A Trento manifesta contro l’inceneritore e a Genova la Lega che fa?

Termoutilizzatore

Il senatore della Lega Sergio Divina manifesta con la Lega Nord contro il progetto dell'inceneritore di Trento. A Ischia Podetti, luogo di destinazione dell'impianto, il partito del Senatur ha manifestato con parole ispirate il suo no, plaudendo al nulla di fatto del bando di gara, qualche giorno fa chiuso si senza alcuna offerta. 

“Il fatto che il bando sia andato deserto è un segno divino”. In attesa di sapere a quale dio faccia riferimento, forse il Po, o forse no, registriamo positivamente la sua dichiarazione. La Lega sostiene l'importanza della ricerca di un sistema alternativo che possa consentire di chiudere veramente il ciclo dei rifiuti, senza generare ulteriori scorie ancor più tossiche.

Altre che parole ispirate! Questa è musica!

Il flash dell'agenzia Ansa, pubblicato dall'Adige.it, ci riporta ancora una volta al tema a noi caro e alla grande impostura che si è cercato di portare avanti in questi anni raccontando ai parmigiani l'inceneritore come non è, cioè come se fosse un genio risolvi problemi, senza danni collaterali.

Adesso la Lega, che ci risulta forza di governo, ci dice che questi impianti provocano sostanze ancora più tossiche di quelle immesse, ci dice che questi impianti non chiudono il ciclo dei rifiuti.

Due assiomi, assenza di inquinamento e chiusura del ciclo, da anni sbattuti in faccia a chi portava dubbi sulla soluzione incenerimento, oggi azzerati in poche righe da un politico che forse si è accorto del grande bluff degli inceneritori, pensati per arricchire chi li gestisce e impoverire chi li subisce.

Tornando alla politica locale chissà che la Lega non comprenda la valenza di questa tematica, in una possibile scalata al regno emiliano romagnolo da sempre appannaggio delle giunte di sinistra, che sull'ambiente stanno davvero perdendo colpi.

E chissà che anche a Genova, in vista delle comunali, non si cominci a fare una volta per tutte chiarezza su chi è di qua e chi è di là, su chi è dalla parte dei cittadini e chi è dalla parte dei poteri forti.

E dei guadagni facili.

di Felice Airoldi, portavoce Comitato per Scarpino

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