Mattia Calise candidato sindaco del Movimento 5 stelle: e chi è?


 

Il movimento 5 stelle a Milano candida un ventenne che dice di impegnarsi nei meetup da anni, ma è proprio così? Sul meetup di Milano nessuno lo ha mai visto ed a Segrate, dove è residente, precisamente a Milano 2, non mi risulta ci siano meetup. Ci faccia sapere lui in quale meetup locale, come dice lui è attivo da anni perché io me lo sono perso e comunque credo che per uno che si candida a sindaco per Milano, un po' di attività precedente su Milano non guasti. Non basta avere il papà Maurizio Calise nel meetup di Milano, amico del gruppo storico della dirigenza del meetup, che di giovane non ha proprio nulla… Il meetup di Milano, da cui parte la lista civica 5stelleMilano, si e' spesso distinto per NON condividere le informazioni in maniera fruibile su Internet, per raggiungere l'apice con i Gruppi di Quartiere; ma torniamo a Mattia. Ha 20 anni, studia scienze politiche, si è candidato l'anno scorso nella lista civica di Paola Monti di Segrate ed ora ci prova a Milano dove non è nemmeno residente, vi sembra uno che NON abbia interesse a fare della politica un mestiere? Inoltre parla come uno che è appena uscito da un corso per parlare in pubblico, ma quel che è peggio spara a raffica gli slogan di Beppe Grillo sui giovani e vorrebbe farci credere di essere un giovane consapevole e impegnato che pensa con la propria testa. Non c'è il minimo accenno di spontaneità quando apre bocca, persino la foto con cui si presenta sul blog di Beppe Grillo sembra la  copertina di Cioè (nota rivista di gossip per ragazzini). Che cos'è questa se non un'operazione di marketing? Mattia dice che si sta impegnando per coinvolgere i giovani. Con le jam sessions in piazza? Se voleva fare la rock star poteva dirlo… ed io che pensavo che  volesse consapevolizzare i giovani con dei contenuti di attualità e alto livello culturale… Si potrà dire che Mattia è stato votato, sì ma da chi? Dai gruppi di quartiere e dalla cricca del meetup di Milano, e qualcuno potrà dire che noi non siamo andati a votare… Risponderei che comunque tra il marcio e la muffa non si poteva scegliere, perché le persone veramente valide, quelle consapevoli, quelle disinteressate alla poltrona si sono allontanate da tempo disgustate. Qualcuno ha descritto molto bene cosa avviene in molti meetup, che sono presidi di gruppetti, più che meetup, in testa a tutti quello di Milano: "l'atteggiamento prevalente e' quello di dire: chi critica fa polemica, noi abbiamo ragione e basta. Esiste ancora la liberta' di opnione o bisogna solo applaudire?" Eh sì, chi dissente viene tacciato come uno che rema contro, gli altri invece sono tutti bravi. Ma la cosa che ritengo veramente preoccupante è la risposta di un grillino alle critiche di una libera cittadina e non posso tacere su questo per un senso di responsabilità civile. Le è stato risposto: "Ti voglio bene anche se ciò che hai postato è penoso e verrà copiato incollato e mandato allo staff buona fortuna" Questa risposta è agghiacciante. Ora mi chiedo ma chi sono i grillini? Cittadini consapevoli e liberi o sudditi senza speranza? E chi sarebbe lo staff? La santa inquisizione? Il movimento 5 stelle è un movimento libero, è dei cittadini o è dello Staff? Per chi non lo sapesse, o per chi come me si fidava di Beppe e pensava che il suo Staff fosse composto da persone che lo affiancavano nella lotta, mossi dai suoi stessi ideali, lo Staff di Beppe Grillo invece, la Casaleggio associati, è composta da esperti di strategie di rete che gestiscono il blog di Beppe Grillo e naturalmente il portale del Movimento 5 stelle ad esso collegato. Attenzione, i signori non sono esperti di informatica ma di e-commerce e questo merita se non altro una riflessione. Ad ogni modo è chiaro che chi dissente finisce nel libro nero del Sacro Staff e che non potrà mai più avvicinare Beppe Grillo se non per sbaglio. 

Concordo anch'io che candidare giovanissimi solo perché sono giovani e' fare come BERLUSCONI che mette le veline per le quote rosa. E non solo giovane anche inesperto e quindi meglio orientabile da chi gli sta dietro, d'altronde Mattia frequenta l'università e deve avere anche il tempo di studiare…

Chi lo voterà? Purtroppo le persone scontente della politica che seguono Beppe Grillo sulla fiducia, senza pensare poi che Mattia Calise non è nemmeno residente a Milano e questo non sarebbe coerente con il movimento 5 stelle ma si sa, la coerenza va e viene nel movimento ed alla fine i grillini dovranno votare uno che si puo' candidare MA non puo' votare, una cosa ridicola. Mattia si è impegnato a chiedere, prima di votare in consiglio comunale, il parere dei coordinatori dei gruppi di lavoro. Di lavoro o di quartiere? E dire che tempo fa avevamo cercato di parlare con lui del grosso problema di coerenza dei GdQ all'interno del movimento ma era stato molto evasivo ed ora si capisce perché. Ma alla fine questa è la lista dei cittadini? Dei giovani? O dei sudditi e del missionario Sem Prandoni che piace tanto allo Staff Casaleggio? In conclusione Mattia Calise, altro non è che uno che vuole vincere facile come tutta la corte che gli sta attorno.

di Cinzia Bascetta

per chiarimenti su Casaleggio Associati vedi anche Mattia Calise e il pericolo del Movimento 5 stelle

http://www.meetup.com/AltomilaneseMeetupGroup/messages/boards/thread/10346253

http://www.anticasta.org/2010/10/a-domanda-si-risponde.html

La spontaneità di Mattia frutto di ore e ore di prove ma se voleva fare l'attore poteva dirlo.

L'altro ragazzo è più preparato 

L’Italia e il rischio di Golpe

Corruzione

Quella montagna di torbidi interessi in gioco, che ruotano intorno alla "politica" di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Con la discesa in campo di Berlusconi, la collusione, la concussione e la corruzione, hanno raggiunto livelli tali di indecenza che,  se per un’ipotesi suggestiva, oggi, si applicassero le leggi, regole ferree e pene certe, il Sistema economico italiano, imploderebbe in meno di una settimana, rendendo vana e impraticabile ogni ipotetica riconversione alla legalità. E non solo! Tali comportamenti, assunti a pratica relazionale, sono oggi, la “condithio sine qua non”, nessuna operazione economico-commerciale potrebbe essere fattibile. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Cavalire, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.

I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un'operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere. 

Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il Sultano, per loro sarà la fine e, niente e nessuno, potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’Imperatore, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica. Per tali mie considerazioni, sono convinto che il peggio debba ancora arrivare.

“ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.”  Il Grande Pinocchio non si smentisce mai! Malato era, e malato resta! Con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.

L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani, smarriti dentro una cronica letargia , si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto!

