Rifiuti e riciclo. Quello che le istituzioni genovesi non dicono ai cittadini.


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A Genova c'è un grande vuoto informativo tra istituzioni e cittadini. La questione rifiuti viene gestita da AMIU e Comune escludendo i cittadini dalle scelte e ogni tipo di partecipazione. Le poche realtà che cercano di fare un po' di informazione sono piccoli gruppi di cittadini consapevoli, ignorati dai media e che portano avanti qualche iniziativa autofinanziandosi. Un esempio sono i volantinaggi organizzati dall'anticasta, il meetup Genova-20 e il comitato per Scarpino. Sabato 18 dicembre, un'iniziativa simpatica e singolare ma molto significativa, il lancio di 1000 palloncini colorati dai cancelli della discarica di Scarpino. I palloncini rappresentano la diossina, i furani ed i metalli pesanti che usciranno dal gas-inceneritore. Ogni palloncino aveva una targhetta con questo messaggio: "se ti è arrivato questo palloncino, allora ti arriveranno anche la diossina, i furani ed i metalli pesanti dell'inceneritore". I palloncini quel giorno sono volati tutti verso il ponente genovese (Cornigliano, Sestri, Pegli, …) ma molto dipende dalla direzione del vento, tutta Genova è in pericolo. Il gassificatore è l'unico modo per gestire i rifiuti? In questo grande vuoto informativo l'amministrazione comunale e AMIU forniscono ai cittadini, dopo averli posti in un clima di emergenza, la loro soluzione (il Gassificatore) presentandola come unica possibilità. La lettera di una genovese pubblicata da DECIBEL, piccolo giornale che da voce ai lettori, ci fa capire bene in quale condizione di ignoranza si trovino i genovesi sull'argomento rifiuti, in paticolar modo sulle possibilità di recupero e riciclo. Di seguito la lettera. 

Termodistruttori 
Buongiorno,
scrivo queste poche note nella speranza che lo spirito per cui è nato Decibel (dare voce ai lettori) sia utile a una causa che ritengo fondamentale per il nostro futuro. Abito in Francia da anni e lavoro nella formazione; i miei genitori abitano a Genova in riva al Chiaravagna e spesso sono da loro in visita; la volta scorsa mi hanno mostrato un volantino che mia madre aveva ricevuto al mercato settimanale di Cornigliano. Lei, in verità, aveva compreso ben poco di quanto scritto perchè nessuno degli argomenti citati era di sua conoscenza: Riciclo, Differenziazione, Recupero, ecc. Cose delle quali lei e mio padre mai avevano sentito parlare e mai avevano ricevuto documentazione "pubblica" (degli enti) che facesse luce sul problema. Io vivo in una città della Francia che è grande quanto Genova e il riciclo è a un livello molto alto (superiamo del 4% le imposizioni delle norme europee). Lavoro in tre differenti istituti di formazione ed in ognuno trovo spazi di raccolta e differenziazione utilizzati completamente e con tale cura che verrebbe da chiedersene la ragione. In realtà ho scoperto che uno di questi è economicamente autosufficiente grazie al fatto che tutti i soggetti che lo animano (insegnanti, allievi e parenti) conferiscono il 100% del loro rifiuto al centro posto in adiacenza all'istituto, così come fanno i cittadini che abitano nei pressi. Ebbene, grazie a questo ricavato, l'istituto si mantiene in totale autonomia, avendo persino risorse sufficienti ad organizzare un campo scuola di 15 giorni nella stagione di vacanza, completamente gratuito per gli studenti. Ho tentato di spiegare ai miei genitori come avviene tutto questo e mi sembrava di parlare una lingua sconosciuta. Per questo vi chiedo se è possibile dare risposta a queste semplici domande.

1. Perché la popolazione non è informata sulla possibilità di riciclare i cosiddetti "rifiuti" (che brutta parola!), meglio sarebbe "materia rinnovata"?
2. Perché nessuno dice quanto ricavato in soldoni si potrebbe ottenere e quanto risparmio (oltre il 60%!) andrebbe a vantaggio delle famiglie?
3. Perché i miei e i loro vicini di casa sono stati terrorizzati al punto che, pur di non vedere cumuli di "rumenta", sarebbero anche disposti a farsi uccidere dal "cancro volatile" diffuso in aerodispersione dall'impianto che, mi dicono, vorrebbero costruire sopra la testa dei cittadini?
4.
Perché non vedo mai materiale informativo in merito, visto che la comunità europea stanzia fondi per le comunicazioni di tale genere che qui in Francia sono un po' ovunque? Mi fermo qui, con l'invito a Decibel affinché possa "muovere le acque" dello stagno dell'ignoranza (credo voluto) nella quale è tenuta la popolazione. Grazie. Cristiana Pelle.

Le risposte a queste domande arrivano da Felice Airoldi, portavoce del Comitato per Scarpino. 

