Milano – acque all’arsenico? Vero pericolo o solo allarmismo? Domani scriviamo alla Regione per fermare la privatizzazione

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COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato Milanese Acqua Pubblica ritiene che le notizie di stampa sulla presenza di alte concentrazioni di arsenico rilevate a Milano (Corriere della sera di oggi), e le polemiche degli ultimi giorni sulla mancata concessione della deroga dell’Unione europea, possano determinare nei milanesi un ingiustificato allarmismo e una diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto.

L’arsenico rilevato da ARPA Lombardia nel sottosuolo dell’area Garibaldi-Repubblica nulla ha a che vedere con l’acqua erogata dall’acquedotto, i cui dati confermano la buona qualità e il rispetto dei limiti europei, ma riguarda l’ennesima mancata bonifica di terreni soggetti a piani di recupero con la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e commerciali.

La qualità dell’acqua distribuita a Milano e provincia da aziende interamente pubbliche è fuori discussione. La diffusione di notizie quantomeno ambigue può – forse vuole – creare allarmi ingiustificati proprio nel momento in cui il consiglio regionale lombardo si prepara a discutere la proposta della maggioranza di  accelerare l’approvazione di una legge che favorisce i processi di privatizzazione.

Il controllo della qualità che è giornalmente verificato a Milano e provincia non è evidentemente eseguito con analogo scrupolo da parte di altri gestori privati o pubblici che siano. Rispetto a queste gestioni i rilievi da parte europea sono ampiamente condivisibili e segnalano, con  l’inaffidabilità delle gestioni, la necessità del controllo diretto da parte dell’utenza della qualità dell’acqua che esce dai rubinetti.

La volontà della giunta di chiudere al più presto la partita sull’acqua non trova giustificazione e contrasta con la richiesta espressa dai cittadini lombardi con  240.000 firme  -1.400.000 a livello nazionale – di esprimere  la propria volontà nei referendum contro la consegna ai privati della gestione degli acquedotti.

A sostegno della civile battaglia in difesa del bene comune acqua nella mattina di martedì 30 si terrà un presidio davanti alla sede della Regione in via Fabio Filzi. 

Il Comitato Milanese Acquapubblica

Il coordinamento regionale Lombardo dei comitati per l'acqua pubblica invita tutti a mandare un’ EMAIL ai Consiglieri Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
Concentriamo la spedizione delle email il giorno: 
LUNEDI’ 29 NOVEMBRE, in modo da intasare la posta dei Consiglieri. 

 

TESTO DELLA EMAIL DA INVIARE AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


Egregio Consigliere,

     apprendiamo che il giorno 30 novembre p.v. verrà discusso e messo in votazione in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 57 inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
L’attuazione delle modalità di affidamento dei S.I.I., così come previste dal PDL, obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.

Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia(www.acquabenecomune.org). Riteniamo pertanto inopportuno che la Regione adotti provvedimenti prima del voto dei Referendum, tenuto presente che per la soppressione degli ATO la scadenza è fissata al marzo del 2011.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. 

A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto sottrarranno ai Comuni (ovvero agli Enti più vicini ai cittadini) le competenze decisionali in tema di governo e gestione di un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando quel modello di federalismo e di autonomia finora riconosciuto ai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo alla S.V. di:

  • non approvare le modifiche introdotte con il Progetto di Legge n. 57, per le parti in cui si esautorano i Comuni delle competenze in materia di governo dei servizi idrici (modifiche artt. 47 e 48) e in cui si applica il Decreto Ronchi (modifiche art. 49);
  • mettere in votazione gli emendamenti presentati dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica, finalizzati ad evitare i seguenti effetti:

– l’espropriazione ai Comuni del ruolo decisionale in materia di servizi idrici;

– il rischio di privatizzazione della gestione dei servizi idrici.