 

di Gianni Tirelli    

 

Storia di un’ordinaria influenza a Milano

  Influenza

Martedì mi sveglio con una forte acidità allo stomaco, comincio a rimettere, dapprima penso ad una congestione per il freddo preso il giorno prima poi, non accennando a passare mi rendo conto che si tratta di un virus. Dopo due giorni di agonia chiamo la guardia medica, avrei bisogno di una fisiologica, sono due giorni che non m'idrato e che vomito, sono restia a recarmi all'ospedale perché ci tengo alla vita. Non posso escludere a priori una gravidanza e per colpa dell'incompetenza e non curanza dei medici dell'ospedale ne ho già perse due. La guardia medica non esce, hanno messo lì uno a dire che c'è l'influenza e che bisogna prendere il Plasil però io prima di prenderlo devo fare il test di gravidanza, di notte ed al 18 giorgio del ciclo. Lo sanno anche i sassi che al 18 giorno del ciclo nessun test evidenzia una gravidanza, tanto più un test fatto in casa ed a quell'ora, quando la carica ormonale presente nell'urina è bassissima. Ma chi cavolo c'hanno messo a rispondere al telefono? Non ci dà alternative al Plasil. Decido di prenderne mezza dose, non essendoci ancora scambio di sangue tra me ed un eventuale embrione i rischi che già sono minimi si riducono. A detta della guardia medica mezza dose non serve a niente. Lo sa che le dosi dipendono da persona a persona? Mezza dose, dopo due giorni di digiuno e pochissima idratazione mi hanno stesa e mi è venuta anche la tachicardia ma almeno mi sono addormentata o sedata… Il giorno dopo chiamo lo studio del medico, non mi passano il medico, parlo con la segretaria, mi dice di non prendere nulla e resistere, di bere acqua e zucchero. La sera sono di nuovo in agonia, altra mezza dose di Plasil. Quarto giorno di digiuno mi chiama una mia amica, mi dice di prendere Biochetasi. Mio marito corrre in farmacia, anche la farmacista conferma che è l'unica cosa che si può prendere anche in gravidanza. Si lascia scappare che anche facendo il vaccino l'influenza non la si scampa. Mio marito le dice subito che comunque noi siamo contrari ai vaccini e lei cosa risponde? "Io non dovrei dirlo.. ma…" E poi non c'è conflitto d'interessi? E come diciamo io ed un mio amico che si è curato un cancro da sé, ognuno deve essere il medico di se stesso, naturalmente informandosi e non smettendo di ricercare mai.

di Cinzia Bascetta

Milano PGT. Majorino urla la sua indignazione. La Maggioranza applica la legge del più forte.

 Majorino contesta che alcuni consiglieri siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate
Majorino pgt

Milano 28 gennaio 2011 il dibattito sul PGT continua, il punto è la legittimità del raggruppamento delle 4.000 e passa osservazioni in 8 gruppi per omogeneità di categoria mentre il consiglio di stato ha comunicato che si possono raggruppare le osservazioni per omogeneità di contenuti. 

Alcuni interventi dei consiglieri tra cui quello infuocato di Pierfrancesco Majorino 

Palmeri chiede a tutti i consiglieri un atto di responsabilità e di collaborazione al buon svolgimento della seduta. In sede di ufficio di presidenza riunitasi 4 volte per formulare una proposta unitaria viene stabilito, dice Palmeri, che il primo diritto è quello di poter discutere le osservazioni che non sono emendamenti dei cittadini ma meri apporti collaborativi che meritano però la massima attenzione il secondo diritto è quello di votare entro il 14 febbraio.

Fanzago chiarisce che l'ufficio di presidenza non è responsabile del ritardo ma sono stati convocati consigli decaduti per assenza del numero legale. Aggiunge che il consiglio di stato dice che è possibile esaminare insieme le osservazioni a carattere omogeneo che presentano identico contenuto, gli uffici ci rispondono che l'identico contenuto comporta una valutazione discrezionale esprimibile solo da una parte dell'organo amministrativo. Le osservazioni accolte vanno a modificare il testo che il cc aveva adottato quindi soprattutto su quelle si deve discutere in cc.

Di Martino risponde che gli uffici hanno già delineato 8 ambiti e dice ci assumeremo questa, da parte vostra, grave responsabilità ma per noi è un dovere nei confronti della città

Landonio ricorda che la discussione si può aprire il 14 febbraio ma non deve necessariamente concludersi in tale data, c'è tutto il tempo di valutare attentamente le osservazioni se la maggioranza sta cercando scorciatoie se ne assuma le responsabilità

Majorino dice che questa è la più brutta pagina di questo consiglio comunale e si rivolge al sindaco e all'assessore Masseroli "tentate di forzare la mano cancellando l'opinione dei cittadini milanesi ma perché lo fate? So che quelli che sono nei cda delle partecipate parlano di più.  Se passassero alcune delle osservazioni vedremo modificato un piano che porta 178 pirelloni e 500 mila abitanti per far contenti alcuni immobiliaristi, siete fannulloni ben acquistati attraverso i posti dei CDA non avete la forza di stare con noi a discutere giorno e notte" "resterete qui in aula fino al 14 febbraio ma non avete il fisico per restare qui, se non quelli di voi che sono finiti nei cda delle partecipate" Majorino contesta che alcuni siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate "non saremo complici di questo atto che ci chiedete oggi" 

Merlin dichiara che non è una giungla, non è che chi ha un voto in più comanda, siamo in uno stato di diritto abbiamo una lettera di un segretario generale che non è di parte che dice che gli accorpamenti possono essere fatti solo per identità di contenuto, se i contenuti sono identici lo saranno anche le controdeduzioni ma non lo sono quindi significa che i contenuti non sono identici. Il nostro lavoro è stare qui a discutere a votare e non arrivare prendere un gettone votare 4 cose ed in quattr'e quattr'otto decidere il futuro della città per i prossimi 20 anni.

Rizzo ribadisce l'affermazione del segretario di stato e chiede che diventi un atto del consiglio, chiede di spiegare quali sono gli identici o simili chiede che il sindaco dica che ritiene che l'accorpamento di queste cose corrisponde al criterio di identico contenuto ma nessuno si prende la responsabilità di dire questa cosa, non lo vuol fare nessuno neanche la maggioranza, conclude.

Milly Moratti ricorda che tanti cittadini le chiedono in merito alle proprie osservazioni, chiedono se verranno prese in considerazione e lei vorrebbe rispondere sì, quindi vuole arrivare all'approvazione del piano ma in maniera legale.

Rizzati apre una parentesi su De Martino che ha definito la manifestazione di oggi come la manifestazione degli arrabbiati, semmai indignati dice Rizzati e tornando al PGT dice che bisognerà chiamare in causa l'accademia della Crusca per interpretare l'italiano la nostra interpretazione è corretta e De Martino lo riconosce nel momento in cui dice che si prenderanno questa responsabilità.

Grassi dice che i cittadini sono stati illusi perché le loro osservazioni non sono state tenute in considerazione. 

Dopo una pausa però la maggioranza con 27 voti compreso quello del sindaco si approva il metodo di votazione degli 8 accorpamenti di osservazioni per categoria e non per contenuto. Per l'esattezza verranno discusse le controdeduzioni degli uffici alle osservazioni. Il presidente del consiglio Manfredi Palmeri, coerentemente con la sua vocazione per il rispetto delle regole, si astiene e la minoranza, giustamente indignata, al momento del voto abbandona l'aula perché giudica la scelta illegittima.

E così ci stanno prendendo per il naso…

di Cinzia Bascetta

Milano PGT. C’è un vuoto legislativo sulla vendita dei diritti edificatori?