Carissima Cristiana,
la tua lettera mi ha profondamente colpito, dal tuo osservatorio "privilegiato",  in poche righe hai riassunto il "disastro Italia" ormai conosciuta in tutto il mondo solo per le "emergenze rifiuti" e per i crolli dei suoi più prestigiosi monumentei.Mi chiamo Felice Airoldi e sono il portavoce del COMITATO PER SCARPINO di Genova, che da 15 anni tiene in scacco ogni amministrazione che vuole proporre come sistema di smaltimento dei rifiuti l'obsoleto binomio DISCARICA + INCENERITORE, oggi QUESTI CRIMINALI lo hanno cambiato in RACCOLTA DIFFERENZIATA DA SCHIFO + GASSIFICATOREIl Comitato si compone di 14 membri permanenti 200 attivisti e 3262 Cittadini residenti sul territorio firmatari di un "patto" che ha dato vita al:PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE SCARPINO.Lo scorso anno questa amministrazione e il dipartimento universitario Polis hanno presentato un "concorso di idee".Chiariamo fin da subito che siamo FAVOREVOLI al "digestore anaerobico" , in pratica 3 silos, dove viene "fermentata" la "frazione umida" dei rifiuti, circa il 35 % del totale per estrarre ottimo BIOGAS e con i residui un COMPOST di qualità molto ricercato come fertilizzante naturale in agricoltura ma siamo CONTRO il GASSIFICATORE. Nei PATTI ELETTORALI gli allora candidati hanno raccolto i nostri voti GIURANDO DI……CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI SENZA RICORRERE A TECNICHE A CALDO…..per questo siamo ARRABBIATISSIMI e ci sentiamo TRADITI dalla Sindaco, Carlo Senesi  assessore ai rifiuti del comune e Sebastiano Sciortino assessore all'ambiente della  provincia. Totalmente negativa è sopratutto la situazione in regione perchè il Presidente Burlando con in testa Ezio Armando Capurro il boss della COPERSALENTO di Maglie capogruppo in Regione della lista "Noi per Burlando" sta spingendo, sostenuto da Fortini presidente di Federambiente la costruzione di 5 inceneritori in tutta la Regione inoltre, all'ambiente hanno messo quella Renata Briano (già nel direttivo di LEGAMBIENTE o meglio, NEGAMBIENTE ) già assessore all'ambiente in Provincia e madre del "piano industriale di AMIU" …per Noi la situazione è drammatica, ma non molleremo mai, qui finisce come a Venaus, Vicenza e Terzigno. I Comitati come il nostro congiuntamente ribadiscono che la Strategia Rifiuti Zero, in sinergia con il collaudatissimo sistema della raccolta "porta a porta", l'anagrafe certa, in pratica l'amministrazione deve sapere a chi appartiene il "rifiuto", unito alla tariffa puntuale,  sono l’unica strategia in grado di perseguire la sostenibilità ambientale e la difesa della salute. In pratica meno produci rifiuti meno paghi. Solo la progressiva riduzione, in qualità e quantità, dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali può dare risposta ai gravi problemi sollevati dal loro smaltimento. Nulla a che vedere con le ridicole quanto inutili sperimentazioni che durano da più di 3 anni nei quartieri più popolari di Genova, pensa solo che oggi, nemmeno il 5% dei Genovesi divide l'umido dal "secco", il tutto è GRAVEMENTE FUORILEGGE, per queste gravi negligenze AMIU viene continuamente sanzionata, lo scorso anno per più di 3 milioni di €uro che "scarica" sulle bollette di tutti Noi Cittadini. Genova sulle guide turistiche internazionali è considerata una città MOLTO ARRETRATA e SPORCA. PER QUESTE RAGIONI IL NOSTRO COMITATO PRETENDE LE DIMISSIONI DI QUESTI AMMINISTRATORI E DELL' INTERO CDA DI AMIU. Rifiuti Zero può essere il cardine di un progetto davvero alternativo, che realizza il riciclo totale dei materiali secondo un’ottica di modello circolare che tiene conto della scarsità delle risorse e dell’esigenza di rispetto per la biodiversità. Rifiuti Zero, non prevede soluzioni tecnologiche a caldo , non è fatto di “macchine magiche” ma di gesti responsabili e di ricerca per connettere le esigenze e l’impegno delle persone alla necessità di cambiare un modello di sviluppo che sta depauperando le risorse del Pianeta, la biodiversità dei differenti ecosistemi e danneggiando l’intero ciclo vitale.

La Regione Lombardia ingrana la marcia ed approva il PDL 57/62 per fare dei bei regali di Natale ai privati

Oggi pomeriggio alla ripresa dei lavori del consiglio, dopo la pausa pranzo, l'aula si presentava così.

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Del PDL non c'era quasi nessuno, l'opposizione stava presentando i suoi OdG. Ad un tratto il presidente Boni interrompe la consigliera Cremonesi e rivolgendosi ad un'altra persona dice seccato "non si viene a mendicare la firma, sto cercando di dare un'immagine a questo consiglio" L'ho sentito più volte riprendere duramente i consiglieri e persino i giornalisti per il fastidioso brusio e chiacchiericcio. 

Il consigliere Bettoni dell'UDC nel suo intervento ricorda che l'acqua non è merce di scambio e che chi gestirà il servizio idrico lo farà non per beneficienza ma per un guadagno. E' perplesso di fronte a questa volontà di accelerare l'approvazione della legge regionale nonostante l'approvazione del decreto mille proroghe che posticipa la scadenza degli ATO di un anno.