Il testo con gli emendamenti è scaricabile dalla pagina web:

www.contrattoacqua.it/public/up//Vertenze%20territoriali/Acqua_Lombardia_PDL57_audizione_def.pdf

 

Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

NOME COGNOME  _____________ 

 

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giuseppe.villani@consiglio.regione.lombardia.it

 

p.c.  roberto@circoloambiente.org 

 

 


 

Lista civica Milano 5 stelle pre-certificata senza i candidati.


 

Beppe Grillo, in questo video a Roma, dichiara in questi giorni che se ci saranno più liste civiche che richiedono la certificazione lui non può negarla se possiedono i requisiti e che farà scegliere sulla piattaforma nazionale con votazione quale lista dovrà concorrere alle elezioni. A parte il fatto che ha cambiato idea recentemente perché a settembre a Genova aveva ribadito che di lista civica se ne doveva fare una sola mettendosi d'accordo tra meetup, quindi sedendosi tutti allo stesso tavolo, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa quello che leggiamo sul forum della lista civica di Milano promossa principalmente dal meetup Grilli Milano. 

http://milano5stelle.forumfree.it/?t=51439797

Qui si parla di un incontro con lo staff di Beppe Grillo avvenuto ai primi di ottobre, la famosa Casaleggio, e si dice che come da loro suggerito viene fondato un comitato promotore della lista che sarà certificato (e questo dovrebbero averlo già fatto il che significa avere autorizzazione ufficiale all'uso del simbolo), non solo, viene deciso che fanno parte di questo comitato coloro che hanno partecipato alle due riunioni precedenti…. e che sono iscritti al loro forum (milano5stelleforumfree). 

Quindi il comitato promotore può agire ufficialmente come lista civica Milano 5 stelle senza avere ancora i candidati, che non verranno più certificati dallo staff di Grillo ma direttamente da questi prescelti che hanno partecipato alle prime due riunioni e che sono alla fine principalmente quelli del meetup 1 Grilli Milano? E tutto viene deciso dopo che le due riunioni sono avvenute e che non ci sono dubbi su chi ha partecipato e chi no…? Questa sì che è democrazia dal basso! 

Alla luce del recentissimo cambio di rotta di Beppe Grillo, significa quindi che se un gruppo di cittadini volesse fare un altro comitato promotore pur non avendo ancora tutti i candidati per attirare altri che volessero fare una lista a 5 stelle può farlo? Dunque non è più necessario avere tutti i candidati per chiedere l'autorizzazione all'uso del simbolo, addirittura si viene pre-certificati  ed autorizzati a certificare a sua volta i futuri candidati. Le liste poi vengono votate sulla piattaforma nazionale. Se sono io che non capisco, spero che qualche illuminato mi aiuti a capire meglio, questo blog è aperto ai commenti. Grazie.

Milanesi non siate timidi proponete la vostra lista dunque.

di Cinzia Bascetta

1.500 cittadini al workshop sul PGT con l’assessore Masseroli

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Ieri mattina siamo stati all'incontro sul PGT al teatro San Fedele, un incontro aperto a tutti i cittadini, presente l'assessore Carlo Giorgio Masseroli, Giovanni Oggioni Direttore Settore Pianificazione Urbanistica Generale, Marino Bottini Responsabile del Servizio di Coordinamento Pianificazione Urbanistica Generale e Paolo Simonetti Direttore Centrale Sviluppo del Territorio. 

Il PGT è stato illustrato con l'ausilio di alcune slides esemplificative, particolare rilievo è stato dato al Piano dei Servizi, al sistema della perequazione sulle aree destinate a servizio e a come la scomparsa della destinazione d'uso renderà più veloce il passaggio di un'area da produttiva a residenziale. E' stato spiegato come leggere le schede del piano e che la città, al fine di analizzare meglio i bisogni locali è stata divisa in 88 schede NIL (Nuclei d'Identità Locale). 