Rizzati

Il consigliere Rizzati così interviene il 26 gennaio 2011 in seduta del consiglio comunale: “Grazie Presidente. Guardi, devo cominciare con una premessa, perché essendo oramai vicini alla chiusura della partita, voglio fare un pubblico ringraziamento agli uffici che hanno lavorato con l’assoluta coscienza e capacità che gli viene da tutti quanti riconosciuta, anche se ahi noi, evidentemente, gli indirizzi generali che la maggioranza ha offerto agli uffici stessi hanno portato, poi, ad affrontare questa che io chiamo assolutamente “un pasticcio”. Pasticcio che mi ha causato molta fatica e difficoltà, non essendo io un urbanista; per questo voglio ringraziare i miei colleghi che molto più oculatamente di me si sono occupati della partita. Ho fatto davvero fatica, perché la prima reazione che ho avuto dopo avere sentito la sua introduzione alla partita, caro assessore Masseroli, la prima reazione che ho avuto è stata quella del rifiuto, cioè di considerare, l’ho detto anche pubblicamente, attirandomi non pochi strali, di considerare questa intrapresa assolutamente irricevibile. Un Piano talmente fatto male e talmente improbabile da essere inemendabile, da dovere essere rigettato. Devo dire che questo giudizio, appunto, mi ha causato alcune difficoltà e alcuni strali, ma sono stato parzialmente ricompensato dall’avere visto, poi, nei mesi successivi un parere di un Architetto e di un Urbanista importante, di un candidato alle primarie del centro-sinistra, Stefano Boeri, che ha riportato sulla stampa, esattamente, parola per parola le mie valutazioni. Una piccola soddisfazione morale che, per quello che vale, conta pure qualcosa.Ma perché io giudico assolutamente irricevibile questo progetto, Assessore? Per tanti motivi. A cominciare da uno di carattere generale che è questo: ma siamo veramente sicuri che questo provvedimento è un provvedimento legale? Che abbia davvero i crismi del rispetto delle Leggi? Guardi, io sono abbastanza in difficoltà su questo e vorrei, se è possibile, chiedo la pazienza sua e degli altri colleghi, affidarmi alle parole che sono state dette da una persona importante in questa Città, il Presidente del Consiglio Notarile di Milano, Domenico De Stefano, che ha rilasciato un' intervista a Italia Oggi una decina di giorni fa e che, dopo essere stato contattato da Lei per potere in qualche modo ragionare sulla presunta o possibile illegalità di quello che stiamo facendo, si è espresso in questa intervista in modo, a mio parere, assolutamente chiaro.Prima di tutto evidenziando di che cosa stiamo parlando, per capirci fino in fondo su qual è l’oggetto principale, l’asse portante di tutto questo provvedimento. Leggo testualmente, dice il De Stefano: “Si afferma per la prima volta – in questo progetto ovviamente – la commerciabilità dei diritti edificatori o crediti edilizi e con ciò la rilevanza della contrattazione privata in relazione alle procedure che determinano la trasformazione del territorio. Con l’abbandono della impostazione tradizionale del PRG che fissava l’edificabilità di una area legandola alla ubicazione e alle caratteristiche del terreno, si rende necessario disciplinare in modo adeguato la circolazione di questi che, chiamati “diritti” sono veri e propri beni ancorché immateriali”.Bene, è evidente che qui siamo di fronte a un’assoluta innovazione dal punto di vista del percorso storico che abbiamo seguito in questi anni in questo paese; ed è evidente che, appunto, essendo noi intervenuti su un terreno assolutamente innovativo c’è un’assenza di legislazione importante, non perché lo dico io, ma perché alla fine del suo ragionamento lo stesso De Stefano dice: «Il PGT in approvazione procede su due piani, se verrà approvato nei tempi previsti, i primi contratti di trasferimento di diritti di edificabilità verranno realizzati sulla base della normativa vigente, e noi dovremo sforzarci di fare in modo che il nuovo strumento funzioni con il massimo delle garanzie. Contemporaneamente tramite consiglio nazionale del notariato daremo un contributo al legislatore per modificare il codice civile che dovrà comprendere la possibilità di negoziazione del bene edificabilità».Il che vuol dire, se l’italiano ha ancora un senso e se ho capito bene quello che dice De Stefano, in questo momento siamo in assenza di legislazione. Quindi un provvedimento che si presta a qualunque tipo di incursione e di possibilità di incursione dal punto di vista legale, per cui è evidente che questo ci sarà a seguito della eventuale approvazione, che io non auspico perché se questo è il presupposto della nostra discussione siamo evidentemente su un terreno assolutamente non friabile, ma all’interno di una vera e propria frana. Una vera e propria frana che aprirà il fronte a una possibilità innumerevole di ricorsi. Perché vale il ragionamento che noi dobbiamo cercare di capire appunto di che cosa stiamo discutendo. E la battuta fatta dal collega Fedrighini prima, per cui l’unica regola è l’assenza di regole, è una battuta che mi convince e che mi fa ragionare sulla possibilità di elaborare con lei un confronto su due concetti: il concetto di arroganza e il concetto di impotenza. Allora, sul concetto di arroganza, per capirci, qui sono sbagliati evidentemente e clamorosamente i presupposti. I presupposti ideologici, i suoi presupposti ideologici assessore, perché lei fa parte di un’area politica bene definita e conosciuta da tutti quanti. Un’area politica che nel corso di decenni si è battuta per fare in modo che il principio condivisibile, per tanti aspetti, della sussidiarietà che voleva dire sostanzialmente intervento del privato e collaborazione con il pubblico in presenza di problemi concreti. Questo concetto, questa pratica della sussidiarietà è diventata un’altra cosa nella pratica politica di Comunione e Liberazione, l’area politica che lei rappresenta, per arrivare al vero e proprio delirio liberista, che l’ho sentita riferire in apertura di discussione sul PGT, quando lei è arrivato a teorizzare il fatto che la funzione pubblica, che collettivamente noi tutti quanti esercitiamo, non è più propria di questo Consiglio Comunale o comunque delle istituzioni rappresentative elette dal popolo, ma viene istituita dai privati che decidono loro ed esercitano loro la cosiddetta funzione pubblica, riservando, bontà loro, al pubblico, a noi, sostanzialmente, la possibilità di intervenire ex post a valutare se le cose che sono state fatte, sono state fatte in modo corretto.Mi sembra davvero un cambiamento incredibile di quella che è logica e la pratica democratica nell’esercizio della responsabilità pubblica, ed è una cosa che evidentemente inficia alla base il progetto che lei ci ha presentato.  L’altro presupposto sbagliato è quello materiale, caro assessore Masseroli, perché lei doveva fare i conti, prima di ragionare sul Piano di governo del territorio, con il Piano che lei ci ha presentato faraonico, edulcorato, elaborato e rivisto più volte con cifre buttate così alla vanvera giusto per dare un po’ di polvere negli occhi della gente, dicevo che le condizioni materiali di questo paese oggi che cosa ci dicono? Legga le cronache quotidiane. Ci dicono sostanzialmente che in questo Paese ci sono in questo momento 170 mila sfratti esecutivi, 170 mila famiglie che non sono in condizione di reggere un affitto, e ci sono sempre in questo Paese 120 mila appartamenti vuoti. Uno scandalo, una vergogna, un delirio, un delitto, non so quale aggettivo usare per definire una situazione di questo tipo.  E in presenza di questa situazione vergognosa, lei che cosa viene a proporci sostanzialmente? Ci viene a proporre ancora la ricetta più semplice. Quella del costruiamo il nuovo attraverso l’articolazione teorica e teologica che ha teorizzato prima e che ho cercato di svergognare con le dichiarazioni del Presidente dei notai, sostanzialmente. Lei ci viene a proporre ancora la vecchia ricetta, quella che fa comodo a Ligresti e gli altri suoi colleghi. Cioè quella del costruire il nuovo, su terreno
