PGT Milano. A partita iniziata non si cambiano le regole.


 

Votazione dell'ottavo gruppo, il gruppo H. Come per tutti gli altri 7 l'opposizione ha lasciato l'aula.

Tra giovedì e venerdì il PGT è stato approvato. Giovedì abbiamo assistito alla discussione ed al voto delle osservazioni dei cittadini. In realtà nessuna osservazione è stata discussa nel merito, peccato, visto che tra i principi di questo piano c'è proprio l'ascolto della città. La seduta è stata lunga e piena di colpi di scena. Si è discusso ancora molto sul metodo di votazione delle osservazioni o meglio delle controdeduzioni alle osservazioni con il quale le 4.700 osservazioni sono state accorpate in otto gruppi "omogenei". Ed è proprio questo il punto: chi ha stabilito il tipo di omogeneità? Il consiglio di stato parla di omogeneità di contenuti mentre l'aula ha votato per un'omogeneità di temi. Precisiamo che è stata la maggioranza di centro-destra a proporre e votare questo metodo. L'opposizione l'ha ritenuto illegittimo fin dal principio ed infatti non ha partecipato alle votazioni, lasciando l'aula ripetutamente al momento del voto. Ieri però è successa una cosa. Dopo aver votato i primi 7 raggruppamenti, la maggioranza si accorge che l'ottavo gruppo "omogeneo" si chiama Varie. Il consigliere Gallera (PDL) dice che nella foga della redazione non si sono accorti che in realtà i gruppi omogenei sono più di otto e che il gruppo H va diviso in 5 sottogruppi. Il consigliere Landonio (Gruppo Misto) si oppone e chiede al presidente di far valere quanto approvato in apertura perché "se non sono potuti essere spacchettati gli altri accorpamenti, non può essere spacchettato neanche questo", sostiene. Pierfrancesco Majorino (PD) aggiunge che fino a quel momento gli è stato imposto di discutere argomenti diversi tutti insieme e quindi cambiare le regole per l'ultimo significa dichiarare illegittimo ed impraticabile tutto ciò fatto fino ad ora. Il presidente Manfredi Palmeri (FLI) fa notare che sul testo approvato dalla maggioranza si parla ben quattro volte di otto gruppi omogenei che corrispondono a otto ambiti tematici e dichiara illegittimo un cambio di metodo per l'ultimo gruppo. Il consigliere Gallera sostiene che si tratta di un'integrazione ma Palmeri risponde che non si tratta di un'integrazione ma di una negazione di quanto è stato detto e fatto in questa sede. Gallera replica che sono stati gli uffici tecnici a comunicare che l'ottavo gruppo non era omogeneo e che i consiglieri, che fin dall'inizio si sono basati esclusivamente su ciò che arrivava dagli uffici tecnici hanno fatto un errore di trascrizione che chiedono di correggere infatti ha in seguito rimarcato che l'otto non è stato definito da loro bensì da una relazione tecnica e che se l'ufficio tecnico in una relazione più puntuale fa un'altra riflessione allora questo è l'elemento che va assunto. Il presidente, dopo una sospensione dei lavori, si esprime dicendo che non è più un bene disponibile dell'aula la definizione del metodo perché l'aula si è già data un metodo che è esaustivo e lo dice chi l'ha proposto e votato tanto più che gli stessi hanno negato a verbale di scorporare gli altri gruppi, quindi la richiesta è assolutamente inammissibile. A questo punto Gallera, capogruppo del PDL pronuncia queste parole "sono contento perché per una volta in 5 anni ha dichiarato qualcosa inammissibile, non si è mai alzato dalla sedia (e questo cosa significa? ndr), non l'aveva neanche fatto con quei provvedimenti dichiarati inammissibili dal segretario generale,… non si è mai rifiutata una votazione all'aula….oggi lei si assume la responsabilità di definire ciò che è a suo dire omogeneo". Accuse pesanti alle quali Palmeri ribatte che non si esprime sull'omogeneità dei gruppi ma su quanto già votato dall'aula. Il presidente lo spiega molto bene in quanto dice che lui può porre in votazione un provvedimento giudicato illegittimo dal Segretario Generale, sarà poi l'aula ad assumersi la responsabilità di approvarlo o meno ma questo caso è diverso perché si parla di una richiesta di ammissibilità al voto e l'aula non può decidere di rivotare quanto già votato, non si possono cambiare le regole a partita iniziata. Difatti il segretario generale ha dichiarato, secondo quanto affermato dal consiglio di stato, che gli accorpamenti andavano fatti per omogeneità di contenuto ma la maggioranza ha comunque proposto e approvato il metodo di accorpamento per tema e a questo riguardo sembra che l'opposizione sia determinata a portare la cosa nelle sedi opportune.

di Cinzia Bascetta


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