L'assessore ha parlato di 4.411 osservazioni giunte negli uffici comunali che possono essere un segno di partecipazione cittadina ma ha anche rimarcato che non lascerà spazio a tentativi di ostruzionismo ed ha sottolineato che la natura del piano non può essere stravolta in quanto è un testo che è stato adottato dal consiglio comunale quindi lui s'impegnerà affinché il piano giunga all'approvazione entro i termini e che quindi la discussione delle osservazioni venga completata entro il 14 febbraio, ha proprio detto che lui non si fermerà di fronte a niente. Ha spiegato il suo punto di vista ed ha detto che la felicità dipende anche dalle relazioni, ha detto che ci devono essere regole condivise per non far fermare la città, che le interpretazioni ci fanno male quindi ci vogliono regole chiare. Il PGT dà una nuova lettura della città, che vuole essere più flessibile, senza bloccare buoni investimenti, dice ed ha anche aggiunto che la politica è confusa ma non le nostre esigenze. Sulle osservazioni l'assessore dice che se saranno riconosciute migliorative rispetto all'obiettivo, ossia, rendere la città più vivibile saranno sicuramente accolte nel piano.

Nella seconda parte della mattinata, essendo un workshop, i relatori hanno risposto alle domande dei presenti. Era stato predisposto un modulo, consegnato all'ingresso, su cui scrivere le proprie domande. 

Le mie le ho fatte a nome del Comitato Cittadini Virtuosi. E' stato chiesto:

Le forze del comune sono sufficienti a garantire la messa in opera di tutto l'apparato necessario a raccogliere ed analizzare periodicamente le richieste ed i cambiamenti che avvengono nelle zone? Come i cittadini possono far pervenire le proprie osservazioni e necessità? Quanto saranno coinvolti i consigli di zona? Ad oggi svolgono solo un ruolo di consultazione, potranno avere più peso in merito alle decisioni sui servizi?

L'assessore ci ha risposto così.


 

La seconda domanda: il PGT distingue tra servizi indispensabili e non. I privati profit potranno gestire anche servizi indispensabili? Se sì, saranno tenuti ad offrire il servizio agli stessi prezzi della gestione pubblica in modo che il cittadino non venga penalizzato?

Ci ha risposto Marino Bottini che dice che essendo servizi accreditati e convenzionati è auspicabile, anzi devono fare gli stessi prezzi dell'operatore pubblico.


 

Nel testo la parola convenzionato compare solo qui: DdP paragrafo 3 pag 185 

"Da un lato si pensa a particolari forme di facilitazione all’insediamento delle attività(sia per gli aspetti commerciali che per gli aspetti urbanistici) a fronte del “convenzionamento”per la fornitura di servizi con finalità di sostegno sociale a specifici destinatari(“commercio convenzionato”). Dall’altro lato, alla sperimentazione di una struttura che abbiamo per il momentodefinito “incubatore commerciale” in analogia con quanto è già operante nel campodegli incubatori d’impresa, ritenendo che un sostegno, in varie forme da definire,per la fase di start up dell’insediamento in un contesto difficile potrebbe consentireanche in queste situazioni, la dotazione di servizi commerciali indispensabili allaqualità urbana."

C'era anche una terza domanda:

Come e da chi verranno fatti i controlli ex-post che il PGT vorrebbe introdurre? Ci sarà un sistema di ascolto dei cittadini anche a questo proposito? A questo però mi sembra non abbiano risposto