vergine.  Questo per quale motivo? Ah sì, perché vogliamo rilanciare l’economia deperita di questo paese. Ma questa sostanzialmente è una forma di autismo. Ma è possibile che a fronte di questa condizione, dei numeri che vi ho appena citato, ancora noi rispondiamo con le vecchie logiche di una volta che hanno determinato a costruire questa situazione? Questo è peggio che autismo, è responsabilità colpevole.Allora vogliamo capirlo una volta e per tutte che l’unica domanda che c’è in campo oggi, per quanto riguarda l’edilizia in questo Paese è quella che riguarda l’edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata dallo Stato per consentire che la gente che non è in condizione di pagare gli affitti possa vivere sotto un tetto? Questo è il punto di fondo dal quale non si esce dal confronto con lei assessore Masseroli. Perché lei si rifiuta di considerare questa realtà che è davanti gli occhi di tutti. E non tanto per le 22 mila domande delle famiglie milanesi che aspettano la casa popolare da illo tempore. Ma perché intorno a queste 22 mila famiglie si è costruita una relazione sociale che comprende decine di migliaia di persone alle quali noi non siamo in condizione di dare una risposta. E quando tentiamo di ragionare sulla materia, la risposta che vogliamo spacciare è quella che lei ha messo in campo con questa ridicola riduzione del problema chiamata housing sociale. Assolutamente non ci siamo. Lei vuole rilanciare l’economia? Assessore Masseroli, benissimo, le do io un’idea utile per poter rilanciare l’economia. Ne parli con De Albertis, ne parli con Ligresti, ne parli con gli altri, perché sarebbe molto semplice rilanciare l’economia in questo Paese. Fermo restando che si parte comunque prima dall’edificare le case che servono alla gente che ne ha bisogno.  Volete fare davvero economia? Benissimo, c’è un patrimonio edilizio incredibile in questa città e in questa regione. Questo patrimonio qua è tutto carente dal punto di vista ecologico, è un danno per l’economia il fatto che noi oggi riscaldiamo in questo modo le nostre case, e il fatto di potere intervenire radicalmente in modo ragionato con un programma di lungo termine per poter trasformare questa edilizia, questo costruito in una situazione ecologicamente sostenibile, sfruttando le nuove tecniche dell’energia, cambierebbe la situazione. Benissimo, questo porterebbe sì lavoro, migliaia di posti di lavoro, piena occupazione dell’edilizia. Questa è una cosa semplice, che tutti quanti possono capire. Alla luce della discussione sull’energia che si è sviluppata in questi anni, perché non ci arrivate? Ma è possibile che non vi rendete conto di che cosa concretamente si può realisticamente fare da subito per rilanciare l’economia che dite, asserite essere comunque all’interno delle vostre priorità?  Bene, non è così, non è così. Non è così ed è questa la conferma per cui c’è bisogno in questa città di dare davvero un cambio di registro, di dare davvero un cambio, dopo 20 anni di governo vostro siamo arrivati in questa condizione, in questa situazione, con una città assediata, soffocata, che non dà risposte alle domande essenziali. Ed è per questo che è evidente che questo progetto che avete messo in campo non ha le gambe per stare in piedi. Non ha le gambe per stare in piedi non tanto e non solo perché le persone ragionevoli come Pisapia vi hanno chiesto di prendere atto della realtà, di mettere in campo una moratoria che consenta a tutta la città e a tutti i suoi protagonisti di potere fare un ragionamento più compiuto. Perché voi siete arrivati, lo ribadiva poco fa il collega Rizzo, siete arrivati lacerati a questa scelta, siete arrivati all’ultimo secondo utile. Ma è possibile che dopo 5 anni di consiliatura questo che è il progetto principe della vostra politica amministrativa, arriva in Consiglio a 6 mesi dalla fine della consiliatura? È possibile? E in questo modo volete aprire una relazione con la città? Vi fate grassi e forti durante le conferenze stampa per poi arrivare in Aula a prendere per il naso la gente che ha portato le osservazioni? Ma quale tipo di rapporto democratico vogliamo mettere in campo davvero con i cittadini? È questo il rapporto democratico che vogliamo? È una cosa incredibile che fa paura ascoltarla, Assessore, sentirle dire che c’è solo lo 0,1% dei cittadini che hanno eccepito. Ma di che cosa stiamo discutendo? Se sono in difficoltà io che sono qui a rappresentare la gente, figuriamoci l’abitante del Giambellino che cosa che può pensare di un Piano del governo del territorio? Che cosa cavolo ne può capire di cosa stiamo discutendo in questo momento? Io dico che è un vero miracolo il fatto che un numero così importante di osservazioni siano state portate alla nostra attenzione. È un segnale forte, che vuol dire che gli avvertiti, gli informati ci stanno guardando. E gli avvertiti e gli informati fanno opinione. E se noi non diamo risposte alle domande concretissime che loro ci hanno messo in campo, evidentemente facciamo un grave errore, apriamo un fronte di conflitto veramente forte e insostenibile, soprattutto da parte vostra che avete rifiutato le richieste, tutte concrete, che vi abbiamo messo in campo per gestire questa difficile discussione. Vi abbiamo proposto un metodo, se è possibile, da condividere. Ci avete risposto con l’arroganza dei 4 voti inizialmente proposti dal collega Gallera. Poi i voti sono andati a 8, forse diventeranno 24, non lo so.  Comunque è chiaro che a voi non interessa il confronto, interessa unicamente la possibilità di potere arrivare nel termine della scadenza che vi siete fissati, anche qua in modo autistico, per poter portare a casa il risultato, per fare che cosa? Per poter sbandierare questa incredibile bandierina agli occhi dei cittadini. Ma pensate davvero che i cittadini del Giambellino o le 22 mila famiglie che aspettano la casa popolare possano essere contente e soddisfatte del lavoro che abbiamo fatto e del presunto risultato che voi potreste sbandierare? Guardate, assolutamente non sarà così. Non sarà così. È per questo che l’offerta che vi è stata fatta da Giuliano Pisapia è un’offerta da prendere sul serio, da prendere in considerazione. Questo vorrebbe dire davvero chiamare tutti quanti all’assunzione di responsabilità, a prendere atto che non è possibile imporre un punto di vista assolutamente unilaterale come questo, a 2 mesi dal voto che potrebbe cambiare il governo di questa città.  Quindi prendere atto della realtà di questa proposta, accettarla sarebbe un segnale di intelligenza politica che servirebbe a svelenire il confronto che abbiamo davanti, evitare la possibilità di arrivare in quest’Aula a uno scontro fortissimo e sicuramente a una reazione, anche dal punto di vista legale, che tutti i cittadini vorranno fare dopo che sarà finita la discussione in quest’Aula. Quindi sarebbe cosa utile e intelligente prendere atto di questa proposta. Però avendo ascoltato l’introduzione della discussione fatta dall’assessore, mi rendo ben conto che non c’è nessuna volontà di scendere sul terreno dell’intelligenza, del confronto; ma solo l’esigenza incredibile di affermare un punto di vista unilaterale…..