Sono perplessa anch'io per quello che ho visto. Arriva il momento del voto ed il presidente Boni fa cercare Ponzoni e Spreafico, che fanno parte dell'ufficio della presidenza e devono fare da segretari ma non si trovano allora chiama la Minetti in sostituzione, Penati è presente.

I consiglieri dell'opposizione chiedono la verifica del numero legale e si procede alla votazione del primo emendamento, votano per alzata di mano e l'emendamento di Giulio Cavalli viene respinto.

Altra verifica del numero legale, richiesta sempre dall'opposizione, risultato 34, il numero legale non c'è e Boni sospende la seduta per 5 minuti, la Minetti si aggiusta il trucco, poi la seduta riprende e Boni annuncia l'apertura del voto, Zamponi (IDV) fa notare che si dovrebbe prima verificare il numero legale ma il presidente sorvola su questo dettaglio e dice che visto che nessuno lo ha richiesto appena entrati lui non è tenuto a farlo e così un altro emendamento respinto da PDL e Lega.

Alla votazione successiva Zamponi chiede la votazione per appello nominale (si accendono le lucine rosse e verdi sul tabellone e vengono messi agli atti i nomi di chi vota contro o a favore). 

Si susseguono una serie di votazioni in cui l'opposizione chiede ripetutamente la verifica del numero legale, IDV e SEL chiedono la votazione nominale ed il PD il voto segreto. 

Ad un certo punto il numero risulta 38 (il minimo per essere valida la seduta è 39) però Boni dice che il numero è legale perché mancavano Penati ed un altro, sempre della presidenza, all'appello in quel momento ma che erano presenti. Si vota: 40 no e 5 sì. Domanda: il 39° ed il 40° no di chi erano?

La verifica del numero legale viene fatta premendo il pulsante di voto, chi non voleva appariva non premeva il pulsante senza che fosse necessario uscire dall'aula. Come mai Boni dà per scontato che Penati sia presente anche se non preme il pulsante? Per il senso di responsabilità verso l'ufficio di presidenza di cui Penati fa parte?

Ad ogni votazione il relatore della legge dà prima il suo parere che in realtà è una vera e propria indicazione di voto. Si alza in piedi e dice ad esempio "parere negativo, si vota NO, pulsante rosso" ed i consiglieri di maggioranza ubbidiscono.

Il consigliere Galli, capogruppo Lega Nord, dopo l'ennesima verifica del numero legale, questa volta 37 e la sospensione della seduta per andare a cercare i dispersi, redarguisce i consiglieri del PDL e annuncia che se per la loro leggerezza mancherà ancora il numero legale il suo gruppo lascerà l'aula. 

Il ping pong tra richiesta voto nominale e voto segreto continua ma tra IDV e PDL che prende il posto del PD nel richiedere il voto segreto.

Alle 16.20 arriva Formigoni, forse per garantire il numero legale? Le votazioni proseguono per alzata di mano, ad un certo punto, forse perché non è pratico o forse perché sono abituati a dare parere contrario agli emendamenti dell'opposizione, Formigoni sbaglia e vota no dopo che Saffioti, (relatore) aveva dato parere favorevole…

Si passa alla votazione degli articoli.

Art. 1 votato per alzata di mano, una curiosità, Saffioti dà parere negativo su di un emendamento firmato da lui stesso….?

Si arriva all'articolo 3, che toglie la competenza ai comuni, a questo punto l'opposizione annuncia che la responsabilità di quest'approvazione deve ricadere tutta sulla maggioranza ed abbandona l'aula, resta Penati che dice di restare per dovere verso l'ufficio di presidenza di cui fa parte.

Inizia una sequela di votazioni in fretta e furia per alzata di mano nelle quali molti non alzano più nemmeno la mano, intanto Formigoni ha lasciato l'aula, e la legge viene approvata.

Conclude un consigliere della Lega dicendo che sono state dette molte bugie in aula, che l'acqua non viene privatizzata perché sia l'acqua che la rete idrica restano pubbliche e che su 5 membri dell'ufficio d'ambito (che sostituisce gli AATO) 3 saranno dei comuni ed il loro parere sarà vincolante per gli investimenti e la tariffa ma per quanto riguarda la gestione l'ente pubblico potrà essere aiutato dai privati e qui mi tornano in mente le parole di Bettoni "il privato non fa beneficienza ma cerca guadagni".

Voglio ricordare però che l'assemblea degli AATO era composta da tutti i sindaci di quell'ambito territoriale e dal presidente della provincia, ora si giocherà in 5 e, non meno importante, che la legge 57/62 non riguarda solo l'acqua ma anche la gestione dei rifiuti, del sottosuolo e dell'energia.

Alla fine l'aula era così.

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di Cinzia Bascetta

P.S. E' stata respinta anche la richiesta dell'opposizione, su proposta dei comitati per l'acqua, di posticipare di 6 mesi l'entrata in vigore del Pdl 57 per attendere il Referendum ed il pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso della Regione Veneto.