In conclusione l'assessore ha voluto chiarire che il mercato delle volumetrie non sarà gestito da una banca. Inoltre "Il fatto che si dia flessibilità al sistema vuol dire checché ne dica qualcuno, il fatto che ci siano delle case vuote dove nessuno vuole andare ad abitare ed uffici vuoti che nessuno vuole usare, non è che bisogna obbligare affinché la gente usi quelli, bisogna fare in modo che siano o buttati giù, o rifatti oppure cambio destinazione, flessibilità. Se viene costruito un immobile a prezzi accessibili,a qualcuno che abita in un posto che fa schifo, tenderà a spostarsi e via via si creeranno immobili che saranno buttati giù e ricostruiti. Un operatore immobiliare ha bisogno che le case siano vendute e se non ritiene che ci sia mercato non le fa perché non si sono mai visti operatori immobiliari scemi, non ci sono, e se ci sono falliscono. Quindi vuol dire che non è che visto che ci sono non bisogna fare altro, facciamo una città che cresce, che evolve, che cambia, che migliora e magari l'operatore immobiliare magari troverà il percorso per proporre vantaggi alla gente che si sposta in questa (area) acquisendo quell'area (la vecchia) buttando giù e ricostruendo. Cioè è un percorso in cui la flessibilità lascia lo spazio alla vostra intrapresa che prima non era possibile perché era tutto cristallizzato. La non cristallizzazione è una funzione necessaria perché l'economia si sviluppi e il sistema migliori, quindi io non obbligherò nessuno ad andare via dalle case vecchie. Sono convinto che se interpretiamo bene questo strumento che ci siamo messi nelle mani, questo percorso accadrà"

di Cinzia Bascetta

Ora anche i giudici ammettono i danni da vaccino.

Vaccinoantipolio

Sulla rivista scientifica Effervescienza leggiamo questo articolo di Furio Stella.

Vaccinazioni, nuovi rischi. Non è una buona idea.

Anche in Italia stiamo cominciando a svegliarci. Meglio  tardi che mai. E difatti,  a quasi un anno di distanza dalle denunce di Boyd Haley sulla pericolosità del mercurio e i danni da vaccini (vedi il numero 9 di maggio 2009 di EfferveScienza), rieccociqui a parlare di rischio vaccinazioni. A cominciare dalla buona notizia arrivata nel febbraio scorsoda Busto Arsizio (Varese), dove un giudice per la prima volta in Italia, ha riconosciuto la possibilità di un nesso causa-effetto tra vaccinazione e autismo. «Mancando la prova di altre cause concomitanti, c’è una ragionevole probabilità che ciò sia avvenuto», ha detto in buona sostanza il tribunale di Busto, condannando il Ministero della Salute a risarcire i genitori di un bambina di Gallarate che aveva sviluppato problemi di autismo proprio in seguito a una vaccinazione obbligatoria (era un’antipolio), secondo quanto prescritto dalla legge 210del 1992 che risarcisce appunto i danni causati da vaccini. Sentenza clamorosa. Non soloperché i danni da vaccino sono contestati dall’establishment ufficiale, i cui rapporti con le case farmaceutiche sono tutt’altro che limpidi ed esenti da conflitti di interesse, ma soprattutto perché il tribunale di Busto, nell’emettere la sentenza, ha contraddetto persino il suo stesso consulente tecnico che aveva espresso parere contrario.

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PGT Milano. Le nostre osservazioni al Piano dei Servizi

Milano

Il PGT apre le porte ai privati per la gestione dei servizi dei milanesi . Si potrebbe pensare che molte aziende, se ben gestite, siano efficientissime, ma l'azienda in sé fa in primis i suoi interessi e non quelli dell' utilizzatore. Le istituzioni nascono per tutelare il cittadino ed in quest'ottica dovrebbero sempre fare gli interessi di quest'ultimo garantendo la massima equità. Cosa succederebbe se un'istituzione cominciasse a ragionare in termini di profitto? Da una parte si potrebbe dire che è un bene perché in questo modo si creano ricchezze per la collettività ma, se il fine ultimo dell'ente pubblico fosse il profitto, le scelte si baserebbero su questo e che dire se la nascita di un servizio dipendesse dall'incrocio tra domanda e offerta? Il Comune sceglierà di fare arrivare un mezzo di trasporto in una zona non densamente popolata? O di mettere un asilo? Qualsiasi azienda che si rispetti no, perché non sarebbe una scelta sostenibile, come anche far andare i mezzi nelle ore notturne per esempio a meno che non salgano i prezzi.