PGT: Consiglieri di minoranza chiedono il rispetto delle regole.

Le osservazioni dei cittadini non possono essere ignorate ma vanno discusse una per una.

Majorino

Milano, oggi si è riaperta la discussione sul PGT. Gli uffici dell'urbanistica hanno accorpato le 4.000 osservazioni in 8 gruppi e vogliono votarle insieme. L'assessore Masseroli dice che in fondo un migliaio di cittadini sono solo lo 0,1% dei milanesi e che quelli che invece hanno partecipato al piano sono di più, inoltre dice che è da codardi non prendere una decisione velocemente. 
Le risposte dei consiglieri di minoranza sono state le seguenti:
Majorino dice proprio che aprire le porte alla costruzione di 180 grattacieli favorisce alcune immobiliari inoltre chiede, perché proprio adesso il 26 gennaio? Gli uffici ci hanno messo un mese per accorpare le osservazioni, la discussione arriva oggi, sembra che la maggioranza abbia difficoltà a riunire i suoi consiglieri
Landonio ricorda che se il piano verrà votato in due giorni con 8 votazioni si potrebbe anche fare ricorso al TAR per invalidare il documento perché, spiega il consigliere, sono state messe insieme tematiche non omogenee ossia sono messe insieme per omogeneità di procedura e non di contenuto ad esempio sono state raggruppate tutte le osservazioni sugli ATO ma queste non sono tutte uguali, ci sono quelle per aumentare il verde, quelle per le infrastrutture ecc… Vanno tolte solo quelle ovvie ed accorpate quelle molto simili, se non si fa questo  qualsiasi cittadino potrà eccepire che la propria osservazione non è stata tenuta in conto. 
Milly Moratti ribadisce la volontà di votare uno strumento legittimo, ricorda che la Regione ha osservato che manca un vero piano di housing sociale, 5.000 alloggi non bastano.
Merlin fa notare che gli uffici lavorando a cottimo hanno impiegato un mese per accorpare le osservazioni mentre i consiglieri hanno avuto pochi giorni per leggere le controdeduzioni, giorni che sono stati pieni di commissioni e sedute del consiglio inoltre i consiglieri, non potendo più mettersi in aspettativa devono anche andare a lavorare.
Fedrighini propone di chiedere alla Regione una proroga di un anno per l'approvazione del PGT.
Rizzati dice che è inaccettabile che i privati ricoprano una funzione pubblica. Sostiene che è evidente che rilanciare l'economia non è nelle loro priorità e fa notare che il PGT arriva a soli 6 mesi alla fine del mandato mentre doveva essere il cavallo di battaglia della loro candidatura evidenziando una mancanza di vero dialogo con la città.
Ugliano ricorda i casi di edificazioni industriali spacciate per residenziali con bonifiche non effettuate e alle interrogazioni in merito dice che l'assessore non ha mai risposto
Grassi dice che questo PGT è scritto per i proprietari di terreni che usufruiranno delle risorse del comune per operare secondo una cieca logica di mercato
Gentili sostiene che lo sviluppo del territorio non si possa ridurre all'aumento delle volumetrie ma all'aumento della qualità della vita
Patrizia Quartieri dice che il tema dell'ascolto della città è importante e previsto per legge, non una gentile concessione. Non è vero che chi non prende una decisione è un codardo, il mio dovere è chiedere che le osservazioni siano discusse in aula una per una qualora  non siano sovrapponibili. Molte osservazioni vanno sulle stesse linee che alcuni enti ci hanno presentato ad esempio la ASL  fa notare che nel PGT non ci sono valutazioni per quanto riguarda l'aumento della popolazione in merito all'aumento dell'inquinamento atmosferico, acustico e sulla mobilità.

5 ore d'interventi finché non è stata chiusa la seduta su richiesta del consigliere Mardegan.

Attendiamo domani la replica di Masseroli.

di Cinzia Bascetta

Lascio il Movimento 5 stelle.

Bologna 5 stelle
Regionali Emilia Romagna

Sono sempre di più le esperienze di questo tipo, sono sempre di più le persone che aprono gli occhi. Il movimento 5 stelle non parla di scuola, non parla di immigrazione, non parla di diritti dei lavoratori, non parla di sovranità monetaria, non partecipa alle elezioni delle province, dove si decide su argomenti importanti come la gestione dei rifiuti tanto cara, a parole, al movimento, come se lo scopo fosse quello di incanalare la protesta entro binari precisi che non nuociano veramente alle caste. Tanti slogan, tanti proclami per l'acqua pubblica ad esempio ma sono stati i comitati per l'acqua e non il movimento 5 stelle ad organizzare e portare avanti la campagna referendaria per l'acqua pubblica. Con il movimento 5 stelle la protesta si fa più pacata, la rabbia viene contenuta, ci si sfoga urlando a Woodstock (Cesena), si discute ore e ore sui forum ma si discute e basta e ci si sente attivi con qualche clic. Chi dissente spesso viene considerato un infiltrato dei partiti o un malato mentale e trattato come tale (roba da denuncia), le decisioni che contano sono prese da pochi e dulcis in fundo, non si muove foglia che Casaleggio non voglia.

Ecco un'altra veritiera testimonianza che pubblichiamo perché i cittadini hanno diritto a non essere ingannati.

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso.  Avevo ovviamente letto il programma nazionale  e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della  scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti.  Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto  al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile.  La risposta del Movimento è stata l’ostracismo.  Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione,  perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non   ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono  solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo  argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese.  Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee  spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti,  uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro.  Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori.  In questi mesi trascorsi nel gruppo  l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento.  Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna,  l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché  loro sono i “portavoce” del Movimento.  Bell’esempio di democrazia!  Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi  in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione  al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi.  Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei   peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata.  Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti  e progetti  reali davvero impressionante.  Stupefacente scoprire, tra l’altro, che  il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili )  non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali!  E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna.  Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina.  Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative  autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo  alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è  alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta.  Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro.  Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra”  volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica.  Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese.  Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre  occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo  più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando  verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli

pubblicato da Monica Fontanelli http://www.facebook.com/note.php?note_id=178831895467108&id=1656882137

 

Consulenze. Vertici Amiu condannati.

Biogas morto scarpino(1)
Il luogo della morte di Emiliano Cassola.

Domenica 9 Dicembre il Secolo XIX a pag 17, cronaca di Genova, a firma di Matteo Indice pubblica
"CONSULENZE VERTICI AMIU CONDANNATI". Noi è da 5 anni che li denunciamo, parola per parola… 