Ri-mobilitiamoci per l’acqua in Lombardia

Moratoria2

 

Domani, 22 dicembre la giunta lombarda cercherà nuovamente di far approvare la legge regionale che toglie la gestione dell'acqua ai comuni per dirigerla verso la privatizzazione, come il 13 occorre mobilitarsi nuovamente, non mollare perché la posta in gioco è troppo alta e se molliamo adesso, avremo fatto tutto inutilmente. La partita è difficile ma dovremmo almeno provarci. Il presidio si terrà dalle 10.30 alle 17.00. Sarebbe meglio alternarsi per garantire sempre la presenza di qualcuno. L'e-mail ricevuta dal comitato:

Ciao a tutti/e,
 
abbiamo saputo solo pochi minuti fa che il giorno stabilito per la discussione della legge regionale sarà il 22 dicembre.
 
Non sappiamo però l'orario, perciò per ora  proponiamo di fare un presidio continuato tutto il giorno, dalle 10.30 alle 17.00.
 
Il ritrovo sarà dalle ore 10.30, in via Filzi 22. Per questo chiediamo a tutti i comitati regionali, provinciali e cittadini di farci sapere la loro disponibilità ad essere presenti e in quali orari possono essere disponibili per provare a coprire tutta la giornata.
 
Fateci sapere come riuscite ad organizzarvi.
 
Roberto è fuori Italia fino a metà gennaio quindi per informazioni chiamate il Comitato Italiano allo 0289056946 oppure rispondete direttamente all'indirizzoubc@contrattoacqua.it.
 
Grazie mille.
 
Cristina
Comitato Italiano contratto Mondiale sull'acqua Onlus

Vogliono ammazzarci tutti a norma di legge?

Carbone

Qualche giorno fa a Genova ho avuto il piacere di incontrare alcune persone del Comitato Ambiente e Salute di Spotorno-Noli. C'erano anche i genovesi del Comitato per Scarpino. Cos'hanno in comune queste persone? Tutti lottano letteralmente per salvare la pelle, la loro e quella dei loro cari e persino quella di persone che non conoscono: tutti i cittadini del savonese e del genovese. Non fanno vuote promesse in cambio di voti, non sono interessati alle poltrone, si autofinanziano, stanno ore al freddo per fare un po' d'informazione, si documentano, studiano, sono diventati degli esperti e tutto questo perché? Mi viene in mente una frase di Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino,  "vogliono ammazzarci tutti a norma di legge." Naturalmente non ci vogliono ammazzare ma questo è  il rischio che si corre.
I pericoli a cui sono sottoposti i cittadini del savonese e del genovese si chiamano diossina e metalli pesanti. Partiamo dal carbone. Chi può negare i danni fatti da altoforno e coqueria dell'Italsider poi 
divenuto Ilva di Cornigliano? Chi può dire che tante persone non sono morte o non si sono ammalate sul lavoro? Mia nonna percepisce ancora la pensione di risarcimento per la silicosi di mio nonno, deceduto a sessant'anni. Oggigiorno però, nonostante l'Ilva non lavori più a caldo, ci sono ancora le altrettanto pericolose e inquinanti centrali a carbone che si trovano a Vado Ligure (Sv), Genova (sotto la lanterna) e La spezia che insieme alla coqueria di Bragno gettano in aria una concentrazione di sostanze tossiche che non si riscontra in alcuna altra area geografica europea. Gli amici di Vado ci spiegano in un volantino proprio ben fatto che da una centrale termoelettrica a carbone fuoriescono una cinquantina di sostanze inquinanti e le polveri sottili tra cui le più fini e insidiose: le pm 2,5 e 0,1 che, essendo microscopiche, non vengono trattenute da alcun tipo di filtro, si diffondono coi venti e vanno ad insinuarsi negli alveoli polmonari passando anche nel sangue. Citando sempre il comitato di Vado Ligure, studi statunitensi e europei affermano che là dove esiste una centrale a carbone si verificano patologie diffuse di tipo tumorale e cardio-circolatorio. Pertanto negli USA e in Europa si sta bandendo l'uso del carbone quale combustibile altamente tossico. Mentre la comunità europea invita con forza a ridurre l'uso del carbone e tutto il mondo e preoccupato per l'effetto serra dovuto all'emissione di CO2, nella centrale di Vado non solo si mantengono in funzione i due gruppi a carbone, risalenti agli anni '60 e come tali obsoleti e inquinanti ma si progetta il potenziamento a carbone della centrale stessa. I signori del carbone difendono la loro convenienza pubblicizzando l'assenza di rischi per la salute e la riduzione delle emissioni attraverso una maggiore efficienza. Ma com'è possibile se aumenta la quantità di carbone bruciato e non esiste tecnologia atta a bloccare le microscopiche polveri fini e ultrafini che escono dai camini o si formano in atmosfera dopo essere uscite come ossidi di zolfo e di azoto? E com'è possibile migliorare i vecchi gruppi a carbone che da anni funzionano senza l'obbligatoria Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) se lo stesso ministro dell'ambiente ha ammesso che dopo qualche modifica negli anni '90 "non sono ulteriormente migliorabili"? Il comitato si chiede: 

– siamo sufficientemente informati sulla qualità e quantità dei controlli di aria, acqua e suolo e sappiamo se vengono "adeguatamente" effettuati dall'ente pubblico e dal "controllato-controllore"?

– sappiamo che in tutto il territorio della provincia di Savone è in funzione una sola centralina per la misurazione delle pm 2.5, le penetranti polveri che nessun filtro può trattenere?