La stessa cosa se a gestire i servizi sono proprio i privati. Il Comune in qualità di enabler (facilitatore) analizza domanda ed offerta in ogni ambito territoriale, facendo una panoramica anche sulla eventuale già presenza di associazioni no-profit o aziende private profit. Il comune finanzia il servizio ma sarà il privato a gestirlo e quale privato gestirebbe mai un asilo in una zona con pochi bambini, farebbe circolare i bus la notte, farebbe prezzi modici in piscine e musei…? Verrà stilato un elenco di privati accreditati dal Comune e questi potranno concorrere all'assegnazione del servizio, ricevendo concessione d'uso di uno spazio pubblico o diritti edificatori. 

Quale privato rinuncerebbe ai finanziamenti statali agli inceneritori, in favore del più sano e pulito RICICLO TOTALE dei rifiuti? La logica del profitto non va a braccetto con la tutela del bene comune e con l'equità della distribuzione e dell'accesso ai servizi. Per questo abbiamo presentato le nostre osservazioni al PGT per indicare che:

Il Piano dei Servizi dovrebbe mettere al centro e porsi come obiettivo la soddisfazione e la risposta ai bisogni dei cittadini, tutti, sia quelli che vivono in zone più popolate che meno e non "la libertà di scelta dei cittadini". "La frase "e comunque intervenire in maniera residuale qualora tale risposta non sia sufficiente. " non è sufficiente a garantire che vi sarà un equa distribuzione dei servizi in quanto è accostata ad un principio "la libertà di scelta" che può essere interpretato in questo senso. Il cittadino è libero di scegliere dove vivere ma la libertà di scelta spesso dipende molto dalle disponibilità economiche di una persona.

Nel PGT, non ci sono categorie di servizi definite e/o escluse a priori. L’ Amministrazione stabilisce quote della nuova edificazione da cedere perservizi indispensabili, senza indicare già di quali tipologie si tratta, ma distinguendo tra aree a verde e servizi costruiti. Su questi ultimi, il Piano,costantemente aggiornato, avrà una lista da cui attingere (i servizi minimi che si impegna a garantire), a seconda della localizzazione del progetto, dei fabbisogni rilevati o prospettati, dell’accessibilità, della dimensione dell’intervento, ecc…
Sarebbe bene invece definire categorie di servizi minimi garantiti in ogni quartiere vecchio o nuovo oppure entro una certa distanza, raggiungibili senza difficoltà e senza doversi spostare troppo, il che va anche a favore di una riduzione del traffico, potremmo chiamarli i servizi a Km zero. Asili, scuole, centri per anziani, laboratori di analisi, consultori, studi medici, negozi alimentari…

Sarebbe bene aggiornare il piano ogni due anni invece che ogni sei mesi per evitare il pericolo che si usi la scusa di un eventuale cambiamento di situazione a giustificazione del non raggiungimento degli obiettivi che ci si erano posti. 

Non è bene privilegiare solo i controlli ex-post, visto che si vogliono dare in gestione servizi ai privati ma anche ex-ante.

Non è bene che il comune finanzi un servizio che sarà gestito da un privato se questi non è tenuto poi per lo meno a fornire il servizio a prezzi "comunali" cioè modici.

Non è chiaro il ruolo degli stakeholder. 
Sono coloro che, avendo interesse al piano debbono essere ascoltati oppure sono coloro di cui bisogna curare gli interessi? Sono considerati come i cittadini che però sono quelli che pagano?
Gli unici interessi che un'istituzione pubblica deve tutelare sono quelli del cittadino.

Il Comune non può essere enabler o facilitatore ma deve erogare e regolamentare i servizi in quanto da gestione “per il bene comune” si passa a gestione “per il massimo profitto” con un aumento di costi per i cittadini, anche perché alcuni dei servizi, molti dei quali vitali [vedi acqua] vengono gestiti in regime di monopolio e quindi danno la possibilità di ricatto inoltre l’Ente Pubblico perde il suo patrimonio di conoscenze.
Abbiamo già visto il risultato di questo: ad esempio quando l’Ente pubblico deve poi costituire delle Authority di garanzia è costretto a prenderne il personale dalle aziende che l’Ente deve controllare perché solo loro hanno le competenze, e così si genera un inevitabile conflitto di interessi.