…L'ATTUALE MANAGEMENT CONTESTA LA SENTENZA….QUESTI SONO PEGGIO DI BERLUSCONI!!!!!
Noi, Comitato per Scarpino contestiamo il managment di AMIU e ne chiediamo le immediate dimissioni per le seguenti ragioni.
Parliamo delle normative Europee che da anni, NON PERMETTONO PIU' DI CONFERIRE LA FRAZIONE UMIDA DEL RIFIUTO IN DISCARICA .
Parliamo di PERCENTUALI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA, NEMMENO LA META' DEGLI OBBLIGHI DI LEGGE
Parliamo di TRASPORTI QUOTIDIANI DI R S U e RIFIUTI INDUSTRIALI DA FUORI REGIONE E PROVINCIA,le normative obbligano CHE GLI ATO (…a proposito, nel pantano del consiglio della provincia, nessuno sà che fine hanno fatto? ) ….si servano solo della discarica di …..competenza territoriale …… DISINCENTIVARE il ricorso all'uso delle discariche stesse…e / o… solo in caso ESTREMO….. favorendo le pratiche di raccolta differenziata ecc….
Parliamo che a Scarpino invece è la regola, addirittura il presidente di AMIU Casale si permette di andare in TV a promuovere la ….discarica coltivata ..frutto di ingegneria naturalistica ( che bestialità ) Io la chiamo DISCARICA SOCIALE….che è in grado di …accogliere spazzatura da ogni parte del mondo incivile…. lo stesso che si permette di dire che il CANCROGASSIFICATORE INQUINA …COME UN MOTORE DIESEL..????????..
Parliamo DEL PERCOLATO CHE FUORIESCE DALLA DISCARICA E CHE POTREBBE FINIRE DIRETTAMENTE IN MARE!!!!!!Non basta che ogniqualvolta che piove un po di più la sindaco si prende la responsabilità di firmare l'autorizzazione ..in via temporanea per lo scarico in mare del 'percolato?'  di Scarpino ( oltre 70 ton. al giorno ) adducendo come  giustificazione che …..ARPAL ci ha assicurato che è…poco più che acqua piovana…..????????
Parliamo di ARPAL LIGURIA, sotto inchiesta perchè falsificava le analisi della "merdazza" e "telefonava" prima di eseguire i controlli in discarica .
Parliamo del Comune di Ceranesi che HA VINTO IL RICORSO AL TAR CONTRO AMIU con sentenza N. 1072 del 16 marzo 2009 quindi, (per ora), è scongiurato l'ampiamento previsto della discarica a Fossa Luea perchè AMIU non poteva comprare da un commissario e FALSE COMUNICAZIONI, favorendo così la "chiacchieratissima" JACOROSSI.
Parliamo di una gara di appalto da 3 milioni di euro bloccata dalla magistratura quest'estate per le PULIZIE degli uffici di AMIU affidata a una ditta non in regola con la certificazione ANTIMAFIA.
Parliamo di un appalto a un Call center di Napoli, ( come Fisia, Asja, Impregilo, i responsabili del disastro Campania ) che non funziona. Qui nascono i problemi perché un cittadino che desidera mettersi in contatto con l’AMIU deve munirsi di santa pazienza… provare per credere!Una volta si poteva parlare con una persona fisica, ora bisogna sorbirsi più volte tutto il disco prima di chiedere consigli su come fare la raccolta differenziata ai NAPOLETANI!!!!!
Parliamo di 2.000 dipendenti di una Azienda Municipalizzata di Igiene Urbana, che APPALTA PULIZIE e ELIMINA I CENTRALINI ?????? e che, quando sarà a regime il CANCROVALORIZZATORE di Scarpino, 1.000 di questi 2.000 lavoratori saranno solo ESUBERI, AMT insegna.
Parliamo dei sindacalisti cooptati e / o …comprati a botte di canoni d'affitto per magazzini da 90.000 euro l'anno, mentre le opere di manutenzione straordinaria degli stessi vengono scaricati sulle bollette dei Cittadini …come le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obblighi di legge previsti per la raccolta differenziata.
Parliamo di sprechi, FAI LA COSA GIUSTA, LA FABBRICA DEL RICICLO, LA STRANA COPPIA…costosissime quanto mere campagne propagandistiche e basta, mentre non si provvede nemmeno alla raccolta separata presso mercati, mense, scuole, ospedali e fabbriche.

Parliamo di una SOCIETA' PER AZIONI INTERAMENTE DI PROPRIETA' DEL COMUNE …..O FORSE NO…IL 40 % SE LO E' GIA' BECCATO IREN…TUTTI ZITTI!!!!NON SI DEVE SAPER NIENTE…ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA !!!!!
Parliamo di SPORTINGENOVA, ogni commento è inutile oltre 50 milioni di euro di debiti per la "creatura" di D'Alemino parlano da soli….si pavoneggiava…Marassi diventerà la scala del calcio, concerti, kermesse, invece, sprechi, 2 o anche 3 "rizollature", l'anno da 100.000 euro l'una " seggiolini "sbagliati", vince la gara d'appalto una FALEGNAMERIA DI LOCRI……le piscine chiuse, devastate come la nostra del lago Figoi.

Questi sono i fatti, ora parliamo dei miei sentimenti, del mio odio, rancore, dolore incommensurabile.

Parliamo del MIO AMICO Emilano " Pino" Cassola oggi avrebbe avuto 34 anni. Pino era uno di Noi, uno di Scarpino come Noi, se solo avesse avuto una sola possibilità su un milione di aggrapparsi alla vita non se la sarebbe fatta scappare, ma non l'ha avuta, non l'ha trovata, non gliel'hanno data i "padroni" dell'inferno di ScarpinoTorno a scrivere che: davanti a negligenze così evidenti nei protocolli della sicurezza, le ommissioni, la volontà di falsificare gli atti per confondere le prove viene fuori in maniera così evidente che il rinvio a giudizio per omicidio colposo per i responsabili E' TROPPO POCO!!!Ben venga Guariniello a Genova LUI, a Torino, ha avuto le palle di derubricare in omicidio volontario l'eccidio della ThyssenKrupp.
Torno a chiedere come portavoce del Comitato per Scarpino e con tutto il fiato che ho in corpo le dimissioni dell'intero CDA di AMIU e non soloper la manifestata inacapacità e incompetenza ma sopratutto per il cinismo e l'arroganza con cui perseguono il loro unico fine, difendere gli enormi guadagni che garantisce il loro piano industriale.
Per l'inceneritorista-nuclearista PDiossino Casale, lo ripeto anche oggi, se ne deve andare perchè in palese conflitto di interessi, come ASJABIZ, se ne deve andare perchè nessuno può restare a Scarpino a succhiare il nostro biogas, più di un milione di euro al mese e lasciare morire "nel buco fumante della biomassa " un ragazzo di 31 anni.

L'operato fallimentare di Pietro D'Alema, nipote d'arte, con doppio incarico, Direttore generale e Amministratore delegato, in questi anni è sotto gli occhi di tutti ma sopratutto nella salute di tutti Noi i cittadini del Ponente che pagano a caro prezzo la GESTIONE della discarica di Scarpino e il CANCROGASSIFICATORE CHE ARRIVERA'. STATENE CERTI…SE NON LI FERMIAMO ORA. Le percentuali ridicole di raccolta differenziata al di sotto della metà degli obblighi di legge. RIPETO.I 30.000 cassonetti di 7 forme diverse che necessitano di 5 tipologie di automezzi differenti con 2, a volte 3, operatori per il carico lo spazzamento e la movimentazione, rendono questa schifosa raccolta stradale costosissima e inutile in una Genova sempre più sporca, leggete i blog e i commenti deituristi che mettono Genova tra le città più sporche d'Europa .

ALTRO CHE LA CANDIDATURA A SMART CITY TANTO CARA AL SINDACO. I DANNI IRREVERSIBILI CAUSATI AL TERRITORIO DEL PONENTE CITTADINO SONOINCALCOLABILI.CHIEDIAMOCI ANCORA: VE LA SENTITE VERAMENTE DI AFFIDARE A QUESTA GENTE LA COSTRUZIONE E LA GESTIONE DEL GASSIFICATORE DI SCARPINO?

Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino.

Dimettiti! Lettera aperta a Nicole Minetti

Minetti

Cara  Nicole Minetti,

12 mila euro al mese pagati dai cittadini,  questo è il costo collettivo delle  tue prestazioni  private  a favore del presidente Berlusconi.

