dei rifiuti, ma che ci trova immobili, con la testa immersa nella sabbia nella speranza che questo disgraziato pianeta riesca ogni volta ad assecondare le nostre follie. Ma per quanto ancora potremo continuare così?

Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori (nella terminologia tecnica internazionale non esistono parole fuorvianti come termovalorizzatore, termoutilizzatore e tante altre amenità del genere, sono tutti e si scrive INCENERITORS = INCENERITORI) sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute di natura sia neoplastici che non, un'incidenza di malformazioni congenite in aumento, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’infanzia, un alterato rapporto maschi/femmine alla nascita. Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro.
L’incenerimento riduce solo il volume dei rifiuti in entrata e trasforma anche materiali, relativamente inerti in ingresso, in rifiuti altamente tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, ceneri volatili, ceneri pesanti e nano polveri, la nuova frontiera dell’emergenza-salute è costituita da una sottocategoria di particolato ultrafine di dimensioni nell’ordine di grandezza dei nanometri (milionesimo di millimetro).
Questi rischi sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti alternative alla combustione già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi. La pratica di tutti i giorni i comportamenti responsabili ed i principi basati sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, il riuso, il recupero ed il riciclaggio sarebbero poi in grado di fare il resto. L’economia capirebbe finalmente che se un oggetto non può essere riutilizzato, riciclato o trasformato in compost, non deve essere prodotto.
Invece di volare in Giappone per copiare il progetto di una macchina di morte o a Malagrotta dai "Cerroni boys" proviamo a chiedere al vicino comune di Montecarlo (Lucca) che differenzia l’80,58% dei suoi rifiuti con un residuo non tossico del 19,42% (contro il 30% di residuo tossico prodotto in media da un inceneritore) o di Porcari (Lucca) che con la raccolta differenziata quest’anno ha risparmiato all’ambiente 5279 tonnellate di anidride carbonica. Tralascio le ormai stracitate Vedelago e Capannori, Portici o colli Aniene, interi quartieri popolari con RD da record, per fare un po' di "buona pubblicità" anche agli altri circa 600 "comuni ricicloni" come amano chiamarli "amichevolmente" questi amministratori Genovesi.
Esaltano la possibilità (per altro remota) che dai rifiuti così trattati si possa ottenere energia (pulita?) ed in pieno accordo con le amministrazioni comunali dell’area genovese, titolari del 100 % di AMIU Genova S.p.A almeno per ora (oppure è gia stato venduto sottobanco a IREN il 40%? Alla faccia della trasparenza, "nessuno" lo sa! ) invece di spingerci a differenziare, a privilegiare i prodotti privi di imballaggi e così via, ci esortano al consumo, sicuri che con l’inceneritore basterà "nascondere le briciole sotto il tappeto" e godersi la lauta ricompensa: tanta bella energia disponibile.

I concetti di salute, ambiente, futuro, il diritto all’informazione, il dovere alla partecipazione, il rispetto per se stessi, sono le armi da usare contro la disinformazione, la crescente non curanza, il vuoto istituzionale e associativo. Forse lo scontro politico è un lusso che possiamo concederci solo in campagna elettorale ma la capacità di riflettere e valutare è decisamente alla nostra portata.
L’unica a non guadagnarci nulla sembra essere proprio la nostra salute e quella delle future generazioni.

Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino

PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE  SCARPINO 
APPUNTAMENTO A SAVONA IL 18 FEBBRAIO ALLE 20.30 AL TEATRO CHIABRERA "LE ALTERNATIVE ESISTONO" NON MANCARE.

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