Bisognerebbe eliminare la parola profit dalla gestione dei servizi ai cittadini. Un servizio può essere in mano o al pubblico o a privati no-profit vedi associazioni. Per esempio non ha senso che i trasporti urbani siano in mano a privati profit in quanto si tratta di una attività necessaria. Perlomeno dividere ciò che è necessario è no-profit, il superfluo al profit.

In ultimo, nel PGT è appositamente esplicitato che il Comune non cede la gestione laddove non è in grado di farlo lui, non si tratta di questo tipo di approccio bensì crea le condizioni per facilitare la nascita di un servizio. Qui viene ribaltato il ruolo dell'attore pubblico e la gestione passa ai privati di prassi, tranne dove ci sono già servizi comunali attivi.

di Cinzia Bascetta

Difendiamo la nostra acqua.

Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



 

 

Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

 

Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

Sabato 13 novembre 2010

dalle ore 10 alle ore 13

Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

 

 Cinzia Bascetta

 

LEGNANO: PRIMO MATRIMONIO RITO CIVILE ITALIANO DI COPPIA TIBETANA!!

Sposa_Tibetana

Quando: sabato 6 novembre 2010 12.00

 

Dove: PALAZZO MALINVERNI – Municipio

Piazza San Magno 9

Legnano, MI

3493824073

 

Questo evento Meet Up, è il primo nella storia Italiana.

 

A Legnano il 06 Novembre 2010, alle ore 12, presso il Comune di Legnano, il nostro Sindaco Dr Vitali, celebrerà il primo matrimonio con rito civile ad una coppia di giovani TIBETANI residenti nel nostro comune.

 

Una mia carissima amica, Nicoletta Arcuri, da sempre impegnata per la pace e da sempre in passionaria sintonia con il popolo del Tibet, mi chiede di divulgare il più possibile questa notizia anche fuori dal legnanese.

L'organizzazione del matrimonio è curata da Nicoletta la quale cercherà di rendere comunque la stessa celebrazione il più possibile in sintonia con i loro riti e le loro usanze.

Sarà un evento di non perdere se non fosse per un chiaro e *Solare Segno di Pace*..

 

Marilena Ballestriero

 

Di seguito il testo della sua richiesta:

 

 

"Buongiorno. sono una semplice cittadina, attiva nella causa del popolo del

Tibet (realtà che ho toccato di persona), Vi scrivo perché vorrei

chiedervi la cortesia di informare il popolo italiano sul fatto che il 6

novembre 2010 alle ore 12 presso Il palazzo Municipale di Legnano Ex sala

Consiglio , P.zza San Magno , si celebrerà il primo matrimonio col rito

italiano di una coppia tibetana ,( residente nel comune di legnano) , sarebbe

molto bello se poteste dare risalto a questa notizia in segno di

solidarietà e riconoscimento per questo nobile popolo che dal 1959 si batte per

veder riconosciuti i propri diritti umani, ricordando che i diritti umani non

hanno né religione né partito politico, fanno parte della dignità dei

cittadini di tutto il mondo, ( e sostengono tra l'altro ciò con lotte senza

né armi né violenza!!!) non da poco per i tempi che viviamo!!!! Cosa che

purtroppo però li penalizza in quanto li fa diventare un popolo oltre che poco

numeroso anche invisibile!!!

Vi sono grata per quello che potete fare e vi ringrazio anche a nome del

popolo Tibetano.