Un’attività solerte, abbiamo letto dalle tue stesse parole,  che ti  occupa a tempo pieno sottraendo questo tempo ai compiti pubblici per cui vieni  pagata. Per non parlare del costo dello  staff di  persone impiegate a far fronte alle  tue   incompetenze. Perché  non ti fai venire un rigurgito di coscienza e  non ti dimetti?  Perché non provi pudore e vergogna come la stiamo provando noi nei confronti del mondo?

Una donna della tua età, con laurea breve in igiene dentale, nella società attuale, così come è stata costruita e incoraggiata  dal “Governo del Fare”  ha un contratto a tempo determinato al massimo di 800 euro al mese, apre la porta del dentista, toglie il tartaro dai denti, regge l’aspiratore, e prende appuntamenti dei clienti. Del dentista si intende. Se poi è incinta, viene licenziata, e si occuperà a tempo pieno dei suoi figli rinunciando al lavoro, poiché, nella società attuale, non ci sono asili, né aiuti alla maternità. Anche se la politica del “fare”, quella che ti ha messo lì dove ti trovi,  fonda potere e guadagno straparlando di  maternità e  famiglia.

E perciò una Minetti qualsiasi non si potrebbe fare manco un po’ di botulino, extention, o comprare  borse cafone,  perché nella società  attuale, un solo stipendio del marito basta appena. E se per caso i due vorranno divorziare, il marito diventerà poverissimo. E quindi converrà che magari odiandosi e infelici restino assieme, tradendosi, come suggerisce il presidente del consiglio e schiaffando i figli davanti alla tv,  a guardare tante future Nicole Minetti. Oppure, una Minetti vera, decide di non avere una famiglia e di non fare figli. Oppure di emigrare. A una donna come Nicole Minetti, oggi, potrebbe capitare che il suo datore di lavoro le metta le mani addosso, legittimato com’è dall’ipocrisia conclamata  da ore di programmazione Mediaset e Rai in cui si susseguono culi, idiozie e donne disponibili.

Un business di putrefazione culturale che ha espresso l’attuale classe politica  alla quale appartieni (grazie anche alla sinistra), che parla, pensa, fa sesso, compra, gode e si esaurisce  in  un  unico osceno programma televisivo organizzato per vendere merce. Una colonizzazione del pensiero collettivo in cui si alternano personaggi come il Principe Cacca,  pubblicità di gente he corre  dietro un rotolo di carta igienica, palle di polvere che devono essere pulite da donne, tronisti e  corteggiatrici, pianti e  urla, donne  declinate in – ine,  vivaio di carne  chirurgicamente modificata fonte di guadagno per la rete, e utile per la creazione di cervelli ubbidienti di elettori, felici di vedere uno solo che tocca mentre loro applaudono. E  tutto, sempre a favore della ricchezza della famiglia Berlusconi. Compresa la signora Lario,  che è  miliardaria grazie al “ciarpame senza pudore” con cui viene inondata la nazione da anni, e non solo il suo letto.

Può capitare anche, a una donna come te, che se si sottrae alle avances del datore di lavoro, venga licenziata. E le può anche  succedere che  dopo una lunga  e penosa gavetta, una donna raccomandata e disponibile ti rubi il posto. Perché  il lavoro delle donne avviene sempre di più  attraverso  la concessione del corpo, come suggerisce e conferma l’attuale classe politica, che ne crea tutte le condizioni  e che tu stessa esprimi. Un dato che ovviamente  riguarda  il lavoro degli uomini, che pure vengono discriminati dall’ invincibile scambio: uomo  in  posizione di potere  e sesso  in cambio di lavoro.  Alcuni uomini sono ottusamente contenti che si affermi il principio come se non andasse a loro immenso svantaggio.

E  se una Minetti,  trovasse  che la sua condizione fa schifo, quando torna a casa e accende la tv, in alternativa ai culi, potrà vedere il Ministro Brunetta  che dice che  lei è in quella condizione perché è una fannullona; il ministro Sacconi  che le ricorda che  si devono fare studi difficili, e per questo si trova in quella condizione; la Ministra Gelmini  che  massacra la scuola, ultima  insufficiente isola di protezione contro il massacro televisivo, insulta le insegnanti, leva aiuti ai disabili, dicendo che valorizza il merito. In nome del  cristianesimo, si intende, o del negoziato con la Chiesa, alla quale  si girano altri soldi pubblici per le scuole private. Una come Nicole Minetti, potrà poi sentire la ministra Carfagna, che amministra la res pubblica, e si occupa della questione femminile, essendo passata da un casting di un Lele Mora di turno e che dice che Berlusconi è un gran seduttore. E poi  la ministra in giarrettiera e mutande Brambilla che spende altro denaro pubblico, oltre quello impiegato per  lei e il suo apparato,“per rifare l’immagine dell’Italia” dopo che Berlusconi l’ha massacrata.

Una come Nicole Minetti,  se fosse credente potrà poi  sentire un coro di  farneticazioni  su un  cristianesimo sfigurato e piegato ai  vantaggi personali di una classe politica rapace,  che insulta, bestemmia e arraffa  in nome di Cristo.

Questo  subisce  una donna come Nicole Minetti se non è Nicole Minetti.

Chi volesse inviare questo documento per chiedere le dimissioni della Minetti può farlo indirizzando a roberto_formigoni@regione.lombardia.it

 

e per cc a politico@ansa.it

 

 fonte http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2011/01/22/dimettiti-lettera-aperta-a-nicole-minetti/

Sabina Ambrogi per Il Simplicissimus

 

MoVimento 5 Stelle a Milano. Cittadini in rete o circoli di quartiere?