– avvengono verifiche sui valori della radioattività ambientale e di quella delle ceneri frutto della combustione del carbone "utilizzate nei cemnetifici"?

– il grande parco carbone da sempre a cielo aperto in pieno centro abitato è normale?

– i dati sulle patologie cancerogene e cardio-vascolari nel territorio sono messe in relazione al reale inquinamento se questo non viene misurato e la posizione chiarissima dell'ordine dei medici della provincia di Savona viene irresponsabilmente ignorata? 

Il comitato dichiara che il monitoraggio ambientale e gli studi epidemiologici sono dovuti e avrebbero dovuto essere effettuati in modo idoneo in tutti questi anni ma ricordiamoci che l'obiettivo primario deve essere una scelta a monte: non continuare a usare combustibili altamente tossici riconosciuti tali dalla comunità scientifica internazionale, anche perché non basta il rispetto dei limiti di legge per garantire la salute umana, specie in riferimento allo sviluppo di bambini e adolescenti.
Il comitato ci avvisa di un altro pericolo. Il piano provinciale dei rifiuti prospetta di bruciare nelle centrali a carbone il C.D.R. ovvero combustibile da rifiuti con emissioni di diossina e metalli pesanti (dalla discarica del Boscaccio il passo è facile, naturale e … conveniente ma il prezzo sanitario e sociale è enorme) "I medici per l'ambiente ricordano che distruggere materia tramite la combustione con il pretesto di recuperare energia è una prassi sempre più contestata e criticata nella letteratura scientifica indipendente e che trova la propria ragion d'essere solo in assurdi incentivi economici che nulla hanno a che fare con la reale tutela dell'ambiente e della salute" (Patrizia Gentilini oncologa e presidente dell'Isde di Forlì, comunicato stampa del 09/07/2010)

Lo sa bene anche Felice Airoldi che bruciare rifiuti è non solo fuori legge ma altamente pericoloso per la salute umana infatti le sostanze che fuoriescono sono praticamente le stesse che si ottengono bruciando carbone. Ci eravamo preoccupati per il fatto che non ci sembrava realistico che a Genova nel Gas-inceneritore voluto dal sindaco finisse solo il residuo del 65% di raccolta differenziata (che oggi è un misero 28%, forse 20%) della spazzatura genovese, quando attualmente nella discarica di Scarpino ci finisce di tutto e di più e da tutta Italia e non sempre in trasparenza. Infatti il governo sta addirittura tentando di eliminare l'obbligo della raccolta differenziata in totale disaccordo con le norme europee, praticamente mi chiedo perché non ci caccino dall'UE. Felice Airoldi lancia questo appello "Allarghiamo la protesta, anche Marco Bersani conclude i suoi interventi con …non dimentichiamoci che con l' acqua ci si batte anche per i rifiuti e il trasporto pubblico ….questi vogliono boicottare la raccolta differenziata, vogliono togliere l'obbligo…capite!!! vogliono bruciare il CDR nelle centrali a carbone !!!
Raccolta differenziata significa difendere decine di migliaia di posti di lavoro nelle Aziende di igiene urbana, municipalizzate, ma a fine mese verranno obbligatoriamente privatizzate il privato si terrà solo il "ciclo finanziariamente redditizio" nel nostro caso la seconda discarica più grande del paese e il CANCROGASSIFICATORE, hanno i soldi in mano, 250 milioni!
Con l'inceneritore basteranno 40/50 addetti, bruceranno tutto tal quale in cima a un monte dove nessuno vede niente TUTTI GLI ALTRI ?   A CASA!!!! a Genova lo hanno già fatto con AMI, ASTER, ora con AMT e poi tocca ad AMIU dei 2.000 dipendenti la metà verra affidata a qualche cooperativa di "sfigati", stipendi  da fame e Genova ancora più sporca altro che Smart City, nessun sindacalista si fà sentire??????
Il momento è drammatico, il mio Paese è in rovina per colpa loro…fermiamoli."

Già il momento è drammatico da Terzigno a Genova e Savona, non aspettiamoci nulla dai politici, sono spinti solo da un sentimento di avidità. Se vogliamo salvare la pelle dobbiamo prendere coscienza di queste cose e passare alla mobilitazione generale. Il carbone non è il futuro. La raccolta differenziata e le energie rinnovabili creano posti di lavoro, salute e benessere. La politica pensa solo al guadagno imminente a discapito di tutto e tutti, anche del pianeta terra. Scegliamo da che parte stare.

http://www.nocarbone.it/

pergenova.wordpress.com

di Cinzia Bascetta

Referendum acqua, via libera della Corte di Cassazione

Acqua_Lombardia_manifestazione

 

COMUNICATO STAMPA

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.

Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi.

Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.

 

Roma, 9 dicembre 2010

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Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica

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Mi sono iscritto nel PD così almeno trovo lavoro


 

L'altro giorno, parlando con un amica, mi confido' che un suo amico le ha detto esattamente queste parole: mi sono iscritto nel PD, cosi' almeno trovo lavoro.

Qualcuno mi dira' embè, che c'è di strano ? L'hai scoperto ora ?