 

Cordiali saluti Nicoletta Arcuri

sono a disposizione per qualsiasi cosa ,

Arcuri Nicoletta – Viale Italia, 67 – 21053 Castellanza – Va – cell 3493824073

 

 

Un ingegnere, internet e cittadini attivi per riprogettare Milano

 

 

Oggi abbiamo protocollato presso gli uffici del Comune uno studio di fattibilità per installare pannelli fotovoltaici sui tetti di 41 scuole medie-superiori di Milano. Un progetto nato da cittadini che vogliono contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della propria città. L'idea è nata da quelle fucine  che possono essere varie piattaforme internet quando dentro si incontrano le persone giuste, che non ne fanno una sede di partito o uno strumento di potere ma solo uno strumento di lavoro. Noi  siamo partiti in questo clima e grazie alla collaborazione del giovane ingegnere edile Lorenzo Colombo è stato possibile elaborare questo progetto. Tutto ruota intorno a questa semplice frase:

è possibile salvare l'ambiente e contemporaneamente guadagnarci.

Pensiamo che la politica qualche volta abbia bisogno di suggerimenti. La classe politica italiana è costituita per la maggioranza da persone di una certa età, persone non aggiornate sulle potenzialità delle nuove tecnologie e che continuano ad investire su tecnologie vecchie. L'utilizzo dei pannelli solari ha diversi vantaggi:

– produrre energia da fonti rinnovabili e contribuire sensibilmente ad abbattere le emissioni di CO2

– guadagnare dalla vendita della parte di energia prodotta in eccedenza

– guadagnare ulteriormente grazie al contributo del conto energia

Questo è il nostro primo contributo alla gestione della nostra città, Milano, speriamo che l'amministrazione comunale ne faccia buon uso e ci rimettiamo al lavoro per il prossimo progetto.

Comitato Cittadini Virtuosi di Milano

Regno Unito. Vittime e danneggiati da vaccino

 

Vaccini

27 ottobre 2010 Il Times pubblica questo

Quaranta bambini sono morti dopo una vaccinazione di routine con MMR e 2.100 in più hanno subito una reazione grave, le autorità sanitarie del Regno Unito sono state costrette a divulgare questa notizia in settimana – e queste cifre sono solo la punta dell’iceberg. Due dei bambini vaccinati sono rimasti danneggiati permanentemente al cervello, e altri 1500 bambini hanno subito reazioni neurologiche, tra cui 11 casi di infiammazione del cervello e 13 casi di epilessia e coma. Nel complesso, ci sono stati più di 2.100 reazioni avverse al vaccino per l’infanzia nel Regno Unito negli ultimi sette anni. La sanità inglese e Healthcare Products Regulatory Authority (MHRA), furono costretti a rivelare i dati a seguito di una domanda di un giornalista sotto legislazione sulla libertà di informazione. Il quadro reale è probabilmente molto peggiore. I casi MHRA sono solo quelli che i medici hanno riferito, se i medici non credono che il vaccino abbia provocato la reazione, non lo segnaleranno. Si sospetta che appena il 10 per cento di tutte le morti e le reazioni da vaccino vengano sempre segnalate; se è così, questo significa che 400 bambini sono morti per un vaccino e 21.000 hanno sofferto una reazione avversa nel solo Regno Unito. La vera situazione sarà molto peggiore in paesi come Stati Uniti, Italia e Francia, dove la vaccinazione per l’infanzia è tuttora obbligatoria. Il mese scorso, il governo britannico è stato costretto da un tribunale a pagare i danni di una madre il cui figlio ha subito gravi danni cerebrali dopo una vaccinazione MMR. Altri 500 casi simili sono attualmente in esame presso i tribunali del Regno Unito. Queste poche cifre rappresentano una grave battuta d’arresto per il rapporto tra medici vaccinatori e genitori. Molti genitori hanno accettato le rassicurazioni dei medici e delle autorità sanitarie che dichiarano che i vaccini sono sicuri, e che stanno facendo il meglio per il loro bambino e la comunità. Ora invece, se le cose vanno male, potrebbero essere meno propensi a credere alle smentite del medico e sicuramente inizierebbero a pensare che il vaccino è da biasimare.

Fonte:

https://www.thetimes.co.uk/article/40-deaths-linked-to-child-vaccines-over-seven-years-5xwhd9jtprr