Mov piazza duomo

 Il MoVimento 5 stelle si prefigge di portare il nuovo in politica. Tra qualche mese ci saranno le amministrative a Milano, il MoVimento si prepara da tempo a questo momento. Ma chi è il MoVimento 5 stelle a Milano? Il primo mattone per la lista civica è stato messo dal meetup Grilli Milano, detto anche Meetup 1, in quanto fu il primo meetup  ad essere aperto sembra con la partecipazione dello Staff di Beppe Grillo che altri non è che la Casaleggio Associati, società che si occupa di comunicazione. Nel 2008 l'organizer di questo meetup era Ettore Soffientini ma all'inizio ufficiale del tavolo di lavoro per la lista civica è stato sostituito da un gruppo di "attivisti" ed è stato nominato il multi-organizer. Il tavolo ha preso vita la primavera scorsa ma i lavori per la lista civica erano cominciati molto prima. Dobbiamo tornare indietro nell'inverno del 2009, quando con una riunione cui parteciparono una ventina/trentina di persone fu deciso di adottare l'attività dei Gruppi di Quartiere di Sem Prandoni (che nel giugno 2009 fonda il movimento La politica alla gente http://files.meetup.com/1016897/assemblea_27_giugno_2009[1].pdf 
insieme ad uno dei patriarchi del meetup1, Mario Garofalo) al fine di creare dei gruppi nei quartieri di Milano che scrivessero il programma per la lista civica. E fin qui non ci sarebbe niente di male. E' il modo però che non è in linea con i principi che il MoVimento 5 stelle dice di portare avanti in particolare mi riferisco alla trasparenza della rete. Da subito quindi fu criticato il fatto di non avere la possibilità di discutere e costruire il programma in rete alla luce del sole ma che questo fosse scritto da gruppi isolati uno dall'altro e con un metodo tutto particolare ossia: non bisogna essere esperti, non bisogna prepararsi, si sceglie un argomento e si fa un giro di tavolo di tre minuti ciascuno senza contraddittorio, una persona scrive quello che riesce a scrivere e poi sarà un'altra a mettere tutto insieme ed a comporre il programma. Sem scrisse addirittura, in risposta alle nostre critiche che i programmi alla fine li scrivono sempre 4 teste d'uovo e che in questo caso poi bastava fare copia incolla del programma del MoVimento. Nulla di male anche in questo ma dov'è la vera partecipazione dei cittadini? Allora a cosa servivano i gruppi di cittadini? Era solo un mero esercizio di politica? Dovevano imparare qualcosa? Sem è un missionario cattolico laico, forse ha imparato sul campo questi metodi. Non penso però che i cittadini debbano essere educati alla politica in questo modo. Semplicemente non penso che sia in linea con un movimento che dice di essere composto da cittadini consapevoli che si mettono in prima linea. Eppure, nonostante le critiche, i gruppi di quartiere sono andati avanti di pari passo con la lista civica, il gruppo promotore del meetup 1 ha imposto questo diktat: o con i gruppi o fuori! Intanto i dissidenti hanno preso contatto con il famoso Staff, basta dire solo questo: Filippo Pittarello, braccio destro di Beppe Grillo e dipendente di Casaleggio associati, disse che i Gruppi di Quartiere non erano in linea con il MoVimento 5 stelle ma giustificò la cosa con il fatto che, essendo un movimento veramente innovativo (il MoVimento 5 stelle), era difficile ai più allinearsi… Qualche tempo dopo, alla riunione della lista milanese disse: "avete un'attività nei quartieri veramente innovativa dovete svilupparla". Ma allora da che parte sta? Sempre lo staff ci disse che la lista sarebbe stata fatta sulla piattaforma nazionale (non che sarebbe approdata sulla piattaforma nazionale dopo essere stata certificata prima tempo e senza nemmeno i candidati infatti fu certificato un comitato promotore composto da chi? Dalle persone che erano state presenti ad una riunione che si era svolta in precedenza e chi erano? I GdQ ed il nucleo del meetup 1)….!? Lo Staff ci aveva anche detto che il candidato sindaco o portavoce sarebbe stato votato sulla piattaforma da tutti gli iscritti al MoVimento ma ad ottobre mi dicono abbia suggerito alla lista civica di far votare solo i candidati. Lo staff scelse una persona come tramite per i contatti tra lo staff ed il comitato promotore per la lista civica. Questa persona è Ettore Soffientini, che era organizer quando i GdQ divennero un'attività del meetup con lo scopo di scrivere il programma; solo che poi non si sa come, all'insaputa della maggioranza degli iscritti, ricevettero l'incarico di costituire la lista civica. Questa operazione fu in parte fermata da noi dissidenti la primavera scorsa ma poi alla fine il gruppo promotore, appoggiato anche da Vito Crimi, ex candidato presidente alla Regione Lombardia e all'epoca organizer del meetup regionale (e non si sa perché ancora autorizzato all'uso del simbolo del MoVimento 5 stelle nonostante non sia stato eletto), andò avanti a braccetto con i GdQ. I GdQ hanno anche un coordinamento centrale formato dai coordinatori dei gruppi che si riunisce e delibera. Tale coordinamento sembra dovrà rimanere dopo le elezioni. Nulla di male naturalmente ma per la struttura di un comune partito in cui sono in pochi a decidere per tutti gli altri. La chicca in merito a questo è stata data da Stefano Stortone, incaricato di scrivere il regolamento del meetup 1 e poi quello della lista civica. Il dialogo con Stortone è stato impossibile, appoggiato dai patriarca del meetup 1, noti anche per aver gestito in passato il meetup attraverso l'associazione A.G.A.M e dai loro gregarietti ubbidienti, ha formulato un regolamento, che tra l'altro è la sua tesi di laurea, che prevede che le decisioni siano prese da un gruppo di coordinamento che in caso di urgenza può decidere anche via telefono. Loro diranno che il gruppo di coordinamento è aperto a tutti… sì ma ha un numero limitato e se consideriamo poi altri particolari come ad esempio che le persone che ricoprono gli incarichi di segreteria sono sempre le stesse….  alle regionali come nella lista civica Milano 5 stelle (Luca Cioni e Paola Carinelli) proclamati dall'altro patriarca, Vito Crimi. Io facevo parte dell'ufficio stampa finché, avendo criticato i GdQ, Vito Crimi si inventò che per sicurezza doveva resettare le password a "tutti"… chissà perché però Ettore ha continuato a gestire la mail di Milano a 5 stelle collegata al sito Lombardia5stelle.org http://www.lombardia5stelle.org/ che appartiene a Rossella Lezzi, anche lei ha continuato a gestire il sito insieme ad un altro che non aveva criticato i GdQ mentre hanno cercato in tutti i modi di togliere l'amministrazione del gruppo facebook a Tiziana Fabro, anche lei aveva criticato i GdQ. Ma cosa avranno mai questi GdQ? Piacciono tanto anche a Pittarello. Sarà per le affinità con lo spirito missionario, visto che Filippo è scout e fa parte della CBM onlus Missioni Cristiane per i Ciechi http://www.cbmitalia.org/pdf/annual2005.pdf. Un certo Filippo Pittarello gestisce il sito della Rettoria della Bocconi, un sito che si chiama San Ferdinando, il sito del centro pastorale Universitario della Bocconi http://www.sanferdinando.org/

Leggendo la pagina facebook MoVimento 5 stelle a Milano mi è caduto l'occhio su queste parole che Livio Bracchetti, braccio destro di Sem Prandoni, scrive a Manlio Di Stefano e Renato Plati (candidati a portavoce sindaco provenienti dai GdQ) " I GdQ o meglio la forma di cittadini del ns movimento che hanno scelto un percorso terreno per portare avanti il cambiamento voteranno sicuramente per uno di voi, chi non sarà importante se siete tutti dei portavoce di noi cittadini non ci saranno problemi…."

Con quale metodo si voterà? Con il metodo Condorcet e a questo proposito è interessante leggere cosa scrive il blog Bicybeton http://byccibeton.wordpress.com/2011/01/12/condorcet/
Visto che non sono riusciti, pur avendoci provato, a persuadere l'assemblea a scegliere la modalità di voto tra i soli candidati o tra i soli presenti alla scorsa assemblea, (è stato ribadito più volte che la votazione tra i soli candidati era stata adottata anche in altre città come Torino e Bologna) il prossimo sabato tutti gli iscritti al Movimento potranno votare per scegliere il candidato portavoce sindaco, l'unica speranza è che la cosa venga pubblicizzata in prima pagina sul blog di Beppe Grillo, così non voteranno solo i GdQ. Ora per essere informati di un  evento così importante bisogna andare sul blog di Beppe Grillo sotto liste civiche>liste>milano>calendario eventi lista civica che collega alla pagina del gruppo facebook. E se non sono iscritto a facebook? Ve lo dico io dov'è che chissà quando la mandano la mail a tutti gli iscritti… così vi organizzate per tempo, è nella sala riunioni residence Zumbini in via Zumbini, 6 Milano, sabato 22 gennaio dalle 14.30 alle 18.30 ma purtroppo c'è sempre e comunque il complicatissimo sistema Condorcet e si sa più un sistema è complicato e più è difficile contestare il risultato.

di Cinzia Bascetta

 P.S. A cosa servivano i gruppi indottrinati dei Gruppi di Quartiere? A votare per il candidato "ideale" che è saltato fuori all'ultimo: Mattia Calise. Difatti la famosa mail a tutti non fu mai inviata.