Ma soffermarsi  a fare qualche considerazione doverosa sulla cosa magari potrebbe comunque essere utile:

A Genova non ci sono dubbi sul fatto che possa essere utile iscriversi al PD per trovare lavoro.

A Torino probabilmente è più utile iscriversi alla lega . A Milano probabilmente conviene il PDL .

A Firenze conviene iscriversi di nuovo al PD.

Se a Genova governasse il PDL sarebbe conveniente iscriversi al PDL ovviamente.

Credo che ci sia tutta una categoria di persone, solitamente benestanti, grossi imprenditori, avvocati, giornalisti , medici etc etc che prima di andare a votare s'informano bene per chi conviene andare a votare, e farlo ovviamente anche sapere agli interessati (incominciate a prendervi un secchio se avete un po' di nausea).

Adesso , per esempio, è un momento di transizione e quindi bisogna vedere bene dove conviene buttarsi : non so , tra Fini e Casini puo' darsi che esca qualcosa di buono (non nel senso che risolvano i problemi dell'Italia : sto parlando sempre di dove conviene buttarsi per “arrivare” e quindi in altri termini “metterlo in culo al prossimo” visto che il lavoro per tutti non c'è).

(Provate se volete con un po' di Maalox).

Ma ritorniamo per esempio alla situazione locale ligure: il fatto che convenga iscriversi al PD non vuol dire che chi invece si iscrive al PDL piuttosto che all'UDC o all'IDV è fregato: potrebbe comunque esserne avvantaggiato: in linea di massima stando al centro non si sbaglia mai : eppoi ci si puo' sempre spostare più agevolmente da una parte all'altra in caso di cambio della guardia.

L'UDC è sostanzialmente il partito che sta in cima alla graduatoria dei “furbi”

I criteri per la scelta del partito sono i seguenti: chi sta al potere, chi sta al centro, il più grosso, chi appoggia la giunta.

Chi si allontana di più dalla Giunta avrà meno privilegi.

Chi è di estrema sinistra avrà certamente meno privilegi di chi sta nel PD.

Ma chi sta , per esempio ne La Destra (parliamo sempre di Genova) ne avrà ancora meno.

(se non ce la fate più vi conviene chiudere tutto).

Ma come nasce per esempio il meccanismo , cioè , io mi iscrivo ad un partito e poi vado a cercare i capoccia e gli dico : ou, belin , mi sono iscritto eh , ho due figli all'università , mi raccomando !

Esattamente non lo so perchè personalmente non l'ho vissuto, credo che ci siano apposite Associazioni di Furbi in cui l'Amico ti presenta all'amico, da cosa nasce cosa (Rotary, Maestrale, Massoneria, Circolo Velico, Comunione e Liberazione: tutta gente senza soldi naturalmente!) , ma ho avuto diversi segnali che , invece, parlando esclusivamente del PD, siano loro a cercarti .

Ma tra chi ? Tra chi si oppone al sistema ! Eh, ma allora credono ancora negli ideali !  Uhmm , non credo che sia questo il loro obiettivo , credo che la realtà sia ben diversa : conosco tante persone , blogger vari , persone ruotanti nell'Area meetup di Beppe Grillo, persone nei sempre più inquieti comitati che cominciano a dare segni di insofferenza:

l'obiettivo del PD è quello di cercare te che spari missili contro il sistema per farti sparare i missili lo stesso ma … mirando un po' più a destra . L'effetto sarà nettamente meno efficace , tuttavia tu diventerai ricco e famoso e il movimento di protesta resterà indebolito , E’ proprio questo quello a cui mirano! . E ricchi e famosi non lo sono diventati Christian Abbondanza della Casa della Legalità o Rosa Vagge , del comitato Nobusvia della Valbisagno, che hanno un senso etico per cui sono poco inclini a scendere a compromessi anche se posso dire che nella fattispecie qualcuno ci ha provato.

Ricchi e famosi sono invece diventati Michele Santoro, Marco Travaglio, Fabio Fazio, Roberto Benigni, Roberto Saviano etc etc , che un bel giorno hanno deciso di girare un pochettino il mirino verso destra .

Peccato che se il cumulo di merda non lo butti giu' tutto , presto si riformerà.

E a proposito delle manifestazioni studentesche dove è evidente  , più che la riforma Gelmini , che probabilmente parecchi di loro non sanno neanche esattamente cosa dice , soprattutto il disagio o la  paura : la paura del futuro, di non trovare lavoro.  E allora , i nostri amici del PD , che il lavoro lo vogliono dare solo ad “alcuni “ non è che per caso si sono messi in testa idee strane , come quella di cavalcare l’onda della protesta?

A fronte di tutte queste considerazioni possiamo sperare che i politici si occupino del bene comune ?

La risposta è no . Se qualcuno si attacca a un partito lo fa o perchè pensa di poter rientrare tra quelli che si possono salvare (ammesso che si salvi qualcuno!) e non gliene frega niente di chi non ha santi in paradiso, oppure perchè non ha capito niente!

E poi , anche a tutti quelli  che dicono che  bisogna fare un gradino per volta ,  all'inizio andiamo a votare per il meno peggio e quant’altro, vorrei dire : a parte tutte le considerazioni fatte finora, la scala da fare è molto irregolare , e mentre questi gradini che voi intendete percorrere sono di 5 cm ciascuno ; c'è da fare nella scala  un gradino di 2 metri : cominciamo ad affrontare quello:

se un partito o movimento si presenta e non appoggia nessuna delle due coalizioni perchè sono tutte ugualmente colluse con le lobby e i pochi agevolati , il consigliere sarà mal visto da tutti gli altri anche perchè potrebbe far perdere qualcuno . E quelli che lo votano e sono iscritti al suo movimento non credo che abbiano grosse agevolazioni a trovare lavoro .

E gli stessi consiglieri , finito il loro mandato si troveranno con il culo a bagno .

E se ci aggiungi anche che si abbassano lo stipendio del 70% capisci che loro non agiscono per l'interesse di chi li vota ma per l'interesse comune :

e a quel punto si parla di Democrazia Diretta dal basso : quello che i partiti tradizionali non possono fare.

Di chi sto parlando?

Dei consiglieri eletti nelle amministrazioni nell'ambito del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e dei rappresentanti del Movimento Per Il Bene Comune

Purtroppo pochi sanno certe cose . Come mai ?

Se i giornalisti spiegassero spesso sulle più grosse testate cosa sono questi movimenti , i loro principi, e parlassero giornalmente di cosa fanno i loro rappresentanti, nel giro di due anni sparirebbero tutti i politici tradizionali: peccato che per il motivo di cui sopra anche e soprattutto i giornalisti  non sfuggono alle regole del clientelismo e ancora prima che i politici si trovino col culo a bagno ci si troverebbero loro nel giro di pochi mesi.

Purtroppo nessuno li conosce . Si va bene, conoscono Beppe Grillo e le sue esternazioni ma altra cosa è conoscere i consiglieri e cosa fanno.

L'unico mezzo è internet. Ma se nessuno ti da un input non sai dove cercare .

Del tutto silente la stampa a proposito del Movimento Per Il Bene Comune , del quale non si puo' davvero dire nulla di male (qualcuno si inventerà certamente qualche stronzata). In una recente nota ho fatto notare come tra i più cancellati da facebook ci siano proprio loro.

E poi , non credete che sia finita qui : ai politici questi movimenti danno molto fastidio : nell'ambito degli stessi gruppi locali si infilano persone che cercano di bloccare tutto o contattano alcuni componenti per fargli saltare tutto con promesse varie secondo lo stile della sinistra.

E’ evidente che , in questa situazione, questi movimenti faticano a imporsi, e sono limitati soltanto ad alcune aree geografiche : l’epicentro è l’Emilia Romagna , dove stanno andando molto forte.

Se andassero cosi’ in tutta l’Italia potremmo vedere anche una svolta epocale!

Prossimamente scrivero' una nota sulla situazione ligure  , che , come al solito, è messa peggio delle altre regioni del Nord.

di Gian Paolo Cavallaro

Genova, 4 dicembre I rifiuti come l’acqua, spese al Pubblico profitti ai Privati


 

Ieri a Genova come in tante piazze d'Italia si sono tenute manifestazioni in difesa del bene comune più prezioso: l'acqua. Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino, ha ricordato che il decreto Ronchi non parla solo di acqua ma anche di altri servizi come ad esempio i rifiuti. Presto il 40 % di Amiu andrà in mani private e ciò non rassicura i genovesi sui quali incombe sempre di più la minaccia del gassificatore. Un impianto che dovrebbe ergersi sulla collina di Scarpino, sopra l'attuale discarica. Felice fa notare ai genovesi che non lo sapessero che quella collina era chiamata Pria Scugente ossia pietra scivolosa, questo significa che è già pericoloso usarla come discarica, figuriamoci costruirci sopra un gassificatore. Impianto che dovrebbe incenerire ciò che resta della raccolta differenziata, (che non è mai partita seriamente a Genova) oppure tutto ciò che arriva a Genova dalla Liguria e da tutta Italia….  Ma se la discarica che l'amministrazione comunale chiama "sicura" è costruita sulla pietra scivolosa…. il gassificatore sarà poi così sicuro?

di Cinzia Bascetta

4 DICEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA Moratoria subito!

Moratoria2

Con i movimenti, a Cancun e nel mondo, per la giustizia ambientale e sociale.

L’acqua deve essere pubblica perché ognuno di noi è fatto al 70% di acqua. L'acqua deve essere pubblica perché è il bene comune più prezioso al mondo. L'acqua deve essere pubblica perché non ha colore. L'acqua deve essere pubblica perché senza Lei si muore. L’acqua deve essere pubblica perché è un diritto di tutti, altrimenti è un privilegio. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di tutti… tutti ne avranno cura. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di pochi… si faranno solo gli interessi di quei pochi. L'acqua deve essere pubblica perché l'hanno già chiesto un milione e mezzo di cittadini italiani. L’acqua deve essere pubblica perché in paesi democratici e civili, la privatizzazione dell'acqua è fuori legge e vietata. L'acqua deve essere pubblica perché oggi in Italia ci sono 128 comuni con acqua fuori legge, fuorilegge perché con quantità di arsenico superiori al limite tollerabile, e quell'acqua guarda caso è privata. L'acqua deve essere pubblica perché non è una merce e se uno è contrario a che l’acqua sia un bene pubblico e di tutti, è perché ha interessi personali forti e poco limpidi. L’acqua deve essere pubblica perché oggi, in Italia come nel Mondo, le società private aumentano le tariffe a piacimento e, se non puoi pagare, ti chiudono il rubinetto…anche se sei un anziano, anche se sei povero, anche se ne hai bisogno. L'acqua deve essere pubblica perché SI! Ecco, acqua bene di tutti!non dovrebbe nemmeno essere in discussione! L’acqua deve essere pubblica perché le nuvole, la pioggia ed i ghiacciai non hanno mai avuto padroni ed è l’acqua che connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. L’acqua deve essere pubblica perché tutti abbiamo il Diritto all'acqua e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. L’acqua deve essere pubblica perché non è sostituibile e non può essere trattata come una merce. L’acqua deve essere pubblica perché un privato pensa al suo profitto, non all’interesse comune. L’acqua deve essere pubblica perché il contrario di “pubblico” è il termine “segreto” e segreti sull’acqua non ce ne devono essere. L'acqua deve essere pubblica perché per le multinazionali esistono solo utenti non persone, solo contatori… e bollette. L'acqua deve essere pubblica perché altrimenti tutte le prossime guerre si combatteranno per l'acqua. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è il sangue della terra. L’acqua deveessere pubblica perché speculare sull’acqua è inaccettabile in una società civile. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è un Bene Comuneun Dirittoe non una merce! L'acqua deve essere pubblica perché è vita e la vita non può avere un prezzo. L'Acqua deve essere pubblica perché acqua sei tu… e sono ioL'Acqua deve essere pubblica perché si scrive Acqua… e si legge Democrazia!

Domani 4 dicembre manifestazioni in molte città italiane, la lista sopra riportata "in stile vieni via con me" redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica può essere letta durante le manifestazioni o declinata come preferite. Lista e impaginazione grafica sono scaricabili qui

– Ci sarà una diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood;

– Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia;

– Nei giorni scorsi il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (Un medico in famiglia – Boris). Il video, che sarà presentato nella manifestazione di Roma in Piazza Santi Apostoli può essere proiettato in tutte le piazze. Qui per vederlo su youtube, qui  per scaricare una versione da circa 100 mb in ottima risoluzione, qui il file audio del pezzo;


– Potete mandare le foto della giornata di sabato a ufficiostampa@acquabenecomune.org per fare una gallery della manifestazione nazionale.

Regione Lombardia: rinviato il voto della legge regionale sull’acqua!



Consiglio regionale 30-11-10

Il Consiglio Regionale ne ridiscuterà il 23 dicembre; parziale vittoria dei Comitati per l’acqua pubblica.

La mobilitazione del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’acqua pubblica, messa in atto attraverso la mailbombing sui consiglieri regionali e il presidio davanti al Pirellone, ha determinato il rinvio della votazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia delprogetto di legge sui servizi idrici locali.

In occasione del dibattito di oggi, 30 novembre, in Consiglio Regionale, i Comitati per l’acqua pubblica hanno organizzato un presidio e unvolantinaggio all’ingresso del Pirellone; il “pressing” è poi proseguito con la presenza di una delegazione del Coordinamento Regionale dei Comitati, composta da Roberto Fumagalli e Rosario Lembo, come auditori ai lavori del Consiglio.

Grazie al lavoro di ostruzionismo da parte dei Consiglieri di opposizione, con la presentazione di una serie di emendamenti (a partire da quelli proposti dal Coordinamento Regionale acqua pubblica), unita ad una puntuale contestazione sul merito e sull’urgenza del provvedimento, la discussione si è protratta per tutta la giornata, e verso sera i partiti della maggioranza hanno accolto la proposta di rinvio della messa in votazione del provvedimento alla prossima seduta del Consiglio Regionale fissata per il 23 dicembre.

A far maturare la decisione del rinvio ha concorso certamente l’azione costante di e-mail inviate dai comitati e dai cittadini, ma ha pesato anche la presenza al presidio di amministratori di Comuni lombardi.  Il relatore della legge ha letto in aula l’Appello del Coordinamento regionale acqua pubblica e le ragioni della Manifestazione del 13 novembre; alcuni consiglieri dell’opposizione hanno letto in aula durante i loro interventi i messaggi di protesta inviati via e-mail da oltre 3 mila cittadini.

Nel merito delle obiezioni al provvedimento, le preoccupazioni sottolineate dai Consiglieri sono state quelle relative all’esproprio ai Comuni della titolarità del servizio idrico, all’obbligatorietà della messa a gara della gestione dell’acqua, alla mancata salvaguardia delle gestioni affidate a società totalmente pubbliche.

A questo punto, in preparazione della prossima seduta del 23 dicembre, si rende necessaria, accanto all’azione di monitoraggio e di vigilanza dei comitati e dei cittadini, una forte mobilitazione dei Sindaci nei confronti del Consiglio Regionale e delle forze politiche ivi rappresentante, per rivendicare con forza la titolarità dei Comuni rispetto ai modelli di affidamento e di gestione dei servizi idrici.

Il rinvio del voto tiene conto anche della possibilità che venga prorogata la soppressione delle Autorità ATO, anche in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Veneto.

Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica